L’impegno della Società Ragusana di Storia Patria.
L’impegno della Società Ragusana di Storia Patria.
Tra venerdì 17 e domenica 19 aprile una delegazione di dirigenti istituzionali della Catalogna sarà
in terra iblea per proseguire e consolidare il gemellaggio avviato lo scorso anno grazie all’impegno
della Società Ragusana di Storia Patria.
Il primo appuntamento è previsto per venerdì alle ore 17.00 presso il Palazzo della Provincia di
Ragusa, dove si terrà la presentazione del volume “Montsoriu”, dedicato al restauro e al recupero
del grandioso Castello di Montsoriu. Il maniero apparteneva ai conti di Caprera, gli stessi che
detennero per molti secoli la Contea di Modica. Il castello è oggi gemellato con la Torre Cabrera di
Pozzallo, a suggello del profondo legame storico tra la Catalogna e la Sicilia sud-orientale.
La giornata di sabato sarà invece dedicata agli incontri istituzionali tra la delegazione catalana e i
rappresentanti politici iblei, che si svolgeranno a Pozzallo, la città di Giorgio La Pira, figura
simbolo di dialogo, fratellanza e cooperazione tra i popoli. Gli incontri mirano a consolidare e a
dare concreta attuazione agli accordi sottoscritti nei precedenti appuntamenti, svoltisi sia in Sicilia
sia in Catalogna.
Tali iniziative sono il frutto dell’attività di coordinamento della Società Ragusana di Storia Patria,
che ha colto fin dall’inizio l’importanza di una collaborazione con gli eredi storici di quei conti che
in epoca medievale furono feudatari della cosiddetta “isola nell’Isola”, vale a dire l’area sud-
orientale della Sicilia, oggi corrispondente alla Provincia di Ragusa.
Il ruolo svolto dalla Società è stato riconosciuto sia dai partner catalani sia dalle istituzioni iblee,
anche grazie a una collaborazione ormai consolidata, avviata due anni fa con un convegno di studi
di alto profilo scientifico. Un evento che si è rivelato non a caso un vero e proprio volano per
l’avvio di successivi incontri e accordi.
Nel solco della grande Storia, quella degli scambi mediterranei costruiti in secoli di relazioni
culturali e politiche, il prossimo fine settimana rappresenta dunque un momento di particolare
rilievo. Le prospettive future appaiono significative non solo sul piano della ricerca storica e del
gemellaggio culturale, ma anche in termini di sviluppo turistico ed economico per il territorio ibleo.
La Flotilla per Gaza
La Flotilla per Gaza
L’incontro ha registrato una partecipazione attenta e coinvolta, offrendo l’occasione per ascoltare dalla voce dell’autore il racconto di un’esperienza vissuta in prima linea nell’ambito della Global Sumud Flotilla, la missione internazionale partita nel 2025 con l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese e richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulla crisi in corso.
Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre ricordato il collegamento realizzato nei mesi scorsi durante la tappa di Modica della Festa dell’Unità provinciale, quando lo stesso Scotto, insieme ad Annalisa Corrado, europarlamentare del Partito Democratico, intervenne in diretta mentre si trovava in viaggio verso Gaza.
Come lo stesso Scotto ha sottolineato, il libro non è soltanto il resoconto di un viaggio, ma il racconto di una scelta: quella di non restare fermi di fronte a una crisi umanitaria, trasformando l’esperienza personale in una riflessione politica più ampia sul ruolo dell’impegno civile e sulla responsabilità della comunità internazionale. Una testimonianza che intreccia i momenti vissuti a bordo – tra tensione, incertezza e l’abbordaggio delle imbarcazioni – con una critica all’inerzia della politica globale e un invito a costruire nuove forme di partecipazione.
La presenza oggi a Ragusa di Arturo Scotto ha consentito di approfondire ulteriormente i contenuti di quella esperienza, offrendo una testimonianza diretta e contribuendo a una riflessione sui temi della solidarietà internazionale, dell’impegno civile e del ruolo della politica di fronte alle grandi crisi umanitarie.
RAZZI E PIUME.
RAZZI E PIUME.
Sul caso dei volontari al Comune
Sul caso dei volontari al Comune
Pubblichiamo l'intervista con il segretario cittadino del PD dopo il consiglio comunale di Mercoledi.
Messaggi da Catania per Schifani
Messaggi da Catania per Schifani
L'on Falcone continua a lanciare bordate verso la nave del governo Schifani. Già subito dopo il referendum Falcone si era fatto sentire proponendo di cambiare qualcosa ma non sembra ci siano stati riscontri tangibili. Nell''assemblea cittadina di Forza Italia svoltasi a Catania e promossa dall’eurodeputato alla presenza di dirigenti, amministratori locali e sindaci, Falcone è tornato sull'argomento mandando segnali inequivocabili. Si è soffermato, infatti, sulle prospettive del partito a livello regionale e nazionale: «Abbiamo chiesto un cambio di passo al presidente Renato Schifani per aiutarlo a portare a compimento nel migliore dei modi la legislatura. Non è lesa maestà, bensì un invito all’ascolto di tutti e soprattutto dei cittadini. Serve un governo politico di alto profilo, che tenga conto di tutta la classe dirigente di Forza Italia in Sicilia, e non soltanto di una corrente. Un governo capace di affrontare con fattività le sfide su sanità, infrastrutture e ambiente. Non siamo contro nessuno, ma chiediamo una svolta all'insegna della partecipazione, per aiutare il centrodestra e Forza Italia a presentarsi al giudizio degli elettori con credibilità e risultati». Ampio spazio anche al tema della riorganizzazione interna del partito: «Siamo pronti ai congressi regionali con una proposta politica centrata sulle priorità dei siciliani. Allo stesso tempo – ha aggiunto l'eurodeputato Falcone – comprendiamo le ragioni di un eventuale commissariamento che la leadership nazionale potrebbe attuare, con l’obiettivo di dare unità al partito e ristabilire equilibrio e autorevolezza nella guida di Forza Italia in Sicilia». Insomma le correnti in Forza Italia a Palermo sono molto forti ma è anche vero che da tempo il Partito non riesce a governare senza scontrarsi con le altre forze della maggioranza e se lo stesso Falcone chiede un rimpasto crediamo che ci siano motivazioni valide anche in vista delle elezioni di maggio. Per falcone addirittura sarebbe auspicabile un commissariamento da Roma e questo però non è un bel segnale.
Il valore di una facciata.
Il valore di una facciata.
8 milioni per una scuola sono una bella cifra ma la cosa più interessante riguarda la facciata. Infatti da diversi anni in Piazza Italia a Scicli a fianco a alla Chiesa madre una orribile struttura in ferro rendeva invedibile il prospetto dell'intero stabile. Con un nuovo appalto celebrato dalla Centrale Unica di Committenza di Comiso si dovrà individuare la ditta appaltatrice dei lavori di realizzazione della nuova scuola Lipparini-Miccichè in piazza Italia a Scicli.
Ieri mattino, in sala giunta in Municipio a Scicli, la conferenza di servizi definitiva con cui è approvato il progetto esecutivo ed è stato dato il via libera all’appalto.
Erano presenti, insieme al sindaco Mario Marino e all’assessore Enzo Giannone, i progettisti, il Sovrintendente di Ragusa Antonino De Marco, il tecnico verificatore dell’opera pubblica, l’Asp di Ragusa e tutti gli enti coinvolti nell’approvazione del progetto.
La progettazione dell’opera è stata compiuta dal Raggruppamento temporaneo professionisti con capogruppo mandataria la Sidoti Engineering Srl di Roma.
I lavori ammontano a 8 milioni 993 mila euro, il più grande finanziamento in Sicilia per l'ammodernamento di una scuola.
L'amministrazione comunale ringrazia chi ha creduto e lavorato con impegno a questo progetto: l'ing. Andrea Pisani, che ha seguito con dedizione l'intero iter, l'Assessore regionale Mimmo Turano e l'On. Nino Minardo per il costante sostegno.
La nuova scuola sarà funzionale, ad alta efficienza energetica, adeguata alle moderne esigenze della didattica, e rispettosa della storia architettonica del centro storico. È l’opera pubblica più attesa e importante degli ultimi decenni a Scicli.
Regione: Conti a posto
Regione: Conti a posto
Le preoccupazioni di Confcommercio
Le preoccupazioni di Confcommercio
Confcommercio provinciale Ragusa ha partecipato al tavolo sull’ordine pubblico
convocato in Prefettura dopo i recenti episodi di criminalità che hanno interessato
Comiso, Acate, Modica e Giarratana, episodi che hanno generato preoccupazione tra
cittadini e operatori commerciali. La delegazione ha tracciato
un’analisi lucida e fondata sulle criticità, accompagnata però da una forte volontà
collaborativa e da un approccio costruttivo orientato alle soluzioni. È stato
riconosciuto il valore concreto del confronto promosso dal prefetto, la qualità
dell’impegno delle forze dell’ordine e la sensibilità dimostrata dai sindaci presenti,
elementi che confermano la possibilità di affrontare questa fase con una strategia
condivisa.
Nel corso dell’incontro, Confcommercio ha evidenziato che i segnali emersi nelle
ultime settimane non riguardano soltanto la natura dei reati, ma soprattutto il loro
impatto sulla percezione collettiva. Gli episodi registrati sembrano voler mettere alla
prova la presenza dello Stato più che perseguire un vantaggio economico, e questo
genera un clima emotivo nuovo: non solo preoccupazione, ma esposizione. Quando
cittadini e imprenditori iniziano a sentirsi esposti, si producono due effetti critici: lo
sconforto, che indebolisce la fiducia, e la rassegnazione, che abbassa la capacità di
reazione della comunità. Per il tessuto commerciale questo si traduce in un rischio
concreto: riduzione del presidio sociale, chiusure anticipate, rinuncia agli
investimenti, perdita di vitalità urbana. E ogni spazio che si svuota diventa più
vulnerabile.
Proprio per questo, la delegazione di Confcommercio ha chiesto al prefetto un
segnale chiaro e percepibile di rafforzamento del presidio sul territorio. Non
interventi straordinari, ma continuità, visibilità e un incremento degli organici, perché
non si può continuare a chiedere alle stesse forze dell’ordine di sostenere carichi sempre più complessi senza adeguati rinforzi. Moncada ha ringraziato le forze dell’ordine nelle singole persone che le compongono, riconoscendone l’impegno quotidiano, e ha rivolto al prefetto – quale rappresentante del Governo – la richiesta
di maggiori uomini e mezzi, sottolineando che il tema delle statistiche non può essere
l’unico parametro di valutazione: la diminuzione delle denunce non sempre
corrisponde a una diminuzione dei reati, e la percezione di insicurezza è oggi un
indicatore fondamentale della tenuta sociale ed economica.
Confcommercio ha inoltre ribadito la propria disponibilità a collaborare attivamente,
rafforzando la condivisione informativa con le forze dell’ordine, promuovendo
comportamenti organizzativi più attenti alla prevenzione e lavorando sulla coesione
tra operatori, perché l’isolamento è il primo fattore di vulnerabilità. L’obiettivo è
contribuire a un modello di intervento che non arrivi dopo, ma prima: prima che i
comportamenti devianti si consolidino, prima che la paura diventi abitudine.
Le imprese non chiedono protezione passiva: chiedono di poter continuare a lavorare,
investire e tenere vive le nostre città in un contesto in cui la legalità sia una presenza
riconoscibile. Per questo è stato chiesto un rafforzamento del presidio e
un’attenzione particolare ai territori più esposti. Se riusciamo a mantenere questo
livello di dialogo e di impegno reciproco, non stiamo solo reagendo a un problema:
stiamo costruendo le condizioni per rafforzare la tenuta sociale ed economica della
nostra provincia».
I disagi dell'ora legale
I disagi dell'ora legale
Il pendolarismo in provincia di Ragusa
Il pendolarismo in provincia di Ragusa
Il pendolarismo in provincia di Ragusa non è più soltanto un fenomeno sociale: è diventato una vera emergenza strutturale che incide su redditi, qualità della vita, sicurezza e ambiente. A certificarlo è la relazione 2025 dell’Osservatorio CGIL Ragusa, presentata oggi, che restituisce l’immagine di un sistema di mobilità squilibrato e sempre più oneroso per migliaia di lavoratori. Al centro la proposta dell’assegno pendolari, indicata dal sindacato come misura prioritaria e non più rinviabile: un sostegno economico strutturale, stimato in circa 90 euro mensili e parametrato alla distanza percorsa, per compensare i costi della mobilità e difendere il potere d’acquisto. Una risposta concreta a quella che la CGIL Ragusa, con il suo segretario provinciale, Giuseppe Roccuzzo, definisce senza mezzi termini una “tassa occulta” che grava sui lavoratori.I numeri, del resto, non lasciano spazio a interpretazioni. Il 47,72% della forza lavoro provinciale, circa 31.700 persone, è costretto a spostarsi quotidianamente fuori dal proprio comune. Non una scelta, ma una necessità imposta da un mercato del lavoro disomogeneo e da una rete infrastrutturale insufficiente. Il costo medio annuo del pendolarismo, pari a 1.169 euro nel 2024, è destinato a salire fino a 1.496 euro nel 2026 (+28%), arrivando a incidere fino all’8,82% su un reddito medio provinciale di circa 17.000 euro. Una dinamica che, sottolinea il sindacato, erode il potere d’acquisto e amplifica le disuguaglianze, soprattutto tra i lavoratori più fragili. Il fenomeno si distribuisce in modo significativo tra i settori produttivi: agricoltura (38%), servizi (25,8%) e industria (15,7%), cui si aggiungono turismo, commercio e trasporti. Ma il dato più preoccupante riguarda la qualità del lavoro: l’87,72% dei pendolari è impiegato con contratti precari. Il pendolarismo diventa così un moltiplicatore di vulnerabilità, dove alla fragilità occupazionale si somma il peso economico e sociale degli spostamenti. Ogni giorno, inoltre, i lavoratori perdono mediamente tra i 45 e i 50 minuti di vita privata negli spostamenti casa-lavoro. Sul fronte della sicurezza, nel 2025 si registrano 310 infortuni in itinere, pari al 15% del totale degli incidenti sul lavoro: numeri che trasformano la mobilità in un rischio concreto. Non meno rilevante l’impatto ambientale: 123 milioni di chilometri percorsi ogni anno, 8,2 milioni di litri di carburante consumati e oltre 21.300 tonnellate di CO₂ emesse. Un modello che si pone in aperto contrasto con gli obiettivi del Green Deal europeo. L’analisi dei flussi evidenzia un territorio fortemente polarizzato: Ragusa si conferma hub principale, mentre realtà come Comiso e Vittoria registrano saldi occupazionali negativi. Solo 10 tratte su 66 concentrano quasi il 70% degli spostamenti, spesso lungo l’asse incompleto della Siracusa-Gela, simbolo di un’infrastruttura mai completata e oggi più che mai necessaria. A ciò si aggiunge una distorsione nelle politiche pubbliche: oltre il 56% degli spostamenti principali avviene fuori dalle aree attualmente incentivate, rendendo inefficaci molte misure adottate finora. Accanto all’assegno pendolari, la CGIL propone un piano articolato su ulteriori direttrici strategiche: l’introduzione di forme di smart working selettivo, con una riduzione stimata dell’8% del traffico, e un deciso investimento su infrastrutture e intermodalità, a partire dal completamento della Siracusa-Gela e dal potenziamento della rete ferroviaria. A dare respiro regionale alla riflessione è il segretario generale della CGIL Sicilia, Alfio Mannino, che sottolinea: “Lo studio effettuato dall’Osservatorio della CGIL Ragusa rappresenta un lavoro importante perché restituisce uno spaccato significativo non solo della provincia di Ragusa, ma dell’intera Sicilia. È infatti inequivocabile che quanto accade a Ragusa sia replicabile, per dinamiche e criticità, nel resto della regione. Le questioni legate alle infrastrutture, ai tempi di percorrenza e alla sostenibilità ambientale sono elementi che caratterizzano l’intero territorio siciliano e che richiedono una lettura e una risposta di carattere regionale. All’interno di questo quadro è inevitabile aprire una riflessione approfondita sul tema dell’insularità. In Sicilia esistono infatti diverse forme di insularità che si sommano e si aggravano reciprocamente. Paghiamo un doppio svantaggio: da un lato la cronica carenza di infrastrutture e di un sistema efficiente di mobilità pubblica, dall’altro la condizione stessa di isola, che amplifica disuguaglianze e ritardi. Affrontare questi nodi non è più rinviabile. Serve una visione strategica che metta al centro il diritto alla mobilità, allo sviluppo e alla coesione territoriale per tutti i cittadini siciliani”. Parole che allargano lo sguardo oltre i confini provinciali e trasformano il pendolarismo in una questione politica di prima grandezza. Perché, come evidenzia la CGIL, “la mobilità lavorativa non è una variabile statistica, ma una questione di giustizia sociale ed economica”










