Il guardaroba sociale
Aperto centro storico della città un nuovo servizio di sostegno alle persone fragili in difficoltà economica: è il “guardaroba sociale” di Fondazione Progetto Arca, in via Sortino Scribano 54 a Ragusa, che affianca il servizio di sostegno alimentare già avviato con l’Emporio solidale della Caritas diocesana.
Il nuovo corner di abbigliamento è reso possibile grazie alla collaborazione di
Progetto Arca con H&M Italia, che contribuisce a donare gli arredi e gli indumenti che, ogni
mese, 120 famiglie fragili in disagio economico potranno scegliere e portare a casa
gratuitamente, in un contesto di accoglienza e di recupero della propria dignità.
Le 120 famiglie – nel complesso circa 400 persone tra adulti e bambini – che possono
accedere al guardaroba sociale sono selezionate attraverso la rete locale degli enti che si
prendono in carico di chi è in difficoltà attraverso il servizio svolto dal Vo.Cri e la rete dei
centri di ascolto parrocchiali e di Caritas.
Il guardaroba è aperto il martedì, giovedì e venerdì di mattina e le persone individuate
sono invitate, su appuntamento una volta al mese, a provare e scegliere i capi di
abbigliamento e gli accessori utili di cui hanno necessità. Il servizio offre infatti abiti di tutte
le taglie, per adulti e bambini, per la vita di tutti i giorni e anche per le occasioni speciali, con
la possibilità di scegliere anche scarpe e accessori. Una sezione speciale è proposta alle donne
in dolce attesa che, accompagnate dalle volontarie, hanno la possibilità di preparare con cura
il corredo per il futuro bambina o bambino.
Sono i volontari di Vo.Cri. che accolgono le persone al guardaroba sociale e le
guidano nella scelta in base al bisogno e al gusto personale, come spiega Costantina Regazzo,
direttrice relazioni esterne di Progetto Arca: “Il guardaroba sociale è un luogo prima di tutto
di inclusione, dove le persone trovano una risposta rapida e concreta a un bisogno materiale,
ma incontrano anche i volontari che le accolgono con un sorriso, che le ascoltano nel loro
momento di difficoltà di vita, instaurando relazioni importanti per un processo di
reintegrazione sociale”.Il servizio così ideato supera il concetto di assistenzialismo contenuto nel kit
preconfezionato di abiti, distinto solo per taglie e sesso, perché permette di osservare e
scegliere, supportando così la persona nella sua individualità e restituendole dignità.
Spiega infatti Francesca L’Abbate, Sustainability Manager H&M Italia: “L’apertura
del guardaroba sociale a Ragusa rappresenta un nuovo passo nel nostro impegno per
inclusione e sostenibilità. Dopo Milano, Roma, Napoli e Bari, siamo orgogliosi di contribuire
anche in Sicilia, rafforzando il legame con il territorio. In collaborazione con Progetto Arca e
le realtà locali, diamo nuova vita a capi e arredi, trasformandoli in risorse concrete per le
persone più vulnerabili e promuovendo dignità, solidarietà e circolarità”.
I vestiti donati da H&M Italia sono tutti perfettamente nuovi, come fossero allestiti
negli stand e nella vetrina di un vero negozio.
Il servizio del guardaroba sociale così strutturato va a rafforzare e organizzare in
maniera sistematica il servizio di distribuzione abiti che il Vo.Cri. aveva già avviato sul
territorio, con abiti second hand ma sempre in perfette condizioni di stato e pulizia.
I cittadini infatti che desiderano donare abiti usati al guardaroba sociale, possono
rivolgersi al Vo.Cri. consegnando solo capi in perfette condizioni il mercoledì pomeriggio.
Spiega Giancarlo Pannuzzo, Presidente Vo.Cri.: «Con il guardaroba sociale il Vo.Cri.,
che da più di 30 anni opera a Ragusa, aggiunge un altro tassello importante ai servizi offerti
agli utenti. Oltre al doposcuola, la distribuzione di alimenti, di mobili e abbigliamento usato,
donare indumenti nuovi è per noi motivo di grande soddisfazione. Poter fare rete con questi
importanti enti è per noi motivo di orgoglio. Ringraziamo anche il Lions Club di Ragusa che
con il suo prezioso contributo ha reso i nostri locali più belli e funzionali».
Il Vicario generale della Diocesi di Ragusa Sac. Sebastiano Roberto Asta, oltre a
portare il saluto di mons. Giuseppe La Placa che tiene in modo particolare a questo nascente
servizio complementare a quello alimentare, afferma: «Dietro questo servizio c’è l’anima
pulsante del nostro volontariato, espressione di una Chiesa che si fa prossima e che sa farsi
dono. La nascita di questo servizio è il frutto della grande generosità di tante persone che
scelgono di mettersi a disposizione degli ultimi. Prendersi cura del fratello, anche attraverso
la scelta di un abito nuovo, significa riconoscerne la dignità profonda. Questo guardaroba
diventa così un luogo di incontro e di speranza, dove lo stile del servizio si trasforma in
relazioni autentiche di fraternità».
Conclude Domenico Leggio, direttore della Caritas diocesana: «Il guardaroba sociale
non è un intervento isolato, ma si inserisce in modo organico all'interno di una serie di servizi
che in città vede già operativi luoghi fondamentali come l’Emporio solidale, il Ristoro San
Francesco, il Centro di Ascolto Cittadino e quelli parrocchiali. Questo nuovo tassello
dimostra come il lavoro di rete tra istituzioni, Terzo settore e realtà nazionali sia la strada
vincente per rispondere alle povertà in modo strutturato. Mettendo insieme competenze e
talenti territoriali, riusciamo a offrire alle famiglie un supporto che supera la logica
dell’assistenzialismo, accompagnandole verso una reale inclusione sociale. Un
ringraziamento doveroso a Fondazione Progetto Arca e a tutti i suoi donatori perché, da quasi dieci anni, sostiene la nostra realtà ragusana».
Il guardaroba sociale di Ragusa è un modello che Fondazione Progetto Arca ha ideato insieme a H&M Italia ed è il quinto in Italia, dopo Milano, Roma, Napoli, Bari. Solo nell’ultimo anno, in queste 4 città, Progetto Arca ha distribuito oltre 70mila capi di
abbigliamento anche grazie al sistema dei guardaroba sociali. La nuova apertura siciliana
segna un’altra tappa importante nella collaborazione tra le due realtà e con i partner sul
territorio per proseguire con servizi integrati e continuativi, dedicati sempre alle persone
fragili in difficoltà economica.
Fondazione Progetto Arca ETS opera dal 1994 a livello nazionale per dare aiuto
concreto a chi si trova in stato di grave povertà ed emarginazione sociale: persone senza
dimora, famiglie in emergenza economica e abitativa, persone con problemi di dipendenza,
migranti in fuga da guerre e povertà. Ogni giorno operatori e volontari offrono sostegno
alimentare, accoglienza abitativa, assistenza in strada, accompagnando ogni persona in
difficoltà in un percorso di recupero personale e di reinserimento sociale, abitativo e
lavorativo. In più di 30 anni, Progetto Arca ha raggiunto oltre 435mila beneficiari. progettoarca.org

