Riforma delle province: il perno della rivoluzione crocettiana solo un flop

Nessuna analisi politica, nessuna ammissione di colpa, niente di tutto questo. Per il presidente Crocetta la riforma delle Province è stata bloccata solo da qualche politico sordo al sentire del popolo siciliano, che voleva cancellare un Ente inutile. “Quanto è accaduto – dichiara Crocetta – riguardo al ddl sulle Province, è semplicemente allucinante. Spero che qualche accanito critico, prenda atto dello iato profondo che c’è tra la richiesta che viene dalla società, rappresentata dalla proposta fatta dal governo, e una parte del Parlamento che non vuole cambiare nulla, per impedire che ci sia quel processo di sviluppo e crescita che la Sicilia merita. Di fatto si lascia nel limbo la sorte di enti e incrementa le preoccupazioni dei dipendenti delle province che non riescono a comprendere quale sarà il loro futuro. La Regione non può essere l’ultima trincea della conservazione, le province sono state abolite in tutta Italia e lo Statuto speciale deve servire ad accelerare le riforme, non a rallentarle. Spero che per qualcuno, anche questa volta, non sia occasione per attribuire al governo della Regione responsabilità che non ha, rispetto al voto parlamentare”.

Crocetta sembra ignorare la presenza di quei franchi tiratori e di una maggioranza sempre più in crisi, volendo usare un eufemismo, sempre più distante da lui e dalle sue scelte politiche. Il Partito democratico vinto dai suoi mille appetiti intestini, non è da tempo al suo fianco o forse non lo è mai stato, ma di questo Crocetta non se ne era mai fatto un cruccio: peccato. Forse è giunto il momento. Il presidente, oggi, è un uomo solo. La Riforma delle Province, a torto o a ragione, poteva essere il suo fiore all’occhiello, il risultato da sbandierare come il frutto più maturo e savio della “rivoluzione crocettiana”. Così non è stato ed oggi ci troviamo a raccontare l’ennesimo scivolone, che qualcuno non esita a definire una figuraccia, se non addirittura la fine della sua esperienza politica come presidente della Regione Siciliana.

Crocette non vede, non sente, pare non capire e così va all’attacco. M a di chi? “E’ una pagina brutta della storia di un Parlamento che negli ultimi due anni ha mostrato coraggio nel cambiamento e che, in questo caso, vuole mantenere enti intrisi di sprechi. Concordo con il segretario Raciti, occorre subito un vertice di maggioranza”. Prova a correre ai ripari e perciò convoca tutti i capigruppo della maggioranza, nella speranza di… Non è chiaro; ciò che è chiaro è che le Province sono tutte lì, che l’intera Sicilia è e continuerà ad essere governata dai Commissari e che, a causa del frutto più maturo della “rivoluzione crocettiana”, oggi i siciliani continuano a pagare inutilmente i tantissimi dipendenti provinciali, che nulla fanno, perché nulla possono fare. In fondo le province non  esistono più.

di Rosario Distefano08 Apr 2015 20:04