Quanto ci costa il gap infratrutturale.
La qualità delle infrastrutture non rappresenta soltanto un indicatore di efficienza amministrativa o di modernizzazione territoriale. In economia, reti stradali, aeroporti e sistemi logistici costituiscono una componente essenziale del capitale pubblico produttivo e incidono direttamente sulla competitività di un territorio. Nel caso della provincia di Ragusa, il ritardo nella realizzazione della Ragusa-Catania e il sottoutilizzo dell’aeroporto di Comiso configurano un problema non soltanto infrastrutturale, ma sistemico. Gli effetti si riflettono sui costi di trasporto, sull’organizzazione produttiva delle imprese, sulla mobilità del capitale umano e sull’efficienza economica complessiva del territorio. A dirlo e l’Anc Ragusa, che considera le infrastrutture di trasporto una componente fondamentale del capitale pubblico produttivo. Gli studi sulla New Economic Geography, sviluppati in particolare da Paul Krugman, evidenziano come territori caratterizzati da elevati costi di trasporto tendano progressivamente a perdere attrattività produttiva, investimenti e capacità competitiva. Reti infrastrutturali inefficienti producono infatti aumento dei costi di transazione, minore accessibilità ai mercati, riduzione dell’integrazione territoriale e perdita di economie di scala. Analisi recenti sul tessuto imprenditoriale ibleo collocano la provincia di Ragusa nelle ultime posizioni nazionali per dotazione stradale e ferroviaria, fotografando un deficit infrastrutturale strutturale che limita la capacità del territorio di agganciare i processi di crescita. La Ragusa-Catania rappresenta un collegamento strategico per mobilità delle persone, collegamenti aeroportuali, attività universitarie, rapporti commerciali e logistica delle imprese. I ritardi nella sua realizzazione determinano un aumento dei tempi di percorrenza e dell’incertezza logistica, con un incremento dei cosiddetti generalized transport costs: tempo perso, maggiori consumi, minore prevedibilità degli spostamenti e aumento dei costi organizzativi. Secondo gli aggiornamenti Anas di maggio 2026, l’avanzamento complessivo dell’opera è pari al 24,97%, con forti differenze tra i lotti. Particolarmente critica la situazione del lotto 3, fermo al 3,22% e interessato da difficoltà tecniche, vertenze sindacali e rallentamenti che alimentano l’incertezza sui tempi di completamento. “Nelle moderne economie integrate afferma il presidente dll’Anc Frasca, il tempo costituisce una variabile produttiva. Per questa ragione, le metodologie di analisi costi-benefici attribuiscono un valore economico ai ritardi infrastrutturali. Ogni anno di ritardo nella piena operatività della Ragusa-Catania produce quindi un costo implicito per imprese, lavoratori e cittadini che va oltre il disagio individuale e incide direttamente sulla competitività territoriale. Le inefficienze infrastrutturali colpiscono in modo particolare territori a forte vocazione agroalimentare ed esportatrice come quello ragusano. Nel settore ortofrutticolo e nella trasformazione alimentare, competitività significa puntualità delle consegne, qualità della conservazione, rapidità dei trasporti e accessibilità ai mercati. L’aumento dei costi logistici riduce i margini operativi delle imprese e ne limita la capacità competitiva sui mercati nazionali ed esteri”.
“Anche l’aeroporto di Comiso – aggiunge Anc Ragusa – rappresenta un’infrastruttura strategica ancora sottoutilizzata. I dati Assaeroporti evidenziano livelli di traffico inferiori rispetto ad altri scali regionali comparabili. Il problema non riguarda soltanto il numero di passeggeri, ma la mancata attivazione delle economie di rete tipiche del trasporto aereo. Un aeroporto con ridotta connettività attrae meno investimenti, riduce la competitività turistica e limita la mobilità business. Negli ultimi anni sono stati annunciati nuovi collegamenti nazionali e autorizzato un progetto cargo da circa 47 milioni di euro per trasformare Comiso in un hub logistico del Sud-Est siciliano. Tuttavia, in assenza di un disegno infrastrutturale coerente e tempestivo, lo scalo continua a esprimere solo parzialmente il proprio moltiplicatore economico”. Le conseguenze del deficit infrastrutturale si estendono anche al turismo e alla mobilità del capitale umano. Una connettività limitata incide sulla capacità di attrarre turismo internazionale, sulla destagionalizzazione dei flussi e sulla permanenza media dei visitatori. Allo stesso tempo, collegamenti inefficienti riducono l’accesso a servizi avanzati, opportunità professionali e percorsi universitari, favorendo fenomeni di perdita di capitale umano qualificato. In questo contesto assume particolare rilievo anche il ruolo dei commercialisti. Nel tessuto economico della provincia di Ragusa, caratterizzato dalla prevalenza di PMI, il commercialista rappresenta una vera infrastruttura immateriale di supporto al sistema produttivo: consulenza finanziaria, pianificazione fiscale, accesso al credito, gestione della crisi d’impresa e supporto alla compliance. In territori caratterizzati da marginalità infrastrutturale, questa funzione assume un valore ancora più rilevante. Il commercialista contribuisce infatti a colmare parte del gap organizzativo e informativo generato dal deficit di accessibilità ai principali centri economici e decisionali. Il deficit infrastrutturale incide però anche sulla produttività del lavoro professionale: aumento dei tempi di percorrenza, maggiori costi organizzativi, minore efficienza negli incontri con clienti e istituti di credito, riduzione della capacità di espansione del mercato professionale oltre il contesto locale. Sulla base dei benchmark nazionali e delle metodologie di valutazione infrastrutturale, il costo economico complessivo delle inefficienze infrastrutturali della provincia di Ragusa può essere prudentemente collocato tra 100 e 180 milioni di euro annui, considerando costo del tempo perso, extra-costi logistici, mancato sviluppo turistico e perdita di opportunità economiche. Il caso della provincia di Ragusa, per Anc, evidenzia come le infrastrutture non costituiscano semplicemente opere pubbliche, ma fattori produttivi essenziali per il funzionamento dell’economia territoriale. Il ritardo nella piena realizzazione della Ragusa-Catania e il sottoutilizzo dell’aeroporto di Comiso contribuiscono a mantenere il territorio in una condizione di minore integrazione economica rispetto ad altre aree regionali. La questione, pertanto, non riguarda esclusivamente la mobilità, ma la capacità complessiva della provincia di esprimere il proprio potenziale economico in condizioni realmente competitive.

