L’anno che verrà.

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Non è una frase della famosa canzone di Lucio Dalla ma è un chiaro riferimento ad un appuntamento al quale non si può mancare per lo sviluppo e la crescita del nostro paese Italia e giù giù fino alla nostra provincia. 
Dopo il Covid, dal quale fatichiamo però ad uscirne, c’è una grande opportunità offerta dagli enormi fondi messi a disposizione dall’Europa. Ma non sarà così facile arrivare ad ottenere questi benefici perchè occorre progettazione e preparazione e non tutti, al momento, sono in grado di proporsi per questi aiuti. 
Il sindaco Cassì,  non per mettere le mani avanti, (che anzi la nostra città in barba a tutte le classifiche più o meno farlocche, ha una buona organizzazione tecnica e quindi come ha dimostrato ampiamente riesce ad attingere a tutti i finanziamenti che gli passano davanti) fa capire che non è una sfida molto complicata da affrontare insieme.  C’è la necessità di migliorare le strutture pensanti e progettuali se si vuole ottenere dei finanziamenti  nei tempi brevissimi che il PNRR concede.
E per farlo sapere a tutti ha scritto una lettera aperta. Quasi come uno scolaretto che promette di impegnarsi negli studi ed essere più buoni.  Non sappiamo se sia stata scelta il metodo comunicativo migliore. Forse avrei preferito fare il punto della situazione attuale in un incontro con le forze sociali e politiche. Comunque ecco che la riportiamo:
Il PNRR è un programma di portata inedita, che per l’Italia rappresenta una
opportunità imperdibile di sviluppo legato anche alla realizzazione di riforme: gli
ingenti finanziamenti sono infatti vincolati alla approvazione di riforme strutturali
attese da decenni, per rimuovere ostacoli che hanno determinato i ritardi conclamati
del sistema Italia rispetto al resto d’Europa.
Proprio per questo, per colmare questo gap, l’Italia è la prima beneficiaria, in valore
assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e
Resilienza (RRF, della durata di sei anni) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa
per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU, a breve termine per sostenere il
rilancio). Il solo RRF garantisce all’Italia risorse per 191,5 miliardi di euro, da
impiegare nel periodo 2021-2026, che il Governo integrerà con un fondo
complementare nazionale da ulteriori 30,6 miliardi, per un totale di 222,1 miliardi di euro.
Per beneficiarne, il dispositivo RRF richiede agli Stati di presentare un pacchetto di
investimenti e riforme: ecco quindi il famoso PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza con cui l’Italia intende attuare le riforme richieste ed utilizzare le risorse
anzidette. Questo Piano si articola in sei Missioni: Transizione digitale, cultura e turismo (che
assorbirà il 21% delle risorse); Transizione ecologica (31%); Infrastrutture per la
mobilità sostenibile (13%); Istruzione e ricerca (16%); Inclusione e coesione (11%);
Salute (8%). Il 40% dei fondi del Piano sono destinate al Mezzogiorno, sulla base di regole e
principi europei (non sempre applicati), che prevedono maggiori risorse per ridurre
le diseguaglianze che patiscono i territori più marginali e distanti dai centri di
potere, e che soffrono un gap anche infrastrutturale che noi siciliani, e ragusani in
particolare, ben conosciamo. Il Governo ha predisposto uno schema di governance del PNRR che prevede una
struttura di coordinamento centrale nel Ministero dell’Economia. All’attuazione dei
singoli interventi provvedono lo stesso Governo, le Regioni e gli Enti locali: i
Comuni dovranno gestire come soggetti attuatori circa 28 miliardi (escluse le 14 città
metropolitane che avranno fondi a parte). Il Governo ha garantito un supporto ai
Comuni con 1.000 esperti aventi il compito di spiegare le procedure e i meccanismi;
ed ha previsto la assunzione rapida di personale a tempo determinato per rafforzare
la capacità progettuale ed operativa dei Comuni: è chiaro che senza adeguate risorse
umane ed organizzative il rischio di perdere questa opportunità storica è
elevatissimo. Ai Comuni è quindi riconosciuto un ruolo centrale e operativo per una parte
cospicua, anche se non prevalente, di questi fondi, con un grande focus sulla
transizione verde e su quella digitale, cui sono destinate più della metà delle risorse.
Già sono stati pubblicati, con scadenza a 60 giorni, i primi avvisi per la
presentazione di progetti e richieste di finanziamento, come ad esempio quello per la
sostituzione e l’efficientamento delle reti idriche, per la realizzazione di impianti di
trasformazione e riciclo dei rifiuti (destinati agli enti di ambito, in Sicilia
rispettivamente Ati Idrico ed SRR) e quello destinato alle scuole dell’infanzia (da 0 a
6 anni) per nuovi plessi, manutenzione straordinaria di quelli esistenti, mense,
palestre. Altri avvisi sono attesi nelle prossime settimane.
Entro il giugno 2022 tutti gli avvisi saranno chiusi ed entro il dicembre 2023
dovranno essere espletate le procedure di gara ed aprirsi i cantieri. I lavori dovranno
essere completati entro il 2026.
Ai fondi del PNRR si aggiungeranno le risorse strutturali della programmazione
europea 2021/2027, per altri svariati miliardi di euro, ma tra gli uni e gli altri vi è
una differenza sostanziale. Il PNRR è un piano di performance: ci sono milestones
(pietre miliari) e target (obiettivi) intermedi, ed una valutazione con cadenza
semestrale sul conseguimento degli stessi, pena la perdita del diritto ai fondi. Il
Governo sta correndo per raggiungere questi obiettivi, per approvare le riforme
richieste (a cominciare da quelle della giustizia, della P.A., degli appalti pubblici, del federalismo fiscale, eccetera), i primi dei quali sono già in scadenza a fine dicembre.
Si impone quindi anche per i Comuni una semplificazione contabile e delle procedure
di gara, ed in questo senso il presidente del Consiglio ed i ministri competenti hanno
assunto precisi impegni anche in occasione della recente assemblea Anci di Parma.
E Ragusa? Come ci stiamo muovendo?
ATI idrico e SRR come enti sovracomunali d’ambito che inglobano l’intera provincia
di Ragusa: pur nella incertezza delle procedure ed in mezzo a problemi operativi di
ogni tipo, sono già al lavoro per la individuazione degli interventi utili e l’avvio della
progettazione, che per forza di cose (carenza di personale) dovrà essere affidata a
tecnici esterni.
Quanto alla città di Ragusa, considerata la tempistica incalzante, è onere di questa
Amministrazione attendere al gravoso compito di programmare l’utilizzo di queste
risorse, di operare delle scelte secondo gli indirizzi forniti dall’Europa, di rimanere
agganciata a questa inattesa opportunità di crescita. L’anno 2022 sarà decisivo per
la messa a terra dei progetti. È in programma la formazione di tavoli intersettoriali
al lavoro sulle sei Missioni previste e la creazione di una struttura interna composta
da segretario generale, dirigenti e funzionari cui sarà demandata la gestione
operativa. La struttura è già sovraccarica di incombenze ordinarie e straordinarie,
ma chiederemo ulteriori sforzi e disponibilità al personale, confidando (e come noi
tutti gli 8.000 Comuni d’Italia, dal più grande al più piccolo) che arrivino in fretta le
risorse a supporto promesse dal Governo centrale. Ragusa, ne sono certo, sarà come
sempre nel gruppo di testa delle città del Sud, quanto a progettazione, intercettazione
di risorse e rapidità di procedure.
È già in pieno svolgimento un’azione di intensa rigenerazione e di trasformazione del
centro storico, delle contrade, di Marina di Ragusa, sulla base di una visione
complessiva e di un chiaro progetto di Città che prevede interventi e opere pubbliche
già finanziate per oltre 100 milioni di euro, e che sarà nostra cura spiegare nei
particolari alla città.
Le ulteriori risorse in arrivo impongono di integrare questa programmazione in
tempi ristrettissimi, ed a tale scopo si creeranno a stretto giro occasioni di confronto
con gli operatori di settore, con partiti e movimenti, con parti sindacali e datoriali,
con associazioni e portatori di interessi.
Un gravoso impegno attende le Istituzioni a tutti i livelli. Si impongono coesione e
unità di intenti, oltre che rapidità ed efficienza. In pochi mesi si deciderà la sorte
delle città e della nazione dei prossimi decenni”.

di Direttore15 Dic 2021 15:12