Stefania, cosa hai fatto?

Ennesimo pasticcio a 5 stelle o no?
La Campo, ormai ex assessore alla Cultura, attaccata da un giornale locale, con un solo articolo, ma pieno zeppo di particolari ed indiscrezioni, decide, nell’arco di una notte, di dimettersi.
L’accusa è quella di abuso d’ufficio. L’assessore avrebbe favorito suo marito.
Ci sono prove? No, solo un articolo giornalistico. Ed allora perché si è dimessa? Per difendere la sua onorabilità, l’onorabilità della sua famiglia, per la prima volta attaccata, come ha ricordato in conferenza stampa. Una cosa, giustamente, definita intollerabile. I giochi politici non dovrebbero mai coinvolgere amici e parenti.
Oggi tutti a complimentarsi con la Campo, tutti ad apprezzarne il gesto, a ricordare ed elogiare la sua integrità umana e professionale. Se non bastasse ciò, c’è pure chi ricorda il rigidissimo regolamento del Movimento dei Cinque stelle, che non ammette, tra le sue fila, condannati o gente indagata. Perfetto! Ma la Campo che c’entra?
Nulla da dire sulla onorabilità di Stefania Campo, ma continua a sfuggirci il motivo delle sue dimissioni.
Fino a prova contraria è innocente, non è indagata né è stata condannata, a suo carico vi è solo un articolo di un giornale, la cui veridicità è tutta da dimostrare. Certo è, che se bastasse solo un articolo per far cadere assessori e sindaci, non solo Ragusa, ma l’Italia tutta sarebbe messa veramente male. Le accuse che giornali e politici hanno rivolto, in questi due anni di governo, al sindaco Piccitto e ai suoi assessori, non si contano più, ma nessuno ha mai pensato di dimettersi, perché un’accusa è un’accusa, la prova di reato è tutt’altra cosa.
Volenti o nolenti in Italia c’è libertà di cronaca, i giornalisti sono liberi, sempre all’interno del rispetto delle leggi, di scrivere quello che vogliono, questo, però, non condiziona o non dovrebbe condizionare la carriera di un politico. Non ci si può dimettere, specie se innocenti, per un solo articolo o per una campagna diffamatoria.
Proprio per questo non hanno neanche tanto senso certe dichiarazioni di alcuni esponenti del Movimento, che giustificano queste dimissioni alla luce di una presunta superiore moralità dei pentastellati. Non si perda di vista un fatto essenziale: ad oggi non c’è un’indagine sulla Campo e a maggior ragione non è stata neanche condannata.
Poteva e doveva fare solo una cosa: difendersi e querelare, per diffamazione, l’autore di quel pezzo giornalistico.
E se la Campo fosse solo una vittima? E se la Campo fosse stata volutamente lasciata sola?
Un fatto incontrovertibile è che il sindaco non ha rifiutato le sue dimissioni, non c’è stata nessuna levata di scudi in sua difesa. Anche in conferenza stampa l’ex assessore è sembrata piuttosto sola.
Fatta eccezione per uno sparuto gruppo di consiglieri e qualche simpatizzante, Stefania quasi scompariva nell’immensità di quel tavolo.

di Rosario Distefano14 Nov 2015 15:11