Verso la privatizzazione.
Verso la privatizzazione.
Si è ormai conclusa la procedura per la raccolta delle manifestazioni di interesse finalizzata alla selezione di un operatore economico per la cessione di una partecipazione azionaria di maggioranza, pari ad almeno il 51% del capitale sociale di SAC, Società di gestione degli Aeroporti di Catania e Comiso.
Alla scadenza del termine previsto dall’avviso pubblico, SAC ha ricevuto 14 manifestazioni di interesse,
presentate da operatori economici italiani e internazionali interessati a partecipare al percorso di
valorizzazione e sviluppo della società. Tra i nomi che nelle scorse settimane erano circolati come possibili pretendenti figurano gruppi del calibro di Vinci Airports, Corporación América, Aena, Fraport, Royal Schiphol Group, Mundys e 2i Aeroporti. Il numero di candidature pervenute conferma l’attrattività del sistema aeroportuale gestito da SAC e l’interesse del mercato nei confronti delle prospettive di crescita degli aeroporti di Catania e Comiso,
infrastrutture strategiche per la mobilità, il turismo e lo sviluppo economico della Sicilia.
Nei prossimi giorni prenderà avvio la fase di verifica della documentazione e dei requisiti previsti dall’avviso
pubblico. Al termine delle attività istruttorie, i soggetti ammessi saranno invitati a partecipare alle
successive fasi della procedura, secondo modalità e tempistiche che verranno comunicate nel rispetto dei
principi di trasparenza, parità di trattamento e tutela della concorrenza.
Oggi, inoltre, si è tenuta l’assemblea dei soci nel corso della quale sono state individuate le regole di
governance che resteranno in capo alla componente pubblica una volta completato il processo di
privatizzazione. Tali disposizioni saranno rese note ai soggetti ammessi alla seconda fase della procedura.
L’operazione si inserisce nel percorso di rafforzamento e valorizzazione di SAC, con l’obiettivo di individuare
un partner industriale qualificato in grado di sostenere ulteriormente lo sviluppo infrastrutturale, la
competitività e la crescita del sistema aeroportuale siciliano nel lungo periodo.
Per ulteriori informazioni e per consultare la documentazione completa, si rimanda all’avviso ufficiale
pubblicato sul sito web: https://corporate.aeroporto.catania.it
VADEMECUM MARE SICURO 2026
VADEMECUM MARE SICURO 2026
I bilanci in rosso dei comuni
I bilanci in rosso dei comuni
Vince Muraglie!!!
Vince Muraglie!!!
Pierenzo Muraglie vince il turno di ballottaggio ed è il nuovo sindaco di Ispica. I dati definitivi della sfida all’ultimo voto delineano una vittoria netta, che segna il futuro amministrativo della città conquistando la poltrona di Palazzo di Città ottenendo il 56,7% delle preferenze, pari a 4.143 voti. Lo sfidante, Serafino Arena, si ferma, invece, al 43,3% dei consensi, raccogliendo un totale di 3.162 voti. Muraglie potrà contare su una maggioranza solida per governare la città. Un risultato importante per il neo-sindaco, che per questa campagna elettorale ha potuto contare sul forte e decisivo sostegno del deputato regionale della Democrazia Cristiana, Ignazio Abbate, il cui appoggio ha impresso una spinta significativa alla coalizione vincente. “Complimenti al nuovo Sindaco di Ispica, Pierenzo Muraglie – dice il parlamentare regionale – . Gli ispicesi hanno premiato un progetto partito da lontano che oggi ha visto la sua consacrazione. Grazie a tutti coloro che hanno dato fiducia a Pierenzo e alla squadra che lo ha supportato. Per Ispica si apre adesso la fase della proclamazione ufficiale e del passaggio di consegne, in vista della composizione della nuova giunta che guiderà il comune nei prossimi cinque anni. Nei prossimi minuti sono attese le prime dichiarazioni ufficiali del neo-sindaco Muraglie dal suo comitato elettorale, dove sono già partiti i festeggiamenti dei sostenitori.
Mozione per gli scavi archeologici
Mozione per gli scavi archeologici
La questione è stata sollevata più volte in questo ultimi anni ma non è mai stata affrontata e naturalmente risolta. Si parla degli scavi archeologici ai margini della villa di Ibla, proprio a fiango dell'ingresso al posteggio. L'immagine è abbastanza eloquente. C'è tanta erbaccia e la manutenzione è assente da tempo. Ecco perchè il gruppo consiliare del Partito Democratico di Ragusa ha presentato una mozione per chiedere il recupero, la manutenzione e la valorizzazione dell’area archeologica adiacente ai Giardini Iblei, sul lato di via Peschiera. L’atto, firmato dal capogruppo PD Peppe Calabrese, dai consiglieri Giuseppe Podimani e Mario Chiavola, dal consigliere del Movimento Territorio Angelo Laporta e dalla consigliera di Ragusa Prossima Gaudenzia Flaccavento, impegna il sindaco e la Giunta ad attivare con urgenza un’interlocuzione formale con la Soprintendenza, affinché vengano eseguiti gli interventi necessari a restituire decoro, accessibilità e fruibilità al sito.
"L’area di via Peschiera è una testimonianza preziosa della storia più antica di Ragusa Ibla", dichiarano Calabrese, Podimani e Chiavola. "Negli anni Ottanta gli scavi portarono alla luce tracce dell’abitato ellenistico, tra cui due abitazioni del III secolo a.C. e un tratto di strada urbana, oltre a resti di edifici medievali. È l’unico scavo archeologico urbano presente a Ragusa: un bene di valore storico, culturale e identitario".
Alcuni anni fa i rappresentanti di Italia Viva, ebbero un incontro formale con la Soprintendenza. Da allora, però, non si registrano riscontri concreti e l’area continua a versare in condizioni di abbandono.
Oggi il sito versa infatti in grave abbandono. Il cancello di accesso è deteriorato, la vegetazione ha invaso l’area e i resti archeologici risultano di fatto invisibili, con un danno alla conoscenza del luogo e all’immagine di Ibla.
Con la mozione il PD chiede di sollecitare la Soprintendenza per la pulizia dell’area, la sistemazione dell’ingresso, la rimozione della vegetazione, il recupero dei percorsi esistenti e la verifica dello stato del pannello informativo sul sito.
"Sappiamo che la competenza diretta è della Soprintendenza", aggiungono i consiglieri del PD. "Ma il Comune non può limitarsi a prendere atto del degrado. Ha il dovere di tutelare il decoro urbano e promuovere il patrimonio storico e culturale della città".
La mozione chiede infine un progetto stabile di valorizzazione del sito, da inserire nei percorsi culturali e turistici di Ragusa, e una relazione al Consiglio comunale sugli esiti delle interlocuzioni.
Sac: e le Camere di Commercio?
Sac: e le Camere di Commercio?
Anche la Cna territoriale di Ragusa esprime forte preoccupazione per il percorso di
privatizzazione di Sac, una delle decisioni più rilevanti per il futuro economico e
infrastrutturale della Sicilia orientale, avviato senza alcun confronto con le
rappresentanze delle imprese, ovvero con quei soggetti che quotidianamente
sostengono la competitività del territorio. «È incomprensibile – affermano il
presidente territoriale Giampaolo Roccuzzo e il segretario territoriale Carmelo
Caccamo – che un’operazione di tale portata sia condotta in un clima di opacità,
senza informare né coinvolgere chi rappresenta il tessuto produttivo. Le imprese
hanno il diritto di conoscere gli indirizzi strategici e di contribuire alle scelte che
incideranno sul loro futuro».
La questione assume contorni ancora più gravi se si considera che la Camera di
Commercio del Sud Est Sicilia, oggi commissariata, detiene il 62% delle quote di
Sac. Una quota che, in condizioni ordinarie, sarebbe espressione diretta del sistema di
rappresentanza delle imprese, mentre oggi consente di assumere decisioni strategiche
senza il coinvolgimento dei veri titolari di quelle quote: le associazioni di categoria e
il mondo produttivo. Il protrarsi del commissariamento ha di fatto allontanato i corpi
intermedi dai processi decisionali, privando il territorio di un presidio democratico
proprio nel momento in cui si decide del futuro di un’infrastruttura cruciale.
Per la provincia di Ragusa, tutto questo pesa ancora di più. “Siamo l’unico territorio
della Sicilia orientale a ospitare un aeroporto che non viene messo nelle condizioni di
esprimere il proprio potenziale – ancora Roccuzzo e Caccamo – La
marginalizzazione dello scalo di Comiso, già oggi sottoutilizzato e privo di una
strategia industriale chiara, rischia di essere ulteriormente aggravata da una
privatizzazione gestita senza trasparenza e senza ascolto, con ricadute pesanti su
imprese, mobilità, turismo e sviluppo”.
Cna territoriale Ragusa chiede che sia immediatamente avviato un percorso di
informazione, trasparenza e partecipazione che coinvolga tutte le forze economiche e
sociali del territorio, affinché le scelte sul futuro del sistema aeroportuale siciliano
siano realmente orientate all’interesse collettivo. «Non accetteremo – concludono
Roccuzzo e Caccamo – che decisioni così delicate vengano prese nel silenzio e
nell’assenza di confronto. Le imprese hanno diritto a essere ascoltate e a partecipare a
un processo che inciderà sullo sviluppo delle comunità locali per i prossimi decenni».
Privatizzazione nel rispetto della trasparenza e tutela del patrimonio pubblico.,
Privatizzazione nel rispetto della trasparenza e tutela del patrimonio pubblico.,
Il gruppo consiliare MPA-Grande Sicilia al Comune di Catania, composto dai consiglieri Orazio Grasso, Bruno Brucchieri e Simona Latino, ha presentato un Ordine del Giorno in occasione del Consiglio Comunale straordinario dedicato al tema del “Processo di privatizzazione della SAC S.p.A., prospettive strategiche dell'Aeroporto di Catania e sistema della mobilità connessa”, chiedendo che il percorso di eventuale cessione della società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso avvenga nel rispetto di principi inderogabili di trasparenza, tutela del patrimonio pubblico, salvaguardia occupazionale e sviluppo del territorio.
«Non siamo contrari per principio all'ingresso di capitali privati in una grande infrastruttura strategica come l'aeroporto di Catania. Al contrario, riteniamo che un partner industriale qualificato possa rappresentare un'opportunità di crescita e di accelerazione degli investimenti. Tuttavia, proprio perché parliamo di uno degli asset più importanti della Sicilia, non possiamo consentire che il processo avvenga senza le necessarie garanzie e senza un pieno coinvolgimento delle istituzioni rappresentative dei cittadini», dichiarano i consiglieri Grasso, Brucchieri e Latino.
Nel documento presentato il gruppo MPA-Grande Sicilia chiede che qualsiasi procedura di privatizzazione sia subordinata all'attuazione integrale del Masterplan aeroportuale, alla tutela dei livelli occupazionali, alla valorizzazione dell'aeroporto di Comiso, alla realizzazione delle opere compensative per la città di Catania e alla previsione di clausole vincolanti capaci di garantire investimenti certi e verificabili per l'intera durata della concessione.
«Ci chiediamo innanzitutto perché si stia procedendo verso la vendita della quota di maggioranza della SAC senza che sia stata preventivamente resa pubblica una valutazione indipendente e trasparente del reale valore della società. È legittimo domandarsi chi tuteli il patrimonio pubblico se il valore dell'azienda dovesse essere determinato esclusivamente dalle offerte degli eventuali acquirenti senza un prezzo minimo di salvaguardia».
I consiglieri evidenziano inoltre come restino ancora aperti numerosi interrogativi sulla governance della procedura: «Vogliamo sapere quali siano esattamente i poteri esercitati dal Consiglio di Amministrazione e dall'Amministratore Delegato nella vendita della società, perché il percorso non sia stato preventivamente condiviso con tutti gli enti pubblici soci e per quale motivo non sia stato ancora reso pubblico il piano industriale che dovrebbe accompagnare una scelta così rilevante per il futuro della Sicilia orientale».
Secondo il gruppo MPA-Grande Sicilia è necessario comprendere se le criticità economiche e reddituali evidenziate negli ultimi anni siano realmente riconducibili alla natura pubblica della società oppure a specifiche scelte manageriali e organizzative.
«Prima di cedere il controllo di una infrastruttura strategica bisognerebbe accertare le cause delle eventuali inefficienze, verificare costi, investimenti, concessioni, ricavi e responsabilità gestionali maturate nell'ultimo decennio. Non si può sostenere che la privatizzazione sia l'unica soluzione possibile senza avere prima affrontato il tema della riforma della governance e della valorizzazione delle potenzialità del gruppo SAC».
Particolare attenzione viene dedicata alle ricadute sociali e occupazionali: «Le tutele per i lavoratori rappresentano una priorità assoluta. Occorrono clausole vincolanti che garantiscano il mantenimento dei livelli occupazionali, dei diritti acquisiti, dei contratti collettivi applicati e delle condizioni salariali sia per il personale SAC che per SAC Service e per tutto l'indotto aeroportuale».
I consiglieri pongono inoltre l'accento sul ruolo strategico dello scalo per lo sviluppo economico della Sicilia orientale: «Dopo la privatizzazione gli enti pubblici dovranno continuare a poter incidere sulle decisioni strategiche. È indispensabile evitare che prevalgano esclusivamente logiche finanziarie o che lo sviluppo dell'aeroporto di Comiso venga sacrificato a vantaggio di altre scelte industriali. La gestione del sistema aeroportuale deve continuare a rispondere agli interessi delle comunità locali, del turismo, delle imprese e della mobilità dei cittadini».
Infine, Grasso, Brucchieri e Latino chiedono che la Regione Siciliana assuma un ruolo attivo di indirizzo e controllo e che ogni decisione venga preceduta da un confronto pubblico approfondito.
«Abbiamo formulato trentasette quesiti che riteniamo fondamentali per garantire piena trasparenza sull'intera operazione. Chiunque voglia procedere alla cessione della maggioranza della SAC ha il dovere di fornire risposte chiare ai cittadini siciliani. Non è accettabile che un'infrastruttura strategica per il presente e il futuro della Sicilia possa essere ceduta senza un dibattito pubblico, trasparente e approfondito nelle sedi istituzionali competenti. Prima di vendere bisogna conoscere, valutare, tutelare e programmare. Solo così si difende realmente l'interesse collettivo».
Contrastare caporalato e sfruttamento dei migranti in agricoltura.
Contrastare caporalato e sfruttamento dei migranti in agricoltura.
"Scuola in festa – al centro i bimbi” venerdì 5 giugno dalle ore 17.00,
"Scuola in festa – al centro i bimbi” venerdì 5 giugno dalle ore 17.00,
Tra materie speciali, timbri e premi il 5 giugno il centro storico di Ragusa diventa una grande avventura da vivere. Il centro storico di Ragusa si trasformerà in un grande laboratorio a cielo aperto dove sport, arte, musica, letture, giochi di una volta, esperienze scientifiche e attività creative accompagneranno bambini e famiglie in un pomeriggio diffuso tra piazze e vie della città. È questo il cuore della terza edizione di “Scuola in festa – al centro i bimbi”, in programma venerdì 5 giugno dalle ore 17.00, iniziativa promossa dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Ragusa e coordinata dall’associazione Eduka insieme a tantissime realtà associative del territorio. La manifestazione sarà un vero percorso esperienziale costruito attorno a grandi aree tematiche, ispirate alle materie scolastiche ma reinterpretate in chiave ludica e partecipativa, per celebrare in modo originale e condiviso la fine dell’anno scolastico. Dall’educazione fisica all’arte, dalla matematica alle scienze, fino all’educazione civica e alla magia delle parole, ogni spazio proporrà attività pensate per coinvolgere i bambini attraverso il gioco e la scoperta. Ci saranno tornei sportivi, percorsi motori, giochi cooperativi, laboratori di stampa serigrafica e argilla, letture animate, esperienze musicali, attività Stem, giochi matematici, percorsi dedicati alla natura, agli animali e alle tradizioni popolari, insieme a esperienze interculturali e attività dedicate alla creatività e alla relazione. Il programma è stato immaginato come una grande “mappa dell’avventura” da attraversare liberamente. A guidare i partecipanti sarà infatti la “Pagella delle Avventure”, una delle novità più attese della manifestazione. Ogni bambino potrà raccogliere timbri partecipando alle diverse attività distribuite nel centro storico: più esperienze verranno vissute, più la pagella si riempirà di conquiste. Le “materie” della pagella raccontano lo spirito stesso dell’evento: “La magia delle parole”, “Il quartiere dei colori”, “Piccoli scienziati crescono”, “Diamo i numeri”, “Impariamo a vivere insieme”, “Tutti in movimento”, “Il giro del mondo” e “Finalmente la campanella” diventano così tappe di un viaggio educativo costruito attraverso il gioco e momenti di condivisione. Chi riuscirà a raggiungere almeno otto attività completate riceverà il “Biglietto Magico”, che permetterà di partecipare al grande sorteggio finale con premi e sorprese dedicate ai bambini. Una modalità semplice e coinvolgente per incentivare curiosità, partecipazione e desiderio di sperimentare “materie” diverse durante l’intera giornata.
Il gran finale si svolgerà in piazza San Giovanni alle 20.15 con lo spettacolo “Sogno sveglia” di Valerie Bla Bla, il mega sorteggio finale e la premiazione del concorso “Se spengo… accendo!”, dedicato all’educazione digitale e alla riflessione sul rapporto tra tecnologia, creatività e relazioni autentiche.
“Scuola in Festa – al centro i bimbi è un’occasione in cui bambine, bambini e famiglie di tutta Ragusa si ritrovano nel centro storico al di là della scuola di appartenenza, trasformandolo in un grande spazio di incontro, gioco e comunità – sottolineano all’unisono il sindaco Peppe Cassì e l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione Catia Pasta – L’iniziativa diventa un momento per valorizzare il cuore della città in cui i più giovani imparano a socializzare, stare insieme, inventare e confrontarsi con gli altri. Vogliamo regalare ai bambini una giornata diversa, lontana da smartphone e videogiochi, riportando il gioco nelle piazze e nei vicoli del centro storico, che torna ad essere luogo di relazione e partecipazione”.
Per partecipare alle attività è richiesta l’iscrizione dei minori presso l’infopoint dedicato oppure tramite i QR code presenti nel materiale divulgativo disponibile sui social e nei locali cittadini.
Molte ombre sulla privatizzazione SAC.
Molte ombre sulla privatizzazione SAC.
Riportiamo un articolo pubblicato su "la nazione siciliana" aggiungendo che condividiamo tutto quello che scive l'amico Rino Piscitello.
La privatizzazione della Sac, la società che si occupa della gestione dell’aeroporto di Catania e di quello di Comiso, si trasforma in un intricato caso politico e burocratico che agita i palazzi del potere regionale. Quello che doveva essere un percorso lineare per attrarre grandi capitali internazionali sta trovando sul suo cammino ostacoli normativi inattesi e forti resistenze all’interno della stessa maggioranza di governo che sostiene il presidente della Regione, Renato Schifani. Al centro delle polemiche vi è la gestione dell’intera operazione finanziaria, considerata da alcuni opaca e centralizzata. L’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa, con un traffico che sfiora i dodici milioni e mezzo di passeggeri all’anno e un piano di investimenti miliardario proiettato verso la metà del secolo, rappresenta una delle infrastrutture più ricche e strategiche di tutto il Mezzogiorno d’Italia.
Proprio per questo motivo, diversi parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana hanno chiesto immediata chiarezza sulle procedure di cessione delle quote, sollevando dubbi sulla reale ripartizione dei poteri decisionali tra il consiglio di amministrazione e l’amministratore delegato, Nico Torrisi. Le critiche si concentrano sul rischio che una vendita effettuata senza una previa valutazione interna e indipendente del valore economico delle quote possa favorire la nascita di cartelli al ribasso tra i pochi gruppi finanziari in grado di competere.
A complicare lo scenario politico si aggiunge un’anomalia che riguarda la proprietà stessa della società che gestisce l’aeroporto. La quota di maggioranza assoluta della Sac, pari a circa il 60% delle azioni, è infatti nelle mani della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia. Questa realtà, tuttavia, non è guidata da rappresentanti eletti delle categorie produttive, ma si trova da circa tre anni e mezzo sotto regime di commissariamento straordinario. Alla guida dell’ente siede Antonio Belcuore, nominato dalla giunta Schifani poco dopo il suo insediamento nel gennaio del 2023.
Diversi deputati regionali, sia dell’opposizione sia della coalizione di governo, considerano un paradosso il fatto che una decisione così cruciale per il futuro economico e per la sovranità infrastrutturale del territorio sia assunta da una figura temporanea e di nomina politica, escludendo dal dibattito le associazioni di categoria , gli imprenditori, i sindacati e i cittadini dei territori di Catania, Siracusa e Ragusa che sarebbero invece coinvolti se si fosse proceduto alle elezioni democratiche dei vertici della Camera del Sud Est.
Da parte degli autonomisti del MpA-Grande Sicilia è arrivato un deciso altolà all’operazione. In prima fila c’è il deputato regionale Santo Primavera, che ha sollevato il caso direttamente tra i banchi dell’Ars con un’interrogazione parlamentare indirizzata al presidente Schifani e agli assessori alle Infrastrutture Alessandro Aricò e alle Attività produttive Edy Tamajo.
A fargli eco sul territorio è Pina Alberghina, coordinatrice cittadina di Catania del movimento, la quale richiede di congelare l’iter di privatizzazione dell’aeroporto e di sottoporre ogni decisione finale a un voto vincolante del Consiglio comunale del capoluogo etneo, garantendo precise tutele occupazionali e adeguate opere di compensazione urbana. Una presa di posizione che crea l’ennesima crepa nella coalizione regionale, mentre da Roma il governo nazionale spinge per accelerare i tempi.
Anche a Siracusa vi sono malesseri sul bando in considerazione del fatto che la quota del Libero Consorzio non è stata tenuta in alcuna considerazione.
Sul fronte tecnico, la complessa macchina amministrativa italiana ha finito per spiazzare persino i colossi mondiali del settore aereo come i francesi di Vinci, i tedeschi di Fraport o gli spagnoli di Aena. Le multinazionali si sono trovate in difficoltà di fronte a strumenti normativi prettamente italiani come l’obbligo della posta elettronica certificata e della firma digitale. Su questo punto, appare singolare, che una procedura pensata per attrarre investitori di portata globale sia stata strutturata senza tenere minimamente conto di tali barriere burocratiche.
Le tante richieste di chiarimento arrivate al responsabile del procedimento hanno costretto la società a fare marcia indietro sulla prima scadenza, prorogando il termine ultimo per la presentazione delle manifestazioni di interesse dal 3 al 15 giugno. In attesa di comprendere se verranno superati o meno i malesseri della politica.










