Uno strano Consiglio comunale pro e contro i lavoratori, forse...

Uno strano Consiglio comunale pro e contro i lavoratori, forse...

Quattro ore di seduta consiliare per discutere del futuro dei lavoratori della Metra, quattro ore per non decidere nulla. Erano tre gli ordini del giorno. Il primo sulla costruzione della quarta vasca, il secondo, appunto, sulla condizione di questi operai ed il terzo sulle royalties. Per un motivo o per un altro si è discusso solo del secondo ordine del giorno.
Sono 101 i posti di lavoro a rischio, 101 le famiglie che da domani potrebbero trovarsi in serie difficoltà economiche. Ecco l'ordine del giorno presentato da Mario D'Asta (Pd), appoggiato da tutte le opposizioni, fermamente decise a trovare una soluzione, ma osteggiato dalla maggioranza, che lo ha bollato come una richiesta pretestuosa, demagogica, populistica ed inutile. Insomma i 5 Stelle se ne fregano dei lavoratori.

I consiglieri d'opposizione, l'uno dopo l'altro, raccontano in Consiglio, spiegano alla città, la drammatica situazione di questi lavoratori, molti dei quali, avranno ovviamente serissime difficoltà a ricollocarsi sul mercato del lavoro, sono vecchi, poco specializzati o per nulla specializzati. Ecco perché la politica deve fare la sua parte.
Nel suo intervento il consigliere di Forza Italia, Giuseppe Lo Destro, ricorda come Enzo Bianco, nella sua prima sindacatura catanese, lottò con successo per salvare i posti di lavoro della Cesame, che poi chiuse definitivamente dopo tre anni.
Il futuro dei nostri lavoratori, però, pare non interessare ai cinque stelle e neanche al sindaco, che addirittura non entra in Aula e resta nelle sue stanze a lavorare.
Questo all'apparenza, poi, provando a sondare gli umori della maggioranza e di qualche esponente della Giunta, scopriamo che non è proprio così e a dirla tutta, forse, hanno pure ragione.
Perché intestarsi queste battaglie campali solo per alcune realtà imprenditoriali? Il lavoro è il lavoro, il lavoro è un diritto, il lavoro ha un valore assoluto e per questo va difeso a tutti i costi, ciò non è in discussione neppure per i pentastellati, ci ripetono lontani da orecchie indiscrete. Il loro ragionamento è un altro: o ci occupiamo di tutte le attività produttive in difficoltà, da quelle piccolissime a quelle grandi o di nessuna. Troppo spesso però la politica dimentica le piccole realtà imprenditoriali, quelle per intenderci al di sotto dei 50 dipendenti, ma è attentissima alle difficoltà delle grosse imprese e ciò, come ci dicono per due ordini di motivi, quello è un bacino elettorale importante, l'attenzione dei media è sempre massima quando a rischio ci sono decine e decine, se non centinaia, di posti di lavoro.
Fonti ben informate, ma non confermate, dicono anche un'altra cosa, dei 101 posti a rischio, effettivamente sono solo 10 i lavoratori che domani potrebbero trovarsi per strada, senza lavoro né tutele. Lo si sa, lo Stato ha un occhio di riguardo per i lavoratori delle grosse imprese, infatti questi godono di maggiori tutele, come cassa integrazione, pre-pensionamenti ecc.
"Che senso ha che un politico si sostituisce ai sindacati?", è la dichiarazione di un consigliere dei Cinque stelle, che aggiunge "occorre il rispetto dei ruoli, la politica deve fare la politica e può svolgere il suo ruolo solo all'interno di un tavolo tecnico di lavoro", intorno al quale si siedono, innanzitutto, l'azienda, i sindacati e le istituzioni, come la Provincia, la Prefettura e il Comune.
La domanda che ci poniamo a questo punto è un'altra, chi deve convocare questo tavolo? Perché non lo ha ancora convocato?


JOBBING CENTRE, QUANDO LA FORMAZIONE DIVENTA LAVORO. IERI IL PRIMO RECRUITING DAY DEDICATO ALLA PASTICCERIA

JOBBING CENTRE, QUANDO LA FORMAZIONE DIVENTA LAVORO. IERI IL PRIMO RECRUITING DAY DEDICATO ALLA PASTICCERIA

Un appuntamento che mette a contatto il mondo della formazione e quello del lavoro: con questo obiettivo ieri mattina a Ragusa, nella sede di Jobbing Centre in contrada Puntarazzi, si è svolto il primo “Recruiting Day” destinato al settore della pasticceria. Dieci pasticcerie e bar del Ragusano (Cremia, Dolcè, Voglia di…, Caffè Sicilia, Bar Savini, Dolce Millennio, Dolce Arte, Bar Sicilia, Caffè Adamo, Ciomod) hanno incontrato circa 50 studenti dei corsi di formazione tenuti da Jobbing Centre per selezionare apprendisti e stagisti da inserire nel team di lavoro in vista degli impegni natalizi.
“Si tratta di un’occasione importante – ha spiegato Giansalvo Allù, amministratore unico dell’ente di formazione – perché nasce da due esigenze complementari del territorio che oggi trovano un terreno comune. I corsi che teniamo con cadenza costante sono orientati al mondo della ristorazione e della pasticceria perché rappresentano due vocazioni consolidate per la provincia di Ragusa. Diverse centinaia di ragazzi nell’ultimo anno hanno deciso di seguire un percorso formativo e alcuni di loro oggi lavorano presso ristoranti e pasticcerie con importanti tradizioni enogastronomiche. Seguendo questa direzione abbiamo concordato con alcune aziende di agire in sinergia, creando degli appuntamenti in cui la domanda e l’offerta lavorativa potessero incontrarsi”.

2

Durante la mattinata i titolari delle aziende hanno svolto i colloqui con i candidati. Numerosi sono stati scelti per accedere alla fase successiva, in cui terranno delle prove pratiche direttamente nei laboratori delle pasticcerie interessate.
“Il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi con i nostri studenti – spiega Andrea Iurato, uno dei docenti di pasticceria – ci consente di avere delle buone aspettative dai colloqui fatti. Nei corsi, infatti, forniamo le basi tecniche per essere un buon aiuto pasticcere, dall’utilizzo delle attrezzature, alla conoscenza delle materie prime e delle temperature”. Le aziende presenti hanno confermato la buona preparazione di base dei candidati, resa ancora più efficace dalla grande voglia di mettersi in gioco trovando un’occupazione. Il successo della mattinata rappresenta il primo passo verso nuovi progetti per Jobbing Centre. “Si tratta solo del primo appuntamento di questo tipo - conferma Allù -. Dal 2016 inaugureremo dei percorsi di formazione e incontro destinati al mondo della ristorazione e a quello del food&wine più in generale, promuovendo confronti, eventi e altre occasioni di approfondimento”.


Una Commissione d'indagine cercherà la verità sui 14 mln di euro "scomparsi" della L. 61./81

Una Commissione d'indagine cercherà la verità sui 14 mln di euro "scomparsi" della L. 61./81

La questione è tanto vecchia quanto spinosa. Nel corso degli anni si sono "persi" almeno 14 milioni di euro della Legge 61/81, la cosiddetta Legge su Ibla. Finanziamenti regionali, vincolati, "rubati" ai ragusani.
Dobbiamo dire grazie all'Amministrazione Piccitto, che non ha legami con nessun altro precedente Governo della Città, se il Consiglio ha deciso di affrontare seriamente la questione; se poi questo impegno porterà a dei risultati concreti ossia all'individuazione dei colpevoli, è tutto un altro paio di maniche.
Ieri sera, perciò, all'unanimità, il Consiglio comunale ha deciso di istituire una Commissione d'indagine.
Innanzitutto sarebbe interessante capire se questi soldi siano finiti in qualche conto corrente privato. Stranamente, però, questa eventualità è scartata aprioristicamente da tutti, tutti, invece, sembrano convergere sulla possibilità, che le varie Amministrazioni, che si sono succedute nel tempo, abbiano impegnato questi fondi per sostenere la spesa corrente dell'Ente.
Parlare di distrazioni dei fondi è un peccato estremamente veniale, se messo a paragone con un furto o una serie di furti congeniati ad hoc, senza contare il fatto che una tale eventualità creerebbe non pochi imbarazzi a tutto il mondo della politica ragusana, di oggi e di ieri.
Come dicevamo, ieri sera, il Consiglio comunale ha deciso di approvare l'ordine del giorno presentato dal Carmelo Ialacqua (Movimento Città), avviando così l'iter per l'istituzione di una Commissione d'indagine.
Tutti d'accordo a fare finalmente luce su questa questione tanto grave, tuttavia, anche ieri sera, lo spettacolo offertoci dal civico consesso è stato tanto rumoroso quanto indecoroso.
Una seduta contornata, come sempre, oramai, dallo stridulo starnazzare di certe consigliere, che tanto amano sentire la propria voce, mentre interrompono l'oratore di turno. Ma questo è niente, ormai lo si sa, è così. Ciò che ci ha lasciato basiti, invece, sono stati i toni dello scontro che ha visto protagonisti, da un lato, i consiglieri Lo Destro e Tumino e, dall'altro lato, il consigliere Ialacqua.

Il contendere? Secondo Tumino, Lo Destro e Mirabella (Forza Italia), ma anche di gran parte delle opposizioni, il consigliere Ialacqua, ha voluto presentare un suo ordine del giorno sui fondi della 61/81 solo perché in cerca di visibilità, provando in tal modo a mettere la bandierina su un problema già sollevato, circa 11 mesi fa, proprio da Tumino e Lo Destro, con una richiesta di accesso agli atti sull'ammanco di cassa degli ormai famigerati 14 milioni di euro. Ialacqua, visibilmente infastidito dai toni canzonatori e sempre sopra le righe del consigliere Tumino, ha accusato, a sua volta, i due esponenti di Forza Italia, di menare il can per l'aia ossia di ricercare la verità solo a parole, infatti, a suo modo di vedere, continuare a perseverare su una strategia scelta 11 mesi fa, che ad oggi non ha portato nessun risultato (anche perché gli uffici comunali non gli hanno fornito le carte richieste, ndr.), significa un'unica cosa: non voler scoprire la verità e questo perché i due consiglieri sono troppo invischiati con le amministrazioni passate. Quanto sia vera l'idea di Ialacqua non lo possiamo sapere, di certo rimane il fatto che ad aver sollevato la questione per primi, sono stati proprio Tumino e Lo Destro (quanto sarebbero machiavellici se l'ipotesi di Ialacqua fosse confermata, ndr.), inoltre questa vicenda ripropone ancora una volta un problema estremamente grave: gli uffici comunali non rispettano mai i tempi, stabiliti dalla legge, per consegnare gli incartamenti richiesti dai consiglieri. Sarebbe il caso che qualcuno, d'imperio, mettesse fine a questa triste prassi.

Due fatti sono emersi dalla seduta di ieri. Il primo lo ha denunciato lo stesso Ialacqua, che è andato a spulciare tutti i numeri di "Ragusa Sottosopra" (il giornale edito dal Comune), riguardanti la rendicontazione della Legge su Ibla. Carte alla mano, Ialacqua, si è convinto che il resoconto sui flussi di cassa del suddetto finanziamento, iniziano ad ingarbugliarsi dal 2001 in poi. Se così fosse, la questione sarebbe stata già circoscritta nel tempo e la Commissione d'indagine dovrebbe scovare ed individuare gli autori del misfatto e capire dove sono finiti questi soldi.

L'altro fatto lo ha reso noto l'assessore Stefano Martorana, il quale ha spiegato che la situazione finanziaria della Regione Siciliana sta mettendo a rischio l'erogazione dei 2 milioni e 500 mila euro della 61/81 per il 2015. Se la Regione vorrà onorare gli impegni presi, molto probabilmente dovrà accendere un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti, ciò da un lato garantirebbe l'erogazione del finanziamento, mentre dall'altro lato limiterebbe la capacità del Comune di utilizzare questi soldi, infatti si parlerebbe di fondi vincolati alle sole attività produttiva, in altre parole, il Comune non potrà più utilizzare questi fondi per finanziare le iniziative culturali.


Caso Campo. RagusAttiva a Cinque stelle torna a parlare di Piccitto, ma a che titolo?

Caso Campo. RagusAttiva a Cinque stelle torna a parlare di Piccitto, ma a che titolo?

Tornano a farsi sentire quelli del Movimento RagusAttiva a Cinque stelle. Ovviamente sul caso Campo. Era da un po' che non leggevamo nulla da parte del Movimento in questione. Come sempre, quando si espongono, lo fanno contro l'Amministrazione.
Ormai "grilli" parlanti del Movimento di Grillo a Ragusa, non lesinano critiche, anche veementi, sempre pronti a ricordare ai loro ex compagni di viaggio e alla città, che Piccitto e la sua maggioranza hanno tradito quel patto originario che li portò a Palazzo dell'Aquila, due anni e mezzo fa.
Citano la defenestrazione di Conti, l'allontanamento di Di Martino e Brafa e naturalmente il caso Campo. Se ne fregano del regolamento, della superiorità morale dei grillini o della tanto decantata trasparenza, tutti temi cari al sindaco e alla maggioranza per spiegare queste dimissioni. Loro concentrano tutta la loro attenzione su un fatto: la base ancora una volta non è stata interpellata. Insomma ci si è dimenticati, a parer loro, di quel principio che faceva della democrazia partecipata, uno dei loro tratti distintivi. Può essere.

Più leggiamo i comunicati del Movimento RagusAttiva a Cinque stelle e più ci convinciamo che nulla hanno a che vedere con la ricerca della verità o con il nobilissimo intento di pungolare la maggioranza, piuttosto l'impressione è un'altra. E' come se l'autore delle note degli attivi a Cinque stelle fosse mosso esclusivamente da un sentimento di rivalsa, da un livore mai sopito per un'occasione persa. Sì, quasi come una suocera indomita nei confronti del povero genero, reo di tutti i mali.

Una domanda campeggia su tutte ed ormai da tempo: questi a che titolo parlano? Il tono dei loro comunicati è proprio da grillo parlante, come se fossero dei fratelli maggiori, come se loro detenessero lo spirito primigenio del Movimento eppure è lo stesso Movimento a non riconoscerli, anzi! Sarebbe interessante, infine, ma questa è una curiosità esclusivamente giornalista, sapere chi c'è dietro il simbolo di RagusAttiva a Cinque stelle, non nel senso di eminenze grigie, ma letteralmente ossia chi sono i loro esponenti e soprattutto quanti sono, il dubbio è proprio questo, mica saranno quattro amici che ogni tanto si riuniscono al bar, per sparare a zero sulla maggioranza?


1_6 personaggi in cerca d'autore al Naselli di Comiso

1_6 personaggi in cerca d'autore al Naselli di Comiso

Tre attori, in un complesso ed affascinate gioco di illusioni e di trasformismi, interpreteranno uno dei drammi più complessi della tradizione pirandelliana, domani al Naselli di Comiso, venerdì 20 novembre alle ore 21.
Una ricostruzione attenta e scrupolosa è stata quella del regista, Giampaolo Romania, che in questo spettacolo non ha voluto aggiungere nulla né togliere nulla al capolavoro del drammaturgo agrigentino. Il suo lavoro, invece, è rivolto esclusivamente a far emergere tutta la profondità del messaggio esistenzialista dell'opera.

Magistralmente messo in scena, ottimamente interpretato, "1_6 personaggi in cerca d'autore" riesce a comunicare al suo spettatore tutta la drammaticità di un'opera senza tempo, dove gli attori scompaiono dietro le maschere posticce, solo per lasciar spazio all'individualità drammatica e tragica dei personaggi, pilastri portanti di quelle atmosfere surreali, ricche di ironia e dell'incomunicabilità propria di un'esistenza inutilmente spesa e sprecata alla ricerca di un io impossibile.

Per info e prenotazioni 338.1266355.
Botteghino ore 16-20 Piazza San Biagio - Comiso


Caso Campo. La terza ipotesi: "Un cittadino al di sopra di ogni sospetto"

Caso Campo. La terza ipotesi: "Un cittadino al di sopra di ogni sospetto"

Oggi pomeriggio, anche se un po' in ritardo, il sindaco Piccitto finalmente riferirà in Aula sul caso Campo. Cosa dirà o cosa potrà dire, lo sapremo solo fra qualche ora, anche se non ci aspettiamo nessuna rivelazione eclatante. Staremo a vedere.

Come vi avevamo promesso, continuiamo con le nostre ipotesi. Questa è la terza.
Partiamo da quello che noi consideriamo un assioma: un assessore non può dimettersi a causa di un'indiscrezione giornalistica. Inoltre, nessuno ci convincerà mai del fatto che queste dimissioni vadano lette ed interpretate alla luce del Regolamento dei Cinque stelle, sarebbero troppi, infatti, i consiglieri e gli assessori, e forse pure il sindaco, a essersi dovuti dimettere in questi due anni, vista la mole di interrogazioni ed articoli contro.

Sarebbe estremamente facile (per noi, ndr) se pensassimo che l'intera Giunta Piccitto fosse composta da una manica di stolti, pronti a far fuori, nell'arco di una notte, un proprio assessore, che ha pure lavorato bene, a causa di un pezzo giornalistico. Perché stolti? Non è un segreto, ma gli occhi di mezza Italia sono puntati sull'Amministrazione Piccitto: Ragusa è un banco di prova per Grillo e le sue idee, Ragusa è una delle pochissime città governata dai grillini, ecco perché qui le dimissioni di un assessore fanno più rumore, che in qualsiasi altra città d'Italia. Senza considerare il fatto che ad oggi, l'intera vicenda Campo, ha fatto fare una bella figura barbina al sindaco, all'Amministrazione e perché no all'intero Movimento. Quindi, visto che siamo convinti che questa Amministrazione non è composta da stupidi, siamo certi che nessuno degli esponenti dei Cinque stelle, onorevole Cancellieri compreso, sia stato colto alla sprovvista dalle conseguenze mediatiche di queste dimissioni.
E' vero, le logiche che ispirano e muovono i Cinque stelle ci sfuggono e forse non le capiremo mai, ci perdoneranno, perciò, i pasdaran del Movimento, ma a noi i conti proprio non tornano e sì, leggiamo questa vicenda con le categorie "stantie" della vecchia politica.

E' stata Sonia Migliore, con il suo intervento in Aula, a correggere una delle nostre ipotesi iniziali, quella del: "Qualcuno cerca un posto al sole". Come fa notare la consigliera, ci sono le quote rosa, perciò la nostra attenzione deve obbligatoriamente rivolgersi a qualche donna di peso. Ci sbaglieremo, ma non ci risulta, che tra gli attivisti dei Cinque stelle, ci siano donne in grado di sostituire egregiamente la Campo ed allora? Non possiamo che guardare agli alleati. Anche perché, un eventuale ingresso in Giunta di un altro esponente di Partecipiamo, blinderebbe definitivamente la loro alleanza. E chi sarebbe il candidato papabile? Ma ovviamente il presidente del Movimento, l'avvocato Marcella Scrofani. Già l'anno scorso, quando si parlava dell'allenaza con Partecipiamo, si vociferava proprio sulla Scrofani, pupilla di Iacono, poi, si decise di convergere su Salvatore Martorana. A distanza di 12 mesi, se l'ipotesi fosse confermata, Iacono starebbe ritornando alla carica, delineando, in tal modo, la sua personalissima scalata al governo della città.


La Campo era scomoda, andava fatta fuori! Due ipotesi

La Campo era scomoda, andava fatta fuori! Due ipotesi

La fine della Campo proprio non ci convince, non ha senso! Infatti, non solo non è stata condannata o rinviata a giudizio, ma non è stato neppure emesso un avviso di garanzia a suo carico ossia nessun fascicolo (a quanto ci risulta, ndr.) è stato aperto dalla Procura sulla vicenda. Infine, cosa non proprio da sottovalutare, le indiscrezioni giornalistiche, che hanno fatto scoppiare il caso e che hanno determinato le dimissioni della Campo, non sono state ancora provate e sono rimaste, perciò, solo delle indiscrezioni.

Come già scrivevamo, qualche giorno fa, l'intera vicenda ha dell'assurdo, per un unico motivo: un assessore si è dimesso per un solo articolo di giornale. Non in seguito ad una campagna diffamatoria, non perché sfiduciato, non perché sulla sua persona, sul suo operato, si sono addensate nubi e ombre gravi o gravissime, ma solo perché un giornalista, bravo, anzi bravissimo, ha scritto un pezzo. A memoria d'uomo, potremmo dire, unico caso nella storia.
Ovviamente i primi a credere nel valore e nella valenza della comunicazione siamo noi, che ne siamo gli operatori, certo è che non siamo stupidi. Il quarto potere ha un suo peso, ma è un peso relativo, saremmo sciocchi o semplicemente degli illusi se pensassimo e ci convincessimo di poter cambiare la "realtà" con un nostro articolo, con un nostro servizio. Ecco perché nell'affaire Campo puzza tutto.

Questa vicenda va chiarita, è il nostro lavoro. Proveremo, perciò, a cercare di fare un po' di chiarezza. Facciamo e faremo domande, staremo attenti agli umori dei personaggi, più o meno, vicino a lei e, soprattutto, ai rumors, perché spesso è lì che si annida la verità, per quanto strana ed improbabile possa apparire. Oggi avanzeremo due ipotesi.

La prima: "La Campo è veramente una brava persona", la intitoliamo così!

Pare, ma sono indiscrezioni, raccolte qua e là, che l'ormai ex assessore abbia condotto una strenua battaglia in difesa della cosa pubblica ovvero, finché ha potuto, Stefania Campo si è opposta, con tutta se stessa, alla privatizzazione del Castello di Donnafugata. Sì, qualcuno all'interno dei Cinque stelle voleva e vuole privatizzare uno dei nostri monumenti più importanti. Pare che un onorevole dei 5 stelle, in combutta con un potentissimo personaggio della Giunta, di comune accordo con un altro assessore, proveniente da fuori, abbiano stretto una cordata per favorire degli amici, una cooperativa o un gruppo imprenditoriale, per la gestione del Castello. Il maniero lo si sa è potenzialmente una macchina da soldi, quindi, perché non "donarlo" a degli amici? Certo, la cosa ci fa rabbrividire. Si possono dare in appalto i servizi, ma privatizzarlo tutto, magari per un obolo, sarebbe un delitto, legale, ma sempre un crimine. Se così fosse, tutto il nostro rispetto andrebbe a Stefania Campo, che ha lottato sino alla fine, rimettendoci tutto, faccia e carriera, per difendere un bene dei ragusani, nel pieno spirito dei pentastellati.

La seconda ipotesi: "La Campo è stata vittima di un giochino squisitamente politico".

La politica fa gola a tutti. La politica è sinonimo di denaro, ma ancor più di potere, e fare il consigliere comunale, è una triste realtà, comporta più oneri che onori. Per pochi spiccioli e nel totale anonimato, un consigliere, per quanto bravo e dedito al suo ruolo, non può che essere un numero fra i tanti. Un passa carte, che nella migliore delle ipotesi potrà presentare un'interrogazione consiliare, che tutti, ma proprio tutti, dimenticheranno nell'arco di una notte. Ma questi sono fatti noti e perciò non ci stupiamo se, dopo due anni di governo, gli appetiti cambiano. La maggioranza non è composta solo da sprovveduti, anzi sono tanti i consiglieri che possono fregiarsi, a buon diritto, di una certa statura. Alcuni vantano una discreta storia politica, costruita negli anni, all'interno di questo o quel partito, altri sono dei neofiti, ma degni di nota.
Ecco le "legittime" rivendicazioni.
Il sindaco è accerchiato. Tutti vogliono un posto al sole, i ricatti si moltiplicano, le pressioni pure, ed alla fine, il sindaco deve cedere ed ha ceduto. La politica è mediazione. Nella mediazione a soccombere è sempre l'anello più debole, la Campo.
Siamo certi che Piccitto non ha nulla contro la Campo, anzi la stima e la rispetta per tutto il lavoro che ha compiuto durante questi due anni, ma occorreva un agnello sacrificale. Bisognava liberare un posto per mantenere salda e coesa la maggioranza.
Magistralmente, fortunosamente, compare un articolo contro la Campo, certo smentito pure dal legale rappresentante di una delle due cooperative, che era presente in quel famigerato incontro, ma tant'è. Un caso, ovvio, quando si dicono le coincidenze.
A questo punto perché farsi sfuggire un'occasione tanto propizia? La fortuna va colta al balzo e così ha fatto il sindaco, salvando cavoli e capre.


Battaglia: "Loro non riconoscono nulla, si abituino all'idea. Io sono il loro segretario"

Battaglia: "Loro non riconoscono nulla, si abituino all'idea. Io sono il loro segretario"

"Possono dire quello che vogliono, io sono il segretario cittadino e le votazioni sono valide". Non lascia spazio alle interpretazioni il neoeletto segretario, Gianni Battaglia, che precisa, "sarà un problema loro se non mi riconoscono, ma la mia elezione è un fatto. Parlano di maggioranza e di unanimità. Vorrei ricordare a questi signori che nessun segretario del PD, è stato eletto all'unanimità. Pensiamo a Renzi, a Raciti, a Lupo, a Denaro, allo stesso D'Asta. Se ne facessero una ragione, il Pd è un partito che ha al suo interno diverse anima e quella che loro considerano una sparuta minoranza, ha un peso preponderante, ancor di più a Ragusa".

E' infastidito il senatore per le dichiarazioni rivoltegli dai suoi "compagni" di partito, questa è una strategia che non porta da nessuna parte, ha dichiarato, l'unico risultato che potranno ottenere è quello di dividere ulteriormente il partito, con l'ovvia conseguenza di indebolirlo. "Non posso che prendere atto del loro dissenso, prendano atto della mia elezione e del fatto che non ci sono margini per ricorsi di sorta. L'ultima volta - spiega Battaglia - si appellarono al fatto che le elezioni si svolsero nonostante la Commissione di Garanzia non fosse stata convocata, peccato che lo Statuto non la preveda. Si lamentarono del fatto che le elezioni si svolsero, nonostante la riunione fu annullata da Denaro, solo un'ora prima dal suo inizio. Un'ora prima. Lasciamo stare, solo per un momento, che chi era assente lo aveva annunciato giorni prima, come chi era presente. Nonostante tutto ciò - ricorda battaglia - si votò e fui eletto, ma rimisi il mandato, per spirito di partito, per rispetto di tutti. Oggi, si rivota e addirittura aumentano le preferenze in mio favore. Penso che il messaggio sia abbastanza chiaro".

Battaglia, a questo punto, forte del mandato conferitogli ieri, andrà avanti nel suo lavoro, nominando il tesoriere e la segreteria, quando, poi, si dovrà nominare la direzione cittadina, allora "si procederà con le liste - conclude il senatore - ossia con i voti e lì ci conteremo".


"Tutti" contro Battaglia: "Battaglia chi? E' solo il segretario del secondo circolo"

"Tutti" contro Battaglia: "Battaglia chi? E' solo il segretario del secondo circolo"

Ormai all'interno del Pd ragusano è scontro aperto. Ieri si sono svolti gli stati generali del Partito democratico, organizzati dal primo e dal terzo circolo, un momento di confronto politico, un'occasione per discutere dei problemi della città, dell'Amministrazione Piccitto e del Pd ragusano.
Mentre una parte del Pd eleggeva Gianni Battaglia segretario cittadino, con 76 voti a favore (gli aventi diritto al voto sono 140), il circolo "Pippo Tumino" e "Rinascita democratica" eleggevano il proprio direttorio ed il proprio portavoce, nella persona di Peppe Calabrese, misconoscendo di fatto Battaglia e la sua elezioni.
"Il secondo circolo - scrivono in una nota - ha deliberatamente ignorato lo stop imposto dal partito nazionale e regionale ed ha proceduto con l'elezione del segretario dell’Unione comunale del Pd, ecco perché prendiamo le distanze dal secondo circolo e non riconosciamo la legittimità di queste elezioni".
Insomma a Ragusa si vuol cambiare verso, il partito è renziano e Battaglia non lo è, e così i vari D'Asta, Francone, Lauretta e Calabrese, lanciano un'opa sul Pd cittadino e vanno allo scontro diretto, magari nella speranza che da Roma o da Palermo arrivi un aiuto concreto. Basta con le vecchie facce, basta con chi rappresenta la minoranza del partito. Il Pd è un partito di sinistra, certo, ma, come tengono a precisare, di centro sinistra.


Stefania, cosa hai fatto?

Stefania, cosa hai fatto?

Ennesimo pasticcio a 5 stelle o no?
La Campo, ormai ex assessore alla Cultura, attaccata da un giornale locale, con un solo articolo, ma pieno zeppo di particolari ed indiscrezioni, decide, nell'arco di una notte, di dimettersi.
L'accusa è quella di abuso d'ufficio. L'assessore avrebbe favorito suo marito.
Ci sono prove? No, solo un articolo giornalistico. Ed allora perché si è dimessa? Per difendere la sua onorabilità, l'onorabilità della sua famiglia, per la prima volta attaccata, come ha ricordato in conferenza stampa. Una cosa, giustamente, definita intollerabile. I giochi politici non dovrebbero mai coinvolgere amici e parenti.
Oggi tutti a complimentarsi con la Campo, tutti ad apprezzarne il gesto, a ricordare ed elogiare la sua integrità umana e professionale. Se non bastasse ciò, c'è pure chi ricorda il rigidissimo regolamento del Movimento dei Cinque stelle, che non ammette, tra le sue fila, condannati o gente indagata. Perfetto! Ma la Campo che c'entra?
Nulla da dire sulla onorabilità di Stefania Campo, ma continua a sfuggirci il motivo delle sue dimissioni.
Fino a prova contraria è innocente, non è indagata né è stata condannata, a suo carico vi è solo un articolo di un giornale, la cui veridicità è tutta da dimostrare. Certo è, che se bastasse solo un articolo per far cadere assessori e sindaci, non solo Ragusa, ma l'Italia tutta sarebbe messa veramente male. Le accuse che giornali e politici hanno rivolto, in questi due anni di governo, al sindaco Piccitto e ai suoi assessori, non si contano più, ma nessuno ha mai pensato di dimettersi, perché un'accusa è un'accusa, la prova di reato è tutt'altra cosa.
Volenti o nolenti in Italia c'è libertà di cronaca, i giornalisti sono liberi, sempre all'interno del rispetto delle leggi, di scrivere quello che vogliono, questo, però, non condiziona o non dovrebbe condizionare la carriera di un politico. Non ci si può dimettere, specie se innocenti, per un solo articolo o per una campagna diffamatoria.
Proprio per questo non hanno neanche tanto senso certe dichiarazioni di alcuni esponenti del Movimento, che giustificano queste dimissioni alla luce di una presunta superiore moralità dei pentastellati. Non si perda di vista un fatto essenziale: ad oggi non c'è un'indagine sulla Campo e a maggior ragione non è stata neanche condannata.
Poteva e doveva fare solo una cosa: difendersi e querelare, per diffamazione, l'autore di quel pezzo giornalistico.
E se la Campo fosse solo una vittima? E se la Campo fosse stata volutamente lasciata sola?
Un fatto incontrovertibile è che il sindaco non ha rifiutato le sue dimissioni, non c'è stata nessuna levata di scudi in sua difesa. Anche in conferenza stampa l'ex assessore è sembrata piuttosto sola.
Fatta eccezione per uno sparuto gruppo di consiglieri e qualche simpatizzante, Stefania quasi scompariva nell'immensità di quel tavolo.