Allarme digitale

Allarme digitale

Si registra una crescente diffusione della circolazione, attraverso chat e social network, di file, documenti e link apparentemente innocui che, una volta aperti, possono esporre gli utenti a seri rischi per la sicurezza dei dati personali e dei dispositivi. Tali contenuti vengono spesso presentati come materiali informativi, aggiornamenti urgenti o file di immediato interesse, ma possono in realtà celare strumenti idonei a determinare accessi non autorizzati a informazioni sensibili, rubriche e funzionalità del dispositivo, con conseguenze rilevanti sotto il profilo della tutela della privacy.
Si assiste sempre più spesso a una nuova diffusione di contenuti ingannevoli  che sfruttano contesti di forte attenzione pubblica per indurre gli utenti ad aprire file o cliccare su link senza le necessarie verifiche. Anche un gesto apparentemente banale può tradursi in una concreta compromissione della sicurezza digitale.
Il fenomeno si alimenta attraverso meccanismi di condivisione rapida tra contatti, spesso anche fidati, che contribuiscono ad accrescere la credibilità dei messaggi e a favorirne una diffusione capillare.
"È indispensabile mantenere alta la soglia di attenzione  afferma il Codacons evitando di aprire contenuti di provenienza incerta e di lasciarsi condizionare da messaggi che sollecitano azioni immediate o fanno leva su urgenza e preoccupazione". Sempre il  Codacons richiama, infine, l’importanza di mantenere aggiornati i dispositivi e di fare riferimento esclusivamente a fonti ufficiali e canali informativi verificati, soprattutto in presenza di notizie o contenuti relativi a eventi di particolare rilevanza.

Martedì alla raffineria di Priolo per un sit-in

Martedì alla raffineria di Priolo per un sit-in

"Il sud frana e sprofonda nel baratro", questo significherebbe la ricaduta sulla economia del Sud l'impennata e il perdurare dei prezzi dei carburanti, dove l'economia trainante rimane l'agricoltura dopo essere stati seduti ed abbandonati dalla industria cha ha seguito una delocalizzazione selvaggia.
 In perdita già prima di cominciare nella fienaggione, nella mietitura del grano, in perdita nella produzione del pomodoro e ortaggi che devono affrontare circa 2000 (duemila) chilometri prima di arrivare nei mercati europei, in perdita perché la economia del sud è già deficitaria e questo è il colpo di grazia. Questo dichiara Marcello Guastella che rappresenta le "aziende che resistono".  Chiamiamo tutti a raccolta perché è necessario esserci per imprimere una svolta dove una classe politica inetta e schiava delle segreterie di partito  non trova soluzioni.                          Spetta a noi si deve cambiare passo si attinga ai fondi destinati al ponte perché è necessario ridare slancio alla economia del sud! Necessario uno strumento economico finanziario che svolga funzione di volano per la economia del sud. La mostra agricoltori è stata sacrificata  sull'altare di una ragione di stato senza dare un'alternativa alle imprese, prima gli accordi con realtà produttive che di fatto hanno istituzionalizzato la concorrenza sleale ora l'impegnativa del prezzo dei carburanti vanno a sancire la morte della nostra agricoltura e quindi del sud!!!!
Guastella conclude con un apèpello:   Chiamiamo tutti a raccolta per riaffermare che serve un cambio di passo possibile solo se tanti e determinati  ad imprimere una svolta, non Masanielli di turno ma responsabili del ruolo che abbiamo nella proposta e nella protesta!!
Ti aspettiamo martedì alla raffineria di Priolo in un sit-in necessario per il proseguo di una mobilitazione vera!!!

“Stazione di Posta – Centro Servizi per il contrasto alla povertà”,

“Stazione di Posta – Centro Servizi per il contrasto alla povertà”,

Lunedì 30 marzo, alle 12.30, sarà inaugurata a Ragusa la “Stazione di Posta – Centro
Servizi per il contrasto alla povertà”, un nuovo presidio sociale situato in via Gen.
Armando Diaz n. 27.
“L’iniziativa - spiega il sindaco Peppe Cassì - è finanziata dal Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali nell’ambito del PNRR, missione 5. 2. È l’ennesimo esempio di
come il nostro Comune abbia saputo sfruttare al meglio l’opportunità del PNRR
non solo intercettandone i finanziamenti nei diversi ambiti di intervento ma anche, e
soprattutto, dimostrando di saper spendere le risorse ricevute, senza dover restituire
nemmeno un euro. Ragusa si conferma così una delle migliori stazioni appaltanti del
Sud Italia e di questo non possiamo che essere, come intera comunità, molto fieri.
Ancora una volta il mio plauso va a tutte le donne e gli uomini che, a diverso titolo,
mettono il loro impegno e le loro competenze affinché la nostra città possa ogni
giorno progredire”.
“L’intervento – prosegue l’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Giuffrida – si
inserisce nella nostra strategia di valorizzazione dell’esistente. In questo caso
abbiamo preso un luogo da tempo in stato di abbandono e di degrado, l’ex fabbrica
del ghiaccio, dandogli nuovo decoro, nuova vita e nuova funzione. La
ristrutturazione dell’immobile comunale ha avuto un importo complessivo di 910.000
€ e va a creare un centro polifunzionale distrettuale destinato all’accoglienza, alla
valutazione del disagio e all’orientamento delle persone in condizioni di emergenza
sociale”.
“Il progetto - dichiara Elvira Adamo, assessora alle Politiche per l’Inclusione e ai
Servizi Sociali - prevede l'attivazione di un centro per il contrasto all’emergenza
sociale con vari servizi: mensa, erogazione generi alimentari, docce, dormitorio,
accoglienza e colloqui di valutazione. Le attività saranno coordinate dal settore
Servizi Sociali e gestite dalla Diocesi di Ragusa, tramite la Caritas Diocesana, con la

quale è stato sottoscritto un protocollo di intesa. Si prevede che il Centro potrà
accogliere circa 400 persone a rotazione nell'arco di un anno solare.
La Stazione di Posta rappresenta quindi un importante passo avanti nelle politiche di
inclusione sociale del territorio, offrendo un punto di riferimento stabile e
riconoscibile per le persone più fragili, con l’obiettivo di favorire percorsi di
autonomia e reinserimento sociale. Non solo un luogo di accoglienza, ma uno spazio
di ascolto, orientamento e accompagnamento verso percorsi di dignità e autonomia
che rafforza la nostra rete territoriale di supporto”.


Agevolazioni per i contribuenti

Agevolazioni per i contribuenti

Su proposta dell’Amministrazione Comunale, nella giornata di martedì 24 marzo il
Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità il regolamento per la definizione
agevolata delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali, accogliendo la possibilità
che la Legge di bilancio dello Stato 2026 ha dato ai Comuni.
La definizione agevolata riguarda:
- i tributi locali (IMU, TARI, IMPOSTA di SOGGIORNO) derivanti da atti esecutivi
emessi entro il 31.12.2025;
- i tributi locali derivanti da atti non esecutivi maturati alla data del 31.12.2025;
- le entrate patrimoniali di parte Comunale (IDRICO, CANONE UNICO
PATRIMONIALE) derivanti da atti esecutivi emessi entro il 31.12.2025;
- CANONI di LOCAZIONE su immobili comunali, RETTE su asili nido comunali
derivanti da titoli esecutivi o maturati alla data del 31.12.2025.
La definizione agevolata prevede l’eliminazione degli interessi e delle sanzioni per
gli atti esecutivi emessi, l’inclusione di tutte le poste di entrata derivanti da titoli
esecutivi emessi e di crediti maturati alla data del 31.12.2025; possibilità di
rateizzazione del debito con applicazione degli interessi al tasso legale vigente.
Per aderire bisogna presentare al Comune apposita istanza di adesione (Allegato A) o
brevi manu all’ufficio protocollo o tramite pec: protocollo@pec.comune.ragusa.it o
via e-mail: ufficio.protocollo@comune.ragusa.it .
Entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento dell’istanza (modello A) l’ufficio Tributi
comunicherà al recapito del contribuente se può essere ammesso alla definizione e
l’ammontare del debito. Il contribuente, entro i successivi 15 giorni dovrà comunicare
mediante apposito modello (modello B), la volontà di aderire alla definizione
agevolata e se intende pagare il proprio debito in unica soluzione o ratealmente, in
questo secondo caso saranno applicati, secondo Legge, gli interessi legali al tasso
vigente.
Nel portale web del Comune www.comune.ragusa.it saranno pubblicati dal
27.3.2026, il regolamento approvato e i moduli A (istanza di adesione) e modulo B
(accettazione adesione). Dalla data di pubblicazione decorreranno i 60 giorni entro i
quali è possibile aderire alla definizione agevolata.

“Ancora una volta – dichiara il sindaco Peppe Cassi - procediamo nella direzione di
andare incontro ai cittadini, nella convinzione che il Comune e il suo Settore Tributi
non siano un mero esattore che guarda solo alle cifre ma un gruppo fatto di persone
ragionevoli, che svolgono il proprio lavoro avendo sempre a cuore il rapporto con il
cittadino. È una visione magari lontana da quella tradizionale ma che siamo
convinti, specie in una comunità fatta di gente onesta e responsabile, che possa
portare maggiori benefici. Dare l’opportunità per regolarizzare la propria posizione
è spesso più fruttuoso che agire in maniera rigida”.
“È una opportunità – continua L’assessore ai Tributi Giovanni Iacono - per i
Cittadini che per qualsiasi ragione non sono riusciti ad adempiere ai loro obblighi
tributari e/patrimoniali. Il Comune di Ragusa ha colto la facoltà data ai Comuni di
utilizzare lo strumento della definizione agevolata e di disciplinare e regolamentarne
il funzionamento. Potevamo solo ridurre le sanzioni o solo ridurre gli interessi ed
abbiamo, invece, scelto l’eliminazione di sanzioni ed interessi, in linea con il
rapporto istaurato con i Cittadini in questi 8 anni con le modifiche regolamentari che
hanno esteso le possibilità di gestione diretta del Comune (precedentemente Lamco)
avviso bonario, di ravvedimento operoso, di rateizzazione fino a 72 rate, di nuovi
locali e servizi anche tramite patronato, di prenotazioni on line e di servizi web.”


Carburanti più cari in Sicilia

Carburanti più cari in Sicilia

Nuova impennata dei listini dei carburanti in Italia, con effetti particolarmente pesanti in Sicilia, dove il gasolio al self supera stabilmente i 2 euro al litro e risulta tra i più cari del Paese. Il prezzo medio del diesel nell’Isola si attesta oggi a 2,035 euro al litro, ben al di sopra della media nazionale pari a 2,019 euro al litro, in aumento di +3,5 centesimi rispetto ai listini medi di ieri. A denunciarlo è il Codacons, che monitora quotidianamente l’andamento dei prezzi sulla base dei dati ufficiali del Mimit. La Sicilia guida la classifica delle regioni più care per il gasolio, seguita da Calabria e Molise (2,034 euro/litro) e Valle d’Aosta (2,031 euro/litro). Solo le Marche restano sotto la soglia dei 2 euro al litro, con un prezzo medio di 1,994 euro.Anche sul fronte della benzina i listini risultano elevati nell’Isola: il prezzo medio si attesta a 1,759 euro al litro, tra i più alti in Italia, dietro Basilicata (1,766 euro/litro) e Calabria (1,760 euro/litro), e davanti alla Campania (1,757 euro/litro).In autostrada il gasolio raggiunge i 2,080 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 1,796 euro al litro.
"Si registrano rincari pesantissimi su tutta la rete, con effetti particolarmente gravosi per i cittadini siciliani, nonostante le quotazioni del petrolio abbiano segnato un calo del 10%. Un dato che evidenzia anomalie evidenti nel mercato dei carburanti in Italia -  afferma il Codacons - L’andamento dei prezzi sta di fatto vanificando il taglio delle accise disposto dal Governo: a fronte di una riduzione pari a 24,4 centesimi al litro, il gasolio risulta oggi più basso di appena 8,4 centesimi rispetto ai livelli precedenti al decreto".

Fua (Area urbana funzionale) di Ragusa per oltre 50 milioni di euro

Fua (Area urbana funzionale) di Ragusa per oltre 50 milioni di euro

Firmata l’intesa tra la Regione Siciliana e la Fua (Area urbana funzionale) di Ragusa per la gestione degli interventi selezionati nell’ambito delle strategie territoriali del Programma rgionale Fesr Sicilia 2127. Il presidente Renato Schifani ha siglato oggi a Palazzo d'Orléans l’accordo di programma con il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, capofila dell’Autorità urbana che conta altri cinque comuni del comprensorio. Si tratta della prima coalizione territoriale che ottiene il riconoscimento dell’amministrazione regionale come "organismo intermedio" e riceve così la delega per l’attuazione, il monitoraggio e il controllo dei progetti Fesr già selezionati, per un importo complessivo di oltre 50 milioni di euro. «Con la sottoscrizione di questo primo accordo - dice il presidente Schifani - che riguarda l'Area urbana funzionale di Ragusa, la prima a fare da apripista come organismo intermedio, sono convinto che si avvia un percorso virtuoso che darà i suoi frutti in termini di crescita e sviluppo dei territori. Per i comuni interessati si prospettano opportunità di sviluppo in ambito economico, ambientale, del turismo sostenibile, della riqualificazione di spazi e strutture per lo sviluppo delle imprese. Noi stiamo puntando molto sulla continuità territoriale dell'aera e sul progetto dell'aeroporto cargo di Comiso sul quale stiamo andando avanti con grande determinazione».

Sono intervenuti all’incontro anche Vincenzo Falgares, direttore del dipartimento Programmazione (Autorità di gestione Fesr Sicilia), assieme ai primi cittadini di Modica, Maria Monisteri, di Santa Croce Camerina, Giuseppe Dimartino, di Scicli, Mario Marino e di Vittoria, Francesco Aiello.

I progetti già individuati nell’ambito dell’Area urbana funzionale di Ragusa sono più di trenta, per un importo complessivo di oltre cinquanta milioni di euro, e interessano un'area estesa 1143 chilometri quadrati, con 228 mila abitanti. I principali settori di intervento riguardano l'efficienza energetica, la mobilità urbana sostenibile, la prevenzione e gestione dei rischi connessi ai cambiamenti climatici, e le misure per promuovere “lo sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo, la cultura, il patrimonio naturale, il turismo sostenibile e la sicurezza nelle aree urbane”, compresa la digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche locali e la riqualificazione di spazi e strutture per lo sviluppo delle imprese.

Con l’accordo di programma firmato oggi vengono definiti i compiti dell’Autorità di gestione Fesr e dell’Autorità urbana per l’attuazione della strategia territoriale della Fua di Ragusa, e viene sbloccata la prima anticipazione delle somme previste. Nelle scorse settimane, dopo le verifiche effettuate e il via libera della giunta regionale, i dipartimenti responsabili degli interventi (Autonomie locali, Energia, Infrastrutture e Protezione civile) avevano già siglato la convenzione per l’assegnazione delle nuove funzioni.

Sono in tutto sedici (su diciannove) le Autorità urbane e territoriali che hanno già richiesto il riconoscimento di “organismi intermedi” nell’ambito del programma Fesr. Si tratta di sette Aree urbane funzionali (Palermo, Messina, Catania, Ragusa, Siracusa, Gela e Caltanissetta) e nove aree interne (“Madonie”, “Calatino”, “Mussomeli”, “Troina”, “Nebrodi”, “Corleonese, Sosio e Torto”, “Santa Teresa di Riva delle Valli Joniche”, “Val Simeto-Etna” e “Sicani”). Sono in corso le verifiche sui requisiti delle singole coalizioni, effettuate dal dipartimento Programmazione della Presidenza e dai dipartimenti responsabili degli interventi, per potere procedere con la stipula delle relative convenzioni. A seguire saranno sottoscritti gli accordi per la Fua delle aree interne delle Madonie e di Siracusa.

Complessivamente, le risorse ripartite (circa l’85% delle somme previste) ammontano a 648 milioni per otto Aree urbane funzionali e 339 milioni per undici Aree interne. Di queste, diciassette hanno già concluso la selezione degli interventi (8 + 9). Per le coalizioni riconosciute come autorità urbane e territoriali ma non come organismi intermedi, le funzioni di attuazione, monitoraggio e controllo continueranno a essere svolte dai dipartimenti regionali che ricoprono il ruolo di centri di responsabilità nell’ambito del Pr Fesr 21-27. In totale, includendo i sistemi intercomunali di rango urbano e l’area isole minori, le somme ripartite per le politiche territoriali (tra 27 coalizioni) ammontano a 1 miliardo e 257 milioni di euro.


Meno prestazioni convenzionate dei laboratori di analisi

Meno prestazioni convenzionate dei laboratori di analisi

«La provincia iblea è stata scippata di 369mila euro destinati alle prestazioni convenzionate dei laboratori di analisi». A denunciarlo è il Movimento Laboratori Siciliani (Mls) attraverso il suo segretario regionale e provinciale, Salvatore Battaglia, che parla di «una vicenda gravissima, frutto di un'alchimia burocratico‑politica che penalizza ingiustamente il territorio di Ragusa».

Secondo quanto ricostruito dal sindacato, l’assessorato regionale alla Salute avrebbe trasferito all’Asp di Siracusa, in maniera non legittima, una quota consistente del budget destinato alla provincia di Ragusa, nonostante le prestazioni siano state effettuate interamente nel territorio ibleo. Un trasferimento definito «incomprensibile e inaccettabile», che riduce il budget provinciale da oltre 5.500.000 euro a circa 4.900.000 euro, con un ammanco, appunto, di 369.000 euro.

«Queste somme – spiega Battaglia – servono a garantire le prestazioni convenzionate ai cittadini. Se vengono sottratte, significa che per i prossimi due anni la provincia di Ragusa avrà meno servizi, meno prestazioni, meno risposte ai bisogni sanitari della popolazione. È un danno diretto ai cittadini e alle strutture che operano nel territorio».

Il Movimento Laboratori Siciliani rivolge un appello fermo e diretto ai vertici dell’Asp di Ragusa: «Chiediamo ai dirigenti dell’Asp di farsi immediatamente carico della questione e di richiedere formalmente all’assessorato regionale alla Salute il ripristino delle somme sottratte. Non si può accettare che risorse destinate a Ragusa vengano dirottate altrove senza alcuna giustificazione tecnica o amministrativa».

Battaglia chiama in causa anche la politica regionale: «I deputati del territorio intervengano subito. È loro dovere istituzionale impedire che la provincia di Ragusa venga ulteriormente penalizzata. Non possiamo permettere che un errore, o peggio una scelta politica sbagliata, si traduca in un taglio di servizi essenziali per migliaia di cittadini».

Il sindacato sottolinea che, se il budget fosse correttamente ripristinato, la provincia di Ragusa dovrebbe disporre, come evidenziato, di oltre 5,5 milioni di euro, cifra coerente con il volume delle prestazioni realmente erogate. «Non ci fermeremo – conclude Battaglia – finché queste risorse non torneranno dove devono stare: al servizio dei cittadini iblei e dei laboratori che garantiscono ogni giorno prestazioni fondamentali per la salute pubblica».


Carburante tra i più cari d’Italia e infrastrutture al collasso

Carburante tra i più cari d’Italia e infrastrutture al collasso

L’autotrasporto siciliano è ad un passo dal crollo totale.  “Guidare un mezzo in Sicilia oggi è un’impresa: tra cantieri eterni, gallerie interdette ai mezzi pericolosi e un prezzo del carburante che, paradossalmente, è il più alto d’Italia nonostante abbiamo alle spalle uno dei più grandi poli petrolchimici d’Europa. È un paradosso insostenibile per le nostre 67mila imprese”. È quanto denunciano congiuntamente i vertici di CNA FITA Sicilia, che lanciano un allarme chiaro: la rete infrastrutturale dell’isola è al limite del collasso e i costi di gestione rischiano di far implodere l’intero settore.
A pesare come un macigno sulle imprese di autotrasporto è innanzitutto il costo del carburante. Nonostante la presenza del polo petrolchimico ISAB di Priolo, uno dei più grandi d’Europa, in Sicilia si registrano i prezzi alla pompa più alti del Paese.
“All’enorme danno ambientale che sopportiamo – dichiara Giorgio Stracquadanio, responsabile di CNA FITA Sicilia – dovrebbe corrispondere un vantaggio competitivo, ma così non è. Il contenzioso legale tra ISAB e i distributori, in primis Lukoil Italia e Ludoil, continua a far lievitare i prezzi, scaricando sulla nostra categoria un costo insostenibile”.
Ma il caro-carburante è solo una delle facce del disagio. Le infrastrutture viarie, cuore pulsante della logistica isolana, versano in condizioni drammatiche. “Percorrere le arterie principali come la Palermo-Catania, la Catania-Messina o la Modica-Siracusa significa affrontare una gimcana infinita tra cantieri mai completati – spiega Giuseppe Taranto, presidente provinciale di CNA FITA. – Le statali 113, 114 e 115 sono diventate un campo di addestramento alla sopravvivenza. E il paradosso più clamoroso riguarda proprio l’autostrada Siracusa-Catania: le gallerie San Demetrio e San Fratello non sono ancora a norma, pertanto i mezzi ADR, quelli che trasportano merci pericolose come il carburante prodotto a Priolo, non possono percorrerle. Sono costretti a utilizzare strade secondarie, urbanizzate e trafficate, con un aumento esponenziale dei consumi e dei costi”.
Nonostante le sollecitazioni della Confederazione e i collaudi effettuati lo scorso 13 marzo dall’ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Infrastrutture), le gallerie rimangono inaccessibili. A ciò si aggiungono le criticità ormai croniche legate all’accesso portuale e ai costi dei traghetti, una vera e propria “tassa” sulla continuità territoriale.
“La Regione ha più volte celebrato l’autotrasporto definendolo il perno dell’economia isolana – conclude Salvatore Ranno, coordinatore di CNA FITA Sicilia – ma i fatti impongono di passare dalle parole ai fatti. Serve con urgenza un tavolo tecnico che metta al centro questi problemi: il caro-carburante, lo sblocco delle infrastrutture e la messa in sicurezza delle gallerie. Senza soluzioni immediate, il settore imploderà, trascinando con sé tutto l’indotto economico dell’isola. Non possiamo più aspettare”.

Incredibile: 30.000 semi di pomodoro contraffatti

Incredibile: 30.000 semi di pomodoro contraffatti

All’esito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, i finanzieri
del Nucleo p.e.f., congiuntamente ai funzionari dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e
repressione frodi (I.C.Q.R.F.) di Vittoria, hanno sottoposto a sequestro oltre 30.000 semi di pomodoro
contraffatti e denunciato i titolari di due aziende agricole, di un vivaio orticolo e di una ditta
sementiera, coinvolti a diverso titolo nella filiera produttiva e distributiva, operanti a Vittoria e Gela.
In particolare, le indagini – svolte congiuntamente dalla Guardia di finanza e dall’I.C.Q.R.F., la cui
collaborazione a livello centrale è prevista nell’ambito della Cabina di Regia istituita presso il
Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – hanno consentito di individuare
all’interno di un’azienda agricola di Vittoria piantine di pomodori illecitamente riprodotte: i risultati
delle successive analisi genetiche eseguite hanno confermato l’utilizzo di sementi “copiate” e
coltivate come ibridi di pomodoro da mensa di alto valore agronomico, in assenza delle necessarie
autorizzazioni fornite dalle ditte comunitarie detentrici dei diritti di proprietà industriale.
I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di ricostruire l’intera filiera e di appurare
il coinvolgimento di un vivaio orticolo di Vittoria, che ha acquistato i semi da una ditta di Gela,
rivendendoli altresì a un’ulteriore azienda agricola vittoriese. A seguito delle attività di perquisizione
delegate dall’Autorità giudiziaria iblea, sono stati sequestrati oltre 30.000 semi di pomodoro, la cui
contraffazione è stata recentemente confermata dall’esito delle analisi genetiche condotte da appositi
laboratori specializzati. I titolari delle aziende coinvolte sono stati deferiti alla Procura della
Repubblica di Ragusa ai sensi dell’art. 517-ter del codice penale, per fabbricazione e commercio di
beni usurpando i diritti di proprietà intellettuale. Ringrazio le Fiamme Gialle e gli ispettori dell’ICQRF per l’azione coordinata e l’impegno costante sul territorio. Il sistema dei controlli è un presidio fondamentale per sostenere chi opera correttamente nel settore agricolo e tutelare il valore delle nostre produzioni". Lo dichiara il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. La propagazione non autorizzata di varietà vegetali non solo costituisce un rischio fitosanitario,
favorendo la diffusione di malattie delle piante, ma è anche un atto di concorrenza sleale che
danneggia i produttori e i vivaisti che rispettano la legge. Inoltre, queste condotte arrecano gravi danni
economici ai detentori dei brevetti, che subiscono perdite ingenti derivanti dagli investimenti spesso
decennali di ricerca e di sviluppo per la creazione di nuove varietà.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di non
colpevolezza sino alla sentenza di condanna definitiva.


Il ciclo virtuoso della raccolta differenziata

Il ciclo virtuoso della raccolta differenziata

Bruxelles ha dato parere favorevole al Piano regionale dei rifiuti in Sicilia. La comunicazione ufficiale è stata data dalla direzione generale della politica regionale e urbana della Commissione Ue. «Andiamo avanti spediti sul progetto dei termovalorizzatori per cambiare concretamente e sistematicamente la gestione dei rifiuti in Sicilia - dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in qualità di Commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti -  Il via libera della Commissione Ue rappresenta un ulteriore passo avanti per mettere fine alla stagione del conferimento in discarica, gravosa per l’ambiente e onerosa per i cittadini e per i bilanci pubblici».Lo scorso novembre, Schifani aveva incontrato a Bruxelles la commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, proprio per un confronto sul nuovo Piano rifiuti, che la Sicilia attendeva da anni e che, adesso, sblocca anche la rete impiantistica per completare il ciclo virtuoso della raccolta differenziata e del riuso.Il Piano, approvato a Bruxelles, prevede la realizzazione di due termovalorizzatori, uno a Palermo (a Bellolampo) e uno a Catania (all'interno dell'area industriale), i cui progetti di fattibilità tecnico-economica (Pfte) saranno consegnati entro aprile. Le gare per la realizzazione degli impianti saranno pubblicate entro la fine del 2026, con l’aggiudicazione e l’avvio dei lavori nella primavera del prossimo anno.