Approvate le variazioni di bilancio a Ragusa, ma è una vittoria di Pirro

Ore 5.56 del 31 dicembre 2016, 14 sì e 16 assenti. Con questi numeri il Consiglio comunale di Ragusa ha approvato l’iniziativa consiliare che s’impegna a salvare le delibere di variazione di bilancio con carattere d’urgenza non ratificate lo scorso 16 dicembre.
Con i soli voti dei consiglieri pentastellati, eccetto Porsenna, l’Amministrazione Piccitto, assessore Martorana in primis, ha ottenuto la rivincita sulla partita persa due settimane fa.
“Una vittoria di Pirro” commenta Maurizio Tumino del movimento Insieme annunciando anche ricorso al TAR, probabilmente in un’azione congiunta con ogni gruppo di opposizione.
Il prezzo elevato per ottenere la vittoria, alto a tal punto da considerare il successo una sconfitta, è la mortificazione della democrazia e del diritto di controllo che il Consiglio comunale deve poter esercitare nei confronti degli atti amministrativi. Diritto negato: ne sono convinti tutti, dal Movimento Partecipiamo con Giovanni Iacono e Mirella Castro, a Città con Carmelo Ialacqua, il Lab 2.0 con Migliore e Nicita, ne è altrettanto certo il consigliere Morando del Movimento Civico Ibleo, lo hanno ribadito D’Asta e Chiavola del Partito Democratico, ripetuto fino alla nausea dai quattro consiglieri del movimento Insieme, orfano per l’occasione di Elisa Marino, a quanto pare fuori dal territorio nazionale. Diritto negato a tal punto da chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, come abbiamo raccontato in nottata. Perfino da RagusAttiva 5 Stelle, che pure si professa grillina, è arrivata più volte questa accusa, appesantita da una richiesta scritta – e pacata – snobbata dalla maggioranza, non prima di darla in pasto a certa stampa. Metodo che, sul piano politico, non fa altro che confermare l’arroganza della forza dei numeri.
Tuttavia, ancora una volta, il dato più pesante per la Piccitto & Co. è che i maggiori azionisti di questa esperienza di governo cittadino pronunciano in aula consiliare dei “sì” a denti sempre più stretti.
Solo in un modo, infatti, rispetto alla smaccata ragionevolezza delle pregiudiziali presentate a pioggia dalle opposizioni, può spiegarsi il mantra proveniente dai banchi di maggioranza: “Non perdiamo tempo, andiamo al voto”. Come a dire “Togliamoci il dente e non se ne parli più”. A guardarli bene, alcuni (pensiamo a un Stevanato o un Agosta) sembrava avessero le mollette al naso. Turarlo per bene pur di non sentir l’olezzo dell’errore. Alcuni, hanno passato più tempo nei corridoi che in aula, un po’ come chi va a vedere i film horror, ma passa il tempo con le mani davanti agli occhi. Ogni consigliere di maggioranza ha, nelle pieghe di quelle variazioni, qualcosa che gli sta a cuore o per la quale si è impegnato, ha promesso, ci ha messo il nome e la faccia con qualcuno. E Martorana, consapevole d’essere atteso al varco, ma scaltro come una faina, ha confezionato per loro il piano perfetto: mettere tutto insieme, in modo indissolubile, così che ognuno non possa tirarsi indietro o giocare al franco tiratore.
Vittoria di Pirro, ancora, perché dal prossimo anno sarà bagarre su tutto. E 15 contro 15, il Consiglio sarà solo un pantano.
Ma l’errore più grande, spieghiamo per chi legge, non è stato sostenere l’amministrazione o essere convinti della liceità dell’atto: l’errore è quello di non essersi mai posti il dubbio su cosa si stesse facendo. Duole disturbare chi giace sottoterra da oltre due secoli per commentare un episodio così piccolo, ma Voltaire diceva “Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno”.

di Leandro Papa31 Dic 2016 13:12