Scuola: situazione ormai insostenibile
Scuola: situazione ormai insostenibile
La scuola italiana sta attraversando una delle fasi più difficili della sua storia recente.
Non si tratta soltanto di una crisi educativa, ma di una vera emergenza che coinvolge la sicurezza
dei docenti, la libertà d'insegnamento, il rispetto delle regole e la credibilità stessa dell'stituzione
scolastica.
La Direzione Regionale SINALP SICILIA, denuncia una situazione ormai insostenibile, sempre più insegnanti rinunciano a esercitare pienamente il proprio ruolo educativo e
valutativo per il timore di aggressioni, intimidazioni, ricorsi, contestazioni e pressioni provenienti
sia dall 'esterno che dall 'interno delle istituzioni scolastiche.
Negli ultimi anni si è registrato un progressivo deterioramento del rapporto tra scuola, studenti e
famiglie.
Gli insegnanti sono sempre più spesso vittime di aggressioni verbali, minacce e campagne di
delegittimazione. Crescono inoltre i fenomeni di violenza giovanile, il 45% degli studenti dichiara
di aver assunto comportamenti aggressivi, oltre il 40% di aver partecipato a risse e si registra
un forte incremento del porto abusivo di armi bianche tra i minori.
Questa realtà entra nelle scuole, generando un clima di paura e insicurezza che porta molti docenti a
evitare richiami disciplinari, note, sospensioni o valutazioni severe per timore delle reazioni degli
studenti e delle contestazioni delle famiglie.
Sempre più spesso i genitori, anziché collaborare con la scuola, assumono atteggiamenti di
contrapposizione nei confronti dei docenti.
Qualsiasi richiamo al rispetto delle regole o valutazione insufficiente viene contestato, alimentando
una cultura che deresponsabilizza gli studenti e attribuisce alla scuola ogni responsabilità
dell'insuccesso scolastico.
A peggiorare il quadro vi è una gestione sempre più manageriale delle istituzioni scolastiche.
La competizione per attrarre iscritti ha finito per trasformare studenti e famiglie in clienti da
soddisfare, relegando in secondo piano il valore della didattica e dell'autonomia professionale dei
docenti.
Riceviamo continue segnalazioni di insegnanti che denunciano pressioni dirette o indirette per
limitare le insufficienze, evitare le bocciature e ridurre il rigore della valutazione.
In molti istituti si è consolidata l 'dea che non si debba bocciare e che non sia opportuno attribuire
voti inferiori al 4, indipendentemente dal reale livello di preparazione degli studenti.
I docenti che applicano criteri rigorosi vengono spesso isolati, marginalizzati o sottoposti a
pressioni affinché si adeguino a una logica di promozione generalizzata.
In questo modo la libertà d 'insegnamento garantita dall 'articolo 33 della Costituzione rischia di essere sacrificata a logiche burocratiche e statistiche.
La lotta alla dispersione scolastica non può trasformarsi nella cancellazione del merito.
Promuovere sistematicamente studenti privi delle competenze necessarie non rappresenta
inclusione, ma deresponsabilizzazione educativa.
Quando il voto perde valore, perde valore anche il diploma. Quando l'insufficienza diventa un tabù,
si tradiscono gli studenti più meritevoli e si illudono quelli più fragili.
Sempre più insegnanti dichiarano di aver perso entusiasmo, motivazione e fiducia nel sistema
scolastico, schiacciati da burocrazia, procedure disciplinari percepite come strumenti di pressione e
modelli organizzativi che premiano spesso l 'obbedienza anziché la qualità dell'insegnamento.
Di fronte a questa situazione, si chiede con forza il pieno rispetto della libertà
d'insegnamento e dell'autonomia valutativa dei docenti e dei Consigli di Classe, misure concrete di
tutela contro aggressioni fisiche e psicologiche nei confronti del personale scolastico, il ripristino
dell'autorevolezza e della dignità della funzione docente.
Dobbiamo avere il coraggio e la dignità di rifiutare la cultura delle promozioni facili e
dell'abbassamento degli standard formativi.
Rafforziamo i percorsi di educazione al rispetto, alla responsabilità e alla gestione dei conflitti, con
interventi efficaci contro la violenza minorile, il bullismo e le baby gang, attraverso azioni
educative, sociali e, ove necessario, adeguate misure sanzionatorie.
La scuola non può diventare un diplomificio né un luogo in cui chi insegna debba vivere nella
paura.
La scuola è un'istituzione della Repubblica, non un'azienda, è un luogo di lavoro e il principale
presidio della crescita culturale, professionale e civile del Paese.
SINALP SICILIA ribadisce la propria vicinanza a tutti i docenti e al personale scolastico che ogni
giorno svolgono il proprio lavoro con professionalità, sacrificio e senso dello Stato.
Difendere gli insegnanti significa difendere la qualità della scuola pubblica, il futuro delle nuove
generazioni e della Nazione.
Tre Ospedali di Comunità inaugurati in provincia
Tre Ospedali di Comunità inaugurati in provincia
I numeri del... buon latte ibleo...
I numeri del... buon latte ibleo...
Con oltre 52,6 milioni di litri di latte vaccino commercializzato, pari a circa il 25% dell’intera produzione siciliana, e con 82.490 kg di Ragusano Dop, che ne attestano la posizione di leader di mercato, la cooperativa Progetto Natura rilancia il suo ruolo centrale nelle produzioni d’eccellenza siciliane.
Nel dettaglio ci sono anche altri dati che esaltano la variegata capacità produttiva come i 446.330 kg di formaggi commercializzati e oltre un milione di litri di latte ovino. Tra il latte bovino raccolto, 1.479.664 litri sono stati destinati alla produzione di Ragusano Dop, 8.453.536 litri sono destinati alla filiera “QS” Qualità Sicura certificata dalla Regione, mentre i restanti litri sono stati commercializzati con la qualifica “Alta Qualità”, filiera controllata nel rispetto della normativa Iso 22005 e con certificazione Cremba relativa al benessere animale.
E poi ci sono anche i dati economici, tutti col segno positivo, come l’incremento di quasi il 5,67% sul valore della produzione e un utile di bilancio, che confermano Progetto Natura, con i suoi 126 soci allevatori, la più grande cooperativa in Sicilia per raccolta del latte. Questi numeri hanno dato il via libera al bilancio 2025 nel corso dell’assemblea dei soci che ha approvato l’aggiornamento anche il piano triennale di sviluppo con più di 6,5 milioni di euro di investimenti. I risultati e tutti i dati del bilancio, chiuso al 31 dicembre 2025, sono stati illustrati nel dettaglio dal direttore Salvatore Cascone e da Giorgio Ragusa. Evidenziano un valore della produzione di 38.146.627 euro, con un incremento del 5,67%, rispetto all’esercizio precedente, ed un utile di 17.931 euro. Il presidente Giovanni Campo, sottolinea come, nonostante le difficoltà varie del settore, la cooperativa stia rilanciando con investimenti lungo la filiera con il coinvolgimento dei soci.
La relazione del direttore generale Salvatore Cascone ha illustrato il piano di sviluppo che Progetto Natura si è data per i prossimi anni con i rilevanti investimenti nei due progetti finanziati con un PSR e il PIF (Progetto Integrato di Filiera). Sono stati evidenziati i risultati dei primi tre mesi del 2026 ed illustrato il piano di comunicazione e promozione sul Ragusano DOP finanziato con la misura 3.2. del PSR. Nonché del notevole sviluppo della società partecipata “Natura e Qualità” che detiene il marchio “Ragusa Latte”, sempre più apprezzato dai consumatori e divenuto ormai testimonial territoriale.
L’assemblea ha approvato anche il Report di sostenibilità. Un documento che testimonia l’impegno concreto verso un modello di sviluppo più responsabile e attento alle esigenze del territorio, dell’ambiente e delle persone che collaborano con noi ogni giorno. Da sempre, Progetto Natura ha costruito la sua identità su valori solidi: qualità, trasparenza, innovazione e rispetto per la nostra terra e per chi la lavora.
Ma Agen dice che....
Ma Agen dice che....
Sulla questione della privatizzazione, a parte le parole trionfalistiche di Belcuore Torrisi e del Ministro Urso, sono in tanti a mostrare una certa perplessità. I dubbi consistono soprattutto sulla regolarità di alcune scelte ma anche sulla legittimità di alcune azioni portate avanti dal CdA. Vediamo l'intervista di oggi a Piero Agen
Tutti gli uomini e donne della Sac.
Tutti gli uomini e donne della Sac.
La macchina è partita ma conme hannoSi è tenuto questa mattina, presso l’Aeroporto di Catania, un incontro per fare il punto sul
percorso di privatizzazione della Sac la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, sulle
prospettive di sviluppo dei due scali e sul loro ruolo strategico per la crescita della Sicilia e per l’intero
territorio.
Il processo di privatizzazione è entrato nel vivo a seguito della pubblicazione della procedura per la
raccolta delle manifestazioni di interesse finalizzata alla selezione di un operatore economico per la
cessione di una partecipazione azionaria di maggioranza, pari ad almeno il 51% del capitale sociale
della Società. Alla procedura potranno partecipare operatori economici italiani ed esteri, che dovranno
presentare la propria manifestazione di interesse entro il 3 giugno 2026, secondo le modalità indicate
nel bando.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il valore strategico degli scali di Catania e Comiso, che nel
2025 hanno raggiunto complessivamente circa 12,5 milioni di passeggeri, confermandosi tra i
sistemi aeroportuali più dinamici del panorama nazionale e un asset centrale per la crescita
economica, turistica e produttiva della Sicilia. La procedura per la raccolta delle manifestazioni di
interesse per la privatizzazione è il primo step operativo del processo, che porterà alla pubblicazione
del bando per la selezione del partner industriale e finanziario più idoneo a supportare il piano di
sviluppo della società.
“Gli aeroporti di Catania e Comiso rappresentano il più importante asset strategico per lo sviluppo
dell’Isola, volano di crescita per il sistema produttivo. Hanno tutte le condizioni per fare della Sicilia
una piattaforma internazionale nel Mediterraneo, al servizio del turismo, dell’industria e delle
produzioni agricole di eccellenza, con grandi potenzialità anche logistiche”, ha dichiarato il Ministro
delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.
. Abbiamo il dovere di trasformare i nostri scali in motori di sviluppo, capaci di attrarre investimenti, creare occupazione qualificata e sostenere la
crescita delle imprese del territorio. Allo stesso tempo, dobbiamo garantire che questo percorso
avvenga con trasparenza, visione e responsabilità, mettendo sempre al centro l’interesse pubblico e il
futuro delle nuove generazioni ha dichiarato il Sindaco del Comune e della città metropolitana di Catania,
Enrico Trantino. L’apertura a partner industriali e finanziari di alto profilo consentirà di rafforzare la
competitività degli scali salvaguardando al contempo il ruolo strategico pubblico di queste
infrastrutture”, ha dichiarato Antonio Belcuore, Commissario Straordinario della Camera di
Commercio del Sud Est Sicilia.
80 anni di Statuto.... e i giovani
80 anni di Statuto.... e i giovani
Restare o partire? La migrazione giovanile al centro del dibattito a Ragusa.
Restare o partire? La migrazione giovanile al centro del dibattito a Ragusa.
Il fenomeno della mobilità giovanile rappresenta oggi una delle sfide più complesse e urgenti per il territorio siciliano. Tra il desiderio di crescita professionale e il legame profondo con le proprie radici, le nuove generazioni si trovano dinnanzi a un bivio cruciale. Per analizzare questo scenario, l'Associazione Ragusani nel Mondo , nall'ambito delle proprie attività sociali, ha organizzato il convegno: "Restare o partire? La migrazione giovanile: analisi, esperienze e proposte".
L’evento si terrà il prossimo 16 maggio 2026 alle ore 9:30, nella suggestiva cornice della "Chiesa della Badia", in Corso Italia a Ragusa.
Il convegno non si limiterà a una semplice esposizione di dati, ma cercherà di offrire una visione a 360 gradi grazie al contributo di esperti, rappresentanti istituzionali e testimonianze dirette. Dopo i saluti istituzionali , il cuore del dibattito entrerà nel vivo con una serie di interventi mirati:
Delfina Licata (Fondazione Migrantes) presenterà i dati del Rapporto Italiani nel Mondo, focalizzandosi sulle dinamiche della migrazione giovanile contemporanea.
Ilaria Del Bianco (Associazione Lucchesi nel Mondo e UNAIE) esplorerà le traiettorie aperte della mobilità attuale.
Simone Digrandi (Assessore al Comune di Ragusa) analizzerà il ruolo fondamentale dei comuni siciliani nella sfida generazionale.

Spazio anche alle proposte concrete con la rete di imprese "Oasi Digitale", per discutere delle opportunità nei poli informatici locali, e con Giovanni Vindigni (Ufficio Provinciale del Lavoro), che illustrerà le modalità di inserimento lavorativo tramite la Piattaforma IDO.
Il valore aggiunto della giornata sarà rappresentato dalle testimonianze dirette di giovani che hanno vissuto l'esperienza migratoria, sia in Italia che all'estero, offrendo un volto umano alle statistiche. La sessione si concluderà con un dibattito aperto, moderato dal giornalista Salvo Falcone per permettere alla cittadinanza e agli attori sociali di confrontarsi direttamente con i relatori.
L'iniziativa vanta il patrocinio e la collaborazione di importanti partner, tra cui il Comune di Ragusa, la Diocesi di Ragusa, il Libero Consorzio Comunale, l'UNAIE e Fineco Private Banking, a testimonianza di quanto il tema "restare o partire?" e della migrazione consapevole sia prioritario per l'intera comunità.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
Ammodernamento della "Malavita" e il ponte di Cammarana
Ammodernamento della "Malavita" e il ponte di Cammarana
Scuola, nasce la "Rete Iblea": il fronte del No contro la riforma dei Tecnici.
Scuola, nasce la "Rete Iblea": il fronte del No contro la riforma dei Tecnici.
Mentre il mondo della scuola incrocia le braccia per lo sciopero nazionale, in provincia di Ragusa la protesta assume una forma strutturata e permanente. Ieri, 7 maggio 2026, è stata ufficialmente costituita la "Rete Iblea degli istituti tecnici", un coordinamento di docenti nato per fare argine contro quella che viene definita una deriva "anti-democratica" dell'istruzione pubblica.
L’iniziativa vede protagonisti gli insegnanti del “Galileo Ferraris”e del “Fabio Besta” di Ragusa, insieme ai colleghi dell’ “Archimede”di Modica. Al loro fianco, in un'assemblea autoconvocata, anche una delegazione di studenti, a testimonianza di un malessere che attraversa trasversalmente i corridoi degli istituti. Al centro della protesta la Legge 79/2025
Il casus belli è il DL 45/2025 (convertito nella Legge 79/2025), che ridisegna l'assetto degli istituti tecnici a partire dal prossimo anno scolastico 2026/2027. Secondo i docenti della Rete, la riforma — già duramente criticata dal CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) — rappresenterebbe un drastico impoverimento culturale.
Le criticità sollevate sono numerose e toccano i pilastri del sistema educativo e vanno dai tagli alle materie base, alla riduzione delle ore dedicate alle discipline umanistiche e scientifiche e al "Lavoro precoce" che prevede l’anticipo della formazione scuola-lavoro a soli 15 anni.
A tutto cio si aggiunge anche la nuova figura degli "Esperti in cattedra" figure aziendali per la "didattica per competenze", soggetti privi di specifica formazione pedagogica.
La riforma prevede , inoltre, lo smantellamento del biennio comune, che rende i titoli di studio non più comparabili tra istituti dello stesso indirizzo.
I docenti criticano altresi il metodo con cui si è attivato tutto l'iter .
Il Decreto in questione è arrivato a iscrizioni già concluse.
> "Le studentesse e gli studenti si ritroveranno a frequentare una scuola che non hanno scelto", denunciano i docenti, evidenziando il paradosso di un cambiamento radicale imposto "dall'alto" e a giochi fatti.
La Rete Iblea non agirà in isolamento: il coordinamento ha già annunciato l'adesione alla "Rete Nazionale Istituti Tecnici" e la mobilitazione si preannuncia vasta e articolata sul tutto il territorio nazionale.
L'assemblea dei docenti si è sciolta con un impegno che va oltre la rivendicazione sindacale. Per i promotori della Rete, difendere l'istruzione tecnica significa difendere un "diritto costituzionale".
La scuola pubblica, al pari della sanità e della giustizia, è un bene irrinunciabile di tutta la comunità nazionale. Lo sciopero di ieri è stato solo il "punto di partenza": la battaglia per un’istruzione democratica e di qualità nel territorio ragusano è appena iniziata.
La migrazione giovanile: analisi, esperienze e proposte
La migrazione giovanile: analisi, esperienze e proposte
Organizzato dall’Associazione Ragusani nel Mondo e patrocinato dal Comune di Ragusa,
si svolgerà nella Chiesa della Badia, in Corso Italia, il prossimo 16 maggio alle ore 9.30, il
Convegno: RESTARE o PARTIRE? La migrazione giovanile: analisi, esperienze e proposte.
Il flusso migratorio giovanile che, partendo dal nostro territorio, va verso i Paesi esteri o
verso il nord dell’Italia, è una realtà che ha preso sempre più piede e costituisce un
fenomeno dalle rilevanti conseguenze sia dal punto di vista demografico, sia da quello
sociale ed economico.
I giovani dispongono spesso di un capitale umano più elevato, di migliori competenze
linguistiche e digitali e sono disposti ad affrontare l’incertezza, percependo la migrazione
come un investimento che può offrire migliori prospettive di vita.
È un flusso migratorio che si concentra soprattutto nella fascia di età 25-34 anni, una
classe anagrafica caratterizzata dal completamento dei cicli di formazione avanzata e
dalle prime scelte professionali. Questa fascia di età, poco importa se costituita da
“cervelli o braccia”, comunque da “talenti”, si affaccia al mondo del lavoro nel pieno della
creatività e dell’entusiasmo.
Avviene quindi una vera e propria erosione della fascia più attiva della nostra popolazione,
che, solo in minima parte, rientra nella nostra Comunità.
Appare giusto, quindi, interrogarsi su questa importante tematica per capire se per chi
parte si tratta di un “distacco obbligato” e se per chi resta è una “occasione mancata”.
I lavori saranno aperti da una ampia relazione sulla migrazione giovanile della d.ssa
Delfina Licata, curatrice dell’annuale Rapporto Italiani nel Mondo per conto della
Fondazione Migrantes della CEI.
Seguirà un intervento della d.ssa Ilaria Del Bianco past presidente dell’UNAIE (Unione
Nazionale delle Associazioni Immigrati ed Emigrati).
Arricchiranno la parte iniziale del Convegno l’intervento dell’assessore Simone DIgrandi
che, a nome dell’ANCI Sicilia, parlerà del ruolo degli Enti Locali in questa vera e propria
sfida generazionale, e quello del Dr. Giovanni Vindigni, direttore dell’Ufficio Provinciale del
Lavoro, che illustrerà una interessante iniziativa per favorire l’incontro tra domanda e
offerta di nuova occupazione.
Seguiranno alcune testimonianze di giovani che hanno scelto un lavoro all’estero o nel
Centro Nord Italia, che racconteranno le opportunità e le difficoltà di questa loro scelta.
L’ultima parte del Convegno vedrà gli interventi di rappresentanti del Polo informatico-Rete
di imprese, con interessanti iniziative imprenditoriali del nostro territorio tese a raccogliere
una importante sfida: non fermare la mobilità giovanile, ma cercare di rendere la Comunità
ragusana un luogo attrattivo ove i giovani talenti possano liberamente scegliere di restare
e progettare il proprio futuro.










