L’on. Dipasquale detta l’agenda politica a Ragusa? Iacono si dimette e torna a fare politica attiva

Giovanni Iacono, questa mattina, ha comunicato le sue dimissioni da presidente del Consiglio comunale. L’emendamento di Nello Dipasquale su royalties e Legge su Ibla è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Infatti, già in occasione della riorganizzazione del sanità Iblea, l’Ars ha ignorato coscientemente le richieste del territorio, smembrando e impoverendo paurosamente l’intero sistema sanitario ibleo per un mero calcolo politico, a tal punto che, pochi giorni fa, il Movimento Partecipiamo si era espresso così: “La sanità e gli ospedali a Ragusa hanno subito vere e proprie ‘amputazioni’ senza ‘anestesia’”.
Parafrasando il pensiero di Iacono potremmo dire: “L’ingerenza della Regione nella politica di Palazzo dell’Aquila e della città tutta, non è più tollerabile”. Ecco perché l’ormai ex presidente del Consiglio, ha dato le sue dimissioni, in fondo è come se fosse stato esautorato del suo ruolo istituzionale, inoltre, continua Iacono: “Non posso più essere garante dell’intero Consiglio, visto che ben due consiglieri (Mario D’Asta e Mario Chiavola, ndr.) spacciano l’emendamento dell’on. Dipasquale come un risultato che va a sicuro beneficio della Città e poi per che cosa? Per raggranellare qualche voto in giro per la provincia”.

Questi i fatti. Volendo trarre le conseguenze politiche di questo atto eclatante, non possiamo che dilettarci con un po’ di fantapolitica o forse, sarebbe il caso di dire, con qualche speculazione, tutta da dimostrare certo, ma anche da confutare.

Allora: Giovanni Iacono si dimette dalla seconda carica istituzionale del Comune, perché in aperto contrasto con la politica regionale. In fondo quel ruolo a Iacono è stato sempre stretto. Iacono è un politico, è un combattente, caretteristiche queste, che ha dovuto mettere a tacere durante questi anni, dovendo rappresentare l’intero Civico Consesso. Adesso ha finalmente le mani libere per iniziare a fare politica sul campo, così come sa fare. Anche se come presidente del Consiglio non ha demeritato, tutt’altro. Se fossimo un tantino più presuntuosi, potremmo vantarci di averGli suggerito, con il nostro pezzo di ieri “Ragusa e la campagna elettorale. Cosa faranno i tanti comprimari della politica iblea?”, la strada da seguire, ma Iacono non ha alcun bisogno dei nostri suggerimenti.

Queste dimissioni aprono un ventaglio di scenari possibili molto interessanti. Secondo noi, quello più entusiasmante è il seguente. Zaara Federico, la pasionaria del M5S, ormai si è fatta le ossa ricoprendo la carica di vice-presidente del Consiglio, perciò cosa le vieterebbe di aspirare, giustamente, a diventare il successore di Iacono? Proprio nulla e poi, non dimentichiamolo, ha pure i numeri in Aula per diventarlo. Con questa mossa il Movimento 5 Stelle e Partecipiamo darebbero a tutti una gran bella lezione di genere: una donna a ricoprire la seconda carica istituzionale di Palazzo dell’Aquila.
Certo, rimane sempre in sospeso la questione delle quote rosa in Giunta. Manca un assessore donna. E perché noi non dovremmo riesumare quella terza ipotesi sul caso Campo, che ai tempi tanto fece discutere? Era il 19 novembre quando ipotizzammo l’ingresso in Giunta della presidentessa del Movimento Partecipiamo, l’avvocato Marcella Scrofani, persona vicinissima a Iacono, il cui nome fu fatto già in occasione dell’ingresso in Giunta di Partecipiamo. Questo risolverebbe un bel po’ di problemi a Piccitto e come scrivemmo allora, con due assessori in Giunta, l’alleanza tra Partecipiamo e 5 Stelle si consoliderebbe ancora di più.

Staremo a vedere. Ribadiamo, siamo sempre nel mero campo delle ipotesi.

di Rosario Distefano19 Feb 2016 14:02