Sulla questione "privatizzazione" della Sac

Sulla questione "privatizzazione" della Sac

Sulla questione "privatizzazione" della Sac e quindi cessione della gestione degli aeroporti di Catania e Comiso c'è un assordante silenzio motivato probabilmente dalla difficoltà a comprendera, con esattezza, cosa accadrà. Non è chiaro ad esempio quante quote della Sac saranno poste sul mercato e neanche che ruolo potrebbe avere il nostro scalo di Comiso. Sabato scorso a Siracusa si è svolto un convegno organizzato dal PD provinciale che ha messo in evidenza i nostri stessi dubbi accusando la politica di destra, che amministra questa prte della Sicilia, di essere complice in questo depauperamento del territorio. Non vogliamo entrare in tecnicismi che sono davvero contorti, proprio per non far capire nulla alla gente comune, all'opinione pubblica di cosa si tratta ma intendo plaudire ad una considerazione, semplice ed inconfutabile,  emersa nel convegno suddetto e che si adatta perfetamente anche alla nostra situazione provinciale.
Dato per scontato che la maggioranza della Sac,  5 delle 8 quote, è detenuta dalla Camera di Commercio del Sud Est,  è pure inoppugnabile che la Cam Com iblea ha fatto confuire, al momento della fusione, la sua quota, un ottavo quindi, nel capitale della Super Camera. A fare i conti,  visto che si parla almeno di un miliardo in tutto, non è azzardato dare un valore a questa quota di almeno 120/130 milioni. Ora, la domanda sorge spontanea. Effettuata la vendita, diciamo, per un miliardo, torneranno al territorio quei 120 milioni. La stessa domanda, appunto se la sono posta a Siracusa nel convegno di cui abbiamo parlato. Insomma è possibile, parlando di Ragusa, che la buona gestione dell'ente camerale di Piazza Libertà serva solo a coprire debiti di organismi che hanno speso in modo esagerato? La domanda ce la facciamo noi e resterà senza risposta perchè fino ad ora non abbiamo sentito nessuno dei nostri politici mettere in discussione la privatizzazione che va  a danno dei territori, A Siracusa hanno fatto un passo ma a Ragusa sarebbe giusto almeno parlarne. Noi cercheremo di farlo...


Un avanzo da 10 milioni di euro

Un avanzo da 10 milioni di euro

Anche alla ex Provincia o meglio al Libero Consorzio di Ragusa, il rendiconto del 2025 si chiude con un enorme avanzo di amministrazione. Qualche giorno fa era successo lo stesso al Comune di Ragusa suscitando forti critiche dall'opposizione. E' innegabile che trovarsi con 4 / 5 milioni in cassa è un regalo per chi amministra perché potrà spendere questi fondi senza dare conto a nessuno cioè senza capitoli, capienza , consiglio comunale etc etc. Il sindaco Cassì ha spiegato che è tutto legittimo, e noi ci crediamo, ma come lui stesso ha detto nella intervista con il sottoscritto, da parecchi anni il comune risparmia ripianando i debiti ed ora si potrà godere i risultati. Certo risparmiare negli anni, prima 7 milioni poi l'anno dopo 5 e cosi via, fino ad avere 4 milioni in più vuol dire che non si è speso, se non i soldi che arrivano da fuori ( pnrr, bandi etc) e si predica sempre miseria. Eccetto alcune particolarità per spettacoli e stipendi (cattiveria, questa, en passand). Ma ne riparleremo perchè l'intervista ha riacceso le polemiche. Ma torniamo al Libero Consorzio. Già all'epoca "Rosso" si erano ritrovati nelle casse dell'ex Provincia parecchi milioni che sono stati spesi e sparsi, senza controllo e senza, in verità, si sia costruito qualcosa di tangibile. Anche per l'aeroporto si è fatto ben poco se non qualche tratta di Aeroitalia. Ma l'avventura non è finita bene con conseguenze che molti conoscono. Ora si libera un avanzo complessivo superiore a 10,2 milioni di euro. Come è possibile? Dice il comunicato che visto che non c'è personale, si fa poco e tante altre belle storie sono rimasti tanti soldi. E crediamo anche a questo ma alla Provincia non si vota e quindi se tesoretto c'è ( come dice Calabrese) e si deve sapere come si spende questa volta. Dicono sempre alla provincia che tali risorse saranno in parte destinate al Piano strade ( ottimo direi) annunciato a fine 2025 e poi si chiuderanno i lavori in itinere individuando i più importanti. Per quello che resterà, e sarebbe interessante sapere "quanto" perchè mentre nei comuni, vedi Ragusa o Comiso, dove le opposizioni sono sul piede di guerra, si sa tutto di tutti. Alla Provincia ci si muove con calma senza che nessuno sappia niente ed ogni critica "sciddica" come dice Litterio.
Il presidente inoltre ritiene prioritario investire nelle attività sportive e culturali. E poi, e qui si può dire che casca l'asino, si ritorna a parlare delle DMO. Potrei suggerire al presidente di telefonare a Palermo, all'assessorato al Turismo, e farsi spiegare quale sarà il futuro delle DMO nell'ottica regionale. Poi, piuttosto che alimentare organismi, che scusate l'ardire, sono quasi inutili, sarebbe il caso di fare un chek su quanto è stato fatto, recitare il mea culpa e guardare al futuro con professionalità. Molti operatori hanno mostrato perplessità su questa DMO e non vorremmo che creare un carrozzone simile possa servire a .... ( assessore regionale al turismo insegna) .
E poi basta usare le solite parole melense "dell'esperienza autentica legata al contesto" etc etc. Prima della Provincia di Ragusa, anche vicino, ci sono decine di realtà migliori, votate davvero ad accogliere il turista mente da noi si fa di tutto per allontanarlo ammesso che riesca ad arrivare. Tutte le località balneari, ad esempio, sono escrescenze delle città sulla collina e vedono scontri quotidiani tra residenti e turisti vedi la questione dei lidi, essenziali per chi non ha una casa al mare. Bisogna dunque essere non burocratici ma agguerriti e arruolare combattenti interessati ed esperienti.
Il presidente ha annunciato una concertazione con i consiglieri come se questi ultimi fossero tour operator, albergatori, agenti di viaggi, trasportatori, vettori aerei o altro. Praticamente il solito tavolo di concertazione che spreca fiato e risorse in manifestazioni farlocche. Come è accaduto più volte!
A Palermo ad inizio di aprile si è svolto un convegno proprio su questi temi, in particolare, sul modello da creare per la gestione della realtà turistica. Dopo un paio di ore di discussioni è stato apprezzato il mio intervento che ha offerto un'idea, non certo innovativa visto che lo fanno in tanti paesi del mondo. Una Task Force mista, dove c'è il pubblico che controlla ed il privato che opera, senza cariche altisonanti e congrui stipendi, che affronti quotidianamente le criticità e, con autorità e fondi, cerchi di superarle. Non serve più la programmazione a lungo termine. Dobbiamo prendere quello che c'è ora e subito perchè omai ci può essere sempre un problema dietro ogni angolo e tutto va in fumo. Per chiudere devo dire che un gruppo di operatori del settore produttivo e dell'accoglienza mi hanno mandato una lettera, aperta. Doveva essere indirizzata proprio alla provincia e ai comuni interessati ma poi, come sempre accade, non hanno avuto il coraggio di inviarla direttamente perchè c'era il rischio di farsi qualche nemico. E allora ecco la logica iblea che impera su tutto: U picca m'avasta u magnu m'assupercia. E via così. Però la lettera io l'ho ricevuta, e la condivido, quindi la pubblicherò a breve,

Pari ad almeno il 51%,

Pari ad almeno il 51%,

L'on Dipasquale qualche giorno fa in un appuntamento ufficilae della UIl ha sollevato il caso delle Camere di Commercio unite ancora senza una governce. Negli ultimi anni infatti la politica ha voluto bloccare le camere di commercio in attesa della privatizzazione degli aeroporti gestiti dalla Sac: operazione che dicevano fosse miliardaria. Ora è ufficiale dopo mesi di ipotesi ed illazioni, finalmente la Società di gestione degli Aeroporti di Catania e Comiso, rende noto di aver avviato la procedura per la raccolta di manifestazioni di interesse finalizzata alla selezione di un operatore economico per la cessione di una partecipazione azionaria di maggioranza, pari ad almeno il 51%, del capitale sociale della Società. Alla procedura potranno partecipare operatori economici, italiani ed esteri, sia in forma singola che associata, in possesso dei requisiti di ordine generale previsti dalla normativa vigente, nonché di adeguata capacità economico-finanziaria e comprovata esperienza nel settore della gestione aeroportuale. Le manifestazioni di interesse, corredate dalla documentazione richiesta nell’avviso pubblico, dovranno pervenire, a pena di esclusione, entro e non oltre le ore 23:59 del giorno 3 giugno 2026, secondo le modalità indicate nel bando. La pubblicazione dell’avviso rappresenta un passaggio significativo nel percorso di valorizzazione e sviluppo del sistema aeroportuale gestito da SAC, con l’obiettivo di attrarre partner qualificati in grado di sostenere ulteriormente la crescita e la competitività degli scali. Per ulteriori informazioni e per consultare la documentazione completa, si rimanda all’avviso ufficiale pubblicato sul sito web: https://corporate.aeroporto.catania.it

Comunque la questione non mancherà di sollevare polemiche. Intanto bisognerebbe capire chi stabilirà la percentuale visto che nel bando c'è scritto almeno il 51 per cento. Poi le somme che verranno incamerate a cosa serviranno? Su questo argomento c'è gia una nota che proviene da Siracusa . L’onorevole Bruno Marziano tempo addietro aveva rivendicato il fatto che le risorse derivanti da eventuali cessioni di quote della ex Camera di Commercio di Siracusa venissero reinvestite interamente nel nostro territorio, con la realizzazione di infrastrutture legate allo sviluppo commerciale-turistico della nostra provincia.  Lo stesso dicasi per le quote della Cam Com di Ragusa. Ma nessuno, ad ora, ha detto una parola su questa operazione che ha privato l'ente camerale ibleo di uno dei suoi asset più importanti


Minardo incontra Schifani e dice:

Minardo incontra Schifani e dice:

Si è tenuto oggi a Palermo, a Palazzo d’Orléans, il primo incontro tra il Commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, e il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani durante il quale è stato fatto il punto sull’azione di governo  e condiviso la necessità di valorizzare al meglio l’ultima fase della legislatura, concentrandosi su obiettivi concreti e immediatamente realizzabili per dare risposte ai cittadini. E' stato anche concordato sull’urgenza di rendere la squadra di governo pienamente operativa senza ulteriori rinvii.   Ma la partita politica per il rimpasto della Giunta regionale siciliana si è ormai trasformata in un braccio di ferro che sta mettendo a dura prova la tenuta del centrodestra. Il Presidente della Regione Renato Schifani, dopo aver rotto gli indugi, ha manifestato l’intenzione di chiudere i conti con una squadra di governo rimasta troppo a lungo incompleta. Tuttavia, il percorso verso la nuova composizione dell’esecutivo è disseminato di ostacoli che riflettono non solo le ambizioni dei singoli partiti, ma anche le profonde divergenze strategiche tra i due pilastri della coalizione: Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il Presidente si ritrova oggi a dover sciogliere il nodo di una gestione che prosegue ormai da cinque mesi, da quando la rottura con la Democrazia Cristiana lo ha portato a mantenere nelle proprie mani le deleghe lasciate vacanti, assumendone la guida diretta ad interim. Schifani avverte l’urgenza di una ripartenza rapida, consapevole che il tempo stringe anche per ragioni puramente burocratiche. Entro la fine del mese, infatti, il rischio di un blocco amministrativo fino all’approvazione del rendiconto potrebbe paralizzare la formazione dei nuovi uffici di gabinetto, rendendo per molti giorni ogni nomina successiva un guscio vuoto privo di operatività immediata. In questo scenario, Forza Italia, come abbiamo scritto  attraverso il neocommissario Minardo ha chiesto il completamento della squadra in tempi brevissimi. A quanto pare Minardo non si è limitato  a una semplice richiesta di velocità, ma ponendo dei paletti rigidi ha blindato gli attuali equilibri. Secondo Minardo infatti, sebbene i volti all’interno della Giunta possano cambiare, la distribuzione delle deleghe deve rimanere immutata. Questa posizione rappresenta un aiuto fondamentale per Schifani, poiché toglie dal tavolo delle trattative la possibilità di un rimescolamento delle deleghe più pesanti, evitando al Governatore l’imbarazzo di dover mediare tra richieste incrociate di assessorati chiave.

Il riferimento di Minardo alla stabilità delle deleghe colpisce il cuore delle ambizioni degli alleati. Blindando gli assessorati attualmente in quota Forza Italia, il commissario mette al sicuro settori strategici come l’Economia, dove l’operato tecnico di Alessandro Dagnino ha raccolto consensi per la gestione dei conti pubblici, e le Infrastrutture, presidiate da Edy Tamajo, uno dei pesi massimi del consenso elettorale siciliano. Ma è soprattutto sulla Sanità che si gioca la partita più delicata. L’assessorato alla Salute, attualmente guidato da Daniela Faraoni, è da tempo nel mirino di Fratelli d’Italia, che non ha mai nascosto il desiderio di gestire uno dei settori più delicati della Regione. La mossa di Minardo, ribadendo che le competenze non si toccano, intende sottrarre questa possibilità ai meloniani, scaricando sul commissario stesso la responsabilità politica di una scelta che potrebbe irritare gli alleati ma che, al contempo, semplifica enormemente il compito di Schifani. Dall’altro lato della barricata, Fratelli d’Italia ha scelto la via della prudenza e prova a far decantare le posizioni. Il commissario regionale Luca Sbardella ha espresso pubblicamente la sua perplessità di fronte a quella che ritiene essere una fretta eccessiva del Governatore. La linea dei meloniani è chiara: la priorità assoluta spetta alle elezioni amministrative di fine maggio. Il partito di Giorgia Meloni chiede di attendere almeno il deposito ufficiale delle liste elettorali, previsto per la mattina del 29 aprile, prima di affrontare il nodo del rimpasto.  Dietro la strategia del rinvio si intrecciano nodi politici e vicende giudiziarie di elementi della Giunta che rendono il clima cocente. Fratelli d’Italia si trova a dover gestire la pressione mediatica sulla posizione dell’assessora Elvira Amata, ma il terreno di scontro con gli alleati si sposta sull’equità dei criteri di permanenza nell’esecutivo. Tra i vertici meloniani serpeggia infatti il malumore per una “questione morale” che sembra essere sollevata a correnti alternate: il partito fatica ad accettare l’idea che un eventuale passo indietro debba riguardare solo la propria rappresentanza, mentre per altre figure di peso della Giunta, come il vicepresidente Luca Sammartino, anch’egli alle prese con vicende giudiziarie, non vengono avanzate analoghe richieste di sacrificio. Il rimpasto si è trasformato in un campo minato dove ogni mossa può scatenare reazioni imprevedibili. Il Governatore spera che la schiarita arrivi entro quarantott’ore, permettendo così il giuramento dei nuovi assessori e la piena operatività della Giunta. Tuttavia, la distanza tra le posizioni di Forza Italia e Fratelli d’Italia resta ampia, lasciando la Sicilia in attesa di capire quale sarà il volto definitivo del governo che dovrà guidarla fino alla fine del mandato.

DA LA NAZIONE SICILIANA


Ufficialmente è una scelta di "co-progettazione"

Ufficialmente è una scelta di "co-progettazione"

Sulla questione Castello, senza rumore,  il Comunedi Ragusa ha effettuato una sterzata improvvisa  che per molti sta sembrando piuttosto una ritirata strategica. Infatti con una delibera prima  e una successiva determina dirigenziale l'amministrazione, che aveva già archiviato  il Partenariato Pubblico-Privato (PSPP) per la gestione del Castello di Donnafugata,  va a guardare con decisione verso il Terzo Settore. Ufficialmente è una scelta di "co-progettazione", ufficiosamente è un modo per uscire dall'angolo dopo mesi di scontro politico e l'ombra di un'inchiesta della Procura su presunte irregolarità procedurali. Noi lo avevamo suggerito più volte convinti che solo attraverso una coogestione illuminata il  bene potrà riprendere ad attrarre turisti soddisfacendone le aspettative.  Il nuovo piano punta ora tutto sul volontariato. In tante altre località questa formula sta dando ottimi risultati perchè lascia al Comune la proprietà e gestione economica mentre dal volontariato che offrirà il braccio potranno arrivare anche proposte alternative e migliorative. Inoltre è importante che l'amministrazione metta in campo la sua  squadra  esperta nello scovare risorse. Il castello ha bisogno di restauri e recuperi ma anche una ventata di novità che possa rivalutare il monumento anche dal punto di vista storico. Manca infatti una vera storicizzazione del complesso cioè nessuno sa bene chi ci abitava e in quale periodo ha avuto il massimo splendore. Insomma oggi si parla tanto di storytelling cioè di racconti ma al Castello non c'è niente di questo. Tornando al fatto amministrativo e politico mentre il sindaco Cassì difende l'autonomia della scelta, l'opposizione grida alla vittoria. La nuova linea guida prevede un investimento comunale di 279 mila euro in tre anni e l'impiego di volontari per l'accoglienza e la vigilanza. La decisione arriva in un clima di forte tensione anche in considerazione dell'inchiesta della Procura di Ragusa sulle procedure precedenti.


A gentile richiesta

A gentile richiesta

Dientro richiesta di rettifica pubblichiamo la seguente lettera.
I Docenti del Liceo Scientifico Statale E. Fermi di Ragusa esprimono formale e unanime
contestazione in merito all’articolo pubblicato venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 16:02 da ReteIblea
a firma di Peppe Lizzio ritenendone il contenuto gravemente lesivo dell’onorabilità dell’Istituzione
scolastica e della reputazione professionale dei docenti.
Il testo diffuso riporta affermazioni non supportate da riscontri oggettivi, fondate su fonti non
identificate e prive di verifica, elaborate senza alcun preventivo confronto con gli organi
dell’Istituto. Tale modalità di redazione risulta in evidente contrasto con i principi di correttezza,
completezza dell’informazione e verifica delle fonti che regolano l’esercizio dell’attività
giornalistica.
Le rappresentazioni contenute nell’articolo – relative a presunte pratiche didattiche improprie, a un
utilizzo punitivo della valutazione e a un clima di conflittualità generalizzata – sono destituite di
fondamento e non trovano alcun riscontro nei documenti ufficiali dell’Istituto né nelle deliberazioni
degli organi collegiali. Esse configurano una narrazione suggestiva e allarmistica, idonea a generare
un danno reputazionale concreto e ingiustificato.
Si rileva, inoltre, che l’attribuzione implicita di comportamenti professionalmente scorretti o
pedagogicamente distorsivi al corpo docente integra profili di possibile rilevanza dal punto di vista
della tutela dell’immagine e della reputazione, ai sensi della normativa vigente in materia di
diffamazione e responsabilità civile per danno all’onore e alla reputazione.
Si evidenzia con fermezza che la pubblicazione di informazioni non verificate, prive di
contraddittorio e potenzialmente idonee a ledere l’immagine del Liceo, non può essere ricondotta a
un legittimo esercizio del diritto di cronaca, il quale presuppone verità sostanziale dei fatti, interesse
pubblico e continenza espressiva.
I Docenti invitano pertanto l’organo di stampa interessato a procedere con sollecitudine alla
rimozione dell'articolo pubblicato ed alla pubblicazione di una rettifica integrale e pubbliche scuse,
dedicando alla smentita il medesimo spazio e la stessa rilevanza dell’articolo originario,
riservandosi in difetto ogni ulteriore iniziativa a tutela dell’Istituto e del personale nelle sedi
competenti.
La Scuola continuerà a svolgere il proprio mandato istituzionale con rigore, trasparenza e
responsabilità, nella piena tutela della dignità professionale dei docenti e del diritto degli studenti a
un ambiente educativo sereno e fondato su correttezza e rispetto reciproco.
In verità, come vedete il termine "gentile"  usato nel titolo è un po' troppo soft. I docenti del Liceo Scientifico di Ragusa,  infatti, mi sembrano abbastanza piccati e una critica, comunque costruttiva, del nostro Peppe Lizzio ha sollevato un vero vespaio. C'era già stato, su un giornale,  l'intervento "ecumenico" di Don Franco che  aveva  deciso di scrivere un lungo pezzo, una sorta di difesa d'ufficio, per contrastare l'articolo  di qualche giorno fa dove si accennava a luci e ombre all'interno del Liceo Fermi.  Ad esempio nelle testimonianze  raccolte tra i corridoi  molti studenti lamentavano un clima di eccessiva pressione, una comunicazione talvolta unidirezionale e un malessere che va oltre il semplice "stress da esami". Ma tutto questo a detta dei docenti non è vero. Oggi, via Pec è arrivata alla nostra reazione la richiesta perentoria di pubblicazione della suddetta lettera corredata dalla firma di una parte di docenti ma non della dirgente dell'Istituto a quanto sembra.  Apprezziamo il gesto che consideriamo comunque un segnale di apertura perchè altri istituti non si sarebbero neanche sognati di rispondere  facendo decantare ogni critica. Ci preoccupa invece l'accusa di aver detto bugie. Ribadendo che si tratta di dichiarazioni fatte dai ragazzi, al momento, decidiamo di  non ribattere ma è chiaro che c'è necessita di qualche piccola indagine. Basterà accertarsi del fatto che più di 70 ragazzi all'inizio dell'anno si sono convinti a cambiare istituto. Lo faremo senza dubbio.


Imbavagliati!!!!

Imbavagliati!!!!

Per fortuna non si tratta di giornalisti messi a tacere ma dei tanti tabellono comunemente chiamati 6x3 che in questi giorni appaiono coperti da strisce bianche, insomma, imbavagliati.  Non è facile capire cosa sia successo perchè come accade spesso ci sono diversi punti di vista. Ma è abbastanza strano ci sono alcuni di questi tabelloni che posso definire storici che sono in quei siti da decenni e poi improvvisamente diventano fuorilegge. Per esempio quelli salla fine di via Risorgimento appoggiati al muro della ferrovia e poi a salire fino alla piazza Vann'Antò oppure su via DiVittorio a salire sulla sinistra. Improvvisamente dicevamo squadre di attacchini scortati dai vigili urbani hanno provveduto all'incombenza bloccando nel caso  anche il traffico. La versione di alcuni imprenditori del settore, quelli penalizzati naturalmente, è che in questa città chi comanda si fa le sue regole.   Si preferisce essere vicini ai più forti, che in pratica vanno a costituire un gruppo potente, senza bandi o altra forma di democrazia e libera concorrenza decretando in pratica  la nascita di un monopolio. Coinvolto ci sarebbe anche il consiglio comunale che vota emedamenti in tal senso ed infine qualche dirigente "comprensivo". Dall'altra parte c'è la legge dei più forti, di quelli che viaggiano con centinaia di impianti che tengono a far rispettare le regole tipo la distanza dall'incrocio o l'altezza dell'impianto. Ma sarebbe interessante approfondire e non è escluso che non si faccia. Il motivo potrebbe anche essere quello che sapendo come vanno le cose in questa città, che predica la correttezza e la trasparenza ogni piè sospinto,  abbiamo già molte volte avuto esperienze che rinnegano tali precetti.


Il partenariato per il Castello: Iter non chiaro!

Il partenariato per il Castello: Iter non chiaro!

Venerdì 6 febbraio, alle ore 11, presso lo spazio antistante l’ingresso del Castello di Donnafugata, si terrà una riunione della segreteria cittadina del Partito Democratico di Ragusa appositamente convocata per discutere delle ultime novità relative al Partenariato Speciale Pubblico-Privato per la gestione del Castello. La vicenda la ricorderanno tutti. Il comune aveva aderito ad una proposta di partenariato avanzata dai privatio che era stata vivamente contesta. Dopo un anno di polemiche lo stesso Comune aveva deciso di interromepre i rapporti con quei privati chiudendoq uindi ogni forma di possibile collaborazione. Ad oggi, a parte qualche laconica diochiarazione del primo cittadino che ha cercato di spostare i meriti di tale scelta o comunque le eventuali responsabilita, sull'apparato burocratico del Comune
Ma al PD la vicenda non è chiara ed ecco che la scelta di svolgere la riunione direttamente a Donnafugata è assolutamente pertinente: il Castello rappresenta uno dei principali beni culturali e identitari della città e il Partito Democratico di Ragusa ha da tempo posto con forza la questione della sua gestione, chiedendo trasparenza, chiarezza degli atti e piena tutela dell’interesse pubblico.
Sul tema del Partenariato Speciale Pubblico-Privato, il PD di Ragusa ha più volte sollecitato un confronto politico e istituzionale aperto, sottolineando come strumenti di questo tipo, previsti dall’ordinamento, possano essere utilizzati solo a condizione che garantiscano il ruolo pubblico nella governance, la valorizzazione culturale del bene e la salvaguardia della sua funzione collettiva, evitando scorciatoie o processi poco comprensibili ai cittadini.
La riunione della segreteria servirà ad analizzare nel dettaglio gli sviluppi più recenti, a definire una posizione politica aggiornata su una questione che riguarda non solo la gestione di un monumento, ma la visione complessiva di città e di utilizzo del patrimonio pubblico.


Maltempo: per la precisione occorre dire che....

Maltempo: per la precisione occorre dire che....

L'evento meteo appena trascorso è stato senza dubbio spaventoso ma per fortuna non ha causato vittime grazie alla preevenzione e alla disponibilità dei cittadini a rispettare le avvertenze. Tuttavia siamo spesso portati ad esagerare la portata dell'evento perchè abbiamo poca memoria di quello che è accaduto seppur solo qualche anno fa. Il climatologo Massimiliano Fazzini, responsabile degli studi sul rischio climatico dei geologi ambientali in Italia è stato più volte intervistato da Teleiblea ed oggi interviene  per parlare della " bassa pressione denominata Harry" ( questo sarebbe il termine esatto)  dandoci delle precise informazioni utili a valutare i comportamenti presenti e  futuri
" Mentre prosegue la stima dei gravosi danni sulle regioni peninsulari meridionali e su quelle insulari, dice Fazzini,  e in attesa di altre perturbazioni che interesseranno nei giorni a venire il territorio italiano, occorre necessariamente fare alcune considerazioni. Considerazioni che, perpetrate da esimi esperti in materia, fanno "più danni” della depressione stessa, almeno dal punto di vista della corretta informazione e dal lato psicologico del cittadino. In primis, non si è trattato di un ciclone simil tropicale, in quanto ci sono precise regole termodinamiche che permettono di caratterizzare in tal modo una struttura di bassa pressione: nella fattispecie tale struttura non presentava alcun “cuore caldo” e dunque va annoverata nelle depressioni extratropicali a genesi mediterranea.  Di seguito si parla, sempre relativamente a tale evento, di evento climatico caratterizzato da venti ad oltre 130 km/h e da cumulate pluviometriche spesso superiori ai 300 millimetri in 48-72 ore. Qui si parla di meteo, non di clima. Nel momento in cui, analizzando le serie storiche tematiche, la statistica evidenzierà mediante i numeri che l’“evento meteorologico” mai è accaduto precedentemente, allora si potrà parlare di estremo climatico. Quanto ai “numeri” relativi all’altezza delle onde – si legge, 11 o 12 o 14 o 16 metri  a seconda degli esperti e dei media che raccolgono tali informazioni – vorrei rammentare che l’ISPRA gestisce un’eccellente rete mareografica nazionale completa di tutte le informazioni relative al tempo ed al clima meteomarino ma su un lasso di tempo relativamente esteso – speso di pochi lustri, dunque se effettivamente le altezze d’onda rilevate non sono state mai raggiunte “sino ad ora”, il sino ad ora va riferito al periodo caratterizzato da osservazioni omogenee e continue". Lo ha affermato Massimiliano Fazzini, docente universitario e Responsabile del Team sul Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale. "Occorre invece evidenziare che, di fronte ad un evento atmosferico di magnitudo molto elevata, non vi sono state vittime. Segnale che finalmente, ed in barba alla maggior parte delle “informazioni”, il cittadino sta seppur lentamente  ha concluso Massimiliano Fazzini -  prendendo coscienza che con l’estremizzazione dei fenomeni atmosferici – e marini – si rischia realmente di cacciarsi in un grosso guaio se non si seguono le più normali regole di protezione civile contenute nei piani di emergenza comunali, peraltro spesso non aggiornati. Il discorso si sposta finalmente sul quando e non sul se la mia città o la mia abitazione sarà interessata da un esito dell’estremizzazione dei fenomeni in atto, visto il quadro drammatico relativo ai rischi climatici che caratterizza il nostro territorio nazionale. Tutto ciò in attesa della prossima eccezionale burrasca, o uragano o nevicata del secolo, tutte previste per la settimana a venire".  Per farla breve il clima ci ha fatto più spesso di quanto pensiamo questi brutti scherzi l'importante è saper prevedere e soprattutto minimizzare i rischi intervenendo  strutturalmente sui luoghi più in pericolo


19 milioni di euro per incrementare le rotte su Trapani.

19 milioni di euro per incrementare le rotte su Trapani.

Non serve sbraitare. La verità è che per l'aeroporto di Trapani la Regione ha un diverso modo di operare. Non so se è per capacità politica del territorio o per sbadataggine della nostra classe dirigente ma è facille arrivare a questa conclusione. In un comunicato dal tono "esaltante" la Regione ci informa del finanziamento totale di 19 milioni di euro in tre anni per incentivare nuove rotte dall'aeroporto di Trapani verso destinazioni italiane ed estere. L'obiettivo è un incremento nell’aeroporto (inteso come somma di arrivi e partenze) da 2,9 milioni a 3,3 milioni di passeggeri. consolidando i collegamenti aerei con Belgio, Spagna, Germania, Inghilterra, Danimarca, Polonia, Malta, Francia, Portogallo e Lettonia. Come se la Sicilia occidentale fosse più ricca di attrattiva o peggio più bisognosa di turismo. Infatti non abbiamo notato la stessa enfasi, ne le stesse motivazioni, quando, a viva forza, abbiamo strappato quei miseri 3 milioni dalle tasche del governo Schifani. C'è però qualcosa che è giusto notare in questo comunicato. C'è scritto che la società di gestione del "Vincenzo Florio potrà sottoscrivere accordi, mi sembra di capire diretti, con i vettori per il programma di voli che dovrà svolgersi nel periodo che va dalla "Summer season" 2026 (luglio-agosto) fino alla "Winter season" 2028-2029 (fino ad aprile 2029) secondo un programma dei voli già presentato, Pensate un pò gli mettono anche un limite, fino a un massimo di 14 collegamenti internazionali e di 9 nazionali, più di tanti voli non puoi fare!!! Meno male!
Ora mi chiedo perchè per Comiso, se è vero quello che dice il comunicato, ci vogliono bandi su bandi che vanno deserti e poi si devono rifare mente a Trapani, ripeto mi sembra di capire, il gestore puo chiamarsi le compagnie e fare accordi diretti. Seguendo questo ragionamento le cose cambierebbero se Comiso avesse una sua società di gestione sua e potesse fare accordi diretti con i vettori. E' evidente che qualcosa per il nostro aeroporto non ha funzionato e la cosa peggiore è che nessuno ne fa cenno. Anzi ci si bea dei successi di Catania e ci si accontenta del poco che ha Comiso senza neanche arrabbiarsi un po'..