Ufficialmente è una scelta di “co-progettazione”
Sulla questione Castello, senza rumore, il Comunedi Ragusa ha effettuato una sterzata improvvisa che per molti sta sembrando piuttosto una ritirata strategica. Infatti con una delibera prima e una successiva determina dirigenziale l’amministrazione, che aveva già archiviato il Partenariato Pubblico-Privato (PSPP) per la gestione del Castello di Donnafugata, va a guardare con decisione verso il Terzo Settore. Ufficialmente è una scelta di “co-progettazione”, ufficiosamente è un modo per uscire dall’angolo dopo mesi di scontro politico e l’ombra di un’inchiesta della Procura su presunte irregolarità procedurali. Noi lo avevamo suggerito più volte convinti che solo attraverso una coogestione illuminata il bene potrà riprendere ad attrarre turisti soddisfacendone le aspettative. Il nuovo piano punta ora tutto sul volontariato. In tante altre località questa formula sta dando ottimi risultati perchè lascia al Comune la proprietà e gestione economica mentre dal volontariato che offrirà il braccio potranno arrivare anche proposte alternative e migliorative. Inoltre è importante che l’amministrazione metta in campo la sua squadra esperta nello scovare risorse. Il castello ha bisogno di restauri e recuperi ma anche una ventata di novità che possa rivalutare il monumento anche dal punto di vista storico. Manca infatti una vera storicizzazione del complesso cioè nessuno sa bene chi ci abitava e in quale periodo ha avuto il massimo splendore. Insomma oggi si parla tanto di storytelling cioè di racconti ma al Castello non c’è niente di questo. Tornando al fatto amministrativo e politico mentre il sindaco Cassì difende l’autonomia della scelta, l’opposizione grida alla vittoria. La nuova linea guida prevede un investimento comunale di 279 mila euro in tre anni e l’impiego di volontari per l’accoglienza e la vigilanza. La decisione arriva in un clima di forte tensione anche in considerazione dell’inchiesta della Procura di Ragusa sulle procedure precedenti.

