Il gioco si fa duro. Il PD denuncia incarichi per 7,5 milioni

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Il Pd ha deciso di giocare duro in vista delle prossime campagne elettorali e cerca di colpire quella che sembra una catena di S.Antonio fatta di piccoli incarichi, detti sotto soglia, che però fanno pensare male.
E’ stata infatti presentato da Parte di Schininà e Calabrese  un esposto in Procura con queste motivazioni.
Nel corso degli ultimi otto anni, e segnatamente durante l’amministrazione comunale guidata dal
Sindaco Peppe Cassì, il Comune di Ragusa ha fatto ampio ricorso all’istituto dell’affidamento
diretto per il conferimento di incarichi professionali, servizi tecnici e altre prestazioni di natura
intellettuale.
Dall’esame degli atti ottenuti tramite istanza di accesso del suddetto capogruppo Calabrese,
emerge che, nel periodo corrispondente agli ultimi otto anni di amministrazione, gli affidamenti
diretti conferiti ammonterebbero complessivamente ad oltre € 7.500.000.
Gli esponenti sono pienamente consapevoli che l’affidamento diretto costituisce uno strumento
previsto e disciplinato dal D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, e non intendono in alcun modo
contestarne la legittimità in sé. È altrettanto evidente, tuttavia, che il legislatore ha previsto tale
modalità di affidamento quale procedura semplificata che deve comunque svolgersi nel rigoroso
rispetto dei principi che governano l’intera materia dei contratti pubblici.
Il nuovo Codice dei contratti pubblici, infatti, pur ampliando gli spazi operativi dell’affidamento
diretto, continua ad imporre il rispetto dei principi di cui agli artt. 1, 2 e 3, relativi al principio del
risultato, della fiducia e dell’accesso al mercato, nonché delle disposizioni contenute negli artt. 48,
49 e 50, che disciplinano i contratti sotto soglia europea, il principio di rotazione e le modalità di
affidamento.
In particolare, l’art. 49 del D.Lgs. n. 36/2023 pone il principio di rotazione quale presidio
essenziale della concorrenza, volto ad evitare il consolidamento di rapporti privilegiati con
determinati operatori economici e ad assicurare una reale apertura del mercato anche negli
affidamenti di importo inferiore alle soglie comunitarie.

Sul punto, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, con il Comunicato del Presidente del 24 giugno
2024, ha ribadito la natura cogente del principio di rotazione, evidenziando come eventuali
deroghe debbano essere sorrette da un’adeguata e specifica motivazione, in continuità con gli
orientamenti già espressi nelle Linee Guida ANAC n. 4, i cui principi risultano oggi sostanzialmente
trasfusi nell’attuale disciplina codicistica.
Ciò premesso, gli scriventi ritengono opportuno sottoporre all’attenzione dell’Autorità alcuni
elementi che, pur richiedendo gli opportuni approfondimenti istruttori, appaiono meritevoli di
verifica.
In primo luogo, si rileva come numerosi affidamenti risultino avere un importo economico
estremamente prossimo alla soglia di € 150.000, oltre la quale il Codice dei contratti pubblici
prevede il ricorso a procedure maggiormente concorrenziali. Tale circostanza, ove dovesse
assumere carattere ricorrente e sistematico, merita di essere approfondita al fine di verificare che
il ricorso all’affidamento diretto non abbia determinato un’eccessiva compressione del principio di
concorrenza o della contendibilità del mercato.
In secondo luogo, dall’esame degli affidamenti pubblicamente consultabili sembrerebbe emergere
una significativa concentrazione degli incarichi in favore di un numero ristretto di professionisti,
che risultano destinatari di affidamenti reiterati nel tempo.
Pur non essendo questa circostanza, di per sé, sufficiente ad affermare l’esistenza di violazioni
della normativa vigente, gli esponenti ritengono che essa meriti un approfondimento da parte
dell’Autorità al fine di verificare se, nella concreta attività amministrativa del Comune di Ragusa,
sia stato effettivamente rispettato il principio di rotazione previsto dall’art. 49 del Codice e se le
eventuali deroghe risultino adeguatamente motivate.
L’impressione che deriva dall’esame complessivo degli atti è quella di una prassi amministrativa
nella quale gli affidamenti diretti sembrano essere stati utilizzati con particolare frequenza e con
una ricorrenza significativa dei medesimi operatori economici. Proprio per tale ragione si ritiene
opportuno che l’Autorità, nell’esercizio dei propri poteri istituzionali di vigilanza, possa verificare la
piena conformità dell’operato dell’Amministrazione comunale ai principi di imparzialità,
trasparenza, concorrenza, rotazione e accesso al mercato sanciti dal D.Lgs. n. 36/2023.
Pertanto, con il presente esposto, si chiede all’Autorità Nazionale Anticorruzione di voler valutare
l’esercizio dei poteri di vigilanza attribuitile dalla legge, verificando, in particolare:
• se il ricorso all’affidamento diretto da parte del Comune di Ragusa sia stato conforme ai
principi generali del Codice dei contratti pubblici;
• se la reiterata concentrazione di affidamenti in favore dei medesimi professionisti risulti
compatibile con il principio di rotazione di cui all’art. 49 del D.Lgs. n. 36/2023;
• se la frequente attribuzione di incarichi di importo prossimo alle soglie previste dall’art. 50
del Codice meriti ulteriori approfondimenti sotto il profilo della programmazione degli
affidamenti, del rispetto del principio di concorrenza e del divieto di artificioso
frazionamento degli appalti;
• se, più in generale, la prassi amministrativa adottata dall’Ente risulti conforme ai principi di
buon andamento, imparzialità, trasparenza e apertura del mercato cui deve uniformarsi
l’azione amministrativa.

La presente segnalazione viene altresì trasmessa, per opportuna conoscenza, ai competenti Ordini
professionali, affinché possano valutare ogni iniziativa ritenuta utile nell’ambito delle rispettive
attribuzioni istituzionali, con particolare riguardo alla tutela della concorrenza tra professionisti,
della trasparenza dell’azione amministrativa e della parità di accesso agli incarichi pubblici.
Gli esponenti precisano che il presente esposto non intende formulare giudizi o attribuire
responsabilità nei confronti di singoli soggetti, essendo esclusivamente finalizzato a sollecitare
l’esercizio dei poteri di vigilanza che l’ordinamento attribuisce all’Autorità Nazionale
Anticorruzione, affinché possa accertare la piena conformità dell’attività amministrativa ai principi
e alle disposizioni del vigente Codice dei contratti pubblici.

di Redazione04 Ago 2026 18:08
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