Legambiente: NO, perché la spiaggia è di tutti

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Giungono dalla stampa notizie riguardo la volontà, da parte di settori vicini agli interessi degli
imprenditori balneari, di mettere mano al PUDM di Ragusa. Legambiente Ragusa si oppone
fermamente a qualsiasi modifica del PUDM (Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime) che
allenti le tutele ambientali. E’ necessario privilegiare il libero accesso al mare e la trasparenza,
piuttosto che modificare il PUDM in modo da creare “piani a misura di lidi privati”.
Ricordiamo all’Amministrazione Comunale una importante motivazione espressa dalla Consulta con
la sentenza 108 del 5 maggio 2022, con cui è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo
3 della legge regionale n. 17 del 21 luglio del 2021, che per un periodo ha consentito di rilasciare le
concessioni demaniali marittime in assenza o senza la preventiva verifica di coerenza con le
previsioni dei Piani di utilizzo delle aree demaniali marittime (PUDM) : i piani di utilizzo del demanio
marittimo svolgono un’essenziale funzione non solo di regolamentazione della concorrenza e della
gestione economica del litorale marino, ma anche di tutela dell’ambiente e del paesaggio,
garantendone tra l’altro la fruizione comune anche al di fuori degli stabilimenti balneari.
Le richieste dei balneari di modificare il PUDM di Ragusa, tra l’altro ancora sotto procedura di
Valutazione Ambientale Strategica, individuando nuove aree da destinare a concessioni demaniali
stagionali sono a nostro parere irricevibili. Le uniche nuove concessioni possibili sono quelle già
previste del PUDM: 122 metri di fronte mare a Marina centro e 19 metri a Punta Braccetto. Non ci
sono altre zone disponibili né ce ne dovranno essere. L’Amministrazione Comunale, piuttosto che
creare aspettative o promettere modifiche del PUDM dovrebbe verificare a che titolo avviene
l’occupazione di porzioni della spiaggia di Passo Marinaro da parte dell’Athena Resort e del Lido Sun
e Beach visto che l’unica concessione demaniale marittima autorizzata in quell’area e quella dell’ex
Club Med. A Passo Marinaro piuttosto bisogna vigilare sulla lenta ma continua ed illegale distruzione
delle dune ancora intatte.
I balneari hanno già ricevuto abbastanza: la concessione dei ristori dopo il ciclone Harry (nonostante
l’atto d’obbligo di accettazione delle condizioni e prescrizioni della concessione demaniale firmato
prevede che “l’amministrazione regionale non assume alcuna responsabilità in caso di distruzione
totale e parziale delle opere costruite sulla zona concessa per effetto delle mareggiate, sia pure
eccezionali, o per effetto do erosione, né alcune onere di costruzione di opere di difesa”), si configura
come un vero e proprio regalo alla categoria, pagato con i soldi pubblici, cioè i soldi dei cittadini, in
palese contraddizione con la normativa vigente. Eppure nemmeno questo sembra bastare ai balneari, che ora vorrebbero ancora più aree su cui espandere le proprie attività. Noi diciamo un
forte e chiaro NO, perché la spiaggia è di tutti e tutte, e tale deve rimanere.

di Redazione01 Mag 2026 16:05
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