Una Commissione d’indagine cercherà la verità sui 14 mln di euro “scomparsi” della L. 61./81

La questione è tanto vecchia quanto spinosa. Nel corso degli anni si sono “persi” almeno 14 milioni di euro della Legge 61/81, la cosiddetta Legge su Ibla. Finanziamenti regionali, vincolati, “rubati” ai ragusani.
Dobbiamo dire grazie all’Amministrazione Piccitto, che non ha legami con nessun altro precedente Governo della Città, se il Consiglio ha deciso di affrontare seriamente la questione; se poi questo impegno porterà a dei risultati concreti ossia all’individuazione dei colpevoli, è tutto un altro paio di maniche.
Ieri sera, perciò, all’unanimità, il Consiglio comunale ha deciso di istituire una Commissione d’indagine.
Innanzitutto sarebbe interessante capire se questi soldi siano finiti in qualche conto corrente privato. Stranamente, però, questa eventualità è scartata aprioristicamente da tutti, tutti, invece, sembrano convergere sulla possibilità, che le varie Amministrazioni, che si sono succedute nel tempo, abbiano impegnato questi fondi per sostenere la spesa corrente dell’Ente.
Parlare di distrazioni dei fondi è un peccato estremamente veniale, se messo a paragone con un furto o una serie di furti congeniati ad hoc, senza contare il fatto che una tale eventualità creerebbe non pochi imbarazzi a tutto il mondo della politica ragusana, di oggi e di ieri.
Come dicevamo, ieri sera, il Consiglio comunale ha deciso di approvare l’ordine del giorno presentato dal Carmelo Ialacqua (Movimento Città), avviando così l’iter per l’istituzione di una Commissione d’indagine.
Tutti d’accordo a fare finalmente luce su questa questione tanto grave, tuttavia, anche ieri sera, lo spettacolo offertoci dal civico consesso è stato tanto rumoroso quanto indecoroso.
Una seduta contornata, come sempre, oramai, dallo stridulo starnazzare di certe consigliere, che tanto amano sentire la propria voce, mentre interrompono l’oratore di turno. Ma questo è niente, ormai lo si sa, è così. Ciò che ci ha lasciato basiti, invece, sono stati i toni dello scontro che ha visto protagonisti, da un lato, i consiglieri Lo Destro e Tumino e, dall’altro lato, il consigliere Ialacqua.

Il contendere? Secondo Tumino, Lo Destro e Mirabella (Forza Italia), ma anche di gran parte delle opposizioni, il consigliere Ialacqua, ha voluto presentare un suo ordine del giorno sui fondi della 61/81 solo perché in cerca di visibilità, provando in tal modo a mettere la bandierina su un problema già sollevato, circa 11 mesi fa, proprio da Tumino e Lo Destro, con una richiesta di accesso agli atti sull’ammanco di cassa degli ormai famigerati 14 milioni di euro. Ialacqua, visibilmente infastidito dai toni canzonatori e sempre sopra le righe del consigliere Tumino, ha accusato, a sua volta, i due esponenti di Forza Italia, di menare il can per l’aia ossia di ricercare la verità solo a parole, infatti, a suo modo di vedere, continuare a perseverare su una strategia scelta 11 mesi fa, che ad oggi non ha portato nessun risultato (anche perché gli uffici comunali non gli hanno fornito le carte richieste, ndr.), significa un’unica cosa: non voler scoprire la verità e questo perché i due consiglieri sono troppo invischiati con le amministrazioni passate. Quanto sia vera l’idea di Ialacqua non lo possiamo sapere, di certo rimane il fatto che ad aver sollevato la questione per primi, sono stati proprio Tumino e Lo Destro (quanto sarebbero machiavellici se l’ipotesi di Ialacqua fosse confermata, ndr.), inoltre questa vicenda ripropone ancora una volta un problema estremamente grave: gli uffici comunali non rispettano mai i tempi, stabiliti dalla legge, per consegnare gli incartamenti richiesti dai consiglieri. Sarebbe il caso che qualcuno, d’imperio, mettesse fine a questa triste prassi.

Due fatti sono emersi dalla seduta di ieri. Il primo lo ha denunciato lo stesso Ialacqua, che è andato a spulciare tutti i numeri di “Ragusa Sottosopra” (il giornale edito dal Comune), riguardanti la rendicontazione della Legge su Ibla. Carte alla mano, Ialacqua, si è convinto che il resoconto sui flussi di cassa del suddetto finanziamento, iniziano ad ingarbugliarsi dal 2001 in poi. Se così fosse, la questione sarebbe stata già circoscritta nel tempo e la Commissione d’indagine dovrebbe scovare ed individuare gli autori del misfatto e capire dove sono finiti questi soldi.

L’altro fatto lo ha reso noto l’assessore Stefano Martorana, il quale ha spiegato che la situazione finanziaria della Regione Siciliana sta mettendo a rischio l’erogazione dei 2 milioni e 500 mila euro della 61/81 per il 2015. Se la Regione vorrà onorare gli impegni presi, molto probabilmente dovrà accendere un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti, ciò da un lato garantirebbe l’erogazione del finanziamento, mentre dall’altro lato limiterebbe la capacità del Comune di utilizzare questi soldi, infatti si parlerebbe di fondi vincolati alle sole attività produttiva, in altre parole, il Comune non potrà più utilizzare questi fondi per finanziare le iniziative culturali.

di Rosario Distefano24 Nov 2015 12:11