Le royalties sono solo dei ragusani. Tutti contro Dipasquale

Tutti contro l’emendamento firmato da Dipasquale riguardante le royalties e la legge su Ibla.
Tutti contro Nello Dipasquale, che, ancora una volta, spiazza tutti, con i suoi progetti azzardati, su cui pochi scommetterebbero, che sino ad ora, però, gli hanno dato sempre ragione.
L’iniziativa dell’ex sindaco Dipasquale ha fatto storcere il naso un po’ a tutti e non solo perché ha stravolto la ratio di una legge speciale, la 61/81, che di regionale non ha più nulla se non la sua storia, non solo perché ha deciso, chissà per quale motivo, chissà sotto quali pressioni, di regalare, agli altri comuni della provincia iblea, parte delle nostre royalties, stravolgendo di fatto, anche qui, il senso di una norma, di una regola, di un diritto, che come dice giustamente il sindaco Piccitto non è un’elemosina o un regalo alla città di Ragusa, ma un ristoro, una contropartita che ci spetta di diritto per lo sfruttamento industriale del nostro territorio, ma anche e forse soprattutto per il metodo adottato da Dipasquale, che tutti hanno letto come una vera e propria imposizione dall’alto, quasi un depauperamento delle prerogative di Palazzo dell’Aquila, che ci costerà, secondo le stime più rosee dell’assessore al Bilancio Martorana, circa 11 milioni di euro ogni anno.

Forse, se l’onorevole avesse prima consultato o semplicemente informato o spiegato il perché di questo emendamento ai vari soggetti politici, forse le reazioni sarebbero state altre, ma conosciamo tutti chi è Dipasquale, non è persona che media, è un decisionista, se poi, sibillinamente, aggiunge pure: “Sono tornato!”, era ovvio che non ha voluto trovare il tempo di interfacciarsi con chissà chi. Ha commesso il più grande errore, politico, della sua vita? Staremo a vedere, per ora è riuscito a far infuriare tutti, anche i suoi ex compagni di partito.

“Qual è il senso di togliere una parte delle royalties alla città di Ragusa, destinandole agli altri comuni del Libero consorzio, per permettere di tenere in vita la Legge su Ibla?”. È l’interrogativo che si pone il portavoce del Laboratorio 2.0 di Ragusa, Sonia Migliore, rispetto all’approvazione dell’emendamento in commissione Bilancio. “Perché si vanno a rimpinguare le casse degli altri comuni? Non capiamo davvero il nesso tra l’una e l’altra cosa, anzi una ragione la troviamo, e sa tanto di mossa elettorale”.

Anche il gruppo di Insieme non è tenero nel suo giudizio: “Certamente da ragusani non possiamo rallegrarci che il 30% delle nostre royalties dovranno essere destinate anche agli altri comuni della provincia e che una quota consistente degli stessi dovranno essere utilizzate per finanziare la legge di Ibla.
L’approvazione dell’emendamento in commissione bilancio ha di fatto decretato la FINE del contributo straordinario a valere sulla legge stessa. Non si capisce perché configurando le royalties come  fondi ordinari del bilancio comunale ci si debba sforzarsi di limitarne l’utilizzo per le finalità della stessa legge su Ibla se si vuole riqualificare il patrimonio artistico culturale della nostra città.
Se così deve essere perlomeno preoccupiamoci di fare una pianificazione ragionata secondo i bisogni e le esigenze del nostro centro storico e non secondo le vecchie percentuali di intervento (80% su Ibla e 20% su RAGUSA superiore).
In merito alle royalties petrolifere, in maniera chiara e netta, riteniamo che le stesse appartengono esclusivamente al Comune di Ragusa e solo il Comune di Ragusa può avvantaggiarsene. Bisogna smetterla di fare demagogia sul tema: c’è chi vuole spalmare i proventi a tutti i comuni della provincia e addirittura chi ritiene che non si debba consentire la ricerca di nuovi pozzi petroliferi.
INSIEME senza indugio e senza tentennamenti chiarisce la propria posizione sul tema: RAGUSA non può permettersi di rinunciare a ciò che gli spetta di diritto.
INSIEME si augura un impegno corale della deputazione iblea affinché in seduta d’aula si possa correggere il tiro rispetto a questa scelta scellerata.
Solamente allora al di là delle appartenenze politiche e degli schieramenti daremo merito a chi veramente lavora per la crescita della nostra città senza dimenticare le questioni ancora irrisolte dell’Università e del Corfilac”.

di Rosario Distefano16 Feb 2016 14:02