I Rotary Club dell'area iblea tracciano il bilancio di un anno.
I Rotary Club dell'area iblea tracciano il bilancio di un anno.
9Si è tenuta il 27 giugno, presso il Marsa 'A Rillah Yacht Club di Marina di Ragusa, l'incontro denominato "Vino e Vinile", un evento congiunto di tutti i Club Rotary dell'Area Iblea. L'occasione, , ha permesso ai Presidenti dell'anno 2024/2025 di incontrare i soci per tracciare un bilancio delle attività svolte dai rispettivi club a conclusione dell'anno sociale.
Erano presenti i Presidenti dei Club Rotary di Ragusa, Francesco Nicita; Ragusa Hybla Heraea, Barbara Iurato; Comiso, Gaudenzio Giummarra; Pozzallo-Ispica, Melinda Garofalo; e Vittoria, Angelo Alescio. Nei loro interventi, hanno evidenziato come l'anno di servizio sia stato proficuo, con diverse iniziative che hanno coinvolto i rispettivi territori.

Un anno caratterizzato, altresi da una grande sinergia e una grande collaborazione tra tutti i club che ha portato alla realizzazione di tanti progetti importanti.
Tutti i Presidenti hanno poi sottolineato come il motto internazionale "La magia del Rotary" sia stato particolarmente propizio: sul finire dell'anno sociale, la "magia" si è concretizzata nell'elezione di Francesco Arezzo del Club du Ragusaa, a Presidente Internazionale del Rotary. Questo traguardo lo rende il terzo italiano a raggiungere questa importantissima carica e il primo siciliano. Un riconoscimento che dimostra come i club dell'Area Iblea abbiano saputo lavorare bene in questi anni, emergendo con la candidatura di Francesco Arezzo fino alla carica più importante.
L'evento è stato anche l'occasione per presentare il ricostituito Rotaract Club di Ragusa. La neo-Presidente, Niemi Arestia, si è detta molto felice, ma anche consapevole della responsabilità che l'attende, e ha presentato il Consiglio Direttivo del Club e gli altri soci che ne fanno parte.
Il Rotaract, come noto, è il club giovanile del Rotary, e tutti i presenti hanno auspicato che il nuovo Club offra la possibilità di un ricambio generazionale nel corso degli anni. Il nuovo Rotaract Club è patrocinato sia dal Rotary Club Ragusa che dal Rotary Club Ragusa Hybla Heraea.
A conclusione dell'incontro, i soci hanno avuto modo di partecipare a una degustazione di vini del territorio, presentati dal Rotariano Walter Garrasi, il tutto accompagnato dall'ascolto in sottofondo di vinili d'epoca e non, proposti da Gino Nobile da oltre cinquant'anni punto di riferimento per tutti gli appassionati ragusani di musica. L'iniziativa ha ribadito la forte e attiva presenza del Rotary International nel territorio Ibleo.Leggere di più
Bennardo: l'ordinanza "antibivacco" a Marina non funziona.
Bennardo: l'ordinanza "antibivacco" a Marina non funziona.
Dura presa di posizione del Consigliere comunale indipendente Federico Bennardo contro 'ordinanza "Antibivacco": emanata dal Sindaco Cassi per Marina di Ragusa .
Attraverso una polemico post sulla sua pagina Facebook, il Consigluere Bennardo afferma che l'Amministrazione Comunale ha tentato , non riuscendovi, di arginare il crescente fenomeno di schiamazzi notturni e, soprattutto, l'abbandono indiscriminato di rifiuti in una specifica area cittadina". L'Ordinanza Sindacale “Antibivacco” numero 502, a dire di Bennardo aveva tracciato una "zona rossa" (poi visualizzata come "gialla"), con l'intento dichiarato di porre fine a queste problematiche. Il Sindaco Cassí aveva persino annunciato, il giorno dopo l'emanazione, un "primo risultato, forse, è già arrivato con gruppi di ragazzi che in queste ore ci hanno chiesto un confronto".
Il Consigliere Bennardo stamattina con il suo post corredato da diverse foto, amaramente afferma che "oggi, a distanza di ventuno giorni, il risveglio di Marina di Ragusa offre un quadro meno ottimistico. Le immagini mostrano come il problema non sia affatto svanito, ma si sia semplicemente spostato in aree limitrofe, lasciando ancora una volta la comunità a confrontarsi con cumuli di spazzatura e il persistere del disagio.
Il Consigliere Bennnardo sottolinea come si è di fronte ad un approccio al problema che non funziona.
L'analisi di chi vive la situazione è chiara: afferma Bennardo "credo che la soluzione al caso, che è sociale, passi da altro. E, soprattutto, non è spostando il problema altrove il modo per ottenere la soluzione sperata." Questa affermazione coglie il cuore della questione. Un'ordinanza repressiva, per quanto ben intenzionata, agisce come un mero palliativo se non affronta le radici del comportamento. Invece di risolvere, si limita a delocalizzare il disordine, creando nuove "zone calde" e prolungando il senso di frustrazione.
Il vero nodo, come sottolineato da Bennardo risiede nella prevenzione e nell'educazione. "Parlare con i ragazzi, educarli e confrontarsi è qualcosa che si fa molto prima e ripetutamente nel tempo." Questo approccio, basato sul dialogo e sulla costruzione di una consapevolezza civica, è il solo in grado di generare un cambiamento duraturo. Vietare senza comprendere le motivazioni, o senza offrire alternative valide, equivale a ignorare la complessità di un fenomeno sociale che coinvolge principalmente i giovani.
La richiesta di confronto da parte dei ragazzi, riportata dal sindaco, avrebbe potuto rappresentare un'opportunità preziosa per avviare un dialogo costruttivo, piuttosto che affidarsi unicamente a misure punitive. È fondamentale che le amministrazioni locali riconoscano che la gestione di spazi pubblici e il contrasto al degrado urbano passano anche attraverso l'ascolto delle esigenze e delle prospettive dei più giovani.
Raggiunto telefonicamente il Consigliere Bennardo ha espresso la sua massima disponibilità a dialogare con I giovani che usufruiscono degli spazi in oggetto, stante la palese incapacità del Sindaco a farlo. Tutto cui nell'ottica di risolvere "insieme" il problema Il Consigliere Bennardo ha infine ringraziato gli operatori ecologici che, a poche ore dalla segnalazione, hanno già ripulito le aree. La domanda finale è: se senza il post di denuncia il risultato sarebbe stato lo stesso.
Per fare chiarezza sul Giovanni Paolo II
Per fare chiarezza sul Giovanni Paolo II
Mercoledì scorso, nella puntata della settimanale rubrica "Sostiene Peppe... Lizzio", con la preziosa collaborazione del Direttore Mario Papa, si sono analizzate le problematiche dell'ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa.
In particolare, sul finire della puntata, si è affrontato il tema dell'ampliamento del nosocomio ibleo e della mancanza di fondi per addivenire al raddoppio delle "torri" dell'ospedale.
Al fine di comprendere meglio, e più a fondo, questa problematica, grazie anche agli uffici dell'Asp di Ragusa, cerchiamo di capire come effettivamente stanno le cose.
L'atteso ampliamento dell'Ospedale Giovanni Paolo II a Ragusa, che si pone l'obiettivo di centralizzare i servizi sanitari e potenziare la struttura a DEA di I livello (Dipartimento di Emergenza e Accettazione), si trova, purtroppo, ad affrontare notevoli ostacoli finanziari. Sebbene l'iniziativa miri ad aumentare la capacità dell'ospedale a 362 posti letto, aggiungendone 138 nuovi a completamento dei 224 già presenti nella struttura esistente, e consolidando in un unico posto i servizi attualmente offerti dall'Ospedale "Maria Paternò Arezzo", appare chiaro che i fondi ottenuti siano drasticamente inferiori al costo effettivo.
Il progetto ha inizialmente ricevuto €39,6 milioni dai fondi APQ Salute "Progetti retrospettivi" a valere sulle risorse liberate dalla certificazione PO FESR Sicilia 2007/2013. Tuttavia, uno studio di fattibilità tecnico-economica completato a gennaio 2023 ha rivelato il vero costo per il raddoppio del Giovanni Paolo: ben €76.984.881,75. Ciò significa che l'ampliamento dell'ospedale sta attualmente procedendo con solo circa la metà dei fondi necessari.
Il progetto, nonostante tutto, ha fatto progressi sul fronte burocratico. A maggio 2022 è stato selezionato il progetto vincitore, presentato dal raggruppamento temporaneo di professionisti PROGER SPA e SINKRETICA SRL, seguito dalla presentazione del progetto di fattibilità a gennaio 2023. Il piano prevede di completare e approvare il progetto esecutivo entro dicembre 2025. Si è quindi deciso di procedere per stralci funzionali man mano che i finanziamenti lo consentono, realizzando il primo lotto funzionale con la copertura del finanziamento già assegnato. Un iter quindi complesso, aggravato dalla mancanza di risorse che ad oggi ammontano a la metà di quanto servirebbe.
Tuttavia, una domanda pressante incombe: quale ruolo sta giocando la politica locale e in particolar modo quella regionale, nell'assicurare i fondi rimanenti?
A ciò si aggiunge una sorprendente disparità negli investimenti sanitari regionali. Ad esempio, il nuovo ospedale di Siracusa avrebbe ricevuto un massiccio finanziamento di €407 milioni per la sua costruzione con la Regione Siciliana in prima fila nei finanziamenti . Questo netto contrasto con quanto accade nel nostro territorio porta alla inevitabile conclusione secondo cui la provincia di Ragusa è sempre "dimenticata" dalla politica, che sembra più attiva, nel settore sanità, nella nomina di direttori generali e altri ruoli amministrativi piuttosto che nel garantire un adeguato supporto finanziario per progetti infrastrutturali critici.
La situazione attuale innesca un dibattito cruciale sulla giusta distribuzione delle risorse nel settore sanitario regionale. Sebbene l'ampliamento del Giovanni Paolo II sia di vitale importanza per migliorare i servizi sanitari a Ragusa, il suo progresso è ostacolato da un significativo divario finanziario, lasciando molti a chiedersi quando e se si materializzerà la necessaria volontà politica e l'impegno finanziario per portare a compimento questo ambizioso progetto.
Denunce per degrado urbano a Ragusa.
Denunce per degrado urbano a Ragusa.
Quando due comunicati stampa, diffusi nella stessa giornata a distanza di pochi minuti l'uno dall'altro, sollevano preoccupazioni riguardo a situazioni critiche in tema di rifiuti e di abbandono delle contrade in specifiche aree di Ragusa, non ci si può non porre l'interrogativo sullo stato generale in cui versa effettivamente e concretamente la città. Tutto questo al di là del solito ritornello del Sindaco Cassì che "tutto va bene e che noi siamo belli, bravi e buoni". Affermazione, quest'ultima, che forse può trovare estimatori solo all'interno del suo "cerchio magico" e in quei consiglieri comunali che si ergono a difensori del Sindaco in ogni caso e a prescindere.
Il primo comunicato, a firma del coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia Luca Poidomani, pone l'attenzione sulle condizioni precarie di Via Berlinguer, sommersa dai rifiuti. La nota della vicepresidente del consiglio comunale Rossana Caruso richiama l'attenzione sullo stato problematico di via del Fico d’India, in contrada Palazzo Uccelli, zona Poggio del Sole.
Luca Poidomani, nel suo comunicato stampa, pone l'attenzione sulla situazione di emergenza in cui versa un tratto di via Berlinguer ed evidenzia l'abbandono indiscriminato di rifiuti che ha superato da un bel pezzo il limite della tollerabilità. Poidomani sottolinea l'immobilismo totale dell'amministrazione comunale che non sta più bene a nessuno. Di fatto: bonifiche inefficaci, nessun controllo produttivo, nessuna azione concreta. Poidomani, in conclusione, chiede la pulizia straordinaria e la bonifica definitiva della zona, il potenziamento delle fototrappole, ma anche controlli più frequenti da parte della polizia municipale, oltre a multe salate per gli incivili che deturpano la città.
La consigliera comunale Rossana Caruso, con il suo comunicato stampa, ci informa di aver inoltrato un'interrogazione al sindaco di Ragusa per mettere in evidenza le criticità che interessano da vicino i residenti di via del Fico d’India, in contrada Palazzo Uccelli, zona Poggio del Sole. La strada comunale, intanto, è ridotta in uno stato di degrado tale da rendere necessari interventi urgenti. “Il tratto di cui stiamo parlando – rileva la consigliera Caruso – lungo circa 200 metri, è caratterizzato da buche profonde, dissesto della sede stradale e mancanza di condizioni minime di sicurezza, rendendo estremamente difficoltoso il transito."
Fin qui le segnalazioni e le denunce fatte dai due esponenti politici. Ma andando oltre la diffusione simultanea di questi due rapporti allarmanti, emerge chiaramente il dato che la Città di Ragusa attraversa un periodo fortemente critico dal punto di vista del decoro urbano nel suo complesso. Di fronte a questo desolante e oggettivo stato di fatto che va a intaccare profondamente l'immagine della Città, l'amministrazione comunale, dopo ben sette anni di governo, sembra ancora all'anno zero: ai buoni propositi per il futuro, ai bandi che dovrebbero partire a breve e garantire una situazione migliore per un futuro che forse non sarà mai. L'Amministrazione Cassì, d'altronde, è oramai noto, sembra molto più interessata ai grandi progetti, alle mega opere, che alla risoluzione di quei piccoli problemi quotidiani che però determinano la "qualità della vita" per i cittadini ragusani.
Legambiente Ragusa interviene sul futuro del Parco Agricolo Urbano.
Legambiente Ragusa interviene sul futuro del Parco Agricolo Urbano.
Ragusa è al centro di un acceso dibattito sul futuro dell'ex Parco Agricolo urbano. Legambiente Ragusa ha lanciato un forte appello per una revisione radicale delle linee guida proposte dal Comune, paventando il rischio di una "urbanizzazione" che snaturerebbe un contesto naturalistico di pregio. L'associazione ambientalista propone con forza di sostituire l'idea di "Parco agroalimentare" con quella di "Parco agro-ecologico-naturalistico".
L'incontro tra l'Amministrazione Comunale e le associazioni ambientaliste, promosso nell'ambito della Strategia Territoriale dell’Area Urbana Funzionale di Ragusa, ha rappresentato un'opportunità di confronto. Tuttavia, Legambiente ha espresso serie preoccupazioni riguardo alla bozza presentata, ritenendo che essa rischi di compromettere l'identità agricola, naturalistica ed ecologica dell'area, favorendo un modello di trasformazione urbana in contrasto con i principi della tutela ambientale.
Le criticità evidenziate da Legambiente:
L'associazione ambientalista ha messo in luce diverse lacune nelle proposte del Comune:
* Assenza di analisi ambientale adeguata: Il progetto verrebbe avviato senza una preliminare valutazione naturalistica approfondita, ignorando studi che hanno rilevato oltre 40 specie di uccelli selvatici nell'area. Non è previsto il coinvolgimento di esperti biologici o naturalisti.
* Snaturamento dell'identità del luogo: L'area, attualmente ricca di pascoli, seminativi e vegetazione autoctona, è descritta nelle linee guida come uno spazio da "trasformare" con elementi urbanizzanti come mercati, aree gastronomiche, laboratori, cinema e sale convegni.
* Rischio per la biodiversità: L'introduzione di nuove strutture e attività metterebbe a rischio gli equilibri ecologici, fondamentali per specie come impollinatori e farfalle che beneficiano degli incolti a rotazione.
* Inquinamento luminoso e disturbo ambientale: Legambiente critica l'aumento dell'illuminazione pubblica e la realizzazione di nuove strutture invasive, chiedendo un uso misurato e strettamente necessario di tali elementi.
* Scarso rispetto per l'agricoltura tradizionale: Le linee guida trascurano la conservazione dell'agricoltura tipica iblea e la protezione di suoli e coltivazioni storiche, elementi cruciali per la biodiversità e l'equilibrio agro-paesaggistico.
* Partecipazione comunitaria da integrare: Pur apprezzando l'intenzione di coinvolgere la cittadinanza, Legambiente sottolinea la necessità di includere esperti e tecnici specializzati nella progettazione di aree naturali fruibili, data la scarsa sensibilità ambientale della comunità locale.
Le proposte alternative per un Parco Agro-Ecologico-Naturalistico:
Legambiente Ragusa propone un nuovo modello di intervento, incentrato su:
* La tutela attiva degli habitat agricoli tradizionali.
* La valorizzazione della biodiversità esistente attraverso interventi mirati e guidati scientificamente.
* Il contenimento delle strutture e delle attività impattanti.
* Il coinvolgimento effettivo e qualificato di biologi e naturalisti nella fase di progettazione.
Come ha dichiarato Angelo Rinollo, presidente di Legambiente Ragusa: "Un parco agricolo urbano non può diventare l’ennesimo contenitore di eventi e strutture commerciali, ma dev’essere un luogo di tutela e rigenerazione ecologica". L'associazione chiede una revisione completa delle linee guida attuali e l'avvio di un processo di progettazione partecipato e scientificamente fondato, per garantire un futuro sostenibile e rispettoso dell'inestimabile patrimonio naturalistico di Ragusa.
il Rotary Club Ragusa H.H. e il Progetto SOS Api.
il Rotary Club Ragusa H.H. e il Progetto SOS Api.
Ogni anno, nel mese di maggio, la Giornata Mondiale delle Api ci offre un'occasione preziosa per riflettere sull'importanza vitale di questi piccoli ma instancabili impollinatori. Spesso sottovalutato, il loro lavoro silenzioso è in realtà la spina dorsale della nostra sicurezza alimentare e del corretto funzionamento degli ecosistemi. Senza le api, molti dei frutti e degli ortaggi che consumiamo quotidianamente – dalle mele alle fragole, dai pomodori ai fagioli – semplicemente non esisterebbero.
Purtroppo, le api sono in grave pericolo. I cambiamenti climatici e l'uso indiscriminato di pesticidi stanno decimando le loro popolazioni a un ritmo allarmante. È una minaccia che riguarda tutti noi, rendendo urgente ogni sforzo per la loro salvaguardia.
In questo contesto di crescente preoccupazione, il Distretto 2110 del Rotary International (che comprende Sicilia e Malta) ha attivato Il "Progetto SOS Api" è un'iniziativa di grande rilevanza volta alla salvaguardia delle api e, più in generale, alla sensibilizzazione sull'importanza della biodiversità e dell'ecosistema.
Nell'ambito del.progetto distrettuale, il Rotary Club Ragusa Hybla Heraea presieduto da Barbara Iurato, ha dimostrato un encomiabile impegno. Lo scorso 20 maggio, in perfetta sintonia con la Giornata Mondiale delle Api, il Club ha celebrato il successo di questa iniziativa dedicata alla protezione degli impollinatori.
La giornata conclusiva si è svolta nell'Aula Magna dell'I.C. Quasimodo-Ventre, un evento che ha visto la partecipazione di figure di spicco come il PDG Francesco Arezzo, il Sindaco di Ragusa Avv. Peppe Arezzo, l'assessore alla Pubblica Istruzione Catia Pasta, e i rappresentanti delle aziende che hanno sostenuto il progetto: Banca Agricola Popolare di Sicilia, COOP Gruppo Radenza, Consorzio Carota Novella di Ispica e Azienda APE NERA del Dr. Scrofani.
Dopo la proiezione del toccante filmato distrettuale "SOS API salviamo l'umanità", che ha visto il cantante Lorenzo Licitra come testimonial, gli interventi dei presenti hanno magnificato il ruolo insostituibile delle api e la loro funzione cruciale nel mantenimento della biodiversità ambientale. Un concetto che gli studenti partecipanti hanno saputo interpretare e descrivere con sorprendente lucidità nei loro elaborati.
Il momento clou è stata la premiazione dei lavori degli studenti. Il primo premio nella categoria grafica è stato assegnato con una motivazione che esalta la creatività e la profondità del messaggio: "È una scatola magica, trasformer, al suo interno racchiude un universo così come lo racchiude un alveare. Opera tridimensionale realizzata con materiali semplici ma lavorati con perizia. Un palcoscenico portatile, uno scrigno con le raccomandazioni per un uso corretto della natura. Un piccolissimo mondo dove le api hanno tutto il necessario per vivere felici: un cielo azzurro e tanti fiori."
Il Rotary Club Ragusa Hybla Heraea ha espresso un sentito ringraziamento ai Dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi di Ragusa che hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa: la Prof.ssa Maria Grazia Carfì per l'istituto F. Crispi, la Prof.ssa Carmela Sgarioto per l'istituto E. Berlinguer, e il Prof. Leonardo Licata per l'istituto "S. Quasimodo".
Il progetto "SOS Api" del Rotary di Ragusa non è solo un esempio di impegno civico, ma un promemoria essenziale: proteggere le api significa proteggere il nostro futuro.
Il ritorno di Andrea Distefano.
Il ritorno di Andrea Distefano.
Il ritorno di Andrea Distefano nella giunta del Sindaco Cassì pone un primo interrogativo, trattasi di scelta personale o di strategia politica?
Il ritorno di Andrea Distefano come assessore nella giunta del sindaco Cassì, con le stesse deleghe originarie, ha lasciato un senso di smarrimento nell 'ambiente politico ragusano, sollevando non poche perplessità sia sul piano strettamente politico che su quello umano. Una decisione che sembra essere maturata senza un reale coordinamento con le altre forze politiche della maggioranza.
Una decisione che lascia dietro di sé un senso di sorpresa e interrogativi sulla gestione del potere.
Ancora una volta si e di fronte a un Sindaco "solista" che in politica rinnega il suo passato di giocatore al servizio della squadra.
La mossa del sindaco Cassì non si può non leggete come l'ennesima dimostrazione di una gestione personalistica, che evoca il ricordo del "Cassi 1°", periodo in cui le nomine assessoriali sembravano più legate a rapporti di fiducia e di antica amicizia personale che a un'ampia concertazione politica. Il fatto che Distefano sia considerato "fidato e ligio ai diktat del Sindaco" appare a molti come la ragione principale del suo "premio", rafforzando l'idea di un modus operandi che privilegia la lealtà individuale rispetto a un più ampio accordo programmatico e politico.
Anche perché, altre chiavi di lettura non se ne vedono se si guarda allo scarso e del tutto insufficiente operato di Distefano nel periodo in cui è stato in Giunta. Contrade completamente abbandonate e randagismo imperante sono stati il tratto dominante do Distefano Assessore nel corso del suo primo incarico.
Questa percezione di un Sindaco che agisce da "solista" ha generato un certo malcontento all'interno della stessa maggioranza, dove l'assenza di un confronto preventivo su decisioni di tale importanza è vista come una mancanza di rispetto e di coordinamento politico.
Tutto questo, in un contesto caratterizzato dalla doppia faccia di Cassì: pseudo "Civico" a Ragusa, di Centrodestra quando assume la carica di Vice presidente del Libero Consorzio comunale di Ragusa .
Aperta contraddizione che sembra caratterizzare la figura politica del sindaco Cassì.
Se a livello cittadino si presenta come un presunto “civico” insofferente ai partiti, questa immagine subisce una netta trasformazione non appena il Sindaco si sposta dal perimetro comunale. Un "cambio di casacca" che avviene in appena 80o metri tanto infatti è la distanza divide Corso Italia 72 da Viale del Fante 10.
Questo "atteggiamento ondivago" viene criticato come un modo incoerente di fare politica, minando la credibilità di un leader che sembra adattare la sua appartenenza a seconda del contesto. Un sindaco che fa 800 metri di strada e cambia casacca non si era mai visto ,commentano alcuni con una punta di amarezza.
Dietro il ritorno di Distefano, si potrebbero celare anche scenari politici più ampi, legati alle elezioni regionali che si terranno tra due anni. L'ipotesi più accreditata è che il Sindaco stia cercando di riallacciare, con un "ultimo tentativo asmatico", qualche sponda con partiti che potrebbero garantirgli una futura candidatura. Questo, dopo che, a detta di molti, avrebbe bruciato tutti i ponti a causa del suo temporeggiare, con le forze del centrodestra.
In quest'ottica, si ipotizza un possibile avvicinamento alla lista di Cateno De Luca, nonostante quest'ultimo sia percepito in una fase di "caduta libera" e con scarse probabilità di ottenere un seggio nella circoscrizione di Ragusa. Una mossa che, se confermata, dimostrerebbe ancora una volta come le scelte politiche del sindaco Cassì sembrino dettate, in questa ultima fase di mandato, più da interessi personali e ambizioni future, piuttosto che da una visione organica e unanime per il bene della città.
Il dibattito è aperto: il ritorno di Andrea Distefano è il frutto di una scelta ponderata e condivisa per il bene di Ragusa, o l'ennesimo tassello di una strategia personale mirata a obiettivi più lontani?










