Svolta decisiva per il parcheggio multipiano a Ragusa Ibla.

Svolta decisiva per il parcheggio multipiano a Ragusa Ibla.

La mobilità e l'accessibilità di Ragusa Ibla sono a un punto di svolta. La convocazione del Consiglio Comunale per martedì 11 alle 10:30 segna un momento chiave per l'intera comunità: all'ordine del giorno c'è l'approvazione della delibera per la realizzazione del nuovo parcheggio multipiano. Tale approvazione viene definita, dagli ambienti vicini all'amministratore Cassì, come una delle decisioni più rilevanti degli ultimi tre anni di mandato amministrativo.

L’atto in discussione, che riguarda la dichiarazione di pubblica utilità e l'approvazione del Piano Economico-Finanziario (PEF), rappresenta l'ultimo passaggio fondamentale prima dell'avvio della gara d'appalto. La formula scelta è quella del partenariato pubblico-privato (project financing), un modello che vede già la manifestazione di disponibilità da parte di un operatore privato e un solido impegno finanziario pubblico: 4,6 milioni di euro messi in campo sinergicamente da Comune e Provincia.

La realizzazione del multipiano risponde a un'esigenza non più rinviabile per il quartiere barocco. Da anni, infatti, - stante i gravissimi ritardi accumulati dalle amministrazioni comunali che si sono succedute-  la carenza di stalli di sosta rappresenta il principale imbuto per lo sviluppo e la vivibilità dell'area.

L'infrastruttura si rivela strategica su più fronti:

La tutela della vivibilità per i residenti: La creazione di un polo di sosta strutturato permetterà di decongestionare le vie interne del centro storico, riducendo il traffico volto alla ricerca di un posto e restituendo vivibilità a chi ad Ibla abita e lavora.

Altro elemento fondamentale è il sostegno all'economia turistica: Essendo uno dei gioielli del Val di Noto e patrimonio UNESCO, Ragusa Ibla necessita di un'accessibilità all'altezza dei flussi turistici internazionali. Un'infrastruttura moderna garantisce un'accoglienza ordinata e valorizza l'intero comparto ricettivo e ristorativo. Da sottolineare, infine, come l'integrazione tra capitale pubblico (4,6 milioni) e investimenti privati assicura la sostenibilità dell'opera senza gravare interamente sulle casse comunali, accelerando i tempi di esecuzione e garantendo una gestione professionale nel tempo.

Con l’imminente via libera dell'aula, la macchina amministrativa avrà finalmente tutti gli strumenti per passare dalle tante e forse troppe parole di questi ultimi anni di amministrativa Cassi, ai fatti, dando il via a una procedura di gara che promette di cambiare il volto della mobilità ragusana per i decenni a venire.


La commedia dell’arte sulla Siracusa-Gela.

La commedia dell’arte sulla Siracusa-Gela.

C’era una volta un’opera pubblica promessa quando i dischi in vinile erano l'ultima avanguardia tecnologica: l’autostrada Siracusa-Gela. Dopo decenni di cantieri a passo di lumaca, deviazioni infinite e nastri tagliati a rate — ultimo dei quali il tratto verso Modica — il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) ha avuto l'illuminazione geniale: è giunto il momento di farla pagare il pedaggio per il tratto Siracusa- Rosolini/Modica.

È opportuno subito chiarire che il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) versa da tempo in gravi difficoltà economiche, soffocato da un indebitamento complessivo che supera i 250 milioni di euro (tra arretrati verso i fornitori ed esposizioni con l'Erario). L'introduzione del pedaggio sul tratto Siracusa-Rosolini/Modica rientra a tutti gli effetti nei piani di riequilibrio e risanamento dei conti dell'ente. L'infrastruttura diventa così lo strumento per far cassa immediata e ripianare le falle di una gestione storica in perenne perdita.

Anziché offrire una rete efficiente per poi chiederne il pagamento, si sceglie di tassare gli utenti per salvare dai debiti l'ente gestore. Il "servizio al cittadino" passa in secondo piano rispetto all'urgenza del CAS di coprire il proprio deficit d'esercizio.

Ma si sa, nulla trasmette meglio il senso di efficienza di un'autostrada incompiuta che installare un bel casello con barriera automatica.

In questo desolante quando si inserisce la magnanima proposta dell'MPA: "Pagate, ma con lo sconto!"

Di fronte all'ondata di sdegno dei pendolari che ogni giorno percorrono l'arteria per andare a lavorare, studiare o curarsi, non si è fatta attendere la provvidenziale controproposta della politica locale. L'MPA (Movimento per le Autonomie), per bocca del presidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture dell'ARS Giuseppe Carta, ha calato l'asso: il bigliettino con costo mitigato per i residenti.

> "Non possiamo ignorare che l'infrastruttura è stata realizzata con risorse pubbliche e che non esiste una viabilità alternativa in sicurezza. Quindi? Sconto ai residenti e rinvio al 2028!"

L'acrobazia logica è da applausi a scena aperta:

Riconoscere che l'autostrada è stata pagata fino all'ultimo centesimo con le tasse dei cittadini.

Ammettere che le strade alternative (come la statale 115) sono colabrodo senza garanzie di sicurezza.

Conclusione: non eliminare il balzello, ma offrire un "patetico contentino" sotto forma di pedaggio scontato.

Come a dire: "Caro cittadino, la strada l'hai pagata tu con le tue tasse, non ti diamo viabilità alternativa decente, ma ti facciamo il favore di farti pagare un biglietto ridotto per usare ciò che è già tuo!"

La chicca finale è la solenne promessa: "Vigileremo affinché i soldi del pedaggio vengano reinvestiti esclusivamente sulla Siracusa-Rosolini per migliorarne la sicurezza".

Una garanzia da fare sonni tranquilli. Dopotutto, la storia della manutenzione autostradale in Sicilia è nota per la sua proverbiale tempestività. Pagare oggi un pedaggio su un'autostrada che doveva arrivare a Gela vent'anni fa, sperando che gli incassi servano a rattoppare l'asfalto domani, ha tutto il sapore della solita beffa contornata da supercazzola burocratica.

Nel frattempo, la prospettiva reale è semplice: chi non vorrà o non potrà permettersi l'abbonamento "scontato" finirà per intasare le vecchie statali, trasformando la viabilità del Sud-Est in un immenso ingorgo quotidiano. Ma niente paura: avremo sempre la rassicurazione di un "bigliettino mitigato" per consolarci.

Riusciremo a ricordarci questo e tanto altro il prossimo anno quando andremo a votare?

Ne dubito fortemente.


Riflessioni, amare, sulla chiusura del Cinema Madison a Ragusa.

Riflessioni, amare, sulla chiusura del Cinema Madison a Ragusa.

È di stamattina il post di Manuele Ilari, proprietario del Madison Cinemas di Ragusa, che nette la parola "fine" sulla vicenda che da oltre tre mesi tiene spente le sale dell'unico multisala del capoluogo.

Ilari, sintetizzando il lungo post dove individua nell'amministrazione comunale la responsabilità di tutto, afferma che: "Perse le uscite più importanti dell'anno. La decisione è presa, non riapriremo".
Non è questa la sede per definire chi ha responsabilità e colpe in questa triste vicenda. A fate ciò saranno le aule dei tribunali amministrativi o eventualmente quelle civili .
Certo, una idea chi scrive c'è l'ha , ma mi interessa di più capire che cosa ci lascia e cosa significa la chiusura a Ragusa di uno dei pochi presidi culturale della città.
Perche alla fine i proiettori che si spengono non fanno mai un rumore improvviso; si tirano dietro un silenzio pesante, quello che si arrampica sui sedili del cinema prima che qualcuno ci metta sopra un telo di plastica per difenderli dalla polvere. La chiusura del Cinema Madison a Ragusa non è solo la cronaca di un’impresa commerciale che sbanda e abbandona sotto il peso di una vicenda di cattiva/ordinaria burocrazia né un semplice possibile cambio di proprietà.
È, semmai, l'ennesima conferma di quanto si sia di fatto anestetizzato il nostro modo di perdere le cose.
Questa chiusura ci lascia una sensazione amara, di quelle che non passano con un sospiro di circostanza. La vicenda del Madison ci consegna la fotografia precisa di una comunità che si scopre sempre più povera di spazi di condivisione, ma che sembra aver smarrito persino la capacità di dispiacersene davvero. Ci siamo abituati a consumare le storie in solitudine, rannicchiati sui nostri divani, inghiottiti dal blu freddo degli schermi domestici, dimenticando che andare al cinema non è mai stato soltanto "guardare un film". Era ed è uscire di casa, incrociare lo sguardo del bigliettaio, fare la fila, commentare a voce bassa a luci ancora spente, condividere lo stesso buio con degli sconosciuti, o mangiare una pizza dopo la proiezione.
Ogni vetrina che si spegne e ogni sala che chiude contraggono il tessuto sociale della città, trasformandola sempre più in un dormitorio o in un mero palcoscenico per il consumo rapido.
Ci siamo illusi che l'offerta infinita delle piattaforme streaming potesse sostituire l'esperienza culturale; la realtà è che abbiamo barattato un rito collettivo, quello di andare al cinema, con un consumo privato e frammentato.
In tutto questo ciò che colpisce veramente è la rassegnazione delle istituzioni e dei cittadini:
Il rimpianto arriva sempre dopo, puntuale e inutile, sotto forma di post nostalgici sui social network. Un cordoglio digitale che dura ventiquattr'ora e che non ha mai staccato un singolo biglietto al botteghino quando serviva davvero.
Il Madison chiude e ci lascia esattamente questo: un vuoto che nessuna app di streaming potrà riempire e la sgradevole certezza che, passo dopo passo, stiamo accettando di vivere in una città sempre più lucida, resa sempre più moderna grazie agli ingenti investimenti del PNNR vantati dell'amministrazione comunale ma irrimediabilmente desertificata sotto il profilo culturale.


Versalis a due velocità.

Versalis a due velocità.

Mentre Priolo corre verso il 2028, Ragusa resta al palo della riconversione Eni-Versalis.il polo industriale di Priolo, infatti, inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel della transizione energetica, al contrario il futuro dello stabilimento Versalis di Ragusa rimane avvolto da nebbie e ritardi. L'annunciata "rivoluzione verde" della chimica di base in Sicilia sta infatti procedendo con un passo pesantemente asimmetrico, mettendo a nudo le criticità della gestione strategica di Eni e della sua controllata chimica.A Priolo, la bioraffineria accelera, ma l'impianto Hoop frena. Per il sito industriale siracusano il piano di riconversione sembra aver imboccato una strada ben definita. Il completamento della nuova "bioraffineria"(in partnership tra Eni e Q8) è stato perfino anticipato a dicembre 2028, con il via libera ai cantieri di demolizione e prefabbricazione. Un investimento imponente destinato alla produzione di carburanti sostenibili (HVO-diesel e SAF per l'aviazione) che prova a dare risposte concrete in termini di occupazione e decarbonizzazione.Tuttavia, anche all'interno dello stesso polo siracusano emergono i primi distinguo operativi: per l'impianto Hoop, dedicato al riciclo chimico avanzato delle plastiche miste, i tempi si allungano verso il 2029. Un segnale che la "chimica circolare" di Versalis stenta a trovare il ritmo promesso, nonostante le ingenti risorse pubbliche e i patti d'area siglati con Ministero e Regione.Per Ragusa però siamo all'anno zero: annunci, hub e poca concretezza.Se Priolo viaggia pur tra qualche ostacolo verso il cantiere, per il sito Versalis di Ragusa la situazione appare decisamente più critica e incerta.Mentre lo stop ai tradizionali impianti di chimica di base è già realtà o all'orizzonte, la cosiddetta "fase due" per il polo ragusano sembra rimasta sulla carta.A fronte dei cantieri aperti nel Siracusano, su Ragusa ci si limita a parlare di "incontri preliminari" per la filiera agroenergetica e dell'insediamento di un centro sperimentale per il riciclo meccanico rimandato a un generico 2028. Veramente il nulla.Con l'aggravante che la lentezza nei processi autorizzativi e di riconversione rischia di creare un vuoto operativo insostenibile per i lavoratori diretti e soprattutto per l'indotto locale ragusano.È di tutta evidenza cone si sia di fronte a promesse non mantenute sbilanciate. L'impressione è che il piano di dismissione delle vecchie linee produttive viaggiasse a velocità doppia rispetto ai reali investimenti industriali destinati al territorio ibleo.Le responsabilità di Versalis per il territorio ibleo sono chiare e palesi e impattano con ricadute negative e con rischi per tutta la transizione siciliana.La vertenza Versalis in Sicilia mette in luce il limite di una transizione ecologica calata dall'alto, dove i costi sociali e le incertezze operative vengono scaricati sui territori più deboli.Non basta sventolare il cartello degli investimenti miliardari per la "chimica del futuro" se poi si creano ecomostri in attesa di riconversione e lavoratori congelati nelle misure a sostegno del reddito o nei trattamenti di integrazione salariale.Versalis e i vertici di Eni sono chiamati a fornire garanzie temporali stringenti anche e soprattutto per Ragusa.Si deve evitare ad ogni costo che l'area iblea diventi la "Cenerentola" dell'asse industriale della Sicilia orientale, sacrificata sull'altare di un piano di dismissione rapido a cui stenta a far seguito un'altrettanto rapida reindustrializzazione verde.


Come un timbro all’anagrafe ha scatenato la Hollywood della politica siciliana.

Come un timbro all’anagrafe ha scatenato la Hollywood della politica siciliana.

Nel torpore di un’estate siciliana fatta di scirocco, granite e politica a scartamento ridotto, il centrodestra regionale è riuscito nell'impresa di trasformare un banalissimo modulo burocratico in una produzione cinematografica ad alto budget.
Il pretesto? Una voce di corridoio. Anzi, un’indiscrezione "bomba": Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia, avrebbe (ha) preso la residenza a Modica, la sua città natale.
Un normale cittadino che aggiorna i propri dati anagrafici farebbe al massimo una fila all'ufficio elettorale o cambierebbe la bolletta della TARI. Nella politica siciliana, invece, un cambio di residenza equivale all'apertura del terzo segreto di Fatima.
Nel giro di pochi minuti, nei corridoi del potere regionale si è consumato uno psicodramma estivo da far impallidire i migliori sceneggiatori di Hollywood.
"Da Residente a Presidente": è la rima che ha messo in subbuglio i palazzi del potere siciliano.
L’equazione fantastica che si è accesa nelle menti dei retroscenisti del centrodestra è di una semplicità disarmante: se prendi la residenza in Sicilia, significa che vuoi candidarti alla presidenza della Regione. Dopotutto, tra "residente" e "presidente" c’è di mezzo soltanto una "P". E in politica, si sa, per una lettera si sono aperte e chiuse intere ere geologiche.
I dettagli del "film" proiettato nella testa dei fedelissimi e degli alleati della coalizione hanno previsto contorni quasi epici:
Con ordine di ingresso per primi gli Attori protagonisti individuati nelle "truppe cammellate" pronte a convertirsi istantaneamente al "minardismo" della prima ora, pronte a giurare di aver sempre saputo che il futuro dell'isola passava per la contea modicana.
Subito dopo il tutto si è colorito con l'immancabile "Giallo politico". Telefoni incandescenti buttati nel cestino per le troppe chiamate e sospetti incrociati di "chi sta tradendo chi", manco si trattasse di una puntata di *House of Cards* ambientata tra il Tardo Barocco di Modica e le stanze di Palazzo d'Orleans.
Ed infine , si è pensato alla necessaria "Scena madre" :
Un Renato Schifani in grande spolvero pronto alla resa dei conti o all'abbraccio pacificatore, mentre Giorgio Mulè resta alla finestra in attesa del famoso "Sicilia chiamò".
Che dire, Il potere taumaturgico della burocrazia estiva è veramente affascinante. Da notare la capacità della politica nostrana di sovrapporre la fantasia alla realtà. Non importa se dietro a quel presunto o vero foglio dell'anagrafe ci fossero solo motivazioni personali, logiche fiscali o banali adempimenti di routine. Il centrodestra ha preferito la suspense: un candidato "in pectore" spuntato direttamente tra una tazza di granita al caffè e una porzione di cioccolato modicano.
Nessuno si è fermato a riflettere sul fatto che un commissario regionale potesse semplicemente voler pagare le tasse a casa propria o riorganizzare i propri affari personali. No, troppo semplice. Meglio immaginare un complotto orchestrato nei minimi dettagli per la conquista della Sicilia.
Alla fine della giornata di ieri , la situazione nel centrodestra rimane esattamente quella di prima: dichiarazioni felpate, equilibri precari, candidature sospese e il consueto rimescolìo di carte.
Resta però una certezza incrollabile: in Sicilia la politica non muore mai di noia. Se non ci sono i programmi, ci penserà sempre l'anagrafe di Modica a regalare il prossimo *cult* del cinema politico estivo. Nel dubbio, tenete i popcorn a portata di mano.


Parco degli Iblei. Trovare un percorso che tega conto delle istanze del territorio

Parco degli Iblei. Trovare un percorso che tega conto delle istanze del territorio

Prosegue il percorso di concertazione promosso dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa sul futuro del Parco degli Iblei, avviato a seguito della recente sentenza del Tar che impone alle amministrazioni competenti di completare entro 180 giorni il procedimento istitutivo dell’area protetta.

Dopo il primo confronto con i sindaci dei territori interessati e con la deputazione regionale, la presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari, ha incontrato oggi le associazioni di categoria, gli ordini professionali, le associazioni ambientaliste, i comitati e gli altri portatori di interesse, proseguendo il percorso di ascolto e condivisione finalizzato alla definizione di una posizione quanto più ampia e condivisa possibile.

"Il confronto sta proseguendo con grande senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti. Abbiamo concesso alcuni giorni alle associazioni affinché possano farci pervenire un documento sintetico contenente le rispettive osservazioni e proposte. L’obiettivo è costruire un documento condiviso, capace di raccogliere le esigenze del territorio e formulare proposte concrete che possano realmente fare il bene delle nostre comunità", – dichiara la presidente Maria Rita Schembari.

La presidente annuncia  inoltre che il percorso di concertazione coinvolgerà anche gli altri territori interessati dall’istituzione del Parco. "Ho avuto conferma dal presidente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa che è in programma un analogo percorso di consultazione per giorno 13 luglio. Successivamente ci incontreremo per fare sintesi, coinvolgendo anche il territorio catanese, così da definire una proposta unitaria". L’obiettivo resta quello già annunciato nei giorni scorsi: "Predisporre, entro le prossime settimane, un documento da trasmettere all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, accompagnato dalla richiesta di un incontro istituzionale, affinché questo tipo di percorso non condiviso possa concludersi ora e possa riprendere invece un percorso che parta dalle istanze e dalle proposte dei territori direttamente interessati perché nessuno accetta decisioni calate dall'alto".


Ambulatori infermieristici turistici

Ambulatori infermieristici turistici

L’ASP di Ragusa comunica che fino al 15 settembre, sono attivi gli Ambulatori infermieristici turistici nelle principali località costiere della provincia, con l’obiettivo di garantire un servizio di prossimità a supporto di residenti, villeggianti e turisti durante il periodo estivo.
Gli ambulatori saranno operativi tutti i giorni, dalle ore 8.00 alle ore 20.00, nelle sedi individuate nei diversi distretti sanitari: Marina di Modica, Santa Maria del Focallo, Donnalucata, Cava d’Aliga, Pozzallo, Punta Braccetto, Casuzze, Marina di Ragusa, Scoglitti e Marina di Acate. Sarà attivo anche presidio di Modica Alta, in via Loreto Gallinara, dal lunedì al venerdì, dalle ore 20.00 alle ore 8.00.
Il servizio assicura prestazioni infermieristiche di base e attività di assistenza e orientamento, tra cui la rilevazione dei parametri vitali, il supporto all’automonitoraggio, le medicazioni semplici, la somministrazione di terapie su prescrizione medica, l’educazione alla corretta gestione di presidi e terapie, nonché l’indirizzo verso i servizi sanitari e socio-assistenziali più appropriati.

"Sabbie di Sicilia 2026",

"Sabbie di Sicilia 2026",

Fabio Nicosia, presidente dell'ASD I Soci, al termine della conferenza stampa di presentazione svoltasi ieri nella sede del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, primo atto ufficiale del progetto "Sabbie di Sicilia 2026", ha dichiarato: «La conferenza stampa rappresenta un momento importante perché certifica un percorso costruito nel tempo insieme alle istituzioni e ai partner che hanno creduto in questo progetto. "Sabbie di Sicilia" è il risultato di una visione condivisa che mette al centro lo sport come strumento di promozione del territorio. Per noi è motivo di orgoglio ospitare eventi di assoluto rilievo nazionale, dalla Tappa Gold del Campionato Italiano di Beach Volley alle Finali Scudetto di Beach Soccer (dal 4 al 9 agosto a Scoglitti), fino al Vertical Tour, che completa un calendario capace di coniugare agonismo, spettacolo e coinvolgimento del pubblico. La presenza del Vertical Tour contribuisce a definire compiutamente il modello che abbiamo immaginato per "Sabbie di Sicilia": un grande contenitore capace di unire sport di alto livello, intrattenimento e promozione territoriale in un'unica esperienza. Come ASD I Soci continueremo a lavorare con la stessa passione e lo stesso spirito di collaborazione che ci hanno consentito di raggiungere questi risultati. Siamo convinti che questa edizione contribuirà a consolidare la provincia di Ragusa come punto di riferimento nazionale per gli sport sulla sabbia e a lasciare un'importante eredità per il territorio e per le nuove generazioni».


Uniti sotto lo stesso casco

Uniti sotto lo stesso casco

Per due giorni Pozzallo diventerà il punto di incontro delle voci del lavoro, dei diritti e della solidarietà provenienti da tutto il Mediterraneo. Sindacalisti, studiosi, rappresentanti delle istituzioni, attivisti e lavoratori si ritroveranno infatti il 12 e 13 giugno per il Forum sindacale delle Costruzioni Migranti dell’Euromediterraneo dal titolo “Uniti sotto lo stesso casco”, promosso dalla Fillea CGIL e dalla CGIL. Si tratterà soprattutto un momento di confronto tra popoli, culture ed esperienze diverse accomunate dalla volontà di affermare il diritto al lavoro dignitoso, alla sicurezza, all’inclusione e alla tutela delle persone migranti, troppo spesso vittime di sfruttamento, precarietà e marginalizzazione. La scelta di Pozzallo, città simbolo dell’accoglienza e porta naturale del Mediterraneo, assume un significato particolarmente forte. Da qui partirà una riflessione che guarda oltre i confini nazionali e che punta a costruire una rete stabile di collaborazione tra le organizzazioni sindacali dell’area euro-mediterranea. L’iniziativa sarà preceduta, giovedì 11 giugno alle ore 18,30 nella Sala Consiliare del Comune di Pozzallo, da una conferenza stampa di presentazione alla presenza dei rappresentanti del Comune, della CGIL Ragusa, della Fillea CGIL Sicilia e della Fillea CGIL Nazionale. I lavori entreranno nel vivo venerdì 12 giugno allo Spazio Cultura “Meno Assenza”, con l’apertura ufficiale del Forum e i saluti del sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna, del segretario generale della CGIL Ragusa Giuseppe Roccuzzo e del segretario generale della Fillea CGIL Nazionale Antonio Di Franco. La prima sessione sarà dedicata al tema “Migranti nelle costruzioni: presenze ed esperienze a confronto”, con la partecipazione di rappresentanti sindacali provenienti da Francia, Bulgaria, Tunisia, Slovenia e Palestina, insieme ai responsabili nazionali della Fillea CGIL impegnati nelle politiche migratorie. Successivamente il confronto si sposterà sulle strategie necessarie per rafforzare tutele e sindacalizzazione dei lavoratori migranti nel settore delle costruzioni. Un dibattito che vedrà la presenza di esponenti della federazione sindacale internazionale BWI provenienti da Medio Oriente, Asia e Africa, impegnati quotidianamente nella difesa dei diritti dei lavoratori nei grandi cantieri internazionali. Nel pomeriggio, nella Sala Consiliare del Comune di Pozzallo, l’attenzione sarà rivolta alle buone pratiche di inclusione socio-lavorativa, con il contributo di rappresentanti del Ministero del Lavoro, del mondo accademico, delle associazioni impegnate nel sociale e delle organizzazioni sindacali. Uno dei momenti più attesi dell’intera manifestazione si svolgerà alle ore 18.30 in Piazza Municipio con il dibattito dal titolo “La nuova frontiera della questione meridionale nell’euromediterraneo: tra diritto a migrare e diritto a restare”. Al centro della riflessione vi saranno le grandi sfide che attraversano le nuove generazioni: migrazione, opportunità, lavoro, formazione e prospettive di futuro. A confrontarsi saranno autorevoli esponenti del mondo sindacale, accademico e associativo, tra cui il segretario generale della CGIL nazionale Maurizio Landini, che dialogherà con studiosi, rappresentanti delle reti studentesche e delle organizzazioni impegnate sui temi dell’immigrazione e della cittadinanza. Durante l’incontro sarà inoltre proiettato il trailer del docu-film della Fillea CGIL “Credibili”, diretto da Francesco Giordano. La giornata si concluderà alle ore 21,00 con il concerto di Lello Analfino e T-Orkestar, preceduto dall’esibizione di Antonio Modica e della sua band, in un momento di festa e condivisione aperto alla cittadinanza. Sabato 13 giugno, infine, i lavori riprenderanno con la sessione plenaria dedicata alla presentazione del documento sindacale dell’area euro-mediterranea, che raccoglierà le proposte e gli impegni emersi durante il confronto internazionale. Le conclusioni saranno affidate ad Ambet Yuson, segretario generale della federazione sindacale internazionale BWI. “In un tempo segnato da guerre, disuguaglianze sociali, sfruttamento e nuove povertà, dichiara il segretario generale della CGIL Ragusa, Giuseppe Roccuzzo, vogliamo costruire ponti e non muri. Pozzallo diventerà per due giorni il luogo in cui il lavoro torna ad essere strumento di pace, inclusione e giustizia sociale. Uniti sotto lo stesso casco significa affermare che non esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, indipendentemente dalla provenienza, dal colore della pelle o dal Paese di nascita. La sicurezza, la dignità e i diritti devono essere universali. Da Pozzallo vogliamo lanciare un messaggio forte a tutto il Mediterraneo: solo attraverso la solidarietà internazionale e la tutela del lavoro possiamo costruire società più giuste e più umane”.