Giunta Cassì: il cerchio magico svela la debolezza politica del Sindaco.
Giunta Cassì: il cerchio magico svela la debolezza politica del Sindaco.
È servito qualche giorno per procedere a una valutazione seria, ponderata sulle ultime nomine della giunta Cassì. L’ingresso dei tre nuovi assessori — Mezzasalma, Antoci e il capo di gabinetto Basile — non segna l’inizio di una fase di rilancio, come si vorrebbe far credere all'opinione pubblica, ma rappresenta il coronamento di un’operazione politica ristretta, chiusa, mirata esclusivamente al mero tornaconto elettorale del primo cittadino in vista delle prossime elezioni regionali.
Anziché aprire l’amministrazione alle migliori energie della città o a un confronto ad ampio raggio, il Sindaco ha preferito trincerarsi all'interno delle sue certezze, rafforzando quell'ormai noto "cerchio magico" che da tempo blinda e contraddistingue la sua compagine amministrativa.
Una mappa del potere personale.
Analizzando la provenienza dei tre neo-assessori, il quadro politico che ne emerge appare solido nella fedeltà personale, ma fragilissimo nella sostanza democratica:
* Antoci, pescato direttamente nel perimetro del movimento civico del Sindaco di cui era capogruppo ;
* Mezzasalma, espressione di una componente proveniente dall'esperienza di Partecipiamo - Ragusa Futura e oggi in quota Forza Italia, scelta con cui Cassì caratterizza ancor più politicamente la sua Giunta relegando al fondo e ai nargini il "civismo" di cui una volta era il portabandiera .
* Basile, fino a ieri capo di gabinetto e da anni braccio destro del primo cittadino, la cui nomina conferma la tendenza ad azzerare il confine tra ruoli di supporto tecnico-amministrativo e ruoli di indirizzo politico.
L’isolamento politico e l'assenza di alleanze.
Dietro la narrazione del "nuovo slancio" si nasconde, in realtà, un dato di fatto inoppugnabile: Cassì è isolato e impossibilitato a dialogare con le altre forze del centrodestra.
L'operazione con Fratelli d’Italia si è rivelata un vicolo cieco. Il tentato inserimento del Consigliere Rocco Bitetti è apparso fin da subito una mossa priva di prospettive, trattandosi di una figura autosospesasi dal partito e con FdI che ha rimarcato la tardività e l'inopportunità del tentativo del Sindaco. Nel frattempo, i ponti con l'MPA risultano irrimediabilmente tagliati, come dimostrano le tensioni e i ferri corti vissuti in aula consiliare attraverso l'opposizione netta di Gaetano Mauro.
Messo alle strette dalle proprie dinamiche conflittuali, al Sindaco non è rimasta altra scelta se non attingere al proprio serbatoio personale di fedelissimi, lasciando peraltro sul campo fisiologici malumori e scontenti interni alla sua squadra — tra tutti quello, è possibile immaginare, di Giovanni Sortino o di un ritorno della consulente del Sindaco Clorinda Arezzo ma per quest'ultima la strada era già stata sbarrata dalla scelta di nominare lo zio Nunzio Basile Assessore.
Non è opportuno entrare, in questa sede, nelle dinamiche familiari che caratterizzano e non poco certe scelte del Sindaco.
Un cerchio che non quadra.
Nonostante i proclami di palazzo, queste nomine nascono per pura necessità contingente: la giunta, ridotta ai minimi termini, non poteva più andare avanti in uno stato di perenne affanno. Tuttavia, rimpinguare i ranghi con figure di stretta osservanza non porta alcun elemento di novità, né una reale visione strategica per la comunità ragusana.
Con l'incertezza dei quadri elettorali a livello nazionale e regionale che riflette i suoi effetti anche sul piano locale, resta persino da capire per quanti mesi questi assessori potranno effettivamente incidere. La sensazione dominante è che si tratti di un arroccamento difensivo.
Il Sindaco ha preferito la fedeltà al confronto, la continuità della gestione personale al reale rinnovamento. Ma la politica ha le sue regole: il tanto declamato "cerchio magico" della giunta Cassì è ormai un cerchio che, conti alla mano, non quadra affatto.
Sul cinema a Ragusa. Quale strategia?
Sul cinema a Ragusa. Quale strategia?
Da mesi Ragusa è sostanzialmente senza un’offerta cinematografica adeguata. La chiusura del Madison e i tempi legati al rifacimento dell’ex Cinema Marino (Teatro della Concordia) hanno lasciato la città con una disponibilità estremamente limitata di sale. Una situazione che impone una domanda: l’Amministrazione comunale si sta concretamente muovendo per riportare il cinema a Ragusa? Vorremmo sapere se siano in corso interlocuzioni con imprenditori e operatori del settore interessati a investire nella riapertura di una o più sale e quali prospettive concrete siano state eventualmente individuate.
Riteniamo che meritino particolare attenzione le strutture dell’ex cinema La Licata, dell’Ideal e del cinema Duemila (tuttora funzionante ma solo per attività teatrale e musicale), valutando tutte le possibili opportunità di recupero e riattivazione, anche attraverso il coinvolgimento di investitori privati.
In quest’area, peraltro, esistono già importanti condizioni favorevoli: due parcheggi coperti, attività di ristorazione e spazi dedicati all’intrattenimento. Elementi che, insieme al recupero delle strutture cinematografiche, potrebbero contribuire alla creazione di un vero polo di attrazione, capace di richiamare cittadini e visitatori, favorire nuovi investimenti, generare opportunità economiche e riportare le persone a vivere il centro storico.
Chiediamo quindi all’Amministrazione Cassì di chiarire se esista una strategia, quali interlocuzioni siano state avviate e se vi sia la volontà di trasformare queste strutture in un progetto concreto di rilancio della città. Ragusa ha bisogno di un centro storico da vivere, non soltanto da attraversare. Il ritorno del cinema potrebbe rappresentare un'importante occasione per restituirgli vitalità e nuove prospettive di sviluppo.
Inaugurata la sede negli spazi del palazzo BAPS in Piazza Matteotti a Ragusa
Inaugurata la sede negli spazi del palazzo BAPS in Piazza Matteotti a Ragusa
La Fondazione BAPR inaugura oggi la propria sede negli spazi del palazzo BAPS in Piazza Matteotti a Ragusa. I locali accolgono la sede operativa, gli uffici
istituzionali, il centro studi e le attività editoriali ed espositive della Fondazione BAPR, strutturando uno spazio di incontro con le realtà culturali, sociali e la comunità.
L’inaugurazione odierna rappresenta il secondo di tre appuntamenti, che vedono coinvolto il complesso di Piazza Matteotti, edificio ex Banca d’Italia. Il primo, lo scorso 28 settembre,
con l’apertura della filiale di Ragusa Sede, la prima nella secolare storia della Banca. Oggi, il secondo appuntamento, in attesa del terzo che vedrà l’apertura dei locali destinati al
Greentech Mediterranean Innovation Hub, che sarà la sede del programma di incubazione e accelerazione S.E.M.E.
L’operazione restituisce alla fruizione pubblica ambienti originariamente destinati alle attività finanziarie e ora rifunzionalizzati per ospitare un centro permanente dedicato allo
sviluppo sociale, alla ricerca socioeconomica e alla valorizzazione del territorio e alla cultura.
«L’apertura della sede della Fondazione all’interno del Palazzo significa convertire un luogo della memoria economica in un punto di riferimento attivo e inclusivo, capace di
accogliere iniziative culturali, sociali e formative e di generare valore per l'intera collettività», dichiara Arturo Schininà, Presidente di Banca Agricola Popolare di
Sicilia. «L'ingresso in questa sede costituisce un passaggio determinante per la crescita e l'operatività della Fondazione BAPR», sottolinea Carmelo Arezzo, Presidente della
Fondazione BAPR. «Poter disporre di uno spazio dedicato e centrale ci permette, oltre ad incentivare le attività museali, di potenziare i progetti di ricerca, le iniziative culturali e i
programmi rivolti ai giovani, offrendo al territorio e alle istituzioni un laboratorio permanente di idee e sviluppo».
Banca Agricola Popolare di Sicilia S.C.p.A (BAPS) la maggiore banca indipendente siciliana, con più di 27.000 Azionisti, oltre 800 dipendenti e 105 filiali al servizio del territorio, opera come realtà creditizia di riferimento per la crescita socioeconomica della comunità e come partner istituzionale del territorio, impegnandosi a creare valore per
Soci, Famiglie e Imprese, in un’ottica di sviluppo sostenibile, equo e durevole.
Novità nella raccolta differenziata a Ragusa.
Novità nella raccolta differenziata a Ragusa.
L’avvio del nuovo appalto di igiene urbana affidato alla ditta Busso ha introdotto a Ragusa diverse novità operative pensate per ottimizzare il servizio e agevolare i cittadini nel conferimento dei rifiuti. A breve, tralaltro, entreranno in servizio i nuovi mezzi che daranno un sicuro nuovo impulso al servizio di raccolta differenziata.
Tra le novità piu importanti spiccano le nuove isole ecologiche mobili: punti di conferimento itineranti, attivi dal lunedì al sabato nei vari quartieri, dove le utenze domestiche e non domestiche possono consegnare frazioni specifiche come organico, carta, multimateriale (plastica e lattine), vetro e piccoli RAEE (piccoli elettrodomestici ed elettronica).
Un’iniziativa lodevole sulla carta, concepita per offrire un’alternativa flessibile ai calendari tradizionali e ai centri di raccolta fissi. Tuttavia, calare questo modello nel cuore del centro storico rischia di trasformare una buona intenzione in un costoso e frustrante "buco nell'acqua".
Il nodo critico risiede nella specificità sociale del centro storico.
Il motivo di questo scetticismo non sta tanto nell'efficienza del mezzo meccanico o nella buona volontà dell'azienda, ma nella sociologia urbana del centro antico di Ragusa. Negli ultimi anni, infatti, il centro storico è diventato l'area a più alta densità di residenti stranieri di diverse nazionalità. Si tratta di una comunità multietnica composita, spesso caratterizzata da barriere linguistiche e, soprattutto, da una totale mancanza di familiarità con i rigidi protocolli della raccolta differenziata.
Nei paesi d'origine di molti di questi nuovi cittadini, la differenziazione spinta dei rifiuti non è la norma o segue regole radicalmente differenti. Pretendere che, dall'oggi al domani, questa fetta importante di popolazione comprenda il funzionamento delle soste a orario delle isole ecologiche mobili, decifri la cartellonistica multilingue (ammesso che sia capillare ed efficace) e si adegui agli standard richiesti senza un’opera di mediazione culturale quotidiana è un pio desiderio.
Vi è quindi Il rischio dell’abbandono e del degrado.
Senza un’azione preventiva mirata, l'introduzione delle isole ecologiche nelle piazze del centro storico rischia di produrre l'effetto contrario: non un incentivo al riciclo, ma un richiamo a cielo aperto per l’abbandono indiscriminato dei sacchetti.
Se il cittadino straniero non comprende il meccanismo orario della sosta del mezzo itinerante o non sa dove conferire correttamente, la tentazione di lasciare i rifiuti per strada — magari accanto alla piazzola designata, scambiandola per un cassonetto tradizionale — è altissima. Il risultato visibile sotto gli occhi di tutti sarebbe il moltiplicarsi di micro-discariche abusive nei luoghi più suggestivi e delicati della città antica, vanificando gli sforzi di decoro e pulizia che l'amministrazione e la stessa ditta Busso cercano di perseguire con il nuovo appalto.
La sfida dell'integrazione passa (anche) dai rifiuti
Il nuovo servizio della ditta Busso rappresenta un banco di prova fondamentale per la gestione dei rifiuti a Ragusa. Le isole ecologiche mobili possono rivelarsi uno strumento eccellente nelle zone residenziali o nelle periferie disciplinate, ma nel centro storico richiedono un presupposto imprescindibile: l'alfabetizzazione ambientale.
Prima ancora di far transitare i mezzi, l'amministrazione e i soggetti gestori avrebbero dovuto investire massicciamente in mediatori culturali, sportelli di prossimità e campagne informative porta a porta tradotte nelle lingue delle comunità straniere presenti. Senza questo lavoro di accompagnamento umano e sociale, le belle sponde tecnologiche delle isole ecologiche rischiano di infrangersi contro la dura realtà di un tessuto urbano multiculturale e disorientato, lasciando in eredità solo sporcizia e l'ennesima occasione mancata per la transizione ecologica della città.
23 milioni di euro per il caro carburante a favore delle aziende
23 milioni di euro per il caro carburante a favore delle aziende
«Mettiamo a terra – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino – un pacchetto di interventi che punta a dare risposte immediate alle difficoltà delle imprese agricole siciliane, sostenendo la continuità produttiva, il reddito dei lavoratori e la tenuta di settori fondamentali per l’economia e l’occupazione dell’Isola. Si tratta di risorse in grado di dare una boccata d’ossigeno a un comparto che vive una fase particolarmente delicata. È soltanto un primo passo, per quanto serio e concreto. Serve un impegno collettivo da parte del governo centrale e dell’Europa».
Valorizzare il patrimonio storico della città
Valorizzare il patrimonio storico della città
A oltre quarant'anni dalle indagini archeologiche degli anni Ottanta, a Ragusa Ibla si torna a scavare. Dal 2 al 28
novembre una nuova campagna di ricerca riporterà archeologi, docenti e studenti universitari nell'area archeologica del Giardino Ibleo, alla ricerca di nuove testimonianze del passato. Un'iniziativa che punta a riscoprire e valorizzare il patrimonio storico della città, rendendo gli stessi scavi un'occasione di conoscenza e partecipazione per cittadini e visitatori.
La campagna rientra nel progetto Hybla – Archeologia e Architettura Antica ed è frutto della collaborazione tra il Comune di Ragusa, attraverso l'Assessorato al Centro Storico, la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Ragusa e l'Università
San Raffaele Roma, con il coinvolgimento del Dipartimento regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale. Le attività si svolgeranno in due turni, dal 2 al 14 e dal 16 al 28 novembre, con la partecipazione di studenti universitari e specializzandi, coordinati
dai responsabili scientifici. Non saranno però scavi riservati esclusivamente agli addetti ai lavori. Il progetto prevede infatti giornate di "Cantieri Aperti", almeno una volta alla settimana, durante le quali archeologi e studenti racconteranno direttamente ai cittadini e ai visitatori le attività svolte e gli eventuali risultati delle indagini. Un modo per trasformare il cantiere archeologico in un luogo di divulgazione e incontro con la comunità. SEcondo l'assessore Gurrieri tornare a scavare in quest'area dopo tanti anni significa riaprire una finestra sulla storia più antica della nostra città . Le giornate di apertura del cantiere saranno un'occasione preziosa per coinvolgere
cittadini e visitatori e far conoscere da vicino il lavoro degli archeologi”. L'iniziativa si intreccia con un altro progetto dell'Amministrazione comunale: la realizzazione di un nuovo spazio culturale e teatrale all'aperto nell'area compresa tra gli scavi archeologici, la chiesa di San Vincenzo Ferreri e piazza Hodierna, a ridosso dei Giardini Iblei. La Commissione Centri Storici ha già deliberato l'avvio di un
concorso di progettazione in due fasi per individuare una soluzione capace di valorizzare il contesto storico e archeologico, integrandolo con nuove funzioni culturali. La missione archeologica prevede una residenza per gli studenti e i docenti coinvolti,
con il supporto logistico del Comune di Ragusa. La collaborazione scientifica con l'Università San Raffaele Roma vede come referente il professor Carmelo Malacrino, mentre la Soprintendenza di Ragusa assicura le attività di tutela del patrimonio archeologico.
La nuova campagna di scavo rappresenta così un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione dell'area dei Giardini Iblei, dove ricerca archeologica e nuovi progetti culturali potranno
Tavolo istituzionale dedicato al settore dell’autotrasporto
Tavolo istituzionale dedicato al settore dell’autotrasporto
Combattere e prevenire la Legionella
Combattere e prevenire la Legionella
Pulizia dei terminali: Smontare e pulire regolarmente flessibili, soffioni delle docce e rompigetto dei rubinetti, lasciandoli in acqua e aceto o disinfettandoli con candeggina.
Prevenire i ristagni: Far scorrere l'acqua calda e fredda da rubinetti e docce per qualche minuto se l'abitazione è rimasta inutilizzata per diversi giorni.
Controllo delle temperature: Tenere il boiler o l'impianto dell'acqua calda a una temperatura di erogazione superiore ai 50°C e quella fredda sotto i 20°C.
Shock termico: Innalzare la temperatura dell'acqua a 70–80°C in tutto il sistema per un periodo prolungato (seguendo le linee guida tecniche).
Disinfezione chimica: Utilizzare dosaggi controllati di cloro, biossido di cloro, perossido di idrogeno o sistemi a ione rame-argento.
Manutenzione straordinaria: Eliminare incrostazioni di calcare e biofilm dalle tubature, dove il batterio tende a moltiplicarsi.
Non possiamo permetterci un altro giorno di paralisi.
Non possiamo permetterci un altro giorno di paralisi.
“Il fermo degli autotrasporti sta causando danni pesantissimi alla fascia trasformata e all’intero comparto orticolo della provincia di Ragusa. Il Governo nazionale e quello regionale devono dare risposte concrete alle imprese di trasporto e consentire l’immediata ripresa della movimentazione delle merci: il nostro territorio non può permettersi un altro giorno di paralisi”.
A intervenire è il segretario della Federazione provinciale del Partito Democratico di Ragusa, Angelo Curciullo, che richiama l’attenzione sulle conseguenze della protesta soprattutto nell’area di Vittoria.
“Il mercato ortofrutticolo di Vittoria, principale polo di smistamento della produzione ortofrutticola del Sud Italia – spiega il segretario dem –, è uno dei luoghi in cui gli effetti del fermo sono già più evidenti: conferimenti fortemente ridotti, box e bancali vuoti, merce che non parte. Quello che sta accadendo a Vittoria dà la misura di quanto questa vertenza rischi di pesare sull’intera economia agricola del nostro territorio. Parliamo di prodotti altamente deperibili, che devono essere raccolti, commercializzati e trasportati in tempi rapidissimi. Molti produttori stanno evitando di raccogliere perché, senza la possibilità di spedire la merce, rischierebbero di doverla mandare al macero. Ogni giornata di blocco significa prodotto invenduto, reddito perso e ulteriori difficoltà per aziende agricole già fortemente provate”.
Curciullo sottolinea, allo stesso tempo, le ragioni della mobilitazione.
“Le difficoltà degli autotrasportatori sono reali e non possono essere ignorate. Il caro gasolio, i costi dell’insularità e dei collegamenti marittimi e il ritardo nell’erogazione di risorse e incentivi stanno mettendo in seria difficoltà imprese fondamentali per l’economia siciliana. Se trasportare le merci diventa economicamente insostenibile, il problema riguarda tutta la filiera. E la stessa emergenza sta colpendo le nostre marinerie: anche pescatori e armatori denunciano che, con questi costi del carburante, uscire in mare rischia di significare lavorare in perdita”.
“È proprio per questo - aggiunge il segretario provinciale - che nei giorni scorsi il Partito Democratico all’ARS, con Nello Dipasquale, ha chiesto di stralciare dalle variazioni di bilancio (in discussione in questo momento) le misure non prioritarie e concentrare le risorse sulle vere emergenze della Sicilia, a partire dal caro carburante, dall’agricoltura e dalle marinerie. Una parte di quelle norme è stata stralciata: adesso il Governo Schifani utilizzi le risorse disponibili per dare risposte concrete a chi produce e lavora. Anche l’incontro previsto oggi con il Governo nazionale deve portare a risultati immediati. Autotrasportatori, agricoltori e marinerie stanno denunciando, da settori diversi, lo stesso problema: lavorare non può diventare economicamente insostenibile. Bisogna intervenire prima che i danni diventino irreparabili”, conclude Curciullo.










