CU SI VARDAU SI SARBAU
CU SI VARDAU SI SARBAU
E stato presentato alla Provincia un volume sui rischi ambientali nel nostro territoro. Il report raccoglie gli interventi e i contributi scientifici presentati durante il Seminario di studi dell’INGV, svoltosi lo scorso giugno, con la partecipazione dei principali esperti locali. Purtroppo a leggerlo viene voglia di mettersi le mani nei capelli perchè i rischi dalle nostre parti sono tantissimi tra cui: l’elevata pericolosità sismica del territorio ibleo interessato dal sistema di faglie ibleo-maltese, l’intrusione salina nelle falde costiere dovuta al sovraemungimento a fini irrigui, l’inquinamento da microplastiche derivanti dai residui della serricoltura, l’innalzamento del livello del mare con la conseguente erosione costiera, il rischio da inquinamento petrolifero e l’impatto delle piattaforme eoliche flottanti offshore, insieme ad altre criticità ambientali emergenti che interessano l’area iblea. Insomma sarebbe meglio cambiare area. E' vero che gli stessi esperti ci dicono che non è il caso di allarmarsi troppo però vale sempre il vecchio detto " cu si vardau si sarvau". A parte tutte le altre problematiche vorrei sottoporre alla vostra attenzione, ma soprattutto a quelle degli amministratori, una particolare situazione ampiamente spiegata dallo speleologo Ruggeri che da anni segue lo stato di salute delle latomie che si trovano sotto una buona parte della città. In particolare si è messa in evidenza una condizione preoccupante che riguarda proprio la cava Gonfalone che si insinua, con un percorso tortuoso, sotto la zona di Viale Sicilia. Secondo Ruggeri è necessario monitorare le volte delle cave perchè a causa di infiltrazioni ed altro si sono rilevati degli spostamenti dopo l'ultimo controllo ufficiale del 1990. Insomma, senza allarmare come si diceva prima, ma sarebbe davvero ottima cosa preparare un progetto congruo a sostegno di quelle volte realizzando dei pilastri o altre soluzioni idonee. Secondo me infatti questo è un intervento necessario e non differibile e anche se non si vede e quindi fa poca propaganda. A Ruggeri ho chiesto, in una intervista, se i sindaci, quello in carica o i precedenti, sono stati informati del pericolo. La risposta è stata vaga ma è certo che la notizia è arrivata negli uffici tecnici comunali e qualcosa si sta muovendo anche se lentamente. Il suggerimento in conclusone è questo: Su tante cose non è facile intervenire perchè occorrono leggi, autorizzazioni e contenziosi ma su questa questione gli uffici comunali sono certo in grado di studiare una soluzione che sia definitiva attingendo ai fondi dell'ente senza aspettare in Pnrr...
La metro ferrovia da chiarire
La metro ferrovia da chiarire
Avevamo parlato dell'appalto per i lavori della metroferrovia che secondo noi, non solo sono inutili ma, sembrano nascondere qualcosa. Negli articoli precedenti parlando di trasparenza ci eravamo soffermati solo sulla questione ribasso sui lavori della metroferrovia mostrando molte perplessità di fronte ad un oltre 25 per cento di ribasso. I dubbi dunque erano legittimi : Quale tecnico fa progetti con il 25% in più causando un danno all'ente? Oppure, se il progetto è accurato, chi si aggiudica il lavoro andrà sotto con il rischio reale di non finirlo. Su l'argomemto è intervenuta oggi anche la consigliera Caruso che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ai dirigenti dei settori competenti, all’ufficio stampa dell’ente municipale e, per conoscenza, al segretario generale. Lei fa riferimento al comunicato stampa n. 563 pubblicato dal Comune il 5 dicembre 2025, relativo all’aggiudicazione dei lavori della Metroferrovia – Fermata Carmine (Stralcio A). Secondo la consigliera, il comunicato istituzionale contiene una serie di dati economici e amministrativi che appaiono incoerenti e contraddittori e che, anche a una lettura non specialistica, sollevano dubbi sulla correttezza delle informazioni diffuse alla cittadinanza. Numeri, insomma, che sembrano essere stati dati per colpire l’attenzione della comunità e che, comunque, non sono congrui rispetto alle semplici verifiche predisposte. In particolare, Caruso richiama il progetto complessivo da 18 milioni di euro (vale a dire la riqualificazione della periferia storica di Ragusa: ripristino accessibilità e connessione con la città moderna attraverso la ferrovia urbana), finanziato con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, evidenziando come la rimodulazione degli interventi approvati porti a un totale di 17,2 milioni di euro, lasciando scoperta una quota di 800mila euro di cui non risulta chiara la destinazione. Ulteriori perplessità riguardano l’importo di 12 milioni di euro indicato nel comunicato come base d’asta, che non risulta riconducibile né al finanziamento complessivo né ai singoli interventi formalmente approvati, così come la gestione della procedura da parte di un settore comunale che, per competenze, si occupa ordinariamente di appalti sottosoglia comunitaria, nonostante l’importo dichiarato collochi l’affidamento sopra soglia. La consigliera segnala inoltre una evidente incongruenza aritmetica tra la base d’asta di 12 milioni di euro, il ribasso del 25,123% dichiarato nel comunicato e l’importo contrattuale indicato, pari a 7.575.485,38 euro oltre Iva, che non risulta matematicamente compatibile con i dati forniti. A ciò si aggiunge il richiamo, nel comunicato stesso, a una determinazione dirigenziale che non risulterebbe riferita all’appalto in questione. A questo punto la consigliera se la prende con la comunicazione istituzionale che non sembra essere improntata alla massima chiarezza e trasparenza, soprattutto quando si parla di opere pubbliche di grande rilievo economico e strategico per la città. Concordiamo con la consigliera: i numeri non tornano e riferimenti amministrativi sono imprecisi e rischiano di alimentare confusione e sfiducia nei cittadini. Noi abbiamo già mostrato qualche perplessità come già fatto in altre occasioni. E' bello sapere che molti lavori a Ragusa si fanno con ribassi fino al 30 per cento, ricordo qualche rotatoria, ma dal punto di vista amministrativo la cosa non è accettabile. Ci troviamo di fronte alle ipostesi precedenti o il progettista è esagerato o non è in grado di fare progetti oppure c'è un sistema che fa pensare male e alimenta " confusione, sfiducia" e qualche dubbio sulla trasparenza.
MA CHE BEL CASTELLO
MA CHE BEL CASTELLO
Come se non fosse accaduto nulla.
Come se non fosse accaduto nulla.
Il sindaco di Ragusa è davvero un personaggio eccezionale. Riesce a girare la frittata come vuole ma sempre nella speranza che i suoi cittadini siano d'accordo. Nella vicenda del Castello, lo sanno tutti, non c'era un ragusano d'accordo alla cessione a privati della gestione a condizioni ultra favorevoli. Quando è scoppiata la grana, più di un anno fa, si è difeso come una tigre accerchiata mettendosi contro tutti, prefettura e provincia tra l'altro, e insistendo, in modo direi anche esagitato, per spingere la sua idea che abbiamo dimostrato del tutto errata. E i tanti motivi sono stati evidenziati in decine di articoli ed interviste. Ma lui niente, non si è spostato di un millimetro come d'altronde è solito fare. Mai che possa accettare un consiglio, un suggerimento su questo argomento e non solo. Eppure nella sua veste, anche, di assessore al turismo, dalla quale abbiamo spesso chiesto le dimissioni, doveva partire proprio da Donnafugata per studiare un nuovo modo di offrire al turista la fruizione di tutto il territorio. Invece no!! Comunque la sua difesa, dopo che si è saputo della bocciatura da parte della dirigenza comunale del possibile accordo di partenariato con la Civita Italia ed altri, è a dir poco stupefacente. Abbiamo sbagliato noi giornalisti , in primis, e poi i cittadini,, dichiara in un comunicato stampa, ad avversare la soluzione da lui studiata ed ora ne piangeremo le conseguenze perchè il castello ha bisogno di aiuto. Sempre in quel comunicato ci dice che la procedura si è conclusa con una determinazione negativa degli uffici comunali. per la la mancanza di presupposti per la prosecuzione della trattativa.
Eppure la società aveva avuto oltre 6 mesi di tempo per studiare e poi formular la proposta migliore, in tema di piano degli investimenti, manutenzioni programmate e rimodulazione del progetto economico finanziario.
E ora, dopo un anno, dopo che la commissione tecnica aveva osannato il progetto mostrandone le eccellenti possibilità di sviluppo, dopo una trattativa a quanto pare intensa e dettagliata..... va tutto in malora.
Il sindaco poi conclude alla grande: " Tutto ciò serve a smentire chi ha alimentato sospetti e illazioni, anche da questo epilogo emerge la correttezza dell'amministrazione che ha fatto le pulci al progetto prima che andasse in consiglio. E meno male sennò chissà cosa ci saremmo dovuti aspettare.
Infine viene inserito nella vicenda un nuovo termine che è quello della" collaborazione - e sottolinea collaborazione" di un soggetto privato nella gestione del Castello. Fino ad ora non ci sembra sia mai stato usato ma si sa da noi tutto è relativo. A conclusione mi permetto di aggiungere qualche considerazione personale. Il castello, al quale sono particolarmente affezionato, ha bisogno di interventi seri sia nella struttura che negli arredi che seppur restaurati 25 anni fa, ora sono in disfacimento. Siccome il Comune è bravissimo ad intercettare finanziamenti sarebbe il caso di fare dei progetti, reali e funzionali, dal punto di vista della manutenzione ordinaria e straordinaria e nello stesso tempo creare un organismo collegato che possa avere del personale che lavori nei vari settori, senza prebende di favore, per arrivare al salto di qualità auspicato.
Che ribassi!!!
Che ribassi!!!
Manco a farlo apposta, ma state pur certi che in questo caso non c'è nulla da ridire, ma sembra strano che su un lavoro corposo come quello della metroferrovia ci sia un ribasso del 25 per cento che ovunque verrebbe considerato anomalo. Cero perchè uno sconto di un quarto sul costo dei lavori fa pensare. O il progettista non ha saputo fare bene i conti, e rischiava di creare un danno economico alla amministrazione appaltante, oppure la ditta aggiudicatrice, con i tempi che corrono, dovrà lavorare con molta attenzione per non finire sul lastrico visto che affronta un compito che costerà di più di quanto ha offerto. Ma già ad inizio di quest0 2025 sono stati aggiudicati i “Lavori Metroferrovia – Polo Ospedaliero – Cisternazzi – Opere di connessione al tessuto urbano” ad un Consorzio con sede a Milano per il prezzo di 992.996 euro, compresi gli oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, pari a euro 22.000, al netto del ribasso offerto addirittura del 31,620% su un importo a base di gara di euro 1.442.000 comprensivo degli oneri di sicurezza. Come possono accadere queste cose?
Comunque ecco la notizia di oggi: Il Comune di Ragusa, Settore XI Appalti, Contratti, Patrimonio, ha formalizzato l'aggiudicazione efficace dei lavori relativi all'intervento di riqualificazione della periferia storica di Ragusa: ripristino accessibilità e connessione con la città moderna attraverso la ferrovia urbana – metroferrovia - fermata Carmine – Stralcio A. L'intervento include anche misure per la riduzione del rischio idrogeologico e opere di connessione al tessuto urbano. L'importo complessivo a base d'sta ammontava a € 12.000.000,00.
La procedura è stata finalizzata con la Determinazione Dirigenziale n° 2259 del 13/05/2024. I lavori sono stati aggiudicati all'operatore economico C.G.C. S.R.L., con sede in San Gregorio di Catania (CT) che ha praticato un ribasso pari al 25,123%. L'mporto contrattuale ammonta a € 7.575.485,38 (oltre I.V.A.).
Fermarsi è un atto di responsabilità
Fermarsi è un atto di responsabilità
Si è svolto ieri sera il Consiglio comunale aperto che il Partito Democratico di Ragusa ha fortemente voluto per discutere del nuovo bando per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti indetto dal Comune di Ragusa. Una gara da oltre 105 milioni di euro che impegnerà i bilanci della la città per i prossimi otto anni. Il PD cittadino aveva richiesto la seduta già il 1° ottobre, ma la convocazione è arrivata solo dopo 54 giorni, un ritardo giudicato “ingiustificabile e mortificante” dai consiglieri e dalla segreteria dem.
Forte disappunto per il rinnovo della Sac
Forte disappunto per il rinnovo della Sac
Che succede nella giunta Cassì?
Che succede nella giunta Cassì?
Le voci circolavano da giorni, ma oggi sono diventate una notizia ufficiale che scuote la tranquillità apparente di Palazzo dell'Aquila. L'Assessore Mario D'Asta ha rassegnato le proprie dimissioni, inviando una mail protocollata e, contestualmente, un messaggio al gruppo di maggioranza che ha fatto rapidamente diffondere la notizia. Un epilogo in verità atteso, ma non per questo meno dirompente, che mette in luce una frattura insanabile con il Sindaco Peppe Cassì. Alla base del dissidio pare esserci stata la volontà del Sindaco di ridisegnare le deleghe dopo le dimissioni di Massari . Le indiscrezioni parlavano di una decisione già presa da Cassì: togliere all'Assessore D'Asta le competenze sul Verde Pubblico e sui Servizi Cimiteriali per trasferirle al Consigliere comunale Giovanni Iacono, molto stimato dal sindaco. Secondo le ricostruzioni, Cassì avrebbe auspicato una accettazione silenziosa e senza discussioni da parte di D'Asta. Tuttavia, l'Assessore non era affatto d'accordo con tale riorganizzazione e ha espresso la sua ferma contrarietà. L'ultimo incontro tra i due non sembra aver portato a una conciliazione, nonostante il Sindaco avesse forse sperato di "mantenere le posizioni" e disinnescare la crisi. Tutti i tentativi successivi di mediazione sono risultati vani. Non ha sortito effetto neanche le telefonate del Vicesindaco Giuffrida, che avrebbe provato a far recedere D'Asta dalla sua ormai imminente decisione. La determinazione dell'Assessore era ormai chiara. E' anche probabile che tra le motivazioni ci sia anche quella che riguarda la nuova veste della giunta sempre più targata "Forza Italia" È troppo presto per capire a cosa può portare, politicamente parlando, questa mossa. Quel che è certo è che le dimissioni di D'Asta mostrano un malessere che non può essere nascosto. L'ex Assessore si pone ora, inevitabilmente, come segno tangibile del disaccordo che regna in giunta diventando l'esempio lampante del dissenso interno. D'Asta ha dimostrato, al contrario di altri, di avere una dignità politica, cosa molto rara nell'ambito del Consiglio Comunale, mostrando di voler arginare le "politiche sempre più spregiudicate di Cassì e del suo cerchio magico". Secondo noi la politica ragusana entra in una fase di incertezza che trova conferma nella crisi della maggioranza regionale. Se solo il sindaco avesse immaginato quello che è accaduto in questo ultimo mese avrebbe continuato a fare "l'indiano" senza accettare le lusinghe dei partiti. .
Potrei integrare l'articolo con commenti
Il progetto politico “Governo di Liberazione
Il progetto politico “Governo di Liberazione
Nel corso della presentazione del progetto politico “Governo di Liberazione” a Ragusa, l’on. Cateno De Luca ha illustrato – anche attraverso una metafora calcistica – la visione che Sud Chiama Nord propone alla Sicilia per costruire una vera alternativa di governo. De Luca ha spiegato che in ogni squadra arriva un momento in cui, pur avendo un gruppo affiatato, serve qualcosa in più per vincere davvero il campionato: «Nel calcio – ha detto – capita che una squadra cresciuta insieme, che ha già vinto qualche partita, si renda conto che così non può vincere il campionato. Allora si va a cercare il fuoriclasse, il giocatore che in altri contesti ha dimostrato il suo valore, ma che lì non ha avuto le condizioni per far vincere il campionato. È un meccanismo normale: se vuoi arrivare in cima, devi investire sul fuoriclasse.»Ri collegandosi al dibattito politico siciliano, De Luca ha commentato:
«Il cosiddetto campo largo si considera una squadra affiatata. Nel 2022 dicevano di essere uniti, poi si sono divisi in due squadre appena arrivati in campo. Tre anni fa si sono massacrati, oggi fanno finta di essere compatti. Sono andati pure sotto il mantello di San Martino, ma non ci hanno voluto: non ci hanno invitato. E gli ostracismi non servono a nulla, perché non si cambia una terra con queste logiche.» Il leader di Sud Chiama Nord ha poi rilanciato la metafora:
«Se una squadra vuole vincere il campionato, prende il fuoriclasse. Se invece vuole solo vincere qualche partita e restare nelle zone alte della classifica ma senza arrivare al titolo, allora fa altre scelte. Il punto ora è semplice: il centrosinistra deve decidere se vuole continuare a fare opposizione sterile o se vuole tentare di vincere il campionato.»
«Il campionato – ha aggiunto – si può vincere in un solo modo: prendendo chi fa la differenza. Piaccia o no, i sondaggi e i numeri dicono che in Sicilia i fuoriclasse siamo noi. Quindi se vogliono vincere le elezioni devono scegliere Cateno De Luca come candidato alla presidenza della Regione. Siamo riconosciuti dall’elettorato regionale. E lo siamo perché non abbiamo mai cercato di fare finta politica nazionale: siamo un movimento regionale che funziona e che ha costruito una credibilità reale nei territori.»
La tappa di Ragusa si inserisce nel tour di presentazione del Governo di Liberazione, che in queste settimane sta attraversando la Sicilia per incontrare stampa, cittadini e sostenitori. Nel corso della presentazione del progetto politico “Governo di Liberazione” a Ragusa, l’on. Cateno De Luca ha illustrato – anche attraverso una metafora calcistica – la visione che Sud Chiama Nord propone alla Sicilia per costruire una vera alternativa di governo.
De Luca ha spiegato che in ogni squadra arriva un momento in cui, pur avendo un gruppo affiatato, serve qualcosa in più per vincere davvero il campionato:
«Nel calcio – ha detto – capita che una squadra cresciuta insieme, che ha già vinto qualche partita, si renda conto che così non può vincere il campionato. Allora si va a cercare il fuoriclasse, il giocatore che in altri contesti ha dimostrato il suo valore, ma che lì non ha avuto le condizioni per far vincere il campionato. È un meccanismo normale: se vuoi arrivare in cima, devi investire sul fuoriclasse.»
Ricollegandosi al dibattito politico siciliano, De Luca ha commentato:
«Il cosiddetto campo largo si considera una squadra affiatata. Nel 2022 dicevano di essere uniti, poi si sono divisi in due squadre appena arrivati in campo. Tre anni fa si sono massacrati, oggi fanno finta di essere compatti. Sono andati pure sotto il mantello di San Martino, ma non ci hanno voluto: non ci hanno invitato. E gli ostracismi non servono a nulla, perché non si cambia una terra con queste logiche.»
Il leader di Sud Chiama Nord ha poi rilanciato la metafora:
«Se una squadra vuole vincere il campionato, prende il fuoriclasse. Se invece vuole solo vincere qualche partita e restare nelle zone alte della classifica ma senza arrivare al titolo, allora fa altre scelte. Il punto ora è semplice: il centrosinistra deve decidere se vuole continuare a fare opposizione sterile o se vuole tentare di vincere il campionato.»
«Il campionato – ha aggiunto – si può vincere in un solo modo: prendendo chi fa la differenza. Piaccia o no, i sondaggi e i numeri dicono che in Sicilia i fuoriclasse siamo noi. Quindi se vogliono vincere le elezioni devono scegliere Cateno De Luca come candidato alla presidenza della Regione. Siamo riconosciuti dall’elettorato regionale. E lo siamo perché non abbiamo mai cercato di fare finta politica nazionale: siamo un movimento regionale che funziona e che ha costruito una credibilità reale nei territori.»
La tappa di Ragusa si inserisce nel tour di presentazione del Governo di Liberazione, che in queste settimane sta attraversando la Sicilia per incontrare stampa, cittadini e sostenitori.
Nuovo CdA della Sac. La protesta del M5S
Nuovo CdA della Sac. La protesta del M5S
Alla Sac la società di gestione gli aeroporti Fontanarossa di Catania e Pio La Torre di Comiso, oggi è stato designato il nuovo Cda: Nico Torrisi è stato confermato amministratore delegato . Del nuovo consiglio di amministrazione fanno parte la commercialista Anna Quattrone (presidente del Cda) e i consiglieri Giuseppe Alfano, Salvo Panebianco e l'avvocato penalista Francesca Garigliano. Quindi in barba a tutte le promesse di Schifani abbiamo una nuova governance alla Sac. Come era facile prevedere l'assemblea dei soci ( in massima parte rappresentata da commissari come ad esempio Antonio Belcuore che a nome della Camera di Commercio contava per cinque ottavi delle quote) ha riconfermato l'amministratore delegato uscente Nico Torrisi e ratificato le nomine dei nuovi componenti del Cda. Del nuovo consiglio di amministrazione fanno parte la commercialista Anna Quattrone (presidente del Cda) e i consiglieri Giuseppe Alfano (ex sindaco di Comiso), Salvo Panebianco (imprenditore, ex assessore provinciale ed ex vicesindaco di Paternò) e l'avvocato penalista Francesca Garigliano. Sulla notizia è subito intervenuta l'on Campo del M5S.
Le nomine Sac sono un messaggio chiaro alla Sicilia, l’aeroporto di Catania, assieme a quello marginalizzato di Comiso, trattato come terreno di spartizione e non come infrastruttura strategica per l’Isola”.
“Da mesi – dice Campo - la SAC è ostaggio delle solite trattative di potere. Un CdA scaduto, assemblee rinviate, decisioni congelate: non per migliorare gli aeroporti di Catania e Comiso, ma per spartirsi le poltrone. Il 'rilancio' tanto sbandierato è solo facciata: l’assetto della società è scritto nelle segreterie dei partiti di centrodestra, con un manuale Cencelli aggiornato alle esigenze della coalizione. Schema 3-1-1: tre posti del CdA a Fratelli d’Italia, uno al Movimento per l’Autonomia e, innanzitutto, la conferma dell’amministratore delegato, Nino Torrisi, in quota Forza Italia, o forse addirittura in quota Schifani. A questo schema, a caselle già riempite, anche Totò Cuffaro aveva avanzato delle pretese di partito, peccato per lui, che le coincidenze giudiziarie, che lo hanno travolto, mandando in fumo questo ramo di spartizione partitocratica”.
“La conferma di Torrisi - continua Campo - non è una scelta tecnica, ma l’ingranaggio di un equilibrio tra FdI, MPA, FI e le loro correnti. Altro che merito: lottizzazione pura, la stessa che ha invaso sanità, partecipate e ogni angolo dell’amministrazione regionale. Il commissariamento della Camera di commercio — principale azionista — completa il cortocircuito: chi dovrebbe controllare è controllato. Intanto Comiso resta un aeroporto fantasma: poche rotte, voli occasionali, nessun piano credibile per attirare vettori o sviluppare il cargo. La propaganda parla di miracoli, la realtà di un territorio che non decolla”.
“Le nomine in SAC. continua Campo avrebbero richiesto trasparenza, competenze e selezioni pubbliche. Invece il governo Schifani dimostra ancora una volta di usare infrastrutture strategiche come uffici di collocamento politico. Un danno per la Sicilia orientale, per le imprese e per chi crede in istituzioni al servizio dei cittadini, non delle correnti”.
“Tutto questo – conclude la deputata - mentre la situazione dell’aeroporto di Comiso resta sospesa fra dichiarazioni trionfalistiche da una parte e scalo limitato a pochi voli al giorno dall’altra. Nessuno può negare che i voli agevolati siano una boccata d’ossigeno per i residenti, ma restano misure emergenziali, non una strategia. Non esiste un vero sistema di rotte coerente, non esiste un piano pluriennale credibile per attrarre vettori solidi. Le nuove tratte sono spesso stagionali, occasionali, rivolte a bacini limitati e con orari poco funzionali al turismo. Sul versante cargo, poi, si continua a raccontare un progetto che esiste sulla carta da oltre dieci anni, rilanciato ciclicamente a ogni conferenza stampa ma senza risposte alle domande fondamentali: quali operatori saranno coinvolti, quale ruolo avrà l’area industriale iblea, chi beneficerà davvero di questo presunto hub logistico?”










