M5S Ragusa: "Occupiamo l'Aula per difendere i diritti dei ragusani"

M5S Ragusa: "Occupiamo l'Aula per difendere i diritti dei ragusani"

Continua la protesta. Prosegue l'occupazione dell'Aula consiliare (iniziata ieri, subito dopo la fine dei lavori del Consiglio comunale) al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sugli effetti nefasti della proposta sulle royalties voluta fortemente da Nello Dipasquale.
L'occupazione proseguirà sino alle 18 di questo pomeriggio, quando ri-inizieranno i lavori del Civico consesso.
"Non è nostra intenzione bloccare i lavori d'Aula - dichiarano Davide Brugaletta, Maurizio Porsenna, Filippo Spadola e Nella Disca, in rappresentanza dell'intero Gruppo consiliare dei 5 Stelle - ma è, invece, nostro preciso intento denunciare l'operazione machiavellica dell'ex sindaco di Ragusa. L'attenzione su questa vicenda non può e non deve calare".
"E' un peccato - dichiarano gli occupanti - che i nostri colleghi delle opposizioni non siano qui a protestare con noi per un sacro diritto dei ragusani. Un tempo di sarebbe detto l'unione fa la forza, ci sembra evidente che questa opposizione non la vede così, avranno altre priorità".
"I nostri concittadini devono sapere ciò che sta avvenendo a Palermo, non possiamo permettere che la Finanziaria così concepita venga approvata. Per questo - dichiara il sindaco Piccitto -l'Amministrazione, il Gruppo di maggioranza e i nostri alleati di Partecipiamo stiamo conducendo unitamente questa battaglia, a tutti i livelli. Giovanni Iacono, ieri, ha ufficializzato le sue dimissioni da presidente del Consiglio, proprio per lanciare un messaggio forte ed inequivocabile, oggi io sono a Palermo, per discutere dell'art. 8 della Finanziaria nella Conferenza dei sindaci, mentre il Gruppo consiliare sta occupando pacificamente l'Aula".


Quando i nostri politici impareranno a lavorare, Ragusa farà un salto di qualità

Quando i nostri politici impareranno a lavorare, Ragusa farà un salto di qualità

La vicenda delle royalties diviene ogni giorno più stucchevole. Troppi soldi in ballo, su cui tutti vogliono metterci le mani, specie in un momento di crisi economica come quella che stiamo vivendo. L'emendamento Dipasquale, inserito nella finanziaria regionale, ha, e non poteva essere altrimenti, acceso speranze nei comuni della provincia ed indispettito tutti gli altri (i ragusani, ndr.). Si è parlato di uno scippo, di un mero calcolo elettoralistico, di un atto politico contro l'Amministrazione Piccitto e contro i ragusani. Altri ancora, hanno salutato questo emendamento come una vera e propria manna: "così - hanno detto - l'Amministrazione di Palazzo dell'Aquila, qualunque essa sia, non potrà più utilizzare i proventi delle royalties a proprio uso e consumo ossia per finanziare la spesa corrente".

Fatto sta, come ha spiegato anche l'assessore al Bilancio, Stefano Martorana, che sin dal 2013 le royalties sono state impiegate per la spesa corrente, ma solo nel 2015, una parte di questi proventi, poco più di 11 milioni di euro, sono stati investiti sul territorio, per la cultura e lo sport, per il welfare e lo sviluppo economico. Giusto o no, è difficile non approfittare di un extragettito di tale portata, se poi a ciò aggiungiamo il fatto che non esiste un effettivo regolamento che vincoli questi soldi a dei capitoli di spesa ben determinati, il gioco è fatto.

Adesso, è da un po' che si parla della necessità di razionalizzare questi introiti, di vincolarli a settori ben precisi con un programma specifico ed evitare, perciò, di "perderli" nei meandri del bilancio. Risale ad un anno fa, per esempio, l'atto di indirizzo presentato dal consigliere del Movimento Città, Carmelo Ialacqua, che proponeva di utilizzare le royalties per finanziare il Paes, parliamo di efficientamento energetico. La messa in atto di quella proposta avrebbe significato una riduzione effettiva delle emissioni di CO2 in atmosfera oltre ad un abbattimento significativo delle spese per il riscaldamento delle abitazioni private. L'atto ovviamente fu bocciato. Peccato, verrebbe da dire e poi, come mai nessuno gridò allo scandalo ed alzò barricate?

Il problema è sempre lo stesso, in Aula si ragiona a comparti stagni. I nostri politici, non tutti certo, propongo non per la città e per il bene comune, ma solo nella speranza di poter segnare un punto a proprio favore in questo immaginario scacchiere mediatico/elettoralistico. Insomma ognuno lavora per sé. Ognuno è totalmente ed assolutamente impegnato a coltivare il proprio orticello, che è sempre più misero e desolante. Se poi la propria proposta di legge non viene recepita dall'Aula, apriti cielo, si parla di atto gravissimo e si coglie l'occasione per dire peste e corna degli avversari politici, a volte prendendo pure delle sonore cantonate.

Nessuna concertazione, nessuna strategia comune, nessun tentativo di dialogo e di mediazione, ma solo uno scontro, muro contro muro, nella vana speranza di raggranellare una manciata di voti. Chissà, se un anno fa, dopo l'atto di indirizzo del consigliere Ialacqua, tutta l'Aula avesse lavorato insieme per produrre uno regolamento condiviso sulle royalties, cosa sarebbe accaduto? Sicuramente oggi l'emendamento Dipasquale non avrebbe avuto senso. Ma questa è fantapolitica, specie con questi consiglieri. Un pressappochismo imbarazzante, che ha come unico risultato quello di creare infinite praterie per politici meno chiacchieroni, ma più navigati.
Impareranno mai la lezione? No. E a nulla vale il continuo lamentarsi della maggioranza bulgara, che è solo l'effetto di una strana legge elettorale, con la quale tutti dovrebbero fare i conti, ma nessuno lo fa, preferendo, invece, un trafiletto su un giornale qualsiasi, gridando quotidianamente allo scandalo.


Nessuno, ma proprio nessuno, deve politicizzare i lavori della Commissione Trasparenza

Nessuno, ma proprio nessuno, deve politicizzare i lavori della Commissione Trasparenza

Con quello che potremmo considerare uno strappo istituzionale la presidentessa della Commissione Trasparenza, Elisa Marino, alza il tiro, chissà perché, ed attacca la relazione di maggioranza, non le piace, la definisce una "controrelazione", un atto politico, ma soprattutto, la Marino, ha deciso di fare le sue considerazioni prima che i lavori della Commissione siano terminati, perché? Di cosa ha paura? Sta perseguendo un obiettivo e se sì, qual è?
Addirittura si lamenta del fatto che la relazione di maggioranza "non è stata ancora ufficialmente presentata in seduta", verissimo, infatti le due relazioni verranno discusse nell'ultima seduta della Commissione, proprio quella seduta che la presidentessa continua a rimandare. Per la cronaca: la relazione è già stata protocollata e quindi è già un atto ufficiale. Di cosa si stupisce? Confusione.
Ci sfugge l'opportunità di questa presa di posizione della Marino, non è chiaro il motivo delle sue dichiarazioni, tutte rivolte ad una presunta volontà, dei Cinquestelle, di "benedire" l'ex assessore. La Marino dovrebbe sapere che questa relazione consta di 9 pagine ed una sola di queste è dedicata alla Campo. Pagina che riporta asetticamente ciò che hanno detto tutti gli attori della vicenda ossia che l'ex assessore non ha fatto alcuna pressione per far sì che il marito venisse assunto.
La Marino, però, si dice indignata, teme per la democrazia, ha paura che la Commissione venga strumentalizzata, ma tutto ciò, perché esiste una relazione di maggioranza? Eppure la Marino dovrebbe sapere che è lo stesso regolamento delle Commissioni a dare la possibilità di poter redigerne due, una di maggioranza ed una di minoranza, qualora non si riesca a trovare una posizione comune.
Fa bene, infine la Marino, a parlare di responsabilità, nessuno ne è esente e farà bene a trasmettere gli atti al prefetto e al tribunale.


L'on. Dipasquale detta l'agenda politica a Ragusa? Iacono si dimette e torna a fare politica attiva

L'on. Dipasquale detta l'agenda politica a Ragusa? Iacono si dimette e torna a fare politica attiva

Giovanni Iacono, questa mattina, ha comunicato le sue dimissioni da presidente del Consiglio comunale. L'emendamento di Nello Dipasquale su royalties e Legge su Ibla è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Infatti, già in occasione della riorganizzazione del sanità Iblea, l'Ars ha ignorato coscientemente le richieste del territorio, smembrando e impoverendo paurosamente l'intero sistema sanitario ibleo per un mero calcolo politico, a tal punto che, pochi giorni fa, il Movimento Partecipiamo si era espresso così: "La sanità e gli ospedali a Ragusa hanno subito vere e proprie 'amputazioni' senza 'anestesia'".
Parafrasando il pensiero di Iacono potremmo dire: "L'ingerenza della Regione nella politica di Palazzo dell'Aquila e della città tutta, non è più tollerabile". Ecco perché l'ormai ex presidente del Consiglio, ha dato le sue dimissioni, in fondo è come se fosse stato esautorato del suo ruolo istituzionale, inoltre, continua Iacono: "Non posso più essere garante dell'intero Consiglio, visto che ben due consiglieri (Mario D'Asta e Mario Chiavola, ndr.) spacciano l'emendamento dell'on. Dipasquale come un risultato che va a sicuro beneficio della Città e poi per che cosa? Per raggranellare qualche voto in giro per la provincia".

Questi i fatti. Volendo trarre le conseguenze politiche di questo atto eclatante, non possiamo che dilettarci con un po' di fantapolitica o forse, sarebbe il caso di dire, con qualche speculazione, tutta da dimostrare certo, ma anche da confutare.

Allora: Giovanni Iacono si dimette dalla seconda carica istituzionale del Comune, perché in aperto contrasto con la politica regionale. In fondo quel ruolo a Iacono è stato sempre stretto. Iacono è un politico, è un combattente, caretteristiche queste, che ha dovuto mettere a tacere durante questi anni, dovendo rappresentare l'intero Civico Consesso. Adesso ha finalmente le mani libere per iniziare a fare politica sul campo, così come sa fare. Anche se come presidente del Consiglio non ha demeritato, tutt'altro. Se fossimo un tantino più presuntuosi, potremmo vantarci di averGli suggerito, con il nostro pezzo di ieri "Ragusa e la campagna elettorale. Cosa faranno i tanti comprimari della politica iblea?", la strada da seguire, ma Iacono non ha alcun bisogno dei nostri suggerimenti.

Queste dimissioni aprono un ventaglio di scenari possibili molto interessanti. Secondo noi, quello più entusiasmante è il seguente. Zaara Federico, la pasionaria del M5S, ormai si è fatta le ossa ricoprendo la carica di vice-presidente del Consiglio, perciò cosa le vieterebbe di aspirare, giustamente, a diventare il successore di Iacono? Proprio nulla e poi, non dimentichiamolo, ha pure i numeri in Aula per diventarlo. Con questa mossa il Movimento 5 Stelle e Partecipiamo darebbero a tutti una gran bella lezione di genere: una donna a ricoprire la seconda carica istituzionale di Palazzo dell'Aquila.
Certo, rimane sempre in sospeso la questione delle quote rosa in Giunta. Manca un assessore donna. E perché noi non dovremmo riesumare quella terza ipotesi sul caso Campo, che ai tempi tanto fece discutere? Era il 19 novembre quando ipotizzammo l'ingresso in Giunta della presidentessa del Movimento Partecipiamo, l’avvocato Marcella Scrofani, persona vicinissima a Iacono, il cui nome fu fatto già in occasione dell'ingresso in Giunta di Partecipiamo. Questo risolverebbe un bel po' di problemi a Piccitto e come scrivemmo allora, con due assessori in Giunta, l'alleanza tra Partecipiamo e 5 Stelle si consoliderebbe ancora di più.

Staremo a vedere. Ribadiamo, siamo sempre nel mero campo delle ipotesi.


Ragusa e la campagna elettorale. Cosa faranno i tanti comprimari della politica iblea?

Ragusa e la campagna elettorale. Cosa faranno i tanti comprimari della politica iblea?

Le elezioni si avvicinano e non solo per Roma, Milano o Vittoria, ma anche per Ragusa. Ormai si parla di campagna elettorale permanente, un concetto duro a passare qui nel profondo sud, anche se i più accorti stanno piano piano facendo propria questa fondamentale lezione.

E' da qualche tempo, infatti, che osserviamo dei timidi tentativi, da parte delle varie forze politiche in campo, di organizzarsi e strutturarsi in previsione delle prossime elezioni amministrative nel capoluogo ibleo. Lunedì scorso, un po' a sorpresa, c'è stata la dichiarazione dell'onorevole Nello Dipasquale: "Sono tornato!", un avviso che ai più è suonato come una vero e proprio guanto di sfida ai vari competitors. Cosa vorrà fare Dipasquale non si sa, molti pensano ad una sua candidatura a Roma, altri, i più azzardati, parlano addirittura di una sua volontà di ritornare a Palazzo dell'Aquila. Al di là di qualsiasi speculazione, un fatto è certo: Nello Dipasquale ha iniziato la sua campagna elettorale, dentro o fuori il Pd.

Piaccia o non piaccia Dipasquale è uno che ha capito da tempo cos'è la politica e come la si fa e per questo la portata della sua dichiarazione, ne siamo certi, non è stata sottovalutata da chi di dovere. In un modo o nell'altro il "Suo tornare" smuoverà le acque limacciose della politica ragusana, costringendo un po' tutti ad iniziare a fare sul serio. Il tempo dei proclami, delle invettive o delle promesse roboanti sta per finire, è tempo di iniziare a fare politica, quindi programmi, alleanze, insomma è il tempo delle strategie.

Naturalmente chi sino ad oggi ha cincischiato, cullandosi non si sa bene su quali allori, adesso deve fare una scelta, se non vuol rimanere tagliato fuori dai giochi che contano o magari ritrovarsi all'ultimo minuto, ad elemosinare una qualche poltrona. Non è ancora il tempo delle liste civiche dai nomi più disparati ed ovviamente nessuno può fare affidamento su un pacchetto di qualche centinaia di voti, quelli servono solo per fare il consigliere comunale. Ecco perché sarebbe è il caso che le tante associazioni politiche, più o meno importanti, che sono nate in questi tempi, non possono esimersi dallo scendere a patti con chi realmente può fare e farà la differenza.


Le royalties sono solo dei ragusani. Tutti contro Dipasquale

Le royalties sono solo dei ragusani. Tutti contro Dipasquale

Tutti contro l'emendamento firmato da Dipasquale riguardante le royalties e la legge su Ibla.
Tutti contro Nello Dipasquale, che, ancora una volta, spiazza tutti, con i suoi progetti azzardati, su cui pochi scommetterebbero, che sino ad ora, però, gli hanno dato sempre ragione.
L'iniziativa dell'ex sindaco Dipasquale ha fatto storcere il naso un po' a tutti e non solo perché ha stravolto la ratio di una legge speciale, la 61/81, che di regionale non ha più nulla se non la sua storia, non solo perché ha deciso, chissà per quale motivo, chissà sotto quali pressioni, di regalare, agli altri comuni della provincia iblea, parte delle nostre royalties, stravolgendo di fatto, anche qui, il senso di una norma, di una regola, di un diritto, che come dice giustamente il sindaco Piccitto non è un'elemosina o un regalo alla città di Ragusa, ma un ristoro, una contropartita che ci spetta di diritto per lo sfruttamento industriale del nostro territorio, ma anche e forse soprattutto per il metodo adottato da Dipasquale, che tutti hanno letto come una vera e propria imposizione dall'alto, quasi un depauperamento delle prerogative di Palazzo dell'Aquila, che ci costerà, secondo le stime più rosee dell'assessore al Bilancio Martorana, circa 11 milioni di euro ogni anno.

Forse, se l'onorevole avesse prima consultato o semplicemente informato o spiegato il perché di questo emendamento ai vari soggetti politici, forse le reazioni sarebbero state altre, ma conosciamo tutti chi è Dipasquale, non è persona che media, è un decisionista, se poi, sibillinamente, aggiunge pure: "Sono tornato!", era ovvio che non ha voluto trovare il tempo di interfacciarsi con chissà chi. Ha commesso il più grande errore, politico, della sua vita? Staremo a vedere, per ora è riuscito a far infuriare tutti, anche i suoi ex compagni di partito.

“Qual è il senso di togliere una parte delle royalties alla città di Ragusa, destinandole agli altri comuni del Libero consorzio, per permettere di tenere in vita la Legge su Ibla?”. È l’interrogativo che si pone il portavoce del Laboratorio 2.0 di Ragusa, Sonia Migliore, rispetto all'approvazione dell'emendamento in commissione Bilancio. “Perché si vanno a rimpinguare le casse degli altri comuni? Non capiamo davvero il nesso tra l’una e l’altra cosa, anzi una ragione la troviamo, e sa tanto di mossa elettorale".

Anche il gruppo di Insieme non è tenero nel suo giudizio: "Certamente da ragusani non possiamo rallegrarci che il 30% delle nostre royalties dovranno essere destinate anche agli altri comuni della provincia e che una quota consistente degli stessi dovranno essere utilizzate per finanziare la legge di Ibla.
L'approvazione dell'emendamento in commissione bilancio ha di fatto decretato la FINE del contributo straordinario a valere sulla legge stessa. Non si capisce perché configurando le royalties come  fondi ordinari del bilancio comunale ci si debba sforzarsi di limitarne l'utilizzo per le finalità della stessa legge su Ibla se si vuole riqualificare il patrimonio artistico culturale della nostra città.
Se così deve essere perlomeno preoccupiamoci di fare una pianificazione ragionata secondo i bisogni e le esigenze del nostro centro storico e non secondo le vecchie percentuali di intervento (80% su Ibla e 20% su RAGUSA superiore).
In merito alle royalties petrolifere, in maniera chiara e netta, riteniamo che le stesse appartengono esclusivamente al Comune di Ragusa e solo il Comune di Ragusa può avvantaggiarsene. Bisogna smetterla di fare demagogia sul tema: c'è chi vuole spalmare i proventi a tutti i comuni della provincia e addirittura chi ritiene che non si debba consentire la ricerca di nuovi pozzi petroliferi.
INSIEME senza indugio e senza tentennamenti chiarisce la propria posizione sul tema: RAGUSA non può permettersi di rinunciare a ciò che gli spetta di diritto.
INSIEME si augura un impegno corale della deputazione iblea affinché in seduta d'aula si possa correggere il tiro rispetto a questa scelta scellerata.
Solamente allora al di là delle appartenenze politiche e degli schieramenti daremo merito a chi veramente lavora per la crescita della nostra città senza dimenticare le questioni ancora irrisolte dell'Università e del Corfilac".


Dipasquale: "Ho blindato la legge su Ibla e di questo ne vado fiero"

Dipasquale: "Ho blindato la legge su Ibla e di questo ne vado fiero"

Dopo due ore dalla conferenza stampa organizzata dalla Giunta Piccitto sull'emendamento discusso ed approvato in Commissione Bilancio all'Ars, sulle royalties e sulla legge su Ibla, l'onorevole Dipasquale ne ha indetta un'altra, per spiegare le ragioni del provvedimento.

"In questi giorni - dichiara Dipasquale - abbiamo elaborato i vari emendamenti che confluiranno nella prossima finanziaria della Regione. Posso essere più che soddisfatto del lavoro che abbiamo svolto. Siamo riusciti a finanziare i cantieri di lavoro con 100 milioni di euro, 20 milioni saranno destinati al comparto artigianale, 4 milioni per le start up, siamo riusciti a ri-finanziare, con 200 mila euro, la Scuola Regionale dello Sport ed il Corfilac, ma la cosa di cui vado fiero è il fatto che sono riuscito a blindare la legge 61/81, la cosiddetta legge su Ibla".

Il capitolo che ogni anno finanzia la legge su Ibla è sempre più esiguo, ha spiegato l'onorevole, e ben presto scomparirà. Quest'anno consta solo di un milione di euro, somma che andava ripartita tra Agrigento, Ragusa e Siracusa. "Poco più di 300 mila euro a testa, una miseria - continua l'onorevole - che non sarebbe servita a nessuno, ecco perché ho deciso di blindare la legge, imponendo che un terzo dei proventi delle royalties (5 milioni di euro) ogni anno vadano a finanziare la 61/81".

Non ci sta l'onorevole ad incassare silenziosamente le accuse rivoltegli dalla Giunta Piccitto, non è il tipo e perciò: "Invece di ringraziarmi - prosegue Dipasquale - mi attaccano. Queste persone non devono dimenticare che io sono stato il sindaco di Ragusa ed ho sempre lavorato per la mia città, oggi come ieri. Se oggi Ragusa gode di 30 milioni di royalties è solo grazie a me, che allora contro tutti e tutti decisi di rilasciare le varie autorizzazioni. Se l'aliquota delle royalties è salita dal 10 al 20% lo si deve solo alle battaglie che io ed altri parlamentari svolgemmo in Regione. Grazie a questo emendamento non solo ho garantito, per molti, moltissimi anni, il rifinanziamento della legge su Ibla, ma ho razionalizzato le royalties, che da domani potranno essere utilizzate per ridurre la pressione fiscale, per tutelare i nostri beni Unesco, per sostenere adeguatamente i servizi socio-assistenziali e naturalmente per tutelare le aree soggette alle trivellazioni".

Rivendica il suo lavoro, "Questo è il compito del legislatore, non ho commissariato Ragusa, io sto governando per Ragusa. Le esternazione di salvatore Martorana non meritano nessun commento, in fondo è solo un personaggiucolo".


Legge su Ibla e royalties. Salvatore Martorana: "Dipasquale è un nemico di Ragusa, bisognerebbe togliergli la cittadinanza"

Legge su Ibla e royalties. Salvatore Martorana: "Dipasquale è un nemico di Ragusa, bisognerebbe togliergli la cittadinanza"

"Ragusa non ha nessun rappresentante all'Ars, anzi ha un nemico ed il suo nome è Nello Dipasquale", questo in estrema sintesi è il pensiero dell'intera Giunta Piccitto all'indomani dell'emendamento, di cui l'onorevole è il primo firmatario, che, da un lato, stabilisce come il Comune di Ragusa potrà spendere i proventi delle royalties, mentre, dall'altro lato, decreta la fine della Legge 61/81, la Legge su Ibla, così come l'abbiamo conosciuta sino ad ora. Questo emendamento, infatti, stabilisce che non sarà più la Regione a finanziare la legge speciale, ma la stessa città di Ragusa.

"Con questa manovra - dichiara l'assessore al Bilancio Stefano Martorana - la Regione ci ha scippato di ben 10 milioni e 800 mila euro".

"Non mi risulta - dichiara il sindaco Piccitto - che la legge 61/81 sia stata abrogata, quindi mi chiedo: come si può snaturarla in tal modo? Con un colpo di mano è stata cancellata la ratio che sottende questa legge, che era nata per impegnare la Regione a prendersi cura dei centri storici. Sarebbe interessante - prosegue Piccitto - capire come mai il finanziamento di questa legge continua ad essere un atto dovuto per Ortigia e Agrigento, mentre per Ragusa no. Questa è una pagina nera, nerissima per la città di Ragusa. Le nostre royalties fanno gola a troppe persone, ma non sono un'elemosina, che sia chiaro, sono un ristoro che ci spetta di diritto".

"Questo è Nello Dipasquale - prosegue Salvatore Martorana, assessore ai Servizi Sociali - lui è il politico che ha interrotto il suo mandato da sindaco per andare in Regione, è colui che sforò il patto di stabilità, è colui, non dimentichiamolo, che si coricò davanti la discarica di Cava dei Modicani per impedire il conferimento dei rifiuti degli altri comuni iblei, perché la discarica era satura. Bene, tutto ciò non lo fece per Ragusa e i ragusani, ma per un suo personalissimo tornaconto ed è quello che sta avvenendo oggi. Ha dei suoi progetti - continua Martorana - che non hanno nulla a che fare con la nostra città, lui vuole andare a Roma, ecco spiegato il perché Ragusa deve dividere con gli altri comuni le sue royalties. Non abbiamo bisogno di gente che ci dica come investire i proventi delle royalties. A Dipasquale va tolta la cittadinanza".


Bilancio partecipativo. Una chance, una novità assoluta per la città

Bilancio partecipativo. Una chance, una novità assoluta per la città

Domani, alle 17.30, presso l'Ecostazione di largo San Paolo a Ibla, il sindaco Piccitto, insieme alla Giunta e al Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, presenterà il "Regolamento comunale per il bilancio partecipativo", documento redatto su iniziativa consiliare, che ben presto sarà discusso in Consiglio.

Una novità assoluta per la nostra città, un'occasione importante per Ragusa e i ragusani di partecipare direttamente alla vita amministrativa della città. Parliamo di democrazia diretta, parliamo di un coinvolgimento diretto dei cittadini ai processi decisionali del Comune. Inoltre, come ricordano dall'Amministrazione: "I cittadini che partecipano, acquisiscono competenze non solo sul funzionamento del bilancio comunale, ma anche su come dibattere, deliberare e mobilitare risorse per raggiungere gli obiettivi". Naturalmente il tratto più importante di questo strumento è il fatto che si dà la possibilità a chiunque di scegliere cosa sia più importante per la città, quali interventi debbano essere realizzati, perché necessari, perché percepiti dai cittadini come priorità. In altre parole sarà l'occasione concreta per i ragusani di consigliare ed indirizzare le scelte politiche dell'Amministrazione in materia economico-finanziaria.

Ogni anno saranno 80 le persone scelte, tramite un sorteggio, per rappresentare le istanze, dal basso, della comunità. Una squadra composta da cittadini semplici e da rappresentanti di associazioni, che presenteranno i propri progetti al Comune, che ne studierà la fattibilità e si impegnerà a realizzarli. Come si legge nel comunicato stampa del Comune: "Adesso dipende solo da noi".


La denuncia. Le colonnine delle strisce blu non accettano monete da 10 e da 20 centesimi, perché?

La denuncia. Le colonnine delle strisce blu non accettano monete da 10 e da 20 centesimi, perché?

E' giunta in redazione la segnalazione di un cittadino, il quale avrebbe notato come molte colonnine per i ticket dei parcheggi, istallate nelle strade del centro storico di Ragusa, da qualche tempo non accettano più le monetine da 10 e da 20 centesimi. Questo, naturalmente, diventa un problema per tutti quegli utenti che devo sostare per pochi minuti.

Di certo non pensiamo che questo sia un'escamotage della ditta, che gestisce il servizio, per obbligare gli utenti ad utilizzare solo le monete di taglio più grosso, d'altra parte se il problema sussiste è opportuno che qualcuno intervenga quanto prima.