M5S. Un Regolamento bislacco calpesta la volontà popolare

Il Gruppo misto in Consiglio comunale, da ieri sera, è il gruppo più numeroso dopo quello della maggioranza. In seguito alla “cacciata” di Giovanni Occhipinti da Forza Italia, come era preventivabile, gli ormai ex tra forzisti (Maurizio Tumino, Giuseppe Lo Destro e Giorgio Mirabella) sono usciti dal gruppo di Forza Italia e sono confluiti in quello misto. Sempre ieri, Angelo La Porta, ex Territorio ed ex fedelissimo di Nello Dipasquale, che non ha mai digerito la svolta “rossa” dell’ex sindaco, è confluito nel Gruppo misto. Infine, vittima di questo continuo trasmigrare e del nuovo regolamento consiliare anche Gianluca Morando, che prima faceva gruppo con La Porta, si è visto costretto a iscriversi nel gruppo misto, dichiarando: “Sono stato costretto ad aderire al Gruppo Misto in quanto il gruppo consiliare preesistente si è sciolto come neve al sole per la decisione del mio collega (La Porta, nrd.). La mia è stata una decisione subita e non voluta”.

L’amarezza di Morando è pienamente condivisibile. Il Gruppo misto a Ragusa è un’anomalia alquanto fastidiosa. I pentastellati hanno voluto a tutti i costi modificare il Regolamento consiliare imponendo il fatto che i Gruppi devono essere costituiti almeno da due consiglieri. Questo fatto snatura, di fatto, l’esito delle passate amministrative, ignorando e calpestando la volontà popolare. In fondo, La Porta, Marino e Morando erano stati eletti in liste ben precise, erano espressione di una determinata volontà dell’elettorato, che si riconobbe in un simbolo, in certi valori, in una storia, oggi violata da un Regolamento molto poco democratico, che li ha costretti a confluire nel Gruppo misto, un soggetto giuridico privo di identità, un’identità negata a questi consiglieri e ai cittadini che allora li votarono.

di Rosario Distefano12 Gen 2016 12:01