Proposta davvero inaccettabile
Proposta davvero inaccettabile
I cittadini della provincia di Ragusa – dice Campo - stanno già pagando un prezzo altissimo. Da anni convivono con i disagi dei lavori sulla Ragusa-Catania, affrontando ogni giorno tempi di percorrenza più lunghi, cantieri e deviazioni per raggiungere Catania. È un sacrificio che il territorio ha accettato perché quell'opera è fondamentale. Adesso, però, il governo Schifani supera ogni limite: mentre la Ragusa-Catania è ancora incompleta, si pensa addirittura di introdurre un pedaggio sulla Siracusa-Modica, cioè proprio sull'arteria che migliaia di ragusani sono costretti a utilizzare ogni giorno come alternativa. Sarebbe una doppia beffa e un'offesa intollerabile per tutto il Sud-Est siciliano”.
“È inaccettabile – prosegue la parlamentare - che questa proposta compaia all'interno del piano di risanamento del Consorzio Autostrade Siciliane, un ente che oggi chiede alla Regione altri 100 milioni di euro per coprire un dissesto economico che continua ad aggravarsi. Fino a pochi mesi fa si parlava di un'esposizione di circa 46 milioni di euro, destinata a sfiorare i 90 milioni in caso di esito negativo di alcuni contenziosi. Oggi la richiesta sale addirittura a 100 milioni. È la fotografia di una gestione che, invece di produrre equilibrio finanziario, ha accumulato sprechi e perdite sempre maggiori. Ancora più grave è il contesto nel quale tutto questo avviene. Il CAS pochi giorni fa è finito al centro di un'inchiesta sui pedaggi che sarebbero stati sottratti dalle casse del Consorzio. Da sottolineare anche che da decenni la gestione è affidata a politici di sottogoverno portatori di consenso elettorale e da decenni si susseguono inchieste giudiziarie sui vertici, sui cantieri e sugli appalti stessi. Di fronte a una situazione così delicata, anziché pretendere un concreto cambio di gestione, il governo regionale valuta un piano che scarica ancora una volta le perdite e le spese sui cittadini”.
“Per questo – prosegue Campo - riteniamo sia arrivato il momento di aprire senza pregiudizi una riflessione seria sul futuro del Consorzio. Se un ente che gestisce infrastrutture strategiche continua a produrre debiti anziché garantire efficienza, occorre chiedersi se abbia ancora senso mantenerne l'attuale struttura. L'ipotesi di trasferire la gestione delle autostrade siciliane all'ANAS merita di essere discussa con serietà, mettendo al primo posto l'interesse pubblico e non la sopravvivenza di un carrozzone che continua a chiedere risorse senza risolvere i propri problemi”.
“Sul pedaggio – conclude la deputata - la nostra posizione è altrettanto chiara. Non possiamo tollerare alcuna discussione finché la Ragusa-Catania non sarà completata e pienamente percorribile. I cittadini della provincia di Ragusa non possono essere penalizzati due volte: prima costretti a subire i disagi di un'opera ancora incompleta, poi obbligati a pagare per utilizzare l'unica alternativa disponibile. E di pedaggio si potrà eventualmente parlare solo quando l'intero collegamento Siracusa-Gela sarà portato a termine, fermo restando che si parla di un'infrastruttura che verrà interamente realizzata con risorse pubbliche, quindi già finanziata con le tasse dei cittadini. Colpisce il via libera dell'assessore Alessandro Aricò a un piano che considera normale far pagare il conto ai siciliani invece di affrontare le responsabilità della cattiva gestione. Ancora più assordante è il silenzio del presidente Renato Schifani, che continua a ignorare le esigenze del Sud-Est, e quello dei deputati della maggioranza eletti nella provincia di Ragusa, che su una questione così grave non hanno trovato ancora il tempo per una parola in difesa del proprio territorio.
La provincia di Ragusa non può essere trattata come la periferia dimenticata della Sicilia. Non accetteremo che i cittadini paghino gli errori di chi ha gestito male il CAS. Prima si completi la Ragusa-Catania, poi la Siracusa-Gela. Fino a quel momento, parlare di pedaggi significa soltanto chiedere ai siciliani di pagare due volte: una con le tasse e una seconda volta al casello”.
Le interviste per il parco degli Iblei
Le interviste per il parco degli Iblei
La questione scolastica nel centro storico
La questione scolastica nel centro storico
Il guardaroba sociale
Il guardaroba sociale
Aperto centro storico della città un nuovo servizio di sostegno alle persone fragili in difficoltà economica: è il “guardaroba sociale” di Fondazione Progetto Arca, in via Sortino Scribano 54 a Ragusa, che affianca il servizio di sostegno alimentare già avviato con l’Emporio solidale della Caritas diocesana.
Il nuovo corner di abbigliamento è reso possibile grazie alla collaborazione di
Progetto Arca con H&M Italia, che contribuisce a donare gli arredi e gli indumenti che, ogni
mese, 120 famiglie fragili in disagio economico potranno scegliere e portare a casa
gratuitamente, in un contesto di accoglienza e di recupero della propria dignità.
Le 120 famiglie - nel complesso circa 400 persone tra adulti e bambini - che possono
accedere al guardaroba sociale sono selezionate attraverso la rete locale degli enti che si
prendono in carico di chi è in difficoltà attraverso il servizio svolto dal Vo.Cri e la rete dei
centri di ascolto parrocchiali e di Caritas.
Il guardaroba è aperto il martedì, giovedì e venerdì di mattina e le persone individuate
sono invitate, su appuntamento una volta al mese, a provare e scegliere i capi di
abbigliamento e gli accessori utili di cui hanno necessità. Il servizio offre infatti abiti di tutte
le taglie, per adulti e bambini, per la vita di tutti i giorni e anche per le occasioni speciali, con
la possibilità di scegliere anche scarpe e accessori. Una sezione speciale è proposta alle donne
in dolce attesa che, accompagnate dalle volontarie, hanno la possibilità di preparare con cura
il corredo per il futuro bambina o bambino.
Sono i volontari di Vo.Cri. che accolgono le persone al guardaroba sociale e le
guidano nella scelta in base al bisogno e al gusto personale, come spiega Costantina Regazzo,
direttrice relazioni esterne di Progetto Arca: “Il guardaroba sociale è un luogo prima di tutto
di inclusione, dove le persone trovano una risposta rapida e concreta a un bisogno materiale,
ma incontrano anche i volontari che le accolgono con un sorriso, che le ascoltano nel loro
momento di difficoltà di vita, instaurando relazioni importanti per un processo di
reintegrazione sociale”.Il servizio così ideato supera il concetto di assistenzialismo contenuto nel kit
preconfezionato di abiti, distinto solo per taglie e sesso, perché permette di osservare e
scegliere, supportando così la persona nella sua individualità e restituendole dignità.
Spiega infatti Francesca L’Abbate, Sustainability Manager H&M Italia: “L’apertura
del guardaroba sociale a Ragusa rappresenta un nuovo passo nel nostro impegno per
inclusione e sostenibilità. Dopo Milano, Roma, Napoli e Bari, siamo orgogliosi di contribuire
anche in Sicilia, rafforzando il legame con il territorio. In collaborazione con Progetto Arca e
le realtà locali, diamo nuova vita a capi e arredi, trasformandoli in risorse concrete per le
persone più vulnerabili e promuovendo dignità, solidarietà e circolarità”.
I vestiti donati da H&M Italia sono tutti perfettamente nuovi, come fossero allestiti
negli stand e nella vetrina di un vero negozio.
Il servizio del guardaroba sociale così strutturato va a rafforzare e organizzare in
maniera sistematica il servizio di distribuzione abiti che il Vo.Cri. aveva già avviato sul
territorio, con abiti second hand ma sempre in perfette condizioni di stato e pulizia.
I cittadini infatti che desiderano donare abiti usati al guardaroba sociale, possono
rivolgersi al Vo.Cri. consegnando solo capi in perfette condizioni il mercoledì pomeriggio.
Spiega Giancarlo Pannuzzo, Presidente Vo.Cri.: «Con il guardaroba sociale il Vo.Cri.,
che da più di 30 anni opera a Ragusa, aggiunge un altro tassello importante ai servizi offerti
agli utenti. Oltre al doposcuola, la distribuzione di alimenti, di mobili e abbigliamento usato,
donare indumenti nuovi è per noi motivo di grande soddisfazione. Poter fare rete con questi
importanti enti è per noi motivo di orgoglio. Ringraziamo anche il Lions Club di Ragusa che
con il suo prezioso contributo ha reso i nostri locali più belli e funzionali».
Il Vicario generale della Diocesi di Ragusa Sac. Sebastiano Roberto Asta, oltre a
portare il saluto di mons. Giuseppe La Placa che tiene in modo particolare a questo nascente
servizio complementare a quello alimentare, afferma: «Dietro questo servizio c’è l’anima
pulsante del nostro volontariato, espressione di una Chiesa che si fa prossima e che sa farsi
dono. La nascita di questo servizio è il frutto della grande generosità di tante persone che
scelgono di mettersi a disposizione degli ultimi. Prendersi cura del fratello, anche attraverso
la scelta di un abito nuovo, significa riconoscerne la dignità profonda. Questo guardaroba
diventa così un luogo di incontro e di speranza, dove lo stile del servizio si trasforma in
relazioni autentiche di fraternità».
Conclude Domenico Leggio, direttore della Caritas diocesana: «Il guardaroba sociale
non è un intervento isolato, ma si inserisce in modo organico all'interno di una serie di servizi
che in città vede già operativi luoghi fondamentali come l’Emporio solidale, il Ristoro San
Francesco, il Centro di Ascolto Cittadino e quelli parrocchiali. Questo nuovo tassello
dimostra come il lavoro di rete tra istituzioni, Terzo settore e realtà nazionali sia la strada
vincente per rispondere alle povertà in modo strutturato. Mettendo insieme competenze e
talenti territoriali, riusciamo a offrire alle famiglie un supporto che supera la logica
dell’assistenzialismo, accompagnandole verso una reale inclusione sociale. Un
ringraziamento doveroso a Fondazione Progetto Arca e a tutti i suoi donatori perché, da quasi dieci anni, sostiene la nostra realtà ragusana».
Il guardaroba sociale di Ragusa è un modello che Fondazione Progetto Arca ha ideato insieme a H&M Italia ed è il quinto in Italia, dopo Milano, Roma, Napoli, Bari. Solo nell’ultimo anno, in queste 4 città, Progetto Arca ha distribuito oltre 70mila capi di
abbigliamento anche grazie al sistema dei guardaroba sociali. La nuova apertura siciliana
segna un’altra tappa importante nella collaborazione tra le due realtà e con i partner sul
territorio per proseguire con servizi integrati e continuativi, dedicati sempre alle persone
fragili in difficoltà economica.
Fondazione Progetto Arca ETS opera dal 1994 a livello nazionale per dare aiuto
concreto a chi si trova in stato di grave povertà ed emarginazione sociale: persone senza
dimora, famiglie in emergenza economica e abitativa, persone con problemi di dipendenza,
migranti in fuga da guerre e povertà. Ogni giorno operatori e volontari offrono sostegno
alimentare, accoglienza abitativa, assistenza in strada, accompagnando ogni persona in
difficoltà in un percorso di recupero personale e di reinserimento sociale, abitativo e
lavorativo. In più di 30 anni, Progetto Arca ha raggiunto oltre 435mila beneficiari. progettoarca.org
Campo Largo: Il Pd indica Cracolici. Forse.
Campo Largo: Il Pd indica Cracolici. Forse.
Report sul Registro Tumori di Ragusa
Report sul Registro Tumori di Ragusa
Questa mattina, nella Sala “Russo-Armenia” di Piazza Igea, sede della
Direzione generale dell’ASP, è stata presentata la monografia del Registro
Tumori di Ragusa, alla presenza, tra gli altri, di S.E. il Prefetto di Ragusa,
Tania Giallongo. La pubblicazione raccoglie e analizza i dati
epidemiologici relativi alle principali patologie tumorali nei territori di
riferimento, offrendo un quadro aggiornato sull’incidenza, sulla mortalità e
sulla sopravvivenza.
All’iniziativa hanno partecipato il Direttore generale dell’ASP, Giuseppe
Drago, il Direttore Sanitario Sara Lanza, il Direttore amministrativo
Massimo Cicero, e il Direttore del Registro Tumori, Giuseppe Cascone, che
si è avvalso della collaborazione delle dottoresse Antonella Ippolito e
Antonella Usticano per la presentazione dei dati. Presenti anche i sindaci e i
rappresentanti delle Forze dell’Ordine, a partire dal signor Questore di
Ragusa, Salvatore Fazzino.
Dal report emergono una riduzione dell’incidenza complessiva, più marcata
nella popolazione maschile, una mortalità sostanzialmente stabile e un
miglioramento della sopravvivenza. Il documento richiama inoltre
l’attenzione sul progressivo invecchiamento della popolazione: nella fascia
over 65 si concentra il 61% dei casi di tumore, dato che conferma la
necessità di programmare in modo sempre più mirato l’offerta sanitaria e i
percorsi di presa in carico.
La monografia rappresenta dunque uno strumento di lavoro per clinici,
epidemiologi e decisori sanitari, utile a orientare le strategie di prevenzione,
la programmazione dei servizi e il rafforzamento dei percorsi diagnostico-
terapeutici.
Il fenomeno del bullismo in Italia
Il fenomeno del bullismo in Italia
Il bullismo e il cyberbullismo continuano a rappresentare una delle principali sfide educative e sociali dell’epoca che stiamo vivendo, con conseguenze profonde sul benessere psicologico e sulla crescita dei più giovani. Riconoscere tempestivamente i segnali di disagio, sostenere le vittime e promuovere una cultura del rispetto sono elementi fondamentali per contrastare il fenomeno. Interris.it, su questi temi, ha intervistato il dottor Claudio Marcassoli, psichiatra e psicoterapeuta, che ha analizzato i dati più recenti, illustrando i possibili campanelli d’allarme e spiegando le eventuali strategie di prevenzione che possono aiutare famiglie e scuola ad affrontare questi episodi. Dottor Marcassoli, cosa ci dicono gli ultimi dati sul fenomeno del bullismo in Italia? “I numeri confermano che il bullismo rappresenta una delle principali emergenze che riguardano il mondo giovanile. Le rilevazioni più recenti mostrano che circa il 38% dei ragazzi riferisce di aver subito almeno un episodio di bullismo o violenza. Le aggressioni verbali restano le più frequenti e interessano oltre il 60% delle vittime, seguite dalle prevaricazioni di tipo psicologico e, in misura minore, da quelle fisiche. Anche il cyberbullismo continua a diffondersi, coinvolgendo quasi un ragazzo su cinque, mentre oltre tre quarti degli studenti dichiarano di aver assistito a episodi di violenza tra coetanei. Si tratta di dati che evidenziano quanto il fenomeno sia radicato e quanto sia necessario rafforzare la prevenzione e il sostegno alle vittime.”Ci sono dei segnali per farci comprendere che un ragazzo è vittima di bullismo? “I campanelli d’allarme possono essere diversi e non sempre sono immediatamente riconoscibili. Spesso il ragazzo modifica improvvisamente il proprio comportamento: tende a isolarsi, evita le relazioni con i coetanei, perde interesse per attività che prima svolgeva con entusiasmo oppure registra un peggioramento del rendimento scolastico. Possono comparire anche sintomi fisici ricorrenti, come mal di testa, disturbi del sonno, nausea o malessere soprattutto prima di andare a scuola. In alcuni casi emerge una forte riluttanza a frequentare l’ambiente scolastico o un timore inspiegabile nei confronti di determinati compagni o luoghi.” Come si può intervenire in questi casi? “È fondamentale non minimizzare mai questi segnali. Il primo passo consiste nell’ascoltare il ragazzo con attenzione, senza forzarlo e senza esprimere giudizi, creando uno spazio nel quale possa sentirsi accolto e compreso. Successivamente è importante coinvolgere la scuola, raccogliere elementi utili sugli episodi accaduti e, quando la situazione lo richiede, chiedere il supporto di uno psicologo. Il ruolo dei genitori è determinante: devono garantire presenza, dialogo e sostegno costante.” Che strategie di prevenzione possono essere messe in atto per questi fenomeni?“La prevenzione deve iniziare fin dall’infanzia, promuovendo valori come il rispetto degli altri, l’empatia e la capacità di affrontare i conflitti in modo costruttivo. È indispensabile una collaborazione continua tra famiglia e scuola, affinché si costruisca una vera alleanza educativa. L’ambiente scolastico deve essere un luogo in cui, oltre all’apprendimento, si sviluppino relazioni positive e inclusive. Intervenire tempestivamente ai primi segnali permette di limitare il rischio che il bullismo provochi conseguenze psicologiche profonde e durature.
Interris del 28 giugno 2026
Settore delle costruzioni trainante a Ragusa
Settore delle costruzioni trainante a Ragusa
Il Rapporto annuale della Banca d'Italia conferma un dato di fondo: mentre la crescita dell'economia siciliana rallenta, il settore delle costruzioni continua a rappresentare una delle principali leve dello sviluppo regionale. Nel 2025 il PIL dell'Isola è cresciuto dello 0,6%, di contro il comparto edile ha proseguito il proprio percorso di espansione, trainato dagli investimenti pubblici e confermandosi il settore con la maggiore incidenza di imprese a forte crescita occupazionale, molte delle quali devono essere pensate come un unico asset infrastrutturale.
Per ANCE Ragusa il messaggio è chiaro: la fase aperta con il PNRR non può rimanere un'esperienza straordinaria, ma deve trasformarsi in una politica stabile degli investimenti, e questo si può fare soltanto attraverso il completamento e il consolidamento delle infrastrutture.
“Ragusa non chiede privilegi – dice il presidente Giorgio Firrincieli - ma condizioni di competitività. Il completamento del raddoppio della Ragusa-Catania, attraverso l'ammodernamento della SS 514 e della SS 194, è fondamentale per superare uno storico deficit infrastrutturale e collegare più efficacemente il nostro territorio al principale polo economico della Sicilia orientale”, Firrincieli aggiunge: “Non può essere dimenticato il completamento dell'autostrada Siracusa-Gela. Oggi l'infrastruttura si ferma a Modica; il lotto fino a Scicli è ancora privo della necessaria copertura finanziaria e manca una programmazione certa per il proseguimento verso Ragusa e Gela. È un limite che penalizza uno dei territori economicamente più dinamici della Sicilia. La Ragusa-Catania, la Siracusa-Gela, il porto di Pozzallo e l'aeroporto di Comiso non sono interventi separati, ma un unico sistema infrastrutturale. Solo completando questa rete sarà possibile rafforzare la competitività del distretto agroalimentare e manifatturiero ibleo, sostenere l'export, attrarre investimenti e valorizzare pienamente il potenziale del Sud-Est siciliano.”
Accanto alle grandi infrastrutture, l'Associazione richiama la necessità di dare continuità agli investimenti nella rigenerazione urbana, nell'edilizia scolastica, nella manutenzione del territorio e nella difesa dal dissesto idrogeologico, settori che producono benefici economici e sociali duraturi.
“Le imprese hanno dimostrato di essere all'altezza delle sfide del mercato. Ora spetta alle istituzioni assicurare una programmazione stabile, completare le infrastrutture strategiche e trasformare gli investimenti in una vera politica industriale per il territorio, capace di generare crescita, occupazione e competitività.”
252° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA
252° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA
Si è svolta questa mattina alla Villa Margherita di Ragusa la ceriemonia per il 265° anniversario dell'istituzione del crpo della Guardia di Finanza.
Dopo la lettura dei messaggi da parte delle autorità nazionali e del Comando Generale, il saluto del Comandante del gruppo Col. Mele si è proceduto con la consegna degli encomi a finanzieri che si cono distinti in azioni di contrasto a reati vari.
Di seguito riportiamo il rapporto per tutte le attivita svolte nello scorso anno e nella prima parte del 2026.
Nel 2025 e nei primi cinque mesi del 2026, la Guardia di Finanza ha eseguito circa 1300 di interventi e 349 indagini a contrasto degli illeciti economico-finanziari e delle
infiltrazioni della criminalità nell’economia: un impegno “a tutto campo” a tutela di famiglie e imprese.
Il contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali è un obiettivo identitario della
Guardia di finanza che, grazie alla sua vocazione investigativa, ha svolto 43 indagini di
polizia giudiziaria finalizzate a disarticolare le filiere criminali responsabili di frodi fiscali.
Tali attività hanno consentito di denunciare 75 soggetti per reati tributari. All’esito delle
indagini delegate dall’Autorità giudiziaria sono state sottoposte a sequestro disponibilità
patrimoniali e finanziarie costituenti profitto dell’evasione e delle frodi fiscali, per un valore
di oltre 2 milioni di euro, nonché cautelati oltre 7,2 milioni di euro di crediti d’imposta
agevolativi in materia edilizia ed energetica inesistenti.
Parallelamente all’azione repressiva, la Guardia di finanza assicura una costante opera di
prevenzione dei fenomeni fraudolenti.
Sono state avanzate all’Agenzia delle entrate 6 proposte di cessazione della partita Iva
nei confronti di soggetti economici connotati da profili di pericolosità fiscale e segnalati per
il preventivo “blocco” 6,2 milioni di euro di crediti fiscali non spettanti o inesistenti, al
fine di impedirne il possibile utilizzo improprio attraverso la compensazione di debiti fiscali
“veri”.
È stato assicurato, al contempo, un costante presidio nel contrasto al sommerso economico.
Le attività ispettive, infatti, hanno permesso di individuare 13 evasori totali, ossia esercenti
attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti al fisco, nonché 98
lavoratori in “nero” o irregolari, consentendo di rilevare ipotesi di illecite esternalizzazioni
di manodopera e di indebito sfruttamento dei lavoratori.
Contemporaneamente, è proseguito l’intenso sforzo investigativo connesso al contrasto
delle frodi doganali, con particolare riferimento all’abuso dei regimi di ammissione
temporanea, alle condotte di “aggiramento” dei dazi antidumping e alla circolazione delle
merci che beneficiano di particolari regimi doganali.
Nel settore delle accise sono stati eseguiti 27 interventi che hanno portato al sequestro di
5 tonnellate di prodotti energetici, prevalentemente in conseguenza della rilevazione di
fenomeni illeciti di impiego di prodotti petroliferi chimicamente alterati e dell’utilizzo abusivo
delle agevolazioni riservate ai prodotti energetici a “uso agricolo.,
Nel comparto dei monopoli, che risponde al prioritario obiettivo del Corpo di tutelare i
giocatori da proposte di gioco illegali, insicure e prive di garanzia, salvaguardando le
fasce più deboli (prima fra tutte, quella dei minori), i controlli e le indagini hanno permesso
di verbalizzare 59 soggetti, di cui 1 denunciato a piede libero.
L’attività della Guardia di finanza nel comparto della tutela della spesa pubblica è orientata
a vigilare sul corretto utilizzo delle risorse dell’Unione europea e nazionali, per la
realizzazione di interventi a sostegno di imprese e famiglie.
Le attività condotte nel settore sono state sviluppate facendo leva sulle numerose
collaborazioni istituzionali intessute dal Corpo con le principali Amministrazioni, Autorità
ed Enti gestori di risorse pubbliche, che permettono alla Guardia di finanza di arricchire il
proprio patrimonio conoscitivo con informazioni qualificate utili a orientare gli interventi
ispettivi secondo criteri di sempre maggiore efficacia ed efficienza.
493 sono gli interventi complessivamente svolti a tutela dei principali flussi di spesa, dagli
appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema
previdenziale e assistenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale.
Le direttive impartite sono state orientate, in via prioritaria, al presidio dei progetti e degli
investimenti finanziati con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In tale
ambito sono stati eseguiti 91 interventi per verificare la spettanza, a cittadini e imprese, di
crediti d’imposta, contributi e finanziamenti oltreché la corretta esecuzione delle opere
e dei servizi oggetto di appalti pubblici, per circa 280.000 euro.
Particolare attenzione è prestata anche alla tutela delle ulteriori risorse dell’Unione
europea, tra cui gli aiuti previsti dalla Politica Agricola Comune. Al riguardo, i Reparti del
Corpo hanno concluso 8 interventi, accertando frodi, attuate attraverso la presentazione di
dati non veritieri e di falsi titoli di proprietà, per oltre 277.000 euro e denunciando 6
responsabili.
Sul fronte della spesa pubblica nazionale, nello stesso periodo, sono stati effettuati 350
interventi, di cui 226 in tema di reddito di cittadinanza, assegno di inclusione e
supporto per la formazione e il lavoro e 69 controlli a tutela del diritto allo studio
universitario.
Complessivamente, le frodi accertate dai Reparti del Corpo in danno del bilancio nazionale
e unionale sono state superiori a 2 milioni di euro.
Nell’ambito della collaborazione con l’Autorità giudiziaria - penale e contabile - sono state
eseguite 21 indagini in tema di spesa pubblica al cui esito sono stati segnalati alla Corte
dei conti 21 responsabili, con l’accertamento di danni erariali per più di 3 milioni di euro.
In tema di appalti, sono state monitorate procedure di affidamento e modalità di esecuzione
delle opere e servizi per oltre 4,4 milioni di euro.
L’azione del Corpo nel contrasto ai fenomeni corruttivi e agli altri delitti contro la
Pubblica Amministrazione, svolta facendo leva sulle peculiari potestà investigative che
connotano la polizia economico-finanziaria e sviluppando indagini strutturate, di natura
tecnica, finanziaria e patrimoniale, volte a ricostruire le regie criminali e il ruolo dei soggetti
coinvolti, ha portato alla denuncia di un soggetto per peculato.
Nell’attività di contrasto alla criminalità organizzata ed economico-finanziaria, l’azione del
Corpo mira a bloccare le infiltrazioni criminali nell’economia legale e, contemporaneamente,
a tutelare il libero mercato e il rispetto delle regole della sana concorrenza.
In materia di riciclaggio e autoriciclaggio, anche attraverso l’investigazione di flussi
finanziari sospetti generati dagli operatori del sistema di prevenzione antiriciclaggio, sono
stati eseguiti 21 interventi, che hanno portato alla denuncia di 35 persone, di cui una
tratta in arresto e al sequestro di beni per oltre 3,6 milioni di euro.
È proseguita, altresì, l’azione del Corpo a tutela dei risparmiatori nel contrasto ad ogni
forma di abusivismo bancario e finanziario, realizzate prevalentemente mediante canali
telematici e sempre più innovativi strumenti digitali, con la denuncia di 2 soggetti.
Ai confini terrestri, marittimi e aerei sono stati eseguiti 168 controlli sulla circolazione della
valuta con la scoperta di contanti e titoli intercettati al seguito per oltre 1,5 milioni di euro,
l’accertamento di 46 violazioni nonché il sequestro di valuta, titoli e certificati
contraffatti per oltre 80 mila euro.
In materia di reati fallimentari, del codice della crisi d’impresa e societari, sono stati
denunciati 21 soggetti, con un valore distrazioni accertate per circa 6 milioni di euro.
Nell’ambito del contrasto al crimine organizzato, finalizzato anche all’individuazione di
fittizie intestazioni di beni, sono state concluse 10 indagini, con l’esecuzione di controlli
nei confronti di 40 soggetti tra persone fisiche e società. Le connesse investigazioni
patrimoniali hanno portato alla richiesta di proposte di sequestro per oltre 800 mila euro e
all’applicazione di provvedimenti di confisca per un valore di 250 mila euro.
Sono stati eseguiti, poi, oltre 890 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti
della Repubblica, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della
documentazione antimafia.
Nel periodo in esame, i Reparti del Corpo hanno sequestrato, in territorio nazionale ed
estero, circa 1,5 kg di sostanze stupefacenti, in prevalenza costituite da cocaina, hashish
e marijuana.
Il contrasto ai traffici illeciti, in generale, viene assicurato anche nell’ambito del Servizio
“117”, oggetto di recenti interventi in campo operativo, addestrativo e tecnico-logistico,
finalizzati a incrementare la prontezza operativa e l’efficacia d’intervento delle pattuglie sul
territorio e dei mezzi navali, a riscontro delle segnalazioni del cittadino.
Sul versante della tutela del mercato dei beni e dei servizi, sono stati eseguiti 59
interventi e denunciati 13 soggetti. A seguito di tali attività sono stati sottoposti a sequestro
oltre 160 mila di prodotti contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy, non sicuri
e in violazione della normativa sul diritto d’autore.
Sono stati, anche, sequestrati oltre 5.500 kg di prodotti agroalimentari, recanti marchi
contraffatti, false o fallaci indicazioni di origine e provenienza nonché oggetto di frode
commerciale.
Nel quadro della più ampia missione di concorso alla sicurezza interna ed esterna del
Paese, la Guardia di finanza assicura un’efficace azione di contrasto ai traffici illeciti di
stupefacenti, rifiuti, armi ed esseri umani.
Tali traffici hanno origine in massima parte oltremare, transitando per il Mediterraneo, con
conseguente necessità di garantire la massima e rapida integrazione fra dispositivo di
vigilanza in mare e strutture investigative sul territorio.
Tutta la costa provinciale, viene pattugliata dalla Sezione Operativa Navale di Pozzallo,
dipendente dal Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, che si coordina costantemente
con questo Comando Provinciale scambiandosi informazioni ed eseguendo interventi
congiunti.
Da gennaio 2025 a fine maggio 2026, le attività poste in essere dal dispositivo aeronavale
del Corpo hanno permesso di intercettare, lungo le rotte migratorie del Mediterraneo, 3.269
persone in 58 eventi, nell’ambito dei quali sono stati complessivamente fermati 33
responsabili di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.
L’impegno concorsuale del Corpo nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica
continua ad essere garantito nell’ambito dei servizi disposti dalla locale Autorità di P.S., per
i quali, dal 2025 e fine a maggio 2026, si è registrato un impiego complessivo di 11.740
giornate/uomo.
Il secondo capitolo del progetto "Arena",
Il secondo capitolo del progetto "Arena",
- Restituire nuova vita a un luogo simbolo della città, trasformandolo in uno spazio capace di generare sviluppo economico, servizi, occupazione e qualità urbana. È questa la visione che ha guidato il Gruppo Arena nella
realizzazione de L'Arena di Catania, il nuovo polo dedicato a shopping, servizi,
ristorazione, benessere e tempo libero inaugurato il 24 e 25 giugno al termine di un
investimento di circa 40 milioni di euro. Un progetto che rappresenta una delle più
importanti operazioni di rigenerazione urbana e commerciale realizzate negli ultimi anni in
Sicilia.
Con questo intervento il Gruppo Arena restituisce alla città uno dei luoghi più conosciuti e
significativi della sua storia commerciale, trasformando l'ex Auchan di San Giuseppe La
Rena in uno spazio completamente ripensato, moderno, sostenibile e orientato ai nuovi
bisogni delle persone.
L'operazione rappresenta il secondo capitolo del progetto "Arena", dopo la
riqualificazione de L'Arena di Misterbianco, e si inserisce in una più ampia strategia di
sviluppo attraverso la quale il Gruppo Arena punta a rigenerare grandi spazi esistenti,
trasformandoli in luoghi capaci di generare valore economico, occupazione, servizi e
qualità urbana, senza consumo di nuovo territorio.
L'intervento si inserisce nel percorso di crescita che negli ultimi anni ha consolidato il
Gruppo Arena come principale operatore della grande distribuzione organizzata in Sicilia,
con la più elevata quota di mercato regionale nel settore della GDO, una rete di circa 190
punti vendita, oltre 4.000 collaboratori e un fatturato alle casse di circa 1,5 miliardi di
euro nel 2025.
Realizzato in appena 8 mesi, il progetto ha coinvolto oltre 1.000 maestranze appartenenti
a oltre 100 imprese siciliane operanti nei settori dell'edilizia, dell'impiantistica, degli
allestimenti e delle opere specialistiche, generando un importante indotto economico già
durante la fase di realizzazione.
Oggi L'Arena di Catania ospita oltre 20 attività commerciali, di ristorazione e di
servizio, con oltre 300 persone impiegate nelle attività presenti all'interno della struttura,
senza considerare l'importante indotto generato dai servizi di sicurezza, manutenzione,
pulizie, facility management e da tutte le attività collegate.
Due giornate per restituire L'Arena alla città
L'inaugurazione si è articolata in due momenti distinti e complementari.
La prima giornata, mercoledì 24 giugno, è stata dedicata alle istituzioni, agli stakeholder,
ai partner e al mondo economico e sociale del territorio. La seconda giornata, giovedì 25
giugno, ha visto invece l'apertura ufficiale al pubblico e la presentazione del progetto alla
stampa, trasformando L'Arena di Catania in un luogo finalmente restituito alla comunità.
La cerimonia inaugurale istituzionale del 24 giugno, presentata dal conduttore televisivo
e autore Salvo La Rosa, si è aperta con il saluto del Cav. Lav. Giovanni Arena,
Amministratore Delegato del Gruppo Arena, che ha illustrato la visione e il significato
dell'intervento. Sono quindi intervenuti il Sindaco della Città Metropolitana di Catania,
Avv. Enrico Trantino, e l'Assessore Regionale alle Attività Produttive, On. Edy
Tamajo, a testimonianza del valore strategico dell'iniziativa per lo sviluppo del territorio e il
Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, On. Gaetano Galvagno. La cerimonia
si è conclusa con il saluto del Presidente del Gruppo Arena, Cristofero Arena, che ha
rivolto un messaggio di ringraziamento alle istituzioni, alle imprese, ai professionisti, alle
maestranze e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'opera.
La cerimonia ha visto la partecipazione della Famiglia Arena, del Consiglio di
Amministrazione del Gruppo Arena, del management aziendale e di un ampio e
qualificato parterre di autorità civili, religiose e militari, rappresentanti delle istituzioni
regionali e locali, del mondo accademico, delle associazioni di categoria, dei partner, dei
fornitori e degli stakeholder.
Alla cerimonia hanno preso parte Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Luigi
Renna, Arcivescovo Metropolita di Catania, che ha impartito la benedizione alla struttura;
il Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, On. Gaetano Galvagno; l'Assessore
Regionale alle Attività Produttive, On. Edy Tamajo; il Sindaco della Città
Metropolitana di Catania, Enrico Trantino, insieme ai rappresentanti della Giunta
Comunale; il Presidente del Consiglio Comunale di Catania, Seby Anastasi; il
Senatore Salvo Pogliese; gli Onorevoli Nicola D'Agostino, Manlio Messina e Antony
Barbagallo; il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Catania, Prof. Enrico
Foti; il Sindaco di Misterbianco, Marco Corsaro; il Sindaco di Acireale, Roberto
Barbagallo; il Commissario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Antonio
Belcuore; il Questore di Catania, Giuseppe Bellassai; il Comandante Provinciale dei
Carabinieri, Gen. Salvatore Altavilla; il Comandante Provinciale della Guardia di
Finanza, Gen. Marco Filipponi; l'Amministratore Delegato di SAC, Nico Torrisi, e la
Presidente di SAC, Anna Quattrone.
Presenti inoltre le principali associazioni di categoria: Confcommercio Catania,
rappresentata dalla Vice Direttrice Silvia Carrara; Confindustria Catania, rappresentata
dalla Presidente Maria Cristina Busi; e Compagnia delle Opere, rappresentata dal
Presidente Salvatore Motta.
La partecipazione di un così ampio e qualificato parterre istituzionale ha confermato il
valore economico, sociale e urbanistico dell'intervento, riconoscendone il ruolo strategico
per lo sviluppo della città e dell'intero territorio.
La conferenza stampa e l'apertura al pubblico
La mattina di giovedì 25 giugno, L'Arena di Catania è stata presentata ufficialmente nel
corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione delle principali redazioni
giornalistiche specializzate nei settori food, retail e grande distribuzione, insieme alle
maggiori testate del territorio.
A illustrare il progetto e rispondere alle domande dei giornalisti sono stati il Presidente del
Gruppo Arena, Cristofero Arena, e il Cav. Lav. Giovanni Arena, Amministratore
Delegato del Gruppo Arena, affiancati dal management che ha guidato lo sviluppo
dell'intervento: Gianni D'Alù, Direttore Vendite Gruppo Arena; Francesco Anfuso,
Direttore Marketing e Innovazione Gruppo Arena; Enrico Gennaro, Head of Architectural
Design – Retail Format Gruppo Arena; Dario Marchì, Responsabile Marca del Distributore
Gruppo Arena; e Giovanni D'Amico, Construction Manager e Project Manager de
L'Arena di Catania.
L'apertura al pubblico, avvenuta nella stessa giornata, ha registrato fin dalle prime ore una
partecipazione straordinaria di clienti e famiglie, confermando il forte legame che questo
luogo continua a rappresentare per la città e l'attesa con cui il progetto è stato accolto
dalla comunità.
Un nuovo luogo da vivere, non soltanto da visitare
L'Arena di Catania nasce con l'obiettivo di superare il tradizionale concetto di centro
commerciale, proponendosi come un nuovo polo dedicato allo shopping, ai servizi, alla
ristorazione, al benessere e al tempo libero.
La struttura è stata progettata per essere vissuta durante tutto l'arco della giornata,
integrando esperienze diverse all'interno di uno spazio moderno, accessibile e sostenibile,
capace di rispondere alle esigenze delle famiglie, dei lavoratori, dei giovani e dei
viaggiatori che quotidianamente attraversano uno dei principali ingressi della città.
Dispone di circa 1.500 posti auto e occupa una posizione strategica, a pochi minuti
dall'Aeroporto Internazionale Vincenzo Bellini, dalla Playa e dai principali collegamenti
della città metropolitana, diventando un nuovo punto di riferimento per un bacino di utenza
che interessa Catania e l'intera Sicilia orientale.
Il cuore del progetto: il SuperConveniente più grande della
Sicilia
Cuore de L'Arena di Catania è il nuovo SuperConveniente, con oltre 4.100 mq di area
vendita, il più grande della Sicilia, che porta a 40 i punti vendita dell'insegna.
Nato dieci anni fa come risposta strategica all'evoluzione del mercato e dei modelli di
consumo, SuperConveniente rappresenta oggi uno dei format strategici del Gruppo
Arena, capace di coniugare convenienza, qualità, ampiezza dell'assortimento e un elevato
livello di servizio.
Grande attenzione è dedicata ai reparti freschi - ortofrutta, macelleria, pescheria,
gastronomia, panetteria e pasticceria - affiancati da un'importante offerta di prodotti a
marchio del distributore, un'ampia area non food e un reparto dedicato ai grandi formati
per il canale Ho.Re.Ca., con l'obiettivo di offrire una risposta completa alle esigenze della
spesa quotidiana di famiglie e professionisti.
Spazio Sapore: il gusto come esperienza
Accanto al SuperConveniente trova spazio Spazio Sapore, il format di ristorazione del
Gruppo Arena nato per ampliare l'esperienza del cliente oltre il momento della spesa.
Con oltre 250 posti a sedere, Spazio Sapore accompagna ogni momento della giornata
attraverso un'offerta che comprende caffetteria, pasticceria, gastronomia, ristorante,
gelateria artigianale e aperitivi, proponendosi come un luogo d'incontro aperto non
soltanto ai clienti del supermercato ma all'intera città.
Insieme al ristorante McDonald's, Spazio Sapore contribuisce a un'offerta complessiva di
circa 570 posti dedicati alla ristorazione, trasformando L'Arena di Catania in uno spazio
da vivere durante tutto l'arco della giornata.
Completa l'offerta food e di prossimità Break Time Bar e Tabacchi, che arricchisce
ulteriormente i servizi disponibili all'interno della struttura.
L'offerta commerciale è completata da un mix di insegne nazionali e servizi che
comprende Upim, Euronics Bruno, Action, Non Solo Sport Outlet, Hobby Zoo, Acqua
& Sapone, Up Level Fitness, Primadonna, Yamamay, Doppelgänger, Naima, Reale
Bellezza, Occhialissimo, Roberta Gioielli, TIM, Valeriano Moto, Parafarmacia,
Tabacchi e Park Air, il servizio di parcheggio dedicato ai viaggiatori dell'aeroporto che
mette a disposizione con collegamento navetta da e per l'Aeroporto Internazionale
Vincenzo Bellini, ampliando ulteriormente i servizi offerti dal nuovo polo.
Rigenerazione urbana: un investimento che va oltre l'edificio
L'intervento ha interessato non soltanto la completa riqualificazione dell'ex Auchan, ma
l'intero contesto urbano circostante.
L'intervento ha consentito di restituire decoro, sicurezza e nuove funzioni a un'area che
per anni aveva conosciuto condizioni di degrado e abbandono.
Il progetto ha previsto il ridisegno della viabilità, la realizzazione della nuova rotatoria di
accesso, il miglioramento dell'accessibilità, importanti interventi infrastrutturali e il recupero
di aree strategiche della città.
L'Arena di Catania restituisce così qualità urbana e nuove funzioni a uno dei principali
ingressi di Catania, contribuendo a valorizzare un asse strategico tra il centro urbano, la
Playa e l'Aeroporto Internazionale Vincenzo Bellini.
L'intervento rappresenta un esempio concreto di come la rigenerazione urbana possa
diventare motore di sviluppo economico, miglioramento della qualità della vita e
valorizzazione del territorio.
La sostenibilità come principio progettuale
La sostenibilità ha rappresentato uno dei principi guida dell'intero progetto.
L'Arena di Catania è dotata di un impianto fotovoltaico da quasi 2,3 MW, in grado di
produrre oltre 3,3 GWh di energia ogni anno, alimentando la struttura attraverso energia
pulita e rinnovabile.
Il progetto integra inoltre sistemi di refrigerazione a CO2 naturale, illuminazione LED,
impianti ad alta efficienza energetica e un innovativo sistema di gestione delle acque
meteoriche realizzato attraverso pavimentazioni drenanti e nuove infrastrutture idrauliche,
contribuendo a migliorare la resilienza ambientale dell'intera area.
Grande attenzione è stata riservata anche alla compensazione ambientale.
Nel boschetto della Playa sono stati messi a dimora 95 nuovi alberi e 290 cespugli,
mentre il Parco Lizzio è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione con
24 specie arboree, 600 specie arbustive, il ripristino degli impianti di irrigazione e la
riattivazione di due beverini pubblici.
All'interno de L'Arena di Catania sono state inoltre collocate, ad integrazione delle 1.850
piante previste dal piano di compensazione ambientale, oltre 1.700 cespugli e 35 alberi
di carrubo, contribuendo a creare nuovi spazi verdi e a migliorare la qualità paesaggistica
dell'intero comparto.
La dichiarazione del Cav. Lav. Giovanni Arena
«L'Arena di Catania rappresenta molto più di un investimento del Gruppo Arena.
Rappresenta il nostro modo di interpretare il ruolo dell'impresa. Non ci siamo limitati a
recuperare un immobile, ma abbiamo scelto di restituire alla città un luogo completamente
rigenerato, capace di creare occupazione, servizi, qualità urbana e nuove opportunità di
sviluppo. Siamo convinti che le imprese non crescano davvero se non cresce anche il
territorio nel quale operano. Per questo abbiamo voluto realizzare un progetto che unisce
sviluppo economico, sostenibilità, innovazione e responsabilità verso la comunità.
Restituiamo oggi questo luogo ai cittadini con l'auspicio che possa diventare un nuovo
punto di riferimento per Catania e per l'intera Sicilia.»
L'Arena di Catania in numeri
• Investimento: 40 milioni di euro
• Durata dei lavori: 8 mesi
• Oltre 1.000 maestranze coinvolte
• Oltre 100 imprese impegnate nella realizzazione
• Oltre 20 attività commerciali, di ristorazione e di servizio
• Oltre 300 persone impiegate all'interno della struttura (escluso l'indotto)
• Circa 1.500 posti auto
• SuperConveniente: oltre 4.120 mq di area vendita e 92 collaboratori
• 40° punto vendita SuperConveniente
• Spazio Sapore: oltre 250 posti a sedere
• Circa 570 posti complessivi dedicati alla ristorazione
• Impianto fotovoltaico da quasi 2,3 MW
• Oltre 3,3 GWh di energia prodotta ogni anno
• 95 alberi e 290 cespugli nel boschetto della Playa
• 24 specie arboree e 600 specie arbustive nel Parco Lizzio
• 1.850 piante previste dal piano di compensazione ambientale
• Oltre 1.700 cespugli e 35 carrubi all'interno dell'area
Con L'Arena di Catania il Gruppo Arena conferma una visione imprenditoriale che mette al
centro le persone, i territori e la capacità di creare valore attraverso investimenti che
coniugano crescita economica, innovazione, sostenibilità e responsabilità sociale. Un
percorso iniziato oltre un secolo fa e che continua oggi con la stessa convinzione: le
imprese non crescono davvero se non cresce anche il territorio nel quale operano.










