PD guardare concretamente al futuro delle nostre comunità

PD guardare concretamente al futuro delle nostre comunità

Tre giorni di incontri, dibattiti e partecipazione alla Villa Comunale di Vittoria per la Festa provinciale dell’Unità organizzata dalla Federazione del Partito Democratico di Ragusa. Dall’emigrazione giovanile al governo delle città, dal ruolo degli amministratori locali alle prospettive del Mezzogiorno, dall’organizzazione del partito all’agricoltura, fino alla costruzione di un’alternativa politica in Sicilia e nel Paese.

Un programma che ha coinvolto dirigenti nazionali e regionali del PD, deputati, sindaci, amministratori, segretari di circolo, Giovani Democratici, rappresentanti delle organizzazioni agricole, militanti e cittadini. Ad aprire la Festa è stato il sindaco di Vittoria Francesco Aiello, presente e partecipe anche nei diversi momenti di confronto che si sono susseguiti nel corso delle tre giornate.

Nelle prime due giornate il dibattito ha attraversato alcuni dei temi centrali per il futuro della provincia e della Sicilia. I Giovani Democratici hanno affrontato la questione dell’emigrazione giovanile e della necessità di creare nel territorio opportunità di formazione, a partire dalla proposta di un polo universitario multipolare, lavoro e possibilità di costruire qui il proprio futuro.

Il governo delle città e le difficoltà degli enti locali sono stati al centro di due momenti di confronto che hanno coinvolto, tra gli altri, i sindaci e gli amministratori della provincia insieme al deputato regionale e sindaco di Solarino Tiziano Spada. Dal dibattito è emersa la condizione di Comuni chiamati a garantire servizi fondamentali pur dovendo affrontare la riduzione delle risorse, la carenza di personale e crescenti difficoltà finanziarie e organizzative, ma anche il tema più generale del ruolo degli amministratori locali come primo punto di contatto tra le istituzioni e le comunità.

Di prospettive del Mezzogiorno e, più complessivamente, della costruzione di un’alternativa politica al governo nazionale e regionale si è discusso invece con Michela Di Biase, Nico Stumpo, Anthony Barbagallo e Nello Dipasquale, nel confronto introdotto dal segretario provinciale Angelo Curciullo. Diritti, sanità pubblica, infrastrutture, questione morale, ruolo del PD nella costruzione di una coalizione progressista e necessità di restituire al Sud una funzione centrale nello scenario mediterraneo sono stati alcuni dei temi affrontati. Un’attenzione specifica è stata dedicata alle infrastrutture della provincia di Ragusa, dalla Ragusa-Catania alla Modica-Scicli fino alle prospettive dell’aeroporto di Comiso.

“Volevamo che questa Festa fosse soprattutto un luogo di confronto e penso che l’obiettivo sia stato raggiunto”, dichiara il segretario provinciale del PD di Ragusa, Angelo Curciullo. “Non abbiamo costruito tre giorni di passerelle, ma abbiamo provato a mettere attorno agli stessi tavoli esperienze diverse e a discutere delle questioni che riguardano concretamente il futuro delle nostre comunità. Abbiamo parlato con i giovani che vedono troppo spesso la partenza come un destino già scritto, con chi amministra quotidianamente i nostri Comuni, con i nostri circoli, con il mondo agricolo e con rappresentanti del partito ai diversi livelli istituzionali”.

La giornata conclusiva ha spostato il confronto direttamente sul Partito Democratico, sulla sua organizzazione e sul suo rapporto con i territori. I segretari dei circoli della provincia si sono confrontati con Sergio Lima, responsabile organizzativo del PD Sicilia, sul ruolo dei circoli come presidio di prossimità e luogo nel quale ricostruire partecipazione e rapporto con le comunità. Dal confronto è emersa una richiesta comune: rafforzare il collegamento tra territori e livelli regionale e nazionale del partito e garantire maggiore coerenza tra le battaglie portate avanti localmente e le scelte compiute nelle istituzioni.

Lima ha ribadito la centralità dei circoli, non soltanto come strutture chiamate a celebrare congressi e organizzare campagne elettorali, ma come luoghi nei quali le battaglie politiche prendono forma attraverso il rapporto quotidiano con le persone. Le esperienze maturate nei diversi territori, ha sottolineato, devono diventare patrimonio comune del partito, rafforzando la comunicazione tra centro e periferia.

Altro momento centrale della giornata conclusiva è stato il confronto “Agricoltura 4.0 tra cambiamenti climatici e crisi energetica”, con il sindaco Francesco Aiello, il presidente regionale di Coldiretti Francesco Ferreri, Ignazio Maugeri di Acli Terra, il deputato regionale Dario Safina, Nello Dipasquale e Angelo Curciullo.

Caro gasolio e aumento dei costi di produzione, crisi del grano, cambiamenti climatici, disponibilità e gestione dell’acqua, ricambio generazionale, infrastrutture e logistica, chiusura delle filiere, tracciabilità dei prodotti e transizione energetica sono stati i temi affrontati.

Nello Dipasquale ha richiamato la battaglia portata avanti all’Assemblea Regionale Siciliana sui cambiamenti climatici e sulla necessità di costruire strumenti di prevenzione di fronte a fenomeni estremi sempre più frequenti, ricordando il lavoro svolto per l’istituzione dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici e il confronto in Aula con il presidente della Regione. Al centro del suo intervento anche la difesa della piccola e media impresa agricola e zootecnica e la necessità di impedire che i terreni fertili e irrigui vengano sottratti alla produzione per operazioni speculative legate alle energie rinnovabili.

A chiudere i momenti di confronto della Festa è stato il dibattito sulle prospettive della Sicilia con la presidente del PD regionale Cleo Li Calzi, i deputati regionali Nello Dipasquale e Dario Safina e il capo della segreteria regionale Peppe Calabrese.

Al centro del confronto la costruzione di un’alternativa al governo Schifani, partendo da un programma e da una coalizione ampia, ma anche le questioni che incidono direttamente sulle prospettive di sviluppo dell’Isola: infrastrutture, sanità pubblica, questione morale, risorse per gli enti locali e contrasto alle diseguaglianze. Li Calzi ha sottolineato la necessità di partire dal progetto per la Sicilia prima ancora che dai nomi delle candidature, indicando nella costruzione di un diverso modello economico e sociale il terreno sul quale costruire l’alternativa.

Nel corso del dibattito sono tornate anche alcune delle questioni più importanti per la provincia di Ragusa, dalla Ragusa-Catania al completamento della Siracusa-Gela fino al futuro dell’aeroporto di Comiso, insieme alla necessità di restituire ai Comuni risorse strutturali adeguate attraverso il Fondo per le autonomie locali.

“Questi tre giorni ci consegnano soprattutto una responsabilità”, commenta Nello Dipasquale. “Abbiamo un partito presente nei territori, amministratori che ogni giorno affrontano problemi enormi, circoli che continuano a essere punti di riferimento nelle comunità e una nuova generazione che chiede alla politica opportunità concrete. Tutto questo deve trovare rappresentanza nelle istituzioni. Il nostro lavoro all’ARS deve partire dai territori e deve servire a costruire risposte sulla sanità, sulle infrastrutture, sull’agricoltura, sugli enti locali e sul lavoro. È da qui che dobbiamo costruire anche l’alternativa al governo della Regione”.

“Chiudiamo la Festa, ma non il confronto che abbiamo aperto”, conclude Angelo Curciullo. “Il valore di queste tre giornate non si misura soltanto nella partecipazione, ma soprattutto nella quantità e nella qualità dei temi che siamo riusciti a mettere insieme. Giovani, amministratori, circoli, rappresentanti istituzionali, mondo agricolo: abbiamo voluto ascoltare esperienze e punti di vista differenti perché una Federazione provinciale deve essere prima di tutto questo, un luogo capace di tenere insieme i territori e trasformarne le esigenze in proposta politica. Adesso il lavoro continua nei circoli e nelle nostre comunità. La Festa dell’Unità non deve essere una parentesi, ma un punto dal quale ripartire”.


Sit In davanti all'aeroporto di Comiso

Sit In davanti all'aeroporto di Comiso

Un piano regionale di emergenza aeroportuale, un fondo dedicato, più personale per l’organizzazione e la sicurezza, un riconoscimento economico concreto, il diritto alla mobilità dei cittadini siciliani e lo sviluppo del turismo.
Questi i punti alla base del sit in e dell’assemblea che Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti di
Ragusa hanno tenuto davanti all’aeroporto di Comiso. Una iniziativa voluta dalle sigle sindacali
regionali che, stamattina, hanno indetto i sit in davanti ai quattro scali aeroportuali siciliani.
Dopo l'emergenza che negli ultimi mesi ha colpito l'aeroporto di Catania a causa
dell’eruzione dell’Etna, le organizzazioni sindacali avevano avanzato una proposta concreta:
l'istituzione di un fondo preventivo e strutturale per le emergenze aeroportuali, con risorse
rapidamente attivabili in caso di chiusura o forte limitazione dell'operatività di uno degli scali
siciliani per eventi eccezionali, insieme alla definizione di un piano di emergenza strutturato che
colleghi in maniera rapida i quattro aeroporti e che sia a sostegno dei lavoratori in caso di
emergenza. Strumenti indispensabili per tutelare un settore strategico per l'Isola e chi, ogni
giorno, lo tiene in piedi.
“Tutto questo è rimasto inascoltato – hanno dichiarato stamattina i segretari di Filt, Fit e Uil
Trasporti, Filippo Scollo, Antonino Giannone e Antonio Oranges - A pagare il prezzo più alto,
insieme agli utenti, sono state le lavoratrici e i lavoratori, lasciati senza sostegno e con ritmi
lavorativi massacranti che, se prolungati, potrebbero mettere a rischio le stesse condizioni di
sicurezza dello scalo”.
Decine le lavoratrici e i lavoratori che questa mattina si sono ritrovati a Comiso. Lo scalo
ragusano è stato tra quelli maggiormente compulsati a causa della chiusura di Fontanarossa.
“Per questo ribadiamo che, visto il ripetersi periodico di questi eventi, - concludono Scollo,
Giannone e Oranges – non si può più pensare di gestire tutto come un’emergenza momentanea.
Chiediamo programmazione e attenzione nei confronti dei lavoratori che devono gestire il tutto per
garantire la loro sicurezza e, soprattutto, quella degli stessi viaggiatori.
Questa parte di Sicilia non può più permettersi di pagare rinvii o mancanza di piani
d’emergenza adeguati”.


Le richieste dei pescatori

Le richieste dei pescatori

La pesca siciliana sta attraversando una fase di grave crisi. Il caro gasolio, l'aumento dei costi di gestione, gli
oneri previdenziali, le difficoltà di mercato e gli effetti sempre più frequenti degli eventi climatici stanno
mettendo a rischio la sostenibilità economica di molte imprese.
Non è più una situazione che può essere affrontata con interventi frammentari. È necessario un intervento
complessivo per evitare il collasso di un intero settore produttivo.
Le organizzazioni Legacoop Agroalimentare e Pesca, Confcooperative Agroalimentare e Pesca, UNCI,
Unicoop, Agci agroittico, Anapi pesca, agripesca esprimono la propria piena vicinanza alle marinerie di
Siciliane, che dal 29 settembre hanno annunciato lo stato di agitazione e il fermo delle imbarcazioni.
La mobilitazione rappresenta il segnale di una difficoltà ormai insostenibile. Quando si ferma la pesca, si
ferma una parte importante dell'economia delle comunità costiere e dell'intera filiera ittica.
Riconosciamo l'impegno già assunto dalla Regione Siciliana, a partire dall'intervento sul caro gasolio, con una
dotazione di 12 milioni di euro di fondi strutturali a cui si aggiungono ulteriori 5 milioni di € della Regione
Siciliana e dal riconoscimento dei danni provocati dal ciclone Harry, attraverso il Fondo di solidarietà
regionale della pesca e dell'acquacoltura in attesa di conoscere le modalità di impiego dei rimanenti
2.200.000.Euro circa
Si tratta di interventi importanti, che devono però essere accompagnati da una strategia più ampia e
strutturale.
Chiediamo alla Regione Siciliana e al Governo nazionale un intervento organico articolato su precise priorità:
- Credito d'imposta: Estendere e rafforzare il credito d'imposta sul gasolio almeno fino al 31 dicembre
2026, assicurando risorse adeguate alla reale dimensione dell'aumento dei costi sostenuti dalle
imprese.
- Cassa integrazione in deroga, rendendola maggiormente adeguata alle specificità della pesca e alle
situazioni di sospensione o riduzione dell'attività, come già fatto nel periodo dell'emergenza covid,
così da tutelare reddito e occupazione degli equipaggi.

- Rifinanziamento FEAMPA: rimpinguare le risorse FEAMPA destinate al caro gasolio, prevedendo
risorse aggiuntive e utilizzando, ove possibile, anche strumenti di riprogrammazione, senza
penalizzare gli investimenti necessari alla modernizzazione e alla sostenibilità della flotta.
- Si chiede , inoltre, di rivedere il coefficiente K, riportandolo ai valori adottati in occasione del
precedente bando della crisi “Russo/Ucraina”, in considerazione delle significative riduzioni
intervenute e del conseguente impatto negativo sui livelli di indennizzo riconosciuti alle
imprese di pesca.
- Sospensione dei contributi previdenziali: Valutare una sospensione o un differimento della
contribuzione previdenziale per almeno sei mesi, con successiva rateizzazione, garantendo la
regolarità contributiva delle imprese e individuando una soluzione che, ove consentito dal quadro
normativo, non incida sui limiti del de minimis.
- Sostegno regionale al caro gasolio: Garantire la piena operatività e la tempestiva erogazione delle
risorse regionali destinate al caro carburante, evitando procedure e tempi incompatibili con
l'emergenza finanziaria delle imprese, coinvolgimento delle organizzazioni del settore, delle imprese
e dei lavoratori, per affrontare in maniera strutturale costi, redditività, occupazione e competitività.
È necessario affermare con chiarezza che la pesca e i pescatori sono un pilastro dell'economia siciliana e
dell'economia del mare.
Difendere la pesca significa difendere imprese, lavoro, comunità costiere, filiere produttive e un patrimonio
di competenze che appartiene alla storia e all'identità della Sicilia.
I nostri pescatori, schiacciati dalla pressione dei costi e dal caro gasolio, non possono più essere chiamati a
sostenere da soli il peso della crisi.
Non chiediamo interventi straordinari per privilegiare un settore: chiediamo di salvaguardare un comparto
strategico dell'economia siciliana.
Per questo è necessario un forte segnale da parte delle istituzioni.
La pesca siciliana non può più aspettare.
Le marinerie non possono essere lasciate sole.
Occorre intervenire ora per evitare il collasso di un intero settore.


La proposta della CGIL sul caro carburante per i pendolari

La proposta della CGIL sul caro carburante per i pendolari

Un fondo regionale per riconoscere un contributo nell'ordine di 400-700 euro ai lavoratori pendolari costretti a utilizzare l'auto privata per raggiungere il posto di lavoro. È la proposta rilanciata dalla CGIL nel corso dell'incontro territoriale sul caro carburante promosso oggi a Ragusa, al quale hanno partecipato associazioni di categoria, rappresentanti delle istituzioni e della politica. Al confronto, introdotto da Viviana Sammito, hanno preso parte, tra gli altri, Carmelo Caccamo Segretario Provinciale Cna Ragusa, Giorgio Stracquadanio Fita Cna, Antonio Pirrè Presidente Confagricoltura, Giusy Migliorisi per Sicilindustria, Gianni Rollo Presidente provinciale Legacoop Ragusa, i parlamentari Nello Dipasquale e Stefania Campo, il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì, l’Assessore del Comune di Ispica Sonia Calabrese, il consigliere comunale del comune di Ragusa Federico Bennardo di Contro Corrente, Giovanni Spadaro consigliere comunale di Modica, Giorgio Massari Presidente di Ragusa Prossima
"Nel dibattito sul prezzo dei carburanti rischiamo di dimenticare chi ogni giorno deve percorrere decine di chilometri semplicemente per andare a lavorare", ha sottolineato il segretario generale della CGIL Ragusa Giuseppe Roccuzzo. Da qui la richiesta di un sostegno specifico per chi utilizza necessariamente il mezzo privato in assenza di un trasporto pubblico adeguato agli orari e ai luoghi di lavoro. A rilanciare la proposta è stato il segretario generale della CGIL Sicilia Alfio Mannino, indicando nella prossima variazione di bilancio regionale lo strumento attraverso il quale intervenire immediatamente. " Si potrebbe riconoscere ai lavoratori e alle lavoratrici pendolari un contributo nell'ordine di 400, 500 o 700 euro". Mannino ha richiamato il caso emblematico del collegamento Ispica-Vittoria, per il quale con il trasporto pubblico gli spostamenti possono richiedere complessivamente circa due ore e mezza, evidenziando come in molte aree della Sicilia l'automobile non rappresenti una scelta ma una necessità. Per la CGIL, tuttavia, il contributo deve essere soltanto la risposta immediata a un problema che richiede interventi strutturali. Mannino ha chiesto un piano straordinario per la mobilità siciliana, con investimenti su trasporto pubblico, ferrovie, strade e collegamenti delle aree interne, ponendo anche il tema della destinazione delle risorse pubbliche: "Bisogna decidere quali sono le priorità. Oggi ci sono lavoratori costretti a scegliere tra mangiare, pagare le bollette e curarsi". Il segretario regionale ha inoltre richiamato la contraddizione di una Sicilia che produce energia e sostiene rilevanti costi ambientali, ma continua a pagare prezzi elevati per energia e carburanti, proponendo di aprire una discussione anche su forme di ristoro territoriale. Dal confronto è emersa una convergenza sulla necessità di interventi immediati. Confagricoltura ha sostenuto la proposta CGIL sui pendolari, ricordando il peso degli spostamenti per migliaia di lavoratori agricoli diretti ogni giorno verso aziende spesso lontane dai centri abitati. Per le imprese agricole si aggiungono i costi di macchinari e logistica, con un'incidenza del trasporto verso i mercati che penalizza ulteriormente le produzioni ragusane. Confindustria, attraverso Giusi Migliorisi, ha evidenziato aumenti di energia elettrica e gas che per alcune imprese energivore hanno raggiunto anche il 40%, chiedendo il rafforzamento dei crediti d'imposta e l'applicazione dell'accisa mobile, utilizzando i maggiori introiti IVA per alleggerire il costo dei carburanti. CNA FITA ha posto invece l'accento sulla situazione delle piccole imprese dell'autotrasporto, strette tra aumento del gasolio e problemi di liquidità, chiedendo misure capaci di raggiungere rapidamente anche gli operatori meno strutturati. In Sicilia, è stato ricordato, senza autotrasporto anche le produzioni agricole rischiano di non raggiungere i mercati. Federico Di Bennardo di Contro Corrente ha illustrato la proposta "Sconto Sicilia", che prevede la costituzione di un fondo alimentato da una quota del gettito delle accise riscosse nell'Isola, da destinare al territorio con particolare attenzione alle famiglie e ai lavoratori maggiormente esposti all'aumento dei costi. Il sindaco di Ragusa ha manifestato la disponibilità dell'Amministrazione a sostenere un documento unitario e le iniziative che nasceranno dal confronto, riconoscendo nel caro carburante una questione che supera gli schieramenti e investe contemporaneamente famiglie, lavoratori e sistema produttivo. L'On. Stefania Campo ha auspicato che la proposta della Cgil Ragusa venga raccolta dal governo regionale e finanziato mentre l' On. Di Pasquale ha rimarcato che le risorse ci sono e devono essere utilizzate per chi ogni giorno deve fare i conti con il costo del carburante per andare a lavorare. "Da Ragusa parte una richiesta precisa – conclude Roccuzzo –: trasformare questo confronto in una vertenza del territorio. Chiediamo una risposta immediata per chi oggi spende una parte crescente dello stipendio soltanto per andare a lavorare e, contemporaneamente, interventi strutturali sulla mobilità. Lavoratori e imprese non possono continuare a sostenere da soli il costo di questa crisi".
Ragusa 02 Ottobre 2026

Il via ai decreti per assegnare i contributi contro il caro-carburanti

Il via ai decreti per assegnare i contributi contro il caro-carburanti

Via libera ai decreti interassessoriali che definiscono i parametri per assegnare i contributi contro il caro-carburanti a favore delle imprese dell’agricoltura e della pesca. I provvedimenti danno attuazione a quanto disposto dalla legge regionale 13/2026, che ha complessivamente destinato a queste due misure 15 milioni di euro. La terza Commissione Attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana questa mattina ha dato parere favorevole ai due decreti attuativi firmati dagli assessori all’Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea, Luca Sammartino, e all’Economia, Alessandro Dagnino.
«Con il via libera dell'Ars - afferma il presidente della Regione Renato Schifani - possiamo adesso procedere verso l'erogazione degli aiuti per i quali abbiamo stanziato apposite risorse. Diamo un contributo a due settori fondamentali della nostra economia per fronteggiare l'aumento del prezzo dei carburanti dovuto alla crisi in Medio Oriente. Ringrazio il presidente e i componenti della Commissione parlamentare per la fattiva e concreta attenzione a questo tema, nell'interesse delle nostre categorie produttive».
«Si tratta di un sostegno forte e concreto alle imprese siciliane -  dichiara l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino - che devono fare i conti con il caro carburante. La Regione investirà 15 milioni di euro, un primo passo per lenire le difficoltà in cui versano i nostri agricoltori e i nostri pescatori. Guardiamo con fiducia al governo nazionale per ulteriori aiuti: la Sicilia non può pagare il prezzo dell’insularità».
Alle imprese armatrici di imbarcazioni da pesca professionale, inclusi gli operatori della pesca artigianale e le imprese autonome della piccola pesca con unità iscritte nei relativi registri degli uffici marittimi della Regione, sono destinati 5 milioni di euro. Gli interventi, gestiti dal dipartimento regionale della Pesca mediterranea ed erogati in conformità al regime de minimis, saranno addizionali e integrativi a quelli già avviati a valere sul Programma nazionale Feampa 2021/2027.
Dieci milioni di euro sono, invece, sono destinati alle aziende agricole e a quelle cosiddette conto terziste, che esercitano l’attività agro-meccanica, che operano in Sicilia. A esse potrà essere riconosciuto un contributo diretto nella misura massima del 70% del maggior costo sostenuto per l’acquisto di gasolio agevolato, nel periodo tra il primo marzo e il 30 giugno di quest’anno. Il contributo non potrà superare i 50 mila euro. Anche in questo caso il beneficio è riconosciuto in conformità al regime de minimis.
Il dipartimento regionale dell’Agricoltura pubblicherà il relativo avviso per la presentazione delle istanze.

Il consigliere Mauro: Facoltà di medicina all'ex Ospedale Civile.

Il consigliere Mauro: Facoltà di medicina all'ex Ospedale Civile.

Il consigliere comunale del MpA Gaetano Mauro, iè intervenuto dopo il parere favorevole dell’Anvur sul nuovo corso universitario nel capoluogo ibleo.  "Occorre dare seguito alla convenzione con l’Asp di Ragusa e procedere rapidamente con gli interventi necessari per adeguare i locali dell’ex Ospedale Civile, destinati ad ospitare le attività didattiche. Per quest'anno accademico l'ASp di Ragusa ha già messo a disposizione i locali , ma per l'anno prossimo la strada da percorrere è quella dell'adeguamento dell'ex ospedale civile.  Bisogna arrivare preparati all’avvio delle lezioni, evitando ritardi e facendo lavorare insieme Comune, Asp e Università".
P
Un cambiamento che, secondo Mauro, comincia già a essere percepito in città. «C’è un grande fermento attorno alla realizzazione degli studentati e delle nuove residenze universitarie. È un segnale importante: significa che il territorio sta iniziando a prepararsi all'arrivo di una popolazione studentesca più numerosa e stabile. Agli investimenti privati, però, deve corrispondere una programmazione pubblica altrettanto tempestiva".
La presenza degli studenti può generare nuova domanda di alloggi, ristorazione, commercio, trasporti e servizi, contribuendo a rendere maggiormente vissuta una parte della città che negli anni ha progressivamente perso residenti e funzioni.
"Un centro storico vive se ci sono persone che lo abitano ogni giorno. L’università può contribuire a riportare giovani, attività, consumi e servizi. Gli studentati che stanno nascendo rappresentano un tassello di questo processo. Medicina non deve essere soltanto un nuovo corso di laurea, ma l'occasione per costruire attorno all'ex Ospedale Civile un vero polo universitario, capace di dialogare con la città e con il sistema sanitario provinciale".


Memorial Peppe Greco: il ritorno a Scicli

Memorial Peppe Greco: il ritorno a Scicli

Senza il campione del mondo Gressier -fermato dall’Etna ed impossibilitato a
raggiungere Scicli- ha vinto il più forte: il campione del Mondo dei 5 chilometri su strada
Dawit Seare, eritreo, giovanissimo e destinato a scrivere pagine molto importanti nella
storia dell’atletica che verrà.
Ha vinto lui ed ha illuminato il Greco 2026, quello del ritorno a casa, a Scicli, dopo 8
anni di attesa. Organizzazione perfetta firmata dal patron Gianni Voi e dall’eccellenza
dell’Atletica Vittoria, società che ha promosso e messo su l’evento e che grazie a Salvatore
Greco, il suo presidente, è riuscita a dare lustro ad una manifestazione che aveva bisogno
di un restyling e per esso brillare di nuovo. L’Atletica Vittoria merita il plauso per quello
che ha saputo fare: prima dando una mano concreta a salvare il Greco dall’estinzione
definitiva e poi riuscendo a ridargli quello splendore che più di un lustro di assenza gli
aveva tolto.
Il ritorno a Scicli, poi, è stata la ciliegina sulla torta e patron Gianni Voi può essere
davvero felice di avere scelto nella società vittoriese il partner della rinascita della podistica
più importante del Mondo.
Tornando alla gara di sabato sera nell’anello di un chilometro nel centro di Scicli,
impreziosito dalla basole di via Francesco Mormino Penna e da ripetere dieci volte, gli atleti
hanno offerto un grande spettacolo. 10.000 metri per che hanno premiato Seare -l’oro di
Copenhagen nei cinque chilometri su strada- che ha chiuso con il tempo di 29'08"
precedendo di 23 secondi il keniano Kelvin Kariuki Gachaga mentre in terza posizione è
arrivato l'azzurro delle Fiamme Oro Pietro Riva, allievo di Stefano Balkdini, con il tempo di
29'38". Ottima la prestazione del modicano Giuseppe Gerratana, eccellente quinto e che si
è preso i complimenti della madrina Nadia Battocletti, campionessa europea sui 5.000 e
10.000 metri che è stata straordinaria ospite dell’evento. E adesso, l’appuntamento è già al
2027 e a Scicli. Perché il Greco, è tornato a casa e da casa non si muove più


Trasformare un momento di crisi in un’occasione di rilancio

Trasformare un momento di crisi in un’occasione di rilancio

In questi anni si è spesso sentito parlare di PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e cioè quel programma straordinario di investimenti finanziato dall'Unione Europea, in parte a fondo perduto ed in parte in prestito, per dare una scossa all'economia degli Stati duramente colpiti dagli effetti della pandemia. Le varie amministrazioni pubbliche (ministeri, regioni, province e comuni) sono state destinatarie di ingenti risorse da utilizzare per la realizzazione di progetti all'interno di 3 assi strategici: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale; a loro volta suddivisi in varie componenti che includono le singole linee di investimento e le riforme associate. In una conferenza stampa svoltasi stamattina al Comune è stato fatto il punto sui progetti e sulle loro  stato di avanzamento di avanzamento dei progetti finanziati dal PNRR di competenza diretta del  Comune, secondo i dati estratti dal sistema di monitoraggio ministeriale ReGIS/SAPUI5.
Su un totale di 31 interventi programmati, per un importo complessivo finanziato di 46.545.910,60 di euro, 28 progetti (il 90%) risultano completati al 100%.
Per i 3 interventi non ancora completati è stata concessa proroga fino a un anno.
Secondo i dati ufficiali di monitoraggio ReGIS, in Sicilia la percentuale di progetti PNRR effettivamente completati è pari al 16,7% degli interventi finanziati nell'isola.
La media nazionale è invece pari al 43%; un dato che colloca l'Italia al di sopra della media europea (che per i Paesi con piani di dimensioni simili si ferma al 28%).
Considerando la capacità di spesa, il Comune di Ragusa ha già utilizzato il 61,2% delle risorse assegnate e, con il completamento delle 3 opere in proroga, raggiungerà quota 100%. Al momento la media nazionale delle risorse effettivamente utilizzate è invece pari al 23,7% dello stanziamento complessivo.
Di seguito il dettaglio di tutti i 31 interventi PNRR in città, con opere già completate e fruibili, opere completate e attualmente in corso di arredamento/apertura, opere in proroga:
1. Miglioramento della qualità del parco degli Iblei (Vallata Santa Domenica) - 7.150.000 €
2. Realizzazione di una scuola dell'infanzia a Marina di Ragusa (9 sezioni) - 6.380.000 €
3. Realizzazione di un asilo nido in via Australia, Ragusa - 1.468.332 €
4. Realizzazione di un asilo nido in contrada Cisternazzi - 1.270.000 €
5. Riconversione di un edificio pubblico in asilo nido in via Mario Spadola - 1.190.205 €
6. Realizzazione di una mensa presso la Scuola Palazzello - 660.000 €
7. Realizzazione di un impianto sportivo indoor (basket, volley, scherma) in C.da Selvaggio - 1.870.000 €
8. Efficientamento del campo polisportivo Aldo Campo, C.da Selvaggio - 960.000 €
9. Completamento del restauro del Parco del Castello di Donnafugata - 2.000.000 €
10. Efficientamento energetico del Teatro Comunale Marcello Perracchio - 249.445 €
11. Efficientamento energetico della Sala Pluriuso Falcone Borsellino - 240.000 €
12. Stazione di Posta in via Diaz - ristrutturazione e servizi - 1.090.000 €
13. Percorsi di autonomia per persone con disabilità psichiatrica - 715.000 €
14. Percorsi di autonomia per persone con disabilità intellettiva - 715.000
15. Housing First - Ristrutturazione e servizi - 710.000 €
16. Servizi sociali domiciliari per dimissione assistita precoce - 330.000 €
17. Sostegno alle capacità genitoriali e prevenzione delle vulnerabilità familiari - 211.500 €
18. Rafforzamento dei servizi sociali e prevenzione del burn-out degli assistenti sociali - 109.910 €
19. Migrazione al cloud PA (ACN) - 419.124 €
20. Aggiornamento del sito web comunale e dei servizi digitali - 328.160 €
21. Interconnessione delle banche dati comunali tramite PDND - 162.748 €
22. Standardizzazione dati stradali/civici (ANNCSU-PDND) - 73.190 €
23. Digitalizzazione SUAP/SUE - 61.706 €
24. Adozione piattaforma nazionale notifiche digitali (SEND) - 59.966 €
25. Adozione della piattaforma pagoPA per i pagamenti online - 45.525 €
26. Adesione ANPR/ANSC per lo Stato Civile digitale - 16.275 €
27. Integrazione dei sistemi SPID/CIE per i servizi online del Comune - 14.000 €
28. Integrazione dei servizi del Comune nell'app IO - 5.824 €
Progetti in proroga:
29. Lavori di recupero di Villa Moltisanti per attività culturali: il progetto ha un valore di 7.040.000 € e si attesta al 57% di avanzamento.
30. Riqualificazione e completamento dell'area del Foro Boario da destinare a Polo Fieristico Polifunzionale: il progetto da 7.700.000 € è al 65% di avanzamento.
31. Costruzione di un asilo nido a Marina di Ragusa: opera da 3.300.000 € che registra un avanzamento del 75%.
Si tratta è stato detto in conferenza che si tratta di opere sotto gli occhi di tutti e c'è anche la soddisfaziomne di una lettera di encomio della Presidenza del Consiglio dei Ministri  per “un risultato di particolare rilievo” raggiunto nell’ambito della digitalizzazione.
Ragusa  dunque ha saputo cogliere tutte le opportunità possibili del PNRR e sfruttare al meglio le risorse assegnate: segno incontrovertibile e conferma di un’efficienza amministrativa che consolida il prestigio della città a livello regionale e nazionale.
E' stato espèresso un forte ringraziamento alla macchina comunale e a tutti coloro i quali hanno contribuito a questi risultati, ma soprattutto ai Settori particolarmente coinvolti e all'Ufficio PNRR, che abbiamo appositamente costituito all’interno del Comune.
Se oggi e nei prossimi anni Ragusa avrà un Parco urbano nella Vallata, nuove scuole e mense scolastiche, nuovi impianti sportivi, un Polo fieristico con spazi all’aperto e al chiuso, un polo culturale a Villa Moltisanti, il Parco del Castello restaurato e tornato ai fasti del Barone, un Comune più digitale, in cui poter gestire appuntamenti e pratiche via web, e più attento ai bisogni dei più deboli, è perché questa città ha saputo trasformare un momento di crisi in un’occasione di rilancio."

L'Etna mette in ginocchio la Sicilia Orientale e non solo.

L'Etna mette in ginocchio la Sicilia Orientale e non solo.

Di fronte alla ennesima crisi all'aeroporto di Catania dovuta all'attività dell'Etna, Claudio Melchiorre, presidente del Mec ha dichiato: .Solo un paio di settimane fa l’assessore regionale ai trasporti Alessandro Aricò, l’amministratore delegato della Sac Nico Torrisi e la Presidente del Cda della Sac hanno dichiarato che era stato elaborato un piano cenere che sarebbe entrato in vigore ad ogni ricorrenza eruttiva. Quel che vediamo è sempre la solita tragica scena: passeggeri senza notizie, passeggeri che devono cercare da soli soluzioni per partire o arrivare, passeggeri senza alternative buttati per terra ad attendere che qualcuno li riporti a casa.”  Continua Melchiorre “Chiederemo a forze politiche e sociali di unirsi a noi per chiedere le dimissioni immediate del CdA della Sac, la richiesta di individuazione di un direttore generale capace nell’aeroporto e anche le dimissioni dell’assessore regionale ai Trasporti. L’incapacità è ragione più che sufficiente per le dimissioni. In questo caso, l’incapacità è davanti ai nostri occhi. La stiamo vivendo. E bisogna dire basta quando la misura è colma. Un’intera stagione turistica è stata devastata. Recuperare i tanti che dicono ‘mai più in Sicilia, mai più a Catania, sarà difficilissimo.” Sull'argomento interviene anche , Ludovico Balsamo (Mpa) che chiede un protocollo permanente per assistere i passeggeri e attivare subito i collegamenti con gli aeroporti alternativi.  «La proposta nasce da un’esigenza concreta: superare gli interventi organizzati di volta in volta e costruire una rete pronta ad attivarsi. Occorre individuare preventivamente operatori, mezzi, conducenti e punti di raccolta, stabilendo tempi di intervento e risorse per i servizi straordinari. La tutela della mobilità dei siciliani e l’accoglienza dei visitatori richiedono programmazione». La mozione prevede un accordo quadro tra Regione, gestori aeroportuali, AST, Trenitalia e operatori del trasporto pubblico e privato, affiancato da una cabina di coordinamento permanente. Tra le misure proposte figurano navette dedicate verso gli scali alternativi, eventuali collegamenti ferroviari straordinari e un sistema coordinato di informazione che indichi ai viaggiatori il punto di raccolta, il mezzo assegnato e la destinazione.


L'ASD Ragusa Fishing Club Colmic domina il campionato provinciale pesca al colpo

L'ASD Ragusa Fishing Club Colmic domina il campionato provinciale pesca al colpo

 L'invaso della Diga Santa Rosalia ha fatto da splendido campo di gara per il Campionato Provinciale di Pesca al Colpo 2026, dominato dagli atleti della A.S.D. Ragusa Fishing Club Colmic, indiscussi protagoniisti. Il titolo di campione provinciale è andato a Giorgio Criscione, straordinario nell'ultima prova, decisiva per assicuragli il gradino più alto del podio. Alle sue spalle, nell'ordine i compagni di squadra Salvatore Scarso e Andras Hosszu, entrambi autori di prestazioni di asoluto rilievo. La conquista dell'intero podio ha garantito alla società ragusana - in gara con Giorgio Criscione, Salvatore Scarso, Andras Hosszu e Vincenzo Pluchino - anche la conquista del tutolo provinciale a squadre, davanti alla C&P e all'A.S.D. Iblea Fishing Ragusa. Il doppio successo vale da più che meritata conferma dello spessore del gruppo e dell'alto livello tecnico raggiunto, e mantenuto, dagli atleti societari nel corso dell'intera stagione agonistica. Nel pieno rispetto della tradizione, anche l'edizione 2026 del campionato ha visto  i migliori pescatori sportivi della provincia darsi battaglia in una sfida combattuta e incerta fino all’ultimo lancio, nella quale tecnica, precisione e capacità di adattamento hanno fatto la differenza. Grande protagonista anche l'invaso della Diga Santa Rosalia, che ha confermato ancora una volta la sua straordinaria pescosità, regalando ai concorrenti quattro prove caratterizzate da catture e pesi di fine giornata di grande spessore. A riprova dell'onorme potenziale del campo di gara, anche il peso complessivo del pescato - carpe, breme e carassi - molto vicino a quota 150 chilogrammi.  Con la conquista del titolo individuale e del titolo a squadre, il campionato appena concluso ha ribadito la ASD Ragusa Fishing Club Colmic come indubbia realtà di riferimanto per la pesca sportiva ragusana. Spazio adesso ai trofei di fine stagione, con le premiazioni che celebreranno i protagonisti di questa annata agonistica.