Chiude lo Spaccio Alimentare. Ragusa si spopola e la colpa è solo dei ragusani

Chiude lo Spaccio Alimentare a Ragusa. L’hard discount di viale Sicilia. Tutti preoccupati, tutti allarmati per la “galoppante desertificazione” del centro storico. Vero, lo spopolamento del centro di Ragusa è un fatto innegabile. I negozi si spostano in periferia o nei centri commerciali, con un unico grande risultato: il centro di Ragusa si sta tramutando in un quartiere dormitorio, spesso caratterizzato da immobili fatiscenti, costituiti da piccoli appartamenti, mal riscaldati e non rifiniti. Casette che i proprietari non ristrutturano, ma preferiscono locarle a poco prezzo a chicchessia, contribuendo, direttamente o indirettamente, a quel famigerato degrado di cui tutti parlano.
L’Amministrazione potrebbe fare qualcosa? Forse. Certo la politica può mettere in campo risorse ed idee per contrastare questo fenomeno, ma ciò non basta. Se il centro storico è in questo stato, va detto, è anche e forse soprattutto colpa dei proprietari dei vari immobili, che forse son convinti di vivere a Roma o a Milano. Basterebbe guardare i canoni di locazione per giustificare le scelte dei tanti commercianti che hanno deciso di andare altrove.
Lo Spaccio Alimentare, ad esempio, si è trasferito a Modica, perché qui il canone mensile di locazione era divenuto insostenibile. Un altro esempio? Via Roma, quella che un tempo fu il salotto buono della città. E’ vero, sempre più gente, oggi, decide di farsi una passeggiata in via Roma e di ciò dobbiamo ringraziare la passata amministrazione, che decise di pedonalizzarla e di rifarne la pavimentazione, l’arredo. Ciò che non può esser taciuto, però, è lo spettacolo indecoroso di quella via, dove per ogni negozio che riesce ancora a rimanere aperto, ve ne sono tre o quattro che da tempo hanno chiuso battenti. Lo spettacolo diviene ancora più deprimente se ci spostiamo nelle vie limitrofe, come corso Vittorio Veneto, via Mario Leggio o il Corso Italia.
A questo punto se Ragusa vuole salvare il suo centro storico sarebbe opportuno che ognuno facesse la sua parte, in primis i privati.

di Rosario Distefano16 Ott 2015 16:10