Lo statuto siciliano garanzia per i cittadini.

< class="t-entry-title title-giornale-before h3">>
Lo Statuto della Regione Siciliana non deve essere ricordato soltanto come una conquista storica, ma deve essere valutato per ciò che avrebbe dovuto garantire concretamente ai siciliani: più diritti, servizi più efficienti, maggiori opportunità, infrastrutture adeguate e una qualità della vita realmente all’altezza del resto del Paese. ottant’anni dallo Statuto siciliano, a dirlo è il Codacons . Se l’autonomia speciale fosse stata attuata e utilizzata nella sua piena forza, i cittadini siciliani avrebbero dovuto vedere risultati più evidenti nella sanità, nei trasporti, nel lavoro, nella scuola, nella tutela dei consumatori e nella capacità della Regione di difendere meglio il proprio territorio.
Ancora oggi troppe famiglie siciliane si trovano davanti a problemi che sembrano diventati normali, ma che normali non sono –  denuncia il Codacons –  Liste d’attesa troppo lunghe, collegamenti insufficienti, giovani costretti a lasciare l’Isola, servizi pubblici spesso inadeguati, costi maggiori per spostarsi, territori isolati e diritti che altrove appaiono più accessibili raccontano, per l’associazione, una realtà che l’autonomia speciale non è riuscita finora a correggere pienamente.
A ottant’anni dallo Statuto, la domanda da porre non è solo cosa preveda l’autonomia siciliana, ma cosa abbiano perso concretamente i cittadini quando quella autonomia non è stata pienamente realizzata e utilizzata come strumento di tutela quotidiana: tempo, denaro, opportunità e fiducia nelle istituzioni.
Tale  responsabilità non può essere attribuita a un solo soggetto. Esiste una responsabilità dello Stato, quando non sono stati completati o favoriti fino in fondo tutti i passaggi necessari per rendere piena l’autonomia speciale. Ma esiste anche una responsabilità della politica siciliana e delle classi dirigenti regionali, che in molti anni non hanno sempre saputo pretendere, difendere e utilizzare le prerogative dello Statuto nell’interesse reale dei cittadini.
“Lo Statuto siciliano è una conquista storica, ma non può diventare una ricorrenza da celebrare una volta l’anno mentre i cittadini continuano a fare i conti con sanità lenta, trasporti difficili, servizi insufficienti e giovani costretti ad andare via –  afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons –  L’autonomia speciale non si misura dai convegni o dalle cerimonie, ma dalla vita delle persone, dalla possibilità di curarsi in tempi giusti, di viaggiare senza ostacoli, di lavorare nella propria terra e di non sentirsi cittadini di serie B”.
Il Codacons chiede quindi una verifica pubblica sullo stato di attuazione dello Statuto siciliano, settore per settore, a partire da sanità, trasporti, infrastrutture, scuola, lavoro, fiscalità, tutela dei consumatori, servizi pubblici locali e costo della vita.
“Per troppi anni l’autonomia è stata trattata come una bandiera politica, non sempre come uno strumento di giustizia sociale. La Sicilia non chiede privilegi, chiede che i diritti promessi diventino diritti vissuti. A ottant’anni dallo Statuto, la politica regionale e nazionale ha il dovere di spiegare ai cittadini cosa non è stato fatto, cosa è rimasto incompiuto e cosa intende fare adesso per trasformare l’autonomia in futuro concreto”. – conclude Tanasi
di Redazione29 Mag 2026 23:05
Pubblicità