"OPINIONI A CONFRONTO"

"OPINIONI A CONFRONTO"

Debutta nel palinsesto televisivo una nuova trasmissione interamente dedicata al dibattito e all'approfondimento dei temi più caldi che interessano la nostra comunità: arriva “Opinioni a confronto”, il nuovo programma di approfondimento condotto da Turi Iudice.  Ogni settimana il programma accenderà i riflettori su argomenti di stretta attualità locale e regionale, mettendo al centro questioni complesse che dividono l'opinione pubblica e che richiedono risposte chiare. La formula del programma è diretta ed efficace: in ogni puntata saranno presenti due ospiti in studio con posizioni e visioni contrapposte. Attraverso un confronto incisivo ma civile, ciascun ospite avrà l'opportunità di spiegare le proprie ragioni e sostenere il proprio punto di vista in antitesi a quello dell'avversario, offrendo ai telespettatori un quadro completo ed equilibrato della vicenda trattata. L'appuntamento principale con “Opinioni a confronto” è fissato per ogni sabato alle ore 21:00. Per permettere a tutti di seguire il dibattito, la trasmissione andrà in onda anche con diverse repliche nel corso della settimana. Inoltre, per favorire la massima diffusione e la partecipazione della community online, la puntata integrale sarà pubblicata ogni settimana sulla pagina Facebook ufficiale di Reteiblea. Mentre la redazione ha già in cantiere i primi argomenti per le prossime settimane, la trasmissione intende essere un vero e proprio spazio aperto ai cittadini. I telespettatori e gli utenti web sono invitati a suggerire temi, problemi e argomenti di interesse collettivo da affrontare in studio nei prossimi appuntamenti.


I dubbi sulla legislatura.

I dubbi sulla legislatura.

Tutta la giornata di oggi è stata incentrata sullla doamnda che riguarda le possibili dimisisoni di Schifani.
Sappiamo che In Forza Italia stanno lavorando per tentare di ricomporre la frattura che si è aperta con il governatore della Sicilia Renato Schifani dopo le dichiarazioni del commissario del partito nell’isola, Nino Minardo, sulla necessità di “una proposta politica completamente nuova” che chiuderebbe la porta all’ipotesi del bis alle regionali del 2027. Un chiarimento a tre – Tajani, Schifani, Minardo – è sul tavolo, ma non c’è ancora certezza e data.  A dire il vero le dimissioni bloccherebbe la vita amministrativa dell'ARS causando la chiusura anticipata della legislatura. Nel caso di dimissioni non ci sarebbe manovra di stabilità a fine anno e la Regione andrebbe in esercizio provvisorio, con spesa compressa e problemi di non poco conto durante i mesi cruciali della campagna elettorale. La prima finestra utile per andare al voto sarebbe il 13 dicembre e fino a quella data il governo si limiterebbe all’ordinaria amministrazione.
Ma sappiamo che più dell'onore può l'interesse personale. Sul piano politico, il voto a dicembre avrebbe inoltre un effetto diretto sui deputati regionali al primo mandato, perché la soglia previdenziale dei 4 anni, 6 mesi e 1 giorno matura solo a maggio 2027. Sciogliere l’Assemblea in anticipo significherebbe quindi interrompere la legislatura prima della maturazione del requisito pensionistico per molti parlamentari.  Dopo lo scontro aperto con il commissario azzurro in Sicilia Nino Minardo e la presa di posizione nel tardo pomeriggio di oggi (“valuterò le decisioni da assumere”), il governatore ha riunito i suoi nella ‘war room’ di Palazzo d’Orleans. C'è stata anche una telefonata con Tajani che sarebbe stata a tratti tesissima. Schifani avrebbe rappresentato al leader di Forza Italia il proprio disappunto per le dichiarazioni di Minardo nel merito e nel metodo. Quest’ultimo aveva parlato della necessità di aprire “una nuova fase politica” per il partito nell’Isola. “Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo – ha affermato nel pomeriggio di ieri martedì 6 ottobre Schifani -. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”. Un effetto anche della preoccupazione che monta tra i quadri azzurri rispetto alla vicenda giudiziaria che ha colpito Gaetano Armao. Il legale, ex capo della Cts regionale, è stato consigliere giuridico di Schifani fino allo scoppio dell’inchiesta, poi si è dimesso. Su di lui pende una richiesta d’arresto avanzata dalla procura di Palermo con l’accusa di corruzione. Le immagini di Armao con in mano il denaro di presunte mazzette, tratte dalle telecamere nascoste piazzate dagli investigatori, hanno impressionato non poco Roma che così ha deciso di accelerare sulla “svolta”.


E se lo dice Piscitello!

E se lo dice Piscitello!

L'amico rRno Piscitello direttore ed editore del giornale on line "la nazione sicilaina" è considerato uno molto vicino al governo regionale di destra e molto spesso è in grado di anticipare eventi che lo riguardano. Oggi il suo articolo è molto preciso e dice: La vicenda Armao sta travolgendo anche il Governo Schifani. Ieri il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo ha rilasciato un’altra dichiarazione netta sulla necessità di un cambio di passo. «Per noi il buon governo di Renato Schifani – ha detto Minardo – non può essere offuscato da vicende giudiziarie che ruotano intorno a Palazzo d’Orléans. Proprio per questo è necessario un atto di responsabilità». Di fatto una presa di distanza dal Presidente. E Schifani ha risposto con una dichiarazione nettissima: «Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve». Di fatto una minaccia di dimissioni immediate. Secondo il guiornale si potrebbe votare addirittura a Natale o in primavera e Schifani rischia di non essere ricandidato.  Sembra probabile che nel corso della giornata arriveranno anche da Roma dichiarazioni più rasserenanti, soprattutto volte a segnalare il buon governo di questi anni. Ma tutti gli osservatori concordano su una cosa. La ricandidatura di Schifani, che fino a qualche giorno fa sembrava certa, appare adesso quantomeno improbabile.  Si apre quindi di nuovo la corsa alla successione. La legge prevede che in caso di dimissioni del Presidente si voti entro 90 giorni. Le procedure ne richiedono circa 70. Se Schifani si dimettesse adesso, voteremmo quindi quasi a Natale. In alternativa si voterà comunque al massimo in primavera.


Schifani: “Prendo atto delle parole di Minardo, farò le mie valutazioni”

Schifani: “Prendo atto delle parole di Minardo, farò le mie valutazioni”

Dopo il vertoce regionale di Forza Italia e le parole del Commissario Minardo che facevano riferimento alla necessità di un cambiamento in Sicilia  il presidente Schifani se l'è presa di brutto. E subito è arrivato un suo pensiero non espresso con un comunicato stampa ma interpretato e riportato da qualche giornale on line. “Prendo atto delle parole di Minardo, farò le mie valutazioni” ha titolato Live Sicilia.
Ma anche l'on Dipasquale non intende far passare l'episodio come una semplice riflessione piccata e dichiara: "Schifani? Le dimissioni non si annunciano, si danno" Ho l'impressione che il governatore Schifani stia cercando ancora una volta di prendere tempo e di fare paura ai deputati della sua maggioranza". Dipasquale, commentando l'annuncio del presidente della Regione Siciliana continua. "Sono certo che ancora una volta Schifani resterà ben saldo sulla sua poltrona - aggiunge Dipasquale -. La mossa di paventare le dimissioni serve soltanto a gettare nel panico il centrodestra, e in particolare il suo stesso partito, Forza Italia, che di fatto lo ha sfiduciato attraverso le parole del suo commissario".

Ryanair a Comiso. Quale è la verità?

Ryanair a Comiso. Quale è la verità?

Le nuove dichiarazioni di Ryanair sul possibile ritorno all'aeroporto di Comiso aggiungono un elemento concreto al dibattito sul futuro dello scalo ibleo. Per la CGIL di Ragusa, se esistono realmente le condizioni per riportare la compagnia irlandese al "Pio La Torre", il confronto con Sac deve essere riaperto immediatamente. "Da settimane sosteniamo che la Sicilia, invece di immaginare, così come ama fare il Ministro Salvini, nuovi aeroporti, dovrebbe rendere finalmente strategico quello che a Comiso esiste già", dichiara il segretario generale Giuseppe Roccuzzo. “Occorre rafforzare, secondo il segreterio della CGIL di Ragusa, l’infrastruttura esistente, intervenendo sulla capacità operativa dello scalo e sugli adeguamenti necessari, invece di ipotizzare nuove opere che richiederebbero tempi e risorse ben maggiori. "Comiso non può essere considerato soltanto uno scalo da utilizzare nelle emergenze. Comiso Deve diventare una componente stabile del sistema aeroportuale siciliano, con investimenti adeguati e una funzione precisa nello sviluppo economico, turistico e produttivo del Sud-Est"."Oggi apprendiamo che Ryanair si dichiara disponibile a tornare. Non spetta a noi stabilire le responsabilità di quanto accaduto in passato tra compagnia e Sac, ma una cosa è evidente: se ci sono margini per un accordo, vanno verificati subito. Comiso non può permettersi di perdere altre opportunità". L'amministratore delegato di Ryanair, Eddie Wilson, intervistato da Repubblica Palermo, ha infatti sostenuto che nel 2023 fosse stato raggiunto un accordo con Sac e che la compagnia sarebbe ancora disponibile a tornare. Sac, negli anni scorsi, ha fornito una ricostruzione opposta, sostenendo che fosse stata Ryanair a modificare le condizioni dell'intesa e richiedere ulteriori risorse. Resta dunque una controversia tra le parti, ma la disponibilità manifestata oggi dal vettore rappresenta per la CGIL un fatto da approfondire. Se ci sono le condizioni per aggiungere Ryanair ai vettori che hanno già scelto di volare e investire sul Pio La Torre, bisogna farlo subito", aggiunge Francesco Pisana, segretario confederale della CGIL di Ragusa. "Non si tratta di sostituire un vettore con un altro, ma di ampliare l'offerta, aumentare le destinazioni e costruire finalmente una prospettiva stabile per lo scalo". I numeri spiegano la rilevanza della questione: nel 2022, ultimo anno pieno con Ryanair, Comiso aveva registrato 364.735 passeggeri; nel 2025 il traffico è sceso a 134.495. Nel frattempo Aeroitalia ha garantito una nuova continuità con i collegamenti per Roma Fiumicino e Milano Linate. Per la CGIL, però, la questione Ryanair è soltanto una parte di una strategia più ampia. "Occorre potenziare Comiso aumentando le piazzole dagli attuali 6 ad almeno 12, rafforzare gate e controlli di sicurezza, ampliare le aree arrivi e partenze e creare una vera area per i voli extra-Schengen", ribadisce Pisana. Resta poi il nodo dei collegamenti. "Un aeroporto diventa strategico se è facilmente raggiungibile. Per questo il futuro di Comiso deve camminare insieme alla Ragusa-Catania e al completamento della Siracusa-Gela". Roccuzzo e Pisana chiedono quindi che Regione, Sac e istituzioni territoriali verifichino immediatamente la disponibilità manifestata da Ryanair, senza trasformare ancora una volta il futuro di Comiso in una disputa destinata a trascinarsi per anni. Servono investimenti, nuove rotte e più compagnie. Se una porta oggi è davvero aperta, bisogna capire subito se e come attraversarla".


Aprire Forza Italia a nuove energie

Aprire Forza Italia a nuove energie

La credibilità della politica si difende con il coraggio di cambiare. Dobbiamo aprire Forza Italia a nuove energie, allargare la partecipazione e costruire una proposta capace di parlare alla Sicilia dei prossimi anni". È questo il nucleo della relazione politica con cui il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, ha aperto a Palermo la riunione dei segretari provinciali e delle grandi città del partito. Minardo ha richiamato la necessità di aprire "una nuova fase politica" per Forza Italia in Sicilia, puntando su partecipazione, presenza nei territori e capacità di iniziativa. La riunione è poi proseguita sui tre punti all’ordine del giorno: la partecipazione all’evento nazionale "L’ottimismo della volontà", in programma a Milano dal 9 all’11 ottobre, la campagna di tesseramento 2026 e la preparazione delle elezioni amministrative del prossimo anno. Sul tesseramento è stata fatta una ricognizione dei gazebo e delle iniziative territoriali previste per ottobre, mese indicato dal partito nazionale per la campagna delle adesioni. Ampio spazio è stato dedicato alle amministrative del 2027. Minardo ha chiesto ai segretari provinciali di avviare fin da ora il confronto nei comuni al voto e di farsi promotori di tavoli locali con le altre forze del centrodestra, con l’obiettivo di costruire programmi comuni, favorire candidature condivise e preservare l’unità della coalizione. "Non possiamo arrivare alle amministrative rincorrendo divisioni già consolidate. Forza Italia deve assumere l’iniziativa, mettere attorno a un tavolo il centrodestra e lavorare per tempo a una proposta comune per i territori", ha concluso Minardo.


Illecito trasporto di animali

Illecito trasporto di animali

I finanzieri della Tenenza di Pozzallo e i funzionari della locale Area territoriale dell’Agenzia
delle dogane e dei monopoli, nell’ambito delle attività di controllo congiuntamente svolte
presso lo scalo portuale di Pozzallo, hanno intercettato un illecito trasporto di 300 testuggini
e di 77 pappagalli, da parte di un cittadino maltese.
Nel corso dell’ispezione eseguita in prossimità dell’imbarco per il catamarano diretto a Malta,
gli operanti hanno individuato il citato soggetto mentre stava trasportando i numerosi animali
all’interno di un’autovettura priva di idonei spazi e di adeguata termoregolazione per la
salvaguardia delle condizioni di salute degli stessi esemplari, così come successivamente
accertato dai medici veterinari dell’ASP di Ragusa, fatti intervenire sul posto.
Inoltre, la Squadra Operativa C.I.T.E.S. della Compagnia della Guardia di finanza di
Catania-Fontanarossa, appositamente incaricata allo svolgimento dei successivi
approfondimenti di competenza, ha attestato che, tra i sopramenzionati esemplari, ben 76
appartengono a specie (Ara macao, Ara chloropterus, Ara ararauna, Cacatua roseicapilla e
Cacatua alba) tutelate dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale degli
animali e vegetali a rischio di estinzione. Si tratta di un sequestro tra i più rilevanti di specie
protette dalla citata Convenzione.
Per i suddetti motivi, il responsabile è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa,
per i reati di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive
di gravi sofferenze e per reati previsti dalla Legge 150/1992, relativa all’applicazione in Italia
della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di
estinzione. Tutti gli animali sono stati sequestrati e affidati, fin da subito, ad un allevamento
amatoriale che ne ha garantito l’accudimento in una struttura idonea.
L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle
dogane e dei monopoli, in attuazione del Protocollo d’intesa tra le due Amministrazioni
rinnovato nel 2025, nel presidio degli spazi doganali e nel contrasto ai traffici illeciti, come il
sempre più diffuso fenomeno del commercio abusivo di specie animali protette, a danno
dell’intero ecosistema e del mercato legale.
Si rappresenta che nei confronti della persona deferita all’Autorità giudiziaria vige il principio
della presunzione di innocenza fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di
condanna.


PD guardare concretamente al futuro delle nostre comunità

PD guardare concretamente al futuro delle nostre comunità

Tre giorni di incontri, dibattiti e partecipazione alla Villa Comunale di Vittoria per la Festa provinciale dell’Unità organizzata dalla Federazione del Partito Democratico di Ragusa. Dall’emigrazione giovanile al governo delle città, dal ruolo degli amministratori locali alle prospettive del Mezzogiorno, dall’organizzazione del partito all’agricoltura, fino alla costruzione di un’alternativa politica in Sicilia e nel Paese.

Un programma che ha coinvolto dirigenti nazionali e regionali del PD, deputati, sindaci, amministratori, segretari di circolo, Giovani Democratici, rappresentanti delle organizzazioni agricole, militanti e cittadini. Ad aprire la Festa è stato il sindaco di Vittoria Francesco Aiello, presente e partecipe anche nei diversi momenti di confronto che si sono susseguiti nel corso delle tre giornate.

Nelle prime due giornate il dibattito ha attraversato alcuni dei temi centrali per il futuro della provincia e della Sicilia. I Giovani Democratici hanno affrontato la questione dell’emigrazione giovanile e della necessità di creare nel territorio opportunità di formazione, a partire dalla proposta di un polo universitario multipolare, lavoro e possibilità di costruire qui il proprio futuro.

Il governo delle città e le difficoltà degli enti locali sono stati al centro di due momenti di confronto che hanno coinvolto, tra gli altri, i sindaci e gli amministratori della provincia insieme al deputato regionale e sindaco di Solarino Tiziano Spada. Dal dibattito è emersa la condizione di Comuni chiamati a garantire servizi fondamentali pur dovendo affrontare la riduzione delle risorse, la carenza di personale e crescenti difficoltà finanziarie e organizzative, ma anche il tema più generale del ruolo degli amministratori locali come primo punto di contatto tra le istituzioni e le comunità.

Di prospettive del Mezzogiorno e, più complessivamente, della costruzione di un’alternativa politica al governo nazionale e regionale si è discusso invece con Michela Di Biase, Nico Stumpo, Anthony Barbagallo e Nello Dipasquale, nel confronto introdotto dal segretario provinciale Angelo Curciullo. Diritti, sanità pubblica, infrastrutture, questione morale, ruolo del PD nella costruzione di una coalizione progressista e necessità di restituire al Sud una funzione centrale nello scenario mediterraneo sono stati alcuni dei temi affrontati. Un’attenzione specifica è stata dedicata alle infrastrutture della provincia di Ragusa, dalla Ragusa-Catania alla Modica-Scicli fino alle prospettive dell’aeroporto di Comiso.

“Volevamo che questa Festa fosse soprattutto un luogo di confronto e penso che l’obiettivo sia stato raggiunto”, dichiara il segretario provinciale del PD di Ragusa, Angelo Curciullo. “Non abbiamo costruito tre giorni di passerelle, ma abbiamo provato a mettere attorno agli stessi tavoli esperienze diverse e a discutere delle questioni che riguardano concretamente il futuro delle nostre comunità. Abbiamo parlato con i giovani che vedono troppo spesso la partenza come un destino già scritto, con chi amministra quotidianamente i nostri Comuni, con i nostri circoli, con il mondo agricolo e con rappresentanti del partito ai diversi livelli istituzionali”.

La giornata conclusiva ha spostato il confronto direttamente sul Partito Democratico, sulla sua organizzazione e sul suo rapporto con i territori. I segretari dei circoli della provincia si sono confrontati con Sergio Lima, responsabile organizzativo del PD Sicilia, sul ruolo dei circoli come presidio di prossimità e luogo nel quale ricostruire partecipazione e rapporto con le comunità. Dal confronto è emersa una richiesta comune: rafforzare il collegamento tra territori e livelli regionale e nazionale del partito e garantire maggiore coerenza tra le battaglie portate avanti localmente e le scelte compiute nelle istituzioni.

Lima ha ribadito la centralità dei circoli, non soltanto come strutture chiamate a celebrare congressi e organizzare campagne elettorali, ma come luoghi nei quali le battaglie politiche prendono forma attraverso il rapporto quotidiano con le persone. Le esperienze maturate nei diversi territori, ha sottolineato, devono diventare patrimonio comune del partito, rafforzando la comunicazione tra centro e periferia.

Altro momento centrale della giornata conclusiva è stato il confronto “Agricoltura 4.0 tra cambiamenti climatici e crisi energetica”, con il sindaco Francesco Aiello, il presidente regionale di Coldiretti Francesco Ferreri, Ignazio Maugeri di Acli Terra, il deputato regionale Dario Safina, Nello Dipasquale e Angelo Curciullo.

Caro gasolio e aumento dei costi di produzione, crisi del grano, cambiamenti climatici, disponibilità e gestione dell’acqua, ricambio generazionale, infrastrutture e logistica, chiusura delle filiere, tracciabilità dei prodotti e transizione energetica sono stati i temi affrontati.

Nello Dipasquale ha richiamato la battaglia portata avanti all’Assemblea Regionale Siciliana sui cambiamenti climatici e sulla necessità di costruire strumenti di prevenzione di fronte a fenomeni estremi sempre più frequenti, ricordando il lavoro svolto per l’istituzione dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici e il confronto in Aula con il presidente della Regione. Al centro del suo intervento anche la difesa della piccola e media impresa agricola e zootecnica e la necessità di impedire che i terreni fertili e irrigui vengano sottratti alla produzione per operazioni speculative legate alle energie rinnovabili.

A chiudere i momenti di confronto della Festa è stato il dibattito sulle prospettive della Sicilia con la presidente del PD regionale Cleo Li Calzi, i deputati regionali Nello Dipasquale e Dario Safina e il capo della segreteria regionale Peppe Calabrese.

Al centro del confronto la costruzione di un’alternativa al governo Schifani, partendo da un programma e da una coalizione ampia, ma anche le questioni che incidono direttamente sulle prospettive di sviluppo dell’Isola: infrastrutture, sanità pubblica, questione morale, risorse per gli enti locali e contrasto alle diseguaglianze. Li Calzi ha sottolineato la necessità di partire dal progetto per la Sicilia prima ancora che dai nomi delle candidature, indicando nella costruzione di un diverso modello economico e sociale il terreno sul quale costruire l’alternativa.

Nel corso del dibattito sono tornate anche alcune delle questioni più importanti per la provincia di Ragusa, dalla Ragusa-Catania al completamento della Siracusa-Gela fino al futuro dell’aeroporto di Comiso, insieme alla necessità di restituire ai Comuni risorse strutturali adeguate attraverso il Fondo per le autonomie locali.

“Questi tre giorni ci consegnano soprattutto una responsabilità”, commenta Nello Dipasquale. “Abbiamo un partito presente nei territori, amministratori che ogni giorno affrontano problemi enormi, circoli che continuano a essere punti di riferimento nelle comunità e una nuova generazione che chiede alla politica opportunità concrete. Tutto questo deve trovare rappresentanza nelle istituzioni. Il nostro lavoro all’ARS deve partire dai territori e deve servire a costruire risposte sulla sanità, sulle infrastrutture, sull’agricoltura, sugli enti locali e sul lavoro. È da qui che dobbiamo costruire anche l’alternativa al governo della Regione”.

“Chiudiamo la Festa, ma non il confronto che abbiamo aperto”, conclude Angelo Curciullo. “Il valore di queste tre giornate non si misura soltanto nella partecipazione, ma soprattutto nella quantità e nella qualità dei temi che siamo riusciti a mettere insieme. Giovani, amministratori, circoli, rappresentanti istituzionali, mondo agricolo: abbiamo voluto ascoltare esperienze e punti di vista differenti perché una Federazione provinciale deve essere prima di tutto questo, un luogo capace di tenere insieme i territori e trasformarne le esigenze in proposta politica. Adesso il lavoro continua nei circoli e nelle nostre comunità. La Festa dell’Unità non deve essere una parentesi, ma un punto dal quale ripartire”.


Sit In davanti all'aeroporto di Comiso

Sit In davanti all'aeroporto di Comiso

Un piano regionale di emergenza aeroportuale, un fondo dedicato, più personale per l’organizzazione e la sicurezza, un riconoscimento economico concreto, il diritto alla mobilità dei cittadini siciliani e lo sviluppo del turismo.
Questi i punti alla base del sit in e dell’assemblea che Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti di
Ragusa hanno tenuto davanti all’aeroporto di Comiso. Una iniziativa voluta dalle sigle sindacali
regionali che, stamattina, hanno indetto i sit in davanti ai quattro scali aeroportuali siciliani.
Dopo l'emergenza che negli ultimi mesi ha colpito l'aeroporto di Catania a causa
dell’eruzione dell’Etna, le organizzazioni sindacali avevano avanzato una proposta concreta:
l'istituzione di un fondo preventivo e strutturale per le emergenze aeroportuali, con risorse
rapidamente attivabili in caso di chiusura o forte limitazione dell'operatività di uno degli scali
siciliani per eventi eccezionali, insieme alla definizione di un piano di emergenza strutturato che
colleghi in maniera rapida i quattro aeroporti e che sia a sostegno dei lavoratori in caso di
emergenza. Strumenti indispensabili per tutelare un settore strategico per l'Isola e chi, ogni
giorno, lo tiene in piedi.
“Tutto questo è rimasto inascoltato – hanno dichiarato stamattina i segretari di Filt, Fit e Uil
Trasporti, Filippo Scollo, Antonino Giannone e Antonio Oranges - A pagare il prezzo più alto,
insieme agli utenti, sono state le lavoratrici e i lavoratori, lasciati senza sostegno e con ritmi
lavorativi massacranti che, se prolungati, potrebbero mettere a rischio le stesse condizioni di
sicurezza dello scalo”.
Decine le lavoratrici e i lavoratori che questa mattina si sono ritrovati a Comiso. Lo scalo
ragusano è stato tra quelli maggiormente compulsati a causa della chiusura di Fontanarossa.
“Per questo ribadiamo che, visto il ripetersi periodico di questi eventi, - concludono Scollo,
Giannone e Oranges – non si può più pensare di gestire tutto come un’emergenza momentanea.
Chiediamo programmazione e attenzione nei confronti dei lavoratori che devono gestire il tutto per
garantire la loro sicurezza e, soprattutto, quella degli stessi viaggiatori.
Questa parte di Sicilia non può più permettersi di pagare rinvii o mancanza di piani
d’emergenza adeguati”.


Le richieste dei pescatori

Le richieste dei pescatori

La pesca siciliana sta attraversando una fase di grave crisi. Il caro gasolio, l'aumento dei costi di gestione, gli
oneri previdenziali, le difficoltà di mercato e gli effetti sempre più frequenti degli eventi climatici stanno
mettendo a rischio la sostenibilità economica di molte imprese.
Non è più una situazione che può essere affrontata con interventi frammentari. È necessario un intervento
complessivo per evitare il collasso di un intero settore produttivo.
Le organizzazioni Legacoop Agroalimentare e Pesca, Confcooperative Agroalimentare e Pesca, UNCI,
Unicoop, Agci agroittico, Anapi pesca, agripesca esprimono la propria piena vicinanza alle marinerie di
Siciliane, che dal 29 settembre hanno annunciato lo stato di agitazione e il fermo delle imbarcazioni.
La mobilitazione rappresenta il segnale di una difficoltà ormai insostenibile. Quando si ferma la pesca, si
ferma una parte importante dell'economia delle comunità costiere e dell'intera filiera ittica.
Riconosciamo l'impegno già assunto dalla Regione Siciliana, a partire dall'intervento sul caro gasolio, con una
dotazione di 12 milioni di euro di fondi strutturali a cui si aggiungono ulteriori 5 milioni di € della Regione
Siciliana e dal riconoscimento dei danni provocati dal ciclone Harry, attraverso il Fondo di solidarietà
regionale della pesca e dell'acquacoltura in attesa di conoscere le modalità di impiego dei rimanenti
2.200.000.Euro circa
Si tratta di interventi importanti, che devono però essere accompagnati da una strategia più ampia e
strutturale.
Chiediamo alla Regione Siciliana e al Governo nazionale un intervento organico articolato su precise priorità:
- Credito d'imposta: Estendere e rafforzare il credito d'imposta sul gasolio almeno fino al 31 dicembre
2026, assicurando risorse adeguate alla reale dimensione dell'aumento dei costi sostenuti dalle
imprese.
- Cassa integrazione in deroga, rendendola maggiormente adeguata alle specificità della pesca e alle
situazioni di sospensione o riduzione dell'attività, come già fatto nel periodo dell'emergenza covid,
così da tutelare reddito e occupazione degli equipaggi.

- Rifinanziamento FEAMPA: rimpinguare le risorse FEAMPA destinate al caro gasolio, prevedendo
risorse aggiuntive e utilizzando, ove possibile, anche strumenti di riprogrammazione, senza
penalizzare gli investimenti necessari alla modernizzazione e alla sostenibilità della flotta.
- Si chiede , inoltre, di rivedere il coefficiente K, riportandolo ai valori adottati in occasione del
precedente bando della crisi “Russo/Ucraina”, in considerazione delle significative riduzioni
intervenute e del conseguente impatto negativo sui livelli di indennizzo riconosciuti alle
imprese di pesca.
- Sospensione dei contributi previdenziali: Valutare una sospensione o un differimento della
contribuzione previdenziale per almeno sei mesi, con successiva rateizzazione, garantendo la
regolarità contributiva delle imprese e individuando una soluzione che, ove consentito dal quadro
normativo, non incida sui limiti del de minimis.
- Sostegno regionale al caro gasolio: Garantire la piena operatività e la tempestiva erogazione delle
risorse regionali destinate al caro carburante, evitando procedure e tempi incompatibili con
l'emergenza finanziaria delle imprese, coinvolgimento delle organizzazioni del settore, delle imprese
e dei lavoratori, per affrontare in maniera strutturale costi, redditività, occupazione e competitività.
È necessario affermare con chiarezza che la pesca e i pescatori sono un pilastro dell'economia siciliana e
dell'economia del mare.
Difendere la pesca significa difendere imprese, lavoro, comunità costiere, filiere produttive e un patrimonio
di competenze che appartiene alla storia e all'identità della Sicilia.
I nostri pescatori, schiacciati dalla pressione dei costi e dal caro gasolio, non possono più essere chiamati a
sostenere da soli il peso della crisi.
Non chiediamo interventi straordinari per privilegiare un settore: chiediamo di salvaguardare un comparto
strategico dell'economia siciliana.
Per questo è necessario un forte segnale da parte delle istituzioni.
La pesca siciliana non può più aspettare.
Le marinerie non possono essere lasciate sole.
Occorre intervenire ora per evitare il collasso di un intero settore.