“Non toccate il medico di famiglia”.

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La campagna “Non toccate il medico di famiglia”, lanciata in Sicilia da Francesco Tanasi, giurista e  Segretario Nazionale Codacons, entra nella fase operativa e si trasforma in una mobilitazione capillare sul territorio. Il Codacons spiega che l’iniziativa nasce per difendere una figura centrale della sanità italiana, il medico di medicina generale, primo presidio di prossimità per milioni di cittadini e riferimento quotidiano per famiglie, anziani, malati cronici e pazienti fragili.
Da lunedì 25 maggio, il Codacons comunica che oltre 1.900 studi medici aderenti alla FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), saranno a disposizione dei cittadini come punti di riferimento per sostenere il comitato “Non toccate il medico di famiglia”. Gli studi aderenti, distribuiti in tutta la Sicilia, dalle città ai piccoli comuni, si affiancheranno alle sedi Codacons già attive sul territorio, consentendo ai cittadini di aderire alla campagna nei luoghi in cui ogni giorno si costruisce il rapporto diretto tra medico, paziente e comunità. 
Tanasi ribadisce che il messaggio della mobilitazione è netto. Il medico di famiglia non può essere indebolito, burocratizzato o allontanato dai cittadini. Secondo il Segretario Nazionale Codacons, in Sicilia questa battaglia assume un valore ancora più forte, perché nei piccoli comuni, nelle aree interne e nei quartieri periferici il medico di medicina generale rappresenta spesso il primo presidio sanitario realmente accessibile per migliaia di persone.
Il Codacons sostiene che la sanità territoriale debba essere rafforzata, non smontata. Per Tanasi, le Case di Comunità possono rappresentare un’opportunità solo se realmente operative, accessibili e collegate al territorio, ma non possono diventare il pretesto per svuotare gli ambulatori, allontanare i medici dai pazienti o trasformare il rapporto fiduciario in un percorso freddo, burocratico e impersonale.
La mobilitazione del Codacons richiama Regione Siciliana, Ministero della Salute e istituzioni competenti alla necessità di aprire un confronto reale con cittadini, medici e associazioni dei pazienti. Secondo Tanasi, al centro devono restare la tutela del rapporto medico-paziente, la valorizzazione dei medici di medicina generale, il rafforzamento degli ambulatori territoriali, l’assistenza domiciliare, la riduzione delle liste d’attesa e la protezione dei pazienti cronici e fragili.
“L’adesione di oltre 1.900 studi medici dimostra che questa battaglia è concreta, radicata nei territori e sentita da chi ogni giorno vive la sanità accanto ai cittadini. Il medico di famiglia è il primo volto della sanità e in Sicilia rappresenta spesso l’unico presidio realmente vicino alle persone – afferma Francesco Tanasi – Nessuno è contrario a una sanità territoriale più moderna, ma modernizzare non significa burocratizzare, spersonalizzare o cancellare il rapporto di fiducia tra medico e paziente. Con questa mobilitazione chiediamo una cosa semplice e decisiva, rafforzare il medico di famiglia, non smontarlo”. –  conclude Tanasi.
di Redazione24 Mag 2026 20:05
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