Dal 7 settembre torna il Tg di Teleiblea
Dal 7 settembre torna il Tg di Teleiblea

Dal sette settembre riparte per la nuiova stagione il tg di Teleiblea. Ogni sera alle ore 21 con le solite repliche. Anche quest'anno sono previste le rubriche condotte da Peppe Lizzio, Claudio Melchiorre, Giuseppina Tesauro e l'imperdibile Mal Comune con Cesare Pluchino.Politica, commenti informazione locale. Questa è Teleiblea ch 89
Cosa resta dell'Agosto 2026?
Cosa resta dell'Agosto 2026?
Il calendario segna oggi, ufficialmente, l'inizio di settembre e, come accade ogni anno, con esso cala quel velo malinconico ma inevitabile che ci fa sentire l'estate ormai alle spalle anche se il caldo odierno non sembra essere d'accordo con queste sensazioni. Le spiagge sfoltite, il rientro dalle ferie ci spingono a fare il bilancio di un rovente agosto appena trascorso. Trentun giorni intensi, sospesi tra dibattiti accesi, emergenze territoriali , l'eruzione dell'Etna su tutte , e le immancabili ritualità della bella stagione.
Sotto il profilo della politica nazionale, quest'anno
non abbiamo assistito alle consuete ferie d'estate. Il dibattito governativo si è focalizzato sulla sicurezza e sui confini della mobilità europea, confermato dall'estensione dei controlli di frontiera temporanei con i Paesi partner, mentre nei sondaggi estivi si assiste a nuovi assestamenti nelle dinamiche interne ai partiti di maggioranza e opposizione.
In particolare lo stucchevole dibattito all'interno del cosiddetto "campo largo" su come scegliere la leadership in vista delle prossime elezioni nazionali ha mostrato che l'uomo - buono per tutte le stagioni e coalizioni- Giuseppe Conte, stia giocando in maniera sporca la sua partita per risultare vincitore alle probabili primarie di coalizione.
Non si riesce a comprendere come il Partito Democratico possa assistere passivamente a questo scenario che delegittima il segreto Elly Schlein.
Spostandoci in Sicilia, l'agenda regionale è stata segnata a doppio filo dai nodi infrastrutturali e ambientali.
La vicenda Etna ha mostrato tutta la incapacità di una classe plotica di programmare e di guardare al futuro.
La politica regionale si è inoltre arrovellata nel tedioso dibattito politico sulla possibile ricandidatura del Presidente Schifani alle elezioni regionali del 2027.
Con tutte le problematiche che attanagliano la nostra amata Sicilia questo dibattito allarga, ulteriorrmente, il solco tra la politica e gli elettori.
A livello ragusano, il palcoscenico di agosto ha visto ie consuete polemiche sulla gestione dei servizi estivi nelle borgate marinare.
Borgate e contrade che hanno convissuto con gli storici disservizi di ENEL mai veramente risolti.
La vita politica si è concetrata sulle sfide del turismo di prossimità, con i fari puntati sul rilancio dei centri storici e sulla vivibilità estiva di Marina di Ragusa.
La politica ragusana , nel mese di agosto, ha continuato a vivere quella fase di "surplace" che da molto mesi la contraddistingue in attesa delle mosse in vista delle prossime elezioni politiche e regionali.
Anche in questo caso però i problemi della Città rimangono irrisolti per una politica amministrativa del Sindaco Cassí più volta a proteggere lo "status quo " in attesa che si definisca la sua prossima candidaturaalle regionali.
E veniamo alla cronaca.
La cronaca dell'isola è stata un'ennesima prova del nove per il territorio. Tra emergenze incendii, stress idrico ciclico e il consueto picco di presenze sulle coste, il mese ha messo a dura prova i sistemi di soccorso e la gestione della viabilità. A Ragusa e provincia, la cronaca locale si è divisa tra interventi di sicurezza stradale e l'attenzione costante alla salvaguardia del patrimonio paesaggistico dell'altopiano ibleo.
Agosto è stato anche il mese delle piazze gremite e del costume.
A Ragusa, la fine del mese ha coinciso con l'apice devozionale e identitario della città: i festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista, che hanno visto fedeli e turisti affollare le vie del centro, hanno segnato il culmine della vita sociale di fine estate. Parallelamente, il fermento culturale tra festival diffusi, rassegne fotografiche e il ritorno delle attività sportive ha riconfermato il mix storico tra tradizione e vocazione turistica.
Agosto sfuma così, lasciando in dote le solite sfide irrisolte ma anche la consapevolezza di una comunità che sa ritrovarsi e resistere. Settembre apre una nuova pagina, ma la memoria dell'estate 2026 rimarrà nei numeri, nei fatti e nei ricordi di un mese che ha lasciato il segno soprattutto per le sue torride temperature.Leggere di più
Che vergogna! La diga è una pattumiera.
Che vergogna! La diga è una pattumiera.
Lo diciamo da tempo che il lago formato dalla Diga di Santa Rosalia è una risorsa sia economica ma anche turistica e sociale. Il presupposto necessario però è che qualcuno se ne prenda cura. Invece nonostante le segnalazioni delle associazioni ambientaliste e della stampa nessuno è intervenuto se non a fare a scarica barile per individuare le responsabilità ed i compiti. Ora il consigliere comunale Sergio Firrincieli interviene con fermezza sullo stato di degrado in cui versa la diga di Santa Rosalia, dopo aver raccolto numerose segnalazioni da cittadini e frequentatori della zona. Le immagini e le testimonianze parlano chiaro: sacchi di spazzatura abbandonati ovunque, alcuni addirittura appesi ai tronchi degli alberi, e una tenda attrezzata con ogni comfort, montata abusivamente a pochi metri dal lago.
«Ci troviamo di fronte a una situazione che non può essere tollerata – sottolinea Firrincieli –. C’è chi ha annunciato di aver richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, e pare che una volante della polizia provinciale sia poco dopo arrivata sul posto per individuare il responsabile e applicare, se riscontrate delle anomalie, una sanzione adeguata».
Il consigliere evidenzia come la diga, uno dei luoghi naturalistici più suggestivi del territorio ragusano, continui a essere teatro di comportamenti incivili e di occupazioni abusive, con conseguenze dirette sul decoro e sulla sicurezza ambientale. «Non è la prima volta che ricevo segnalazioni di questo tipo – aggiunge –. Serve un controllo costante, non interventi sporadici. La tutela di un’area così importante non può essere affidata al caso o alla buona volontà dei cittadini».
Firrincieli richiama l’attenzione dell’amministrazione comunale e degli enti competenti: «La diga di Santa Rosalia è un patrimonio ambientale e paesaggistico che va difeso. Occorre un piano di vigilanza permanente, con pattugliamenti regolari e sanzioni immediate per chi deturpa o occupa abusivamente gli spazi pubblici. Solo così si può garantire rispetto per il territorio e sicurezza per chi lo frequenta».
Il consigliere conclude con un appello alla responsabilità collettiva: «Non possiamo permettere che un luogo di bellezza e valore naturalistico venga ridotto a discarica o campeggio abusivo. Serve controllo, serve presenza, serve rispetto. È una questione di civiltà».
Nuova facoltà di Medicina e Chirurgia a Ragusa
Nuova facoltà di Medicina e Chirurgia a Ragusa
Il professore Paolo Scollo, di origine Monterrossana, direttore dell’Unità operativa complessa clinicizzata di Ostetricia e ginecologia dell’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania e ordinario di Ginecologia dell’UniKore di Enna, è da qualche tempo il nuovo Rettore di questa Università. Da quando ha avuto questo incarico si è posto come obiettivo la crescita dell'offerta universitaria anche a Ragusa, senza però, a quanto pare, coinvolgere il consorzio ibleo che, forse, è troppo legato all'ateneo catanese. Ora il progetto per portare il corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Ragusa è in fase avanzata tant'è che la Kore di Enna ha pubblicato il bando che prevede la prima sessione di test per l’accesso al nuovo percorso formativo nella sede ragusana, per un totale di 80 posti. Non è tutto fatto perchè manca il completamehto dell'iter di accreditamento ma conoscendo il prof Scollo, e la sua tenacia, non ci dovrebbero essere problemi. La notizia è particolarmente interessante perchè riporta a Ragusa una facoltà che c'era stata nel passato ma che aveva creato il dissesto economco del quale si stanno pagando ancora le conseguenze. Qualcuno ricorderà che fu scelta come sede la grande sala convegni dell'Asi trasformata e attrezzata con investimenti seri. Poi tutto andò in malora lasciando debiti milionari. Secondo il consigliere Mauro, che sembra l'unico ad aver preso a cuore l'argomento, si tratta di un passaggio importante per il territorio ibleo,ma occorre consolidare la collaborazione tra università, istituzioni e sistema sanitario locale”. La presenza di un corso di laurea in ambito medico consentirebbe infatti di creare nuove opportunità di formazione per i giovani del territorio, riducendo la necessità di trasferirsi fuori provincia, e potrebbe favorire un rapporto più stretto tra università e strutture sanitarie iblee. Il prof Scollo, storico dirigente dell’Aogoi, ha avuto vari incontri con i vertici dell'Asp finalizzati a trovare la giusta sitemazione logistica. A Ragusa le strutture adatte non mancherebbero a partire dall'ospedale Maria Paternò Arezzo, fino ad arrivare anche al vecchio Civile. Stiamo a vedere come il comune affronterà l'argomento
Beach tennis e solidarietà a Scoglitti nel fine settimana.
Beach tennis e solidarietà a Scoglitti nel fine settimana.
Non solo solito occuparmi di esnri spirtivi ma l’Open AISLA: beach tennis, di Scoglitti che coniuga solidarietà e ricerca merita tutta l'attenzione possibile.
Dopo il successo dello scorso anno, torna alla Beach Tennis Arena di Scoglitti l’Open AISLA – Torneo di Beach Tennis, una manifestazione che unisce sport, solidarietà e impegno sociale a sostegno dell’AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, Area Vasta Sicilia Orientale.
L’appuntamento è per sabato 29 e domenica 30 agosto 2026, con una due giorni di sport e divertimento che vedrà protagonisti gli appassionati di beach tennis nelle competizioni di doppio misto, in programma il 29 agosto, e di doppio maschile e doppio femminile, in programma il 30 agosto.
L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: trasformare la passione per lo sport in un gesto concreto di solidarietà, contribuendo al sostegno delle attività dell’AISLA e della ricerca sulla SLA. Il torneo mette inoltre in palio un montepremi di 1.000 euro, con l’incasso destinato all’associazione.
Fondamentale è stato anche il sostegno di numerose aziende, sponsor e cittadini che hanno scelto di accompagnare l’iniziativa, dimostrando ancora una volta attenzione e sensibilità verso il mondo della ricerca e della solidarietà.
A promuovere l’evento è Piero Cotello, che ha voluto ripetere l’esperienza dello scorso anno anche grazie alla collaborazione e all’entusiasmo di Salvo, Elio e Gaetano di Stelle Beach Tennis.
"Lo sport può diventare molto più di una competizione – dichiara Piero Cotello – può essere uno strumento capace di unire le persone, creare inclusione e sostenere concretamente chi ogni giorno combatte contro la SLA. Per questo abbiamo voluto ripetere questa esperienza: perché la partita più importante è quella che giochiamo tutti insieme per la ricerca, per la solidarietà e per un futuro migliore".
Particolare attenzione sarà dedicata anche al tema dell’inclusione, nella convinzione che lo sport possa abbattere barriere e creare occasioni di partecipazione per tutti, comprese le persone con disabilità.
"Ringrazio di cuore tutte le aziende, gli sponsor, gli amici e le persone che hanno scelto di esserci anche quest’anno – aggiunge Cotello –. La loro generosità dimostra quanto una comunità possa fare quando decide di mettersi insieme per una causa importante"
Le iscrizioni al torneo si chiuderanno giovedì 27 agosto alle ore 12.
L’invito è dunque rivolto a tutti: giocatori, famiglie, appassionati e cittadini, per vivere due giornate di sport e divertimento e, soprattutto, contribuire a una causa che riguarda tutti.
Perché questa volta la partita più importante non si gioca solo sulla sabbia: si gioca per la ricerca, per l’inclusione e per la vita.
La triste vicenda del parcheggio di Ibla. Il tentativo del Sindaco di ribaltare le proprie responsabilità,
La triste vicenda del parcheggio di Ibla. Il tentativo del Sindaco di ribaltare le proprie responsabilità,
La orami nota e per certi versi triste vicenda del parcheggio multipiano di Ragusa ibla rappresenta in maniera plastica il tentativo di trasformare una evidente incapacità amministrativa di programmare in "colpa dell'opposizione".
Il vizio di forma della politica locale e in particolare del sindaco Cassí è sempre lo stesso: quando i nodi vengono al pettine e le debolezze amministrative emergono in tutta la loro evidenza, la scorciatoia più comoda per il Sindaco è accusare le opposizioni
di "ostruzionismo" e di "mancanza di maturità democratica". Il lungo sfogo su Facebook sull’intricata vicenda del parcheggio multipiano di via Peschiera non fa eccezione. Ma ad una lettura attenta delle carte e dei fatti emerge un quadro ben diverso da quello raccontato da Palazzo dell'Aquila.
Il primo dato stridente è temporale. Portare in aula un’opera definita “strategica”, “complessa” e “attesa da decenni” proprio l’11 di agosto non è un dettaglio marginale, né una prova di stakanovismo estivo. È semmai l’ennesimo capitolo di una gestione dei tempi amministrativi a dir poco discutibile. Pretendere che il Consiglio Comunale — organo di indirizzo e di controllo, non un mero passacarte dell’esecutivo — liquidi senza colpo ferire un piano economico-finanziario così articolato sotto l'ombrellone, con pochi giorni a disposizione per analizzare i pareri e la documentazione, è una chiara e palese mancanza di rispetto per l'aula.
Sostenere che le carte fossero pronte a metà luglio non assolve la Giunta: se l'atto era così decisivo e maturo, perché non programmarlo in sessioni ordinarie con tempi congrui di dibattito nelle commissioni competenti? La fretta con cui si pretende l'unanimità "al buio" puzza di blitz istituzionale.
Il tutto aggravato dai precedenti scabrosi degli anni precedenti.
Ricordiamo, infatti , che nella stessa settimana di Ferragosto, negli scorsi anni, sono state concepite oscenità amministrative vedi PSPP Castello di Donnafugata e concorsi di lblea Acque.
E con questi precedenti, che sappiamo tutti come sono andati a finire, il pensiero di un ulteriore "bliz" agostano dell'amministrazione Cassi ci sta tutto ed è pienamente legittimo.
Il Sindaco, inoltre, sbandiera la pioggia di 231 emendamenti presentati dal Partito Democratico (e già ritirati) come una clava per criminalizzare denigrare la minoranza in Consiglio comunale. Tuttavia, l'uso degli emendamenti — piaccia o meno alla narrazione della maggioranza — è uno strumento legittimo di garanzia e di battaglia regolamentare, spesso l'unico rimasto alle opposizioni quando si vedono messi alle strette da scadenze forzate e indisponibilità al confronto e alla legittima richiesta di un semplice rinvio come nella fattispecie in oggetto.
Ciò che colpisce maggiormente nel ragionamento del primo cittadino è l'assunto di fondo: la delibera presentata sarebbe un testo dogmatico, perfetto, intoccabile. Se anche solo uno dei 231 emendamenti venisse approvato — paventa Cassì — l'iter tornerebbe indietro di anni o peggio ancora si azzererebbe. Ma questo non è un punto di forza: è la prova della fragilità intrinseca di una proposta blindata, costruita sul filo del rasoio per quanto riguarda l'equilibrio economico-finanziario. Se un piano non tollera la minima modifica o integrazione migliorativa da parte del Consiglio, significa che la politica ha abdicato al proprio ruolo, facendosi ostaggio di un'impalcatura rigida presentata come l'unica verità possibile.
È lo stesso Sindaco, nel suo sfogo, ad ammettere che per mettere insieme i 2,3 milioni di euro di contributo pubblico si è dovuto "raschiare il fondo del barile", attingendo a fondi della Legge su Ibla, avanzi di amministrazione e oneri di urbanizzazione. Una confessione di debolezza mascherata da virtuosismo. Un’opera di questa portata economica e con l’impatto che comporta nel cuore del centro storico di Ibla non può reggersi su salti mortali contabili dell'ultimo minuto e su un partenariato pubblico-privato in cui ogni margine di rischio o discussione viene spinto al limite.
Invece di scaricare le colpe dei ritardi accumulati in otto anni di amministrazione sulle minoranze, che fanno il loro mestiere chiedendo tempo, approfondimenti e garanzie per la città, il Sindaco dovrebbe fare un bagno di umiltà. Il parcheggio di via Peschiera è un’opera decisiva per Ibla? Proprio per questo non può essere calata dall'alto con il ricatto del "prendere o lasciare" a metà agosto. La maturità democratica che il Sindaco invoca dagli altri si misura prima di tutto nella capacità di ascolto, nella trasparenza della pianificazione e nel rispetto dei tempi e dei ruoli delle istituzioni.
E a proposito di ruoli nelle istituzioni non si può non stigmatizzare il comportamento del presidente del consiglio comunale Fabrizio Ilardo nella conduzione dei lavori del Consiglio comunale.
È emersa , infatti, con grande chiarezza, la non imparzialità del Presidente Ilardo che si è permesso di irridere il numero degli emendamenti presentati e elemento ancor più grave di irrompere nella sala dove si stavano svolgendo i lavori della della 2a Commissione Consiliare permanente - Assetto del Territorio presieduta dalla consigliera Oriana La Licata, sostenendo che i lavori dovessero chiudersi perché vi era la seduta del Consiglio Comunale che doveva avere inizio.
Anche in questo caso una "fretta" quantomeno ingiustificata.
Esempio lampante quest' ultimo di protervia , arroganza e insofferenza all'operato democratico di una commissione che è bene ricordare si occupa di urbanistica, lavori pubblici, infrastrutture di viabilità e trasporto, edilizia residenziale e centri storici.
In conclusione la seduta del Consiglio Comunale di Ragusa di martedì ha dimostrato, per l'ennesima volta, come il Sindaco Cassi e il suo "cerchio magico " nonostante siano trascorsi otto anni e mezzo di guida della Città, non siano riusciti a comprendere le condizioni elementari, basiche, ovvero i cosiddetti "fondamentali" della politica.
E con queste premesse si vuole pure tentare il salto di qualità con la candidatura alle prossime elezioni regionali .
I dubbi si fanno sempre più numerosi.
Svolta decisiva per il parcheggio multipiano a Ragusa Ibla.
Svolta decisiva per il parcheggio multipiano a Ragusa Ibla.
La mobilità e l'accessibilità di Ragusa Ibla sono a un punto di svolta. La convocazione del Consiglio Comunale per martedì 11 alle 10:30 segna un momento chiave per l'intera comunità: all'ordine del giorno c'è l'approvazione della delibera per la realizzazione del nuovo parcheggio multipiano. Tale approvazione viene definita, dagli ambienti vicini all'amministratore Cassì, come una delle decisioni più rilevanti degli ultimi tre anni di mandato amministrativo.
L’atto in discussione, che riguarda la dichiarazione di pubblica utilità e l'approvazione del Piano Economico-Finanziario (PEF), rappresenta l'ultimo passaggio fondamentale prima dell'avvio della gara d'appalto. La formula scelta è quella del partenariato pubblico-privato (project financing), un modello che vede già la manifestazione di disponibilità da parte di un operatore privato e un solido impegno finanziario pubblico: 4,6 milioni di euro messi in campo sinergicamente da Comune e Provincia.
La realizzazione del multipiano risponde a un'esigenza non più rinviabile per il quartiere barocco. Da anni, infatti, - stante i gravissimi ritardi accumulati dalle amministrazioni comunali che si sono succedute- la carenza di stalli di sosta rappresenta il principale imbuto per lo sviluppo e la vivibilità dell'area.
L'infrastruttura si rivela strategica su più fronti:
La tutela della vivibilità per i residenti: La creazione di un polo di sosta strutturato permetterà di decongestionare le vie interne del centro storico, riducendo il traffico volto alla ricerca di un posto e restituendo vivibilità a chi ad Ibla abita e lavora.
Altro elemento fondamentale è il sostegno all'economia turistica: Essendo uno dei gioielli del Val di Noto e patrimonio UNESCO, Ragusa Ibla necessita di un'accessibilità all'altezza dei flussi turistici internazionali. Un'infrastruttura moderna garantisce un'accoglienza ordinata e valorizza l'intero comparto ricettivo e ristorativo. Da sottolineare, infine, come l'integrazione tra capitale pubblico (4,6 milioni) e investimenti privati assicura la sostenibilità dell'opera senza gravare interamente sulle casse comunali, accelerando i tempi di esecuzione e garantendo una gestione professionale nel tempo.
Con l’imminente via libera dell'aula, la macchina amministrativa avrà finalmente tutti gli strumenti per passare dalle tante e forse troppe parole di questi ultimi anni di amministrativa Cassi, ai fatti, dando il via a una procedura di gara che promette di cambiare il volto della mobilità ragusana per i decenni a venire.
La commedia dell’arte sulla Siracusa-Gela.
La commedia dell’arte sulla Siracusa-Gela.
C’era una volta un’opera pubblica promessa quando i dischi in vinile erano l'ultima avanguardia tecnologica: l’autostrada Siracusa-Gela. Dopo decenni di cantieri a passo di lumaca, deviazioni infinite e nastri tagliati a rate — ultimo dei quali il tratto verso Modica — il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) ha avuto l'illuminazione geniale: è giunto il momento di farla pagare il pedaggio per il tratto Siracusa- Rosolini/Modica.
È opportuno subito chiarire che il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) versa da tempo in gravi difficoltà economiche, soffocato da un indebitamento complessivo che supera i 250 milioni di euro (tra arretrati verso i fornitori ed esposizioni con l'Erario). L'introduzione del pedaggio sul tratto Siracusa-Rosolini/Modica rientra a tutti gli effetti nei piani di riequilibrio e risanamento dei conti dell'ente. L'infrastruttura diventa così lo strumento per far cassa immediata e ripianare le falle di una gestione storica in perenne perdita.
Anziché offrire una rete efficiente per poi chiederne il pagamento, si sceglie di tassare gli utenti per salvare dai debiti l'ente gestore. Il "servizio al cittadino" passa in secondo piano rispetto all'urgenza del CAS di coprire il proprio deficit d'esercizio.
Ma si sa, nulla trasmette meglio il senso di efficienza di un'autostrada incompiuta che installare un bel casello con barriera automatica.
In questo desolante quando si inserisce la magnanima proposta dell'MPA: "Pagate, ma con lo sconto!"
Di fronte all'ondata di sdegno dei pendolari che ogni giorno percorrono l'arteria per andare a lavorare, studiare o curarsi, non si è fatta attendere la provvidenziale controproposta della politica locale. L'MPA (Movimento per le Autonomie), per bocca del presidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture dell'ARS Giuseppe Carta, ha calato l'asso: il bigliettino con costo mitigato per i residenti.
> "Non possiamo ignorare che l'infrastruttura è stata realizzata con risorse pubbliche e che non esiste una viabilità alternativa in sicurezza. Quindi? Sconto ai residenti e rinvio al 2028!"
L'acrobazia logica è da applausi a scena aperta:
Riconoscere che l'autostrada è stata pagata fino all'ultimo centesimo con le tasse dei cittadini.
Ammettere che le strade alternative (come la statale 115) sono colabrodo senza garanzie di sicurezza.
Conclusione: non eliminare il balzello, ma offrire un "patetico contentino" sotto forma di pedaggio scontato.
Come a dire: "Caro cittadino, la strada l'hai pagata tu con le tue tasse, non ti diamo viabilità alternativa decente, ma ti facciamo il favore di farti pagare un biglietto ridotto per usare ciò che è già tuo!"
La chicca finale è la solenne promessa: "Vigileremo affinché i soldi del pedaggio vengano reinvestiti esclusivamente sulla Siracusa-Rosolini per migliorarne la sicurezza".
Una garanzia da fare sonni tranquilli. Dopotutto, la storia della manutenzione autostradale in Sicilia è nota per la sua proverbiale tempestività. Pagare oggi un pedaggio su un'autostrada che doveva arrivare a Gela vent'anni fa, sperando che gli incassi servano a rattoppare l'asfalto domani, ha tutto il sapore della solita beffa contornata da supercazzola burocratica.
Nel frattempo, la prospettiva reale è semplice: chi non vorrà o non potrà permettersi l'abbonamento "scontato" finirà per intasare le vecchie statali, trasformando la viabilità del Sud-Est in un immenso ingorgo quotidiano. Ma niente paura: avremo sempre la rassicurazione di un "bigliettino mitigato" per consolarci.
Riusciremo a ricordarci questo e tanto altro il prossimo anno quando andremo a votare?
Ne dubito fortemente.
Riflessioni, amare, sulla chiusura del Cinema Madison a Ragusa.
Riflessioni, amare, sulla chiusura del Cinema Madison a Ragusa.
È di stamattina il post di Manuele Ilari, proprietario del Madison Cinemas di Ragusa, che nette la parola "fine" sulla vicenda che da oltre tre mesi tiene spente le sale dell'unico multisala del capoluogo.
Ilari, sintetizzando il lungo post dove individua nell'amministrazione comunale la responsabilità di tutto, afferma che: "Perse le uscite più importanti dell'anno. La decisione è presa, non riapriremo".
Non è questa la sede per definire chi ha responsabilità e colpe in questa triste vicenda. A fate ciò saranno le aule dei tribunali amministrativi o eventualmente quelle civili .
Certo, una idea chi scrive c'è l'ha , ma mi interessa di più capire che cosa ci lascia e cosa significa la chiusura a Ragusa di uno dei pochi presidi culturale della città.
Perche alla fine i proiettori che si spengono non fanno mai un rumore improvviso; si tirano dietro un silenzio pesante, quello che si arrampica sui sedili del cinema prima che qualcuno ci metta sopra un telo di plastica per difenderli dalla polvere. La chiusura del Cinema Madison a Ragusa non è solo la cronaca di un’impresa commerciale che sbanda e abbandona sotto il peso di una vicenda di cattiva/ordinaria burocrazia né un semplice possibile cambio di proprietà.
È, semmai, l'ennesima conferma di quanto si sia di fatto anestetizzato il nostro modo di perdere le cose.
Questa chiusura ci lascia una sensazione amara, di quelle che non passano con un sospiro di circostanza. La vicenda del Madison ci consegna la fotografia precisa di una comunità che si scopre sempre più povera di spazi di condivisione, ma che sembra aver smarrito persino la capacità di dispiacersene davvero. Ci siamo abituati a consumare le storie in solitudine, rannicchiati sui nostri divani, inghiottiti dal blu freddo degli schermi domestici, dimenticando che andare al cinema non è mai stato soltanto "guardare un film". Era ed è uscire di casa, incrociare lo sguardo del bigliettaio, fare la fila, commentare a voce bassa a luci ancora spente, condividere lo stesso buio con degli sconosciuti, o mangiare una pizza dopo la proiezione.
Ogni vetrina che si spegne e ogni sala che chiude contraggono il tessuto sociale della città, trasformandola sempre più in un dormitorio o in un mero palcoscenico per il consumo rapido.
Ci siamo illusi che l'offerta infinita delle piattaforme streaming potesse sostituire l'esperienza culturale; la realtà è che abbiamo barattato un rito collettivo, quello di andare al cinema, con un consumo privato e frammentato.
In tutto questo ciò che colpisce veramente è la rassegnazione delle istituzioni e dei cittadini:
Il rimpianto arriva sempre dopo, puntuale e inutile, sotto forma di post nostalgici sui social network. Un cordoglio digitale che dura ventiquattr'ora e che non ha mai staccato un singolo biglietto al botteghino quando serviva davvero.
Il Madison chiude e ci lascia esattamente questo: un vuoto che nessuna app di streaming potrà riempire e la sgradevole certezza che, passo dopo passo, stiamo accettando di vivere in una città sempre più lucida, resa sempre più moderna grazie agli ingenti investimenti del PNNR vantati dell'amministrazione comunale ma irrimediabilmente desertificata sotto il profilo culturale.
Versalis a due velocità.
Versalis a due velocità.
Mentre Priolo corre verso il 2028, Ragusa resta al palo della riconversione Eni-Versalis.il polo industriale di Priolo, infatti, inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel della transizione energetica, al contrario il futuro dello stabilimento Versalis di Ragusa rimane avvolto da nebbie e ritardi. L'annunciata "rivoluzione verde" della chimica di base in Sicilia sta infatti procedendo con un passo pesantemente asimmetrico, mettendo a nudo le criticità della gestione strategica di Eni e della sua controllata chimica.A Priolo, la bioraffineria accelera, ma l'impianto Hoop frena. Per il sito industriale siracusano il piano di riconversione sembra aver imboccato una strada ben definita. Il completamento della nuova "bioraffineria"(in partnership tra Eni e Q8) è stato perfino anticipato a dicembre 2028, con il via libera ai cantieri di demolizione e prefabbricazione. Un investimento imponente destinato alla produzione di carburanti sostenibili (HVO-diesel e SAF per l'aviazione) che prova a dare risposte concrete in termini di occupazione e decarbonizzazione.Tuttavia, anche all'interno dello stesso polo siracusano emergono i primi distinguo operativi: per l'impianto Hoop, dedicato al riciclo chimico avanzato delle plastiche miste, i tempi si allungano verso il 2029. Un segnale che la "chimica circolare" di Versalis stenta a trovare il ritmo promesso, nonostante le ingenti risorse pubbliche e i patti d'area siglati con Ministero e Regione.Per Ragusa però siamo all'anno zero: annunci, hub e poca concretezza.Se Priolo viaggia pur tra qualche ostacolo verso il cantiere, per il sito Versalis di Ragusa la situazione appare decisamente più critica e incerta.Mentre lo stop ai tradizionali impianti di chimica di base è già realtà o all'orizzonte, la cosiddetta "fase due" per il polo ragusano sembra rimasta sulla carta.A fronte dei cantieri aperti nel Siracusano, su Ragusa ci si limita a parlare di "incontri preliminari" per la filiera agroenergetica e dell'insediamento di un centro sperimentale per il riciclo meccanico rimandato a un generico 2028. Veramente il nulla.Con l'aggravante che la lentezza nei processi autorizzativi e di riconversione rischia di creare un vuoto operativo insostenibile per i lavoratori diretti e soprattutto per l'indotto locale ragusano.È di tutta evidenza cone si sia di fronte a promesse non mantenute sbilanciate. L'impressione è che il piano di dismissione delle vecchie linee produttive viaggiasse a velocità doppia rispetto ai reali investimenti industriali destinati al territorio ibleo.Le responsabilità di Versalis per il territorio ibleo sono chiare e palesi e impattano con ricadute negative e con rischi per tutta la transizione siciliana.La vertenza Versalis in Sicilia mette in luce il limite di una transizione ecologica calata dall'alto, dove i costi sociali e le incertezze operative vengono scaricati sui territori più deboli.Non basta sventolare il cartello degli investimenti miliardari per la "chimica del futuro" se poi si creano ecomostri in attesa di riconversione e lavoratori congelati nelle misure a sostegno del reddito o nei trattamenti di integrazione salariale.Versalis e i vertici di Eni sono chiamati a fornire garanzie temporali stringenti anche e soprattutto per Ragusa.Si deve evitare ad ogni costo che l'area iblea diventi la "Cenerentola" dell'asse industriale della Sicilia orientale, sacrificata sull'altare di un piano di dismissione rapido a cui stenta a far seguito un'altrettanto rapida reindustrializzazione verde.










