Caso Etna: un disastro logistico
Caso Etna: un disastro logistico
Il gruppo Consiliare dell'MPA al Comune di Catania ha emesso questo comunicato:
“La nuova e prevedibile attività eruttiva dell'Etna delle ultime ore, che ha imposto la temporanea chiusura dell'aeroporto di Catania e la conseguente cancellazione di numerosi voli e il dirottamento di numerose tratte verso gli aeroporti di Palermo e Trapani, rappresenta un disastro logistico che conferma appieno tutte le perplessità espresse riguardo al frettoloso e poco chiaro processo di privatizzazione avviato dalla Sac ed in particolare la necessità, tra le tante ed altre, di un piano industriale integrato che metta Catania e Comiso sullo stesso piano. Comiso è l'unica vera valvola di sfogo logistica della Sicilia orientale e non è pensabile che continui ad essere mantenuto come una ruota di scorta, uno scalo, retto dalla medesima governance Sac, da poco meno di 400 Mila passeggeri a fronte dei 12 milioni e forse più di Catania. Naturale chiedersi cosa potrebbe succedere mai, in un futuro prossimo, in presenza di eventi straordinari con la gestione di un fondo di investimento privato, se già la gestione pubblica non riesce a fronteggiare questi episodi. Oggi più che mai è importante che il controllo della nostra infrastruttura rimanga ancorato a ben precisi obblighi di servizio pubblico, continuità territoriale e sviluppo per entrambi gli scali di Catania e Comiso. Il collasso strutturale di queste ultime ore impone l'immediata sospensione del bando di gara e l'attivazione di una mobilitazione istituzionale a tutti i livelli sia comunale che regionale”
Aggiornamento di questa mattina sui voli
Aggiornamento di questa mattina sui voli
La Sicilia produce energia rinnovabile ma la paga troppo
La Sicilia produce energia rinnovabile ma la paga troppo
“Concordiamo con il Presidente Schifani sulla opportunità di trarre concreti benefici per famiglie e imprese siciliane dalla capacità produttiva energetica offerta dal nostro territorio, così come abbiamo previsto nel nostro programma con cui ci siamo presentati agli elettori alle elezioni regionali del 2022, tra l’altro già l’Assessore all’Energia Colianni ha avviato una prima interlocuzione proficua con il Presidente di ARERA in tema di tariffe zonali per la Sicilia”.
Lo dichiara il deputato regionale del gruppo Mpa-Grande Sicilia, on. Giuseppe Lombardo.
“La Sicilia è già oggi il principale riferimento della transizione energetica italiana e uno dei territori più interessati d’Europa dalla nuova stagione delle rinnovabili”, dichiara il deputato del Movimento per l’Autonomia.
“Ma questo primato, se non viene accompagnato da regole eque su tariffe e reti, rischia di scaricarsi solo sul paesaggio e sulle comunità, senza alcun beneficio concreto in bolletta per famiglie e imprese siciliane.”
Oggi sulla rete elettrica siciliana insistono richieste di allaccio per circa 70 gigawatt di nuova potenza rinnovabile. Il parametro di Burden Sharing assegnato dallo Stato alla Regione Siciliana per il 2030 è però pari a 10,40 gigawatt.
“Siamo di fronte a numeri che dimostrano una corsa impressionante verso la produzione di energia pulita in Sicilia” – continua Lombardo – ma questo sforzo non può avvenire senza che ai cittadini siciliani sia riconosciuto un vantaggio economico, così come richiamano le direttive europee e le norme nazionali”.
Il nodo centrale, denuncia Lombardo, è la mancata applicazione del sistema dei prezzi zonali da parte di ARERA: “Se la Sicilia produce sempre più energia rinnovabile, ma paga l’energia come se fosse un territorio qualsiasi, si tradisce lo spirito stesso della transizione energetica. La regolazione deve riconoscere che qui l’energia si produce, e chi sopporta gli impatti degli impianti deve avere una bolletta più leggera. È un principio di giustizia sociale e territoriale”.
Per questo, con un emendamento al disegno di legge energia, Giuseppe Lombardo ha proposto di attribuire al Governo regionale la facoltà di sospendere temporaneamente gli iter autorizzativi per nuovi impianti da fonte rinnovabile (sia quelli sottoposti ad autorizzazione unica sia quelli in PAS) nel momento in cui siano stati raggiunti i parametri di potenza previsti dallo Stato, qualora non vengano applicate le tariffe zonali e non siano adeguate le reti di trasmissione e distribuzione rispetto ai nuovi volumi di produzione elettrica.
“Non è un divieto ideologico alle rinnovabili, ma uno strumento di buon governo: quando la Sicilia ha già raggiunto gli obiettivi di potenza fissati dalla legge, e quando le reti non reggono più nuova produzione e il sistema dei prezzi zonali resta lettera morta, è doveroso fermarsi, verificare, pretendere l’adeguamento delle infrastrutture e il riconoscimento tariffario dovuto”, precisa il parlamentare autonomista.
“La Sicilia – conclude l’on. Giuseppe Lombardo – continuerà ad essere protagonista della transizione energetica italiana, ma non accetterà di essere soltanto una piattaforma di produzione a basso costo a vantaggio di altri territori. Chi chiede ai siciliani di ospitare impianti, cavidotti e stazioni elettriche deve garantire in cambio un reale beneficio: reti moderne, sicurezza del sistema e soprattutto bollette più eque per cittadini e imprese della nostra Isola”.
Aeroporto di Catania : ultimo aggiornamento
Aeroporto di Catania : ultimo aggiornamento
La società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica che, in seguito alle attività vulcaniche di oggi domenica 5 luglio, a causa della rotazione dei venti è stata disposta la chiusura dello spazio corrispondente alla nuvola aerea Sud-Ovest (settore C1) fino alle ore 5:00 di domani mattina 6 luglio. Conseguentemente al momento sono interrotte tutte le attività di volo serali e notturne per i voli in arrivo a Catania. Consentite le partenze degli aeromobili presenti in aeroporto. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.
Etna in attività. Notizie per i viaggiatori
Etna in attività. Notizie per i viaggiatori
La società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica che, a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura dello spazio corrispondente alla nuvola aerea sud del vulcano (settore B2) fino alle ore 19 ora locale, con conseguente restrizione delle attività di volo in arrivo all'aeroporto di Catania a cinque voli all’ora, che permane fino alle ore 21 ora locale.
I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.
“Ibla in Festa” continua
“Ibla in Festa” continua
“Ibla in Festa” continua ad animare Ragusa Ibla con musica, arte, gusto e tradizioni, trasformando l'antica città barocca in un palcoscenico vivo per tutta l’estate. Il centro commerciale naturale Antica Ibla, con il supporto del Comune di Ragusa e la sponsorizzazione di Despar Sicilia, Areasystem Ragusa e Baps, presenta una delle settimane più ricche del programma, tra eventi culturali e momenti di convivialità diffusi nei luoghi simbolo del quartiere.
Si parte oggi, venerdì 3 luglio, alle 20,30, con la cucina e la musica greca dei Soundbox a Le Note Ragusa. Sabato 4 luglio alle 18 inaugura la mostra “Le bellezze della mia terra” di Angelo Distefano nella chiesa di Sant’Antonino, seguita alle 18,30 dalla degustazione dei Trinacria Homebrewers al Lucernaio Pub. La serata prosegue con l’apertura dell’Ibla Grand Prize alle 20.30. La kermesse musicale internazionale si tiene dal 4 all’11 luglio, tutte le sere, dalle 20,30 alle 23,30, con la presenza di 70 musicisti e concerti negli androni dei palazzi, palco in piazza e atmosfera magica. Sempre domani, sabato, poi, il concerto dei Cumpachewey alle 21 all’Antico Mercato.
Domenica 5 luglio si apre con la 15ª Baroque Race alle 6 del mattino, corsa tra le vie più suggestive di Ibla, e si conclude con un nuovo appuntamento del Grand Prize. Mercoledì 8 luglio alle 18 il tour Ragusa pre-terremoto porta alla scoperta delle chiese dell’Immacolata e di Santa Lucia; alle 19 l’Officina 31 ospita la serata I Grandi Classici dedicata alla miscelazione internazionale; alle 20,30 torna il Grand Prize. Giovedì 9 luglio si apre con una visita guidata di gruppo, prosegue con l’itinerario pre-terremoto nelle chiese di San Filippo Neri e San Rocco, e alle 20.00 propone la Serata per il Madagascar a palazzo Donnafugata, concerto solidale che unisce musica e impegno sociale.
Proposta davvero inaccettabile
Proposta davvero inaccettabile
I cittadini della provincia di Ragusa – dice Campo - stanno già pagando un prezzo altissimo. Da anni convivono con i disagi dei lavori sulla Ragusa-Catania, affrontando ogni giorno tempi di percorrenza più lunghi, cantieri e deviazioni per raggiungere Catania. È un sacrificio che il territorio ha accettato perché quell'opera è fondamentale. Adesso, però, il governo Schifani supera ogni limite: mentre la Ragusa-Catania è ancora incompleta, si pensa addirittura di introdurre un pedaggio sulla Siracusa-Modica, cioè proprio sull'arteria che migliaia di ragusani sono costretti a utilizzare ogni giorno come alternativa. Sarebbe una doppia beffa e un'offesa intollerabile per tutto il Sud-Est siciliano”.
“È inaccettabile – prosegue la parlamentare - che questa proposta compaia all'interno del piano di risanamento del Consorzio Autostrade Siciliane, un ente che oggi chiede alla Regione altri 100 milioni di euro per coprire un dissesto economico che continua ad aggravarsi. Fino a pochi mesi fa si parlava di un'esposizione di circa 46 milioni di euro, destinata a sfiorare i 90 milioni in caso di esito negativo di alcuni contenziosi. Oggi la richiesta sale addirittura a 100 milioni. È la fotografia di una gestione che, invece di produrre equilibrio finanziario, ha accumulato sprechi e perdite sempre maggiori. Ancora più grave è il contesto nel quale tutto questo avviene. Il CAS pochi giorni fa è finito al centro di un'inchiesta sui pedaggi che sarebbero stati sottratti dalle casse del Consorzio. Da sottolineare anche che da decenni la gestione è affidata a politici di sottogoverno portatori di consenso elettorale e da decenni si susseguono inchieste giudiziarie sui vertici, sui cantieri e sugli appalti stessi. Di fronte a una situazione così delicata, anziché pretendere un concreto cambio di gestione, il governo regionale valuta un piano che scarica ancora una volta le perdite e le spese sui cittadini”.
“Per questo – prosegue Campo - riteniamo sia arrivato il momento di aprire senza pregiudizi una riflessione seria sul futuro del Consorzio. Se un ente che gestisce infrastrutture strategiche continua a produrre debiti anziché garantire efficienza, occorre chiedersi se abbia ancora senso mantenerne l'attuale struttura. L'ipotesi di trasferire la gestione delle autostrade siciliane all'ANAS merita di essere discussa con serietà, mettendo al primo posto l'interesse pubblico e non la sopravvivenza di un carrozzone che continua a chiedere risorse senza risolvere i propri problemi”.
“Sul pedaggio – conclude la deputata - la nostra posizione è altrettanto chiara. Non possiamo tollerare alcuna discussione finché la Ragusa-Catania non sarà completata e pienamente percorribile. I cittadini della provincia di Ragusa non possono essere penalizzati due volte: prima costretti a subire i disagi di un'opera ancora incompleta, poi obbligati a pagare per utilizzare l'unica alternativa disponibile. E di pedaggio si potrà eventualmente parlare solo quando l'intero collegamento Siracusa-Gela sarà portato a termine, fermo restando che si parla di un'infrastruttura che verrà interamente realizzata con risorse pubbliche, quindi già finanziata con le tasse dei cittadini. Colpisce il via libera dell'assessore Alessandro Aricò a un piano che considera normale far pagare il conto ai siciliani invece di affrontare le responsabilità della cattiva gestione. Ancora più assordante è il silenzio del presidente Renato Schifani, che continua a ignorare le esigenze del Sud-Est, e quello dei deputati della maggioranza eletti nella provincia di Ragusa, che su una questione così grave non hanno trovato ancora il tempo per una parola in difesa del proprio territorio.
La provincia di Ragusa non può essere trattata come la periferia dimenticata della Sicilia. Non accetteremo che i cittadini paghino gli errori di chi ha gestito male il CAS. Prima si completi la Ragusa-Catania, poi la Siracusa-Gela. Fino a quel momento, parlare di pedaggi significa soltanto chiedere ai siciliani di pagare due volte: una con le tasse e una seconda volta al casello”.
Le interviste per il parco degli Iblei
Le interviste per il parco degli Iblei
La questione scolastica nel centro storico
La questione scolastica nel centro storico
Il guardaroba sociale
Il guardaroba sociale
Aperto centro storico della città un nuovo servizio di sostegno alle persone fragili in difficoltà economica: è il “guardaroba sociale” di Fondazione Progetto Arca, in via Sortino Scribano 54 a Ragusa, che affianca il servizio di sostegno alimentare già avviato con l’Emporio solidale della Caritas diocesana.
Il nuovo corner di abbigliamento è reso possibile grazie alla collaborazione di
Progetto Arca con H&M Italia, che contribuisce a donare gli arredi e gli indumenti che, ogni
mese, 120 famiglie fragili in disagio economico potranno scegliere e portare a casa
gratuitamente, in un contesto di accoglienza e di recupero della propria dignità.
Le 120 famiglie - nel complesso circa 400 persone tra adulti e bambini - che possono
accedere al guardaroba sociale sono selezionate attraverso la rete locale degli enti che si
prendono in carico di chi è in difficoltà attraverso il servizio svolto dal Vo.Cri e la rete dei
centri di ascolto parrocchiali e di Caritas.
Il guardaroba è aperto il martedì, giovedì e venerdì di mattina e le persone individuate
sono invitate, su appuntamento una volta al mese, a provare e scegliere i capi di
abbigliamento e gli accessori utili di cui hanno necessità. Il servizio offre infatti abiti di tutte
le taglie, per adulti e bambini, per la vita di tutti i giorni e anche per le occasioni speciali, con
la possibilità di scegliere anche scarpe e accessori. Una sezione speciale è proposta alle donne
in dolce attesa che, accompagnate dalle volontarie, hanno la possibilità di preparare con cura
il corredo per il futuro bambina o bambino.
Sono i volontari di Vo.Cri. che accolgono le persone al guardaroba sociale e le
guidano nella scelta in base al bisogno e al gusto personale, come spiega Costantina Regazzo,
direttrice relazioni esterne di Progetto Arca: “Il guardaroba sociale è un luogo prima di tutto
di inclusione, dove le persone trovano una risposta rapida e concreta a un bisogno materiale,
ma incontrano anche i volontari che le accolgono con un sorriso, che le ascoltano nel loro
momento di difficoltà di vita, instaurando relazioni importanti per un processo di
reintegrazione sociale”.Il servizio così ideato supera il concetto di assistenzialismo contenuto nel kit
preconfezionato di abiti, distinto solo per taglie e sesso, perché permette di osservare e
scegliere, supportando così la persona nella sua individualità e restituendole dignità.
Spiega infatti Francesca L’Abbate, Sustainability Manager H&M Italia: “L’apertura
del guardaroba sociale a Ragusa rappresenta un nuovo passo nel nostro impegno per
inclusione e sostenibilità. Dopo Milano, Roma, Napoli e Bari, siamo orgogliosi di contribuire
anche in Sicilia, rafforzando il legame con il territorio. In collaborazione con Progetto Arca e
le realtà locali, diamo nuova vita a capi e arredi, trasformandoli in risorse concrete per le
persone più vulnerabili e promuovendo dignità, solidarietà e circolarità”.
I vestiti donati da H&M Italia sono tutti perfettamente nuovi, come fossero allestiti
negli stand e nella vetrina di un vero negozio.
Il servizio del guardaroba sociale così strutturato va a rafforzare e organizzare in
maniera sistematica il servizio di distribuzione abiti che il Vo.Cri. aveva già avviato sul
territorio, con abiti second hand ma sempre in perfette condizioni di stato e pulizia.
I cittadini infatti che desiderano donare abiti usati al guardaroba sociale, possono
rivolgersi al Vo.Cri. consegnando solo capi in perfette condizioni il mercoledì pomeriggio.
Spiega Giancarlo Pannuzzo, Presidente Vo.Cri.: «Con il guardaroba sociale il Vo.Cri.,
che da più di 30 anni opera a Ragusa, aggiunge un altro tassello importante ai servizi offerti
agli utenti. Oltre al doposcuola, la distribuzione di alimenti, di mobili e abbigliamento usato,
donare indumenti nuovi è per noi motivo di grande soddisfazione. Poter fare rete con questi
importanti enti è per noi motivo di orgoglio. Ringraziamo anche il Lions Club di Ragusa che
con il suo prezioso contributo ha reso i nostri locali più belli e funzionali».
Il Vicario generale della Diocesi di Ragusa Sac. Sebastiano Roberto Asta, oltre a
portare il saluto di mons. Giuseppe La Placa che tiene in modo particolare a questo nascente
servizio complementare a quello alimentare, afferma: «Dietro questo servizio c’è l’anima
pulsante del nostro volontariato, espressione di una Chiesa che si fa prossima e che sa farsi
dono. La nascita di questo servizio è il frutto della grande generosità di tante persone che
scelgono di mettersi a disposizione degli ultimi. Prendersi cura del fratello, anche attraverso
la scelta di un abito nuovo, significa riconoscerne la dignità profonda. Questo guardaroba
diventa così un luogo di incontro e di speranza, dove lo stile del servizio si trasforma in
relazioni autentiche di fraternità».
Conclude Domenico Leggio, direttore della Caritas diocesana: «Il guardaroba sociale
non è un intervento isolato, ma si inserisce in modo organico all'interno di una serie di servizi
che in città vede già operativi luoghi fondamentali come l’Emporio solidale, il Ristoro San
Francesco, il Centro di Ascolto Cittadino e quelli parrocchiali. Questo nuovo tassello
dimostra come il lavoro di rete tra istituzioni, Terzo settore e realtà nazionali sia la strada
vincente per rispondere alle povertà in modo strutturato. Mettendo insieme competenze e
talenti territoriali, riusciamo a offrire alle famiglie un supporto che supera la logica
dell’assistenzialismo, accompagnandole verso una reale inclusione sociale. Un
ringraziamento doveroso a Fondazione Progetto Arca e a tutti i suoi donatori perché, da quasi dieci anni, sostiene la nostra realtà ragusana».
Il guardaroba sociale di Ragusa è un modello che Fondazione Progetto Arca ha ideato insieme a H&M Italia ed è il quinto in Italia, dopo Milano, Roma, Napoli, Bari. Solo nell’ultimo anno, in queste 4 città, Progetto Arca ha distribuito oltre 70mila capi di
abbigliamento anche grazie al sistema dei guardaroba sociali. La nuova apertura siciliana
segna un’altra tappa importante nella collaborazione tra le due realtà e con i partner sul
territorio per proseguire con servizi integrati e continuativi, dedicati sempre alle persone
fragili in difficoltà economica.
Fondazione Progetto Arca ETS opera dal 1994 a livello nazionale per dare aiuto
concreto a chi si trova in stato di grave povertà ed emarginazione sociale: persone senza
dimora, famiglie in emergenza economica e abitativa, persone con problemi di dipendenza,
migranti in fuga da guerre e povertà. Ogni giorno operatori e volontari offrono sostegno
alimentare, accoglienza abitativa, assistenza in strada, accompagnando ogni persona in
difficoltà in un percorso di recupero personale e di reinserimento sociale, abitativo e
lavorativo. In più di 30 anni, Progetto Arca ha raggiunto oltre 435mila beneficiari. progettoarca.org










