Dopo la nostra denuncia viale del Fante è stato ripulito

Dopo la nostra denuncia viale del Fante è stato ripulito
Appena due giorni fa avevamo denunciato lo squallore in cui versava il lembo di terra in viale del Fante, per intenderci l'area verde dinnanzi al Palazzo della Provincia.
Questa mattina qualcuno, di buon ora, ha ripulito tutto, ridonando alla zona il decoro che le spetta. Ci complimentiamo, perciò, con chi ha accolto la nostra lamentela, l'Amministrazione, ovviamente, e la ditta Busso, che con estrema celerità si è adoperata per ripulire l'area. A questo punto rinnoviamo l'invito, a chi di dovere, affinché sensibilizzi e redarguisca gli ambulanti che lì stazionano per il mercatino dell'antiquariato.
Scenari politici. E se "Insieme" di Occhipinti si alleasse con l'on. Dipasquale?

Scenari politici. E se "Insieme" di Occhipinti si alleasse con l'on. Dipasquale?
Forza Italia si spacca, perde pezzi e si ricostituisce sotto l'egida del senatore Mauro, in città ed in provincia. Mentre malumori vari e redivive speranze di una nuova rinascita, animano il dibattito politico all'interno del partito, a Ragusa come nelle altre province siciliane.
Se sia un terremoto o l'ennesimo atto gattopardesco o una rivoluzione, non lo sappiamo, sicuramente, però, le ultime scelte dei vertici di Forza Italia in Sicilia, hanno riacceso il dibattito politico nel centro destra ed anche nel centro sinistra, o meglio nel Partito democratico di Ragusa.
Come scrivevamo ieri, dopo la "cacciata" di Giovanni Occhipinti, scompare dal Consiglio comunale il Gruppo di Forza Italia, determinando la trasmigrazione dei tre forzisti nel Gruppo misto, dove hanno trovato una vecchia compagna di viaggio, ops di partito, Elisa Marino. Questa reunion di sicuro ha stuzzicato gli appetiti di Angelo La Porta, vecchio uomo del sindaco Dipasquale, che aveva deciso però di non tesserarsi col Pd, rimanendo fedele alle sue idee. Oggi, anche lui, è nel Gruppo Misto.
Forza Italia, almeno nell'Aula consiliare del Comune di Ragusa, rinasce sotto mentite spoglie? Gli uomini sono quelli. A questo punto attendiamo solo l'ingresso di La Porta e magari della Marino nella lista civica denominata "Insieme", il movimento che fa capo ad Occhipinti, Tumino, Lo Destro e Mirabella.
Ieri giunge, come un fulmine a ciel sereno, il plauso dell'avvocato Sbezzi, braccio destro ed amico fidato di Dipasquale, alla scelta di Occipinti di uscire da Forza Italia. La nascita di "Insieme - dichiara Sbezzi - non può lasciar indifferente un movimento politico come Territorio, che ha già da tempo affermato che l’indipendenza e l’onestà intellettuale non possono conciliarsi con partiti ingessati nei propri steccati, che dettano le regole dall’alto e non consentono, prima ancora di non ammettere, il confronto dialettico finalizzato solo alla verifica ed alla scelta delle soluzioni migliori". Insomma il Pd, che fa capo a Dipasquale, tende più che una mano alla movimento di Occhipinti e chissà se dietro questa mossa, vi è una precisa volontà di vendetta dell'on. Dipasquale nei confronti del suo ex partito.
Qualcuno storcerà il naso a pensare che, uomini nati e cresciuti nelle fila del centro destra, potrebbero diventare i nuovi delfini di Renzi. Questi puristi, però, prima di indignarsi dovrebbero fare i conti con la realtà e con le ultime scelte del Primo ministro e soprattutto col significato di "Partito liquido", così come lo intese Walter Veltroni.
Alla luce di tutto ciò, le dichiarazioni dell'avvocato Sbezzi ossia di Dipasquale, non sembrano poi così peregrine. Se un domani, è solo uno degli scenari possibili, la corrente renziana iblea, dovesse trovare un accordo con questi fuoriusciti da Forza Italia, che, ricordiamolo, già si conoscono, sono amici, hanno condiviso, in un tempo neanche troppo lontano, oneri e onori, ci troveremmo dinnanzi ad un soggetto politico, che, solo all'apparenza, potrebbe sembrare ai più sprovveduti un'armata brancaleone.
E' vero, in politica il totale non è mai la mera somma delle parti. E' anche vero però, che se questa operazione dovesse andare in porto, Forza Italia, e non solo, dovrebbe confrontarsi con un partito, con un soggetto politico, non proprio indifferente. Questo orizzonte politico potrebbe obbligare i vari corpuscoli orbitanti nell'orizzonte di centro destra, che sino ad ieri non hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto, di dichiararsi, mentre si sentivano investiti di chissà quale autorità o destino politico ed amministrativo, a fare un sano bano di umiltà. Detto in altri termini: se continuare ad essere gli eterni secondi o partecipare, ma ci vuole intelligenza politica, a qualcosa di più grande, ad un gioco più complesso, dove ognuno ha un preciso ruolo dato dal proprio valore intrinseco e non dalle proprie convinzioni, decantate e sbandierate ai quattro venti.
Attendiamo sviluppi e principalmente la reazione di Occhipinti a questa apertura di credito del Pd. Sarà interessante, a questo punto, conoscere pure la rosa dei candidati alle prossime elezioni cittadine. Chi si candida a sindaco e a chi verrà promesso il posto di vice-sindaco, la presidenza del Consiglio ed i vari assessorati.
M5S. Un Regolamento bislacco calpesta la volontà popolare

M5S. Un Regolamento bislacco calpesta la volontà popolare
Il Gruppo misto in Consiglio comunale, da ieri sera, è il gruppo più numeroso dopo quello della maggioranza. In seguito alla "cacciata" di Giovanni Occhipinti da Forza Italia, come era preventivabile, gli ormai ex tra forzisti (Maurizio Tumino, Giuseppe Lo Destro e Giorgio Mirabella) sono usciti dal gruppo di Forza Italia e sono confluiti in quello misto. Sempre ieri, Angelo La Porta, ex Territorio ed ex fedelissimo di Nello Dipasquale, che non ha mai digerito la svolta "rossa" dell'ex sindaco, è confluito nel Gruppo misto. Infine, vittima di questo continuo trasmigrare e del nuovo regolamento consiliare anche Gianluca Morando, che prima faceva gruppo con La Porta, si è visto costretto a iscriversi nel gruppo misto, dichiarando: "Sono stato costretto ad aderire al Gruppo Misto in quanto il gruppo consiliare preesistente si è sciolto come neve al sole per la decisione del mio collega (La Porta, nrd.). La mia è stata una decisione subita e non voluta".
L'amarezza di Morando è pienamente condivisibile. Il Gruppo misto a Ragusa è un'anomalia alquanto fastidiosa. I pentastellati hanno voluto a tutti i costi modificare il Regolamento consiliare imponendo il fatto che i Gruppi devono essere costituiti almeno da due consiglieri. Questo fatto snatura, di fatto, l'esito delle passate amministrative, ignorando e calpestando la volontà popolare. In fondo, La Porta, Marino e Morando erano stati eletti in liste ben precise, erano espressione di una determinata volontà dell'elettorato, che si riconobbe in un simbolo, in certi valori, in una storia, oggi violata da un Regolamento molto poco democratico, che li ha costretti a confluire nel Gruppo misto, un soggetto giuridico privo di identità, un'identità negata a questi consiglieri e ai cittadini che allora li votarono.
Lo squallore del mercatino di viale del Fante, immondizia e paccottiglie varie

Lo squallore del mercatino di viale del Fante, immondizia e paccottiglie varie
Dovrebbe essere un mercatino dell'antiquariato, non lo è, a patto che non si consideri antiquariato la vendita di oggetti vecchi e privi di qualsiasi valore storico, economico ed artistico. Ma poco importa, tralasciamo questo aspetto, ciò che vi vogliamo raccontare è l'inciviltà di questi venditori ambulanti.
Basta farsi una passeggiata in viale del Fante e guardare al di là del muretto, che delimita l'area "verde" dal marciapiede, per accorgersi, in che stato versa quel fazzoletto di terra, pieno zeppo di fogli di giornale appallottolati, così come si fa per trasportare oggetti fragili, ma non solo, infatti fanno bella mostra di sé cocci di piatti, bicchieri, teiere, ma anche buste, bottiglie d'acqua vuote e tanti, tantissimi, bicchieri da caffè, oltre ai tanti oggettini dalla dubbia provenienza.
Adesso, è mai possibile che questi ambulanti non riescono a lasciare in ordine quella zona? Perché si sbarazzano con tanta nonchalance dei giornali, usati per imballare la loro merce, e degli oggetti non più vendibili, buttandoli dietro il muretto/panchina? Ed infine, come mai i nostri operatori ecologici, alias la ditta Busso, non si premura di pulire quegli spazi?
Detto ciò, rivolgiamo un appello all'Amministrazione, nella speranza che punti qualcosina in più su questi mercatini, non sarebbe male, infatti, se a Ragusa nascesse un vero mercatino dell'antiquariato.
Piccitto sembra non aver alcuna difficoltà a muoversi tra ordito e trama

Piccitto sembra non aver alcuna difficoltà a muoversi tra ordito e trama
Non c'è nessuna luce alla fine del tunnel o meglio. L'Amministrazione grillina e la maggioranza oramai ricordano sempre più quelle coppie, inacidite dal tempo, costrette, per un motivo o per un altro, a vivere da separate in casa.
Le riunioni tra le due parti sono diventate ormai una costante, ma a quanto pare, senza riuscire a trovare una soluzione che le soddisfi a pieno. Non ci sono dichiarazioni ufficiali, nonostante ciò l'intera vicenda rassomiglia ogni giorno di più al segreto di pulcinella.
I consiglieri di maggioranza esigono un rimpasto di Giunta e la testa di Stefano Martorana, uomo, ad oggi, intoccabile per il sindaco, il quale, pare, abbia fatto una proposta: reintegro Stefania Campo e voi lasciate perdere Martorana.
"Un ricatto inaccettabile", "Un baratto meschino", "Non siamo al mercato", "La nostra proposta non è negoziabile". Così dai banchi della maggioranza. Una maggioranza che pare aver trovato un alleato insospettabile, proprio nell'ultima riunione tenutasi appena due giorni fa, Giovanni Iacono, il quale non sarebbe contento di alcune scelte prese da Piccitto.
Siamo perciò dinnanzi ad un'impasse politico-amministrativa? Forse o forse no. Certo se tutti i consiglieri pentastellati decidessero di protestare ad oltranza nei confronti del sindaco, facendo perciò mancare sistematicamente il numero legale, Piccitto dovrebbe obbligatoriamente scendere a patti e destituire Martorana, ma le cose non stanno così.
Piccitto, è vero, non parla. Piccitto non rilascia dichiarazioni, tutt'al più dispensa sorrisi ad arte, a destra e a manca, come se tutta questa vicenda non lo riguardasse direttamente, come se tutta questa vicenda non inficiasse pericolosamente il suo governo. Ma Piccitto non è uno sprovveduto e sempre di più dimostra di possedere quella stoffa, propria dei politici di razza, ad oggi negatagli da più parti.
Conscio del valore della lezione di Filippo il Macedone, Federico Piccitto sta progressivamente chiudendo in un angolo i suoi avversari. Come dire: non esiste un castello impenetrabile. Ed ecco che la maggioranza consiliare appare sempre meno coesa ossia a parole, e magari alle spalle del sindaco, è marmorea, compatta nel dirsi convinta di dover voltare pagina, poi, però, questi "buoni" propositi si infrangono dinnanzi al sindaco, alla sua retorica, alla sua oratoria.
Realpolitik? Molto probabilmente sì.
Insomma è guerra di nervi e la vincerà, come sempre, chi sarà più astuto, chi saprà giocare bene le proprie carte, senza precipitare inutilmente il corso delle cose. Nel frattempo, mentre gli altri si affannano a delegittimare o per lo meno a depotenziare l'immagine del sindaco, questi, ieri, ha incassato pubblicamente l'ennesimo attestato di stima da parte dell'onorevole Cancelleri, non proprio l'ultimo degli arrivati, nonché sponsor o ex sponsor (da qui dipenderebbero tante cose e se ne chiarirebbero tante altre, ndr.) di Stefania Campo.
Moria di pesci. L'on. Ferreri (M5S) si accorge solo adesso dello stato dell'Irminio, ma sono anni che...

Moria di pesci. L'on. Ferreri (M5S) si accorge solo adesso dello stato dell'Irminio, ma sono anni che...
"Una moria di pesci che ha coinvolto centinaia di esemplari è stata rinvenuta nei giorni scorsi nel fiume Irminio, nel tratto subito a valle della diga di S. Rosalia, all'interno di una grande riserva naturale e in pieno sito di importanza comunitaria. La causa scatenante è ancora tutta da accertare, ma l’ipotesi più plausibile pare sia lo sversamento di acque di fondo dell'invaso artificiale della diga o dal potabilizzatore che si trova nella zona".
Bene, l'onorevole pentastellata si è accorta di un problema che affligge il nostro fiume, peccato, però, che non è una novità. Sono anni, infatti, che certi sversamenti avvelenano l'Irminio, a valle come a monte.
L'onorevole dovrebbe farsi accompagnare presso la foce Misericordia e Oro, che danno vita all'Irminio e lì potrebbe rendersi conto dello stato in cui versa il nostro fiume. Non occorre essere tecnici, là non c'è vita.
“In attesa dei risultati delle analisi - dichiara la Ferreri - e dei prelievi effettuati dall'Arpa e dell'Istituto zooprofilattico, chiediamo al presidente della Regione, all’assessore per l’Energia e all’assessore per l’Ambiente di intervenire con urgenza. Si trovino tempestive ed efficaci soluzioni per la bonifica e il recupero ambientale del sito, - chiede nell’atto parlamentare la parlamentare Cinquestelle - nonché avviare un percorso di recupero della fauna ittica dei corsi d'acqua provinciali, in particolare nel fiume Irminio, dal momento che la strage di fauna ittica può essere a tutti gli effetti considerata una preziosa “spia” di un’alterazione ambientale in corso nella zona, che mette a rischio anche la preziosa risorsa idrica”.
Speriamo che in questa battaglia l'onorevole sia ben presto affiancata dalla nostra Amministrazione comunale. Ci permettiamo di dare un timido consiglio all'onorevole e ai nostri amministratori, a ben poco servirà recuperare il sito se non si scopriranno le cause di questa moria, che non dovrebbero esser cercate troppo lontane.
Servizio idrico. Il 28 dicembre si celebrerà la gara, ma quante nubi

Servizio idrico. Il 28 dicembre si celebrerà la gara, ma quante nubi
Domani si chiuderanno i termini per presentare le offerte della tanto chiacchierata gara per l'affidamento del servizio idrico. Per intenderci quella dei 39 lavoratori, che i sindacati hanno provato a salvaguardare nonostante la normativa dell'armonizzazione del personale con le esigenze imprenditoriali della ditta vincitrice.
Una delle cooperative che parteciperanno alla gara sarà la Pegaso, di cui ci siamo occupati nei giorni scorsi.
Oggi in Comune sono state protocollate alcune carte, firmate dalle Cooperative Agos, Leonardo, Cassiopea, New Angels e Monti Iblei, secondo le quali si paventerebbero gravi illegittimità nella gestione del servizio, ad oggi affidato proprio alla Cooperativa sociale Pegaso. Una storia che prende le mosse da una nota protocollata lo scorso 17 luglio. Atti inviati al sindaco Piccitto, all'assessorato ai Lavori Pubblici e a quello dei Servizi Sociali, nonché al dirigente settore Appalti, al segretario generale e al prefetto Vardè. In merito a questa documentazione pare ci siano pure dei procedimenti legali in corso oltre all'interessamento dell'Ufficio del Lavoro.
Da cosa o da chi dipendono queste anomalie, qualora fossero accertate, è tutto da scoprire. Lo stesso Ente appaltante ossia il Comune di Ragusa non sembra scevro da colpe, infatti una certa contraddittorietà insita nel bando di gara, complica l'intera faccenda. Di certo c'è solo un fatto, questa gara continuerà a far discutere anche dopo il 28 dicembre, giorno in cui verrà assegnato il servizio.
RETTIFICA.

RETTIFICA.
A seguito del nostro articolo, pubblicato lo scorso 15 dicembre, intitolato: "La Guardia di Finanza perquisisce la coop. Pegaso. Perché?", dove parlavamo di una presunta visita congiunta della Guardia di Finanza e della Digos alla cooperativa suddetta, con relativo sequestro di documenti ed interrogatorio del rappresentante legale della Pegaso, Antonino la Ferla, per motivi a noi sconosciuti, è giunta in redazione la richiesta del legale della società che ci chiede di rettificare la notizia.
In rispetto alle leggi dell’editoria, dunque, e per buona educazione, pubblichiamo quanto inviatoci dall'avvocato.
“In data 15.12.2015 è stato pubblicato sul Vs. sito internet un articolo dal titolo "La guardia di finanza perquisisce la coop. Pegaso. Perché?', in seno al quale è stato asserito che alcuni agenti della Guardia di Finanza unitamente ad alcuni agenti della Digos si sarebbero recati presso la sede della cooperativa Pegaso e avrebbero sequestrato alcuni faldoni. Nulla di quanto descritto in seno al citato articolo corrisponde a verità. Infatti, nessun agente né della Guardia di Finanza né della Digos si è recato presso la sede della Cooperativa, mia Assistita, né, conseguentemente, è stato sequestrato alcunché. Si aggiunga, inoltre, che del tutto fantasiosa risulta la circostanza che il mio Cliente sarebbe stato accompagnato in caserma dai presunti agenti per essere interrogato”.
Ecco fatto!
Certo l'articolo pubblicato su Reteiblea ha creato un bel po' di clamore in città, sono state tantissime le letture che abbiamo registrato, in poche ore, sul nostro sito, così come ha creato un po' di scompiglio nei vari gruppi di Fb, dove era stato condiviso.
Ora dunque tutta la questione prende per noi un’altra piega.
Abbiamo pubblicato la rettifica perché, effettivamente, fino ad ora, non abbiamo avuto una conferma ufficiale da parte delle forze dell'ordine.
Eppure le nostre fonti, che sono particolarmente affidabili, tant’è che fino ad oggi non ci hanno mai deluso, erano certe della perquisizione e dell’invito del La Ferla in caserma.
Ma le notizie debbono essere confermate, è una regola del giornalismo, e siccome svolgiamo questo lavoro da un bel po' di anni, per non fare cattiva figura abbiamo iniziato a fare le nostre indagini per andare a fondo in questa situazione.
Già nel giro di poche ore, siamo entrati in possesso di alcuni documenti estremamente interessanti, che stiamo catalogando e studiando in modo da poter tornare nei prossimi giorni sull’argomento.
La Guardia di Finanza perquisisce la coop. Pegaso. Perché?

La Guardia di Finanza perquisisce la coop. Pegaso. Perché?
Questa mattina, la Guardia di Finanza di Ragusa si è recata presso la sede della Cooperativa Pegaso. I militari delle Fiamme Gialle, dopo aver sequestrato alcuni faldoni, hanno invitato in caserma il presidente della cooperativa, Antonio La Ferla, per porgli qualche domande.
Adesso, quali carte siano state sequestrate e cosa i militari abbiano chiesto al presidente, non lo si sa. Come non si sa nulla sulla natura di queste indagini, le quali potrebbero riguardare le recenti vicende del servizio idrico, relative al nuovo bando di gara, quello, per intenderci, dei 39 lavoratori, o se queste indagini nascono dai fatti emersi dal caso “Caso Campo”, quello dei tre letturisti, o ancora se riguardano uno dei tanti appalti pubblici vinti dalla Pegaso (servizi cimiteriali, gestione della piscina, servizi sociali, solo per fare alcuni esempi), non lo si sa. I prossimi giorni saranno di sicuro chiarificatori.
Ciò di cui possiamo esser certi è che la Finanza stamane ha sequestrato delle carte presso la sede legale della Pegaso e che il sig. La Ferla è stato ascoltato.
Continua la protesta dei 39 operai del servizio idrico

Continua la protesta dei 39 operai del servizio idrico
Oggi si è svolta la manifestazione dei lavoratori del servizio idrico del Comune di Ragusa. Questo pomeriggio il corteo, radunatosi in via Roma, si è mosso intorno alle 17 per concludere la sua marcia davanti la Prefettura.
I fatti sono ormai noti. Il prossimo 22 dicembre si celebrerà la nuova gara per l'affidamento del suddetto servizio. Il bando di gara, però, per come è stato redatto non garantirebbe la totalità delle 39 unità lavorative ad oggi impegnate e così, da qualche tempo a questa parte, i lavoratori stanno chiedendo all'Amministrazione di modificarlo, in previsione dell'imminente entrata in vigore dell'Ato idrico, che invece li garantirebbe tutti. L'Amministrazione è irremovibile. A nulla sono valse le proteste attuate sino ad oggi, l'unico risultato che sono riusciti ad ottenere, ben magra consolazione se la si paragona alle richieste avanzate, è stato di ottenere un incontro con il prefetto, peraltro neanche voluto dai lavoratori, bensì dal sindaco e dall'assessore al ramo. Incontro che si terrà domani mattina alle 11.
Sono tutti consapevoli, però, che il prefetto non potrà dirimere la situazione, il suo ruolo non è politico, lui potrà solo accertare la legittimità dell'atto emanato dalla Giunta e null'altro. I lavoratori dal canto loro garantiscono che non si faranno intimidire e faranno tutto quello che è in loro potere per difendere i loro posti di lavoro.


