L'operazione di Moscato che a tutti sembra non piacere

L'operazione di Moscato che a tutti sembra non piacere

Rimpasto di Giunta e nascita del Gruppo di Forza Italia, queste le novità sostanziali dal Comune di Vittoria. Con questa mossa il sindaco Moscato pone la pietra angolare su quel dibattito avviato già prima delle elezioni regionali e intensificatosi con la successiva vittoria del centrodestra.

Un risultato importante che proietta, o forse sarebbe meglio dire candida, Moscato come interlocutore, per Vittoria, delle varie anime del centrodestra. Un risultato, che domani, lo stesso, potrebbe spendere per altri traguardi politici, magari al di là dello stretto. Una sintesi quella trovata dal sindaco lungamente attesa, che però sembra non accontentare tutti, almeno così ci appare dall'esterno. Infatti l'assenza di personaggi del calibro di Salvatore Miccoli (che con i suoi 517 voti è stato il più votato) e di Agata Iaquez (ambedue di Riavvia Vittoria) non può che metterci la pulce sull'intera operazione, in fondo ambedue non hanno mai fatto mistero delle loro simpatie politiche. Chissà, magari, Moscato, con questa operazione, si sarà pure candidato a diventare l'uomo del dialogolo nel centrodestra a Vittoria, anche se ciò non vuol dire che lo sia o che lo sarà visto che questa sintesi ha lasciato fuori esponenti di spicco di quell'orizzonte politico.

Di sicuro possiamo dire una cosa, chi ne esce oggettivamente rafforzata è la lista Se la ami la cambi - lista che fa riferimento direttamente a Moscato -. Con gli assessorati di Vinciguerra e Zorzi e la presidenza di Nicosia, è di sicuro il soggetto politico all'interno di quel consesso con maggior peso.


Solarino torna in politica, l'esultanza di Dipasquale

Solarino torna in politica, l'esultanza di Dipasquale

"Dopo sei anni lascio la presidenza della Fondazione San Giovanni Battista - così Tonino Solarino dà il suo commiato alla Fondazione - per tornare all'impegno politico. Voglio dare il mio contributo per fare crescere in città una classe dirigente attenta al bene comune.Gli anni trascorsi in fondazione sono stati anni molto belli: abbiamo creato 40 posti di lavoro, restaurato l'antico convento, restaurato la Chiesa di Santa Agata e il trittico del Novelli, realizzato la scuola di enogastronomia, promosso tre progetti di servizio civile con 70 giovani che ogni anno si danno il cambio, realizzato gratuitamente in collaborazione con il tribunale lavori socialmente utili alternativi alla pena, potenziato la rete di accoglienza per gli immigrati, abbiamo dato una mano ai poveri di casa nostra con il progetto Spiragli, promosso decine di eventi e manifestazioni artistiche e culturali, accolto centinaia di volontari da tutto il mondo, organizzato due Summer School internazionali. Sono molto grato al vescovo Paolo e al vescovo Carmelo per la fiducia e ho una grande riconoscenza nei confronti del Cda: Alberto Depetro, Gianni Occhipinti, Mike Scrofani, Antonio Di Paola per la collaborazione di altissimo livello. Grazie ai collaboratori per il grande affetto e la generosità. Al nuovo presidente, al mio amico Renato Meli un grande augurio di buon lavoro".

Immediatamente arriva il plauso dell'onorevole Dipasquale che sul suo profilo Fb scrive: "Leggo su Facebook e apprendo del ritorno all'impegno politico di Tonino Solarino.
Se da un lato la Fondazione San Giovanni Battista perde una guida autorevole, degnamente sostituita, dall'altro la città di Ragusa ne trarrà un beneficio enorme in questa fase di costruzione e di scelte per il prossimo governo della città.
Tonino Solarino è persona seria, di altissimo livello morale e politico. Sono sicuro saprà dare il proprio contributo di idee, e di esperienza per il rilancio del tessuto economico e sociale della nostra città, fortemente auspicato da tutti i Ragusani".

Ora, come e cosa leggere in questo post? Certo, potrebbe trattarsi di semplice cortesia istituzionale, tra l'altro i due si conoscono e quindi nulla di strano, ma queste righe potrebbero nascondere ben altro. Dipasquale non è uomo facile da interpretare, è un finissimo politico, a tratti machiavellico e di sicuro queste righe non passeranno inosservate. Qualcuno potrebbe pensare che l'onorevole stia virando su Solarino, a discapito del buon vecchio Calabrese oppure che tra quest'ultimo e Solarino è stato stretto un accordo in chiave comunale e perché non pensare una candidatura di Solarino alla Provincia?
Gli scenari che si possono prospettare sono innumerevoli e tutti degni di nota, vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni.


Asp. Una triste odissea finita fortunatamente bene

Asp. Una triste odissea finita fortunatamente bene

Abbiamo ricevuto in redazione la denuncia di una cittadina, bloccata al prontosoccorso per più di 18 ore. Non possiamo che condividere l'indignazione della signora per un tale disservizio.
Un'odissea quella raccontataci, che non dovrebbe esistere in un paese civile come il nostro. Ovvio, non vi stiamo parlando di una storia di un malato grave lasciato su una barella né quella di una mitomane, ma di una persona che per 18 ore non è riuscita a consultare un medico.

Sono le 12 di martedì 19 dicembre, quando la signora in questione, sentendosi male, si reca al prontosoccorso. Come tutti sanno esistono i codici (bianco, azzurro, verde, giallo e rosso) atti a definire una scala di priorità di intervento. Alla signora sicuramente le sarà stato dato un codice bianco o azzurro. Bene, ma perché, ci domandiamo, una persona deve attendere 18 ore per esser visitata?
In ogni caso, rimane lì sino alle 15, quando decide di rivolgersi al suo medico curante, perciò lascia il prontosoccoro. Il medico di famiglia è impossibilitato ad aiutarla, le consiglia di ritornare in ospedale. Qui rimane sino alle 2 di notte, quando stremata, decide di tornarsene a casa. Alle 8 del mattino, la situazione non è migliorata e perciò si reca nuovamente al prontosocccorso. Verrà finalmente visitata intorno alle 12 di mercoledì 20.

Per fortuna questa storia ha un lieto fine, ma il problema rimane. Come deve fare un cittadino colto da malore? Se il suo medico curante non può aiutarlo e non esistono ambulatori e guardie mediche (aperte solo di notte), cosa dovrebbe fare questo malcapitato?

Sia chiaro, questo non vuol essere un attacco alla nostra sanità, ai nostri medici e infermieri, ma vicende incresciose come queste non sono rare, e non solo a Ragusa. Non vogliamo neanche pensare se quel malessere fosse stato indice di qualcosa di più grave.


Chi sarà l'ago della bilancia nel centrodestra ragusano?

Chi sarà l'ago della bilancia nel centrodestra ragusano?

In primavera i ragusani verranno chiamati alle urne per decidere chi dovrà amministrare la città di Ragusa nei prossimi 5 anni. Come nelle gare automobilistiche i vari competitors si stanno posizionando nei blocchi di partenza.

Il primo ad arrivare è stato Giorgio Massari, consigliere comunale, già sindaco di Ragusa, e uomo molto vicino al senatore Giovanni Battaglia. Massari, ad oggi, correrà con la sua lista civica "Ragusa Prossima". Qualcuno, però, da tempo, dice che questa è solo una candidatura di comodo, a tempo ossia nei prossimi mesi lo stesso dovrebbe ritirarla per apparentarsi con un altro soggetto politico, ma quale? Ma parliamo solo di indiscrezioni, lui è a tutti gli effetti un candidato a sindaco, a livello temporale è il primo candidato a sindaco per il 2018.
Poi è stata la volta del Pd raagusano, che insieme al Movimento Territorio, candida Peppe Calabrese. Una candidatura nata dall'accordo stretto tra l'onorevole Dipasquale e lo stesso Calabrese, prima dell'inizio della campagna elettorale per le ultime regionali. "Tu appoggi me ed io appoggio te", questa in estrema sintesi l'accordo tra i due ex avversari.

Qualche giorno fa è stata la volta dei 5 Stelle. Piccitto non si ricandida e al suo posto, molto probabilmente, ci sarà l'attuale vicesindaco Massimo Iannucci, persona di peso all'interno di questa amministrazione. A dire il vero, che il primo non si sarebbe candidato e che il secondo covava da tempo mire ben precise, è un po' il segreto di pulcinella. Questa era una voce che serpeggiva nei corridoi di Palazzo dell'Aquila da qualche mese.

E così veniamo al centro destra, che pare quello più in ritardo, anche perché l'exploit nelle ultime regionali ha acceso legittimamente le speranze delle tante anime del centro destra ibleo.
A inizio dicembre è stato ufficializzato l'accordo tra il Movimento civico Insieme, facente capo a Giovanni Occhipinti, e Diventerà Bellissima, in provincia rappresentato dall'onorevole Giorgio Assenza. Un accordo che vede i consiglieri comunali Tumino, La Porta e Marino, rimanere all'interno di Insieme, mentre Lo Destro e Mirabella aderire a Diventerà Bellissima. Nessuna scissione, sia ben chiaro, anzi un accordo politico forte, che per ora ha il solo obiettivo di far veicolare il nome di Diventerà Bellissima anche nella nostra città. Durante quella conferenza stampa, Peppe Lo Destro ha definito Maurizio Tumino il loro candidato a sindaco di Ragusa. Una fuga in avanti che ha costretto l'onorevole Assenza a dichiarare: "Sarebbe auspicabile che le varie forze del centrodestra convergessero su Tumino, ma dobbiamo evitare dannose spaccature", insomma il centro destra deve esprimere un candidato unico, se vuole vincere. Chi rimane apparentemente a guardare è Forza Italia. Di sicuro, ci saranno delle interloccuzioni con gli altri soggetti del centrodestra, ma ad oggi nulla di ciò è trapelato.

Sabato 16 dicembre è stata la volta di Sonia Migliore ad uscire allo scoperto con il suo Laboratorio politico culturale 2.0, che a furor di popolo l'ha nominata come suo candidato a sindaco. Fino a qualche settimana fa, qualcuno diceva che la Migliore fosse il candidato scelto e prescelto da Forza Italia, un fatto però tutto da dimostrare. Alla partecipatissima convention (erano circa 800 gli astanti) infatti non era presente nessun esponente di Forza Italia. Un segnale anche questo. Due giorni dopo, però, il 18 dicembre, l'onorrevole Nino Minardo (FI), pubblica sul suo profilo Fb un post: "Mi congratulo con Sonia Migliore per la convention di sabato scorso, che premia il suo lavoro in Consiglio comunale e quello del Lab 2.0. Anche io penso che sia necessario istituire un tavolo di discussione tra i partiti, Forza Italia in primis, i movimenti di centro destra e le liste civiche per definire un programma da consegnare alla valutazione dei cittadini per le prossime amministrative". Se non è un endorsement, poco ci manca.
Nel frattempo ieri, l'onorevole regionale Orazio Ragusa (FI), mette in guardia l'intero panorama del centrodestra dichiarando: "La città di Ragusa arriva da quattro anni e mezzo di torpore. E, adesso, ha bisogno di risvegliarsi. Ma affinché ciò accada è indispensabile che i moderati e il centrodestra possano presentare una proposta unitaria, senza fughe in avanti, senza frammentazioni, che risulterebbero incomprensibili agli elettori di una realtà urbana che avverte la necessità di cambiare pagina". Il messaggio sembra evidente: bene Tumino, bene la Migliore, ma parliamone. Stamane, invece, è la volta di Francesco Barone, già consigliere ed assessore, che con il suo Movimento Idee per Ragusa fa da eco alla nota dell'onorevole regionale: "Idee per Ragusa plaude all’intervento di Orazio Ragusa ma auspica che si parli di programmi e di proposte per la città, invece di continuare nella spasmodica guerra per il candidato. Ci piace che l’on. Ragusa valuti come prioritaria l’esigenza di far uscire il capoluogo dal torpore nel quale è stata relegata da anni di amministrazione pentastellata condita da opposizioni non certo all’altezza del compito assegnato dagli elettori, come ampiamente riconosciuto da più parti.
L’on.le Ragusa fa giustamente appello alla raccolta per tutte le forze dell’area moderata di centro destra per la costituzione di un fronte unitario che possa presentare una proposta credibile e unitaria".

Se è vero che il centrodestra è in ritardo rispetto agli altri competitor, è altrattanto vero che non si può dire che non stiano ragionando per trovare un'intesa di massima, anche perché, non va dimenticato, molto probabilmente la Regione Siciliana cancellerà la riforma delle Province voluta da Crocetta e ciò significa una cosa sola: qualsiasi accordo il centrodestra troverà per la sindacatura di Ragusa, sarà un accordo determinato dall'intesa politica che si riuscirà a trovare per la Provincia.


Davide Brugaletta (M5S) si dimette da consigliere comunale

Davide Brugaletta (M5S) si dimette da consigliere comunale

Alla fine non ce l'ha fatta. Davide Brugaletta, consigliere comunale ed ex capogruppo del Movimento a Ragusa, ha resistito finché ha potuto. Nessuna polemica con l'Amministrazione o con ii suoi compagni di "partito", la sua decisione, a dire il vero sofferta, è dovuta esclusivamente a motivi di lavoro. La carica di consigliere non era più compatibile con l'impegno che il suo lavoro gli richiede.

Al suo posto subentrerà Alessandro Cappello, che alle passate elezioni ottenne 53 voti. A lui vanno i nostri auguri di buon lavoro.

Non si è fatto attendere la reazione della Nicita ex 5 Stelle, che scrive: “Le dimissioni dalla carica, proprio in queste ultime ore, di un altro consigliere comunale del M5s, Davide Brugaletta, seppure giustificata da impegni lavorativi, nasconde, a mio modesto avviso, ciò che vado dicendo da quattro anni: e cioè che nel movimento non esiste alcuna base e che le scelte più importanti sono calate dall’alto, da un oscuro direttorio. Direttorio che ha fatto il bello e il cattivo tempo: la cacciata degli assessori dalla giunta Piccitto scelti dalla base; il reclutamento dell’assessore Zanotto dal lontano Veneto dopo la bocciatura di quest’ultimo alle Europee; il defenestramento della Campo di cui riusciamo a ricordare soltanto il milione di euro e passa, durante un solo anno di assessorato, spesi per spettacoli e iniziative non contestualizzabili in un programma di fatto inesistente per il rilancio del turismo e della cultura. Dicevamo il gioco delle tre carte perché, dopo le finte liti tra le fazioni, spunterà un nome neutrale che porterà pace e amore e la mai avvenuta novità. Meditino tutti gli elettori dei Cinque Stelle. Sappiano già che cosa accadrà”.


Puntare sulla canapa? Possibile secondo il M5S

Puntare sulla canapa? Possibile secondo il M5S

Coltivare canapa a livello industriale porterebbe particolari benefici socio-economici? Non si tratta di una nuova tesi, ma in questi ultimi anni il dibattito sul tema si è intensificato. Oggi, in difesa di questa verde soluzione, interviene anche il Movimento 5 Stelle, con i parlamentari Bertorotta e Campo, intervenute all’incontro organizzato dal Laboratorio 5 Stelle di Modica.

Ed è particolare la scelta di Modica, per trattare il tema della coltivazione della canapa. Infatti, secondo lo storico Vito Amico (citato da Stefania Campo), nel 1700 la coltivazione della canapa rappresentava una delle maggiori risorse per gli agricoltori della Contea. Il ritorno delle piantagioni in Sicilia, superati i limiti normativi, verrebbe visto così come una reintroduzione in perfetta linea con la cultura locale e non come novità assoluta.

La canapa come risorsa da riscoprire?

Oggi, i paletti legislativi che impediscono la coltivazione della canapa (o cannabis) sono cominciati via via a cadere. Se guardiamo al di fuori del territorio italiano, notiamo come questo avvenga come conseguenza naturale delle discussioni portate avanti anche all’estero, in merito al superamento di quello che alcuni non hanno esitato definire un vero e proprio “proibizionismo”.

I fautori di una più larga diffusione della coltivazione della canapa, in fondo, hanno diversi motivi per chiedere maggiore spazio di manovra in tal senso, guardando ai dati positivi riscontrati in società ed economie estere.

Alcuni di questi cavalli da battaglia sono stati ripresi dai 5 stelle, durante l’incontro modicano: dall’uso in campo medico ai benefici economici, che passano inevitabilmente per la vendita al pubblico. In medicina la canapa si utilizza già da tempo, ma in gran parte essa viene importata dall’estero, con ciò che ne deriva sul fronte delle spese.

Per quanto riguarda la vendita a scopo ludico, gli attivisti del Movimento hanno voluto citare la ricerca condotta da Piero David (ricercatore del CNR), secondo cui, su questo terreno, lo Stato italiano perde ogni anno dai 5,8 agli 8,5 miliardi di euro in gettito fiscale.

Non solo: la maggiore diffusione della canapa a scopo ludico permetterebbe di creare nuovi posti di lavoro; in tal senso, viene riportato l’esempio del lontano Colorado, che in questo settore, nel solo periodo che va dal 2014 al 2015 ha visto nascere più di 12mila posti di lavoro (cifra non indifferente su una popolazione complessiva di soli 5 milioni di persone), per un giro d’affari totale di più di due miliardi di dollari.

La cannabis nella legislazione italiana

Secondo la legge 242 del 2016 oggi è possibile coltivare canapa destinata ad uso industriale, purché a basso contenuto di THC (la sostanza psicotropa per cui comunemente si condanna l’utilizzo della pianta), che può variare dallo 0,2% al 0,6%.

La senatrice Ornella Bertorotta, parlando della canapa ad uso medico ha ricordato che grazie ad un emendamento del M5S all’ultimo decreto fiscale, è possibile anche per i privati coltivare la pianta a determinati livelli di THC, se destinata a scopo medico.

Ma esiste comunque un maggiore interesse istituzionale, ormai, in merito alla coltivazione della canapa: della produzione ad uso medico, è ormai famoso l’esempio dell’Istituto farmaceutico militare di Firenze; tuttavia, se la domanda dovesse aumentare, secondo quanto espresso dagli attivisti del Movimento, lo Stato potrebbe individuare e selezionare altri o enti o appoggiarsi anche a privati per aumentare la produzione

La coltivazione della canapa, malgrado i molti pareri ancora contrari che ne impediscono l’immediata affermazione, sembra comunque a destare l’interesse dei produttori, che cominciano ad intravedere i benefici socio-economici di una sua maggiore diffusione sul territorio.


Nasce il gruppo consiliare di Forza Italia a Modica

Nasce il gruppo consiliare di Forza Italia a Modica

Nasce a Modica il gruppo consiliare di Forza Italia. Ieri abbiamo trattato questo stesso argomento, ma parlado della città di Vittoria. Sempre nel pezzo di ieri, se da un lato comprendevamo attendismi e tatticismi dei vari soggetti coinvolti in questa operazione, dall'altro lato mettevamo in guardi gli stessi dall'indugiare troppo, invitandoli, al contempo al fare un passo indietro, anche mezzo a dir la verità, in nome di un progetto comune. Fare il politico in fondo significa scegliere.

Oggi il parlamentare nazionale di Forza Italia Nino Minardo ha incontrato e i consiglieri comunali di Modica, Tato Cavallino, Piero Armenia, Alessio Ruffino, a chiusura dello stesso è stata annunciata la costituzione del gruppo consiliare di Forza Italia al consiglio comunale, questo - hanno spiegato - rappresenta il primo passo per l’avvio ed il rilancio del partito in città. Nasce quindi una formazione consiliare in ottima sinergia, a testimonianza della capacità sempre più elevata di aggregazione del partito. “Saremo in grado di rispondere tempestivamente alle istanze dei nostri concittadini dichiarano Armenia, Cavallino e Ruffino, continuando il nostro lavoro per tradurle in proposte amministrative concrete ed efficaci, adesso con più forza e determinazione. E’ nelle nostre intenzioni organizzare un tavolo di concertazione tra tutti i partiti e le liste civiche di centrodestra della città per l’avvio di un percorso comune in vista delle prossime amministrative”.


Presentato il nuovo servizio di igiene ambientale. Obiettivo? Il 60% di differenziata entro la fine del 2018

Presentato il nuovo servizio di igiene ambientale. Obiettivo? Il 60% di differenziata entro la fine del 2018

Questa mattina in Piazza San Giovanni, in conferenza stampa, è stato presentato il nuovo appalto di igiene urbana.
Alla presenza del sindaco Piccitto, dell'assessore al ramo, Antonio Zanotto, e dell'ingegnere Baracco, in rappresentanza delle tre ditte vincitrici dell'appalto, sono state illustrate le principali novità del nuovo servizio di igiene ambientale. Un servizio del valore di più di 70 milioni di euro, che, almeno nelle premesse, dovrebbe portare la raccolta differenziata finalmente a standard europei.

Iniziamo con le principali novità. Il porta a porta sarà esteso a tutto il territorio urbano e non più solo ad alcune zone. La raccolta sarà caratterizzata dalla tariffazione puntuale. Nessuno potrà più sbagliare o più precisamente non saranno più ammessi errori, dimenticanze e storture varie. Chi sbaglia paga. La computazione dei rifiuti (peso e tipologia) sarà effettuata per ogni nucleo familiare quotidianamente, tramite l'identificazione a radiofrequenza. Gli stessi mezzi delle ditte che svolgeranno la raccolta dei rifiuti saranno costantemente monitorati grazie al Gps.
Il nuovo servizio entrerà a regime nella seconda metà del prossimo mese ossia dopo la consegna dei nuovi contenitori. Nel frattempo sarà compito dell'Amministrazione e delle ditte vincitrici dell'appalto incontrare la cittadinanza per formarla e informarla sulla novità. Secondo quanto affermato oggi in conferenza stampa, questo nuovo sistema, in meno di 12 mesi, e per l'esattezza entro e non oltre il 31 ottobre prossimo, porterà la differenziata al 60%, pena delle sazioni economiche per le ditte in questione. Se la percentuale di differenziata, però, dovesse superare il 60% al 31 ottobre 2018, le stesse e i loro dipendenti gioveranno di un sistema di premialità.

Abbiamo chiesto un parere al nostro assessore: "Mi auguro che la cittadinanza recepisca quanto prima non solo le notivà del nuovo servizio di igiene ambientale, ma anche e soprattutto le opportunità. Opportunità per il nostro ambiente e per le nostre tasche. Infatti chi più differenzierà, meno pagherà. Non va dimenticato - precisa Zanotto - che la Tari è composta anche da una parte variabile e questa può crescere o decrescere dipende solo dal singolo cittadino".

Come abbiamo più volte detto questo appalto è uno o forse l'appalto più importante su cui questa Amministrazione ha lavorato e perciò la nostra domanda è stata d'obbligo: assessore è soddisfatto? "Diciamo - risponde con un sorriso Zanotto - che non possiamo non esserlo. Questa innovazione era uno dei punti cardini del nostro programma, certo è che non si può cantar vittoria. Prima vediamo i risultati e poi magari ci potremo dire soddisfatti del lavoro svolto".


Le grandi manovre di Forza Italia a Vittoria. Sì, ma senza troppi entusiasmi

Le grandi manovre di Forza Italia a Vittoria. Sì, ma senza troppi entusiasmi

Dopo anni, spero ci lascerete passare il termine, la formula, di navigazione a vista, Forza Italia, o meglio i suoi esponenti in provincia, ha deciso di fare sul serio. Grazie soprattutto ai risultati ottenuti nell'ultima tornata elettorale che ha visto il Partito dfi Berlusconi attestarsi intorno al 17%.

Le interlocuzioni tra i vari esponenti d'area durano oramai da tempo. Settimane, mesi, di incontri più o meno ufficiali, in giro per la provincia aventi un unico obiettivo: ricostituire Forza Italia, in ogni città, in ogni Comune ibleo. Una fusione tra liste civiche e movimenti che non può esser fatta a freddo, naturalmente. Tutti, più o meno legittimamente, rivendicano un posto al sole. Nessuno vuole disperdere il patrimonio di consensi, di potere politico, di agibilità politica, che è riuscito a costruire duramente in questi lunghi anni.

Risalgono a pochi giorni fa le due note inviate alla stampa dal Commissario di F.I. di Vittoria, Marco Greco, e da Andrea La Rosa, Movimento Sviluppo Ibleo, sull'incontro avvenuto nella città ippparina, tra i parlamentari forzisti e alcuni consiglieri comunali legali all'uno e all'altro gruppo. L'oggetto? Creare il gruppo consiliare di Forza Italia in seno al Consiglio comunale di Vittoria.

"Bisogna avviare una verifica politica sul piano locale così da proseguire nel processo d’inclusione nel nostro partito - dichiara Marco Greco - Forza Italia cresce e questo è il dato che ritengo vada sottolineato più di ogni altro, perché il partito, come da sua tradizione moderata, è pronto ad accogliere e riconoscere a tutti la giusta cittadinanza al suo interno".

Gli fa eco la nota di La Rosa: "Primo passo del patto federativo tra forze moderate del territorio ibleo. Il confronto di oggi, è servito per porre le basi per il rilancio dell’azione politica partendo proprio dal territorio".

Siamo alle grandi manovre, certo è che il tempo stringe e non sempre certi tatticismi portano al risultato sperato. Si rischia, infatti, di logorare lo spirito e il lavoro certosino svolto in questi mesi. Le nazionali sono dietro l'angolo, si avvicina il tempo delle amministrative e forse pure quello delle provinciali e quindi? E' giunto il tempo di decidere, di fare squadra, di lavorare ad un progetto comune, partecipato e condiviso.

Se i due comunicati stampa tutto sommato, quello dell'avvocato Greco e quello del vice-sindaco La Rosa, hanno lo stesso tenore, a ben guardare le dichiarazioni di La Rosa sembrano tracciare un confine, è come se mettesse le mani avanti, quasi a stemperare facili entusiasmi. "Primo passo del patto federativo", inizia così La Rosa e conclude dicendo: "Gli incontri proseguiranno con altri consiglieri comunali che hanno partecipato attivamente alla campagna elettorale di Forza Italia in occasione delle recenti elezioni regionali". Non una vera e propria dichiarazione d'amore e di fedeltà incondizionata al partito, al progetto Forza Italia. Nessuno scioglimento del Movimento Sviluppo Ibleo quindi in Forza Italia, ma solo un patto federativo, una l'alleanza. E' come, ma questa è solo una nostra interpretazione, se ognuno dovesse o volesse mantenere la propria identità, senza confondersi troppo con l'altro e nell'altro.
Vuole essere, invece, rassicurante la sua ultima frase, La Rosa assicura: "Entro questa settimana sarà costituito il gruppo consiliare di Forza Italia a Vittoria". Vedremo se, quando e soprattutto da chi sarà composto questo gruppo di Forza Italia.


“Archivi, raccolte e biblioteche”, l'evento in Biblioteca Diocesana

“Archivi, raccolte e biblioteche”, l'evento in Biblioteca Diocesana

Una giornata interamente dedicata al libro ed ai metodi di conservazione e catalogazione dello stesso. È quanto proposto dalla Biblioteca Diocesana Mons. Pennisi per la giornata del 15 dicembre; tanti e di grande spessore gli ospiti chiamati ad intervenire per l’evento.

L’incontro va inscritto nel più ampio processo di rinnovamento che la Biblioteca Diocesana Pennisi sta attraversando in questi mesi. La struttura, già dotata di un nuovo direttore, don Giuseppe Di Corrado, cerca adesso di inserirsi con maggiore decisione nel contesto culturale ragusano, grazie anche all’organizzazione di eventi come quello del 15 dicembre.

Perché un evento per la Biblioteca Diocesana? La risposta la fornisce, in breve, il direttore Di Corrado: “avendo lavorato presso la biblioteca di Scienze Patristiche a Roma, mi sono reso conto che la biblioteca è anche un luogo dove si genera e si porta avanti cultura”

Si tratta quindi di un’occasione per “generare cultura”, ma anche per riscoprire i tesori della Biblioteca Diocesana, uno scrigno comunque sempre aperto al pubblico, che racchiude migliaia di pagine di cultura (non solo teologica) ed il cui fiore all’occhiello è rappresentato dalla sala Fondo Antico e dai testi ivi conservati, in alcuni casi risalenti al ‘500.

Biblioteca Diocesana""
Locandina dell'evento che si terrà in Biblioteca Diocesana

In Biblioteca Diocesana per parlare del libro

Sarà proprio la sala del Fondo Antico ad ospitare l’evento di venerdì. Ecco la scaletta degli ospiti: per i saluti istituzionali, a seguito del saluto del vescovo di Ragusa, Carmelo Cuttitta, toccherà al direttore Giuseppe Di Corrado dare il benvenuto gli ospiti che accorreranno in Biblioteca Diocesana.

Presenti anche le istituzioni laiche, con la dottoressa Rosa Corallo (Soprintendenza per i Beni Culturali) e l’assessore al Turismo del comune di Ragusa, Nella Disca.

Sarà molto interessante ascoltare gli interventi di alcuni professionisti ben noti in ambito archivistico e biblioteconomico, che riempiranno il pomeriggio della Biblioteca Diocesana: la professoressa Francesca Paola Massara, direttrice della Biblioteca della Facoltà Teologica di Sicilia; Francesco Failla, vicepresidente nazionale dell’Associazione Bibliotecari Ecclesiastici Italiani; don Giuseppe Antoci, Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Ragusa; Giovanni Calabrese, Direttore dell’Archivio di Stato di Ragusa; la professoressa Chiara Ottaviano, dell’Archivio degli Iblei.

Modererà l’incontro Stefano Vaccaro. Appuntamento a venerdì 15 dicembre, ore 17:00 presso la sala Fondo Antico della Biblioteca Diocesana Mons. Pennisi (via Ferrera, 17).