Il Parco degli Iblei : lo scontro tra ambientalisti, burocrazia e il no del territorio

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Di fronte alla recente sentenza del TAR che impone di chiudere l’iter istitutivo, riesplode la protesta dei residenti e delle imprese al gridodi «Questo parco rischia di paralizzare lo sviluppo economico». Un braccio di ferro che dura da quasi vent’anni e che non può trovare una soluzione ragionata a trascina nelle aule di tribunale rischiando  di spaccare definitivamente il territorio.  Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Catania ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste (tra cui l’Ente Fauna Siciliana), intimando alla Regione Siciliana e ai ministeri competenti di concludere l’iter per l’istituzione del parco entro 180 giorni, pena il commissariamento. Se da una parte il mondo dell’ambientalismo esulta parlando di “vittoria storica” per la tutela della biodiversità, dall’altra riesplode il malumore della stragrande maggioranza dei cittadini, degli agricoltori e delle imprese dell’area iblea, un coro di no che corre veloce soprattutto sulle piattaforme social. Lo sanno bene gli stessi soci dell’ente Fauna che hanno visto il loro post subissato da critiche impietose e anche qualche politico non ha raccolto i consensi che sperava. La sentenza del TAR arriva dopo una fase di stallo politico che non era affatto casuale. Negli anni scorsi, interpretando i forti timori delle comunità locali, la Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana aveva preso atto delle criticità, deliberando lo stop dell’iter per chiedere una profonda ridefinizione dei confini (la perimetrazione) o addirittura l’abolizione del progetto così come concepito. La preoccupazione dei residenti dei 32 comuni coinvolti (tra le province di Siracusa, Ragusa e Catania) non è legata al rifiuto della tutela ambientale, ma alla paura concreta della paralisi burocratica.  Lo si evince ancora dai post e nei commenti che affollano i social network in queste ore. Il timore è unanime: l’introduzione di vincoli rigidissimi in un’area già fortemente regolamentata rischia di dare il colpo di grazia all’economia locale. Forte anche la preoccupazione dello stallo che verrà fuori mentre la politica cerca di assegnare le poltrone al costituendo Ente parco.  Le critiche principali sollevate dal tessuto produttivo e dai cittadini si concentrano su punti precisi:  Agricoltura e Zootecnia al palo: Tutti sappiamo che negli Iblei  c’è davvero l’eccellenza agroalimentare e zootecnica  della Sicilia e nuovi vincoli e autorizzazioni finirebbero per appesantire il lavoro di aziende che combattono già con i costi di gestione e la burocrazia ordinaria.
Il blocco dell’edilizia e dell’artigianato come hanno denunciato con forza dalle associazioni datoriali (in prima linea la CNA), la perimetrazione calata dall’alto rischia di congelare i piccoli cantieri, le manutenzioni e lo sviluppo delle imprese artigiane nei centri storici e nelle aree rurali. Ma la protesta popolare cresce proprio perchè non si è dato ascolto alla proposte alternative subito ignorate infatti  le istituzioni centrali hanno ignorato soluzioni di compromesso, come la proposta di un “parco reticolare” avanzata dall’Unione Valle degli Iblei, pensata per tutelare i siti naturalistici di pregio senza strangolare le attività umane e i centri abitati. Il timore unanime, riportato da molti utenti su Facebook che riportano il pensiero di molti, è quello di venirci a trovare con un altro ente inutile che produce solo divieti, scartoffie e poltrone, mentre le nostre strade cadono a pezzi e l’agricoltura muore.
L’aut aut del TAR sposta la palla nel campo della politica regionale che in 180 giorni dovra o subire passivamente un’istituzione calata dall’alto che rischia di infiammare la protesta sociale, o tentare una corsa contro il tempo per riaprire i tavoli di contrattazione con i sindaci e i territori. Non è una buona pratica cercare di salvare il salvabile accettando una perimetrazione che i siciliani degli Iblei continuano a percepire come una minaccia al proprio futuro. Ma la prima cosa da fare è quella di opporsi a questa decisione del Tar che presenta diversi lati oscuri. La Regione con la sua avvocatura dovrà immediatmente ricorrere al CGA mentre si andrà a preparare una proposta più idonea alle esigenze del territoro. Il sindaco di Buccheri il cui territorio è tutto nell’area del parco ha fatto questa dichiarazione.

di Direttore12 Giu 2026 23:06
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