Prevenzione prima di Natale

Prevenzione prima di Natale

Nuove misure di prevenzione anti Covid in arrivo in Sicilia per contrastare la diffusione del virus, anche nella variante comunemente nota come "Omicron", in vista delle prossime festività natalizie. A prevederle è la nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, e adottata in seguito alla relazione dell’assessorato alla Salute. I provvedimenti entreranno in vigore da domani, 2 dicembre, e saranno validi fino al prossimo 31 dicembre.
Queste le principali novità introdotte:
Obbligo di tampone in porti e aeroporti siciliani per i passeggeri provenienti da 15 Stati esteri
La nuova ordinanza estende l'obbligo di tampone nei porti e aeroporti siciliani ai passeggeri che arrivano dalla Repubblica del Sudafrica, Botswana, Hong Kong, Stato d'Israele, Repubblica Araba di Egitto e Repubblica di Turchia. Attualmente il controllo è già previsto per chi proviene, o nei 14 giorni precedenti alla partenza ha soggiornato o transitato, da Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, Malta, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Paesi Bassi.
I passeggeri in arrivo da Paesi per i quali non è previsto il tampone obbligatorio potranno comunque richiedere di essere sottoposti al test direttamente presso lo scalo e a titolo gratuito.
I soggetti giunti in Sicilia nei dieci giorni precedenti all'entrata in vigore dell'ordinanza devono contattare il Dipartimento di prevenzione dell'Asp territorialmente competente e il proprio medico di Medicina generale per essere sottoposti a tampone molecolare.
Obbligo della mascherina anche all'aperto
Per i cittadini con un'età superiore a 12 anni viene introdotto l'obbligo di indossare la mascherina in tutti i luoghi pubblici e aperti al pubblico. Le autorità competenti al mantenimento dell'ordine pubblico si occuperanno di far rispettare la norma, anche attraverso l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge.
Monitoraggio dell'attività dei laboratori regionali per aumentare il sequenziamento delle varianti del virus
L'ordinanza punta ad assicurare un'adeguata sorveglianza epidemiologica in tutte le province dell'Isola. Per farlo, il Dipartimento per la pianificazione strategica e il Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell'assessorato della Salute eseguiranno una ricognizione dei laboratori siciliani in grado di sequenziare le varianti del virus e ne coordineranno l'attività, con l'obiettivo di aumentare progressivamente il numero dei tamponi sequenziati in Sicilia.
Nuove disposizioni per i migranti
I migranti che raggiungono il territorio siciliano, al termine del periodo di quarantena saranno sottoposti all'obbligo del tampone molecolare


Fornace Penna, ennesimo crollo.

Fornace Penna, ennesimo crollo.

“Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. È proprio il caso di dirlo, mentre Regione e eredi della fornace Penna litigano sull’esproprio, l’importante bene archeologico cade a pezzi. Cosa si aspetta a fare qualcosa di concreto? Che non rimangano in piedi nemmeno un paio di pietre? La Regione si attivi perché la Fornace venga messa subito in sicurezza, senza perdere ulteriore tempo”.
Lo afferma la deputata del M5S all’Ars Stefania Campo, commentando il crollo di ben tre arcate dell’importante struttura, testimonianza di archeologia industriale e spesso set di fiction tra cui quella di Montalbano.

“Non possiamo rassegnarci – afferma Campo - a vedere sparire, crollo dopo crollo, un pezzo importante della nostra storia. Sin dall’inizio di legislatura chiediamo la messa in sicurezza del bene, ma si è continuato a fare orecchie da mercante, chiudendo colpevolmente gli occhi davanti ai ripetuti crolli, verificatisi praticamene ogni anno. Speriamo - continua la deputata – che il disastro di oggi serva quantomeno a far prendere coscienza a chi dovere della improcrastinabilità di rapidi interventi di messa in sicurezza, coinvolgendo anche la protezione civile. Il nostro timore è che ora sia in pericolo il pezzo più significativo della struttura, la Torre della ciminiera”.

“Purtroppo – conclude Campo – questo non è l’unico crollo avvenuto in queste ore nel Ragusano. A quello della Fornace si aggiunge infatti quello della Torre Faro di Pozzallo, la cui precarietà era stata segnalata a questo governo del nulla, che non ha mosso un dito per impedirlo”.


" Un campo largo" anche in Sicilia

" Un campo largo" anche in Sicilia

Si avvicinano diverse tornate elettorali ed è giusto che si voglia  tastare il polso nelle varie realtà per creare nuove alleanze strategiche.  E' chiaro infatti che, nel bipolarismo italiano, i fronti sono spezzettati ma equivalenti e c'è la necessità di trovare uomini di buona volontà per creare " un campo largo" . Così viene definito, in modo originale, uno spazio dove si possano convergere tutte le anime della sinistra. Ci arriva infatti un comunicato inviato da Demos   – Democrazia Solidale che ci informa dell'incontro avuto con Letta segretario del PD . Ecco il testo:
Condividiamo la necessità e l'urgenza di trovare questo campo largo.  Tutti siamo chiamati a girare pagina e ad avviare una stagione di riconciliazione, responsabilità, partecipazione. Le Agorà possono essere lo strumento, aperto a singoli e associati, per recuperare e costruire una nuova cultura della coalizione. Dobbiamo lasciarci alle spalle errori, divisioni, torti e ragioni e nelle Agorà ritrovare un luogo comune di dialogo e progettualità . Come ha affermato il coordinatore nazionale Paolo Ciani: "noi di Demos non siamo i cugini educati del PD, ma non condividiamo chi nel centro sinistra concentra su di esso le critiche in cambio di un pò di visibilità in più. Il Partito Democratico è un presidio per la tenuta democratica. Lo sarà ancora di più, se in periferia eviterà la tentazione di chiudersi in una infondata autosufficienza".

Creare le condizioni per città inclusive e polifoniche, difendere chi è debole, creare stili di vita fraterni, investire in educazione e salute, ripensare il modello di sviluppo perché quello attuale frantuma la dignità delle persone e depreda l'ambiente è la sfida da vincere. Una sfida così alta e impegnativa che non può essere vanificata da chiusure e ambizioni elettorali individuali. Per questo ogni sindaco che al centro sinistra si richiama e/o che al sovranismo è alternativo, ogni esponente delle liste civiche che hanno offerto spazi di qualità politica e contribuito a far crescere classe dirigente deve avere un ruolo protagonista nelle Agorà. Demos in questo si sente impegnato: non contro il PD o altra forza politica, ma nuova altra proposta anche in Sicilia per andare oltre! Un campo largo plurale fecondato dal civismo e dalla partecipazione delle associazioni e di ogni cittadino che vuole dare una mano alla nostra regione e alle nostre città.  A firmarlo tra gli altri c'è Tonino Solarino presidente regionale di Demos. A parte le tante belle parole il significato e semplice. Si può stare dalla stessa parte, appunto un campo largo, dove ognuno abbia il suo spazio di manovra. Il campo c'è serve solo trovare i giocatori..... 


Crolla una torre faro nel porto di Pozzallo

Crolla una torre faro nel porto di Pozzallo

Qualche ora prima a Pozzallo c'era l'assessore falcone a fare un sopralluogo e a raccogliere le tante lamentele pubbliche e private in merito alla funzionalità del porto di Pozzallo e oggi ci dicono che è crollata una grande torre faro che per fortuna, cadendo, non ha fatto danni a persone o cose. Ma poteva andare peggio e  il rischio è troppo alto tanto che  la Capitaneria in pratica ha bloccato tutte le attività mentre il sindaco di Pozzallo ha inviato un comunicato nel quale si dice: Se entro la mattinata di domani - afferma  Roberto Ammatuna - la Regione non interverrà per rendere di nuovo fruibili le aree portuali, non escludo gesti di protesta eclatanti  Non era mai accaduto prima d'ora che il porto venisse bloccato - prosegue il primo cittadino di Pozzallo - e la Regione deve assumersi le proprie responsabilità;.
Il tempo delle parole e delle promesse è terminato - conclude Roberto Ammatuna - e se non seguiranno con la massima tempestività i fatti, si potrà arrivare anche ad uno sciopero generale. E' incredibile come una delle più importanti infrastrutture dell'isola che fa numeri importanti debba subire lo smacco del disinteresse della Regione.  Falcone, come al solito, ha riempito di promesse i presenti ma dalla politica sono arrivati segnali di dissenso. Oltre all'on Campo dobbiamo rilevare che l'on Dipasquale che ci ha inviato il video relativo proprio sulla  situazione del porto e delle torri faro cadenti aveva fatto un intervento in aula. Vediamo ora che succederà per non chiudere il porto che è l'unico collegamento con Malta per uomini e mezzi.


“Manifesto sui Diritti e Doveri Culturali”

“Manifesto sui Diritti e Doveri Culturali”

E' stato presentato questa mattina, presso la sala “Piersanti Mattarella” di Palazzo dei Normanni a Palermo, il “Manifesto sui Diritti e Doveri Culturali”, promosso su impulso del Dipartimento Beni Culturali del Partito Democratico e che vede numerosi aderenti tra i quali diversi esponenti della Cultura siciliana e nazionale e alcune figure istituzionali. Tra queste ultime l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale del PD, membro della Commissione Cultura e segretario alla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, presente all’incontro odierno.
“Quella di stamattina è una tappa cruciale per la cultura in Sicilia e per il resto d’Italia - dichiara il parlamentare ibleo - e non è un caso che proprio dalla nostra isola si parta per diffondere anche nella penisola un sentimento di tutela e consapevolezza del patrimonio artistico-culturale del Paese inteso come testimonianza di diversità da rispettare e alla base della crescita di ogni cittadino. La Sicilia, come sappiamo, più di qualsiasi altro territorio d’Italia e d’Europa è stata oggetto di ogni tipo di dominazione rendendola il prodotto di un crogiolo di culture tale da essere il massimo esempio possibile di integrazione e rispetto, quale percorso individuale di progresso sui piani intellettuale, emotivo e morale. In quest’ottica la proposta di un “Manifesto sui Diritti e Doveri Culturali” che serve a chiedere il riconoscimento e la tutela, appunto, dei diritti e dei doveri culturali, allo scopo di promuovere e condividere la bellezza e la conoscenza come valori fondanti per il benessere collettivo e della singola persona”.
“Dalla Sicilia, inoltre - continua Dipasquale - grazie all’autonomia legislativa di cui godiamo, sarà possibile attivare norme e prassi finalizzate all’evoluzione sociale e culturale che possano essere un modello per l’intero Paese. Su questo il mio impegno nel Parlamento siciliano sarà massimo”.
“Il prossimo passo sarà quello di produrre la “Carta dei Diritti e dei Doveri Culturali” e sostenerne l’adozione - conclude Dipasquale - partendo dall’ARS e coinvolgendo tutti i Consigli regionali e il Parlamento nazionale”.

Anche le formiche nel loro piccolo si inc...

Anche le formiche nel loro piccolo si inc...

E' questo il titolo di un libro edito nel 2004 e diventato in breve famoso. Verrebbe da dire proprio così leggendo la lamentela, ennesima per la verità, del Comibleo il gruppo di abitanti di Ibla che con una certa frequenza, segnalano disservizi nel quartiere. Naturalmente il cuore barocco di Ragusa, quello che che è la punta di diamante dell'intera strategia turistica e culturale, non ha un "brand" cioè qualcosa che lo identifichi  immediatamente senza altre spiegazioni e tanto meno qualcuno glielo ha proposto.  Quelli di Ibla quindi vengono considerati  spesso cittadini di serie B. Per onestà di pensiero devo dire che la buona fede dell'assessore Barone, nell'impegnarsi per i commercianti di Via Roma, pochi e molto chiusi nei loro negozi, è evidente e non può essere criticata. Nella via dello shopping, nelle città, si deve ragionare in termini di offerta per i clienti, pubblicità e immagine ma non credo possa esserci un "brand" unico e che sia il comune a pagare loghi  e azioni di marketing se non generalisti . Quindi mi spenderei prima per Ibla perchè è quella l'attrazione culturale e turistica mentre per la via Roma è più una questione di tecnica ed architettura. A "patto" che lo si capisca e che non c'entri con le elezioni. E allora torniamo a Ibla e alle lamentele alle quali ci associamo in pieno: “In particolare  ci riferiamo a problematiche ignorate da sindaco, assessori, consiglieri comunali, polizia municipale e dirigenti che scendono a Ibla, dimostrando disinteresse per il territorio in questione, i residenti, i turisti e gli operatori economici”. Comibleo mette innanzitutto in rilievo la mancata manutenzione e le precarie condizioni del manto stradale dell’intera via Risorgimento dall’inizio di via Dante Alighieri sino all’ospedale Maria Paternò Arezzo, per poi proseguire sino all’incrocio con la Ss 194 di competenza comunale, in più tratti simile a una trazzera; e, ancora, la strada di collegamento tra via Di Quattro – Discesa Peschiera e la Ss 194 in entrata e uscita da Ibla; in via Del Mercato, lungo tutto il lato a monte, dall’ex mercato in poi, il manto stradale si presenta sconnesso e pieno di grosse buche. Segue un lungo elenco di strade in pessime condizioni che non fanno fare certo una bella figura all'amministrazione. Per concludere forse un brand servirebbe per individuare subito quelli che sono attenti ai problemi del luogo senza secondi fini. E' strano che Ciccio ancora non ci abbia pensato......


Un porto dimenticato dalla Regione

Un porto dimenticato dalla Regione

Siamo pronti a finanziare le opere di manutenzione del porto grande così come il dragaggio e la rimozione delle sabbie che impediscono il pieno utilizzo del porto piccolo. Crediamo che ci vorranno circa due milioni di euro. Allo stesso tempo, attendiamo risposte definitive dal Comune di Pozzallo sul progetto delle opere che consentiranno l’investimento di circa 40 milioni di euro. Abbiamo affidato risorse finanziarie al Comune di Pozzallo pari a 1 milione 140mila euro e adesso siamo in attesa di conoscere a che punto è l’elaborazione progettuale”. E’ quanto affermato questa mattina dall’assessore regionale per le Infrastrutture, Marco Falcone, in visita al porto di Pozzallo. Accompagnato dall’on. Orazio Ragusa, presidente della commissione Attività produttive all’Ars, che da sempre segue le sorti dell’infrastruttura per la crescita del territorio, e dal dirigente del servizio 8 infrastrutture marittime e portuali, Carmelo Ricciardo, l’assessore Falcone ha avuto modo di confrontarsi con il comandante in seconda della Capitanera, Teofilo Traina, con i rappresentanti dell’amministrazione comunale e con una delegazione di pescatori che hanno soprattutto messo in evidenza la questione dell’impossibilità di fruire al meglio del porto piccolo. Con riferimento al porto grande, invece, sono state sollevate numerose questioni riguardanti lo stato precario in cui versano alcune banchine, dove si registra anche l’avvallamento del tappetino di asfalto, l’impianto elettrico che a volte non funziona al meglio e rispetto a cui è necessario ammodernare con l’attivazione di luci a led, le difficoltà dell’utilizzo delle paratie che dovrebbero essere sostituite e la migliore fruizione dell’impianto idrico e antincendio. L’assessore Falcone si è detto disponibile a individuare delle risorse economiche ad hoc che saranno necessarie proprio per colmare le carenze evidenziate. Non dimenticando, poi, la prosecuzione dell’iter progettuale per la validazione definitiva del percorso che consentirà di procedere con la gara di 40 milioni di euro per la piena rifunzionalizzazione del porto”.  Per il porto di Pozzallo si sono spesi milioni ma soprattutto di parole ecco alcuni commenti politici. Ora auspichiamo che le criticità per le quali da tempo ci battiamo si concretizzino, al più presto, in interventi celeri e risolutivi”. Lo dice la deputata regionale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Stefania Campo, che questa mattina ha partecipato all’incontro tenutosi presso la struttura portuale.   L'on Dipasquale invece ha dichiarato: volutamente non ho partecipato questa mattina al sopralluogo dell’assessore Falcone al Porto di Pozzallo: questo Governo regionale prima dimentica di destinare risorse alle infrastrutture, poi pensa di poter fare passerella nei luoghi che ha ignorato. Un comportamento irrispettoso dell’intelligenza dei cittadini della provincia di Ragusa e di tutti i siciliani in generale”.


Super Green Pass e le vacanze di Natale

Super Green Pass e le vacanze di Natale

Dopo l’approvazione del Super green pass, non accennano a diminuire le preoccupazione del settore alberghiero per l’impatto che il nuovo certificato avrà sulla vacanze natalizie. Se – riconoscono le associazioni – è positivo che comunque il legislatore abbia riconosciuto l’albergo come un luogo presidiato e quindi a basso rischio, con l’introduzione del Green pass base si determinano “alcune complessità che speriamo siano chiarite e superate al più presto”.  Per Confindustria Alberghi “C’è il timore che l’apertura della campagna vaccinale per i ragazzi dai 5 agli 11 anni possa comportare, anche per loro, l’applicazione in automatico dell’obbligo di Green pass”. Con la conseguenza che, con le festività natalizie, “le famiglie che vogliono trascorrere qualche giorno di vacanza potrebbero trovarsi con la difficoltà, per i bambini più piccoli, di dover affrontare un tampone ogni 2 giorni”. Diverso il punto per Asshotel-Confesercenti. Sarebbe ora opportuna “una revisione del rigido sistema dei protocolli di somministrazione, concepito nel maggio 2020, quando non c’era ancora né vaccino né certificazione verde”, "Con tutti gli ospiti muniti di Green pass, mascherina quando si è in piedi davanti al buffet, procedura di sanificazione delle mani con gel (presente al buffet) e distanziamento, è ora di tornare alla modalità self service abolendo il buffet servito”. Ma torniamo alle norme imposte dal Super Gree Pass.

Il Super Green pass deciso dal governo Draghi sarà valido già in zona bianca e non in caso di passaggio di ‘colore’ di una regione, ed entrerà in vigore dal 6 dicembre per essere effettivo fino al 15 gennaio. Dopo quella data si deciderà se prorogare le misure anche in zona bianca o farle valere, ad esempio, solo per zona gialla e arancione. Con il nuovo pass, i vaccinati e i guariti saranno i soli a poter accedere ai luoghi di socializzazione quali cinema, teatri, bar e ristoranti al chiuso, eventi sportivi (quindi anche stadi e palazzetti) e cerimonie pubbliche. Il green pass “base”, invece, che prevede anche la possibilità di tampone, sarà obbligatorio dal 6/12 anche per alberghi e spogliatoi per l’attività sportiva, palestre comprese. Sarà sempre garantito l’accesso ai servizi essenziali, per entrare nei luoghi di lavoro o per gli spostamenti a lunga percorrenza.   In generale, non scatteranno più le restrizioni nelle regioni in zona gialla o arancione, ma gli accessi alle attività saranno limitati ai soli possessori del super Green pass, la cui durata scenderà da12 a nove mesi. L’obiettivo – spiegano fonti governative – è tenere aperte il più possibile le attività, come ad esempio le discoteche che in zona gialla rischiavano la chiusura. Oppure, ancora più significativo, i ristoranti in arancione. Invece dal 6 dicembre sarà consentito l’accesso solo ai possessori del Green pass “rafforzato”, impianti sciistici compresi. Pr quanto riguarda le strutture ricettive, se finora era possibile accedere liberamente agli alberghi, dal 6 dicembre le regole cambieranno: si entrerà negli hotel solamente con il green pass ’base’, quindi con vaccino, guarigione o tampone. I turisti, in qualsiasi struttura alberghiera decidano di soggiornare, dovranno quindi mostrare il pass derivante da vaccinazione, guarigione dal Covid-19 o esito negativo del tampone.

Da Web It Mag.


Ecco le luci. Ma non bastano.

Ecco le luci. Ma non bastano.

Davvero da lodare la tempestività dell'amministrazione comunale, alcuni dicono piuttosto  di Ciccio Barone nella sua veste di assessore al turismo, che a fine novembre ha già provveduto a far accendere le luminarie natalizie. Almeno in via Roma, nel cuore della città.  Sicuramente il suddetto assessore si era speso con i commercianti e questa è una delle promesse  fatte nel quadro di una rivitalizzazione del centro città. Purtroppo nonostante l'encomiabile iniziativa, in questo fine settimana, la Via Roma è rimasta la stessa: silenziosa e frequentata solo da residenti delle zone vicine. La colpa non è del Sindaco ne di Ciccio ma del  diverso modo di intendere lo shopping ed il passeggio dei Ragusani. Poichè molti locali sono sfitti e diverse  attività sono state costrette a chiudere, la passeggiata può servire  solo come attività fisica e in queste serate, con i primi freddi invernali, la voglia non viene certo. Per lo shopping il discorso è diverso. Le scelte fatte nel passato si fanno sentire già da tempo. Si preferisce fare acquisti andando in auto, ad esempio, in via Archimede, in alto, dove ci sono  negozi   con ampi spazi e grandi vetrine. Oppure  immergendosi al calduccio nei centri commerciali(due addirittura)  oppure ancora facendo qualche chilometro per raggiungere Modica. Triste storia davvero. La soluzione non è facile ma non ci si può limitare ad ascoltare due o tre commercianti che stanno in Via Roma e che pensano di essere il centro dell'economia locale. La strategia è più complessa e l'amministrazione può fare poco se non si studiano soluzioni in partenariato. Affitti, tasse, acquisizione di locali,, iniziative e forse una intensificazione della zona pedonale  allungando la via Roma e utilizzando mezzi ettometrici che colleghino i posteggi coperti ed infine il ponte nuovo che non può servire  solo per dare spazio alle strisce blu. Insomma un progetto complessivo. Ma chi lo fa? Forse era meglio impegnarsi in questo che.... nello scalo merci, Boh chi lo sa!


I pronto soccorso in difficoltà.

I pronto soccorso in difficoltà.

Ragusa come Modica e come Vittoria  in fatto di Pronto Soccorso degli ospedali. E' di pochi gironi fa la protesta dei parlamentari iblei, Dipasquale e Campo che hanno lamentato il poco interesse dell'assessore Razza nei confronti di questo problema che invece crea enormi difficoltà all'utenza . E così è iniziata una specie di crociata che vede il PD ed il M5S  affrontare questo tema in modo congiunto. Ecco il comunicato:
Partito Democratico e Movimento 5 Stelle insieme per individuare delle soluzioni alle gravi carenze
dei Pronto Soccorso del territorio ibleo nell’interesse esclusivo dei cittadini.
Un incontro presso la sede della Direzione Generale dell’Asp Ragusa ha visto, infatti, la
partecipazione, oltre allo stesso Direttore Generale, Angelo Aliquò, il Partito Democratico di
Modica col Consigliere comunale, Giovanni Spadaro, il Segretario cittadino, Ezio Castrusini e il
suo vice, Graziano Blando, accompagnati dal Parlamentare regionale, on. Nello Di Pasquale, e il
Movimento 5 Stelle Modica col Consigliere comunale, Marcello Medica, insieme alla Parlamentare
regionale, on. Stefania Campo.
Tema caldo dell’incontro di ieri le tristi condizioni e le sorti dei Pronto Soccorso iblei con un focus
alla struttura di Modica e all’intero Ospedale ‘Maggiore’. I problemi dei Pronto Soccorso, tra
l’altro, erano già stati nei giorni scorsi oggetto di trattazione in Commissione Sanità all’Ars in cui è
stata registrata l’ingiustificabile assenza dell’Assessore alla Sanità, Ruggero Razza.
Durante l’incontro ragusano, sono emerse le criticità tuttora in essere presso le varie strutture di
emergenza/urgenza del territorio ibleo, e in particolare la grave carenza del personale medico e
infermieristico che conseguentemente si traduce nelle lunghe file e attese, con i conseguenti disagi e
disservizi ormai noti a tutti.
I Parlamentari, Di Pasquale e Campo hanno evidenziato la loro attività svolta a livello regionale,
con le proposte già avanzate e la contestuale mancanza di ascolto e latitanza del Governo regionale
nella persona dell’Assessore Razza.
Il Direttore Generale, dal canto suo ha descritto l’attuale ‘cruda’ situazione iblea e le possibili
soluzioni che vanno avanzate a Palermo, come ad esempio, l’introduzione di una deroga per
l’assunzione di personale medico senza specializzazione, o l’introduzione della differenziazione di
pagamento degli stipendi per chi accetta di lavorare nei Pronto Soccorso. Aliquò ha poi precisato
che, se da qui in avanti non vanno cercate e applicate soluzioni del genere, l’attuale situazione non
solo non potrà migliorare ma rischia di peggiorare sempre più.
Il Consigliere comunale, Giovanni Spadaro, ha evidenziato alcune carenze presenti all’interno del
nosocomio modicano e sollecitato il completamento della struttura esterna incompiuta da decenni
adiacente al parcheggio, ricevendo rassicurazioni in merito dal Direttore Aliquò il quale non ha
mancato, altresì, di evidenziare i recenti passi avanti all’Ospedale ‘Maggiore’.
Infine, il Consigliere comunale, Marcello Medica, che ha ribadito quanto già evidenziato in sede di
Conferenza dei capigruppo a Modica e cioè la competenza sulla grave problematica dei Pronto
Soccorso iblei che non è sicuramente a livello comunale bensì regionale, avvertendo che sul tema
occorre evitare inutili passerelle elettorali, ma ricercare tutti insieme le migliori soluzioni
nell’interesse precipuo dei cittadini.
Tutti i partecipanti hanno tenuto a ringraziare il Direttore Aliquò per gli sforzi sinora fatti e per tutto
ciò che potrà fare per migliorare l’attuale situazione, consci però che anche le proposte di soluzioni
già avanzate in Commissione all’Ars e durante questo incontro, dovranno essere prima accolte dal
Governo regionale per potersi tramutare in atti concreti, in sostanza non potrà esserci alcun
miglioramento fin quando l’Assessore Razza continuerà a fare orecchie da mercante.