Blocco dei porti siciliani. La FITA dissente
Blocco dei porti siciliani. La FITA dissente
I trasportatori siciliani, guidati da Salvatore Bella, si fermano dalla mezzanotte di stasera per cinque giorni. Il fermo interesserà le attività di tutti i porti siciliani in cui verranno congelate tutte le attività di carico/scarico dei semirimorchi dalle navi. Secondo gli organizzatori aderirà al fermo il 90% delle aziende che effettuano trasporto intermodale. L’obiettivo dichiarato è di non rifornire la GDO «almeno fino a che non avremo impegni scritti dal governo nazionale a seguito di un incontro». Gli autotrasportatori siciliani chiedono criteri più chiari sul Sea Modal Shift, l’utilizzo da parte del Mit dei fondi provenienti dalla tassa ETS per l’intermodalità e garanzie sulla continuità degli incentivi. Inoltre, «i gravi disordini di natura bellica – si legge in una nota – hanno fatto lievitare il costo del carburante, e di conseguenza, il costo dei traghettamenti. Nonostante il Governo sia intervenuto su questi aumenti con il D.L. 33/2026, nulla è stato fatto sul costo degli imbarchi, lievitati di cifre importanti sempre a causa del caro-gasolio». Quindi l'autotrasporto è sempre più in difficoltà davanti ai costi dei carburanti che aumentano, ma soprattutto difronte a un Governo che stenta a mantenere le promesse fatte. Così gli autotrasportatori siciliani entrano in sciopero da stasera a mezzanotte per 5 giorni con l’intento di non rifornire la GDO e far capire, con i supermercati vuoti, il ruolo centrale dei camion per il trasporto dei generi alimentari La CNA FITA Sicilia prende ufficialmente le distanze dal fermo annunciato dal Comitato Trasportatori Siciliani, che ha proclamato un blocco dei principali scali portuali dell’isola dal 14 al 18 aprile prossimi. L’organizzazione ribadisce la propria non adesione all’iniziativa. “Riteniamo opportuno attendere l’esito dell’incontro convocato per il 17 aprile al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) – dichiara la CNA FITA Sicilia – per poi valutare, eventualmente, iniziative unitarie e condivise”.
Pur nel pieno rispetto del diritto di manifestare, la CNA FITA chiede ai Prefetti dell’Isola di incrementare i controlli e garantire sicurezza e regolare svolgimento dell’attività lavorativa a tutti i professionisti che, pur non partecipando al fermo, potrebbero subire recriminazioni o blocchi forzati.
“La libertà di impresa e di circolazione devono essere tutelate – conclude la nota – così come il diritto di chi sceglie di non scioperare. Chiediamo alle autorità preposte di vigilare con attenzione”. Unatras, l’unione delle sigle più rappresentative dell’autotrasporto, invece punta il dito contro la «committenza irresponsabile e il governo assente» rendendo pubblico l’orientamento di tutta la categoria verso il blocco nazionale dei trasporti su strada. Un annuncio che potrebbe concretizzarsi venerdì 17 aprile quando è stato convocato il comitato esecutivo nazionale che dovrà ratificare la decisione. Rimane ancora da sciogliere il nodo del credito d’imposta che il Governo ha promesso al settore all’inizio della crisi in Medio Oriente nel Consiglio dei ministri del 19 marzo scorso: a quasi un mese di distanza manca ancora il decreto attuativo con le indicazioni per richiedere il beneficio. La questione non risolta sta nel regime degli aiuti di stato che i Governi dell’Ue devono concordare con la Commissione Europea: l’autotrasporto ha beneficiato negli ultimi mesi di molti contributi, come per esempio quelli sulla digitalizzazione del bando LogIn Business, che hanno saturato il regime de minimis, in particolare per le grandi aziende che ora rischiano di rimanere a bocca asciutta nel caso il credito d’imposta faccia riferimento a questo regime. Spetterebbe al ministero dell’Economia sbrogliare la matassa con Bruxelles, ma sembrerebbe che Giancarlo Giorgetti sia poco propenso ad occuparsi di un tema che dovrebbe stare più a cuore al collega Salvini che però oramai guarda sempre con maggiore interesse la poltrona del Viminale. Così cresce l’insofferenza degli autotrasportatori. Tra i fattori definiti «dirompenti» dalle imprese del settore vi è l’atteggiamento, giudicato «irresponsabile», della committenza, che determina una riduzione fino a 40 centesimi al litro, e la mancanza di attenzione da parte del Governo che, secondo quanto dichiarato dal ministro Urso, avrebbe «già assunto decisioni a favore del settore». «La categoria rileva tuttavia – si legge in una nota – di non essere a conoscenza di alcun provvedimento concreto».
Dal giornale "UOMINI E TRASPORTI.
In treno alla scoperta della cultura dell'Isola
In treno alla scoperta della cultura dell'Isola
Piano di spesa per la legge su Ibla.
Piano di spesa per la legge su Ibla.
Approvato dalla Commissione per il risanamento dei centri storici del Comune di
Ragusa il piano di spesa per il 2025 della legge speciale 61/81, un passaggio
strategico che traccia le linee di intervento per il rilancio e la valorizzazione del
centro storico cittadino, con un’attenzione particolare a Ragusa Ibla e il cuore di
Ragusa superiore.
Il piano, arrivato in Commissione dopo il decreto ricevuto nel mese di dicembre,
conferma un’impostazione ormai consolidata negli anni: la costruzione di una visione
complessiva attraverso un “progetto madre”, capace di orientare e integrare una serie
di interventi secondari ma strettamente collegati tra loro. Una strategia che punta a
coniugare progettazione a lungo termine, riqualificazione urbana e miglioramento
della qualità della vita per residenti e visitatori.
Focus del piano 2025 è proprio il progetto principale, che prevede la realizzazione di
un teatro all’aperto nel cuore di Ibla. L’intervento interesserà un’area di grande pregio
paesaggistico e storico, situata tra gli scavi archeologici, l’auditorium di San
Vincenzo Ferreri e piazza Hodierna, a ridosso dei Giardini Iblei. Qui sorgerà un
anfiteatro moderno, pensato come spazio dedicato alla cultura, allo spettacolo e alla
socialità, in grado di ampliare e diversificare l’offerta già vivace della città.
L’obiettivo è duplice: da un lato creare un nuovo polo culturale stabile, dall’altro
sostenere il crescente fermento artistico e turistico che negli ultimi anni ha
caratterizzato Ragusa, offrendo nuovi contenitori per eventi, rassegne e attività.
Il progetto sarà oggetto di un concorso di idee e vedrà il coinvolgimento di importanti
realtà accademiche, tra cui l’Università La Sapienza di Roma.
Previsti, in collaborazione con commissione centri storici, workshop e momenti di
confronto con tecnici, professionisti, studenti e cittadini, in un percorso partecipativo
che mira a costruire uno spazio condiviso e pienamente integrato nel contesto urbano.
Accanto al progetto principale, il piano di spesa prevede una serie di interventi
puntuali ma altrettanto significativi. Tra questi, la riqualificazione di Piazza delle
Poste, per la quale sono state stanziate le prime risorse destinate alla progettazione e
alla realizzazione di una nuova pavimentazione e al miglioramento complessivo
dell’area. Un intervento atteso che punta a restituire decoro e funzionalità a uno
spazio centrale, contribuendo a rafforzare l’identità urbana e la fruibilità quotidiana
del centro.
Il piano guarda inoltre ai giovani e alla vivibilità dei quartieri storici. In quest’ottica si
inserisce la riconversione dell’impianto sportivo di Santa Mari La Nova, che sarà
trasformato in una struttura multifunzionale con campi per tennis e calcio in erba
sintetica. L’obiettivo è offrire nuove opportunità di aggregazione e attività sportiva ai
residenti, in particolare agli studenti universitari e ai giovani che vivono a Ibla per i
quali è previsto anche un contributo per un sostegno agli affitti.
Non meno importante è il capitolo dedicato al recupero dell’edilizia abitativa. Il piano
prevede infatti lo stanziamento di risorse aggiuntive per incentivare interventi di
riqualificazione degli immobili del centro storico, favorendo il ripopolamento e
contrastando il degrado urbano. A questo si aggiungono fondi destinati alla
progettazione e alla manutenzione del patrimonio comunale, in un’ottica di gestione
equilibrata tra nuove opere e cura dell’esistente.
Si tratta, dunque, di un programma articolato che mette insieme visione strategica e
azioni concrete, con l’obiettivo di rendere il centro storico sempre più attrattivo,
vivibile e dinamico.
Non si ferma la corsa dei carburanti
Non si ferma la corsa dei carburanti
Ancora un rinvio del Piano casa
Ancora un rinvio del Piano casa
“Il continuo rinvio del Piano casa, mentre cresce l’emergenza abitativa, certifica una responsabilità politica precisa: il Governo continua a non considerare la casa una priorità nazionale. E mentre a Roma si rinvia, in Sicilia la situazione peggiora giorno dopo giorno”. Così Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, che precisa: “Nell’Isola il disagio abitativo non è un’emergenza temporanea, ma una condizione strutturale. Abbiamo migliaia di famiglie in attesa di un alloggio pubblico, un patrimonio di edilizia residenziale degradato e spesso inutilizzabile, oltre che non adeguato sotto il profilo della sicurezza sismica, perché realizzato in gran parte durante il boom edilizio, quando la normativa antisismica era insufficiente. Ciò rappresenta un rischio grave per la sicurezza dei cittadini, oltre che un ulteriore segnale dell’abbandono delle politiche abitative pubbliche. E, allo stesso tempo, un mercato degli affitti fuori controllo rispetto ai redditi reali dei lavoratori”. Non migliore la situazione a livello nazionale “dove sono oltre 250mila - spiega Pistorio - le famiglie in lista per una casa popolare, mentre circa un milione di under 40 non riesce ad acquistare un’abitazione. In Sicilia questi numeri pesano ancora di più: salari più bassi, precarietà diffusa e scarsa offerta pubblica rendono l’accesso alla casa sempre più difficile, soprattutto per giovani, lavoratori e famiglie monoreddito”. A ciò bisogna aggiungere il caro affitti che “nelle città siciliane – ancora Pistorio - sta diventando insostenibile. Negli ultimi anni i canoni sono cresciuti mediamente tra il 15% e il 25%, con picchi ancora più alti nelle zone universitarie e turistiche, a fronte di un aumento nazionale tra il 10% e il 15%. Ma il dato più grave è che in Sicilia i redditi sono più bassi della media italiana, quindi l’impatto reale degli aumenti è molto più pesante. Sempre più spesso un lavoratore è costretto a destinare oltre il 50% del proprio stipendio all’affitto. Questo significa che in Sicilia la casa non è solo più cara: è molto meno accessibile”. A incidere in modo significativo è anche il fenomeno dell’overtourism. “Il turismo rappresenta una grande opportunità di crescita economica per la Sicilia - evidenzia Pistorio - ma senza una regolazione pubblica sta contribuendo ad aggravare il problema abitativo. Sempre più immobili vengono sottratti alla locazione residenziale e destinati agli affitti brevi, riducendo l’offerta disponibile per cittadini e lavoratori e facendo aumentare ulteriormente i prezzi. E le conseguenze sociali sono evidenti, soprattutto tra i più giovani, spesso costretti a lasciare l’Isola. Non solo per mancanza di lavoro stabile, ma anche perché non riescono più a sostenere il costo di un’abitazione”. Il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia rileva: “Il Piano casa nazionale del Governo prevede la ristrutturazione di circa 63mila alloggi pubblici con uno stanziamento di 970 milioni di euro, una cifra del tutto insufficiente. Oggi, con i costi di costruzione che superano i 2.000 euro al metro quadro, è evidente che non si può affrontare una crisi di questa portata con meno di un miliardo. Ne servirebbero almeno 35 per dare una risposta seria al fabbisogno abitativo”. Non solo. A detta di Pistorio “particolarmente critica è la scelta di affidarsi ai privati per la realizzazione di alloggi a canone calmierato. Col rischio concreto di sostituire una politica pubblica con una politica di mercato. E in Sicilia questa impostazione rischia di escludere le fasce più deboli”. Alla già difficile situazione si aggiunge il tema degli studenti fuori sede. I numeri parlano chiaro. “A fronte di circa 800mila studenti a livello nazionale - spiega Pistorio - i posti negli studentati sono appena 96mila. Anche in Sicilia questa carenza si traduce in un aumento ulteriore degli affitti e in un ostacolo concreto al diritto allo studio. La Regione Siciliana non può più limitarsi a osservare. In questi anni è mancata una strategia strutturale sulla casa: serve subito un piano straordinario regionale che recuperi gli alloggi pubblici inutilizzati, finanzi nuova edilizia residenziale pubblica, regolamenti gli affitti brevi e sostenga concretamente le famiglie in difficoltà. Le risorse ci sono e vanno utilizzate, a partire dai fondi di coesione”. Pistorio conclude: “Il diritto alla casa deve tornare al centro delle politiche pubbliche. Perché senza casa non c’è lavoro stabile, non c’è possibilità di costruire una famiglia, non c’è diritto allo studio. E senza tutto ciò non c’è futuro. Né per i giovani, né per la Sicilia”.
Le risorse nel limbo della burocrazia regionale.
Le risorse nel limbo della burocrazia regionale.
Screening in movimento
Screening in movimento
Controlli interforze.
Controlli interforze.
La Polizia di Stato, congiuntamente all’Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza, ha svolto servizi straordinari di controllo del territorio finalizzati al contrasto del fenomeno dello
spaccio di sostanze stupefacenti e dell’immigrazione clandestina a Ragusa.
L’attività svolta nel mese di marzo, grazie anche al supporto di personale tecnico dell’Enel e del Comune di Ragusa, ha permesso di effettuare controlli su diversi complessi edilizi del centro storico, al fine di verificarne la corretta destinazione d’uso, l’effettiva presenza degli aventi diritto, nonché la regolarità dei contratti di locazione e delle utenze collegate.
L’impiego complessivo di circa 110 operatori ha consentito di conseguire i seguenti risultati:
28 posti di controllo effettuati;
974 persone identificate;
553 veicoli controllati;
16 infrazioni al Codice della Strada accertate;
19 cittadini stranieri espulsi, di cui 5 accompagnati presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio;
5 esercizi pubblici sottoposti a controllo.
Infine, nell’ambito delle verifiche presso i locali pubblici, i controlli interforze sono stati assicurati con la collaborazione dei Vigili del Fuoco, dell’Ispettorato del Lavoro e dell’A.S.P. di
Ragusa, per verificare il possesso dei requisiti tecnici e delle necessarie autorizzazioni.
Il PD ragusano è per le spiagge libere
Il PD ragusano è per le spiagge libere
Si è svolta in piazza Torre a Marina di Ragusa, la segreteria del circolo cittadino del Partito Democratico dedicata al tema del piano spiagge e alla tutela della libera fruizione del litorale. Al centro dell’iniziativa, la denuncia di una progressiva riduzione degli spazi pubblici a favore di concessioni private e l’annuncio di una proposta concreta per invertire la rotta. “L’estate 2025 – ha dichiarato il segretario cittadino Riccardo Schininà – ha registrato una crescita indiscriminata di ombrelloni e sdraie in un contesto di spiagge già limitate. Con costi medi di circa 20 euro a persona, il rischio è che il mare diventi un privilegio e non più un diritto. Per questo proponiamo un regolamento consiliare che vincoli i nulla osta del Comune al rispetto del piano spiagge approvato dal Consiglio comunale, garantendo equilibrio tra interesse privato e fruizione pubblica”. Nel corso dell’incontro è stata inoltre ufficializzata la presentazione della proposta di regolamento per disciplinare i criteri di rilascio dei nulla osta alle concessioni demaniali marittime di breve durata, con l’obiettivo di colmare il vuoto normativo e tutelare l’uso pubblico delle spiagge.“Il Partito Democratico – ha aggiunto il capogruppo Peppe Calabrese – è dalla parte delle spiagge libere. Non è accettabile che, in assenza di un piano pienamente operativo, si continui a concedere porzioni di arenile fino a privatizzare quasi l’intera costa. I ragusani hanno il diritto di vivere il mare liberamente. Il regolamento promesso dall’amministrazione non è mai arrivato: oggi lo presentiamo noi e chiediamo al Consiglio comunale di assumersi la responsabilità di decidere”. A sostegno dell’iniziativa, il PD ha lanciato anche una raccolta firme per coinvolgere cittadini e rafforzare la battaglia politica a difesa delle spiagge libere.










