Danno economico complessivo compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro

Danno economico complessivo compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro

Confcommercio Sicilia lancia l’allarme sulle pesanti conseguenze economiche provocate dal blocco dell’autotrasporto che sta interessando l’Isola e che, dopo pochi giorni, sta già mettendo sotto pressione la distribuzione commerciale, gli approvvigionamenti e i consumi delle famiglie siciliane.

Secondo le stime raccolte dal sistema associativo, il fermo della movimentazione delle merci potrebbe determinare, nell’arco dei cinque giorni di protesta, un danno economico complessivo compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro per la grande distribuzione organizzata e per l’intera filiera del fresco collegata al commercio.

«La situazione è estremamente preoccupante e conferma ancora una volta quanto la Sicilia sia vulnerabile sul piano logistico»  «In un contesto insulare come il nostro bastano poche ore di rallentamento nella catena dei rifornimenti per produrre effetti immediati sugli scaffali dei supermercati, sulle attività commerciali e sulla capacità delle imprese di rispondere alla domanda dei consumatori».

Le maggiori criticità si registrano nel comparto dei prodotti freschi. Le stime indicano infatti perdite comprese tra i 20 e i 25 milioni di euro per le mancate vendite nei reparti ortofrutta, macelleria, latticini e prodotti refrigerati. In molti punti vendita, soprattutto nelle aree maggiormente dipendenti dai flussi provenienti dai principali porti commerciali siciliani, si registrano già difficoltà di approvvigionamento e una significativa riduzione dell’assortimento disponibile.

A questi numeri si aggiungono i costi che gravano sulle piattaforme logistiche e sui centri di distribuzione, stimati tra 12 e 15 milioni di euro, derivanti dal blocco delle attività operative, dai ritardi nelle consegne e dall’accumulo di semirimorchi e merci nelle aree portuali.

Particolarmente pesante anche il capitolo relativo alla merce deperibile. Secondo le valutazioni effettuate, il valore dei prodotti che rischiano di essere compromessi a causa dei ritardi nella distribuzione oscilla tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Si tratta di alimenti che richiedono tempistiche estremamente rapide per essere trasportati e commercializzati e che, in molti casi, potrebbero non arrivare mai a destinazione.

«Il danno non riguarda soltanto la grande distribuzione» sottolinea Confcommercio «Ogni anello della filiera commerciale e produttiva sta subendo conseguenze economiche importanti. Il rischio è che, con il protrarsi del blocco, si registri un calo dei fatturati giornalieri che in alcune attività può raggiungere il 30-40%, con inevitabili ripercussioni sull’intero sistema economico regionale».

La condizione di insularità rappresenta il principale elemento di criticità. I rifornimenti destinati alle attività commerciali dell’Isola dipendono infatti in larga parte dai collegamenti marittimi e dal trasporto su gomma. L’interruzione della filiera logistica produce quindi effetti molto più rapidi e incisivi rispetto ad altre regioni della penisola, con la possibilità che gli approvvigionamenti dei prodotti freschi si interrompano nel giro di 24-48 ore.

«Pur nel rispetto delle ragioni che hanno portato alla protesta, non possiamo ignorare le conseguenze che questa situazione sta producendo su imprese, lavoratori e consumatori» conclude il presidente di Confcommercio Sicilia. «Chiediamo alle istituzioni regionali e nazionali di concretizzare immediatamente delle risposte dal tavolo di confronto già attivato. Ogni giorno in più di blocco aumenta il conto economico per le aziende siciliane e rischia di compromettere la tenuta di comparti già messi a dura prova dall’aumento dei costi e dalle difficoltà del mercato».

Confcommercio Sicilia continuerà a monitorare l’evoluzione della vertenza e a raccogliere le segnalazioni provenienti dalle imprese associate, affinché siano adottate tutte le misure necessarie a tutelare il sistema produttivo e commerciale dell’Isola.


L’Italia che Frana

L’Italia che Frana

Mario Tozzi, geologo, divulgatore scientifico, primo ricercatore del CNR, intrattenendosi con la stampa a margine della conferenza stampa  de l’Italia che Frana alla Stampa Estera, a Roma, organizzata dalla Società Italiana di Geologia Ambientale ha detto:  Noi siamo fatalisti, noi pensiamo che un evento naturale arrivi nella sua forma magari più violenta  per volere degli dèi o per disvolere degli dèi o perché il fato ci è avverso,  in realtà quello dipende solo da noi, cioè gli eventi naturali da noi sono comuni, il territorio è fatto in un certo modo perché l'Italia è geologicamente giovane. C'è una crisi climatica, se tu continui a non pianificare, ma quale sarà il risultato?  Il risultato sarà che avrai un evento catastrofico, ma le catastrofi non esistono,  esiste il nostro comportamento non corretto”.  Tozzi si è soffermato anche su El Niño. “Vediamo come si combinerà l'oscillazione chiamata El Niño nella fine dell'anno, non sappiamo quindi se sarà veramente un autunno terribile,  non sappiamo se ci sarà un inverno più caldo che paradossalmente è anche peggiore – ha continuato Tozzi -  impedisce la ricostituzione degli acciai, può essere un problema, quindi questo è presto per saperlo, non abbiamo la sfera di cristallo,  quindi questo sarà difficile da sapere”. “Si fa facendo in modo di comprendere finalmente che il rischio lo dobbiamo incorporare nell'orizzonte culturale – ha affermato Mario Tozzi - cioè se tu vivi in un paese e sei l'amministratore, vuoi sapere dove sta costruito questo paese,  che rocce stanno sotto, sei a rischio oppure no, ma lo dovresti fare casa per casa, anche il cittadino che compra casa dovrebbe sapere com'è costruita, quando è stata fatta, su che terreno appoggia, se ci arriverà lì il rischio dell'alluvione, se reggerà un sisma. Queste sono cose che in un Paese moderno, francamente dovrebbero essere prassi comuni, anche perchè ti preoccupi per comprare la macchina usata, se è stata in garage, ma della casa no, è particolarmente paradossale”.  Un attestato obbligatorio sulla pericolosità naturale degli immobili, campagne di educazione al rischio nelle scuole e un fondo di rotazione per aiutare i Comuni a progettare gli interventi. Dal 1976 al 2025 abbiamo avuto oltre 1.600 vittime di alluvioni e frane: per un minuto di silenzio per ogni vittima dovremmo stare zitti per 28 ore di fila.Se evidentemente in questo Paese le cose non sono tanto cambiate    è perché anche noi comunicatori non abbiamo fatto breccia, non ci siamo riusciti,  me la prenderei anche con noi, non è soltanto che il muro di gomma è particolarmente spesso  e gli interessi sono grandi e precostituiti, ma pure evidentemente non abbiamo trovato gli elementi giusti, gli strumenti giusti, forse è bene, si impara sempre da queste situazioni,  perché abbiamo visto che il risultato alla fine non ce l'abbiamo avuto”.

 


Nuovi servizi sanitari di prossimità

Nuovi servizi sanitari di prossimità

Entro questa settimana verrà siglato il protocollo d'intesa con Federfarma per sbloccare convenzioni attese da lungo tempo.”
A darne notizia è l'Onorevole Ignazio Abbate, che esprime profonda soddisfazione per la svolta imminente
che vedrà, già a partire dalla prossima settimana, l'avvio operativo dei nuovi servizi sanitari di
prossimità direttamente presso la farmacia sotto casa. Si tratta di una vera e propria rivoluzione per
la sanità territoriale siciliana –  ha detto l'on On. Abbate – che fa seguito alle sollecitazioni delle
associazioni dei farmacisti. Portiamo la sanità pubblica più vicina alle esigenze quotidiane della
gente, snellendo la pressione sugli ospedali e riducendo drasticamente le liste d'attesa negli
ambulatori territoriali. Basterà la semplice ricetta medica per accedere a una vasta gamma di
prestazioni ad alta specializzazione. I servizi previsti dal nuovo protocollo vanno dall’esecuzione
di Elettrocardiogrammi (ECG), Holter cardiaco e Holter pressorio con refertazione a distanza
garantita da medici specialisti, agli esami diagnostici di I e II livello come autoanalisi ematiche
(glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi), analisi delle urine, spirometria e screening
di prevenzione (tra cui tumore del colon-retto ed epatite C.
Sarà inoltre possibile la somministrazione in convenzione dei vaccini (antinfluenzali e anti-SARS-CoV2
per gli aventi diritto (a partire dai 12 anni). Prenotazione di visite ed esami specialistici tramite il Centro Unico di
Prenotazione (CUP) e supporto costante nella gestione delle terapie croniche e riconciliazione
farmacologica in collaborazione con i medici di medicina generale. Desidero rivolgere un plauso
all'Assessorato , ha concluso Abbate per l'ottimo lavoro svolto nell'accelerare la chiusura dell'accordo perché portare questi presidi di salute sul territorio significa garantire un diritto alla cura più equo, tempestivo e accessibile a tutti i cittadini siciliani.


Riqualificazione, potenziamento ed efficientamento

Riqualificazione, potenziamento ed efficientamento

Sono in corso i lavori di riqualificazione, potenziamento ed efficientamento dell'area artigianale di Ragusa.
L’importo complessivo del progetto è di 1.500.000 €.
Stamani, sul posto, si è svolto un incontro tra rappresentanti dell’Amministrazione e le imprese della zona.
Sarà un intervento articolato che guarda alla riqualificazione di questo luogo a 360 gradi. Il termine riqualificazione non è scelto a caso, perché guardiamo proprio alla qualità di vita di chi frequenta questa parte della città. Spesso quando si parla di qualità di vita si intende quella di chi risiede, ma anche quella di chi lavora, specie in un’area densa di attività come questa, va migliorata.”
L’intervento riguarderà diversi ambiti: le strade e i marciapiedi, la sistemazione di aree destinate a parcheggio e le recinzioni, la
segnaletica e il relamping con impianti di nuova generazione capaci di garantire
risparmio energetico e migliore illuminazione dell’area, la videosorveglianza. Le tracce segnate sull’asfalto in questi giorni serviranno proprio per il passaggio delle linee di videosorveglianza.”
È un progetto che nasce dall’ascolto costruito in condivisione con la CNA Territoriale di Ragusa
e con le imprese che gravitano sulla zona. Proprio da loro proviene ad esempio la
richiesta di destinare un’area a parcheggio, o quella di prevedere un sistema di
segnaletica più chiaro, che aiuti clienti e fornitori a orientarsi tra le varie aziende.
Abbiamo quindi calato le loro istanze in un piano che ha trovato il finanziamento
della Regione Siciliana tramite un apposito bando. La visione però che  ha l'amministrazione  ha per
quest’area strategica va ancora oltre  e si cercheranno altre opportunità di
finanziamento per ulteriori interventi.


Al via la campagna antinfluenzale.

Al via la campagna antinfluenzale.

Prende il via oggi, lunedì 12 ottobre, su tutto il territorio regionale, la campagna vaccinale antinfluenzale 2026-2027, che proseguirà fino al 28 febbraio 2027. Promossa dalla Regione Siciliana in attuazione delle indicazioni del Ministero della Salute, sarà realizzata con il coinvolgimento dell’ASP, dei Medici di Medicina generale, dei Pediatri di Libera scelta, delle Farmacie convenzionate e delle strutture sanitarie del territorio.
In via prioritaria, la vaccinazione dovrà essere garantita alle persone di età pari o superiore a 60 anni e ai soggetti affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze. L’obiettivo è ridurre il rischio individuale di malattia, ospedalizzazione e morte, limitare la trasmissione del virus alle persone più fragili, diminuire gli accessi al Pronto soccorso e i ricoveri correlati all’influenza e contenere i costi sociali e sanitari connessi alla diffusione dell’infezione.
La vaccinazione antinfluenzale è indicata a partire dai sei mesi di vita ed è fortemente raccomandata alle categorie a maggiore rischio. Tra queste rientrano - oltre agli over 60, alle persone affette da patologie croniche o a rischio di complicanze - le donne in qualsiasi trimestre di gravidanza e nel periodo postpartum, i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, le persone ricoverate presso strutture per lungodegenti e i familiari o contatti di soggetti ad alto rischio.
Particolare attenzione è rivolta agli operatori sanitari e sociosanitari, sia per la tutela individuale sia per la protezione dei pazienti più fragili. La vaccinazione è inoltre raccomandata alle categorie impegnate in servizi pubblici di primario interesse collettivo, tra cui Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, personale scolastico e Protezione civile.
Per la stagione 2026-2027 i vaccini disponibili sono:
  • vaccino inattivato trivalente standard, utilizzabile a partire dai 6 mesi di età;
  • vaccino trivalente su colture cellulari, utilizzabile a partire dai 6 mesi di età;
  • vaccino trivalente adiuvato, indicato per le persone di età pari o superiore a 50 anni;
  • vaccino trivalente ad alto dosaggio, indicato per le persone di età pari o superiore a 60 anni;
  • vaccino vivo attenuato spray nasale, destinato ai soggetti dai 2 anni fino ai 18 anni non compiuti, nel rispetto delle specifiche indicazioni e controindicazioni.
Per le persone di età pari o superiore a 60 anni e per gli ospiti di RSA, strutture sociosanitarie e di lungodegenza, le indicazioni regionali raccomandano in particolare l’utilizzo dei vaccini potenziati, adiuvato o ad alto dosaggio, per la maggiore efficacia nella protezione dalle forme severe della malattia.
Per le persone dai 9 anni in su è prevista una sola dose. Nei bambini di età inferiore ai 9 anni mai vaccinati in precedenza sono raccomandate due dosi, a distanza di almeno quattro settimane; per quelli già vaccinati in una precedente stagione è invece prevista una sola dose.
La vaccinazione antinfluenzale rappresenta inoltre un’importante occasione per proporre, quando indicate, altre vaccinazioni raccomandate. È possibile la co-somministrazione con i vaccini anti-pneumococco, anti-Herpes Zoster, anti-difterite-tetano-pertosse, anti-Covid-19 e contro il Virus respiratorio sinciziale.
Le vaccinazioni antinfluenzali saranno somministrate presso gli ambulatori dei Medici e dei Pediatri di famiglia e nelle Farmacie convenzionate aderenti alla campagna. È inoltre possibile prenotarsi presso gli ambulatori vaccinali dell’ASP di Ragusa tramite il numero verde 800 050510 o scrivendo all’indirizzo email servizio.epidemiologia@asp.rg.it.

Collaborazione tra istituzioni e centri antiviolenza

Collaborazione tra istituzioni e centri antiviolenza

Promuovere la cultura del rispetto, prevenire la violenza di genere attraverso iniziative di informazione e sensibilizzazione. Sono alcuni degli obiettivi dell’avviso pubblicato dal dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali e rivolto ai distretti socio-sanitari della Sicilia.  L’iniziativa punta a sostenere progetti capaci di intervenire sulle cause culturali della violenza, favorendo l’educazione al rispetto nelle relazioni, la promozione delle pari opportunità e il coinvolgimento attivo delle comunità locali, con particolare attenzione alle scuole e alle famiglie. Parallelamente, l’avviso intende incentivare la costituzione e il potenziamento di reti territoriali tra istituzioni e soggetti pubblici e privati, per rendere più coordinati ed efficaci gli interventi di prevenzione e protezione.
«La prevenzione - dichiara l'assessore Nuccia Albano - è fondamentale per contrastare la violenza di genere e richiede un impegno condiviso che coinvolga istituzioni, scuole, famiglie e realtà del territorio. Dobbiamo lavorare per diffondere una cultura fondata sul rispetto, sulla parità e sul riconoscimento della libertà di ogni donna, intervenendo sugli stereotipi e sui modelli culturali che alimentano la violenza. Vogliamo inoltre rafforzare la collaborazione tra i soggetti che ogni giorno operano sul territorio, dai servizi sociali e sanitari ai centri antiviolenza e alle case rifugio, fino alle forze dell’ordine e agli istituti scolastici. Una rete efficace permette di intercettare tempestivamente le situazioni di rischio e di offrire alle donne e ai loro figli percorsi di tutela e sostegno più integrati, favorendo anche il raggiungimento di una piena autonomia».
I fondi disponibili ammontano a 258.350 euro. Ciascun distretto socio-sanitario potrà presentare una sola istanza di contributo, per un importo massimo di 25 mila euro e i progetti potranno essere realizzati in collaborazione con Comuni, istituti scolastici, aziende sanitarie provinciali e ospedaliere, centri antiviolenza, case rifugio, forze dell’ordine, autorità giudiziaria, prefetture ed enti del Terzo settore iscritti al Registro unico nazionale (RUNTS).
Le domande dovranno essere trasmesse all’indirizzo dipartimento.famiglia@certmail.regione.sicilia.it, entro il prossimo 6 novembre. I finanziamenti saranno assegnati secondo la graduatoria e fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

“Cammino per la Pace”

“Cammino per la Pace”

Un lungo corteo che ha percorso più di 4 chilometri, dall’aeroporto di Comiso fino alla piazza Fonte Diana. Comiso ha ospitato questa mattina il “Cammino per la Pace”, organizzato dal comitato neo costituito “Comiso Cantiere per la Pace”. Nell’anniversario dei 45 anni dall’11 ottobre 1981, quando si svolse la grande manifestazione dei 30.000 per dire no all’imminente installazione dei missili Cruise, Comiso torna a mobilitarsi e a rilanciare il messaggio di pace. Circa 600 i partecipanti al “cammino” aperto nel piazzale davanti ai cancelli sul retro dell’ex base della Nato (che fu teatro delle grandi mobilitazioni pacifiste degli anni 80), con la presenza dei rappresentanti di alcune grandi religioni: il presidente della comunità islamica Al Zaytouna di Comiso-Vittoria, Abdelhamid Jebari, la pastora metodista di Scicli Dorothea Muller, il vescovo di Ragusa Giuseppe La Placa.

 «Ci auguriamo che si possa costruire una pace duratura – ha detto Jebari – ma sappiamo che non c’è pace senza giustizia. La giustizia è fondamentale, noi dobbiamo essere dalla parte degli oppressi per portare una pace vera. Spesso assistiamo a una guerra di parole, parole controverse che spesso perdono il loro significato vero. La pace vera è una pace tra persone uguali e con gli stessi diritti e la stessa dignità». Il vescovo La Placa ha esordito con la frase «La pace sia con voi» utilizzata da Papa Leone all’inizio del suo pontificato. Il presule ha sottolineato il significato della pace, fondamentale nella vita di ogni uomo e che deve contraddistinguere i rapporti tra tutti, sia a livello personale che sociale. «La pace nel mondo sarà possibile se qui, in questo momento, a Comiso ci sono persone che si impegnano a costruire la pace nelle loro relazioni quotidiane. Credo che Putin e Zelensky, che Netanyahu e i suoi avversari potranno abbracciarsi, se noi oggi ci crediamo. Un piccolo segno di pace e di riconciliazione a Comiso può fare finire la guerra nel mondo. Il cammino iniziato qui non deve arrestarsi». Anche la pastora Muller ha ribadito i valori universali della pace: «Facendo memoria, dopo quarantacinque anni, dei passi compiuti a Comiso, rendiamo grazie a Dio per la testimonianza di quanti e quante opposero il proprio corpo e la propria voce alla logica della polarizzazione globale e della minaccia nucleare. la pace non è un'illusione utopica, ma l'imperativo presente del Regno di Dio che avanza. Ci impegniamo a essere sentinelle di speranza, a custodire la memoria di Comiso non come monumento del passato, ma come un mandato per il presente, per continuare a camminare sulla via della riconciliazione, della giustizia sociale e della salvaguardia del creato »

«Da Comiso deve partire un messaggio di pace. – ha detto il coordinatore del comitato Giovanni Cannata – Speriamo che questo secolo sia quello in cui finalmente in cui l’umanità dichiari che la guerra è qualcosa contro la nostra natura. La guerra deve diventare illegale, come è diventata illegale la schiavitù nel 1926. La comunità internazionale deve dichiarare illegale qualsiasi guerra».

Cinquantadue associazioni e gruppi hanno dato la loro adesione all’iniziativa. Gabriele Vaccaro, membro del comitato organizzatore, ha introdotto il “cammino” ricordando come l’iniziativa raccolga diverse sensibilità culturali, sociali e religiose. Ha poi ricordato due grandi protagonisti del passato delle lotte pacifiste: Giacomo Cagnes (ex sindaco e deputato regionale) e Angelo Nicosì, che sostenne dal basso tutte le manifestazioni pacifiste. “Iniziamo oggi un cammino che andrà avanti – ha detto Vaccaro – organizzeremo dei laboratori tematici in una logica di rete con altre associazioni, in una logica lillipuziana che ci porterà, dal basso, a lavorare tutti insieme per l’obiettivo della pace».

Subito dopo il corteo si è snodato in direzione del centro abitato di Comiso, percorrendo il corso Ho Chi Min, la via San Biagio fino a piazza Fonte Diana. In testa al corteo, il “Sudario della memoria”, realizzato dagli studenti dell’Istituto “Giorgio La Pira” di Pozzallo. «In esso – ha spiegato Sara Ongaro – gli studenti hanno scritto a mano i nomi dei 18.500 bambini morti a Gaza». Il Sudario è giunto fino in piazza Fonte Diana dove la manifestazione si è conclusa. Sul palco sono intervenuti Rosario Poidomani, Veronica Racito, dell’ANPI di Ragusa, Maria Martello, di Monza, anch’essa membro del comitato organizzatore. «Abbiamo il diritto di esistere e di essere sereni - ha detto Martello - Abbiamo il diritto di essere protagonisti e costruttori del futuro. Purtroppo sento l’impotenza dei singoli sovrastati con governanti poco illuminati. A tutti ricordo un proverbio africano: ‘Se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia’. Grazie perché sognate con me ogni giorno, per questa realtà di luce che stiamo facendo nascere. Aspettiamoci un altro miracolo a Comiso come 45 anni fa».

Ha concluso il coordinatore del comitato Giovanni Cannata: «Davanti a noi esseri umani si aprono due strade, due possibilità: possiamo abbandonare e tradire questo mondo, oppure costruire nuovi sistemi di convivenza, nuovi sistemi economici e politici che onorino la vita, dare la precedenza alla cura dei più deboli e alla cura della nostra terra». Cannata ha auspicato la nascita di «un movimento popolare internazionale capace di difendere il nostro pianeta, la nostra vita. Capace di difendere questa nostra casa comune».

Il “Cammino per la pace” era stato preceduto, sabato pomeriggio, dal convegno “Un Cantiere per la pace. Tra memoria e presente”. Sul palco del Teatro Naselli si sono succeduti vari interventi e testimonianze, con l’analisi storica delle grandi manifestazioni pacifiste degli anni 80, a Comiso e in altre città, l’analisi del presente con la grande crisi internazionale, la guerra e le stragi, ma anche le prospettive future di un movimento di pace che sia capace di proporre nuovi percorsi e delineare strade nuove, capace di porsi come interlocutore credibile e autorevole anche per i governi degli Stati.


“La Sicilia fa Scuola: gli Stati Generali dell’Istruzione”

“La Sicilia fa Scuola: gli Stati Generali dell’Istruzione”

 Più di 4 mila partecipanti, di cui quasi tremila studenti, oltre duecento scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutta l’Isola, trenta stand espositivi, centinaia di docenti, dirigenti scolastici, ricercatori di livello nazionale e tanti artisti che si alterneranno sul palco. Numeri che raccontano, prima di ogni altra cosa, il capitale umano della scuola siciliana: ragazzi che arriveranno a Palermo da ogni provincia dell’Isola, insegnanti che li accompagnano ogni giorno in classe, dirigenti che tengono insieme comunità scolastiche spesso complesse e distanti dai grandi centri. Tutto pronto ai Cantieri culturali alla Zisa, di Palermo, per ospitare, mercoledì 14 e giovedì 15 ottobre, “La Sicilia fa Scuola: Stati Generali dell’Istruzione”: una grande manifestazione regionale con le voci più autorevoli del mondo dell’istruzione, per raccontare i traguardi raggiunti, mappare il presente e immaginare il sistema educativo di domani. L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia e da INDIRE (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), uno dei più antichi enti di ricerca d’Italia, è stata presentata stamattina alla stampa.

Due giornate di formazione, seminari, eventi istituzionali, attività laboratoriali e interattive per i ragazzi, nelle quali la scuola siciliana si ritrova tutta insieme, in un unico luogo, per guardarsi e riconoscersi. Perché, come recita lo slogan, “Il sapere cresce quando le voci si incontrano”. “Gli Stati Generali della Scuola - ha detto in conferenza stampa l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mimmo Turano - vogliono essere un tributo alla scuola siciliana e un luogo nel quale la scuola si racconta e mostra tutto ciò che ha fatto in questi anni: il lavoro quotidiano di studenti, docenti, dirigenti, personale scolastico e territori, anche attraverso i progetti e le iniziative finanziate e sostenute dal governo Schifani. Abbiamo voluto creare uno spazio di confronto e di valorizzazione, nel quale dare voce alle esperienze maturate e alle tante realtà che hanno contribuito a far crescere la nostra comunità scolastica, riconoscerne il valore del lavoro svolto e, allo stesso tempo, individuare le nuove sfide da affrontare”. “Fin dall’inizio del mio mandato – ha sottolineato - ho voluto adottare un metodo basato sull’ascolto dei territori e di chi vive la scuola ogni giorno, che ho replicato anche quest’anno, per intercettare i bisogni della comunità scolastica regionale e trasformarli in azioni concrete”. L’assessore Turano ha annunciato che “dal confronto avuto nei giorni scorsi, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico 2026-2027, stanno già prendendo forma diversi interventi, a partire dagli sportelli di ascolto nelle scuole insieme a un progetto pilota contro il disagio giovanile, con capofila l’Università di Palermo”. “Gli Stati Generali del prossimo 14 e 15 ottobre, ai quali abbiamo registrato una grande partecipazione, vogliono essere esattamente questo: la prosecuzione di un percorso nel quale presidi, docenti, studenti, personale amministrativo e tecnico, che opera nel mondo della scuola, sono i protagonisti”, ha concluso.

Ecco Il programma

Giorno 14 ottobre

Ad aprire i lavori, al cinema De Seta, alla presenza dei dirigenti scolastici, le note dell’Inno di Mameli e dell’Inno della Regione siciliana. Previsti i saluti istituzionali del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, del presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, del sottosegretario di Stato al Lavoro e alle politiche sociali, Claudio Durigon, del sindaco di Palermo Roberto Lagalla e del presidente di INDIRE Francesco Manfredi. In chiusura l’intervento dell’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mimmo Turano. I lavori saranno moderati dal giornalista Matteo Minà.

Gli Stati Generali dell’Istruzione entreranno nel vivo con un ricco ventaglio di attività pensate per stimolare il protagonismo giovanile: come le sfide interattive di Play with Europe: Let’s puzzle! o la creatività del murales collettivo La scuola che vogliamo.

I ricercatori di INDIRE e del Cnr, invece, racconteranno le potenzialità del gioco come metodologia didattica, attraverso una sessione di approfondimento e un laboratorio rivolto agli studenti. Gli interventi approfondiranno il rapporto tra gioco, pensiero critico e innovazione didattica, mostrando come il gioco non rappresenti soltanto un momento di svago ma può trasformarsi in un vero ambiente di apprendimento.

Ad arricchire la mattinata saranno anche i grandi ospiti. Tra gli altri, Andrea Moccia, fondatore di Geopop, guiderà il pubblico nell’esplorazione dei linguaggi della scienza ai tempi dell’intelligenza artificiale, cercando soluzioni concrete per catturare l’attenzione frammentata delle nuove generazioni senza perdere il rigore scientifico;

Luca Abete, comunicatore e autore, che terrà un incontro dedicato al coraggio, alla fiducia nelle proprie capacità e alla possibilità di trasformare difficoltà e insuccessi in opportunità e Stefania Petyx che darà voce ai ragazzi per raccontare il territorio.

In contemporanea, il vicecapo della rappresentanza della Commissione Europea in Italia, Vito Borrelli e la coordinatrice dell’Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE, Sara Pagliai, affronteranno il ruolo del reskilling e dell’upskilling per allineare le competenze dei giovani al mercato del lavoro, senza mai perdere di vista i valori della cittadinanza europea. Infine, Ivan Scinardo, direttore del Centro sperimentale di cinematografia, terrà un incontro dal titolo A scuola di cinema. Viaggio nei mestieri della 7ma arte.

Dopo una pausa, all’insegna delle eccellenze del territorio, con un angolo degustazione curato dagli istituti alberghieri e agrari, spazio alle sfilate di moda e alle spettacolari performance artistiche, musicali e coreutiche dei licei siciliani, presenti in entrambe le giornate. I lavori riprenderanno con le ricercatrici di INDIRE Elena Mosa e Silvia Panzavolta, che terranno un seminario e un percorso esperienziale rivolto agli studenti basato sulle Thinking Routine, il cui obiettivo è fornire ai docenti strumenti concreti per stimolare negli alunni il pensiero critico, la collaborazione, l’inclusione e la metacognizione, mentre Alessia Rosa e Antonella Zuccaro chiuderanno la giornata con un approfondimento cruciale sulla continuità dell’orientamento, dal Sistema integrato 0-6 fino alle nuove filiere tecnologico-professionali (4+2) e agli ITS Academy, pilastri fondamentali per il futuro occupazionale e culturale del Paese.

Spazio anche alla tradizione con il reading in dialetto siciliano di Salvo Piparo, che sarà presente anche giorno 15. L’evento si avvierà verso la conclusione con il concerto acustico di Lello Analfino, pensato come un momento di aggregazione e festa per celebrare la cultura e la musica insieme a studenti e docenti.

Giorno 15 ottobre

Ad aprire i lavori saranno Mimmo Turano, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Filippo Serra, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Vincenzo Cusumano, dirigente generale del dipartimento dell’Istruzione e Francesco Pignataro, rappresentante Rete Its Sicilia. La moderazione sarà affidata a Matteo Minà.

Le attività proseguiranno con i ricercatori di INDIRE e del Cnr e con dibattiti sul valore educativo del gioco; sul palco tornerà Luca Abete con il suo intervento motivazionale. In programma anche il talk “La parola alla scuola” condotto da Stefania Petyx. Previsto anche un focus sull’intelligenza artificiale in classe.

Fitta anche il secondo giorno la programmazione scientifica e istituzionale divisa in moduli tematici. Si partirà la mattina con l’intervento narrativo del giornalista Raffaele Di Placido sul contrasto alla dispersione scolastica e sull’importanza di creare ambienti educativi stimolanti. Si proseguirà poi con il dibattito europeo sulle competenze e la competitività guidato da Vito Borrelli e Sara Pagliai.

Nel pomeriggio, le ricercatrici INDIRE approfondiranno prima le metodologie didattiche d’avanguardia del framework Making Thinking Visible di Harvard e, successivamente, i nuovi modelli di orientamento legati alle filiere tecnologico-professionali (4+2) e agli ITS Academy.

A chiudere la seconda giornata degli Stati Generali dell’Istruzione il concerto acustico del cantautore palermitano Davide Shorty, una festa in musica per celebrare il futuro della scuola e del territorio.


Guidavano usando il telefonino. Sanzionati

Guidavano usando il telefonino. Sanzionati

Continuano senza sosta i controlli sul territorio da parte dei Carabinieri: le attività, disposte dal Comando Provinciale di Ragusa, finalizzate al contrasto dei reati riguardanti la guida sotto effetto di sostanze alcoliche nonché delle violazioni al codice della strada, vedono impegnati ogni giorno i militari dell’Arma territoriale. In particolare, negli ultimi giorni, i Carabinieri della Compagnia di Modica, a seguito di attenti controlli alla circolazione stradale, hanno elevato 20 sanzioni al Codice della Strada nei confronti di conducenti sorpresi alla guida dell’auto mentre utilizzavano il cellulare: nel territorio di Scicli il fenomeno si è dimostrato particolarmente diffuso; solo nell’ultima settimana infatti i militari della locale Tenenza hanno accertato 10 violazioni alle quali sono seguite le relative sanzioni. L’art. 173 del Codice della Strada prevede il ritiro immediato della patente e contestuale sospensione per 15 giorni, oltre la decurtazione di 5 punti e il pagamento della sanzione pecuniaria prevista di 200,00 euro; le sanzioni poi si aggravano nel caso di reiterazione dell’infrazione. Infine, gli ulteriori controlli messi in atto dal personale dell’Arma per garantire la sicurezza della circolazione stradale, hanno permesso di sanzionare diverse e gravi condotte di guida. Tra Modica e Pozzallo, l’Aliquota Radiomobile ha denunciato quattro persone sorprese al volante dopo aver abusato di sostanze alcoliche; tra queste, a Pozzallo, un conducente in evidente stato di alterazione ha perso il controllo del veicolo andando a collidere contro due autovetture parcheggiate in strada. Nel medesimo contesto operativo, ma nel territorio di Acate, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà un 37enne del luogo che, alla guida di un'utilitaria, non si è fermato all'alt intimato dai militari durante un posto di controllo, innescando un breve inseguimento al termine del quale è stato raggiunto e bloccato. Dagli accertamenti è emerso  subito che il 37enne guidava senza patente, poiché mai conseguita, e nascondeva addosso 1,5 grammi di hashish. I quotidiani servizi di prevenzione testimoniano l’importanza della prevenzione di comportamenti scorretti assunti alla guida che potrebbero mettere in pericolo l’incolumità non solo dei conducenti dei veicoli ma anche degli altri utenti della strada.


Attenti agli alimenti sintetici.

Attenti agli alimenti sintetici.

Su iniziativa di AFIDOP, associazione formaggi italiani ha avuto luogo a Roma, presso il Ministero della Sovranità Alimentare, dell’Agricoltura e delle Foreste, un interessante incontro per parlare di alimenti di origine animale prodotti in laboratorio. Per il Consorzio del Ragusano Dop hanno partecipato il presidente Giuseppe Occhipinti ed il direttore Enzo Cavallo. All’ordine del giorno la presentazione dei risultati della ricerca  commissionata dall’Afidop all’Università Cattolica del Sacro Cuore attraverso il Centro di Ricerca Trofic per la conoscenza e la valutazione del rischio per i consumatori e dell’impatto ambientale per la introduzione di alimenti sintetici. E’ stato il Presidente di Afidop, Antonio Auricchio, ad aprire i lavori illustrando le ragioni e le preoccupazioni che hanno indotto l’associazione a promuovere l’iniziativa e a schierarsi contro chi è impegnato a sostenere chi produce, in laboratorio, alimenti di origine animale contro gli interessi di chi produce carne,  latte, formaggi, latticini di qualità garantita e di origine certa, e a discapito dei consumatori, spesso inconsapevoli dei rischi che possono scaturire dal consumo di cibi ottenuti nei laboratori delle multinazionali.

Alquanto chiara e decisa la posizione del Ministro Francesco Lollobricida che, nel suo intervento, ha ribadito la posizione del Governo Italiano e suo tramite dell’Unione Europea, tesa a salvaguardare le nostre produzioni agroalimentari dí qualità e a garantire la massima trasparenza per scongiurare ogni tipo di confusione coi prodotti sintetici. Le relazioni degli esperti intervenuti sono servite per conoscere la delicatezza della materia e per percepire tutti i dubbi e che legate all’utilizzo spesso inconsapevole di alimenti sintetici che mai potranno offrire le garanzie degli alimenti naturali .

La ricerca di Afidop è servita a giustificare le tante perplessità che accompagnano la produzione di alimenti ottenuti in laboratorio. Dei significativi risultati della ricerca il Governo potrà fare tesoro per proseguire nella propria battaglia di contrasto e per concretamente giustificare la propria posizione portata avanti da tempo.

Riferendosi al suo ruolo di casaro e di produttore di Ragusano Dop, il presidente del relativo   del consorzio di tutela del Ragusano Dop  ha dichiarato “Il formaggio prodotto secondo tradizione non è solo un alimento sano ed affidabile oltre che genuino: è storia incisa nella materia. È il racconto del pascolo da cui proviene il latte, delle stagioni che cambiano, delle mani che lo hanno lavorato con un sapere antico”.

“Oggi viviamo in un’epoca tentata dall'omologazione. Ci viene spiegato che il laboratorio può replicare tutto, che la perfezione sta nell’uniformità, nel rendere ogni singola forma identica alla precedente e alla successiva. Ma la vera eccellenza è l' identità. Un formaggio artigianale vive, respira e porta con sé quelle sfumature imperfette che sono, in realtà, la sua più grande ricchezza. Eliminare queste peculiarità in nome di uno standard piatto significa privare il cibo della sua anima.

Questo non significa girare le spalle al futuro o demonizzare l’innovazione. La tecnologia non è un nemico, a patto che sappiamo assegnarle il giusto ruolo. Non deve servire a sostituire la tradizione o a scorciatoie di laboratorio, ma a proteggerla. La tecnologia migliore è quella discreta, che misura, monitora e garantisce la sicurezza alimentare senza scalfire l’arte del casaro, mettendosi al servizio della materia prima anziché piegarla a una formula chimica.

Scegliere la tradizione non è nostalgia: è un atto di rispetto per il territorio, per il gusto e per la nostra storia. Continuiamo a difendere la complessità e il carattere dei nostri prodotti artigianali, perché la vera qualità non si provetta: si coltiva con la passione, il tempo e la memoria”