Il Teatro Quasimodo, vittima degli appetiti provinciali di un chissà chi

Il Teatro Quasimodo, vittima degli appetiti provinciali di un chissà chi

Un'altra tegola sull'Amministrazione Piccitto e soprattutto sull'operato del sindaco. Ancora una volta nel mirino dei nostri cecchini, vi è l'allegra gestione della cosa pubblica di questa Amministrazione. Uno scandalo, almeno così lo raccontano.
Stiamo parlando, naturalmente, del Teatro Quasimodo.
Insomma, un altro bene pubblico gettato alle ortiche, l'ennesimo sperpero di denaro pubblico, le cui conseguenze nefaste non potranno che ricadere sul povero ed inconsapevole cittadino ragusano.

Sono tante le voci che si sono rincorse negli ultimi giorni. Indiscrezioni su indiscrezioni, mezze verità e naturalmente veline, tante, troppe, messe in giro, ad arte o quasi, da questa o da quell'altra persona. L'intera vicenda, come molti sapranno, ruota intorno alla presunta nomina di un esperto del teatro, a ben 1000 euro al mese, per 5 mesi.
Ci siamo presi un paio di giorni per fare qualche domanda in giro e provare a capire cosa realmente sia accaduto, giusto per evitare di scrivere sciocchezze.
Va detto che è sempre più in voga la nomina diretta del direttore artistico dei teatri comunali, lo si fa per evitare spiacevoli sorprese ossia si affida il teatro ad una persona dalle comprovate competenze. Per intenderci: il Teatro Regina Margherita di Caltanissetta è stato affidato a Moni Ovadia, il Garibaldi di Enna a Mario Incudine, il Teatro Stabile dell'Aquila fu affidato, con lo stesso metodo, ad Alessandro Gassmann o l'Ambra Jovinelli a Serena Dandini, solo per fare alcuni esempi.

Andiamo alle cose di casa nostra. Per quello che trapela, per quello che siamo riusciti a carpire, l'unica cosa che in questa vicenda irrita profondamente è il come si sia conclusa o meglio le cause che ne hanno determinato, ad oggi, l'esito. Ma andiamo per ordine. Il sindaco ha l'intenzione di redigere un cartellone teatrale per il Quasimodo per i prossimi 5 mesi, in attesa di affidarlo ad un direttore artistico. Si era pure celebrata una gara d'appalto, che poi andò deserta a causa delle clausole proibitive del bando. A questo punto, pare che il sindaco abbia chiamato un professionista, ben voluto dai suoi colleghi ragusani, e gli abbia chiesto di sondare il terreno e di vedere come questi avrebbero reagito ad una sua nomina pro tempore. Due le condizioni, almeno così ci dicono, bisogna coinvolgere in questo progetto le compagnie amatoriali e le tante compagnie di professionisti che esistono e lavorano a Ragusa.
Non dimentichiamolo, è fondamentale nell'intera vicenda, stiamo parlando di attori e l'attore, un po' come i politici o politicanti che dir si voglia, tra le tante caratteristiche, deve possedere una buona dose di narcisismo, che non sempre è una virtù.
Comunque, le consultazioni hanno inizio e nonostante tutti, ma proprio tutti, in prima battuta hanno storto il naso all'idea, alla fine nessuno si è opposto, anche perché il progetto li vedeva protagonisti.
Tutto sembrava procedere senza troppi intoppi, finché, è proprio il caso di dirlo, entra in scena il Narciso.

Il Narciso è proprio un tipetto strano, un po' tarchiato, goffo, rotondetto, ma soprattutto mosso dall'invidia, dalla smania di protagonismo, vive per l'esserci in ogni dove ed in ogni caso. "Questo esperto ha troppa visibilità, perché non la debbo avere io", sicuramente avrà pensato in una delle tante notti insonni e così, una mattina, chiama un qualche politico amico e inizia ad istigarlo. Nutre vendetta, il Narciso, e, ben presto, si impadronisce di tutti, politici e attori, attorucoli e politicanti. Tutti diventano magicamente sponsor di qualcuno, tutti diventano esperti di teatro, tutti vanno alla ricerca di un po' di visibilità, anche se effimera. L'importante è che ci sia il giusto riconoscimento pubblico del proprio ruolo nella società, politica o teatrale che sia. Come era prevedibile, il giochino si rompe e l'intera impalcatura implode. Questa è la gretta provincia, queste sono storie di provincia.
La palla ripassa al sindaco, che, a quanto pare, ha deciso di convocare tutti i protagonisti di questa vicenda, per vedere cosa hanno da dire, da proporre. Chissà se questo breve momento di celebrità ne possa appagare gli appetiti, in ogni caso, è giusto ricordarlo, l'ultima parola è e rimarrà quella del sindaco. Altro discorso andrebbe fatto su questa mancanza di decisionismo, sul perché il sindaco, in quanto tale, non abbia seguito la sua idea originaria, fregandosene dei vari nani, ballerine, attorucoli e politicanti vari, che continuano a dettar legge a Palazzo dell'Aquila.


Incidente a Modica. Guidava senza patente e privo della necessaria copertura assicurativa

Incidente a Modica. Guidava senza patente e privo della necessaria copertura assicurativa

La polizia municipale di modica scopre che J.M., l'ivoriano investito, domenica scorsa, da A. A., modicano, non solo non aveva mai conseguito la patente, ma che l'auto che lui stava guidando, una Peugeot 307, era sprovvista della copertura assicurativa e della revisione. Inoltre, gli agenti hanno appurato che l'auto è intestata alla sua compagna, di origine ghanese, 27enne, che incautamente gli aveva affidato il mezzo.

L'incidente, avvenuto nei pressi della C.da Gisirella, era stato causato da una manovra azzardata del modicano, che, spazientito, aveva deciso di sorpassare la fila di macchine imbottigliate nel traffico, invadendo, però, la corsia opposta. L'incidente, come si può vedere dalla foto, è stato abbastanza violento ed ha causato il ferimento dei due conducenti e del passeggero della Citroen, tutti prontamente trasportati dal 118 in ospedale.
Nei confronti dell'ivoriano si è proceduto anche a fermo amministrativo per guida senza patente e al sequestro amministrativo, per mancata copertura assicurativa.


Servizio idrico. Tanto rumore per nulla? I 39 operai temono sempre di più per il loro futuro

Servizio idrico. Tanto rumore per nulla? I 39 operai temono sempre di più per il loro futuro

Nelle settimane scorse ci siamo occupati della gara del servizio idrico, gara che si è regolarmente svolta lo scorso 28 dicembre, nonostante ciò il Comune, nella persona del Rup, non ha ancora sciolto le riserve sull'effettiva vincitrice della gara. Per la cronaca, sono due le ditte che hanno partecipato, una di Monza, poi esclusa perché non ha presentato un documento, e la Coop. Pegaso, che gestisce il suddetto servizio da 10 anni.
La Pegaso ha fatto un ribasso superiore al 30%, 400 mila euro circa su un totale di 2 milioni di euro, ecco l'intervento del Rup, nulla di anomalo, ovviamente, solo un controllo di routine.

La suddetta gara salì agli onori della cronaca, grazie alle proteste decise, ma pacifiche e civili, dei 39 operai, che temevano di perdere il loro posto di lavoro, una paura, che oggi, non solo è stata confermata, ma addirittura è cresciuta. Infatti, se da un lato l'Amministrazione non ha mai negato che qualcuno avrebbe perso il posto di lavoro, dall'altro lato rassicurò gli operai del fatto che non si sarebbero verificati licenziamenti di massa, in quanto i servizi contemplati nel bando erano tanti e la ditta che avrebbe vinto la gara, molto più strutturata a livello economico di una semplice cooperativa, sarebbe stato in grado di sostenere il maggio carico lavorativo e quindi economico. Nonostante ciò si è sempre parlato che sei o sette unità lavorative sarebbero saltate.
Di ditte però neanche l'ombra, rimane la cooperativa Pegaso, la quale, tra l'altro, dovrà fare in modo che l'intera operazione sia economicamente sostenibile, soprattutto alla luce del ribasso importante che ha effettuato per vincere la gara. Sta qui la paura degli operai.
Come potrà la Pegaso rispettare tutti i dettami del bando e tutelare le varie unità lavorative? A cosa son servite le proteste, i vari incontri con l'Amministrazione, con il prefetto e le tante, e a questo punto, troppe rassicurazioni? Non sarebbe stato il caso, ci dicono, di seguire il nostro consiglio e attendere l'approvazione dell'Ato idrico da parte della Regione, che avrebbe salvato tutti gli operai? Forse, forse col senno di poi sarebbe stato il caso di seguire questo consiglio.
L'unica speranza a cui si aggrappano, oggi, gli operai è che la Pegaso applichi il contratto nazionale delle cooperative sociali, che contempla tutta una serie di agevolazioni fiscali, un vantaggio che in qualche modo dovrebbe lenire gli effetti di quel ribasso, certo, non si sa in che proporzioni.

La domanda che adesso ci poniamo è comunque un'altra: perché le ditte hanno disertato questa gara? Come mai l'unica a partecipare insieme alla Pegaso, quella di Monza, che è pure quotata in Borsa, alla fine non ha presentato tutti i documenti ossia ha snobbato la gara?

Nel frattempo il Rup ha chiesto alla Cooperativa Pegaso di avere maggiori delucidazioni, ad esempio, quale tipo di contratto vorrà applicare e, soprattutto, quante unità lavorative intendere occupare, visto che, con questo bando, per la prima volta la suddetta Coop. dovrà gestire i tre impianti di sollevamento.


Le "oscure" vicende della San Vincenzo Ferreri, rese ancor più oscure dalla strampalata lettura del Lab. 2.0

Le "oscure" vicende della San Vincenzo Ferreri, rese ancor più oscure dalla strampalata lettura del Lab. 2.0

Non contenti del primo scivolone i componenti del Laboratorio politico culturale 2.0 ne fanno un altro, addirittura rincarando la dose. Nel senso: convinti e fieri dei nostri errori, noi andiamo sempre avanti contro tutti e tutto. Infatti se quelli del Laboratorio avevano ragione a prendersela con l'assessore Stefano Martorana, sbagliano sonoramente le motivazioni per cui lo attaccano.

Ci riferiamo alla vergognosa vicenda della San Vincenzo Ferreri e di quel festino spacciato per evento culturale e di promozione turistica. Nulla da dire, ovviamente, sull'indignazione generale, tutt'altro discorso, invece, va fatto sulle accuse che il presidente del Lab. 2.0, Claudio Castilletti, in accordo con i maggiorenti dell'associazione, che fa capo a Sonia Migliore, rivolge all'assessore Stefano Martorana e all'Amministrazione tutta.
Martorana è colpevole non perché è uno degli organizzatori dell'evento, ma lo è perché non ha chiesto immediatamente le dimissioni di Pinuccio La Rosa da presidente dell'Osservatorio della tassa di soggiorno. Piuttosto che alzare le barricate contro il signor La Rosa, piuttosto che prenderne le distanze e denunciarne pubblicamente la condotta, ha deciso di stare in silenzio. E' questa la sua colpa.

L'assessore al Bilancio dice una cosa molto semplice, che, però, sfugge all'intero direttivo del Laboratorio, che si prende pure un giorno di tempo per meditare la controreplica e bollare come "inefficace nella sostanza" la risposta di Martorana.
Martorana in sintesi dice: perché mi attaccate? Io sono l'assessore al Bilancio, al massimo ho la delega al turismo e la vicenda in questione, però, riguarda l'Assessorato alla Cultura, quindi perché ve la prendete con me? Ma niente, fra cultura e turismo, c'è ancora qualcuno che fa confusione, infatti se la prendono pure con Ornella Tuzzolino, che è la consulente turistica per il Comune e non quella culturale. Sicuramente lo spot televisivo, dei primi anni '90, che coniò lo slogan "In Sicilia Turismo è Cultura", miete ancora vittime.

Inoltre, l'assessore Stefano Martorana pone l'accento su un argomento estremamente delicato: mi accusate sulla base di un sentito dire offendendo la mia onorabilità. In effetti è lo stesso Castilletti che scrive: "il silenzio complice dell'assessore al Bilancio, Stefano Martorana, che se è vero, come si dice, ha sostenuto la pratica", per intenderci la pratica è la richiesta di utilizzo dell'auditorium per un evento culturale, adesso è vero, come disse Andreotti, che "a pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina", ma tutto un altro paio di maniche è l'accusa senza avere uno straccio di prova, questa si chiama diffamazione ossia è un reato penale, veniale, ma penale.

Ma tant'è, la voglia di cavalcare l'onda mediatica e di chiedere un giorno sì e l'altro pure, le dimissioni del sindaco, degli assessori, dei consiglieri comunali e di tutti coloro, che in un modo o nell'altro, sono in rapporto con l'Amministrazione Piccitto è più forte di qualsiasi verità. Ci stupiamo in fine che Sonia Migliore, che fu assessore alla Cultura, possa permettere, ai suoi epigoni, di commettere tali errori. Infatti, i compiti di un assessore, per esempio quello alla Cultura, la sua attività, insomma il suo lavoro, non è quello di controllare una per una le richieste che giungono in Assessorato, questo è uno dei compiti degli uffici, a tal proposito è lo stesso dirigente Santi Di Stefano a smontare l'intera impalcatura accusatoria e definire quella richiesta come mendace, cioè falsa. A questo punto, il dirigente Di Stefano ed i suoi sottoposti come avrebbero potuto sapere che la richiesta di utilizzare l'auditorium per un evento culturale, in realtà sarebbe servita a festeggiare il compleanno di Pinuccio La Rosa nonché presidente dell'Osservatorio per la tassa di soggiorno? Ad oggi ossia finché non si accerteranno complicità e connivenze ulteriori, l'unico colpevole è questo signor La Rosa, che ha abusato della sua posizione e che ha dichiarato il falso. Cosa c'entrano Martorana, la Tuzzolino o il sindaco in questa vicenda, ci rimane oscuro.


Blindato Stefano Martorana, mentre il sindaco ammette i suoi errori

Blindato Stefano Martorana, mentre il sindaco ammette i suoi errori

Si può tornare a lavorare. Finalmente. Non parliamo di pace, di crisi rientrata, di contrasti dimenticati, ma solo di ars politica ossia di mediazione, perché come scrivevamo, la politica è l'arte di riuscire a mediare tra le parti in nome di un bene supremo, che è sempre e solamente l'interesse generale.

E' ciò che è accaduto a Ragusa, a Palazzo dell'Aquila, in seno alla maggioranza di governo. Sicuramente un ruolo decisivo è stato giocato dagli onorevoli Cancelleri, Di Maio e Di Battista, che nei giorni scorsi si sono incontrati a Ragusa con il sindaco e i consiglieri. Anche se tutti, e per tutti intendiamo Amministrazione, con il sindaco in testa, e consiglieri di maggioranza, si erano resi conto, ormai da tempo, di aver tirato un po' troppo la corda.
Non ci sono né vincitori né vinti, nessuno parla in questi termini, nessuno vuole gettare altra benzina sul fuoco. Il tempo stringe, le scadenze elettorali si avvicinano e soprattutto Ragusa va governata.

Questo il risultato raggiunto dalle due controparti.

Iniziamo col dire che le due fazioni hanno ammesso candidamente i propri errori, tutti hanno fatto un passo indietro. Un bagno di umiltà? Un mea culpa generale? Non esageriamo, piuttosto bisogna leggere i frenetici incontri avvenuti in questi giorni, e quindi l'accordo raggiunto, alla luce di due semplici ragionamenti: Dobbiamo completare il lavoro iniziato e non possiamo lasciare la città in mano ai nostri avversari politici.

Il primo risultato eclatante riguarda il futuro di Stefano Martorana. L'assessore al Bilancio era, è e continua ad essere intoccabile, in un modo o nell'altro il suo posto è stato blindato. In questa guerra di nervi, di accuse e rivendicazioni continue, forse e diciamo solo forse, Stefano Martorana era diventato un po' l'agnello sacrificale di questa lotta intestina. Il capro espiatorio, buono sia per spiegare tutti i problemi nati in questa maggioranza sia per risolverli d'un colpo, col suo semplice licenziamento. Non è stato così, sarebbe stato troppo semplice, banale e sicuramente non risolutivo.
Alla sua conferma però non corrisponde nessun rimpasto in Giunta. Si potrebbe facilmente pensare, a questo punto, che la fronda dissidente, che nelle ultime settimane comprendeva tutti i 16 consiglieri, si sia genuflessa allo strapotere del sindaco. Non è così. Nessuna genuflessione, anzi.

I consiglieri hanno ottenuto un risultato estremamente importante, anche se all'apparenza effimero. Sono riusciti ad ottenere dignità ossia il riconoscimento effettivo del loro ruolo, del loro peso, della loro importanza. In fondo, chi vota in Aula, chi approva o boccia i vari provvedimenti, sono solo loro. Loro hanno il coltello dalla parte del manico.
Tutti i dissapori pare siano nati proprio da ciò. Il sindaco, detto in altri termini, avrebbe sistematicamente snobbato i consiglieri. Non li avrebbe tenuti in debito conto, non facendoli partecipare, in ultima analisi, ai processi decisionali della maggioranza. Un atteggiamento giustamente mal digerito dai consiglieri più strutturati, un malessere cresciuto sino a coinvolgere tutta la maggioranza consiliare.

Cosa vorrà dire tutto ciò in pratica? Lo staremo a vedere, di sicuro questa simbolica stretta di mano, tra l'Amministrazione ed i consiglieri dei 5 Stelle, non va sottovalutata. E' un impegno preciso, è un atto di responsabilità, nei confronti di loro stessi, nei confronti dei maggiorenti del Movimento e perciò del Movimento, nei confronti della città. D'ora in poi non potranno più commettere gli stessi errori.

L'ultimo nodo da sciogliere è e rimane la nomina dell'assessore alla Cultura. Mentre si affievoliscono sempre di più le possibilità di un reintegro della Campo, e non perché giudicata colpevole, ma più che altro per un discorso d'immagine dei 5 Stelle a livello nazionale, non si capisce ancora chi potrebbe sostituirla, anche perché non esiste una rosa di candidati.


Terremoto 5 Stelle, ma arrivano Di Maio e Di Battista e quindi?

Terremoto 5 Stelle, ma arrivano Di Maio e Di Battista e quindi?

Oggi alle 11, il Movimento 5 stelle, ha consegnato alla famiglia Guarascio di Vittoria la loro casa, che era stata messa all'asta. Una vicenda tragica, che, molti lo ricorderanno, causò la morte del signor Guarascio, che si diede fuoco nell'estremo tentativo di salvare casa sua.
Il gesto, che certuni hanno bollato scioccamente come becero populismo, non solo risolve una volta per tutte questa vicenda, ma ha anche un altro valore: quello di accendere i riflettori su un tema scottante, quello dell'impignorabilità della prima casa. Un atto simbolico, come scrivono gli stessi pentastellati, "La legge infatti è stata approvata all'unanimità dall'Ars il 22 ottobre del 2014, ma da allora ha fatto pochissima strada a Roma. E' ora - scrivono - che la legge metta il turbo. Non possiamo permettere che ci siano altri casi Guarascio, cui stiamo pensando di intestare la legge. Renzi non faccia orecchie da mercante, eventuali prossime vittime le avrebbero sulla coscienza lui e la sua maggioranza”. Quindi un'iniziativa doppiamente utile, alla quale va tutto il nostro plauso.

In occasione della consegna ufficiale ai Guarascio, i deputati nazionali Di Maio e Di Battista sono venuti a Vittoria, una visita, come ormai sembra sia divenuta una consuetudine, che segue quella dell'onorevole Cancelleri fatta al sindaco Piccitto. Siamo più che certi, che la venuta in provincia di Ragusa del gotha del Movimento, non sarà sprecata e tutti insieme proveranno a trovare una soluzione alla situazione, ormai quasi tragi-comica, a cui siamo costretti ad assistere in Consiglio comunale, da troppo, troppo tempo.

I fatti sono arcinoti. La maggioranza è in guerra con l'Amministrazione e questa con quella. E così, mentre il sindaco Piccitto e la sua Giunta fanno finta di niente, almeno pubblicamente, gli altri, i consiglieri, fanno mancare sistematicamente il numero legale in Aula, bloccando di fatto l'intera macchina amministrativa del Comune. I consiglieri dei 5 Stelle voglio un rimpasto di Giunta e la testa di Stefano Martorana, di contro, il sindaco, giustamente diremmo, non accetta ricatti di sorta. Bene, però bisogna uscire da questa impasse ed al più presto, ne va del futuro della città.

Senza ironia, speriamo che la venuta di Cancelleri, Di Maio e Di Battista serva a qualcosa, tanto ormai la faccia l'hanno persa. E' vero il M5S, un po' in tutta Italia, non sta vivendo uno dei suoi momenti più felici, ma Ragusa non può essere lasciata in balìa delle scaramucce tutte interne alla compagine iblea. La politica è mediazione, è diplomazia, ma se non si capisce questo, se non si vuol accettare questa legge aurea della politica, è proprio il caso che questa Amministrazione segua l'invito rivoltogli, oramai da tempo, dalle opposizioni ossia rimettere il mandato agli elettori.

Cosa potrebbero fare i rappresentanti di Grillo? Trovare una soluzione, meglio se mediata e perciò obbligando le due parti a giungere a più miti consigli, così salverebbero capre e cavoli. Questa opzione sembra alquanto remota, ormai è muro contro muro e nessuno è disposto a fare un passo indietro. E quindi? Bisogna dettare una linea di condotta, se non voglio perdere pure Ragusa. Dare utilitaristicamente ragione ad uno dei due contendenti ed obbligare l'altro ad accettare umilmente la sconfitta. Certo, una strategia propria della vecchia politica, ma tant'è, la politica è la politica e non saranno certo loro a riscriverne le regole con qualche post. Tutto ciò per il bene della città, per il bene del Movimento a Ragusa e del Movimento in Italia.

Due gli scenari: hanno ragione i consiglieri dei 5 Stelle, ha ragione il sindaco.
Nel primo caso, salta Martorana, rimpasto in Giunta, con relativo ingresso di qualche consigliere nella compagine amministrativa. Se ciò avvenisse, Piccitto ne uscirebbe estremamente ridimensionato, mentre i consiglieri non potrebbero più avanzare altre pretese, la figuraccia altrimenti sarebbe colossale. Quale diversità e diversità, si mostrerebbero per quello che sono: figli illegittimi della Prima Repubblica, ma quella più decadente.
Nel secondo caso, Martorana rimane al suo posto, il sindaco dimostra a tutti di essere il comandante in capo, la cui autorità non può essere messa in discussione da nessuno. Ma in questa eventualità quanto durerebbe la pacificazione? Per quanto tempo i "dissidenti" rispetterebbero l'ordine di scuderia? Il Gruppo Misto crescerebbe ulteriormente?

Infine, l'altro nodo irrisolto è quello riguardante la nomina dell'assessore alla Cultura, che deve essere donna a meno che non si rivoluzioni l'intera Giunta e ritorniamo al punto di partenza. E' evidnete che la palla passa a Di Maio, Di Battista & Co.


Speriamo che la Polizia Municipale venga fornita di posaceneri, il 2 febbraio entra in vigore la Legge 221

Speriamo che la Polizia Municipale venga fornita di posaceneri, il 2 febbraio entra in vigore la Legge 221

Il Comando della Polizia Municipale rende noto che è stata pubblicata, il 18 gennaio 2016 sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore il 2 febbraio 2016, la LEGGE 28 dicembre 2015 n.221 - Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali. Di particolare rilievo l'articolo 40, che sanziona l'abbandono di mozziconi e di rifiuti di piccole dimensioni. La norma infatti stabilisce che “chiunque viola il divieto di cui all'articolo 232 - ter è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro trenta a euro centocinquanta. Se l'abbandono riguarda i rifiuti di prodotti da fumo di cui all'articolo 232 - bis, la sanzione amministrativa è aumentata fino al doppio”. Alla luce dell'introduzione di tale nuova disposizione normativa gli agenti della Polizia Municipale saranno chiamati a far sì che tale disposizione venga rispettata.

Indubbiamente questa è una legge lungamente attesa, un atto civile. Sarebbe utile sapere dove il fumatore, questo temibile nemico della collettività, dovrà buttare i mozziconi di sigaretta. Nella speranza che l'Assessorato competente istalli nella città svariati posaceneri o al massimo fornisca gli agenti di polizia municipale dell'apposita attrezzatura.


Dog free zone, il consigliere Morando perde un'occasione per...

Dog free zone, il consigliere Morando perde un'occasione per...

Il consigliere Gianluca Morando, nell'ultima seduta del Consiglio comunale, ha sollevato ancora una volta la questione riguardante la dog free zone.

“In realtà – ha sottolineato il consigliere – avevo più volte chiarito, mesi addietro, che l’area più adatta, secondo il mio parere, per attivare un percorso del genere era quella del Parco Giovanni Paolo II, sottostante il cosiddetto City. Anche perché il sito era già parzialmente attrezzato. Quindi sarebbe bastata una spesa minima (l’installazione di una piccola recinzione, alcuni cestini supplementari, altre panchine, etc.) per renderlo adatto alla bisogna".

Condividiamo, ma solo in parte le dichiarazioni del consigliere. E' vero, infatti, che "L’Amministrazione comunale di Ragusa si è intestardita - dichiara il consigliere - nel voler realizzare l’area suddetta all'interno dell’impianto Biazzo (ex Enal) di via Archimede" ed è pure vero che questa non è una scelta felicissima, visto che la coesistenza tra gli sportivi e i cani potrebbe risultare complicata, però come si suol dire meglio di niente. Ciò di cui ci rammarichiamo è che, ancora una volta, si perde di vista il problema principale ossia il numero delle aree adibite allo sgambettamento dei cani. Ci sarebbe piaciuto se Morando oltre a proporre il parco Giovanni Paolo II dog free zone, avesse avanzato l'idea di istituire altre aree in città e non quella di bocciare l'unica proposta, per la quale, ricordiamolo, non è stato speso ancora un euro, visto che gli arredi sono stati tutti riciclati e l'unica spesa riguarderà l'acquisto di una rete divisoria.

Certo parlare di cani, oggi come oggi, all'Amministrazione Piccitto sembra un po' una discussione naïf, viste le beghe che stanno affrontando.


Nasce il movimento civico "Insieme", pronto a dialogare con tutti, ma proprio tutti, tutti?

Nasce il movimento civico "Insieme", pronto a dialogare con tutti, ma proprio tutti, tutti?

Nasce ufficialmente il Movimento civico "Insieme". Si è conclusa da poco la conferenza stampa della neonata lista civica, che ha tra i suoi leader ispiratori Giovanni Occhipinti. Un movimento che già conta sull'adesione di ben 13 consiglieri in tutta la provincia, fuoriusciti da Forza Italia.
Oggi è stata l'occasione anche per presentare alla città l'adesione di Elisa Marino, Angelo La Porta, consiglieri comunali di Ragusa, e Venerando Suizzo.

"Identità", "capacità", "cittadini" e "progetto politico", sono questi i quattro concetti principi su cui gravitano i vari interventi dei relatori. Nessuno nasconde un certo rammarico per la fine dell'esperienza in Forza Italia, ma come dice lo stesso Occhipinti: "Era un atto dovuto. Ogni cosa nasce, ha una parabola ascendente ed, inevitabilmente, una discendente. Forza Italia - prosegue Occhipinti - è un partito in liquidazione. Chiude la sede romana del partito e Berlusconi parla di ritirare il simbolo".
Incalzato sulle reali e più genuine motivazioni del suo abbandono, il riferimento è ovvio, tutti alludono alla sua esautorazione nel partito, prima svia e poi dà una risposta: "La politica è dinamismo, mentre Forza Italia è ingessata tra troppo tempo. L'ultima riunione con esponenti nazionali del partito, qui a Ragusa, si è celebrata nel 2013. Neppure la nomina, ma era cosa ovvia, dei tre commissari provinciali è servita a smuovere le acque, da qui la decisione".

insieme

"Vogliamo dare un futuro a questa città - prosegue Occhipinti - i 5 Stelle non hanno sbagliato tutto, qualcosa di buono l'hanno pure fatta, ma amministrare è un'altra cosa. L'economia, ad esempio, è cosa seria, che non può esser lasciata all'improvvisazione. Oggi Ragusa è bloccata e questo è un fatto. La nascita di Insieme, che annovera al suo interno persone dall'indiscussa professionalità e competenza, mosse da una sincera passione per la politica e per il territorio, è la massima garanzia che possiamo offrire alle nostre città. Non posso che salutare con favore l'ingresso di politici di valore, che da sempre si sono spesi per la città, come Elisa Marino, Angelo La Porta e Venerando Suizzo, senza dimenticare chi sin dalla prima ora chi ha aderito a questo progetto (Tumino, Lo Destro e Mirabella, ndr.). Questo è un progetto che nasce nella provincia di Ragusa, che ha un respiro provinciale e che mira a governare in tutte le città. Siamo in attesa - conclude Occhipinti - di un progetto politico, regionale e nazionale, interessante".

Insieme, lo hanno detto più volte, è un soggetto politico che si colloca al centro, pronto a dialogare sia col centrodestra sia col centrosinistra, quindi anche con il Pd o con Territorio, che dir si voglia. Nessuna preclusione, tutte le alleanza sono possibili, tutte le alleanze andranno costruite sulla base di programmi e progetti. Insieme è, sin da oggi, una forza politica già importante, per numero di adesioni, per i bacini elettorali che queste adesioni rappresentano. Ciò vuol dire solo una cosa: Il M5S, il Pd e Forza Italia, dovranno fare i conti con questo soggetto politico, che tutto è o si candida ad essere, fuorché una listicina di paese.

"Si è costituito un progetto - dichiara Elisa Marino - di gente di buona volontà. Questa è una squadra che cresce ogni giorno. Abbiamo le idee ben chiare, Occhipinti parlava di futuro, bene, perché i nostri figli hanno bisogno di sperare e di credere nel proprio futuro. E' la città che ce lo chiede".

"Sono felicissimo di poter aderire a questo Movimento - le fa eco La Porta - il mio obiettivo, il nostro obiettivo è quello di mettere le esigenze della gente al primo posto. Da troppo tempo i cittadini sono stati ignorati dalla politica. Identità e fedeltà ad un progetto politico, ad un progetto culturale, dove ognuno può e deve riconoscersi"

"La politica, tutta, ha dimenticato la base, i cittadini. Questa deriva verticistica che ormai sta caratterizzando tutte le forze politiche è inammissibile - prosegue Mirabella, che continua - e Forza Italia non è immune da questo peccato. Non rinnego nulla del mio passato, anzi ne andrò sempre fiero. E' giunta, però, l'ora di cambiare".

"Sono 14 anni che faccio politica attiva e sono stanco, può sembrare un paradosso anche se non lo è, delle promesse della politica e dei politici - interviene Lo Destro -, ma credo in questo progetto, nelle persone che lo hanno delineato e che stanno provando a realizzarlo. Non cambierà nulla del nostro impegno politico, solo che oggi siamo più forti e potremo incidere maggiormente sulle sorti di Ragusa. Dobbiamo svegliare le coscienze dei cittadini. Le nostre parole d'ordine sono: più servizi ai cittadini e rinascita economica e sociale".

Infine la parola passa a Maurizio Tumino, il candidato a sindaco di Ragusa? Forse, ma per ora non fanno alcun nome, non vogliono impantanarsi nell'odioso gioco del toto nomine. "Insieme - spiega - vuole essere il luogo di condivisione e collaborazione per un unico bene, la Città. Ho un sogno: Ragusa deve tornare ad essere una città normale. Penso ad un patto per il lavoro, penso alla zona industriale, penso al centro storico".

Naturalmente gli interventi dei cinque consiglieri hanno avuto un taglio politico, costruito principalmente sulle esigenze e sulle questioni cittadine. Una cosa però non possiamo sottacerla. Mentre si spendevano a sottolineare la loro disponibilità a dialogare con tutti, elencando tutti i rappresentanti delle opposizioni ossia Gianluca Morando, Carmelo Ialacqua ed il Pd tutto, chi hanno dimenticato o ignorato a più riprese è stata Sonia Migliore.
Perché la temono? O perché non la reputano affidabile, magari perché troppo accentratrice?

Sulla questione abbiamo incalzato Tumino, che alla fine ha ceduto alle nostre "lusinghe" e ha dichiarato: "La Migliore è una risorsa per la città insieme a noi, certamente insieme". Sarebbe carino, ma non siamo riusciti a farcelo dire, se la parola insieme, il consigliere Tumino, l'ha pensata con la lettera "i" maiuscola, perché se così fosse il messaggio è chiaro.


Ragusa quarta città in Sicilia per investimenti pubblici. La risposta "silenziosa" a tante vacue critiche

Ragusa quarta città in Sicilia per investimenti pubblici. La risposta "silenziosa" a tante vacue critiche

L'Amministrazione Piccitto è senza programmazione, priva di una strategia e nessuno si ricorderà della loro presenza a Palazzo dell'Aquila, vero! Anche se c'è un però grande quanto una casa o, forse sarebbe il caso di dire, grande quanto una città, la Città di Ragusa.

Se ne parlava da un po', finalmente vi è l'ufficialità dei dati (classifica gare in GURS anno 2015), Ragusa è il quarto Comune in Sicilia ad aver investito di più in opere pubbliche. 11.295.254,63 euro.
Siamo quarti, dopo la città di Palermo, con 14.830.494,01 di euro, la città di Messina, con 13.656.650,62, e la città di Catania, con 12.427.532,84.

Ricordiamo solo alcune opere messe in cantiere e realizzate dall'Amministrazione Piccitto con l'ausilio dell'assessore Corallo:

- Piazza G. B. Hodierna a Ragusa Ibla
- Ripavimentazione di via Terrenuova a Ragusa Ibla
- Ristrutturazione della Caserma dei Carabinieri a Ragusa Ibla
- Restauro Torre Campanaria a Ragusa Ibla
- Acquisto della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli   
- Giardini iblei
- Riqualificazione di via del Mercato a Ragusa Ibla
- Workshop internazionale "Re-Use Ragusa"
- Teatro Vescovile
- Chiosco-Bar ad Ibla
- Teatro Quasimodo
- Teatro Ideal
- Fruibilità dell'area verde limitrofa al Castello di Donnafugata
- manutenzione straordinaria della sala Falcone e Borsellino
- Teatro Ex-Concordia - riqualificazione e rimodulazione del progetto
- Rifacimento dell'attraversamento pedonale tra Piazza San Giovanni e via Rapisardi
- Terminal via Zama
- demolizione ex depuratore a Marina di Ragusa
- Fognolo di viale del Fante
- Fognatura in c.da Bruscè