Approvato l'Atto contro il riordino della sanità iblea. Tutti d'accordo eccetto i distinguo di D'Asta (PD) e Leggio (M5S), che li vorrebbe tutti in galera

Approvato l'Atto contro il riordino della sanità iblea. Tutti d'accordo eccetto i distinguo di D'Asta (PD) e Leggio (M5S), che li vorrebbe tutti in galera
Il Consiglio comunale, ieri, ha approvato all’unanimità l’atto in difesa della sanità iblea. Questo documento prende le mosse da quel Consiglio aperto, svoltosi qualche settimana fa, nella Piazza Caduti di Nassiriya, davanti l’ospedale Civile. Una delle primissime volte che vede tutte le forze politiche di Palazzo dell’Aquila schierate compattamente nell’affermazione di un diritto e contro quello che tutti, o quasi, hanno definito l’ennesimo scippo compiuto ai danni della provincia iblea.
“Ringrazio l’intero Consiglio comunale, i Capigruppo e il presidente Giovanni Iacono, che hanno deciso di portare avanti una battaglia giusta - così ha esordito il primo cittadino dando il là al dibattito sull’approvazione del documento -. Una battaglia, così come la definimmo durante il Consiglio comunale aperto, una battaglia a tutela della sanità iblea e non una sterile presa di posizione di stampo campanilistico. Il piano voluto dalla Regione, a cui tutti noi ci opponiamo, è uno strumento che danneggia tutti. Questo piano di riordino è stato bocciato, e la cosa ci rincuora, sia dal Ministero dell’Economia che da quello della Sanità. Non si può giocare – continua il sindaco Piccitto – con la salute dei cittadini, ecco perché diciamo no ai tagli, a questa falsa razionalizzazione e al taglio dei posti letti. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto di poter incontrare l’assessore alla Sanità Gucciardi, ma ancora non abbiamo ricevuto nessuna risposta e penso che nessuna risposta arriverà. E questo è emblematico. Voglio ribadirlo con estrema chiarezza – conclude il sindaco – nessun campanilismo muove quest’Aula e deve esser fuor di dubbio che la sanità non può esser vittima di basse logiche politico-spartitorie”.
Tutti concordi nel dire no a questo piano di riordino. Maggioranza e opposizioni per una volta parlano con una voce sola, addirittura il consigliere Tumino propone di andare direttamente a Roma e manifestare sotto i Palazzi del potere, in difesa di un diritto inalienabile. Per il consigliere Porsenna (M5S) bisognerebbe fare una denuncia contro ignoti, per Ialacqua (Movimento Città) questo è solo l’ultimo atto depredatorio di cui siamo vittima, per la Marino, l’atto voluto dall’assessore Borsellino, prima, e da Gucciardi, dopo, è una spada di Damocle su tutti noi, le cui conseguenze ricadranno drammaticamente sulle future generazioni.
L’unica voce fuori dal coro, quella consigliere Mario D’Asta (PD). Secondo quest’ultimo il rischio è proprio quello di buttare il bambino insieme con l’acqua sporca. “Durante quel Consiglio aperto – dichiara il consigliere renziano – ho sentito tante analisi e delle buone proposte, ma tanta, troppa, demagogia, troppo populismo nelle arringhe di certi personaggi. Un atteggiamento questo – spiega D’Asta – buono solo a creare confusione e ad alimentare certi appetiti politici. Non si può bocciare in toto questo atto aziendale, chi lo fa mi dimostra di non averlo letto e di non averlo compreso. E’ sbagliato dire in assoluto che il riordino della sanità, voluto dall’Assessorato regionale, impoverisca la nostra sanità, sia essa siciliana che ragusana. Quel documento è parte di una riforma più ampia, che prende le mosse dal decreto Balduzzi, in favore di nuovi principi, di una maggiore razionalizzazione, in difesa del territorio e dei cittadini. Tutti sappiamo qual è il problema: sono i piccoli ospedali. Io da medico – continua D’Asta – non ho alcun interesse a difendere le Unità operative complesse, mi interessa, invece, la qualità del servizio e cioè che le unità semplici facciano e possano fare il loro lavoro al meglio. Un dato solo – conclude D’Asta – lo voglio dire a chi continua a dire che questo atto avrebbe o sta impoverendo la nostra sanità, questa gente lo sa che dei 250 concorsi previsti 109 riguardavano Ragusa? Queste persone lo sanno che questo piano avrebbe mantenuto il rapporto di 1,8 infermieri per ogni medico? Questi dati valgono più di tante parole, questa è la qualità di cui parlavo. Detto ciò, non voglio dire che il Piano così come è stato concepito non vada riformato, ma neanche demonizzato”.
Un atteggiamento insulto, quello di D’Asta, per Gianluca Leggio, esponente del M5S. Non ci sta Leggio a bersi tutte queste promesse e si infuria. “Quali concorsi e concorsi, quali promesse, le solite – si sgola dal suo scranno – i cittadini lo devono sapere, qualcuno glielo deve dire che a Palermo si sta giocando sulla loro pelle”. Sono tutti complici, Udc e Pd in testa, “continuano a blaterare, quando invece dovrebbero andare – conclude Leggio – tutti a casa, se non in carcere direttamente”.
Gulino (M5S): “La consigliera Migliore mi attacca perché non è riuscita a comprarmi”

Gulino (M5S): “La consigliera Migliore mi attacca perché non è riuscita a comprarmi”
Questa l’accusa di Gulino alla collega Migliore. “Io non volli entrare nel suo Gruppo e lei attacca me e l'associazione Aeop/Aeza. A fine agosto le consigliere Migliore e Nicita presentano un’interrogazione, questi i fatti, su alcune presunte irregolarità dell’associazione di volontariato Aeop/Aeza. Le due esponenti del Laboratorio politico culturale 2.0 paventarono, infatti, un grave conflitto d’interessi (il vicepresidente dell’Associazione in questione è il consigliere pentastellato Dario Gulino), tutta una serie di irregolarità negli atti ed un presunto sfruttamento dei volontari. Qualche giorno fa è giunta la risposta all’interrogazione succitata.
Una risposta lunga ben 26 pagine, che la consigliera Migliore bolla come pura “filosofia” ossia tanta carta, tanto inchiostro, per non rispondere e sviare l’attenzione dell'opinione pubblica. Questo in sintesi il pensiero della Migliore, che minaccia di non presentarne più, visto che l’Amministrazione Piccitto ignora sistematicamente le sue interrogazioni. “Noi non siamo contro i volontari, anzi. Siamo contro chi non rispetta le regole, contro le irregolarità, contro chi è per il clientelismo”, tuona dai banchi dell’opposizione, ieri sera, la consigliera Migliore.
“Siamo alle solite. Presentano un'interrogazione, nella speranza di fare qualche scoop, arriva la risposta dell'Amministrazione e di conseguenza la loro magra figura. Mi stranisce – prosegue Dario Gulino del M5S – che la Migliore, che fu pure assessore, non capisca la risposta tanto dettagliata alla sua interrogazione. Non si capisce il perché la Migliore parla di uno spettacolo, solo perché i volontari chiamati in causa dalla sua interrogazione hanno deciso di partecipare alla scorsa seduta consiliare? Le dà fastidio che queste persone hanno deciso di metterci la faccia? Ha paura del fatto che i volontari siano venuti a sentire le cose che lei e la Nicita avevano o non avevano da dire? Il fatto è un altro – spiega Gulino – questo è semplicemente un attacco politico alla mia persona, solo perché io non ho ceduto alle sue lusinghe, solo perché io non mi sono fatto comprare. Tempo fa – racconta il consigliere Cinquestelle – respinsi le sue avance rifiutandomi di entrare a far parte del suo Gruppo, ed ecco le conseguenze”.
Sono parole grosse quelle volate ieri in Consiglio comunale, tutte da accertare e tutte da approfondire. Adesso è doveroso capire dove sta la verità e soprattutto qual è, come, tra l'altro, fa notare lo stesso presidente del Consiglio Giovanni Iacono, intervenuto subito dopo le dichiarazioni del consigliere Gulino.
Chiude lo Spaccio Alimentare. Ragusa si spopola e la colpa è solo dei ragusani

Chiude lo Spaccio Alimentare. Ragusa si spopola e la colpa è solo dei ragusani
Chiude lo Spaccio Alimentare a Ragusa. L'hard discount di viale Sicilia. Tutti preoccupati, tutti allarmati per la "galoppante desertificazione" del centro storico. Vero, lo spopolamento del centro di Ragusa è un fatto innegabile. I negozi si spostano in periferia o nei centri commerciali, con un unico grande risultato: il centro di Ragusa si sta tramutando in un quartiere dormitorio, spesso caratterizzato da immobili fatiscenti, costituiti da piccoli appartamenti, mal riscaldati e non rifiniti. Casette che i proprietari non ristrutturano, ma preferiscono locarle a poco prezzo a chicchessia, contribuendo, direttamente o indirettamente, a quel famigerato degrado di cui tutti parlano.
L'Amministrazione potrebbe fare qualcosa? Forse. Certo la politica può mettere in campo risorse ed idee per contrastare questo fenomeno, ma ciò non basta. Se il centro storico è in questo stato, va detto, è anche e forse soprattutto colpa dei proprietari dei vari immobili, che forse son convinti di vivere a Roma o a Milano. Basterebbe guardare i canoni di locazione per giustificare le scelte dei tanti commercianti che hanno deciso di andare altrove.
Lo Spaccio Alimentare, ad esempio, si è trasferito a Modica, perché qui il canone mensile di locazione era divenuto insostenibile. Un altro esempio? Via Roma, quella che un tempo fu il salotto buono della città. E' vero, sempre più gente, oggi, decide di farsi una passeggiata in via Roma e di ciò dobbiamo ringraziare la passata amministrazione, che decise di pedonalizzarla e di rifarne la pavimentazione, l'arredo. Ciò che non può esser taciuto, però, è lo spettacolo indecoroso di quella via, dove per ogni negozio che riesce ancora a rimanere aperto, ve ne sono tre o quattro che da tempo hanno chiuso battenti. Lo spettacolo diviene ancora più deprimente se ci spostiamo nelle vie limitrofe, come corso Vittorio Veneto, via Mario Leggio o il Corso Italia.
A questo punto se Ragusa vuole salvare il suo centro storico sarebbe opportuno che ognuno facesse la sua parte, in primis i privati.
Riforma della sanità siciliana. Il Ministero della Salute: "Tutto da rifare"

Riforma della sanità siciliana. Il Ministero della Salute: "Tutto da rifare"
Il Ministero della Saluta boccia, sonoramente, il piano di riordino della sanità siciliana voluto dalla Borsellino, il che vuol dire che viene cassato pure il piano dell'attuale assessore al ramo, Baldo Gucciardi, in quanto prende le mosse da quello firmato dal suo precedessore.
Il Ministero, nonostante dica che l'idea della Borsellino andava nella giusta direzione, ne boccia l'impianto generale perché troppo poco incisivo. Se è vero che la riforma affronta tutti i punti critici della sanità siciliana, tuttavia non riesce a risolverli.
Le criticità. I piccoli ospedali non vengono chiusi, la mancata riforma della rete del 118, la permanenza di pronti soccorso nei Pta ed i mancati tagli alla sanità privata, vecchio lascito delle presidenze precedenti, con l'amministrazione Cuffaro in testa. La prima e forse più tragica conseguenza, quanto meno nell'immediato, è il blocco dei concorsi previsti, si parla di circa 5000 posti di lavoro.
Per quanto riguarda la nostra provincia. La nota, a firmata dal direttore generale della programmazione sanitaria Renato Botti, riporta all'anno zero l'interminabile diatriba, che ha tenuto banco negli ultimi giorni, sulla validità del piano di riordino della sanità iblea e su quanto questo avrebbe inciso negativamente sul futuro del nuovo ospedale di Ragusa, il Giovanni Paolo II, che ha visto contrapposte le autorità della città di Ragusa, con il presidente del Consiglio Giovanni Iacono in testa, al manager Aricò e alle autorità delle città di Comiso, Vittoria, Modica, Pozzallo, Comiso e Scicli. Questa bocciatura, naturalmente, riaccende i riflettori sull'importanza e sull'utilità di chiudere nosocomi quali quello di Scicli e Comiso.
Adesso la palla passa a Palermo. L'assessore Gucciardi, infatti, può fare solo due cose: o congelare tutto in attesa di nuovi chiarimenti e direttive da Roma o ignorare la nota del dicastero della Salute, ma Gucciardi, Crocetta e l'Ars tutta, hanno veramente la forza e la voglia di andare allo scontro diretto con la Lorenzin?
La Sigona (M5S) si toglie qualche sassolino dalla scarpa e fa mancare il numero legale

La Sigona (M5S) si toglie qualche sassolino dalla scarpa e fa mancare il numero legale
Finalmente il Consiglio comunale di Ragusa sta discutendo il Bilancio previsionale 2015 che, ricordiamo, andava approvato entro il 30 settembre scorso, pena il commissariamento dell'Ente.
I tempi sono stretti, gli animi nervosi, quindi bisogna procedere celermente, non si può perdere tempo.
Sono le 12.30 quando, però, la consigliera pentastellata Gianna Sigonadecide di fare ostruzionismo ossia di uscire dall'Aula e far mancare il numero legale. Un'esponente della maggioranza, perché? Ma l'ostruzionismo non lo fanno quelli dell'opposizione che avrebbero tutto da guadagnare dal commissariamento?
Glielo abbia chiesto.
"Sì, ho deciso, di proposito, di far mancare il numero legale"
Perché consigliera?
"Sono tanti i motivi"
Non è proprio un comportamento ortodosso il suo. La sua sembra una vendetta o se preferisce una ripicca, sbagliamo a pensare ciò?
"No. La vicenda che ha coinvolto la mia famiglia, come tante altre è inaccettabile (i servizi cimiteriali hanno "perso" la salma del fratello della consigliera. Motivo per cui, qualche giorno fa, il padre della Sigona si è incatenato in Comune per avere giustizia, ndr.). E poi, ciò che mi ha dato ancor più fastidio sono state certe dichiarazioni a dir poco sprezzati di qualche assessore".
Quali?
"No comment"
E' solo questo il motivo? O c'è dell'altro?
"Le posso dire solo che oggi si gioca una partita importantissima per la Città, ma più di un consigliere della maggioranza ha ben deciso di non presentarsi. Temo per futili motivi, io, nonostante mia figlia sia a casa con la febbre alta, sono qui a fare il mio dovere. E' un fatto di responsabilità, di dignità".
"Il teatrino dei burattini e dei burattinati dei nostri amici pentastellati"

"Il teatrino dei burattini e dei burattinati dei nostri amici pentastellati"
Che non correva e non corre buon sangue tra i due meet up ragusani, è cosa ben nota. Gli uni piegati alla realpolitik - almeno così si dice - gli altri duri e puri. La cosa strana è che i due gruppi si definiscono, senza alcuna paura, portatori degli ideali targati Beppe Grillo. Nessun dissenso col Capo, nessun dissenso con i suoi delfini più fidati - Di Battista e Di Maio in testa -, fatto sta, che i due gruppi ragusani, sono in "guerra" e, ben presto, la bomba esploderà e, come ci dicono i ben informati, farà molto clamore.
Quelli di RagusAttiva 5 Stelle, i fuoriusciti, i "duri e puri", insomma i "massimalisti", non perdono occasione per criticare le scelte dell'Amministrazione e del sindaco Piccitto, ciò era vero ieri, come lo è oggi, il fatto è che da qualche tempo a questa parte, la critica si è fatta, volendo esser gentili, più incalzante, a tratti violenta.
Gli altri, quelli ufficiali, quelli legati a doppia mandata all'Amministrazione, quelli che con l'Amministrazione non sono mai in dissenso, insomma gli appartenenti al meet up "vero" e originario, scalpitano, vorrebbero dirgliene quattro (ne siamo certi, ndr.), non vedono l'ora di chiudere la partita, una volta per tutte, con questi "traditori" che remano contro, ma per ora tacciono. Forse, qualcuno da Palermo o da Roma ha messo un out out, quanto meno per ora. Ragusa è e deve essere un laboratorio, il fiore all'occhiello del Movimento, una vetrina per tutti, un risultato da poter sbandierare orgogliosamente in giro per l'Italia; risultato che non può essere inficiato da piccole e fastidiose scaramucce di provincia. Quindi per ora, gli "organici" all'Amministrazione, subiscono e basta, incassano. Certo, i malumori ci sono e non sono lievi.
"Non bastavano le opposizioni sempre pronte a sparare a zero su sindaco e Giunta, adesso gli fanno il verso pure questi, che non sanno o non voglio capire". "Sono bravi solo a costruire critiche strumentali, buone a gettar discredito sul lavoro dell'Amministrazione". Sono questi, in sintesi, i pensieri degli "organici".
Emblematiche sono le querelle, di questi giorni, sulle trivellazioni e sul bilancio. Trivellazioni. Un atto dovuto, un obbligo a cui Piccitto non poteva sottrarsi, ma doveva solo ratificare, visto gli accordi precedentemente presi dalle passate amministrazioni. Questa l'idea, per altro non proprio peregrina, degli "organici". Un tradimento vero e proprio della rivoluzione verde tanto decantata dal Movimento, è l'idea degli appartenenti a RagusAttiva 5 Stelle. Bilancio. Uno strumento raffazzonato, che sta dissanguando i cittadini, frutto esclusivamente di logiche spartitorie. Questo per i fuoriusciti dal Movimento. Un atto dovuto, vista la riforma degli enti locali, è l'idea degli organici.
Agli esponenti del meet up ufficiale questa guerra dei nervi non va proprio giù e perciò non lesinano stoccate, anche molto pesanti. A dir loro, gli esponenti di RagusAttiva 5 Stelle non sarebbero neanche in grado di formulare una critica sensata, se non fossero diretti, manovrati, guidati da una mente occulta e per nulla sprovveduta. Ma chi può essere questa eminenza grigia contro cui tutti puntano il dito? Naturalmente Claudio Conti. L'ex assessore all'Ambiente, defenestrato perché "lento" (così come lo definì il sindaco in conferenza stampa, ndr.) ed oggi entrato addirittura nelle grazie delle opposizioni, che quasi lo rimpiangono. Conti, inviperito e risentito, pare, abbia deciso di consumare lentamente la sua vendetta e così da tempo tesse la sua tela, creando non pochi mal di pancia agli attivisti "organici". Nel mirino di quest'ultimi, però, non c'è solo lui, qualcuno ancora parla e ricorda amaramente Biagio Battaglia, l'ex anarchico, l'animalista, legato all'Aida, primo grande errore, così è definito, di Piccitto, che prima lo inserì nel suo Gabinetto e dopo poco lo cacciò malamente. Il perché di questi due licenziamenti, non è del tutto chiaro, le malelingue, ma sono indiscrezioni, parlando di una certa mancanza di trasparenza nell'operato dei due. Parliamo di clientelismi e di favoritismi, sarà vero? Sono voci, che nessuno, ad oggi e forse mai, confermerà o potrà farlo. Insomma i duri e puri, quelli di RagusAttiva 5 Stelle, sarebbero dei burattini manovrati dalla longa manus di un ex assessore inviperito e dal passato poco cristallino, gli altri, quelli del meet up ufficiale, gli "originari", sarebbero "vittime" della burocrazia, ostaggio dei dirigenti comunali, impossibilitati a realizzare le loro idee, perché la politica di palazzo è diversa dai comizi.
Una cosa tutta interna al Movimento, piuttosto divertente e alquanto delicata, a meno così sembra, è l'utilizzo del logo del Movimento, che quelli di RagusAttiva a 5 Stelle, userebbero impropriamente e a sproposito. Pare, infatti, che il logo del Movimento possa essere utilizzato solo dai portavoce ossia da chi è stato eletto e non da un gruppo non ufficiale, non autorizzato, in guerra o meglio sistematicamente in dissenso con l'Amministrazione pentastellata. Ed allora? Allora un partito serio avrebbe già fatto causa, ma i Cinquestelle hanno altro a cui pensare, Ragusa è la vetrina, come dicevamo, e quindi Palermo e Roma lasciano i nostri pentastellati a friggere nelle loro dispute di cortile, nella speranza che l'Italia non se ne accorga.
L'ex sindaco Venticinque condannato a 6 anni per la vicenda dei cani killer

L'ex sindaco Venticinque condannato a 6 anni per la vicenda dei cani killer
Dopo sei anni si è concluso il processo riguardante la triste vicenda del Pisciotto (Scicli), dove un branco di cani, il 15 marzo del 2009, attaccò ed uccise Giovanni Brafa, un bimbo modicano di dieci anni.
L'ex sindaco, Giovanni Venticinque, è stato condannato, per omicidio colposo in concorso, a sei anni e due mesi di reclusione, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici; Virgilio Giglio, il "custode" dei cani, persona ben conosciuta in città, invece è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione, mentre sono cinque gli anni di interdizione dai pubblici uffici.
La pena complessiva chiesta per tutti gli imputati era di 28 anni di carcere, ma Venticinque e Giglio sono stati gli unici condannati dal Tribunale. Vengono assolti, perciò, i medici veterinari dell'Asp (Antonino Avola, Roberto Turlà e Saverio Agosta) e i dipendenti del Comune di Scicli (Salvatore Calvo e Giuseppe Pisana). L'ex sindaco, Giglio ed il Comune di Scicli sono stati, inoltre, condannati a risarcire la famiglia del piccolo Brafa.
Quello stesso branco di cani, che attaccò e divorò Brafa, che pedalava con la sua bici sulla spiaggia del Pisciotto, pochi giorni dopo attaccò una turista tedesca, sfreggiandole per sempre il viso. La donna si salvò grazie all'intervento tempestivo di un carabiniere, che riuscì a mettere in fuga i cani.
Ciò che fa più rabbia e che tutti in città conoscevano la situazione di assoluto degrado in cui vivevano, oramai da anni, Giglio e il suo enorme branco di cani, lì al Pisciotto, dentro alcuni ruderi abbandonati da tempo, tra carcasse di cani morti, immondizia ed escrementi.
Nasce il Centro Polifunzionale d’informazione e Servizi per immigrati

Nasce il Centro Polifunzionale d’informazione e Servizi per immigrati
Alla presenza del sottosegretario agli Interni, Domenico Manzione, delle massime autorità cittadine: il prefetto Vardè, il dirigente della Prefettura dott.ssa Mallemi, il questore Gammino, il colonnello della Guardia di Finanza Solombrino, il ten. colonnello dei Carabinieri Fragassi, il sindaco di Ragusa, assessori ed alcuni esponenti del Consiglio comunale di Ragusa, sia di maggioranza che d'opposizione, oltre al vescovo Urso, oggi si è stato inaugurato il Centro Polifunzionale d’informazione e Servizi per immigrati regolari.
Una struttura polifunzionale, in via napoleone Colajanni, nella sede dell'ex Centro di permanenza temporanea e assistenza (CPTA), a totale servizio degli immigrati, che vivono sul nostro territorio. "Una realtà di fondamentale importanza, così come ha spiegato il sottosegretario, nata in un momento particolare per la provincia di Ragusa nonché per il territorio nazionale. In questo modo lo Stato non solo aiuta queste persone ad integrarsi, ma, indirettamente, aiuta il territorio stesso". Il Centro sarà animato dal lavoro delle tante realtà coinvolte nella struttura, come, ma solo per fare qualche esempio, la Caritas, la Croce Rossa, la Fondazione San Giovanni Battista, Medici senza Frontiere e il Consorzio la Città solidale. I servizi svolti da questi enti, come da tutti gli altri enti, associazioni e cooperative, che opereranno all'interno del Centro, hanno il compito essenziale di coadiuvare gli immigrati nella loro quotidianità. Parliamo di istruzione, ricerca ed orientamento al lavoro, formazione, disbrigo pratiche, assistenza legale ecc.
Piccitto: "Il dissesto era dietro l'angolo, ma la gestione oculata degli ultimi due anni ci ha salvato"

Piccitto: "Il dissesto era dietro l'angolo, ma la gestione oculata degli ultimi due anni ci ha salvato"
In conferenza stampa l'Amministrazione Piccitto ha presentato il bilancio di previsione 2015. "Il dissesto era dietro l'angolo - ha dichiarato il sindaco Piccitto ad inizio conferenza - così come dimostrano le innumerevoli difficoltà che i vari Enti locali sono stati costretti ad affrontare per poter attuare questa riforma epocale. Sarebbe stato saggio, da parte del Governo centrale, spalmarla nel corso di qualche anno, invece ci hanno costretti a realizzarla in soli due anni. Ma noi siamo stati bravi".
"Questo è stato un anno difficilissimo - prosegue l'assessore al Bilancio Stefano Martorana -. L'armonizzazione contabile, di per sé, non è un'operazione facile, in più abbiamo trovato un situazione per nulla rosea, l'ho già detto, ma vale la pena ribadirlo. Il riaccertamento dei residui è stata un'attività lunga ed estremamente dispendiosa. Per le dimensioni relativamente piccole del nostro comune, dover elaborare 100 milioni di residui passivi e 100 milioni di residui attivi è stato un lavoro enorme. La buona notizia, però, è che abbiamo superato indenni questa prova. Ciò è stato possibile anche grazie al lavoro certosino e meticoloso che abbiamo svolto negli ultimi due anni. Il bilancio che abbiamo licenziato, e che il Consiglio dovrà approvare, è di 199.844 milioni di euro".
Di questi quasi 200 milioni di euro, 49 milioni 499 mila sono le entrate provenienti dai tributi, il resto è imputabile alle royalties, al servizio idrico e alla Tasi, che, come spiega l'assessore, "non potevamo non mettere". "A dicembre - prosegue Martorana - saremo costretti a pagare 4 milioni e 900 mila euro di crediti inesigibili. Questa è una spesa reale - spiega - nata da una certa prassi in voga negli anni passati ossia quella di appostare in bilancio, crediti superiori alle somme realmente esigibili. Questo se, da un lato, dava il pareggio di bilancio (fittizio), dall'altro lato creava ed incrementava un buco, che oggi dobbiamo estinguere". A questa somma bisognerà aggiungere lo storno di solidarietà comunale che quest'anno ammonta (minori trasferimenti statali) a 3 milioni e 400 mila euro. "Ecco perché - specifica Martorana - questo è stato un anno difficile da gestire".
Il Comune, inoltre, sarà costretto, nei prossimi mesi, ad accendere un mutuo per poter risarcire un proprietario, i cui terreni furono espropriati nel 1994, per un ammontare complessivo di 8 milioni di euro.
Da quest'anno sarà realtà il progetto, nato nel 2010, dell'anagrafica immobiliare e tributaria. "Uno strumento grazie al quale - spiega Martorana - potremo contrastare l'evasione e l'elusione fiscale", è di 3 milioni e 350 mila euro la somma stimata dagli Uffici comunali che deriveranno dalla lotta all'evasione fiscale.
"Sono molto soddisfatto - conclude Martorana - per altre tante novità. Siamo riusciti a reperire altri 200 mila euro da affidare allo Sviluppo economico, tenendo in debito conto settori quali la zootecnia e l'agricoltura. E' di un milione e 600 mila euro il capitolo destinato alla manutenzione stradale, intervento fondamentale e lungamente atteso. Infine, sono ben 11 milioni e 101 mila le risorse stanziate per la cosiddetta rivoluzione dei rifiuti, che ormai è in dirittura d'arrivo. La rinegoziazione dei mutui, che ammontavano complessivamente a 300 mila euro, ha permesso di destinare 99 mila euro per l'efficientamento energetico".
Con questo bilancio si è prestata una certa attenzione ai centri di San Giacomo e Marina di Ragusa, istituendo due capitoli ad hoc, per il reperimento immediato di piccole somme per l'ordinaria manutenzione delle stesse, superando in tal modo un annoso problema di questo Comune.
Prima di chiudere il suo intervento, Martorana, risponde alla accusa rivoltagli, qualche giorno prima, dal consigliere Morando sulla copertura dei servizi: "La media percentuale a carico dei cittadini è del 37%, il che vuol dire che il 63% è a carico del Comune, addirittura la piscina costa al cittadino solo il 22,9% del costo totale del servizio".
La situazione economica per gli Enti locali non è di certo facile e non perché lo dicono i nostri amministratori, certo è che se lo sforzo chiestoci in termini economici permetterà a Ragusa: di evitare il default da più parti paventato, di garantire i servizi essenziali e di realizzare anche solo un pezzettino di quella rivoluzione modernizzatrice, tanto decantata e promessaci, forse potremmo e dovremmo accettare, anche se a denti stretti, questa stretta fiscale.
La denuncia. A Ragusa è domenica e nessuno deve disturbare la signora degli autobus

La denuncia. A Ragusa è domenica e nessuno deve disturbare la signora degli autobus
Un cittadino, qualche giorno fa, ha contattato la nostra redazione ed esasperato ci ha raccontato la sua disavventura con una famosa ditta di trasporti locali.
Domenica scorsa, questo nostro lettore, decide di scendere a Marina di Ragusa, ma non con la sua macchina e perciò contatta la ditta in questione. Va sul sito internet della società, lì trova un numero di cellulare e lo chiama per avere tutte le informazioni del caso, orari e costi del biglietto. Con sua enorme sorpresa gli risponde una signora, inviperita, infastidita perché è domenica e quindi non vuol essere disturbata e così lo liquida. Incredulo ricompone il numero di telefono. Risponde la stessa signora, riconosce la voce ne riconosce il tono, ma a questo punto lei si finge un'altra persona, quella è una casa privata, gli viene detto, e gli viene staccato il telefono in faccia. La storia finisce così.
Tutto ciò ha dell'inaudito. E' inammissibile che chicchessia, turista o cittadino, venga trattato in questo modo. Innanzitutto l'educazione. E' impensabile, inoltre, che in una terra che vorrebbe vivere di turismo capitino queste cose. Non possiamo dare un'immagine del nostro territorio tanto bieca e provinciale; chi non è all'altezza, verrebbe da dire, si faccia da parte. Detto ciò non possiamo esimerci dal fare un altro ragionamento: Marina di Ragusa non è una città a parte, non è un altro Comune, non è una frazione, ma è un quartiere della nostra città ed in quanto tale dovrebbe beneficiare di tutta una serie di servizi, come quelli del trasporto appunto. Non entriamo nel merito della questione ossia il perché Marina di Ragusa non è servita dagli autobus urbani, cosa che ci obbliga ad utilizzare una ditta privata, che svolge un servizio pubblico. Ricordiamolo. Il dubbio che ci sorge a questo punto è un altro: questa ditta prende finanziamenti pubblici? Gode di una qualche convenzione, per esempio, con il Comune o con la Regione? Perché se così fosse la situazione si fa ancora più grave.
Oltre al danno di immagine si configurerebbe, infatti, pure un qualche reato. E' vero, un'impresa privata fa quello che vuole. Se questa stessa ditta privata, però, per un motivo o per un altro, ha siglato un accordo con un Ente pubblico al fine di garantire un servizio, per il quale possibilmente viene pure pagata, allora la faccenda cambia e non di poco, quella ditta ha l'obbligo perentorio di espletare nel miglior modo possibile il servizio, anche di domenica. Ora, ma è solo un'ipotesi, facciamo il caso che la ditta in questione sia soggetta ad una convenzione, chi controlla che i termini di questo accordo (contratto) siano rispettati? E se la ditta risultasse inadempiente, cosa bisognerebbe fare?






