Il Comune di Ragusa aderisce alla strategia "Rifiuti zero 2020"

Il Comune di Ragusa aderisce alla strategia "Rifiuti zero 2020"
La Giunta Municipale ha approvato, nella seduta di martedì, la delibera di adesione alla strategia internazionale “Rifiuti Zero 2020”. Sedici gli obiettivi fissati dal progetto, tra cui, oltre al deciso aumento dei livelli di raccolta differenziata, già previsto nella nuova gara per la gestione dei rifiuti in città, comprese le iniziative al riciclo ed allo smaltimento dei materiali, figurano una serie di iniziative volte alla corretta gestione del territorio, lo sviluppo dell'efficientamento energetico e la mobilità sostenibile.
“Il nuovo corso impresso su un tema così importante, anche in prospettiva, come quello ambientale – dichiara l'Assessore al ramo, Antonio Zanotto – comprende già tutti gli obiettivi del programma “Rifiuti Zero 2020”, alcuni già concretizzati nei mesi scorsi ed altri in fase di prossima realizzazione. Quindi, l'adesione all'iniziativa è stata la naturale conseguenza di un percorso virtuoso già attivato e che renderà la nostra città un modello in Sicilia rispetto ad un altro argomento dove, purtroppo, scontiamo scelte caratterizzate da arretratezza e scarsa lungimiranza da parte degli organismi istituzionali superiori, con particolare riferimento alla Regione”.
Cosa bolle in pentola nel centro destra ragusano?

Cosa bolle in pentola nel centro destra ragusano?
Oggi, in un bar del centro sono stati avvistati, seduti attorno allo stesso tavolo, Sonia Migliore, Claudio Castilletti, Ciccio Barone e Fabrizio Ilardo. Perché uno dei più attivi esponenti dell’opposizione, Sonia Migliore, insieme al presidente del Laboratorio politico culturale 2.0, Claudio Castilletti, hanno pranzato con l’ex assessore del Comune di Ragusa, Ciccio Barone, su cui si fanno sempre più insistenti le voci di un suo ritorno in politica, e Fabrizio Ilardo, ex coordinatore cittadino del Pdl ed ex assessore al Bilancio? Cosa si siano detti o il motivo dell’incontro, non siamo riusciti a saperlo. Vige il massimo silenzio. Certo è, che questa riunione sa tanto di incontro politico. Che cosa stavano facendo? Cosa sta accadendo nel centro destra ragusano?
Siamo nel mero campo delle ipotesi. Un’idea potrebbe essere che la Migliore e Castilletti stiano corteggiando Barone e Ilardo, due politici navigati, di spessore, che rappresentano un bacino elettorale non indifferente, che, perciò, un domani, potrebbero giovare al Lab. 2.0. Una possibilità, questa, che definirei, però, alquanto remota e non solo perché le voci che circolano su Barone lo vorrebbero proiettato verso altri lidi, ma soprattutto alla luce di uno strano post sibillino, che, lo scorso 9 giugno, Barone ha dato in pasto a Fb. In modo lapidario e conciso, quel post recita così: “Patto per Ragusa”.
Nasce una nuova lista civica? Un nuovo partito? Raggiunto telefonicamente, Barone, sorridendo, ci ha detto che quel post è stato solo un gioco e che lui non ha alcun interesse a rigettarsi nell’agone politico, che sta bene dove sta. Sarà! Forse, però, il fatto che Giorgio Mirabella abbia costituito, insieme a Maurizio Tumino e Giuseppe Lo Destro, il gruppo consiliare di Forza Italia, non è passato proprio in sordina e magari ha risvegliato in Barone qualche appetito. Senza contare il fatto che tra i due, Barone e Mirabella, pare non corra più buon sangue. Ma queste sono solo beghe interne a quello che fu Idee per Ragusa. Un’altra ipotesi, che potremmo fare, è che il Lab. 2.0 stia per confluire, per sciogliersi, in questo “Patto per Ragusa”. Ma Sonia Migliore è disposta a distruggere la sua creatura? E perché? Anche questa sembra un’eventualità molto remota.
E se invece questo post, altro non era che un’anticipazione di questo pranzo? Ossia un accordo tra Barone, Ilardo, la Migliore ed il Laboratorio? Ribadiamo, sono semplici speculazioni politiche, ma se così fosse, questi stanno provando a ridisegnare il volto del centro destra a Ragusa.
Strana la presenza di Ilardo o meglio, in che veste ha partecipato a quel tavolo? Come ex pidiellino? Come futuro esponente del nascente Partito Repubblicano? Ha senso ipotizzare un accordo tra Ilardo e Barone?
Forse ci siamo spinti un po’ troppo oltre e magari i quattro sono vecchi amici ed hanno deciso di trascorrere un paio di orette insieme, ricordando i vecchi tempi. Staremo a vedere.
Festival delle relazioni

Festival delle relazioni
Il Festival delel Relazioni “Le onde e il mare” dedicato al dialogo interreligioso entra nel vivo.
Il 17 giugno alle ore 18,30 presso l'Auditorium “Cartia” della Camera di Commercio si terrà un momento di incontro sul tema: “Integrare: una sfida difficile ma necessaria”.
Al termine dei saluti istituzionali prenderanno la parola il cardinale Francesco Montenegro, Presidente di Caritas italiana, la dottoressa Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale SPRAR, il prefetto Mario Morcone, capo dipartimento del Ministero dell’Interno, il dottor Carmelo Arezzo, segretario generale Camera di Commercio di Ragusa.
Nel corso dell'incontro si proclameranno i vincitori dei due concorsi indetti nelle scuole della Provincia.
Il primo appuntamento musicale della rassegna diretta da Giovanni Caccamo, vede protagonista nella solennità della Cattedrale di San Giovanni Battista Roberto Cacciapaglia che presenta il concerto per piano solo “Cammino stellare”. Reduce dalla sonorizzazione dell'albero della vita ad EXPO 2015, il maestro Cacciapaglia presenta un distillato dal suo raffinato repertorio.
Il 18 giugno, alle ore 17, Palazzo Garofalo aprirà alla Mostra di Franco Cilia e Giampiero Carta sul tema “Le onde e il mare”. Verranno esposte le opere meritevoli del concorso ArtWork ed i doni al Festival delle Relazioni degli artisti Gaetano Angiletti, Giovanni Campo, Alessandro Cataudella, Franco Cilia, Ivo D’Orazio, Mariella Guastella, Marta Morales.
Alle 18,30, presso l'auditorium “Cartia” due grandi figure del pensiero contemporaneo, i teologi Vito Mancuso e Giovanni Salonia, discuteranno sul tema “Dio è uno?” - I figli sono diversi, i fratelli sono uguali”
Alle 21, in piazza San Giovanni, Ragusa abbraccia il suo nuovo talento, Giovanni Caccamo che con “Satelliti nell'aria” dedica al Festival una tappa del suo fortunato tour “Qui per te”. La straordinaria presenza del Coro “Mariele Ventre” di Ragusa arricchisce la serata. Il concerto si avvale delle scenografie con proiezioni video a cura di Giampiero Carta con Qoeletpro Optical video system
Islam, ebraismo e cristianesimo saranno a confronto il 19 giugno alle 18,30, sempre all'auditorium “Cartia”. Il biblista Nisis Candido, il teologo Nello Dell'Agli e il Khalyfa (Vicario generale) della Confraternita Sufi Jerrahi-Halveti in Italia Mohsen Mouelhi discuteranno insieme sul tema “Verso la vetta”: la ricchezza delle tradizioni sapienziali per costruire il futuro”.
L'appuntamento musicale delle ore 21, nella Cattedrale di San Giovanni Battista, regala un'anteprima nazionale. Protagonisti Juri Camisasca e Rosario Di Bella che presenteranno “Spirituality”, un itinerario sonoro tra composizioni classiche, canzoni e brani appartenenti alla cultura religiosa del mondo. Anche questo concerto sarà impreziosito dalle scenografie con proiezioni video a cura di Giampiero Carta con Qoeletpro Optical video system.
Il 20 giugno, infine, il Festival ospita la tradizionale “Giornata del rifugiato” promossa dala rete Sprar. Dalle ore 19 piazza San Giovanni sarà animata da testimonianze, poesie e musica. Il vescovo Paolo Urso farà dono della Bibbia e del Corano agli ospiti dei progetti SPRAR. “Oltre il confine” il tema dei concerto che chiuderanno il Festival. Si alterneranno sul palco l’Orchestra del Liceo Scientifico “Enrico Fermi”, gli artisti della scuola “Spazio Musica” di Maurizio Morello. Le ultime note saranno affidate al maestro Peppe Arezzo con il tenore Lorenzo Licitra. Le scenografie con proiezioni video sono a cura di Giampiero Carta con Qoeletpro Optical video system
L'ingresso a tutte le manifestazioni è gratuito.
Vittoria. Ancora una donna maltrattata. Interviene la Polizia

Vittoria. Ancora una donna maltrattata. Interviene la Polizia
Un’altra donna maltrattata che si ribella. E’ quasi con meraviglia che al Commissariato di Polizia di Vittoria si è raccolta l’ennesima denuncia di una giovanissima donna che vuole ribellarsi ad anni di vessazioni e maltrattamenti.
La meraviglia è per un motivo preciso, anche questa volta, come tre settimane fa, la donna è “quella di un pregiudicato!”
Al mattino si presentava presso gli Uffici del Commissariato una ragazza di 20 anni, compagna e convivente di un seppur giovane, ma noto pluripregiudicato e sorvegliato speciale di Pubblica Sicurezza di 24 anni, vittoriese.
La donna si affidava ad un ispettore di Polizia donna e si determinava a sporgere querela nei confronti del compagno per lesioni, minacce e maltrattamenti in famiglia.
La vittima riferiva in particolare che i maltrattamenti da parte del proprio convivente erano iniziati circa sei anni fa, nel 2009, quando, in stato di gravidanza, era stata picchiata diverse volte e solo in due occasioni aveva avuto il coraggio di recarsi presso l’ospedale per affidarsi alle cure dei sanitari, senza mai specificare la causa delle lesioni che riportava.
Dal racconto sono emerse con cadenza quasi giornaliera le aggressioni del compagno, sempre avvenute alla costante presenza delle tre figlie, tutte minori, di 5, 3 e un anno e mezzo, che traumatizzate dalla violenza del padre sulla madre, urlano e si nascondono in camera loro, finché il padre non si calma.
La giovane donna dichiarava in denuncia un accadimento particolare avvenuto circa quindici giorni fa, allorquando, mentre sedevano a tavola, poiché la più piccola delle figlie stava piangendo e battendo il biberon sul tavolo, l’uomo non tollerando il rumore, adirato diceva alla donna di farla smettere; la mamma faceva scendere dalla sedia la bambina, mentre il compagno, con un gesto repentino le lanciava sul viso il coltello da cucina, colpendola nella guancia destra e causandole una ferita da taglio con conseguente fuoriuscita copiosa di sangue. La ferita da taglio che si estende per circa 5 centimetri, è tutt’oggi visibile, in fase di cicatrizzazione, così come evidenziato da personale medico del locale Pronto Soccorso, sempre molto attento nel trattare casi del genere, dove la donna è stata accompagnata dalla Polizia.
La giovane donna, impaurita da possibili ulteriori reazioni ancora più violente del compagno, neanche in quell’occasione decideva di denunciare alle competenti sedi l’accaduto.
Anzi, proprio per paura delle continue manifestazioni violente del compagno, decideva da quel momento di tenere un atteggiamento remissivo, fingendo che tutto ciò che le dicesse o facesse fosse giusto. La scelta di tenere il predetto atteggiamento in effetti le aveva evitato da quel giorno di subire altre aggressioni.
Tuttavia, terrorizzata che anche un minimo suo banale errore potesse scatenare istinti violenti, ieri mattino, approfittando dell’assenza dell’uomo, abbandonava, portando con sé le figlie, la casa in cui convivevano, trovando una temporanea collocazione presso l’abitazione di un parente.
In qualità di persone informate sui fatti sono state sentite delle testimoni, le quali nel corso degli anni avevano in più occasioni notato segni evidenti delle aggressioni, sulla giovane vittima, ultimo in ordine di tempo, la ferita da taglio alla guancia destra.
Il violento è stato tratto in arresto per violazione delle prescrizioni della misura di prevenzione di Pubblica sicurezza.
Un’informativa di reato è già stata consegnata al s. Procuratore della Repubblica dr. Marco Rota che sta coordinando le indagini sin dalle fasi iniziali. L’uomo è stato denunciato per il reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.
Dopo le formalità di rito, così come disposto da codesta A.G., è stato tradotto ed associato presso la Casa Circondariale di Ragusa.
Ragusa. La scuola materna di via Carducci cade a pezzi, le mamme sono sul piede di guerra

Ragusa. La scuola materna di via Carducci cade a pezzi, le mamme sono sul piede di guerra
Poteva essere una tragedia o come si dice in questi casi: si è sfiorata la tragedia. Circa due mesi fa, un bidello, giunto sul suo posto di lavoro (la scuola materna in via Carducci a Ragusa), scopre che durate la notte appena trascorsa, parte del rivestimento della facciata della scuola, composta da mattoni rossi, si era staccato cadendo sul cortiletto interno della stessa, proprio davanti l’ingresso. Per fortuna il tutto era avvenuto durante la notte e non alle otto e trenta o all’una e mezza, quando bambini, genitori ed il personale scolastico, entrano ed escono dall’istituto.
Immediatamente fu avvisata la Polizia Municipale, quindi il Comune, e i Vigili del Fuoco, i quali naturalmente non potettero che constatare lo stato di abbandono in cui versa l’edificio. In via del tutto provvisoria furono montate delle impalcature a circondare l’edificio, così a protezione delle persone. Una provvisorietà, però, che dura da mesi, nonostante le continue sollecitazione della dirigente dell’Istituto comprensivo Francesco Crispi, affinché, magari con un’opera di somma urgenza, l’edificio venisse messo in sicurezza. Di conseguenza anche il giardinetto interno, dove erano soliti giocare i bimbi durante la bella stagione, adesso è chiuso per il timore di ulteriori crolli. Ma cosa ben più grave, come ci conferma un tecnico, è che, ad essere interessata, è la struttura stessa dell’edificio. Sono evidenti, infatti, i segni del tempo su pilastri ed architravi, dove è del tutto saltato il cemento che sta a protezione dell’armatura di ferro, la quale, esposta alle intemperie, adesso è del tutto arrugginita e perciò ha perso le sue caratteristiche originarie ossia l’edificio, o parte di esso, non è più antisismico?
Ma non è finita qui. Ad inizio di questo mese, una nonna, mentre accompagnava la nipotina a scuola, è caduta in terra inciampando su una delle tante sporgenze del terreno, causate dalle radici degli alberi del cortile. Per fortuna ha deciso di non denunciare la scuola.
Le mamme sono esasperate e non voglio più mandare i loro figli in quella scuola, esigono, giustamente, delle risposte, ma ad oggi nessuno le ha convocate o ha deciso (per quanto ci risulta, ndr.) di avviare l’iter per la messa in sicurezza dello stabile.
Rientrato l'allarme bomba, ma le indagini continuano

Rientrato l'allarme bomba, ma le indagini continuano
Si era temuto il peggio. Questa mattina alle 11, con una telefonata, un anonimo denunciava la presenza di un ordino a Palazzo di Giustizia. Subito i Carabinieri in servizio al tribunale hanno fatto sgomberare l'edificio, mentre i militari hanno cominciato ad ispezionare lo stabile, nel frattempo veniva allertato il corpo degli artificieri, con i cani anti-esplosivo da Catania.
I controlli, fortunatamente, hanno dato esito negativo e quindi è presumibile ritenere che la segnalazione è stata fatta da un mitomane. Tuttavia sono in corso indagini condotte dagli uomini dell’Arma sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore di turno dott.ssa Monica Monego per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.
Allarme bomba al Tribunale di Ragusa

Allarme bomba al Tribunale di Ragusa
Verso le 11 di oggi, con una telefona alla redazione di una testata giornalistica qualcuno ha avvertito della presenza di un ordigno dinamitardo al Palazzo di Giustizia. Premettiamo che non sappiamo se il pericolo è reale oppure è tutto frutto di uno scherzo.
L'edificio è stato evacuato ed ispezionato con i cani antiesplisivo ed in questi minuti sono arrivati gli artificieri.
Pare che siano state ben tre le telefonate di avvertimento, non solo alla redazione giornalistica ma anche allo stesso tribunale.
25 aprile. La Festa delle Resistenze a Ibla. Una serata in onore dell'antifascismo, dei migranti e delle comunità curda ed afghana presenti a Ragusa

25 aprile. La Festa delle Resistenze a Ibla. Una serata in onore dell'antifascismo, dei migranti e delle comunità curda ed afghana presenti a Ragusa
In occasione del 70° anniversario della liberazione dell'Italia dalla dittatura nazi-fascista, il Partito comunista dei Lavoratori ha organizzato, a Ragusa Ibla in Piazza Chiaramonte a partire dalle 20, La Festa delle Resistenze. Una festa, una giornata di riflessione per non dimenticare e ricordare lo sforzo eroico di tutte quelle donne e di tutti quegli uomini che liberarono l'Italia, ma quest'anno la commemorazione del 25 aprile è anche qualcosa d'altro, infatti sarà dedicata a tutti coloro che oggi attuano forme di Resistenza sul nostro territorio, a chi combatte le forze fasciste dell'Isis, a chi fugge dalla guerra e arriva sulle nostre coste. Ecco perché gli ospiti d'onore della manifestazione saranno la comunità Curda e la comunità Afghana presente a Ragusa, inoltre saranno presenti i ragazzi del Centro Immigrati di Ragusa Ibla giunti nella nostra città da qualche giorno con uno degli ultimi sbarchi.
«Per noi la Resistenza continua - dichiarano dal Partito Comunista dei Lavoratori - Quest'anno dedichiamo la Festa delle Resistenze agli ultimi morti nel Canale di Sicilia. Non dimentichiamo i morti Partigiani durante la Resistenza uccisi da nazisti e fascisti. Non dimentichiamo i morti sul canale di Sicilia uccisi dalla follia del sistema capitalista».
ADERISCONO ALL’INIZIATIVA:
Comitato Randello Libera -
Unione Sindacale di Base Ragusa
Comitato 281-91 Doveri Umani / Diritti Animali
Comitato No Muos Ragusa
"Alternativa" associazione -
Gruppo Anarchico Ragusa
L'Altra Europa Ragusa
Comitato No Triv Scicli
ANPPIA Ragusa (Associazione nazionale Perseguitati Politici Antifascisti)
La manifestazione si terrà in Piazza Chiaramonte a Ragusa Ibla a partire dalle 20:00. Seguiranno interventi e aperitivo sociale.
Riforma delle province: il perno della rivoluzione crocettiana solo un flop

Riforma delle province: il perno della rivoluzione crocettiana solo un flop
Nessuna analisi politica, nessuna ammissione di colpa, niente di tutto questo. Per il presidente Crocetta la riforma delle Province è stata bloccata solo da qualche politico sordo al sentire del popolo siciliano, che voleva cancellare un Ente inutile. “Quanto è accaduto - dichiara Crocetta - riguardo al ddl sulle Province, è semplicemente allucinante. Spero che qualche accanito critico, prenda atto dello iato profondo che c'è tra la richiesta che viene dalla società, rappresentata dalla proposta fatta dal governo, e una parte del Parlamento che non vuole cambiare nulla, per impedire che ci sia quel processo di sviluppo e crescita che la Sicilia merita. Di fatto si lascia nel limbo la sorte di enti e incrementa le preoccupazioni dei dipendenti delle province che non riescono a comprendere quale sarà il loro futuro. La Regione non può essere l'ultima trincea della conservazione, le province sono state abolite in tutta Italia e lo Statuto speciale deve servire ad accelerare le riforme, non a rallentarle. Spero che per qualcuno, anche questa volta, non sia occasione per attribuire al governo della Regione responsabilità che non ha, rispetto al voto parlamentare".
Crocetta sembra ignorare la presenza di quei franchi tiratori e di una maggioranza sempre più in crisi, volendo usare un eufemismo, sempre più distante da lui e dalle sue scelte politiche. Il Partito democratico vinto dai suoi mille appetiti intestini, non è da tempo al suo fianco o forse non lo è mai stato, ma di questo Crocetta non se ne era mai fatto un cruccio: peccato. Forse è giunto il momento. Il presidente, oggi, è un uomo solo. La Riforma delle Province, a torto o a ragione, poteva essere il suo fiore all'occhiello, il risultato da sbandierare come il frutto più maturo e savio della "rivoluzione crocettiana". Così non è stato ed oggi ci troviamo a raccontare l'ennesimo scivolone, che qualcuno non esita a definire una figuraccia, se non addirittura la fine della sua esperienza politica come presidente della Regione Siciliana.
Crocette non vede, non sente, pare non capire e così va all'attacco. M a di chi? "E' una pagina brutta della storia di un Parlamento che negli ultimi due anni ha mostrato coraggio nel cambiamento e che, in questo caso, vuole mantenere enti intrisi di sprechi. Concordo con il segretario Raciti, occorre subito un vertice di maggioranza". Prova a correre ai ripari e perciò convoca tutti i capigruppo della maggioranza, nella speranza di... Non è chiaro; ciò che è chiaro è che le Province sono tutte lì, che l'intera Sicilia è e continuerà ad essere governata dai Commissari e che, a causa del frutto più maturo della "rivoluzione crocettiana", oggi i siciliani continuano a pagare inutilmente i tantissimi dipendenti provinciali, che nulla fanno, perché nulla possono fare. In fondo le province non esistono più.
Province? Tutto da rifare. Crocetta finito? Forse. Domani la proroga dei commissari

Province? Tutto da rifare. Crocetta finito? Forse. Domani la proroga dei commissari
Tutto da rifare. La riforma delle Province regionali viene bloccata con 36 voti in favore dell'emendamento dei 5 Stelle, che andava contro il primo articolo della Riforma difeso solo da 22 (sui 29 iscritti a votare) della maggioranza, quindi sono almeno 5 i franchi tiratori. La discussione non si è protratta come si poteva immaginare, ad esser stato bocciato, infatti, è stato il primo articolo della riforma, in tal modo è tutto l'impianto della Riforma ad esser stato messo in discussione, in questo modo è la maggioranza stessa di Crocetta che si sgretola, forse per l'ultima volta. Adesso, come ricorda il presidente Ardizzone, bisognerebbe approvare la proroga dei Commissari, il cui incarico è scaduto oggi.
Il fatto politico importante sono proprio quei 5 franchi tiratori. Il Pd sta voltando le spalle al presidente Crocetta? Per il segretario regionale dei democratici Raciti: "Occorre aprire sin da subito una seria riflessione". L'onorevole Ferrandelli (Pd) ha già pronta la lettera di dimissioni e chiama in causa il suo segretario, "Bisogna fare chiarezza all'interno del PD. Per me - dichiara Ferrandelli - l'esperienza Crocetta è chiusa".
“Il ddl a firma Rosario Crocetta sulla riforma delle Province cade al primo articolo, che rappresentava i principi cardine dell’intera legge, affossato dall’Aula di Palazzo dei Normanni. La maggioranza PD e l’esecutivo, che hanno tentato di fare passare una legge che null’altro è se non il frutto di un pasticcio, nonostante gli inviti dell’opposizione a dare priorità al Bilancio regionale, sono stati puniti”, così l’on. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars.


