Il dopo Musmeci: Commenti

Il dopo Musmeci: Commenti

Poche ore prima che arrivasse il post di Musumeci con le dimissioni, Antony Barbagallo segretario del Pd aveva detto: Basta, Musumeci se ne vada a casa". Nelle stesse ore in cui l'Assemblea esamina le variazioni di bilancio in un clima sospeso, mentre si cercano conferme sulle paventate dimissioni del governatore, è il segretario dem comtinua : "Ci liberi da questa agonia". Anche sull'election day per Anthony Barbagallo "è una questione di metodo: si risparmierebbe accorpando il voto, senza contare che non dovremmo chiudere le scuole due volte e dimezzeremmo i rischi di assembramento ai seggi"  Si rischia di andare al voto con 28 norme impugnate in Finanziaria. Alle quali si aggiungono quelle che verranno impugnate sulle variazioni di bilancio, perché con un colpo di mano la maggioranza ha approvato due norme, in materia di acquedotti e reti idriche, su cui persino gli uffici dell'Ars avevano sollevato profili di illegittimità. Non ha funzionato il metodo, in questi anni, mi riferisco ai tanti settori che avevano bisogno di essere riformati e che non hanno ricevuto risposte organiche, dai rifiuti all'acqua fino ai forestali. Insomma, una legislatura sprecata quando potevano essere fatte tante riforme".   Molto importante invece la dichiarazione di Cancelleri al quale la questione dei due mandati non preoccupa: Alla Regione la nostra candidata è la dem Caterina Chinnici ribadendo l'alleanza in controtendenza con le idee nazionali.  No ai paracadutati da Roma asserisce.” Il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla’ARS Nuccio Di Paola a proposito delle annunciate dimissioni  ha dichiarato:  Dopo quasi 5 anni di fallimenti, di record negativi, di emergenze mai risolte, di riforme annunciate ma mai veramente concretizzate, finalmente il presidente Musumeci ha fatto una cosa buona per la Sicilia e i siciliani: si é dimesso. Peccato che lo abbia fatto tramite un video su Facebook e che negli 8 minuti e 28 secondi del video non abbia mai pronunciato la parola ‘dimissioni’, ma abbia preferito usare la parola ‘elezioni’. Per fortuna la parola torna agli elettori (il 25 settembre) che non vedevano l'ora di archiviare Musumeci e il suo fallimentare governo”. Intanto a  Roma, secondo indiscrezioni parlamentari di Forza Italia, il presidente Silvio Berlusconi ha chiamato Stefania Prestigiacomo per chiederle la disponibilità alla candidatura a Presidente della Regione Siciliana. E lei ha accettato. C'è anche l'intervento di Nino Minardo segretario regionale Lega Sicilia - Prima l'Italia"  Le dimissioni del presidente Musumeci e il conseguente election day che il 25 settembre vedrà l'accorpamento del voto per le regionali con quello per le politiche colgono in pieno la linea e l'auspicio che la Lega aveva espresso in questi giorni.  Noi, del resto, per entrambe le elezioni abbiamo già liste colme di candidati fortissimi in tutte le province e siamo pronti a governare la Sicilia. Dopo decenni di chiacchiere faremo in modo che il Ponte sullo stretto di Messina diventi realtà e unisca la nostra isola all’Europa, garantiremo una politica seria e dignitosa di contenimento dell'immigrazione clandestina, daremo risposte concrete ad ogni porzione di territorio della nostra Regione.  ( comunque diciamo noi della redazione quella del ponte se la potevano risparmiare)

Il telegiornale di Teleiblea del 4 agosto 2022

Il telegiornale di Teleiblea del 4 agosto 2022

Nell'Indice del 4 agosto: Piove un po', le dimissioni di Musumeci, il suo post, i commenti, i ringraziamenti di Teleiblea al sindaco Cassì e la polemica sulla tassa di soggiorno, servizio su manifestazione blues£vine a Cefalù, lo slalom di Altomonte e replica dell'intervista al medico per la quarta dose del vaccino.


Ora è finita davvero. [il video delle dimissioni]

Ora è finita davvero. [il video delle dimissioni]

E' finita.! Questa legislatura così travagliata è finalmente giunta all'epilogo con le dimissioni di Musumeci presentate oggi nel pomeriggio.  Non cambierebbe nulla perchè un mese in più o in meno non potrebbe dare aggiungere alcunché   a questa deprimente esperienza. La novità invece che cosi facendo Musmeci costringerà i Siciliani a votare in un sol giorno per camera, senato e regione . Cìè il forte dubbio che si faccia confusione mischiando ciceri e fave.  E' vero andremo a risparmiare ma valeva di più la consapevolezza di noi isolani d poter scegliere il nostro futuro con attenzione e e sapendo bene cosa si fa. Anche perchè qui la politica è diversa. Ad esempio il PD a Roma è con Calenda e a Palermo o Ragusa è con i 5 stelle. Insomma se Musumeci ha preso questa decisione  con il solo intento di mettere con le spalle al muro la coalizione costringendola secondo lui a fare una scelta obbligata ha sbagliato facendo l'ultima vigliaccata ai suoi corregionali.... Peccato


Ricambio con affetto.

Ricambio con affetto.

Sento il dovere di ringraziare il sindaco Cassì a nome mio personale e di tutti i giornalisti, collaboratori e tecnici di Teleiblea per il significativo aiuto che ci sta dando nella ardua battaglia contro il Ministero e la Rai way . La nuova rete di trasmissione del digitale terrestre, infatti, è stata realizzata ,  in pratica, escludendo dalla copertura del segnale l'intera provincia di Ragusa  e quasi tutto il capoluogo.  Al sindaco abbiamo chiesto  di manifestare con documenti ufficiali il disappunto dei cittadini iblei evidenziando il danno ricadente sulla prima emittente via etere d'Italia che non può trovare, a causa del disservizio, gli adeguati riscontri commerciali .  E il sindaco lo ha fatto già in due occasioni e possiamo dire che il suo intervento sembra aver ottenuto degli ottimi risultati.
La nostra speranza è quella di poter realizzare la diretta della festa di san Giovanni, come abbiamo fatto tante volte, con la certezza che le immagini non solo potranno essere viste a Lampedusa, Trapani Palermo o Caltanissetta ma finalmente in tutta la città.  Quindi tante grazie sindaco Cassì.  Ora passiamo ai ringraziamenti che ci aspettiamo da Lui. Come avrete sentito in questi giorni si è accesa in citta una polemica che riguarda la struttura turistica iblea. Sono state dette tante cose e il sottoscritto, nell'apertura dell'indice di martedì sera, ha fatto un commento negativo sull'uso scorretto ma non illegale della tassa di soggiorno. Nell'intervento venivano citate alcune spese, abbastanza congrue, andate a finanziare spettacoli di cabaret, feste natalizie e artisti vari. Ho voluto, in quel TG,  rimarcare il concetto che la Tassa di Soggiorno non è un cassetto al quale l'assessore di turno può accedere per i suoi bisogni contingenti. Negli ultimi anni questo sistema  è però diventato una prassi. Si è andati dallo stipendio dei dipendenti comunali impegnati negli uffici turistici agli acquisti di materiale vario alle autoambulanze nelle gare di maratona oppure alla quota associativa al distretto degli iblei, che per inciso non esiste più, fino a lavori non meglio identificati negli uffici comunali. Insomma l'elenco degli interventi è variegato e anche poco edificante. Questo spezzone televisivo è stato condiviso più volte  e alla fine è stato ripreso dal quotidiano locale che riportando le mie parole rincara la dose nei confronti dell'amministrazione. Tengo dunque a precisare che non è una intervista rilasciata al giornale ma una riscrittura di buona parte dell'intervento televisivo. Ma questo non rende meno grave la realtà visto che le cose dette sono assolutamente vere e comprovabili. A questo punto, andando alle conclusioni, penso di aver ricambiato in pieno la cortesia fattami dal sindaco Cassì. Questo articolo infatti potrebbe servire da spinta per arrivare ad una rivisitazione della tassa suddetta. Basta con l'affidare somme molto interessanti per accondiscendere alle pretese di questo o quell'amministratore. E quegli stessi dovrebbero ringraziarmi ugualmente per aver loro permesso di invertire la marcia e creare il programma per l'estate o il natale senza che si venga assillati da imprenditori che attendono fuori le porte. A Palermo, al 7° piano dell'Assessorato al Turismo,  era la stessa cosa. Una corte dei Miracoli dove si trovava di tutto, maghi, cantanti, suonatori, equilibristi, illusionisti e cosi via.


Grazie mille. Sono a disposizione!

Grazie mille. Sono a disposizione!

Miccichè durante l'incontro con i giornalisti di ieri mattina ha ribadito il no a Musumeci per la ricandidatura a governatore della Sicilia e ha invece confermato che la scelta di Forza Italia ricade su  Stefania Prestigiacomo.  
L'on Prestigiacomo vanta un'esperienza indiscutibile essendo stata eletta in parlamento, fin dal 1994, nelle ultime 6 legislature consecutive. È stata Ministro per le pari opportunità nel Governo Berlusconi II e nel Governo Berlusconi III e Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare  sempre in un governo Berlusconi. Ieri sera la candidata in pectore ha sciolto il suo riserbato silenzio inviando  questo comunicato nel quale si dice pronta alla battaglia elettorale:
Ringrazio Gianfranco Miccichè  per le espressioni di stima nei miei confronti. Da siciliana, profondamente legata alla mia terra, non posso che ritenere la proposta di candidatura alla Presidenza della Regione un onore altissimo e una altrettanto altissima responsabilità.  Sono dal 1994 una militante di Forza Italia, un partito che mi ha dato tanto e al quale ho dedicato tutto il mio lavoro politico. Oggi come ieri Il mio impegno è a disposizione del partito". Così, in una nota, la deputata di Forza Italia, Stafania Prestigiacomo. "Per quanto riguarda la Regione siciliana - sottolinea - ritengo essenziale, come sta accadendo per la definizione delle candidature e dei programmi a livello nazionale, che la coalizione di centrodestra trovi le ragioni dell’unità sia in termini di proposte programmatiche, che per la candidatura alla Presidenza. La forza della nostra alleanza è sempre stata l’unità d’intenti con la quale ci siamo presentati dinnanzi agli elettori. Venire meno a questo tratto distintivo - conclude Prestigiacomo - significherebbe disperdere il patrimonio di credibilità e di fiducia che i siciliani ci riconoscono e favorire così una sinistra senza idee, che ha come unico obiettivo la restaurazione"


Il telegiornale del 3 agosto 2022

Il telegiornale del 3 agosto 2022

Nell'Indice del 3 agosto. Si ci mette pure Taiwan, la politica nazionale, le dichiarazioni di Miccichè sulla Prestigiacomo, il sistema elettorale in Sicilia, Servizio n. 2 sulla riapertura di Camarina, Intervista a Paolo Ucchino sui Ibla e Marina di Ragusa, la cronaca, intervista a Morena Sauvage.


Analisi sui mezzi di trasporto persone e cose.

Analisi sui mezzi di trasporto persone e cose.

Dopo la crisi vissuta nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria ed economica, il 2021 avrebbe dovuto essere l’anno del rilancio per il settore dei trasporti. Ma si può parlare di vera ripresa? Per capire le evoluzioni che hanno trasformato il comparto dei mezzi pesanti dopo il primo anno di pandemia, Continental ha realizzato la seconda edizione dell’Osservatorio sui macro-trend del trasporto pesante. Lo studio fa emergere le tendenze evidenziate dallo sviluppo del parco circolante in Italia e in Sicilia, attraverso l’analisi dei dati sulle immatricolazioni, i tipi di alimentazione, l’anzianità e la categoria euro. Per il trasporto persone (autobus), Ragusa presenta il calo più significativo a livello regionale con il -75% e solo 1 nuovo mezzo. Ma ecco i dati in particolare
Il comparto dei mezzi pesanti per il trasporto merci in Italia ha chiuso il 2021 con 24.168 immatricolazioni, in crescita rispetto al 2020 del 23,2%. La Sicilia segue la scia positiva e segna un aumento del 41,4%, immatricolando 1.513 nuovi  mezzi.
Ragusa registra un progresso più elevato rispetto all’andamento regionale, segnando il 66,7% e 205 nuove targhe.
Il settore nazionale del trasporto persone ( gli autobus) mostra un importante segnale di crescita, con 4.091
mezzi immatricolati nel 2021 a fronte dei 3.404 del 2020 (+20,2%)
Tra le regioni in negativo la Sicilia registra un calo pari al -42,3% e 112 targhe.
Ragusa presenta il calo più significativo a livello regionale con il -75% e solo 1 nuovo mezzo.
Tra l'altro a  Ragusa, quasi il 95% degli autobus è a gasolio. Nel 2021 in Italia il parco circolante di autocarri merci ha raggiunto le 4.290.042 unità. A livello di alimentazione, la situazione nazionale rimane pressoché invariata rispetto al 2020 con una netta predominanza del gasolio. Si nota una crescita, seppur timida, delle alimentazioni alternative.
La Sicilia vede l’elettrico a quota 0,1% e l’ibrido allo 0,2%. La percentuale di autocarri alimentati a gasolio rimane preponderante (93,2% del parco). Ragusa presenta le medesime percentuali di elettrici e gli ibridi scendono allo 0,1%. I mezzi a gasolio primeggiano toccando il 95,1%. Il parco autobus nel nostro Paese registra invece, nel 2021, 100.199 unità. Anche in questo contesto, dal punto di vista dell’alimentazione, il panorama è stabile rispetto al 2020, sebbene con qualche piccolo segnale di miglioramento: la maggioranza dei mezzi in circolazione rimangono a gasolio, mentre le quote di elettrico e ibrido crescono ma non superano l’1%. Per le fonti alternative, in Sicilia l’ibrido si annulla mentre l’elettrico arriva allo 0,8%. Il gasolio supera di poco il 95% e il metano tocca il 3,4%. Ragusa presenta un parco circolante composto quasi esclusivamente da mezzi a gasolio (94,9%). Le fonti alternative toccano quota 0%, il metano tocca il 4,7% e la benzina un irrisorio 0,4%.

Categoria Euro: a Ragusa quasi un autobus su due appartiene alle classi più inquinanti
Le categorie euro più presenti a livello nazionale nel comparto del trasporto merci sono Euro 5 ed
Euro 6 che, insieme, crescono e nel 2021 raggiungono il 35% del totale. Una percentuale elevata
che supera la quota delle categorie più vecchie, dalla 0 alla 2. Ciò nonostante, è da notare quanto
sia ancora diffusa la classe Euro 0 che, da sola, arriva al 15%.
La situazione in Sicilia è più delicata in quanto il parco è composto per la maggior parte da Euro 0
che, da soli, toccano il 27,8%. In generale, le classi più vecchie fino all’Euro 2 superano il 49%.
La percentuale crolla considerando le classi meno inquinanti che registrano solo il 16,1%.
Ragusa supera il 26% per la presenza di Euro 0 e per la fascia Euro 0 – 2 arriva al 45,5%. Le
categorie Euro 5 ed Euro 6 al 17,5% rappresentano la quota più alta a livello regionale.
In aumento rispetto al 2020, in Italia, la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5
ed Euro 6 si attesta al 42,3%. Stupisce negativamente la quota degli autobus di categoria Euro 0
ancora in circolazione, che rappresentano l’11,8% del parco.
Ben sopra la media nazionale, in Sicilia gli Euro 0 arrivano al 20,1% mentre gli Euro 5 ed Euro
6 al 28,1%.
Nella provincia di Ragusa il tasso di Euro 0, 1 e 2 raggiunge il 49,8% e, sopra la media regionale, i
soli Euro 0 toccano il 26,7%. La provincia tocca il 22,4% per le classi più giovani.

Anzianità: a Ragusa il 45,5% degli autobus supera i 20 anni di età
Il trasporto merci italiano è caratterizzato da una preponderanza di mezzi tra i 15 e i 20 anni e le
categorie “da 30 anni in poi” rappresentano il 15% del parco circolante. I veicoli recenti “da 0 a 10
anni” arrivano al 33,3%, anche se risulta ancora basso il dato relativo agli autocarri di massimo un
anno (4%).
In Sicilia, invece, la fascia d’età più diffusa si alza a 20-30 anni (21,1%). Coerentemente, le
percentuali per le categorie più giovani si abbassano: il 15,8% dei mezzi ha massimo 10 anni e
solo l’1,6% massimo un anno.
A Ragusa la quota di autocarri con massimo 10 anni è la più elevata in regione registrando il
17,4%. Qui la percentuale del parco con più di 20 anni è elevata e raggiunge il 45,4%.
Per il trasporto persone nazionale la fascia di anzianità tra 0 e 5 anni rappresenta il 20,5% del
totale. Una quota in crescita di un punto percentuale rispetto allo scorso anno, ma ancora
altamente superata dai mezzi vecchi di oltre 20 anni.
In Sicilia la fascia di oltre 20 anni cresce notevolmente rispetto a quella nazionale (38,2% rispetto
a 26,9%). In regione i mezzi con un’età massima di 5 anni superano di poco il 13%.
Ragusa ha una percentuale di autobus oltre i 20 anni che raggiunge il 45,5% e il tasso di mezzi
giovani, da 0 a 5 anni, è solo del 6,3%.

In provincia quasi un autobus su due appartiene alle classi più inquinanti e il 45,5% del parco ha più di 20 anni.  Sul fronte del trasporto merci, invece, balzo in avanti del 66,7% per le nuove targhe.


Servono o non servono le Camere di Commercio

Servono o non servono le Camere di Commercio

Che a Confcommercio Sicilia non sia piaciuta la mossa della Prestigiacomo che, all'inizio dell'anno, ha praticamente sconvolto il sistema camerale siciliano lo sapevano tutti. Infatti anche se l'organizzazione di categoria ha molti dei suoi vertici inseriti nelle Cam Com, vedi ad esempio l'ex presidente Agen, è pur vero che il nuovo abbinamento di Ragusa con Trapani ed altri  non sembra essere una buona soluzione. Ma occorre sbrigarsi e fare in modo che questo limbo camerale, dove in pratica non succede niente da mesi, possa finire.   E così il presidente Manenti di Confcommercio Sicilia ha inviato oggi pomeriggio una nota al governatore Nello Musumeci e all’assessore regionale alle Attività produttive, Domenico Turano, avente ad oggetto la vicenda delle Camere di commercio siciliane. “Nei giorni scorsi – è scritto nel documento – ha avuto luogo l’incontro di tutti i presidenti delle Confcommercio territoriali siciliane per dibattere in merito al futuro del sistema camerale dell’isola. Confcommercio Sicilia ritiene che non si possa più perdere tempo e pertanto, unitariamente, è convinta che, se non verrà, come si auspica, messa mano alla modifica della riforma Madia, la soluzione più rispondente alle esigenze dei territori sarà quella di mantenere in Sicilia gli accorpamenti che avevano luogo prima dell’emendamento alla Finanziaria. Confcommercio Sicilia, dunque, chiede che non sia modificato l’attuale sistema camerale. Il mondo delle imprese non può più attendere per
cui vi chiediamo un celere riscontro”.  In pratica dice Manenti o si fa una Camera con Ragusa e Siracusa e le altre della Sicilia occidentale accorpate tra loro oppure è meglio rimettere in piedi la Super Camera del Sud Est  RG,SR, CT. Il fine è chiaro Agen che ha sempre un suo appeal si è dimesso da poco facendo sciogliere l'organismo ma ha promesso battaglia è probabilmente questa è una delle mosse. A parte ogni considerazione bisogna decidere: se le camere di commercio servono devono essere efficienti e ben dislocate nel territorio. Altrimenti chiudiamole e buona notte al secchio!!!


Ancora No! Musumeci si rassegni!

Ancora No! Musumeci si rassegni!

La corsa alla Regione vive una fase di stallo. Da Roma arriva un altro no al Musumeci bis. La coalizione torna ad incontrarsi sui temi delle politiche ma stavolta, sia pure informalmente, si parla anche di regioni. E per la prima volta Fratelli d’Italia dice chiaramente che la sua opzione è sul Lazio mentre la Lega chiede la Lombardia. E’ automatico che la candidatura in Sicilia tocchi a Forza Italia. Ma Miccichè ribadisce che il candidato si sceglie a Palermo non a Roma”  Un concetto che anche il leader della lega Matteo Salvini ha ribadito ad ogni occasione valida per parlare di candidatura alla Regione. Su una cosa, almeno, Lega e Forza Italia sono d’accordo. Ad oggi il candidato resta  Stefania Prestigiacomo anche se  su questo nome bisogna trattare. Se andrà così resta il tema dell’accordo con Fratelli d’Italia che in cambio chiede la presidenza dell’Ars. insomma il posto che attualmente è di Gianfranco Miccichè. E lui, Miccichè, si dice possibilista. Ad agitare le tensioni fra le due formazioni che si erano trovate, invece, d’accordo sul no a Musumeci da ultimo sono state le politiche sui migranti. Lo stop ai veti incrociati a fronte dell’inserimento delle politiche migratorie fra le priorità del programma anche regionale è stato chiesto ieri da Vincenzo Figucccia della Lega. Ma Miccichè adesso precisa che “i problemi ci sono, non c’è dubbio, Ma non possiamo lasciarli in mezzo al mare a morire,. Se si parla di migranti io, dice Micciche,  lo considero un problema ma non un fastidio. Bisogna partire dalla questione umanitaria e rivedere la politica sulle migrazioni”. Di fatto Miccichè considera superata la fase dello scontro anche perchè insiste sul proprio candidato alla presidenza


Sterili polemiche sul turismo ibleo.

Sterili polemiche sul turismo ibleo.

Mentre infuria la polemica tutta ragusana sul turismo che barcolla si cerca di restare romanticamente attaccati al concetto delle tradizioni locali, di contadini e prodotti locali, tramonti e vino,  la realtà, a detta degli addetti degli esperti, mostra una faccia piuttosto brutta:  moltiplicate le spese per i residenti per acquistare prodotti nei tanti  negozi di alimentari rimasti, miasmi di fritto tra patatine e arancine, cestini della spazzatura trabordanti, gelaterie, pizzerie al taglio, coni che sporcano irrimediabilmente i marciapiedi.. La realtà è appunto diversa negli ultimi 10 anni, molto differente poi da quella che viene descritta sui social network e sugli articoli di stampa. Si insegue tutt’ora il modello  del "prendiamo tutto ora che domani non si sa". Quello che più stride con la realtà è però che a capo di questo  ci siano gli Enti pubblici. Negli ultimi anni ci si comporta come 15 anni fa, non si studia, non si analizza il fenomeno turistico che è invece drammaticamente cambiato. Sarebbe il caso di  parlare di “troppo pieno” che sarebbe uno strumento di qualità e di promozione intelligente. Si spende tanto per massimizzare le visite  grazie al marketing e alla promozione ma  meno interesse e attenzione è stato rivolto a come accogliere mil turista e ridurre il livello di “troppo pieno”.
Il termine “troppo pieno” si riferisce direttamente alla capacità di carico di un territorio, concetto spesso non capito o male interpretato. Il concetto deriva dall’agricoltura e nel turismo fa riferimento al numero di persone che un territorio riesce a “far fronte” prima di deteriorare le proprie risorse . Il concetto di “limite” applicato al turismo ha origine fin dai primi studi dedicati al turismo e solo ora qualche piccolo passo in avanti si vede e consente al decisore politico di adottare le giuste strategie. I residenti di Mazzarelle si lamentano delle orde di barbari dietro ad ombrellini colorati e di una vita che, da queste parti, non si respira più.
E anche vero che  i privati hanno anche tutto il diritto di massimizzare i loro profitti… ma a che prezzo tutto questo?
Se passa il concetto che siccome ormai tutti vivono di turismo non si possono tentare politiche di mitigazione di queste orde, non si può parlare di turismo sostenibile, non si può parlare di educazione del turismo. L'ennesima dimostrazione viene dall'utilizzo improprio dei fondi cospicui che provengono dalla tassa di soggiorno. Non ci sono voci che mirano al miglioramento delle fruibilità della città, non si parla di promozione attenta e mirata ai giusti mercati, non c'è programmazione culturale che invece con quei fonsi si potrebbe almeno accennare. Ma qui sbaglia il sindaco che per il quieto vivere permette che gli assessori facciamo più o meno quello che vogliono senza pensare a al miglioramento dell'intero territorio. A che serve dare decine e decine di migliaia di euro per fare esibire un cantante?