“Il teatrino dei burattini e dei burattinati dei nostri amici pentastellati”

Che non correva e non corre buon sangue tra i due meet up ragusani, è cosa ben nota. Gli uni piegati alla realpolitik – almeno così si dice – gli altri duri e puri. La cosa strana è che i due gruppi si definiscono, senza alcuna paura, portatori degli ideali targati Beppe Grillo. Nessun dissenso col Capo, nessun dissenso con i suoi delfini più fidati – Di Battista e Di Maio in testa -, fatto sta, che i due gruppi ragusani, sono in “guerra” e, ben presto, la bomba esploderà e, come ci dicono i ben informati, farà molto clamore.

Quelli di RagusAttiva 5 Stelle, i fuoriusciti, i “duri e puri”, insomma i “massimalisti”, non perdono occasione per criticare le scelte dell’Amministrazione e del sindaco Piccitto, ciò era vero ieri, come lo è oggi, il fatto è che da qualche tempo a questa parte, la critica si è fatta, volendo esser gentili, più incalzante, a tratti violenta.

Gli altri, quelli ufficiali, quelli legati a doppia mandata all’Amministrazione, quelli che con l’Amministrazione non sono mai in dissenso, insomma gli appartenenti al meet up “vero” e originario, scalpitano, vorrebbero dirgliene quattro (ne siamo certi, ndr.), non vedono l’ora di chiudere la partita, una volta per tutte, con questi “traditori” che remano contro, ma per ora tacciono. Forse, qualcuno da Palermo o da Roma ha messo un out out, quanto meno per ora. Ragusa è e deve essere un laboratorio, il fiore all’occhiello del Movimento, una vetrina per tutti, un risultato da poter sbandierare orgogliosamente in giro per l’Italia; risultato che non può essere inficiato da piccole e fastidiose scaramucce di provincia. Quindi per ora, gli “organici” all’Amministrazione, subiscono e basta, incassano. Certo, i malumori ci sono e non sono lievi.

“Non bastavano le opposizioni sempre pronte a sparare a zero su sindaco e Giunta, adesso gli fanno il verso pure questi, che non sanno o non voglio capire”. “Sono bravi solo a costruire critiche strumentali, buone a gettar discredito sul lavoro dell’Amministrazione”. Sono questi, in sintesi, i pensieri degli “organici”.
Emblematiche sono le querelle, di questi giorni, sulle trivellazioni e sul bilancio. Trivellazioni. Un atto dovuto, un obbligo a cui Piccitto non poteva sottrarsi, ma doveva solo ratificare, visto gli accordi precedentemente presi dalle passate amministrazioni. Questa l’idea, per altro non proprio peregrina, degli “organici”. Un tradimento vero e proprio della rivoluzione verde tanto decantata dal Movimento, è l’idea degli appartenenti a RagusAttiva 5 Stelle. Bilancio. Uno strumento raffazzonato, che sta dissanguando i cittadini, frutto esclusivamente di logiche spartitorie. Questo per i fuoriusciti dal Movimento. Un atto dovuto, vista la riforma degli enti locali, è l’idea degli organici.

Agli esponenti del meet up ufficiale questa guerra dei nervi non va proprio giù e perciò non lesinano stoccate, anche molto pesanti. A dir loro, gli esponenti di RagusAttiva 5 Stelle non sarebbero neanche in grado di formulare una critica sensata, se non fossero diretti, manovrati, guidati da una mente occulta e per nulla sprovveduta. Ma chi può essere questa eminenza grigia contro cui tutti puntano il dito? Naturalmente Claudio Conti. L’ex assessore all’Ambiente, defenestrato perché “lento” (così come lo definì il sindaco in conferenza stampa, ndr.) ed oggi entrato addirittura nelle grazie delle opposizioni, che quasi lo rimpiangono. Conti, inviperito e risentito, pare, abbia deciso di consumare lentamente la sua vendetta e così da tempo tesse la sua tela, creando non pochi mal di pancia agli attivisti “organici”. Nel mirino di quest’ultimi, però, non c’è solo lui, qualcuno ancora parla e ricorda amaramente Biagio Battaglia, l’ex anarchico, l’animalista, legato all’Aida, primo grande errore, così è definito, di Piccitto, che prima lo inserì nel suo Gabinetto e dopo poco lo cacciò malamente. Il perché di questi due licenziamenti, non è del tutto chiaro, le malelingue, ma sono indiscrezioni, parlando di una certa mancanza di trasparenza nell’operato dei due. Parliamo di clientelismi e di favoritismi, sarà vero? Sono voci, che nessuno, ad oggi e forse mai, confermerà o potrà farlo. Insomma i duri e puri, quelli di RagusAttiva 5 Stelle, sarebbero dei burattini manovrati dalla longa manus di un ex assessore inviperito e dal passato poco cristallino, gli altri, quelli del meet up ufficiale, gli “originari”, sarebbero “vittime” della burocrazia, ostaggio dei dirigenti comunali, impossibilitati a realizzare le loro idee, perché la politica di palazzo è diversa dai comizi.

Una cosa tutta interna al Movimento, piuttosto divertente e alquanto delicata, a meno così sembra, è l’utilizzo del logo del Movimento, che quelli di RagusAttiva a 5 Stelle, userebbero impropriamente e a sproposito. Pare, infatti, che il logo del Movimento possa essere utilizzato solo dai portavoce ossia da chi è stato eletto e non da un gruppo non ufficiale, non autorizzato, in guerra o meglio sistematicamente in dissenso con l’Amministrazione pentastellata. Ed allora? Allora un partito serio avrebbe già fatto causa, ma i Cinquestelle hanno altro a cui pensare, Ragusa è la vetrina, come dicevamo, e quindi Palermo e Roma lasciano i nostri pentastellati a friggere nelle loro dispute di cortile, nella speranza che l’Italia non se ne accorga.

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di Rosario Distefano02 Ott 2015 21:10