Modica: le conseguenze amministrative e politiche del dissesto

Modica: le conseguenze amministrative e politiche del dissesto

La decisione della Giunta Comunale di Modica, guidata dalla Sindaca Monisteri, di avviare la procedura di dissesto, continua a tenere banco nel dibattito politico e si susseguono le prese di posizione.
Sicuramente l'iter attivato dalla Giunta che ora spetterà al Consiglio Comunale completare appare come l’unica strada possibile da percorrere.
Ricordiamo , infatti, che già la Corte dei Conti con la decisione del 9 settembre 2024 che rideterminava il vero disavanzo d’amministrazione del Comune di Modica aveva di fatto reso impossibile ripristinare i parametri di equilibrio utili a scongiurare il dissesto.
Alla luce di quella decisione e della successiva relazione sulla situazione finanziaria dell’ente, trasmessa dalla dirigente comunale del settore finanziario e tributi Maria Di Martino il 15 novembre successivo al sindaco, al segretario generale, al commissario ad acta la
direzione del dissesto era segnata ed era l'unica praticabile.
Al di là delle dichiarazioni di rito della stessa Sindaca e delle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione e lasciando sullo sfondo la delicata questione delle responsabilità e in capo a chi addebitare tali responsabilità, si apre lo scenario delle conseguenze sia amministrative che politiche che la dichiarazioni di dissesto porta con sé.
Ricordiamo che la disciplina giuridica dell’istituto ha 36 anni di vita, introdotta la prima volta con l'articolo 25 del decreto legge, n. 66 del 2 marzo 1989.
Vediamo, in primo luogo le conseguenze di tipo amministrativo .
La dichiarazione di dissesto ha un impatto immediato sulle finanze dell'ente locale.
Fino all’approvazione dell’ipotesi di bilancio riequilibrato, sono applicati i seguenti limiti e restrizioni:
Limiti all’accensione di nuovi mutui: tranne in alcune eccezioni specifiche, come quelli con oneri a carico dello Stato o delle regioni, o mutui per finanziare progetti cofinanziati dall’Unione Europea o da altre istituzioni pubbliche o private. Questo serve a controllare ulteriori indebitamenti.
Vi sono poi i limiti agli impegni finanziari: le amministrazioni non possono impegnare somme superiori a quanto stabilito nell’ultimo bilancio approvato per l’anno in corso. I pagamenti mensili per conto competenza sono soggetti a limiti, con alcune ben precise eccezioni.
Vi è poi l'aumento delle aliquote fiscali: gli enti sono tenuti ad aumentare le aliquote e le tariffe delle imposte e tasse locali, ad eccezione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Questa delibera ha una validità di 5 anni e non può essere revocata.
È già evidente come gli impatti di un ente dissestato superino ampiamente i confini delle casse comunali, generando conseguenze estremamente gravi e spiacevoli nei confronti dei vari portatori di interesse, in primis i cittadini e le imprese, ma anche per lo stesso personale.
Importanti sono le conseguenze del dissesto per il personale dell'ente.
Scatta, infatti, automaticamente il ridimensionamento dell’organico: l’ente deve ridurre l’organico mettendo in “disponibilità" i dipendenti in soprannumero rispetto ai rapporti dipendenti/popolazione, ai quali il Ministero dell’Interno fornisce un contributo per 5 anni.
Ulteriori conseguenze verso terzi.
Sospensione delle azioni esecutive: durante il dissesto finanziario, le azioni esecutive nei confronti dell’ente per i debiti sotto l’organo straordinario di liquidazione sono sospese, fornendo una protezione temporanea contro azioni legali e pignoramenti.
Estinzione delle procedure esecutive pendenti: le procedure in corso alla dichiarazione del dissesto, senza possibilità di opposizione da parte dell’ente o respinte, vengono estinte dal giudice e l’importo dovuto è incluso nella massa passiva del dissesto.
Cessazione di interessi e rivalutazioni: i debiti insoluti al momento della liquidazione e le somme dovute per anticipazioni di cassa non generano più interessi né sono soggetti a rivalutazione monetaria, stabilizzando il debito.
Nella fase che si aprirà, i debiti ricadenti nel dissesto sono posti a carico dello Stato che li ripianerà attraverso un organo straordinario di liquidazione (Osl) il quale sarà nominato con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’interno, dopo la deliberazione del consiglio comunale.
Tale organo avrà competenza assoluta sull’estinzione dei debiti e sulla liquidazione del patrimonio del Comune, mentre sindaco, giunta e consiglio comunale potranno operare in una gestione ordinaria riguardante il futuro e non il passato,
Fin qui gli effetti amministrativi della dichiarazione del dissesto finanziario.
Ma vi è una parte prettamente "politica" che riguarda le conseguenze del dissesto per gli amministratori.
La norma è chiara in proposito . infatti
il primo comma dell’art. 248 del Tuel ( testo unico enti locali) così recita "gli amministratori che la Corte dei conti ha riconosciuto, anche in primo grado, responsabili di aver contribuito con condotte, dolose o gravemente colpose, sia omissive che commissive, al verificarsi del dissesto finanziario, non possono ricoprire, per un periodo di dieci anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati. I sindaci e i presidenti di provincia ritenuti responsabili ai sensi del periodo precedente, inoltre, non sono candidabili, per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di provincia, di presidente di giunta regionale, nonché di membro dei consigli comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del parlamento e del parlamento europeo. Non possono altresì ricoprire per un periodo di tempo di dieci anni la carica di assessore comunale, provinciale o regionale né alcuna carica in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Ai medesimi soggetti, ove riconosciuti responsabili, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di cinque e fino ad un massimo di venti volte la retribuzione mensile lorda dovuta al momento di commissione della violazione…"
Siamo di fronte a una duplice sanzione – economica e interdittiva – che presuppone però dolo o colpa grave: in proposito c’è una fitta casistica di sentenze che esclude ogni insussistenza di responsabilità in tutti i casi di dissesto. Discorso diverso, ovviamente, per gli amministratori incolpevoli che succedano nelle cariche agli autori dei provvedimenti che hanno determinato il dissesto e sempre che la loro presa d’atto, con conseguente interruzione delle condotte dannose e in netta discontinuità, risulti tempestiva, piena, efficace e coerente.
Fin qui il quadro prettamente giuridico/amministrativo che la dichiarazioni di dissesto porta con sé. Altre le valutazioni sulle responsabilità, sulle possibili ripercussioni sulle future carriere politiche di quei soggetti che a vario titolo hanno partecipato e portato a tale situazione per il Comune di Modica.
Ma questi sono discorsi ancora al di là da venire e che per come abbiamo visto passeranno attraverso un lungo vaglio della magistratura contabile.


Di nuovo insieme dopo 28 anni

Di nuovo insieme dopo 28 anni

Si è svolta stamani, presso la sala Giunta del Comune di Ragusa, la conferenza stampa di presentazione alla città, delle iniziative
in occasione della ricorrenza del terremoto dell'11 gennaio 1693. Oltre al Sindaco Peppe Cassì, erano presenti il parroco della Cattedrale di San Giovanni Battista, don Giuseppe Burrafato, e il parroco del Duomo di San Giorgio, don Giuseppe Antoci.
Il Sindaco Cassì, ha espresso viva soddisfazione per questo evento che vede dopo ben 28 anni, i due Santi patroni della Città di nuovo insieme nel ricordo di un tragitto evento come quello del terremoto del 1963 .
Il Sindaco ha quindi espresso un forte e sentito ringraziamento alle due parrocchie e a tutti i volontari che tanto si stanno spendendo per la riuscita di questo momento di fede e di ricordo.
Don Giuseppe Antoci ha evidenziato come questo momento di celebrazione si innesti nel solco di due altri importati eventi che sono il giubileo della Diocesi di Ragusa che festeggia i 75 anni delle sua fondazione, e l'anno santo inaugurato la notte di Natale da Papa Francesco.
Un momento quindi di preghiera, di messaggio di fratellanza e di comunione.
Padre Antoci ha posto inoltre l'accento sulla immagine che campeggia al centro della locandina dell'evento particolarmente evocativa e ricca di simboli opera dell'artista vittoriose Giorgio Cicciarella.
Il parroco della Cattedrale Don Giuseppe Burrafato ha, invece illustrato il ricco e articolato programma che ha inizio già il prossimo 4 gennaio con una Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di San Giovanni Battista, e la successiva apertura della cappella e traslazione del simulacro del Patrono San Giovanni Battista nel braccio sinistro del transetto della Cattedrale. Il clou dell'evento sarà però nei giorni 10,11 e 12 gennaio 2025.
Venerdì 10 gennaio alle ore 18.00 avrà luogo la processione del simulacro di San Giovanni  battista dalla Cattedrale, con ingresso alle 20.00 nel Duomo di San Giorgio. Sabato 11 gennaio, giorno in cui ricorre l'anniversario del terremoto, avrà luogo la solenne
processione dei due simulacri a partire dalle ore 16.30 con la processione per le vie di Ragusa e alle 20.00 l'ingresso de
due simulacri nella Cattedra dove si terrà il Solenne Pontificale presieduto da S.E.R. Mons. Giuseppe La Placa, Vescovo di
Ragusa con la partecipazione dei Canonici del Capitolo della Cattedrale e del Clero, Da segnalare, per la domenica 12 gennaio " La camminata della Speranza" a cura dell'Ufficio Diocesano per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport. Un percorso di 8 Km con raduno e partenza alle ore 09.00 da piazza San Giovanni e arrivo in piazza Duomo a Ibla. Per tutto il periodo dell'evento , che vedrà i due centri storici della Città particolarmente uniti e impegnati anche dal punto di vista della viabilità, saranno potenziati i collegamenti con i mezzi pubblici come ha assicurato l'Assessore ai centri storici Giovanni Gurrieri intervento a fine della conferenza stampa.
Da sottolineare come la ricorrenza del 332° anniversario del Territorio del 1693 , segni un momento per entrambe le parrocchie, di condivisione e di unità dopo le note e aspre diatribe dell'ultimo periodo. Momento unitario che ha permesso la creazione di un programma di celebrazioni che si può definire e a ben ragione storico per la città di Ragusa .


Sostiene Pe..ppe Lizzio

Sostiene Pe..ppe Lizzio

Che l'amministrazione Cassì non abbia a cuore le sorti delle tante Contrade che insistono nel territorio comunale, è elemento noto e facilmente riscontrabile.
Da tempo incuria, abbandono, mancata manutenzione e illuminazione affliggono le Contrade del nostro territorio.
Tutto questo evidenzia il negativo tratto distintivo di una amministrazione e soprattutto di un Assessore al ramo, che latita e che si preoccupa solamente di assecondare i voleri del Sindaco assicurandosi in tal modo il remunerativo incarico.
Questa volta, a penalizzare i cittadini delle Contrade ritenuti sempre più di serie B, è l'aumento delle tariffe per lo svuotamento delle fosse biologiche, Con Deliberazione della Giunta Comunale n. 409 del 06/11/2024, l' amministrazione comunale ha rideterminato le Tariffe per Servizi a Domanda Individuale per l'anno 2025 (Espurgo Fosse Biologiche).
Con la decisione assunta le tariffe vengono aumentate di euro 8,00 nel caso di un ISEE superiore a 40.000 euro, passando da 80,00 a 88,00 euro, pochi spiccioli si potrebbe pensare, anche se si parla del 10% di aumento. Leggendo attentamente la Deliberazione, ci si accorge inoltre, che per fare cassa l'amministrazione ha eliminato la voce “costo di svuotamento successivo al primo”. Sta qui la vera sorpresa e il vero salasso : un cittadino che decideva di effettuare 4 viaggi con la vecchia tariffazione pagava € 200,00 (80 primo viaggio +40+40+40 viaggio successivo al primo) con la nuova tariffa la spesa per 4 viaggi sarà di 352,00 euro ben 152 euro in più.
Una famiglia da 4 persone con una fossa “non a perdere”, avrà bisogno di un servizio di svuotamento con cadenza mensile, pari a 12 interventi l’anno che con le tariffe attuali ammontano a circa 600 euro. Dal 1 gennaio 12 servizi a 88,00 euro cadauno costeranno 1.056,00 euro, ben 456,00 euro in più con un aumento del 120%
A pagarne le conseguenze saranno i cittadini residenti delle contrade e dei villaggi non serviti da fognatura comunale.
Si è di fronte alla assurda situazione che cittadini già privati di alcuni servizi essenziali, vengono ulteriormente vessati e penalizzati.
Sul punto è intervenuto con un comunicato stampa il Partito Democratico il cui capogruppo in Consiglio comunale Peppe Calabrese, afferma che “l'aumento è ingiustizia nei confronti dei cittadini delle contrade”
Calabrese sostiene inoltre che "questa decisione rappresenta un duro colpo per le famiglie che risiedono nelle zone periferiche della città, già fortemente penalizzate dalla mancanza di una rete fognaria adeguata.
Calabrese, infine, "ribadisce la necessità di investire immediatamente nella realizzazione della rete fognaria nelle contrade" congelare le tariffe per lo svuotamento dei pozzi neri e ripristinare la tariffa ridotta"
Fin qui la netta presa di posizione del Partito Democratico.
Anche la indipendente consigliera comunale Rossana Caruso nel corso della seduta del Consiglio di lunedì scorso ha sollevato il problema delle tariffe chiedendo, nel suo intervento, una revisione del provvedimento ricevendo però dal vice Sindaco Giuffrida una risposta incomprensibile.
Non si comprende, infatti, perché il Vice Sindaco, nel vano tentativo di prendere tempo, ha glissato e ha
detto che avrebbe aperto una interlocuzioni con gli assessori all'ambiente e al bilancio quando tutto è stato deciso con una delibera di giunta che lo ha viso presente.
Da ambienti dell'amministrazione comunale più ferrati e competenti sulla materia, si pone l'accento sulla circostanza facilmente riscontrabile attraverso una lettura comparativa delle delibere di giunta del 2023 e del 2024, del notevole aumento del costo del servizio passato dai 93.700,00 euro del 2023 ai 143.069.37 euro del 2024.
Questa lievitazione del costo ha portato alla decisione di aumentare le tariffe del 10%.
Si evidenzia, inoltre, come dall'anno 2013, anno in cui con Delibera del Commissario Straordinario n. 215/C.S. del 24/04/2013 sono state determinate le tariffe per il servizio di espurgo delle fosse biologiche, per dieci anni non sia intervenuto nessun aumento del costo a carico dei cittadini.
La preparata voce dell'amministrazione fa presente, infine, che si è dovuto procedere all'aumento del servizio a carico dei cittadini perché, a differenza di altri anni, non si è potuto scaricare l'aumento sulle casse del comune stante il difficile equilibrio finanziario del comune . Questo in un ottica che vede il Comune di Ragusa certamente in una tranquilla posizione contabile , ma con la necessità di fare molta attenzione a determinate voci economiche di spesa.
Le raccolte voci provenienti dall'amministrazione comunale però fanno emergere , chiaramente, il serio problema di come l'amministrazione Cassi utilizzi le risorse economiche che ha a disposizione.
Non si possono spendere, infatti, ingenti somme, si veda ad esempio quanto speso per la stagione degli spettacoli, o si cerchino e si ottengono finanziamenti per la riqualificazione di strutture come Villa Moltisanti, ma nulla si faccia per avviare progetti e ottenere finanziamenti volti alla realizzazione di fondamentali opere quali la rete fognaria nelle Contrade.
In altri termini, ancora una volta viene dimostrato come il Sindaco Cassi pensi più all'apparire che alle cose concrete. Ci si trastulla e si gonfia il petto perché Ragusa e stata inserita quale membro del Consiglio Direttivo dell'Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici, ma poi si scorda di dare ai cittadini servizi che risultano essere essenziali per la loro qualità di vita.


Si riparla della Ragusa mare

Si riparla della Ragusa mare

L'azione politica amministrativa dei consiglieri comunali Caruso, Bennardo e Zagami si sposta su una tematica quanto mai sentita e attuale per tutti i ragusani : l'attuazione di interventi urgenti per migliorare la sicurezza stradale della provinciale per Marina di Ragusa.
L’aumento del traffico di auto e mezzi pesanti su questa strada, legato al notevole aumento di residenti nella frazione marinara, richiede maggiore attenzione, poiché ogni anno si registrano incidenti gravissimi.
Per dare attuazione a questa prioritaria attività, i tre Consiglieri Comunali hanno incontrato il commissario straordinario della Provincia di Ragusa, Dottoressa Patrizia Valenti, alla presenza del direttore generale, avvocato Nitto Rosso.
L'incontro è servito - come affermato da Caruso, Bennardo e Zagami – ad accogliere con favore l’impegno della Provincia, che ha già previsto tre importanti interventi per la realizzazione di nuove rotatorie volte ad eliminare incroci molto pericolosi.
Questo primo momento di contatto tra i Consiglieri comunali e i vertici della provincia, si inserisce nel solco di una incisiva azione del Consigliere Bennardo che, nei mesi scorsi, si è mosso tra i vari uffici comunali riuscendo recuperare vecchi elaborati e progetti risalenti alcuni ai lontani anni '80 riguardanti proprio il raddoppio della SP25.
Progetti che, già allora, evidenziavano la pericolosità dell'importante arteria e come sulla stessa si verificavano numerosi eventi luttuosi.
Questo lavoro svolto, è sicuramente importante perché permette di avere delle basi di partenza per procedere ad aggiornare i vecchi elaborati, e iniziare quella fondamentale attività che consiste nel reperimento dei finanziamenti necessari alla effettuazione dei lavori di aggiornamento del tracciato e della sua messa in sicurezza.
Da sottolineare come dall'incontro tra i tre consiglieri e i vertici del libero Consorzio comunale, è emerso l'importante dato che, sulla base delle risorse che si renderanno via via disponibili e che arriveranno da più parti, si procederà per stralci funzionali al raddoppio di ampi tratti della carreggiata e alla illuminazione dei tratti stradali in prossimità delle varie contrade che insistono lungo il tracciato.
Si procederà quindi per piccoli ma concreti passi , in attesa magari di un prossimo corposo finanziamento che possa portare ad un complessivo e radicale intervento sulla SP25 che vede ogni giorno centinaia di ragusani percorrerla nei due sensi di marcia.
I tre Consiglieri Comunali Caruso, Bennardo e Zagami si dicono sicuri che "procedendo per gradi, si potrà ottenere un’arteria più sicura e con minori criticità”.


Aeroitalia cancella i voli su Comiso.

Aeroitalia cancella i voli su Comiso.

Alla vigilia dell'importante incontro tra i Sindaci del comprensorio con la SAC, voluto dalla Sindaca Schembari per discutere del rilancio dell'aeroporto di Comiso, una notizia rende ancora più nero il futuro dello scalo Ibleo.
La compagnia aerea Aeroitalia cancella i voli su Comiso.
Con uno "stizzito" e per certo versi polemico comunicato stampa, la compagnia afferma che “Aeroitalia non si sente inferiore a nessun’altra compagnia aerea. "Nonostante i nostri sforzi per sostenere e valorizzare il territorio di Comiso, dobbiamo constatare con rammarico che il nostro impegno non è stato adeguatamente riconosciuto dalla comunità e dal contesto operativo locale. Questa mancanza di apprezzamento ha reso insostenibile il proseguimento delle nostre operazioni in quest’area”. Questa la dichiarazione dell’ad di Aeroitalia Gaetano Intrieri che annuncia la cancellazione dei voli su Comiso con decorrenza dal 15 dicembre.
Molto  è stato detto sulle modalità con cui Aeroitalia ha gestito nell'ultimo periodo, i collegamenti con l'Aeroporto di Comiso tra i ritardi e cancellazioni, ma la dura realtà è che si avrà, a breve, per lo scalo ibleo, una ulteriore riduzione dei già pochi voli previsti.
Una situazione insostenibile a cui la SAC , una volta per tutte, dovrà porre rimedio al piu presto.
Dalle risultanze dell'incontro di domani, che assume quindi ulteriore valenza alla luce della odierna notizia, capiremo la reale volontà di SAC di rilanciare o meno lo scalo di Comiso.


Quale sarà Il futuro dello stabilimento Versalis a Ragusa?

Quale sarà Il futuro dello stabilimento Versalis a Ragusa?

Martedì 12 novembre, a Ragusa, sarà sciopero generale del diretto e dell’indotto proclamato dalle confederazioni sindacali per la chimica ed energia di Ragusa, Filctem, Femca e Uiltec in merito alla vertenza Versalis.
Da quando il piano industriale di Eni ha annunciato un investimento di due miliardi di euro per la trasformazione della chimica di base in Italia con la chiusura degli stabilimenti di Ragusa e di Priolo, molteplici sono state le prese di posizione e i messaggi a supporto della vertenza provenienti dalla società civile, dai Comuni, dalle associazioni delle categorie del commercio, della logistica, dell’agricoltura, industria e dalla politica, tutte giustamente preoccupate per il futuro di oltre 130 addetti dello stabilimento ragusano.
Col passare del tempo però si sta delineando, sempre più negativamente il futuro del sito Versalis di Ragusa.
In una recente dichiarazione il direttore operativo Trasformazione industriale di ENI, Giuseppe Ricci, ha annunciato un piano di investimenti nella zona industriale del Siracusano per un importo di 900 milioni di euro finalizzati alla costruzione di una bioraffineria, che è la spesa maggiore con 800 milioni, ed uno stabilimento per il riciclo della plastica.
Questo ingenti investimenti secondo quanto sostenuto dal manager a La Gazzeta del Sud, permetteranno di riassorbire i 432 dipendenti dell’impianto di cracking della Versalis Priolo.
Emerge, quindi, un preciso disegno da parte di Eni per il futuro del polo Siracusano, ma la stessa cosa non si può dire per il futuro dello stabilimento di Ragusa.
Su questo impianto, Eni non ha una visione lunga: “Abbiamo intenzione di mantenere un centro di eccellenza sulle tecnologie, qualche sperimentazione al servizio della parte bio” ha detto Ricci che conta di reinserire i lavoratori tra Gela e Priolo.
Parole queste assolutamente generiche non accompagnate da nessun investimento e stanziamento di somme.
Si comprende pertanto, alla luce delle superiori dichiarazioni , la decisione di Eni di chiudere definitivamente lo stabilimento ragusano col prossimo 31 dicembre 2024.
Si è di fronte al vuoto assoluto, alla mancanza di una prospettiva per il sito ragusano e tutto ciò , soprattutto per la gravissima disparità di trattamento tra Ragusa e Priolo , non può che rendere quanto mai opportuno e necessario lo sciopero generale di martedì prossimo che prevede raduno e corteo a partire dalle 10, da Piazza Libertà fino a Piazza Poste.
Oltre lo sciopero vi è però la necessità di una forte e convinta mobilitazione di tutto il territorio per la salvaguardia dei livelli occupazionali, mobilitazione che deve vedere impegnata a partecipare tutta la cittadinanza, la rappresentanza politica, istituzionale, a ogni livello.
Non si può assistere passivamente a questo ulteriore ed ennesimo scippo ai danni di Ragusa.


Sostiene Pe..ppe Lizzio

Sostiene Pe..ppe Lizzio

Si può affermare che le abbondanti pioggie di sabato mattina, hanno avuto il grande pregio, metaforicamente parlando, di pulire e di trascinare via le tante incrostazioni , le tante sedimentazioni che si erano accumulate all'interno del Consiglio Comunale di Ragusa.
Le pioggie purificatrici, sono state le dichiarazioni dei Consiglieri Comunali Benbardo, Caruso e Zagami che, finalmente, hanno dichiarato di non appartenere più alla maggioranza che sostiene il Sindaco Cassì in Consiglio.
Dichiarazione che segnano un punto fermo e di chiarezza, in una situazione che ormai da un anno si trascinava stancamente e strumentalmente.
Le vicende che hanno portato i tre consiglieri a questa scelta sono note, ed è inutile in questa sede ripercorrerle. Si può solo dire che ognuno di loro ha percorso un cammino che da posizioni e da tematiche di interesse diverse, lì ha portati via via a un sentire politicamente comune, rafforzati in questo percorso dalla sciatteria amministrativa incapace di dare risposte alle domande e richieste tutte da loro legittimante avanzate, e dalla evidente mediocrità politica di Cassì non all'altezza di gestire le fibrillazioni e le critiche politiche che gli venivano giistamente mosse.
Ma oramai tutto questo è un dato di fatto , un punto fermo che ci porta a certificare che la maggioranza del Sindaco Cassì dai 17 consiglieri iniziali, oggi si è ridotta a 14.
Perché si sia ridotta non interessa perché basta rileggere gli articoli di stampa degli ultimi 12 mesi per capire le ragioni di quanto accaduto.
Oggi , proprio alla luce di quanto di interessante politicamente è avvenuto, la domanda da porsi deve essere obbligatoriamente un'altra; siamo proprio sicuri e certi che i 14 consiglieri rimasti alla corte di Cassì siano un corpo unito , granitico capace di assicurare al Sindaco la maggioranza in Consiglio o invece no? E quanti altri seguiranno i tre fuoriusciti?
Rispondere a questa domanda non è affatto facile e soprattutto non vi è nessuna certezza.
Il Sindaco Cassì, dall'abbandono dei tre consiglieri, esce, politicamente molto indebolito.
Quella immagine di Sindaco vincente dall'atteggiamento di distaccata superiorità/ sufficienza che da sempre lo contraddistingue per la prima volta, in maniera chiara , viene intaccata, scalfita incrinata.
Tutto cio grazie ad una azione politica concertata, studiata a tavolino e messa in atto dai tre consiglieri oramai indipendenti.
Consiglieri che hanno operato la loro scelta anche nel momento giusto.
Non solo perché la loro decisione è stata comunicata nel corso della seduta del Consiglio Comunale dedicata alla enfatica "Relazione annuale del Sindaco' , che ne è risultata quindi offuscata, ma perché le loro dichiarazioni di indipendenza giungono nel momento in cui si stanno facendo, a livello provinciale, i giochi in vista delle elezioni di secondo livello del prosdimo dicembre Elezioni che com'è noto porteranno alla elezione del Presidente del Libero Consorzio comunale.
Su questo fronte dove Cassì da "finto civico", fa continui viaggi nelle segreterie di due ben individuati partiti politici del centrodestra per cercare appoggio alla sua candidatura a Presidente, né esce fortemente indebolito perché non solo si presenta, adesso, al tavolo delle trattative con tre consiglieri in meno, ma per come si argomentava prima, Cassì  il prossimo 15 dicembre in occasione delle elezioni non è certo , non è sicuro al 100% di poter contare su 14 voti .
Su questo punto si aprono prospettive inquietanti per Cassì.
Nella sua variegata ed eterogenea maggioranza rimasta , si può essere certi ché tutti ma proprio tutti gli daranno il voto , o nel segreto dell'urna , qualcuno coglierà l'attimo per minare, per intaccare ulteriormente l'immagine vincente che Cassì si è dato dopo il risultato delle passate edizioni amministrative.
Maggioranza residua dove, a dire dei tre consiglieri dissidenti, come si evince dalle dichiarazioni rese in Consiglio comunale, vige un modus operandi poco democratico avvezzo a far fuori, politicamente parlando, chi non si allinea ai voleri del capo e del suo cerchio magico.
Senza sottovalutare il fatto che ridimensionare Cassì sia a livello di Consiglio Comunale oggi, e sia a livello di elezioni provinciali domani, ha anche un grande significato e vantaggio politico in vista del futuro prossimo.
Futuro prossimo che tradotto vuole dire elezioni regionali del 2027 a cui Cassì obbligatoriamente guarda essendo oramai al suo secondo e ultimo mandato.
Un Cassì con una immagine indebolita può tornare utile ai suoi possibili futuri avversari politici.
Tutto questo porta alla inevitabile conclusione che nei prossimi mesi la navigazione del Cassì 2 non sarà facile , con tanti ostacoli da superare , dove sarà veramente difficile mantenere saldi, compatti e fedeli alla causa i 14 consiglieri comunali rimasti, (chissà per quanto tempo ancora), a fianco del Sindaco Cassì.


Bando del Castello. Almeno due le proposte.

Bando del Castello. Almeno due le proposte.

Si è svolta stamani presso il Palazzo della Provinxcia, in viale del Fante a Ragusa la conferenza stampa avente ad oggetto la presentazione della modalità di partecipazione del Libero Consorzio Comunale di Ragusa all’avviso pubblico del Comune di Ragusa per la gestione del complesso di Donnafugata.
Il Direttore Generale dell'Ente Nitto Rosso, con a fianco Andrea Guastella  organizzatore di eventi culturali e critico d'arte nonché coordinatore scientifico del progetto, ha evidenziato come la decisione del Libero Consorzio è stata assunta con spirito sussidiario e partecipativo, in una visione prospettica della valorizzazione di un importante bene culturale del territorio provinciale.
Il mezzo prescelto, nel rispetto anche del Codice dei Beni culturali, è la Fondazione di Partecipazione.
La Fondazione di Partecipazione, pur muovendosi nell’ambito del diritto privato, lascerà il Castello come bene pubblico, assumerà personale con evidenza pubblica e non ripartirà utili.
In caso di aggiudicazione, l’Ente provinciale costituirà questa struttura denominata “Fondazione Castello di Donnafugata” e per l’effetto ha già stanziato la somma di 100 mila euro per costituire il capitale necessario e una ulteriore dotazione di altri 150 mila euro è pronta per affrontare le prime spese.
Il Direttore ha altresi evidenziato, nel corso del suo intervento, come la proposta del Libero Consorzio sia frutto di una fittissima e interessante rete di soggetti , tutti al top nei relativi settori di appartenenza , che hanno voluto partecipare alla redazione della proposta.
Si va dal Prof. Enrico Castiglione gia direttore di TaoArte, al Direttore del Museo di arte moderna di Palermo , al Prof. Rosario Schiacci docente universitario e Direttore del prestigioso Orto Botanico di Palermo che sarà chiamato alla direzione del parco del Castello.
Il Direttore Rosso ha inoltre posto l'attenzione ai ben 21 soggetti che fanno parte della Fondazione , da Coop Cultura, a Vivaticket, Aurea Phoenix, Sudestasi Contemporanea, M’arte scultura, gli operatori commerciali che orbitano attorno al Castello tutti chiamati a date il loro contenuto in termini di idee e di partecipazione elemento questo che evidenzia la forte "democraticità" della proposta che parte dal basso raccogliendo le istanze di tutti i soggetti interessati alla fruizione del maggior attrattore culturale della nostra provincia.
Il Direttore Rosso ha colto, infine, l'occasione per ringraziare il Prefetto di Ragusa per la sensibilità mostrata sul punto, e ha stigmatizzato le critiche mosse da alcuni consiglieri comunali all'intervento del Prefetto sulla vicenda Catello.
La conferenza stampa giunge dopo la chiusura dei termini del bando da parte del comune di Ragusa.
Da informazioni assunte , oltre alla partecipazione del Libero Consorzio è stata presentata un'altra proposta da parte della ProLoco di Ragusa in  associazione temporanea con imprese del settore turistico.
Non resta che attendere l'insediamento della commissione che dovrà provvedere alla valutazione delle tre offerte presentate.
Sempre che la magistratura amministrativa che a quanto risulta ad oggi, non è stata ancora adita, ma una volta presentato il relativo ricorso, potrebbe giustamente bloccare lo strano iter amministrativo messo in campo dal Sindaco Cassi.


Sostiene Pe...ppe Lizzio: Critica per lo spot

Sostiene Pe...ppe Lizzio: Critica per lo spot

Alcuni giorni fa, il Sindaco Cassi sulla sua pagina Facebook, con la solita stucchevole enfasi, ha presentato il nuovo video che dovrebbe promozionare Ragusa e il suo territorio.
Da subito , sulla pagina social si è aperto il classico scontro tra favorevoli e critici.
Mettendo però da parte questo scontato dibattito , è forse più opportuno focalizzare l'attenzione sulle finalità che il video intende perseguire, e se queste sono state raggiunte .
Tralasciando i peculiari aspetti del montaggio del video che , comunque raggiunge una risicata sufficienza, dove bisogna porre grande attenzione e sul versante storytelling e se i quattro pilastri su cui esso si fonda, che sono
interesse; impatto; immersione; interattività sono stati rispettati e raggiunti.
Su questo versante, non si può che affermare che il video è a dir poco modesto. Utilizzare dei testimonial del territorio che facciano endorsement per il luogo in cui vivono è elemento scontato.
I personaggi, che compaiono nel video, ad esclusione del famoso Chef stellato Ciccio Sultano sono poco noti se non addirittura sconosciuti al grande pubblico che è bene ricordare è il target a cui uno spot turistico per concetto, deve rivolgersi
Si utlizzano i testimonial del luogo, quando questi possano portare valore aggiunto che deriva dalla loro nototorietà nazionale o internazionale. Nel video in oggetto, le persone che si sono prestate, vengono interpretate e viste come persone comuni.
Il video rientra, pertanto, nel novero delle produzioni turistiche tradizionali, senza lode e senza infamia, che certamente non lascerà il segno nel mercato del marketing turistico.
Altro aspetto tecnico è poi la voce narrante ben sotto la sufficienza e mi auguro che sia stata prevista una vesione in lingua inglese del video. Un prodotto che da l'impressione di un qulacosa che doveva essere fatto per forza.
Con l'aggravante di apparire, inoltre, un prodotto dall'impianto "politico" nel senso che l’obiettivo chiaro è quello di far entrare, nei 90 secondi, le peculiarità, anche troppe, con buona pace di qualunque categoria possa sentirsi dimenticata.
La strada di endorsement doveva essere, a mio modesto avviso, ben diversa.
A partire da una solida colonna sonora , vibrante, territoriale, profumata di tradizioni e sonorità e non un banale jingle free acquistabile sulle banche dei contenuti online. Inquadrature e soggetti dovevano essere visti con una nuova prospettiva. Testimonial è il territorio!
Il punto è proprio questo. Lo spot è costruito sulle persone, non sul territorio. Le continue inquadrature verso gli interpreti tolgono secondi preziosi a svantaggio del patrimonio artistico, architettonico, paesaggistico.
Il video non crea nulla in termini di valore aggiunto per un turista straniero. Si potrebbe tranquillamente affermare che con una voce narrante in "siciliano", ma non certo da 90 secondi, sarebbe stato più efficiente su base internazionale.
Si aggiunga la circostanza che , a quanto è dato sapere, il video e stato prodotto anche come video promozionale da utilizzare alla fiera TTG di Rimini a cui il Comune di Ragusa ha partecipato.
Orbene in un ambiente fieristico questo tipo di video è ancora meno efficiente. Le condizioni delle fiere non permettono di recepire l’audio. Rimane esclusivamente uns sequenza di immagini. Quindi, a meno che non sia stato presentato in occasione di una conferenza stampa ad un certo numero di stakeholder, l’effetto è stato ancora meno impattante.
Siamo quindi ben lontani da un video da esperienza turistica sul modello, per intenderci, dei grandi lanci turistici che si producono in occasione degli Expo, delle Olimpiadi, dove i territori vengono espressi attraverso strategie ben più efficaci e immersive.
In definitiva il video promo del Sindaco Cassí non definisce il prodotto turistico, non lo valorizza, mette al centro i testimonial e non il territorio, non si rivolge ai turisti ma in sostanza è un video quasi a uso e consumo dei ragusani, una produzione casalinga dai costi tutti da verificare.
Per meglio comprendere quanto sopra affermato , basta fare un semplice paragone con la campagna pubblicitaria in atto del Marina Fest che si terrà nel fine settimana.
In quedto caso, abbiamo un chiaro esempio di come si fa correttamente promozione di un evento.
In concreto, l'organizzazione e Ciccio Barone in particolare hanno:
1) definito un progetto, il Marina fest appunto,
2) individuato i partner da coinvolgere,
3) definito un ambito territoriale di azione;
4) definito i destinatari del messaggio,
5) avviata una strategia di comunicazione tramite i social a costo zero semplice e incisiva coinvolgendo i partners.
In sostanza è chiaro a tutti che il 12 e il 13 ottobre a Marina di Ragusa ci sarà un grosso evento, con specialità gastronomihe particolari creato per l'occasione a costi bassi, e spettacoli gratis. Messaggio rivolto ad un pubblico ben preciso di Ragusani e Siciliani.
Di contro il video di Cassi chi lo vedrà? A chi è rivolto? Che risultati concreti porterà? In che modo inciderà nelle scelte dei turisti?
Tutte domande che forse mai avranno una risposta.
Nei fatti vedremo che l' evento di Marina di Ragusa avrà successo e porterà tanta gente che farà lavorare le tante attività commerciali coinvolte. Di contro il video del Sindaco sarà visto da tantissimi ragusani che lo condivideranno commentandolo positivamente. Se l' obbiettivo era quello di accattivarsi le simpatie dei nostri concittadini potremmo dire che è un video riuscito. Se invece l'obbiettivo era la promozione del territorio sorgono notevoli problemi e i quattro obiettivi dello storytelling sembrano ben lontani dall'essere stati raggiunti.


Dibattito sui principali temi politici.

Dibattito sui principali temi politici.

Sì è svolta a Modica la direzione regionale e provinciale di Ragusa della Democrazia Cristiana.
In una sala gremita di iscritti e simpatizzanti, alla presenza del Segretario Nazionale Totò Cuffaro e degli altri maggiorenti del partito, si è svolto un proficuo e articolato dibattito sui principali temi politici del movimento.
Il Segretario Totò Cuffaro, dopo aver ricordato che la DC è in crescita tanto che ogni giorno accoglie nelle proprie fila nuovi dirigenti e amministratori locali, ha ribadito  la lealtà del partito alla coalizione che guida la regione Sicilia e lo stretto rapporto di leale collaborazione con il Presidente Schifani rafforzato in occasione delle recenti elezioni europee.
Cuffaro, nel suo intervento, ha poi fissato le priorità per il prossimo operato della Giunta Schifan edell'Ars . Priorità che sono la riforma delle Province con il ritorno delle elezioni di primo livello, la costruzione in Sicilia dei temivalorizzatori per porre fine alla emergenza rifiuti  e poi dare una immediata rispota alla emergenza delle emergenze, "la siccità" con la riattivazione e costruzione dei dissalatori la cui produzione di acqua dovrà essere anche finalizzata all'uso agricolo.
Il padrone di casa On.le Ignazio Abbate, ha invece posto in risalto la costante fedeltà politica della DC alla colazione di centro destra rivendicando risultati concreti per il territorio ibleo , ma chiedendo agli alleati uno sprint in più, un momento di concreta ripartenza per quanto riguarda programmi e azioni per la rimanente parte della legislatira. Tutto ciò da attuare anche attraverso una rimodulazione delle deleghe aassesdoriali che devono vedere la DC avere un ben preciso e maggiore ruolo anche alla luce del fatto che la DC è cresciuta un termini di voto e di uomini rispetto a due anni fa.
Sicuramente la manifestazione modicana ha dimostrato, ancora una volta, il forte radicamento della DC nel territorio ibleo e di questo si dovrà ovviamente tenere conto già a partire dalle prossime elezioni provinciali di dicembre.