Nuova facoltà di Medicina e Chirurgia a Ragusa
Nuova facoltà di Medicina e Chirurgia a Ragusa
Il professore Paolo Scollo, di origine Monterrossana, direttore dell’Unità operativa complessa clinicizzata di Ostetricia e ginecologia dell’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania e ordinario di Ginecologia dell’UniKore di Enna, è da qualche tempo il nuovo Rettore di questa Università. Da quando ha avuto questo incarico si è posto come obiettivo la crescita dell'offerta universitaria anche a Ragusa, senza però, a quanto pare, coinvolgere il consorzio ibleo che, forse, è troppo legato all'ateneo catanese. Ora il progetto per portare il corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Ragusa è in fase avanzata tant'è che la Kore di Enna ha pubblicato il bando che prevede la prima sessione di test per l’accesso al nuovo percorso formativo nella sede ragusana, per un totale di 80 posti. Non è tutto fatto perchè manca il completamehto dell'iter di accreditamento ma conoscendo il prof Scollo, e la sua tenacia, non ci dovrebbero essere problemi. La notizia è particolarmente interessante perchè riporta a Ragusa una facoltà che c'era stata nel passato ma che aveva creato il dissesto economco del quale si stanno pagando ancora le conseguenze. Qualcuno ricorderà che fu scelta come sede la grande sala convegni dell'Asi trasformata e attrezzata con investimenti seri. Poi tutto andò in malora lasciando debiti milionari. Secondo il consigliere Mauro, che sembra l'unico ad aver preso a cuore l'argomento, si tratta di un passaggio importante per il territorio ibleo,ma occorre consolidare la collaborazione tra università, istituzioni e sistema sanitario locale”. La presenza di un corso di laurea in ambito medico consentirebbe infatti di creare nuove opportunità di formazione per i giovani del territorio, riducendo la necessità di trasferirsi fuori provincia, e potrebbe favorire un rapporto più stretto tra università e strutture sanitarie iblee. Il prof Scollo, storico dirigente dell’Aogoi, ha avuto vari incontri con i vertici dell'Asp finalizzati a trovare la giusta sitemazione logistica. A Ragusa le strutture adatte non mancherebbero a partire dall'ospedale Maria Paternò Arezzo, fino ad arrivare anche al vecchio Civile. Stiamo a vedere come il comune affronterà l'argomento
Beach tennis e solidarietà a Scoglitti nel fine settimana.
Beach tennis e solidarietà a Scoglitti nel fine settimana.
Non solo solito occuparmi di esnri spirtivi ma l’Open AISLA: beach tennis, di Scoglitti che coniuga solidarietà e ricerca merita tutta l'attenzione possibile.
Dopo il successo dello scorso anno, torna alla Beach Tennis Arena di Scoglitti l’Open AISLA – Torneo di Beach Tennis, una manifestazione che unisce sport, solidarietà e impegno sociale a sostegno dell’AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, Area Vasta Sicilia Orientale.
L’appuntamento è per sabato 29 e domenica 30 agosto 2026, con una due giorni di sport e divertimento che vedrà protagonisti gli appassionati di beach tennis nelle competizioni di doppio misto, in programma il 29 agosto, e di doppio maschile e doppio femminile, in programma il 30 agosto.
L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: trasformare la passione per lo sport in un gesto concreto di solidarietà, contribuendo al sostegno delle attività dell’AISLA e della ricerca sulla SLA. Il torneo mette inoltre in palio un montepremi di 1.000 euro, con l’incasso destinato all’associazione.
Fondamentale è stato anche il sostegno di numerose aziende, sponsor e cittadini che hanno scelto di accompagnare l’iniziativa, dimostrando ancora una volta attenzione e sensibilità verso il mondo della ricerca e della solidarietà.
A promuovere l’evento è Piero Cotello, che ha voluto ripetere l’esperienza dello scorso anno anche grazie alla collaborazione e all’entusiasmo di Salvo, Elio e Gaetano di Stelle Beach Tennis.
"Lo sport può diventare molto più di una competizione – dichiara Piero Cotello – può essere uno strumento capace di unire le persone, creare inclusione e sostenere concretamente chi ogni giorno combatte contro la SLA. Per questo abbiamo voluto ripetere questa esperienza: perché la partita più importante è quella che giochiamo tutti insieme per la ricerca, per la solidarietà e per un futuro migliore".
Particolare attenzione sarà dedicata anche al tema dell’inclusione, nella convinzione che lo sport possa abbattere barriere e creare occasioni di partecipazione per tutti, comprese le persone con disabilità.
"Ringrazio di cuore tutte le aziende, gli sponsor, gli amici e le persone che hanno scelto di esserci anche quest’anno – aggiunge Cotello –. La loro generosità dimostra quanto una comunità possa fare quando decide di mettersi insieme per una causa importante"
Le iscrizioni al torneo si chiuderanno giovedì 27 agosto alle ore 12.
L’invito è dunque rivolto a tutti: giocatori, famiglie, appassionati e cittadini, per vivere due giornate di sport e divertimento e, soprattutto, contribuire a una causa che riguarda tutti.
Perché questa volta la partita più importante non si gioca solo sulla sabbia: si gioca per la ricerca, per l’inclusione e per la vita.
La triste vicenda del parcheggio di Ibla. Il tentativo del Sindaco di ribaltare le proprie responsabilità,
La triste vicenda del parcheggio di Ibla. Il tentativo del Sindaco di ribaltare le proprie responsabilità,
La orami nota e per certi versi triste vicenda del parcheggio multipiano di Ragusa ibla rappresenta in maniera plastica il tentativo di trasformare una evidente incapacità amministrativa di programmare in "colpa dell'opposizione".
Il vizio di forma della politica locale e in particolare del sindaco Cassí è sempre lo stesso: quando i nodi vengono al pettine e le debolezze amministrative emergono in tutta la loro evidenza, la scorciatoia più comoda per il Sindaco è accusare le opposizioni
di "ostruzionismo" e di "mancanza di maturità democratica". Il lungo sfogo su Facebook sull’intricata vicenda del parcheggio multipiano di via Peschiera non fa eccezione. Ma ad una lettura attenta delle carte e dei fatti emerge un quadro ben diverso da quello raccontato da Palazzo dell'Aquila.
Il primo dato stridente è temporale. Portare in aula un’opera definita “strategica”, “complessa” e “attesa da decenni” proprio l’11 di agosto non è un dettaglio marginale, né una prova di stakanovismo estivo. È semmai l’ennesimo capitolo di una gestione dei tempi amministrativi a dir poco discutibile. Pretendere che il Consiglio Comunale — organo di indirizzo e di controllo, non un mero passacarte dell’esecutivo — liquidi senza colpo ferire un piano economico-finanziario così articolato sotto l'ombrellone, con pochi giorni a disposizione per analizzare i pareri e la documentazione, è una chiara e palese mancanza di rispetto per l'aula.
Sostenere che le carte fossero pronte a metà luglio non assolve la Giunta: se l'atto era così decisivo e maturo, perché non programmarlo in sessioni ordinarie con tempi congrui di dibattito nelle commissioni competenti? La fretta con cui si pretende l'unanimità "al buio" puzza di blitz istituzionale.
Il tutto aggravato dai precedenti scabrosi degli anni precedenti.
Ricordiamo, infatti , che nella stessa settimana di Ferragosto, negli scorsi anni, sono state concepite oscenità amministrative vedi PSPP Castello di Donnafugata e concorsi di lblea Acque.
E con questi precedenti, che sappiamo tutti come sono andati a finire, il pensiero di un ulteriore "bliz" agostano dell'amministrazione Cassi ci sta tutto ed è pienamente legittimo.
Il Sindaco, inoltre, sbandiera la pioggia di 231 emendamenti presentati dal Partito Democratico (e già ritirati) come una clava per criminalizzare denigrare la minoranza in Consiglio comunale. Tuttavia, l'uso degli emendamenti — piaccia o meno alla narrazione della maggioranza — è uno strumento legittimo di garanzia e di battaglia regolamentare, spesso l'unico rimasto alle opposizioni quando si vedono messi alle strette da scadenze forzate e indisponibilità al confronto e alla legittima richiesta di un semplice rinvio come nella fattispecie in oggetto.
Ciò che colpisce maggiormente nel ragionamento del primo cittadino è l'assunto di fondo: la delibera presentata sarebbe un testo dogmatico, perfetto, intoccabile. Se anche solo uno dei 231 emendamenti venisse approvato — paventa Cassì — l'iter tornerebbe indietro di anni o peggio ancora si azzererebbe. Ma questo non è un punto di forza: è la prova della fragilità intrinseca di una proposta blindata, costruita sul filo del rasoio per quanto riguarda l'equilibrio economico-finanziario. Se un piano non tollera la minima modifica o integrazione migliorativa da parte del Consiglio, significa che la politica ha abdicato al proprio ruolo, facendosi ostaggio di un'impalcatura rigida presentata come l'unica verità possibile.
È lo stesso Sindaco, nel suo sfogo, ad ammettere che per mettere insieme i 2,3 milioni di euro di contributo pubblico si è dovuto "raschiare il fondo del barile", attingendo a fondi della Legge su Ibla, avanzi di amministrazione e oneri di urbanizzazione. Una confessione di debolezza mascherata da virtuosismo. Un’opera di questa portata economica e con l’impatto che comporta nel cuore del centro storico di Ibla non può reggersi su salti mortali contabili dell'ultimo minuto e su un partenariato pubblico-privato in cui ogni margine di rischio o discussione viene spinto al limite.
Invece di scaricare le colpe dei ritardi accumulati in otto anni di amministrazione sulle minoranze, che fanno il loro mestiere chiedendo tempo, approfondimenti e garanzie per la città, il Sindaco dovrebbe fare un bagno di umiltà. Il parcheggio di via Peschiera è un’opera decisiva per Ibla? Proprio per questo non può essere calata dall'alto con il ricatto del "prendere o lasciare" a metà agosto. La maturità democratica che il Sindaco invoca dagli altri si misura prima di tutto nella capacità di ascolto, nella trasparenza della pianificazione e nel rispetto dei tempi e dei ruoli delle istituzioni.
E a proposito di ruoli nelle istituzioni non si può non stigmatizzare il comportamento del presidente del consiglio comunale Fabrizio Ilardo nella conduzione dei lavori del Consiglio comunale.
È emersa , infatti, con grande chiarezza, la non imparzialità del Presidente Ilardo che si è permesso di irridere il numero degli emendamenti presentati e elemento ancor più grave di irrompere nella sala dove si stavano svolgendo i lavori della della 2a Commissione Consiliare permanente - Assetto del Territorio presieduta dalla consigliera Oriana La Licata, sostenendo che i lavori dovessero chiudersi perché vi era la seduta del Consiglio Comunale che doveva avere inizio.
Anche in questo caso una "fretta" quantomeno ingiustificata.
Esempio lampante quest' ultimo di protervia , arroganza e insofferenza all'operato democratico di una commissione che è bene ricordare si occupa di urbanistica, lavori pubblici, infrastrutture di viabilità e trasporto, edilizia residenziale e centri storici.
In conclusione la seduta del Consiglio Comunale di Ragusa di martedì ha dimostrato, per l'ennesima volta, come il Sindaco Cassi e il suo "cerchio magico " nonostante siano trascorsi otto anni e mezzo di guida della Città, non siano riusciti a comprendere le condizioni elementari, basiche, ovvero i cosiddetti "fondamentali" della politica.
E con queste premesse si vuole pure tentare il salto di qualità con la candidatura alle prossime elezioni regionali .
I dubbi si fanno sempre più numerosi.
Svolta decisiva per il parcheggio multipiano a Ragusa Ibla.
Svolta decisiva per il parcheggio multipiano a Ragusa Ibla.
La mobilità e l'accessibilità di Ragusa Ibla sono a un punto di svolta. La convocazione del Consiglio Comunale per martedì 11 alle 10:30 segna un momento chiave per l'intera comunità: all'ordine del giorno c'è l'approvazione della delibera per la realizzazione del nuovo parcheggio multipiano. Tale approvazione viene definita, dagli ambienti vicini all'amministratore Cassì, come una delle decisioni più rilevanti degli ultimi tre anni di mandato amministrativo.
L’atto in discussione, che riguarda la dichiarazione di pubblica utilità e l'approvazione del Piano Economico-Finanziario (PEF), rappresenta l'ultimo passaggio fondamentale prima dell'avvio della gara d'appalto. La formula scelta è quella del partenariato pubblico-privato (project financing), un modello che vede già la manifestazione di disponibilità da parte di un operatore privato e un solido impegno finanziario pubblico: 4,6 milioni di euro messi in campo sinergicamente da Comune e Provincia.
La realizzazione del multipiano risponde a un'esigenza non più rinviabile per il quartiere barocco. Da anni, infatti, - stante i gravissimi ritardi accumulati dalle amministrazioni comunali che si sono succedute- la carenza di stalli di sosta rappresenta il principale imbuto per lo sviluppo e la vivibilità dell'area.
L'infrastruttura si rivela strategica su più fronti:
La tutela della vivibilità per i residenti: La creazione di un polo di sosta strutturato permetterà di decongestionare le vie interne del centro storico, riducendo il traffico volto alla ricerca di un posto e restituendo vivibilità a chi ad Ibla abita e lavora.
Altro elemento fondamentale è il sostegno all'economia turistica: Essendo uno dei gioielli del Val di Noto e patrimonio UNESCO, Ragusa Ibla necessita di un'accessibilità all'altezza dei flussi turistici internazionali. Un'infrastruttura moderna garantisce un'accoglienza ordinata e valorizza l'intero comparto ricettivo e ristorativo. Da sottolineare, infine, come l'integrazione tra capitale pubblico (4,6 milioni) e investimenti privati assicura la sostenibilità dell'opera senza gravare interamente sulle casse comunali, accelerando i tempi di esecuzione e garantendo una gestione professionale nel tempo.
Con l’imminente via libera dell'aula, la macchina amministrativa avrà finalmente tutti gli strumenti per passare dalle tante e forse troppe parole di questi ultimi anni di amministrativa Cassi, ai fatti, dando il via a una procedura di gara che promette di cambiare il volto della mobilità ragusana per i decenni a venire.
La commedia dell’arte sulla Siracusa-Gela.
La commedia dell’arte sulla Siracusa-Gela.
C’era una volta un’opera pubblica promessa quando i dischi in vinile erano l'ultima avanguardia tecnologica: l’autostrada Siracusa-Gela. Dopo decenni di cantieri a passo di lumaca, deviazioni infinite e nastri tagliati a rate — ultimo dei quali il tratto verso Modica — il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) ha avuto l'illuminazione geniale: è giunto il momento di farla pagare il pedaggio per il tratto Siracusa- Rosolini/Modica.
È opportuno subito chiarire che il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) versa da tempo in gravi difficoltà economiche, soffocato da un indebitamento complessivo che supera i 250 milioni di euro (tra arretrati verso i fornitori ed esposizioni con l'Erario). L'introduzione del pedaggio sul tratto Siracusa-Rosolini/Modica rientra a tutti gli effetti nei piani di riequilibrio e risanamento dei conti dell'ente. L'infrastruttura diventa così lo strumento per far cassa immediata e ripianare le falle di una gestione storica in perenne perdita.
Anziché offrire una rete efficiente per poi chiederne il pagamento, si sceglie di tassare gli utenti per salvare dai debiti l'ente gestore. Il "servizio al cittadino" passa in secondo piano rispetto all'urgenza del CAS di coprire il proprio deficit d'esercizio.
Ma si sa, nulla trasmette meglio il senso di efficienza di un'autostrada incompiuta che installare un bel casello con barriera automatica.
In questo desolante quando si inserisce la magnanima proposta dell'MPA: "Pagate, ma con lo sconto!"
Di fronte all'ondata di sdegno dei pendolari che ogni giorno percorrono l'arteria per andare a lavorare, studiare o curarsi, non si è fatta attendere la provvidenziale controproposta della politica locale. L'MPA (Movimento per le Autonomie), per bocca del presidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture dell'ARS Giuseppe Carta, ha calato l'asso: il bigliettino con costo mitigato per i residenti.
> "Non possiamo ignorare che l'infrastruttura è stata realizzata con risorse pubbliche e che non esiste una viabilità alternativa in sicurezza. Quindi? Sconto ai residenti e rinvio al 2028!"
L'acrobazia logica è da applausi a scena aperta:
Riconoscere che l'autostrada è stata pagata fino all'ultimo centesimo con le tasse dei cittadini.
Ammettere che le strade alternative (come la statale 115) sono colabrodo senza garanzie di sicurezza.
Conclusione: non eliminare il balzello, ma offrire un "patetico contentino" sotto forma di pedaggio scontato.
Come a dire: "Caro cittadino, la strada l'hai pagata tu con le tue tasse, non ti diamo viabilità alternativa decente, ma ti facciamo il favore di farti pagare un biglietto ridotto per usare ciò che è già tuo!"
La chicca finale è la solenne promessa: "Vigileremo affinché i soldi del pedaggio vengano reinvestiti esclusivamente sulla Siracusa-Rosolini per migliorarne la sicurezza".
Una garanzia da fare sonni tranquilli. Dopotutto, la storia della manutenzione autostradale in Sicilia è nota per la sua proverbiale tempestività. Pagare oggi un pedaggio su un'autostrada che doveva arrivare a Gela vent'anni fa, sperando che gli incassi servano a rattoppare l'asfalto domani, ha tutto il sapore della solita beffa contornata da supercazzola burocratica.
Nel frattempo, la prospettiva reale è semplice: chi non vorrà o non potrà permettersi l'abbonamento "scontato" finirà per intasare le vecchie statali, trasformando la viabilità del Sud-Est in un immenso ingorgo quotidiano. Ma niente paura: avremo sempre la rassicurazione di un "bigliettino mitigato" per consolarci.
Riusciremo a ricordarci questo e tanto altro il prossimo anno quando andremo a votare?
Ne dubito fortemente.
Riflessioni, amare, sulla chiusura del Cinema Madison a Ragusa.
Riflessioni, amare, sulla chiusura del Cinema Madison a Ragusa.
È di stamattina il post di Manuele Ilari, proprietario del Madison Cinemas di Ragusa, che nette la parola "fine" sulla vicenda che da oltre tre mesi tiene spente le sale dell'unico multisala del capoluogo.
Ilari, sintetizzando il lungo post dove individua nell'amministrazione comunale la responsabilità di tutto, afferma che: "Perse le uscite più importanti dell'anno. La decisione è presa, non riapriremo".
Non è questa la sede per definire chi ha responsabilità e colpe in questa triste vicenda. A fate ciò saranno le aule dei tribunali amministrativi o eventualmente quelle civili .
Certo, una idea chi scrive c'è l'ha , ma mi interessa di più capire che cosa ci lascia e cosa significa la chiusura a Ragusa di uno dei pochi presidi culturale della città.
Perche alla fine i proiettori che si spengono non fanno mai un rumore improvviso; si tirano dietro un silenzio pesante, quello che si arrampica sui sedili del cinema prima che qualcuno ci metta sopra un telo di plastica per difenderli dalla polvere. La chiusura del Cinema Madison a Ragusa non è solo la cronaca di un’impresa commerciale che sbanda e abbandona sotto il peso di una vicenda di cattiva/ordinaria burocrazia né un semplice possibile cambio di proprietà.
È, semmai, l'ennesima conferma di quanto si sia di fatto anestetizzato il nostro modo di perdere le cose.
Questa chiusura ci lascia una sensazione amara, di quelle che non passano con un sospiro di circostanza. La vicenda del Madison ci consegna la fotografia precisa di una comunità che si scopre sempre più povera di spazi di condivisione, ma che sembra aver smarrito persino la capacità di dispiacersene davvero. Ci siamo abituati a consumare le storie in solitudine, rannicchiati sui nostri divani, inghiottiti dal blu freddo degli schermi domestici, dimenticando che andare al cinema non è mai stato soltanto "guardare un film". Era ed è uscire di casa, incrociare lo sguardo del bigliettaio, fare la fila, commentare a voce bassa a luci ancora spente, condividere lo stesso buio con degli sconosciuti, o mangiare una pizza dopo la proiezione.
Ogni vetrina che si spegne e ogni sala che chiude contraggono il tessuto sociale della città, trasformandola sempre più in un dormitorio o in un mero palcoscenico per il consumo rapido.
Ci siamo illusi che l'offerta infinita delle piattaforme streaming potesse sostituire l'esperienza culturale; la realtà è che abbiamo barattato un rito collettivo, quello di andare al cinema, con un consumo privato e frammentato.
In tutto questo ciò che colpisce veramente è la rassegnazione delle istituzioni e dei cittadini:
Il rimpianto arriva sempre dopo, puntuale e inutile, sotto forma di post nostalgici sui social network. Un cordoglio digitale che dura ventiquattr'ora e che non ha mai staccato un singolo biglietto al botteghino quando serviva davvero.
Il Madison chiude e ci lascia esattamente questo: un vuoto che nessuna app di streaming potrà riempire e la sgradevole certezza che, passo dopo passo, stiamo accettando di vivere in una città sempre più lucida, resa sempre più moderna grazie agli ingenti investimenti del PNNR vantati dell'amministrazione comunale ma irrimediabilmente desertificata sotto il profilo culturale.
Versalis a due velocità.
Versalis a due velocità.
Mentre Priolo corre verso il 2028, Ragusa resta al palo della riconversione Eni-Versalis.il polo industriale di Priolo, infatti, inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel della transizione energetica, al contrario il futuro dello stabilimento Versalis di Ragusa rimane avvolto da nebbie e ritardi. L'annunciata "rivoluzione verde" della chimica di base in Sicilia sta infatti procedendo con un passo pesantemente asimmetrico, mettendo a nudo le criticità della gestione strategica di Eni e della sua controllata chimica.A Priolo, la bioraffineria accelera, ma l'impianto Hoop frena. Per il sito industriale siracusano il piano di riconversione sembra aver imboccato una strada ben definita. Il completamento della nuova "bioraffineria"(in partnership tra Eni e Q8) è stato perfino anticipato a dicembre 2028, con il via libera ai cantieri di demolizione e prefabbricazione. Un investimento imponente destinato alla produzione di carburanti sostenibili (HVO-diesel e SAF per l'aviazione) che prova a dare risposte concrete in termini di occupazione e decarbonizzazione.Tuttavia, anche all'interno dello stesso polo siracusano emergono i primi distinguo operativi: per l'impianto Hoop, dedicato al riciclo chimico avanzato delle plastiche miste, i tempi si allungano verso il 2029. Un segnale che la "chimica circolare" di Versalis stenta a trovare il ritmo promesso, nonostante le ingenti risorse pubbliche e i patti d'area siglati con Ministero e Regione.Per Ragusa però siamo all'anno zero: annunci, hub e poca concretezza.Se Priolo viaggia pur tra qualche ostacolo verso il cantiere, per il sito Versalis di Ragusa la situazione appare decisamente più critica e incerta.Mentre lo stop ai tradizionali impianti di chimica di base è già realtà o all'orizzonte, la cosiddetta "fase due" per il polo ragusano sembra rimasta sulla carta.A fronte dei cantieri aperti nel Siracusano, su Ragusa ci si limita a parlare di "incontri preliminari" per la filiera agroenergetica e dell'insediamento di un centro sperimentale per il riciclo meccanico rimandato a un generico 2028. Veramente il nulla.Con l'aggravante che la lentezza nei processi autorizzativi e di riconversione rischia di creare un vuoto operativo insostenibile per i lavoratori diretti e soprattutto per l'indotto locale ragusano.È di tutta evidenza cone si sia di fronte a promesse non mantenute sbilanciate. L'impressione è che il piano di dismissione delle vecchie linee produttive viaggiasse a velocità doppia rispetto ai reali investimenti industriali destinati al territorio ibleo.Le responsabilità di Versalis per il territorio ibleo sono chiare e palesi e impattano con ricadute negative e con rischi per tutta la transizione siciliana.La vertenza Versalis in Sicilia mette in luce il limite di una transizione ecologica calata dall'alto, dove i costi sociali e le incertezze operative vengono scaricati sui territori più deboli.Non basta sventolare il cartello degli investimenti miliardari per la "chimica del futuro" se poi si creano ecomostri in attesa di riconversione e lavoratori congelati nelle misure a sostegno del reddito o nei trattamenti di integrazione salariale.Versalis e i vertici di Eni sono chiamati a fornire garanzie temporali stringenti anche e soprattutto per Ragusa.Si deve evitare ad ogni costo che l'area iblea diventi la "Cenerentola" dell'asse industriale della Sicilia orientale, sacrificata sull'altare di un piano di dismissione rapido a cui stenta a far seguito un'altrettanto rapida reindustrializzazione verde.
Come un timbro all’anagrafe ha scatenato la Hollywood della politica siciliana.
Come un timbro all’anagrafe ha scatenato la Hollywood della politica siciliana.
Nel torpore di un’estate siciliana fatta di scirocco, granite e politica a scartamento ridotto, il centrodestra regionale è riuscito nell'impresa di trasformare un banalissimo modulo burocratico in una produzione cinematografica ad alto budget.
Il pretesto? Una voce di corridoio. Anzi, un’indiscrezione "bomba": Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia, avrebbe (ha) preso la residenza a Modica, la sua città natale.
Un normale cittadino che aggiorna i propri dati anagrafici farebbe al massimo una fila all'ufficio elettorale o cambierebbe la bolletta della TARI. Nella politica siciliana, invece, un cambio di residenza equivale all'apertura del terzo segreto di Fatima.
Nel giro di pochi minuti, nei corridoi del potere regionale si è consumato uno psicodramma estivo da far impallidire i migliori sceneggiatori di Hollywood.
"Da Residente a Presidente": è la rima che ha messo in subbuglio i palazzi del potere siciliano.
L’equazione fantastica che si è accesa nelle menti dei retroscenisti del centrodestra è di una semplicità disarmante: se prendi la residenza in Sicilia, significa che vuoi candidarti alla presidenza della Regione. Dopotutto, tra "residente" e "presidente" c’è di mezzo soltanto una "P". E in politica, si sa, per una lettera si sono aperte e chiuse intere ere geologiche.
I dettagli del "film" proiettato nella testa dei fedelissimi e degli alleati della coalizione hanno previsto contorni quasi epici:
Con ordine di ingresso per primi gli Attori protagonisti individuati nelle "truppe cammellate" pronte a convertirsi istantaneamente al "minardismo" della prima ora, pronte a giurare di aver sempre saputo che il futuro dell'isola passava per la contea modicana.
Subito dopo il tutto si è colorito con l'immancabile "Giallo politico". Telefoni incandescenti buttati nel cestino per le troppe chiamate e sospetti incrociati di "chi sta tradendo chi", manco si trattasse di una puntata di *House of Cards* ambientata tra il Tardo Barocco di Modica e le stanze di Palazzo d'Orleans.
Ed infine , si è pensato alla necessaria "Scena madre" :
Un Renato Schifani in grande spolvero pronto alla resa dei conti o all'abbraccio pacificatore, mentre Giorgio Mulè resta alla finestra in attesa del famoso "Sicilia chiamò".
Che dire, Il potere taumaturgico della burocrazia estiva è veramente affascinante. Da notare la capacità della politica nostrana di sovrapporre la fantasia alla realtà. Non importa se dietro a quel presunto o vero foglio dell'anagrafe ci fossero solo motivazioni personali, logiche fiscali o banali adempimenti di routine. Il centrodestra ha preferito la suspense: un candidato "in pectore" spuntato direttamente tra una tazza di granita al caffè e una porzione di cioccolato modicano.
Nessuno si è fermato a riflettere sul fatto che un commissario regionale potesse semplicemente voler pagare le tasse a casa propria o riorganizzare i propri affari personali. No, troppo semplice. Meglio immaginare un complotto orchestrato nei minimi dettagli per la conquista della Sicilia.
Alla fine della giornata di ieri , la situazione nel centrodestra rimane esattamente quella di prima: dichiarazioni felpate, equilibri precari, candidature sospese e il consueto rimescolìo di carte.
Resta però una certezza incrollabile: in Sicilia la politica non muore mai di noia. Se non ci sono i programmi, ci penserà sempre l'anagrafe di Modica a regalare il prossimo *cult* del cinema politico estivo. Nel dubbio, tenete i popcorn a portata di mano.
Parco degli Iblei. Trovare un percorso che tega conto delle istanze del territorio
Parco degli Iblei. Trovare un percorso che tega conto delle istanze del territorio
Prosegue il percorso di concertazione promosso dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa sul futuro del Parco degli Iblei, avviato a seguito della recente sentenza del Tar che impone alle amministrazioni competenti di completare entro 180 giorni il procedimento istitutivo dell’area protetta.
Dopo il primo confronto con i sindaci dei territori interessati e con la deputazione regionale, la presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari, ha incontrato oggi le associazioni di categoria, gli ordini professionali, le associazioni ambientaliste, i comitati e gli altri portatori di interesse, proseguendo il percorso di ascolto e condivisione finalizzato alla definizione di una posizione quanto più ampia e condivisa possibile.
"Il confronto sta proseguendo con grande senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti. Abbiamo concesso alcuni giorni alle associazioni affinché possano farci pervenire un documento sintetico contenente le rispettive osservazioni e proposte. L’obiettivo è costruire un documento condiviso, capace di raccogliere le esigenze del territorio e formulare proposte concrete che possano realmente fare il bene delle nostre comunità", – dichiara la presidente Maria Rita Schembari.
La presidente annuncia inoltre che il percorso di concertazione coinvolgerà anche gli altri territori interessati dall’istituzione del Parco. "Ho avuto conferma dal presidente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa che è in programma un analogo percorso di consultazione per giorno 13 luglio. Successivamente ci incontreremo per fare sintesi, coinvolgendo anche il territorio catanese, così da definire una proposta unitaria". L’obiettivo resta quello già annunciato nei giorni scorsi: "Predisporre, entro le prossime settimane, un documento da trasmettere all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, accompagnato dalla richiesta di un incontro istituzionale, affinché questo tipo di percorso non condiviso possa concludersi ora e possa riprendere invece un percorso che parta dalle istanze e dalle proposte dei territori direttamente interessati perché nessuno accetta decisioni calate dall'alto".










