La denuncia. A Ragusa è domenica e nessuno deve disturbare la signora degli autobus

Un cittadino, qualche giorno fa, ha contattato la nostra redazione ed esasperato ci ha raccontato la sua disavventura con una famosa ditta di trasporti locali.
Domenica scorsa, questo nostro lettore, decide di scendere a Marina di Ragusa, ma non con la sua macchina e perciò contatta la ditta in questione. Va sul sito internet della società, lì trova un numero di cellulare e lo chiama per avere tutte le informazioni del caso, orari e costi del biglietto. Con sua enorme sorpresa gli risponde una signora, inviperita, infastidita perché è domenica e quindi non vuol essere disturbata e così lo liquida. Incredulo ricompone il numero di telefono. Risponde la stessa signora, riconosce la voce ne riconosce il tono, ma a questo punto lei si finge un’altra persona, quella è una casa privata, gli viene detto, e gli viene staccato il telefono in faccia. La storia finisce così.

Tutto ciò ha dell’inaudito. E’ inammissibile che chicchessia, turista o cittadino, venga trattato in questo modo. Innanzitutto l’educazione. E’ impensabile, inoltre, che in una terra che vorrebbe vivere di turismo capitino queste cose. Non possiamo dare un’immagine del nostro territorio tanto bieca e provinciale; chi non è all’altezza, verrebbe da dire, si faccia da parte. Detto ciò non possiamo esimerci dal fare un altro ragionamento: Marina di Ragusa non è una città a parte, non è un altro Comune, non è una frazione, ma è un quartiere della nostra città ed in quanto tale dovrebbe beneficiare di tutta una serie di servizi, come quelli del trasporto appunto. Non entriamo nel merito della questione ossia il perché Marina di Ragusa non è servita dagli autobus urbani, cosa che ci obbliga ad utilizzare una ditta privata, che svolge un servizio pubblico. Ricordiamolo. Il dubbio che ci sorge a questo punto è un altro: questa ditta prende finanziamenti pubblici? Gode di una qualche convenzione, per esempio, con il Comune o con la Regione? Perché se così fosse la situazione si fa ancora più grave.
Oltre al danno di immagine si configurerebbe, infatti, pure un qualche reato. E’ vero, un’impresa privata fa quello che vuole. Se questa stessa ditta privata, però, per un motivo o per un altro, ha siglato un accordo con un Ente pubblico al fine di garantire un servizio, per il quale possibilmente viene pure pagata, allora la faccenda cambia e non di poco, quella ditta ha l’obbligo perentorio di espletare nel miglior modo possibile il servizio, anche di domenica. Ora, ma è solo un’ipotesi, facciamo il caso che la ditta in questione sia soggetta ad una convenzione, chi controlla che i termini di questo accordo (contratto) siano rispettati? E se la ditta risultasse inadempiente, cosa bisognerebbe fare?

di Rosario Distefano16 Set 2015 20:09