80 anni di Statuto.... e i giovani

80 anni di Statuto.... e i giovani

Il valore dell'Autonomia non dipende dall'istituto in sé, ma dall'uso che se ne fa. Nei casi in cui è stata impiegata per riformare, ad esempio l'urbanistica, i beni culturali, l'elezione diretta dei sindaci, ha prodotto risultati di cui essere orgogliosi; quando è diventata veicolo di prebende e malamministrazione, si è trasformata in una zavorra per i cittadini». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo durante il convegno per gli 80 anni dello Statuto allo Steri.
A sostegno di questa visione, Schifani ha richiamato le parole di Piersanti Mattarella, il presidente della Regione ucciso nel 1980 che in un celebre discorso tenuto all'Ars nel '79 davanti all'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, disse: "L'autonomia regionale costituì la risposta giusta, corretta, democratica alle domande drammatiche della Sicilia del dopoguerra e rimane strumento idoneo al definitivo riscatto dell'Isola".
«Nessun ordinamento europeo – ha osservato ancora Schifani – ha mai risolto il ritardo delle aree periferiche eliminando l'autogoverno. In tutta Europa le tendenze vanno nella direzione opposta».
«Cinque miliardi di avanzo di amministrazione, entrate fiscali in crescita, segno di un'economia che si espande più della media nazionale, primato nelle energie rinnovabili e nella connettività a banda larga, emergenza idrica superata. L'obiettivo non è celebrare le statistiche, ma trasformarle in qualità della vita reale per i siciliani. Questa Sicilia non è più la Cenerentola d'Italia», ha aggiunto il presidente ricordando alcuni risultati raggiunti dal governo regionale.
Schifani ha concluso con un appello diretto alle nuove generazioni: «Lo Statuto appartiene soprattutto a voi. Il futuro della Sicilia passa dalla vostra consapevolezza e dal vostro entusiasmo. Il mio impegno è fare in modo che restare non sia una rassegnazione ma una scelta. Voglio convincere i giovani siciliani che vivere qui è possibile». Tra le misure adottate con questo obiettivo, il presidente ha citato il South working, i provvedimenti per l'acquisto della prima casa, il sostegno al credito e le misure sui trasporti. «Voglio che i ragazzi possano studiare e fare esperienze ovunque nel mondo – ha aggiunto – ma che abbiano sempre la possibilità, se lo desiderano, di tornare a vivere, lavorare e costruire una famiglia qui».
«Il futuro della Sicilia passa dalla consapevolezza e dall'entusiasmo dei nostri ragazzi», ha detto ancora Schifani annunciando che, domani 15 maggio, festa dell'Autonomia, trascorrerà la mattina con quattrocento studenti delle scuole di Palermo nei Giardini di Palazzo d'Orléans.

Restare o partire? La migrazione giovanile al centro del dibattito a Ragusa.

Restare o partire? La migrazione giovanile al centro del dibattito a Ragusa.

Il fenomeno della mobilità giovanile rappresenta oggi una delle sfide più complesse e urgenti per il territorio siciliano. Tra il desiderio di crescita professionale e il legame profondo con le proprie radici, le nuove generazioni si trovano dinnanzi a un bivio cruciale. Per analizzare questo scenario, l'Associazione Ragusani nel Mondo , nall'ambito delle proprie attività sociali, ha organizzato il convegno: "Restare o partire? La migrazione giovanile: analisi, esperienze e proposte".
L’evento si terrà il prossimo 16 maggio 2026 alle ore 9:30, nella suggestiva cornice della "Chiesa della Badia", in Corso Italia a Ragusa.
Il convegno non si limiterà a una semplice esposizione di dati, ma cercherà di offrire una visione a 360 gradi grazie al contributo di esperti, rappresentanti istituzionali e testimonianze dirette. Dopo i saluti istituzionali , il cuore del dibattito entrerà nel vivo con una serie di interventi mirati:
Delfina Licata (Fondazione Migrantes) presenterà i dati del Rapporto Italiani nel Mondo, focalizzandosi sulle dinamiche della migrazione giovanile contemporanea.
Ilaria Del Bianco (Associazione Lucchesi nel Mondo e UNAIE) esplorerà le traiettorie aperte della mobilità attuale.
Simone Digrandi (Assessore al Comune di Ragusa) analizzerà il ruolo fondamentale dei comuni siciliani nella sfida generazionale.

Spazio anche alle proposte concrete con la rete di imprese "Oasi Digitale", per discutere delle opportunità nei poli informatici locali, e con Giovanni Vindigni (Ufficio Provinciale del Lavoro), che illustrerà le modalità di inserimento lavorativo tramite la Piattaforma IDO.
Il valore aggiunto della giornata sarà rappresentato dalle testimonianze dirette di giovani che hanno vissuto l'esperienza migratoria, sia in Italia che all'estero, offrendo un volto umano alle statistiche. La sessione si concluderà con un dibattito aperto, moderato dal giornalista Salvo Falcone per permettere alla cittadinanza e agli attori sociali di confrontarsi direttamente con i relatori.
L'iniziativa vanta il patrocinio e la collaborazione di importanti partner, tra cui il Comune di Ragusa, la Diocesi di Ragusa, il Libero Consorzio Comunale, l'UNAIE e Fineco Private Banking, a testimonianza di quanto il tema "restare o partire?" e della migrazione consapevole sia prioritario per l'intera comunità.
La cittadinanza è invitata a partecipare.


Ammodernamento della "Malavita" e il ponte di Cammarana

Ammodernamento della "Malavita" e il ponte di Cammarana

Partono intanto  i lavori di ammodernamento della S.P. 60 “Ragusa – Malavita – Santa Croce Camerina” nel tratto tra km 13+100 e km 15+500.
L’intervento prevede l’allargamento della carreggiata, la realizzazione di una rotatoria a Magazzè e un sistema di regimazione delle acque per ridurre allagamenti e rischio idrogeologico.
Come già comunicato, l’avvio del cantiere comporta una riorganizzazione progressiva della viabilità con l'istituzione del senso unico in direzione Ragusa-Santa Croce.
Da Santa Croce verso Ragusa è invece prevista la deviazione su un percorso alternativo che sarà coordinata e funzionale all’andamento dei lavori.
La scelta del senso unico di marcia Ragusa-Santa Croce è obbligata alla configurazione della viabilità presente nell'area. L'unica opzione possibile per il percorso alternativo è quella lungo la ex SP 110 Magazzè-Spinazza, concentrata sul lato est. Questo non consente l’inversione dei flussi senza creare interferenze tra i veicoli in salita e in discesa con conseguenti criticità di sicurezza. Le prime stime sul percorso alternativo indicano comunque un impatto contenuto sui tempi di percorrenza, quantificabile in circa 4 minuti in più, ritenuto fisiologico rispetto alla natura dell’intervento.
Tutti i provvedimenti sono stati condivisi con le autorità competenti, compresa l'Asp. In questi giorni la ditta incaricata sta intervenendo per la sistemazione del tracciato alternativo, con la pulizia delle aree, la rimozione delle erbacce e la messa in condizioni di piena funzionalità del percorso. Nell'area di cantiere sarà inoltre previsto un passaggio dedicato per i mezzi agricoli, così da ridurre l’impatto sulle attività produttive locali e assicurare la continuità degli spostamenti legati al comparto.
Nei prossimi giorni si terrà una riunione operativa con l’impresa esecutrice e gli enti coinvolti per definire ulteriori dettagli della cantierizzazione. È obiettivo condiviso ridurre al minimo i disagi, sopratutto ai residenti dell'area particolarmente interessata dal cantiere, e garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione per tutta la durata dei lavori con particolare riferimento ai mezzi di emergenza.
L'altra notizia che riguarda la provincia ci informa che In attesa della riassegnazione dei fondi regionali, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa coprirà per intero le spese di completamento dell'infrastruttura integrando il progetto generale di riqualificazione di via della Fratellanza.
I fondi necessari verranno prelevati dall'avanzo di gestione 2025. Parliamo di circa 200 mila euro che si aggiungono ai 500 mila euro del bilancio provinciale già vincolati all'intervento sull'area di grande interesse ambientale.
L'ufficio tecnico provinciale completerà il progetto e tra circa un mese potrà partire l'iter di gara.

Scuola, nasce la "Rete Iblea": il fronte del No contro la riforma dei Tecnici.

Scuola, nasce la "Rete Iblea": il fronte del No contro la riforma dei Tecnici.

Mentre il mondo della scuola incrocia le braccia per lo sciopero nazionale, in provincia di Ragusa la protesta assume una forma strutturata e permanente. Ieri, 7 maggio 2026, è stata ufficialmente costituita la "Rete Iblea degli istituti tecnici", un coordinamento di docenti nato per fare argine contro quella che viene definita una deriva "anti-democratica" dell'istruzione pubblica.
L’iniziativa vede protagonisti gli insegnanti del “Galileo Ferraris”e del “Fabio Besta” di Ragusa, insieme ai colleghi dell’ “Archimede”di Modica. Al loro fianco, in un'assemblea autoconvocata, anche una delegazione di studenti, a testimonianza di un malessere che attraversa trasversalmente i corridoi degli istituti. Al centro della protesta la Legge 79/2025
Il casus belli è il DL 45/2025 (convertito nella Legge 79/2025), che ridisegna l'assetto degli istituti tecnici a partire dal prossimo anno scolastico 2026/2027. Secondo i docenti della Rete, la riforma — già duramente criticata dal CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) — rappresenterebbe un drastico impoverimento culturale.
Le criticità sollevate sono numerose e toccano i pilastri del sistema educativo e vanno dai tagli alle materie base, alla riduzione delle ore dedicate alle discipline umanistiche e scientifiche e al "Lavoro precoce" che prevede l’anticipo della formazione scuola-lavoro a soli 15 anni.
A tutto cio si aggiunge anche la nuova figura degli "Esperti in cattedra" figure aziendali per la "didattica per competenze", soggetti privi di specifica formazione pedagogica.
La riforma prevede , inoltre, lo smantellamento del biennio comune, che rende i titoli di studio non più comparabili tra istituti dello stesso indirizzo.
I docenti criticano altresi il metodo con cui si è attivato tutto l'iter .
Il Decreto in questione è arrivato a iscrizioni già concluse.
> "Le studentesse e gli studenti si ritroveranno a frequentare una scuola che non hanno scelto", denunciano i docenti, evidenziando il paradosso di un cambiamento radicale imposto "dall'alto" e a giochi fatti.

La Rete Iblea non agirà in isolamento: il coordinamento ha già annunciato l'adesione alla "Rete Nazionale Istituti Tecnici" e la mobilitazione si preannuncia vasta e articolata sul tutto il territorio nazionale.
L'assemblea dei docenti si è sciolta con un impegno che va oltre la rivendicazione sindacale. Per i promotori della Rete, difendere l'istruzione tecnica significa difendere un "diritto costituzionale".

La scuola pubblica, al pari della sanità e della giustizia, è un bene irrinunciabile di tutta la comunità nazionale.  Lo sciopero di ieri è stato solo il "punto di partenza": la battaglia per un’istruzione democratica e di qualità nel territorio ragusano è appena iniziata.


La migrazione giovanile: analisi, esperienze e proposte

La migrazione giovanile: analisi, esperienze e proposte

Organizzato dall’Associazione Ragusani nel Mondo e patrocinato dal Comune di Ragusa,
si svolgerà nella Chiesa della Badia, in Corso Italia, il prossimo 16 maggio alle ore 9.30, il
Convegno: RESTARE o PARTIRE? La migrazione giovanile: analisi, esperienze e proposte.
Il flusso migratorio giovanile che, partendo dal nostro territorio, va verso i Paesi esteri o
verso il nord dell’Italia, è una realtà che ha preso sempre più piede e costituisce un
fenomeno dalle rilevanti conseguenze sia dal punto di vista demografico, sia da quello
sociale ed economico.
I giovani dispongono spesso di un capitale umano più elevato, di migliori competenze
linguistiche e digitali e sono disposti ad affrontare l’incertezza, percependo la migrazione
come un investimento che può offrire migliori prospettive di vita.
È un flusso migratorio che si concentra soprattutto nella fascia di età 25-34 anni, una
classe anagrafica caratterizzata dal completamento dei cicli di formazione avanzata e
dalle prime scelte professionali. Questa fascia di età, poco importa se costituita da
“cervelli o braccia”, comunque da “talenti”, si affaccia al mondo del lavoro nel pieno della
creatività e dell’entusiasmo.
Avviene quindi una vera e propria erosione della fascia più attiva della nostra popolazione,
che, solo in minima parte, rientra nella nostra Comunità.
Appare giusto, quindi, interrogarsi su questa importante tematica per capire se per chi
parte si tratta di un “distacco obbligato” e se per chi resta è una “occasione mancata”.
I lavori saranno aperti da una ampia relazione sulla migrazione giovanile della d.ssa
Delfina Licata, curatrice dell’annuale Rapporto Italiani nel Mondo per conto della
Fondazione Migrantes della CEI.
Seguirà un intervento della d.ssa Ilaria Del Bianco past presidente dell’UNAIE (Unione
Nazionale delle Associazioni Immigrati ed Emigrati).
Arricchiranno la parte iniziale del Convegno l’intervento dell’assessore Simone DIgrandi
che, a nome dell’ANCI Sicilia, parlerà del ruolo degli Enti Locali in questa vera e propria
sfida generazionale, e quello del Dr. Giovanni Vindigni, direttore dell’Ufficio Provinciale del
Lavoro, che illustrerà una interessante iniziativa per favorire l’incontro tra domanda e
offerta di nuova occupazione.
Seguiranno alcune testimonianze di giovani che hanno scelto un lavoro all’estero o nel
Centro Nord Italia, che racconteranno le opportunità e le difficoltà di questa loro scelta.
L’ultima parte del Convegno vedrà gli interventi di rappresentanti del Polo informatico-Rete
di imprese, con interessanti iniziative imprenditoriali del nostro territorio tese a raccogliere
una importante sfida: non fermare la mobilità giovanile, ma cercare di rendere la Comunità
ragusana un luogo attrattivo ove i giovani talenti possano liberamente scegliere di restare
e progettare il proprio futuro.


Il Primo Maggio della CGIL di Ragusa

Il Primo Maggio della CGIL di Ragusa

In occasione della giornata di domani,  primo Maggio, Festa dei Lavoratori, la CGIL di Ragusa, nella persona del suo segretario generale, Giuseppe Roccuzzo, interviene con una riflessione riguardante il territorio ibleo, richiamando istituzioni e parti sociali a una presa di coscienza non più rinviabile. Per il segretario provinciale, Giuseppe Roccuzzo, celebrare il lavoro, oggi, non può esaurirsi in una ricorrenza simbolica. Non è sufficiente osservare indicatori che segnalano una crescita dell’occupazione, se quella stessa occupazione si regge su basi fragili. Dietro i numeri, infatti, si muove una realtà ben diversa: precarietà diffusa, salari inadeguati, diritti spesso aggirati o indeboliti. "La provincia di Ragusa, afferma Giuseppe Roccuzzo, continua a registrare uno dei livelli retributivi più bassi del Paese. Una condizione che non rappresenta soltanto un divario economico rispetto ad altre aree d’Italia, ma che si traduce quotidianamente in difficoltà concrete per lavoratrici e lavoratori. Il lavoro, in troppi casi, non riesce più a garantire una vita dignitosa. Si tratta di un fenomeno strutturale, che affonda le proprie radici in un sistema produttivo segnato da contratti instabili, forme di dumping contrattuale e una diffusa mancanza di prospettiva. A questo quadro si aggiungono criticità territoriali che aggravano ulteriormente la condizione dei lavoratori. La carenza di infrastrutture e servizi adeguati rende il pendolarismo una necessità quotidiana, con costi economici e sociali rilevanti. Non è una scelta, ma una condizione imposta, che incide pesantemente sul reddito e sulla qualità della vita. Il tempo sottratto, la fatica accumulata, i rischi legati agli spostamenti: sono elementi che raramente entrano nelle statistiche, ma che definiscono in modo concreto la dimensione del lavoro in questa provincia.  Resta inoltre centrale il tema della sicurezza. Gli episodi che continuano a verificarsi dimostrano come il lavoro non sia ancora un luogo pienamente sicuro. La prevenzione e i controlli risultano insufficienti, anche a causa delle difficoltà operative degli organismi preposti alla vigilanza, che operano con risorse limitate rispetto alle reali esigenze del territorio. In questo contesto, il Primo Maggio, prosegue ancora Giuseppe Roccuzzo, assume un significato che va ben oltre la celebrazione. Diventa un momento necessario di verità. Un’occasione per riportare al centro del dibattito pubblico le condizioni reali del lavoro e per avviare un confronto serio e responsabile. La CGIL di Ragusa ribadisce la necessità di interventi concreti: contrastare il lavoro povero, garantire salari adeguati, rafforzare i diritti, investire in sicurezza e infrastrutture. Non si tratta di rivendicazioni astratte, ma di priorità che riguardano la tenuta sociale ed economica del territorio. Il lavoro, conclude ancora Giuseppe Roccuzzo, non può essere ridotto a una variabile statistica. È, e deve tornare ad essere, il fondamento della dignità delle persone e della coesione di una comunità. In occasione del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, la CGIL di Ragusa, nella persona del suo segretario generale, Giuseppe Roccuzzo,  interviene con una riflessione  riguardante il  territorio ibleo, richiamando istituzioni e parti sociali a una presa di coscienza non più rinviabile. Per il segretario provinciale, Giuseppe Roccuzzo,  celebrare il lavoro, oggi, non può esaurirsi in una ricorrenza simbolica. Non è sufficiente osservare indicatori che segnalano una crescita dell’occupazione, se quella stessa occupazione si regge su basi fragili. Dietro i numeri, infatti, si muove una realtà ben diversa: precarietà diffusa, salari inadeguati, diritti spesso aggirati o indeboliti. La provincia di Ragusa, afferma Giuseppe Roccuzzo,  continua a registrare uno dei livelli retributivi più bassi del Paese. Stando infatti all’analisi di Excellera sui nuovi dati diffusi dal Mef, il capoluogo col reddito medio più basso in Italia è Ragusa  che chiude la classifica nazionale con 17.770 euro all’anno, lontanissima da Milano, che è il capoluogo di provincia più ricco d’Italia con un reddito medio dichiarato nel 2025 di 40.316 euro. Una condizione che non rappresenta soltanto un divario economico rispetto ad altre aree d’Italia, ma che si traduce quotidianamente in difficoltà concrete per lavoratrici e lavoratori. Il lavoro, in troppi casi, non riesce più a garantire una vita dignitosa. Si tratta di un fenomeno strutturale, che affonda le proprie radici in un sistema produttivo segnato da contratti instabili, forme di dumping contrattuale e una diffusa mancanza di prospettiva.  A questo quadro si aggiungono criticità territoriali che aggravano ulteriormente la condizione dei lavoratori. La carenza di infrastrutture e servizi adeguati rende il pendolarismo una necessità quotidiana, con costi economici e sociali rilevanti. Non è una scelta, ma una condizione imposta, che incide pesantemente sul reddito e sulla qualità della vita. Il tempo sottratto, la fatica accumulata, i rischi legati agli spostamenti: sono elementi che raramente entrano nelle statistiche, ma che definiscono in modo concreto la dimensione del lavoro in questa provincia. Resta inoltre centrale il tema della sicurezza. Gli episodi che continuano a verificarsi dimostrano come il lavoro non sia ancora un luogo pienamente sicuro. La prevenzione e i controlli risultano insufficienti, anche a causa delle difficoltà operative degli organismi preposti alla vigilanza, che operano con risorse limitate rispetto alle reali esigenze del territorio. In questo contesto, il Primo Maggio, prosegue ancora Giuseppe Roccuzzo,  assume un significato che va ben oltre la celebrazione. Diventa un momento necessario di verità. Un’occasione per riportare al centro del dibattito pubblico le condizioni reali del lavoro e per avviare un confronto serio e responsabile. La CGIL di Ragusa ribadisce la necessità di interventi concreti: contrastare il lavoro povero, garantire salari adeguati, rafforzare i diritti, investire in sicurezza e infrastrutture. Non si tratta di rivendicazioni astratte, ma di priorità che riguardano la tenuta sociale ed economica del territorio. Il lavoro, conclude ancora Giuseppe Roccuzzo, non può essere ridotto a una variabile statistica. È, e deve tornare ad essere, il fondamento della dignità delle persone e della coesione di una comunità".

Gli architetti per i centri storici

Gli architetti per i centri storici

L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di
Ragusa ha partecipato alla seduta aperta del Consiglio comunale di Modica dedicata
all’individuazione delle linee strategiche per il rilancio del centro storico. A
intervenire, su delega del presidente Vincenzo Pitruzzello, è stata la vicepresidente
Federica Cavallo, che ha portato il contributo dell’Ordine in un confronto ritenuto
“necessario, atteso e di grande responsabilità”.
Cavallo ha parlato come rappresentante istituzionale, come professionista con studio
nel cuore della città e come residente. Un punto di vista triplice che ha permesso di
restituire un quadro complessivo delle criticità e delle potenzialità del centro storico.
“Il vero ostacolo oggi è l’assenza di una visione che porti ad un progetto per il
centro storico” ha affermato Cavallo, richiamando l’esigenza di un percorso
strutturato e di lungo periodo. L’Ordine ha ricordato come la crisi dei centri storici sia
un fenomeno diffuso in tutta Italia, ma che esistono modelli virtuosi da cui trarre
ispirazione, citando esperienze nazionali ed europee.
Particolare attenzione è stata posta sulla mancanza, a Modica, di strumenti urbanistici
aggiornati. “La vita nel centro storico si svuota… si svuotano le scuole, chiudono
le attività commerciali di vicinato” ha detto Cavallo, sottolineando come l’assenza
di un Piano regolatore efficace abbia favorito un’espansione disordinata e un
progressivo abbandono del patrimonio edilizio storico.
Tra le proposte avanzate dall’Ordine: avvio di un nuovo processo di pianificazione
urbana integrata; rigenerazione e riuso del patrimonio edilizio esistente, con
l’obiettivo del consumo di suolo zero; creazione di parcheggi decentrati e
potenziamento della mobilità sostenibile; sostegno amministrativo e finanziario ai
privati che intendono recuperare immobili; regolamenti chiari e uniformi sul decoro
urbano; istituzione di un tavolo tecnico permanente con professionisti, università,
associazioni e comitati; promozione di concorsi di progettazione per riportare al
centro “l’architettura di qualità”. Da residente, Cavallo ha rivolto anche un appello
al senso civico e alla cura dello spazio pubblico, chiedendo maggiore attenzione

all’accessibilità, alla pedonalizzazione sperimentale di Corso Umberto e alla
regolamentazione della vita notturna.
“Dobbiamo tornare a immaginare e costruire bellezza per la nostra città” ha
concluso Cavallo. “Le scelte non saranno mai unanimemente condivise, ma
servono coraggio e visione. È la politica che deve farsene carico”. L’Ordine degli
Architetti ha confermato la piena disponibilità a collaborare con l’Amministrazione,
il Consiglio comunale e tutte le realtà cittadine impegnate nel percorso di
rigenerazione del centro storico.


Le pessime condizioni delle strade e delle autostrade in Sicilia

Le pessime condizioni delle strade e delle autostrade in Sicilia

Nel corso dell’incontro tenutosi ieri al Ministero, la questione dell’autotrasporto siciliano è emersa con determinazione, come evidenziato nel comunicato di Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni Trasporto Merci). Secondo le associazioni di categoria, il tema non può più essere circoscritto al solo riconoscimento di nuove disponibilità economiche di tipo assistenziale.

C’è, come più volte ribadito in questi anni da CNA FITA Sicilia, la spinosa vicenda legata alle condizioni infrastrutturali delle strade e delle autostrade. L’inadeguatezza degli assi viari pesa enormemente su diverse voci di bilancio delle piccole flotte e delle imprese monoveicolari – tra queste, le spese per la gestione, la manutenzione e la facile usura dei mezzi.

A ciò si aggiunge la questione portuale. Lo sviluppo delle aree portuali, sia nella Sicilia Occidentale che in quella Orientale, è fermo al palo da tempo. I mezzi impiegati per le operazioni di carico e scarico, a causa delle attuali condizioni, rimangono talvolta in attesa per ore prima di poter completare le loro operazioni. Eppure, l’incidenza dei porti sulle esportazioni dei prodotti siciliani e sul turismo è molto significativa.

Sulla base dei dati Istat, il 70% delle merci in ingresso e in uscita dall’Isola viene trasportato su gomma, così come è sempre più rilevante il ruolo economico del trasporto in riferimento alle presenze turistiche. È evidente, dunque, come l’autotrasporto abbia una funzione di primo piano nello scambio di merci e nella movimentazione delle persone, contribuendo in modo fin troppo prevalente alla crescita economica dell’Isola.

“Questa crisi energetica – sottolinea CNA FITA Sicilia – va guardata come un’opportunità e non può essere bruciata sull’altare delle agevolazioni, lasciando poi tutto com’è. Essere impresa significa affrontare i rischi e saper avanzare proposte in grado di arginare le difficoltà, non chiedere solo assistenza facendo passare in secondo piano le condizioni di un sistema infrastrutturale ormai non più al passo con i tempi”.


Battito di speranza

Battito di speranza

Nella sala “Russo-Armenia” della Direzione generale dell’ASP di Ragusa, in piazza Igea 1, è stata presentata nel corso di una conferenza stampa l’associazione “Battito di Speranza”, nata per affiancare e sostenere il Dipartimento Cardio-Neuro-Vascolare dell’Azienda.  L’associazione si propone di promuovere iniziative di supporto morale e materiale al Dipartimento, accompagnando attività di prevenzione, sensibilizzazione e informazione, percorsi di assistenza e vicinanza ai pazienti, oltre a progetti di carattere scientifico, formativo e solidale finalizzati a rafforzare l’attenzione verso le patologie cardiologiche e cerebrovascolari e a sostenere, più in generale, le attività dell’Azienda. Alla conferenza stampa sono intervenuti il Presidente dell’associazione, Antonino Recca, il Direttore generale dell’ASP di Ragusa, Giuseppe Drago, e il Direttore del Dipartimento Cardio-Neuro-Vascolare, Antonino Nicosia.
Ecco il servizio realizzato da Peppe Lizzio per Teleiblea.


Convocati da Salvini: Il fermo è pertanto sospeso con effetto immediato.

Convocati da Salvini: Il fermo è pertanto sospeso con effetto immediato.

Abbiamo ricevuto l'attesa convocazione dal Ministro Salvini per il 22 aprile presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sottoporremo al Ministro le criticità tutte siciliane e proporremo le nostre soluzioni. Confidiamo in un risultato concreto, sia a breve termine che a lungo termine. Ringraziamo i rappresentanti politici siciliani e tutte le istituzioni che si sono attivate per raggiugere questo primo importante risultato, in particolare l'On. Gaetano Galvagno Presidente dell'ARS, Luca Sammartino Vicepresidente ARS, i Prefetti dell'isola e la Digos. Un ringraziamento anche a Giovanni Arena amministratore del Gruppo Arena GDO. Permane lo stato di agitazione in attesa dell'esito dell'incontro del 22 aprile. Il fermo è pertanto sospeso con effetto immediato.