La polizia a Palazzo, in una seduta del Consiglio da dimenticare

Nel pomeriggio (30 dicembre) avevamo scritto dell’abitudine del sindaco Piccitto ad andare allo scontro muscolare. Sempre nel pomeriggio (30 dicembre) scrivevamo dell’importanza della seduta di oggi (30 dicembre), visto che Ragusa non ha un bilancio e tra meno di 24 ore scade il termine ultimo per presentarlo.
Iniziato con un’ora di ritardo il Consiglio odierno è stato a dir poco surreale, a tratti imbarazzante, a volte tattico, ma solo a volte.
Le opposizioni, sin da questo pomeriggio, sapevano di non poter far nulla per contrastare l’azione della maggioranza, infatti non avevano i numeri. Mancava la Marino, pare in viaggio, e Chiavola, per gravi motivi familiari.
Consci della loro inferiorità, hanno messo in campo l’unica arma a loro disposizione: presentare pregiudiziali su pregiudiziali (fondate secondo logica, ma non per il segretario generale), al solo fine di non arrivare alla discussione dell’atto. Sei sono state le pregiudiziali discusse e sulle quali si è votato, ovviamente tutte bocciate. Ce ne erano altre quattro pronte, forse dici o quindici, ma non c’è stato il tempo per discuterle, gli animi si sono surriscaldati in modo imbarazzante, vergognosamente.
Le pregiudiziali, quasi una la fotocopia dell’altra, vertevano tutte sugli stessi punti, quelli della diffida, di cui già parlammo.
Per ben cinque ore la seduta del Consiglio è stata a dir poco surreale. Mentre i consiglieri d’opposizione hanno continuavano a dichiarare e a ripetere, sino alla nausea, l’illegittimità della seduta, perché l’atto è stato reso nullo dalla bocciatura del 16 dicembre scorso. La maggioranza, dal canto suo, allo stesso modo, ma specularmente, ha continuato a ripetere la legittimità del loro operato, sbandierando il parere dei Revisori e il nullaosta del segretario. Così per ben 5 ore. Cinque ore, che non possiamo non definire un dialogo tra sordi.
Man mano il tempo passava, gli animi si surriscaldavano sino al punto in cui – siamo intorno alle 23 – tutti gli interventi delle opposizioni riguardavano il castelletto ossia le specifiche delle variazioni, i 20 milioni di euro. All’ennesimo diniego del presidente Tringali: “Non ho carte da darvi, avete tutto”. E’ scoppiato il caos. Seduta sospesa. E no, non è finita qui, le opposizioni esasperate hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine: “Perché non ci sono le condizioni democratiche per continuare i lavori all’interno del Comune”, dichiarano in coro le opposizioni.

di Rosario Distefano31 Dic 2016 01:12