Vittoria gelata, la città chiede lo stato di calamità. Il commento di Andrea Nicosia

Vittoria gelata, la città chiede lo stato di calamità. Il commento di Andrea Nicosia

Freddo e gelo di questi giorni non hanno risparmiato danni alla produzione agricola nel vittoriese, motore economico della città Ipparina.
Per far fronte all'inesorabile e ghiacciante crisi, l'amministrazione comunale di Vittoria ha, nella giornata di ieri, chiesto alla Regione di dichiarare lo stato di calamità.
Su tale delibera è tornato oggi il presidente del Consiglio Comunale, Andrea Nicosia: "Bene ha fatto l’amministrazione comunale a chiedere alla Regione siciliana di intervenire. I nostri produttori, a causa delle avverse condizioni climatiche delle ultime settimane, hanno subito ingenti danni alle strutture e ai prodotti. Tutto ciò si aggiunge alle già difficili condizioni in cui sono costretti ad operare. All’atto approvato dalla Giunta ritengo, quindi, doveroso e opportuno che segua un atto deliberativo del consiglio comunale che supporti, con il proprio voto, espressivo di tutte le forze politiche della città, le richieste avanzate alla Regione. Per queste ragioni già nella prossima sessione utile sottoporrò al voto del consiglio comunale un documento che, in linea con quello già approvato dalla giunta municipale, coinvolga l’intero consesso nella richiesta della dichiarazione dello stato di calamità. Ciò a supporto dell'iniziativa dell’amministrazione comunale; sono certo che tale documento vedrà la condivisione dell’intero consesso, al di là delle diverse appartenenze politiche".


Scuole di Vittoria a prova di freddo, sopralluogo per gli impianti di riscaldamento

Scuole di Vittoria a prova di freddo, sopralluogo per gli impianti di riscaldamento

Ancora stretta la morsa del gelo sul nostro Paese: solo con questa settimana dovremmo cominciare a vedere la temperatura riprendersi.
Nel frattempo ci si mette al riparo, laddove sia veramente necessario; a tal proposito, oggi il sindaco Giovanni Moscato e l’assessore alla Pubblica Istruzione Gianluca Occhipinti hanno effettuato un sopralluogo negli istituti scolastici per verificare il corretto funzionamento degli impianti di riscaldamento .
Le dichiarazioni del primo cittadino: "oggi ci siamo recati in diversi istituti per confrontarci con i dirigenti scolastici e appurare il funzionamento degli impianti di riscaldamento. Abbiamo effettuato, invitando al sopralluogo i rappresentanti del consiglio d’istituto, diverse verifiche con i nostri tecnici per individuare eventuali criticità".
A quanto pare, un sopralluogo di una certa utilità, viste per esempio le necessità della scuola Caruano, per la quale si è "provveduto a dotare le due classi non raggiunte dall’impianto di pompe di calore e stiamo proseguendo i lavori di manutenzione straordinaria del sistema di riscaldamento con l’ausilio di una ditta specializzata per ripristinare la piena funzionalità".


UE. Non li vuole nessuno! Solo qualche italiano continua a credere alle favolette di Grillo & Co.

UE. Non li vuole nessuno! Solo qualche italiano continua a credere alle favolette di Grillo & Co.

E no, non gliene va una bene. Dopo i proclami trionfalistici di queste ore, tutto si è risolto in un non nulla. Il M5S deve rimanere con quelli della Brexit, gli europeisti non li vogliono.
A nulla sono valse le consultazioni on line, indette da Beppe Grillo, che avevano sancito la volontà dei suoi iscritti di aderire all'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (da ora in poi ALDE, ndr.).
E' di pochi minuti fa la presa di posizione di Verhofstadt, capogruppo dell'ALDE, che ha dichiarato: "Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un'agenda comune per riformare l'Europa" ha dichiarato l'ex premier belga aggiungendo che "non c'è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde". "Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave".
"Tuttavia - ha concluso Verhofstadt - nelle questioni degli interessi condivisi, come l'ambiente, la trasparenza e la democrazia diretta, il gruppo Alde ed il Movimento 5 Stelle continueranno a lavorare strettamente insieme".
Niente, anche in Europa di sono accorti delle posizioni poco democratiche del comico genovese e dei suoi epigoni.
Secondo quanto scrive Grillo a queste consultazioni on line avrebbero votato 40.654 iscritti certificati, di questi ben il 78,5% dei votanti ossia 31.914 avrebbe espresso la volontà di aderire all'ALDE, mentre 6.444 sono stai i voti in favore della permanenza nell'EFDD (gruppo parlamentare europeo dove annoveriamo personaggi come Salvini e il razzista e xenofobo di Farage), mentre sono stati 2.296 i voti dei 5 Stelle per confluire nei non iscritti.
Una doccia fredda per i grillini e soprattutto per Grillo, anche perché in ballo c'era ben altro, come spiega benissimo la Alessia Morani, collega de L'Unità, che scriveva solo poche ore fa: "La svolta di Grillo vale 700 mila euro, fondi che sarebbero andati persi qualora gli eurodeputati pentastellati fossero finiti tra i non iscritti a un gruppo, destino riservato a Farage quando la Brexit sarà resa effettiva. Certo rinunciare allo stipendio mensile dell’Europa è difficile (Salvini lo sa), ed è la ragione per cui anche l’incendiario Farage, che insieme a Grillo ha fondato un gruppo parlamentare chiamato EFDD al grido di 'morte all’Europa' se ne sta ora buono buono a Bruxelles dopo aver provocato un pasticcio da cui tutti vorrebbero tornare indietro come l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea".


La politica con la "p" minuscola. I grillini dei perfetti "Yes Man" infarciti di nulla

La politica con la "p" minuscola. I grillini dei perfetti "Yes Man" infarciti di nulla

Tutto il mondo è paese. Un motto ancor più vero da quando i grillini si sono affacciati sulla scena politica.
Sì, affacciati. Perché loro né scendono, come qualcuno era abituato a dire, né salgono in campo, come qualcun'altro voleva si sarebbe detto. Loro infatti sono "diversi". Loro la politica la affrontano da lontano, discutono con essa e di essa, ma a distanza di sicurezza. Chiunque ha avuto modo di incontrarli politicamente, non può che constatare il loro modo naïf di affrontare le questioni politiche e la politica tutta. Una leggerezza mista a presunzione, che in un primo momento ti spiazza, poi ti intenerisce, sino a farti impallidire.
Lo scorso 5 gennaio il sindaco Abbate ha inviato una nota piuttosto dura contro i 5 Stelle di Modica, che hanno deciso di strumentalizzare un fatto tragico al solo fine di accusare il primo cittadino. Un atto ignobile il loro, che non ha e non può avere giustificazioni. In sintesi, a capodanno un ragazzo, a causa di un petardo, ha perso una mano e un occhio. Nonostante ci fosse un'ordinanza sindacale che ne vietava l'uso, loro, i Cinque Stelle di Modica, non hanno trovato di meglio da fare e hanno accusato il sindaco, di cosa non è dato sapere. Che dire? Meglio tacere.
Non sorvoliamo invece su questa cattiva abitudine dei Cinque Stelle di nascondersi sistematicamente dietro un logo. Una prassi notata pure dal sindaco di Modica, che giustamente se ne è lamentato. Questo è uno dei tratti distintivi dei Cinque Stelle. Lo ritroviamo in quelli di Ragusa così come in quelli di Modica e persino nei meetup scissionisti. E' proprio un marchio di fabbrica.
Come nella migliore tradizione delle sette, nessuno si espone, nessuno si prende la responsabilità delle proprie azioni, questo compete solo al capo, che al massimo delega il logo del Movimento o qualche epigono capace solo di ripetere a pappagallo le formulette dettate dal capo. Tutti in silenzio, perciò, col capo chino a seguire in modo assolutamente passivo i diktat del leader, che fa il bello e il cattivo tempo, che dice tutto e il contrario di tutto, e tutto ovviamente gli è permesso, pena l'espulsione immediata. E così, tutti, in perfetto stile Yes Man, a seguirlo nelle sue continue, infinite e vertiginose girandole umorali. Un balletto claudicante quello del capo, che se guardato a debita distanza, non può che apparirci come lo squallido e triste scimmiottamento delle ben più nobili pratiche sofistiche.
Insomma, mentre il capo scrive e riscrive i regolamenti di questa accolita di rancorosi, facendo dell'ossimoro una regola e dell'antinomia un'abitudine, i poveri sottoposti, o seguaci se volete, dispersi da tempo in questo mare magnum di regole e regolamenti, non posso che aggrapparsi a un'etica sempre cangiante e perciò incomprensibile, la cui illogicità sembra essere l'unica via maestra. Come non ricordare con un sorriso i balletti sull'euro sì o sull'euro no o quegli iniziali veti a incontrare la stampa e i giornalisti o ancora quelle epurazioni, volute dal Commintern pentastellato, a causa di un avviso di garanzia. Tutto, ma proprio tutto, visto e rivisto in base alle esigenze del momento. Appunto: illogicità.
Così come l'infinitamente grande è legato indissolubilmente all'infinitamente piccolo, cambiano, infatti, le dimensioni di queste realtà, ma non la logica che ne anima la loro essenza, allo stesso modo il grillinismo di provincia è identico a quello nazionale. I vizi dell'uno li ritroviamo identici nell'altro ossia tanto quanto i maggiorenti del Movimento si genuflettono acriticamente alle decisioni del capocomico, tanto, nella nostra città, i vari consiglieri, assessori e attivisti si inchinano alle decisioni del vertice che a Palazzo dell'Aquila alberga. Un esempio? Beh, ne potremmo fare tanti, ma per motivi di spazio non possiamo che ricordare la seduta del Consiglio comunale dello scorso 30 dicembre, dove sono state approvate le variazioni di Bilancio. In quell'occasione, ad esempio, nessuno dei consiglieri di maggioranza si è preoccupato di spiegare alla città cosa sarebbe successo se l'Aula non avesse approvato le variazioni. Una delle caratteristiche dei politici è proprio quella di dover e saper argomentare nel miglior modo possibile le proprie scelte, le proprie battaglie, solo così ci si riesce ad accreditare tra gli elettori. Pensate che i consiglieri di maggioranza abbiano argomentato le ragioni del loro sì? Pensate che abbiano spiegato ai ragusani cosa sarebbe accaduto se le variazioni non fossero state approvate? No, per nulla. Si sono solamente limitati a ripetere che la delibera (bocciata il 16 dicembre, ndr.) godeva dei pareri positivi del Segretario Generale e dei Revisori e nulla più. Come si diceva all'inizio, potrebbe essere stata colpa di quel vizio di essere abituati a fornire le proprie posizioni nell'anonimato. Forse avrebbero potuto utilizzare un logo M5S di peluche, animato, una mascotte da tenere in Consiglio capace di offrire alla città delle idee senza far correre loro il rischio di assumersi una qualche responsabilità. Ma l'idea che ci siamo fatti, invece, è che nessuno della maggioranza aveva la più pallida idea di cosa si stesse parlando eppure in ballo c'erano ben 20 milioni di euro, ma loro semplicemente eseguivano un ordine. Questi sono i 5 Stelle, a Ragusa come a Roma.


Ed io che pensavo che cubista fosse sinonimo di studiosa di fisica quantistica

Ed io che pensavo che cubista fosse sinonimo di studiosa di fisica quantistica

Lo devo ammettere: ogni volta che vedo le immagini di quest'ultimo capodanno a Ragusa ho un sussulto al cuore. Vedere quelle due donne ballare mezze nude sul palco: mi fa male.
No, non sono bigotto né puritano né bacchettone, ma quelle immagini mi fanno soffrire.
Vedere quelle due cubiste svestite ballare, per quasi tre ore, in piazza San Giovanni, a zero gradi, mi fa sentire male. Sento freddo al solo pensarci. Intendiamoci, sono state pagate abbondantemente per il loro lavoro e non con dei voucher, quindi nessuno sfruttamento, nessuna violenza, ma di sicuro, la loro, è stata un'impresa che io personalmente definirei epica, coraggiosa, storica.
Ciò che invece non riesco proprio a capire, nonostante siano passati quasi otto giorni da quella notte, è questa indignazione piccolo borghese, provinciale, nei confronti di queste due donne.
C'è chi si è scandalizzato perché erano mezze nude, chi perché erano mezze nude davanti a dei ragazzini e chi perché erano mezze nude in piazza, là, davanti la cattedrale. Infine c'è stato pure chi, in onore del più becero femminismo, è rimasto sconvolto perché due donne sono state pagate per ballare mezze nude.
In sintesi, tutti preoccupati a difendere una certa idea di pudore, un po' anacronistica a dire il vero, e nessuno che si è preoccupato per la salute di queste due povere ragazze. Tralasciando il fatto che qualcosa dovevamo pure al "povero" Albertino, vero sopravvissuto dei bei tempi andati, un vero dinosauro della disco music. Almeno così anche lui si è goduto lo spettacolo delle cubiste, che siamo sicuri avrà alleviato il peso di lavorare a zero gradi, per tre ore e soprattutto alla sua età. Tralasciando tutto questo, un fatto rimane: ma il motivo di questa sommossa popolare? Veramente non avete nulla di più serio a cui pensare?
Mi ricordo un vecchio slogan della Democrazia Cristiana che recitava pressapoco così: nella cabina elettorale Stalin non ti vede, ma Dio sì. Certo questo è uno slogan un po' datato, che trovo però molto più interessante e coerente di certe filippiche odierne e perciò continuo a chiedermi ma veramente vi sconvolge il fatto che due donne, in slip e reggiseno, ballino, non sul sagrato, non in chiesa, ma davanti una chiesa? E se sì, a quale distanze dalla chiesa le due cubiste potevano lavorare senza urtare la vostra sensibilità? Nel senso, il vostro "ardore" religioso sarebbe stato salvo se le due avessero ballato in via Mariannina Coffa o dovevano spostarsi sino in piazza Poste? In ultima analisi, sin dove si spinge l'influenza dell'edificio consacrato? Ma forse questo è un calcolo un po' troppo complesso e perciò lo lasciamo stare. Di sicuro quello sculettamento, che tanto clamore ha suscitato, non mi appare poi così distante da certi "spettacoli" che tutti noi guardiamo sulle nostre spiagge. No, non parlo di topless, ma di tanga e di perizomi vari o ancora di certi bikini indossati da donne che tutto potrebbero indossare fuorché un bikini, come dire la decenza. La stessa decenza che, a parer mio, manca nell'abbigliamento di certe signore che un po' troppo incautamente vanno ad incontrare la domenica il Signore. No, non mi ricordo di lettere ai giornali per questo o quello spettacolo. Ma la cosa più divertente, di tutta questa vicenda, di sicuro è stata la critica vetero femminista, indignata per il mercimonio a cui tutti noi abbiamo assistito.
Diciamo che il mercimonio è ben altra cosa e che non dovrebbero essere due tette, per giunta pure coperte, a farci scandalizzare, in fondo nessuno le ha costrette, questo è il loro lavoro e giurerei pure anche ben pagato, ma questa è un'altra storia.
Questa mia personalissima e pure banale riflessione su un certo malcelato pudore dei miei concittadini, mi fa ricordare un verso di una vecchia canzone: "Non è mica normale
che un comune mortale, per le cazzate tipo compassione e fame in India, c'ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna, che viene da dire: 'Ma dopo come fa a essere così carogna?'


Variazioni di Bilancio, una mannaia sull'Ente da 20 milioni di euro?

Variazioni di Bilancio, una mannaia sull'Ente da 20 milioni di euro?

Lo scorso 30 dicembre il Consiglio comunale ha approvato le variazioni di bilancio. Tutti oramai sanno cosa è accaduto durante quella seduta, durata poco più di quattordici ore. Una seduta, che, noi per primi, definimmo surreale, non ci sono altri termini per raccontare quella che è stata, poco più o poco meno, che una farsa, un teatrino senza senso, che ci ha costretto a vivere e rivivere un tristissimo loop in salsa politicheggiante. Un loop tragico, un loop durato 14 ore, durante il quale le opposizioni hanno continuato a ripetere e denunciare il fatto che la seduta era nulla e che volevano le specifiche delle variazioni, mentre la maggioranza ha continuato a rispondere che non ci sono carte occultate e che tutto era in regola, anche perché vidimato e approvato dal Segretario Generale e dai Revisori dei Conti. Certo, verrebbe da aggiungere, una delibera approvata e vidimata prima di quel 16 dicembre, quando fu bocciata dalle opposizioni, che adesso pare sia nulla, almeno questa è la posizione delle minoranze.
Oggi i 5 Stelle cantano vittoria, mentre le opposizioni stanno già lavorando per fare ricorso al Tar, alla Corte dei Conti e forse pure alla magistratura. Fra qualche settimana, meglio fra qualche mese, vedremo chi ha ragione e quali saranno gli sviluppi di questa vicenda. Certo è che se avessero ragione le opposizioni, ci sarebbe poco da gioire, da sfregarsi le mani, da cantar vittoria. Come scrivemmo qualche settimana fa la materia è estremamente complessa, parliamo di leggi e di interpretazioni di leggi, che in Italia non è mai cosa agevole. Iniziamo col dire che le opposizioni, nessuna esclusa, da quel 16 dicembre hanno perso le notti a leggere e rileggere tutta la normativa di riferimento: ci avranno capito qualcosa? Sì, no, forse. Fatto sta che non si sono accontentati del loro giudizio e così si sono rivolti a una serie di avvocati, che questa materia la mastica ogni giorno e nessuno, nessuno di questi avvocati, ha avuto dubbi nel bollare come insensata e pericolosissima l'operazione dell'Amministrazione.
Se per caso, ma solo per caso, questi prìncipi del foro avessero ragione, e quindi di conseguenza le opposizioni, non potremmo che toglierci il cappello dinnanzi a questa maggioranza, alla meravigliosa operazione                  burocratico-finanziaria realizzata dall'assessore al Bilancio, dai dirigenti e dalla maggioranza tutta. Un'operazione che nella peggiore delle ipotesi ha creato debiti fuori bilancio per 20 milioni di euro, nella migliore delle ipotesi debiti fuori bilancio per qualche centinaia di miglia di euro. Su chi ricadranno gli effetti nefasti di questa operazione non è del tutto chiaro, certuni sono convinti che saranno i consiglieri e il dirigente a dover pagare questi debiti, altri, invece, credono che a pagarli, come sempre, saranno i cittadini.
Se, invece, si fossero sbagliati tutti e quindi Piccitto e i suoi avessero avuto ragione, beh non ci sarebbe nulla di cui gioire ugualmente. Quest'atto è stato approvato solo perché Elisa Marino, del Gruppo Insieme, non era presente in Consiglio, solo perché era in vacanza. Sulla sua assenza le malelingue ci stanno ricamando su e non poco, secondo queste la Marino si sarebbe recata all'estero in virtù di un accordo sottobanco tra l'Amministrazione e il suo Gruppo, insomma un'operazione magistrale degna delle migliori tattiche tanto in vigore nella prima Repubblica. Sarà vero? No, non ci vogliamo credere. Non crediamo e non vogliamo credere che il Gruppo Insieme, tanto prodigo di accuse in Aula, ami cincischiare con l'Amministrazione nelle segrete stanze, magari per ottenere un qualche obolo. Noi, non siamo complottisti e non lo saremo mai, queste pratiche le lasciamo volentieri a chi è più avvezzo a vivere di fantasia.
 
 


Sicurezza negli ospedali. Per Ragusa in Movimento vanno "filtrati" gli ingressi

Sicurezza negli ospedali. Per Ragusa in Movimento vanno "filtrati" gli ingressi

Catania: la notte di capodanno un'aggressione al Pronto Soccorso Vittorio Emanuele, con un medico picchiato. Una vicenda che ha destato preoccupazione, non solo nel territorio etneo.
Su sponda Iblea, infatti, a raccogliere tali preoccupazione è Ragusa in Movimento, secondo cui: "sarebbe opportuno che, per evitare episodi drammatici come quello verificatosi a Capodanno al Vittorio Emanuele di Catania, la direzione generale dell’Asp di Ragusa si attrezzasse per dotare i Pronto soccorso degli ospedali territoriali degli opportuni dispositivi di sicurezza".
La riflessione appartiene in particolare al presidente dell'associazione, Mario Chiavola, che quindi pone l'accento sul possibile problema della sicurezza nelle grandi strutture sanitarie: "ci auguriamo, come movimento politico, che la direzione generale possa prendere spunto dalle situazioni incresciose accadute altrove per fare in modo che episodi del genere non si verifichino nella nostra realtà”.
Ma sul caso del capodanno catanese, vale la pena di fare una precisazione; il Pronto Soccorso Vittorio Emanuele è stato oggetto di sette aggressioni negli ultimi quattro mesi, di cui l'ultima risalente per l'appunto al primo dell'anno. Si tratta quindi di una struttura ove effettivamente esiste un reale rischio sicurezza, a differenza di quanto succeda nel nostro territorio, dove una simile emergenza non si è ancora palesata.


A rischio il carrubo Ibleo. L'allarme lanciato da Legambiente

A rischio il carrubo Ibleo. L'allarme lanciato da Legambiente

Xylosandrus Compactus: questo è il nome del coleottero che sta minacciando uno degli alberi più rappresentativi del territorio Ibleo, il carrubo. Il grido d'allarme arriva dal circolo Legambiente (neanche a farlo apposta) "Il Carrubo".
Non è la prima volta che il Circolo degli attivisti ragusani si dedica al tema dei disastri perpetrati da questo coleottero di origine asiatica: un primo allarme fu lanciato in settembre; ad esso seguirono due incontri con l'Osservatorio  per le malattie delle piante di Acireale (l'ultimo dei quali, si svolse a Scicli).
Con una nuova nota Legambiente pone nuovamente attenzione al tema, sottolineando come manchi ancora la sensibilizzazione al problema: "non lo sanno gli agricoltori, non lo sanno i proprietari dei carrubeti e soprattutto non è cosciente del rischio che corre il carrubo la maggioranza dei cittadini. Ad oggi non esiste alcuna campagna informazione istituzionale ad ampio raggio".
Anche sulle misure da intraprendere per questo spinoso caso, non manca la proposta di Legambiente: "si dichiari lo stato di calamità naturale come è successo con l’attacco della Xylella all’ulivo in Puglia e si utilizzino le risorse esistenti in regione sulla Misura 5 del PSR 2014-20120 . Potrebbero essere i forestali addetti agli incendi, non occupati d’inverno, ad effettuare una potatura a tappeto degli alberi infetti prima che a primavera l’insetto sfarfalli e attacchi altri carrubi aumentandone le giornate di lavoro. Parallelamente la Regione dovrebbe ricostruire  in provincia di Ragusa il servizio fitosanitario che negli anni scorsi è stato smantellato, mandando sul campo tutto il personale disponibile laureato visto che il futuro non promette nulla di buono".


Ultimi eventi legati al presepe vivente dell'Ecce Homo

Ultimi eventi legati al presepe vivente dell'Ecce Homo

Volge al termine il periodo delle festività, e con esso si avviano verso la fine le varie attività che animano normalmente queste giornate; una di queste (dal discreto successo) è il presepe vivente organizzato dai parrocchiani dell'Ecce Homo, per il quale sono previste tre nuove serate, il 5, il 6 ed il 7 gennaio (a partire dalle 18:00; ingresso libero).
Diverse le iniziative parallele previste per l'animazione di queste tre nuove serate: giovedì, alle 20, a rendere ancora più speciale l’atmosfera del Natale ci sarà il gruppo orchestrale e il coro dell’istituto comprensivo Maria Schininà che, con il canto angelico, si esibirà a partire dalle 20. Venerdì, alle 20, ci penserà invece la chitarra di Gianni Carfì ad allietare l’atmosfera. Infine, sabato, alle 18, il pomeriggio sarà caratterizzato dalla melodia presepiale degli strumenti a fiato del corpo bandistico “Vincenzo Bellini” di Santa Croce Camerina, diretto dal maestro Giuseppe Zisa.
L'iniziativa, come si diceva, ha riscosso il suo successo; un trend che gli organizzatori vorrebbero veder confermato anche nelle prossime ultime uscite: "dobbiamo già sin da ora ringraziare  tutti coloro che si sono messi a disposizione per la migliore riuscita di un evento che, a quanto pare, ha fatto breccia nel cuore dei ragusani. Adesso, a partire da giovedì, ci saranno altre tre rappresentazioni e speriamo di continuare a ricevere il calore di tutti coloro che intendono compiere un vero e proprio tuffo nel passato".


La polizia a Palazzo, in una seduta del Consiglio da dimenticare

La polizia a Palazzo, in una seduta del Consiglio da dimenticare

Nel pomeriggio (30 dicembre) avevamo scritto dell'abitudine del sindaco Piccitto ad andare allo scontro muscolare. Sempre nel pomeriggio (30 dicembre) scrivevamo dell'importanza della seduta di oggi (30 dicembre), visto che Ragusa non ha un bilancio e tra meno di 24 ore scade il termine ultimo per presentarlo.
Iniziato con un'ora di ritardo il Consiglio odierno è stato a dir poco surreale, a tratti imbarazzante, a volte tattico, ma solo a volte.
Le opposizioni, sin da questo pomeriggio, sapevano di non poter far nulla per contrastare l'azione della maggioranza, infatti non avevano i numeri. Mancava la Marino, pare in viaggio, e Chiavola, per gravi motivi familiari.
Consci della loro inferiorità, hanno messo in campo l'unica arma a loro disposizione: presentare pregiudiziali su pregiudiziali (fondate secondo logica, ma non per il segretario generale), al solo fine di non arrivare alla discussione dell'atto. Sei sono state le pregiudiziali discusse e sulle quali si è votato, ovviamente tutte bocciate. Ce ne erano altre quattro pronte, forse dici o quindici, ma non c'è stato il tempo per discuterle, gli animi si sono surriscaldati in modo imbarazzante, vergognosamente.
Le pregiudiziali, quasi una la fotocopia dell'altra, vertevano tutte sugli stessi punti, quelli della diffida, di cui già parlammo.
Per ben cinque ore la seduta del Consiglio è stata a dir poco surreale. Mentre i consiglieri d'opposizione hanno continuavano a dichiarare e a ripetere, sino alla nausea, l'illegittimità della seduta, perché l'atto è stato reso nullo dalla bocciatura del 16 dicembre scorso. La maggioranza, dal canto suo, allo stesso modo, ma specularmente, ha continuato a ripetere la legittimità del loro operato, sbandierando il parere dei Revisori e il nullaosta del segretario. Così per ben 5 ore. Cinque ore, che non possiamo non definire un dialogo tra sordi.
Man mano il tempo passava, gli animi si surriscaldavano sino al punto in cui - siamo intorno alle 23 - tutti gli interventi delle opposizioni riguardavano il castelletto ossia le specifiche delle variazioni, i 20 milioni di euro. All'ennesimo diniego del presidente Tringali: "Non ho carte da darvi, avete tutto". E' scoppiato il caos. Seduta sospesa. E no, non è finita qui, le opposizioni esasperate hanno chiesto l'intervento delle forze dell'ordine: "Perché non ci sono le condizioni democratiche per continuare i lavori all'interno del Comune", dichiarano in coro le opposizioni.