Cava dei Modicani, Iacono: “denuncio da anni ma nessuno interviene”

Cava dei Modicani, Iacono: “denuncio da anni ma nessuno interviene”

Il vento di questo inizio anno sta mettendo a dura prova la situazione della discarica di Cava dei Modicani: un problema che non è passato inosservato. Tra le critiche fioccate per la gestione della discarica, spuntano le dichiarazioni odierne di Giovanni Iacono (capogruppo di “Partecipiamo” in consiglio comunale).

Critiche, quelle di Iacono, che derivano dalla gestione di un tema sotto osservazione ormai da tempo: “è da diversi anni e non sotto le elezioni che continuo a denunciare la cattiva gestione della discarica di Cava dei Modicani e lo scempio ambientale che persiste nelle zone confinanti e da altrettanto tempo che nessuno fa niente per intervenire”.

Nel mirino di Iacono il centro di compostaggio, definito da lui una “farsa” già dall’anno dell’inaugurazione (2009), e che “a distanza di 8 anni e due sindaci, di cui uno rieletto, rimane chiuso”.

Il vento di gennaio ha spazzato via i fogli di plastica che erano stati scaricati a Cava dei Modicani, una situazione che sa di déjà vu per il capogruppo di Partecipiamo: “quante denunce abbiamo fatto sull'immondizia in libertà, di rifiuti di plastica e di altro genere che al minimo alito di vento si spargevano ovunque, sulla strada provinciale con gravi rischi per gli automobilisti, sui campi, nelle zone adibite al pascolo (alcuni bovini in passato sono morti mangiando i sacchetti di plastica)? Ma nulla è cambiato attorno alle stalle, nemmeno adesso che 'governano' le 'stelle'. L'inquinamento dell'immondizia sparsa per km e km ha continuato a fare scempio di tutto quello che sorgeva attorno”.

La situazione critica di Cava dei Modicani si potrebbe risolvere adoperandosi con maggior fervore nel potenziamento della differenziata, di cui Iacono critica la gestione: “la differenziata ancora è ferma al 19% (malgrado sotto elezioni); nel 2012, i cittadini ragusani hanno cominciato a sborsare 1 milione e 300.000 euro l'anno per raggiungere le percentuali di Rd del 28% nel settembre 2012 (la norma imponeva già il 65% nel 2012). Ognuno può fare semplicemente il conto dei milioni spesi per realizzare obiettivi mai realizzati e per i quali nessuno è stato chiamato alle sue responsabilità pecuniarie”.


Scicli, non c’è pace per contrada Cuturi. Giannone: “è lobbing”

Scicli, non c’è pace per contrada Cuturi. Giannone: “è lobbing”

Nuovo capitolo sul tormentone di contrada Cuturi: lo spauracchio dell’impianto per il trattamento dei rifiuti speciali torna a generare polemiche e frizioni in quel di Scicli. Un’ordinanza del TAR di Catania riapre il dibattito e rimette in discussione tutto quanto è stato affermato sull’argomento.

Un’ordinanza secondo cui il TAR giudica legittima la possibilità di realizzare l’impianto in contrada Cuturi.

Uno schiaffo per tutti coloro che si erano pronunciati a sfavore della realizzazione dell’impianto; un campanello d’allarme per quell’ampia parte della cittadinanza che si era espressa per la salvaguardia di Cuturi contro la possibilità di vedere ultimato un mega impianto così vicino al Paese.

Ora si moltiplicano le dichiarazioni e le proteste, non ultima quella istituzionale, con il sindaco Enzo Giannone che suona la carica: “il TAR ha emanato un'ordinanza (non una sentenza) che ci mette nuovamente in guardia È in corso una azione di lobbing da manuale! Si calpesta il volere di una città!”.

Oltre alla chiara intenzione di mobilitare la comunità sciclitana, Giannone si rivolge al presidente Musumeci: “chiederò una immediata interlocuzione con il Presidente della Regione affinché l'argomento rientri nell'agenda regionale, coinvolgendo anche tutta la deputazione iblea! Teniamo alta la guardia. Torneremo a interloquire con i movimenti cittadini a difesa del territorio con cui concordare le azioni da intraprendere.”

Mobilitazione, come si diceva, in difesa di Cuturi. Nei prossimi giorni l'amministrazione incontrerà il Comitato Salute Pubblica e i cittadini, per valutare le azioni da intraprendere; nel frattempo, fa sapere il comune, i legali studiano le strategie per proseguire sul piano dell’azione giudiziaria.

Ieri, alla notizia della pronuncia del TAR, si era già innescato il motore delle reazioni politiche, con le risolute polemiche di alcuni membri del M5S, tra cui la parlamentare regionale Stefania Campo che ha parlato di un “mega-impianto in totale contrasto con la vocazione turistica del comune di Scicli”.


Carta di qualità del servizio rifiuti, Legambiente scrive (ancora) all’assessore Zanotto

Carta di qualità del servizio rifiuti, Legambiente scrive (ancora) all’assessore Zanotto

Nuova missiva dell’associazione Legambiente (circolo ragusano “il Carrubo”) indirizzata all’assessore Antonio Zanotto (ambiente e risorse energetiche), con l’intento di avviare la consultazione in merito alla stesura della carta di qualità del servizio rifiuti, da redigere d’intesa con le associazioni dei consumatori.

Secondo quanto riportato dalla nota di Legambiente, si tratterebbe della terza comunicazione all’indirizzo dell’assessore. Da cui i toni aspri della lettera, e l’accusa a Zanotto di dimostrare “scarsa considerazione dei cittadini e dei consumatori/utenti trattati come limoni da spremere che devono pagare la tassa rifiuti e stare in silenzio senza poter dire la loro sulla qualità del servizio”.

Di seguito, il contenuto della lettera ed il nuovo invito in merito alla stesura della carta di qualità del servizio:

“Egregio assessore, sono passati ormai quasi 3 mesi da quando le abbiamo chiesto di consultarci, in base all’articolo 2, comma 461, della Legge 24/12/2007, per permettere alle associazioni dei consumatori e agli stakeholders di scrivere, insieme all’ATI che gestisce l’appalto di igiene urbana, la carta di qualità del servizio al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi di igiene urbana e di garantire la qualità, l'universalità e l'economicità delle prestazioni. Ma in merito a questo obbligo da parte sua abbiamo potuto rilevare solo un assordante silenzio ed una opacità nell’agire della pubblica amministrazione che stride con la tanto proclamata trasparenza. Nel frattempo l’ATI che gestisce il servizio di raccolta rifiuti si comporta non molto diversamente dal soggetto che lo ha gestito fino al 31 ottobre: violazione degli obblighi contrattuali. Ne è prova la diminuzione drastica dei servizi di raccolta e spazzamento l’otto dicembre scorso in palese contrasto con le norme del disciplinare tecnico prestazionale che regola i rapporti nel nuovo appalto tra comune di Ragusa e ATI. Tale violazione del contratto, denunciato da un sindacato, è stato riscontrata ufficialmente anche dal suo ufficio il quale non ha però ritenuto di sanzionare l’ATI. Si ritorna quindi a vecchie prassi del passato che pensavamo morte e sepolte e ci fa sospettare che lei non voglia avere fra i piedi le associazioni che tutelano i diritti dei cittadini.

Nel rinnovarle l’invito a consultare, prima che parta il nuovo servizio di raccolta rifiuti il 1° febbraio, tutte le associazioni di difesa dei consumatori presenti a Ragusa e i principali stakeholders le porgiamo i nostri distinti saluti”.

 


Differenziata, Battaglia (Pd) all’attacco dell’amministrazione: “la cittadinanza non sa come regolarsi”

Differenziata, Battaglia (Pd) all’attacco dell’amministrazione: “la cittadinanza non sa come regolarsi”

Nuovo attacco all’amministrazione a 5 stelle capitanata da Piccitto, questa volta sul tema della raccolta differenziata, sferrato dalla segreteria ragusana del Partito Democratico. Nelle dichiarazioni di Toti Battaglia (delegato all’Ambiente dei dem) le ragioni del malcontento. Frasi che arrivano in concomitanza con l'elezione di Mario D'Asta (capogruppo Pd) a Presidente della commissione ambiente del consiglio comunale.

Il problema sulla differenziata, secondo Battaglia, riguarda la necessità di informare il cittadino sui modi in cui si dovrebbe svolgere il servizio: “dal primo novembre 2017 le ditte aggiudicatarie del servizio avrebbero dovuto dare un minimo di informazione e comunicazione sul nuovo bando ai cittadini. Siamo alle porte della data prevista per il nuovo servizio e la cittadinanza non sa nemmeno come regolarsi”.

Battaglia non ha dubbi su chi debba addossarsi la colpa di un mancato processo di informazione riguardo al tema della differenziata: “ancora una volta l'amministrazione grillina è disattenta rispetto alla trasparenza nei confronti di tutta la cittadinanza. Chiediamo al sindaco di attivarsi al più presto per vigilare e controllare l'effettiva attuazione delle regole del nuovo bando con l'informazione e la formazione rivolta ai cittadini oltre che con la consegna effettiva in tempo utile del materiale”.

Ed anche sulla consegna di tale materiale, ecco che piove la critica: “Il manifesto dice che saremo noi cittadini ad andare a recuperare il materiale quando il bando dice che dovevano essere le ditte a consegnare lo stesso a casa. E gli anziani come faranno? Siamo veramente disarmati di fronte alla notevole incompetenza di questi grillini”.


Polemica sulla sicurezza a Santa Croce. Frasca risponde ad Agnello

Polemica sulla sicurezza a Santa Croce. Frasca risponde ad Agnello

Clima tempestoso su Santa Croce, che non ha nulla a che vedere con il temporale della notte passata: dopo la nota critica pervenuta dal gruppo consiliare di opposizione Liberi di Scegliere, arriva la risposta dell'assessore alla sicurezza, Filippo Frasca.

Una critica piccata quella di Frasca, all'indirizzo delle parole del consigliere Agnello, accusato di voler strumentalizzare gli episodi di due notti fa: "di fronte a episodi come quelli di domenica, mi sarei auspicato una piena collaborazione e qualche buon consiglio. Invece, l’opposizione e il suo capogruppo 'sfruttano' un brutto episodio nel tentativo di delegittimare l’Amministrazione attraverso queste uscite prive di risvolti costruttivi".

Ma alle critiche provenienti dall'opposizione, l'assessore ha voluto comunque dare risposta: il rallentamento sul tema della sicurezza sarebbe dovuto ad uno stop della Prefettura, ricordando come lo scorso 6 dicembre lo stesso Frasca e il sindaco Giovanni Barone abbiano partecipato ad un vertice alla presenza del Prefetto Maria Carmela Librizzi.

“In quella occasione – spiega Frasca – abbiamo rappresentato al Prefetto le difficoltà e le preoccupazioni inerenti il fenomeno sicurezza sul nostro territorio. E abbiamo invocato con forza la firma di un nuovo patto per la sicurezza, più snello e incisivo, e di una nuova convenzione che sostituiscano e apportino modifiche, anche sostanziali, alle precedenti scritture. Ci è stato risposto di attendere, dato che il Ministero degli Interni stava elaborando a sua volta una rivisitazione della normativa generale per la sottoscrizione dei patti e delle relative convenzioni”.

Insomma, il problema verrebbe dai piani alti, in un chilometrico scaricabarile che parte da Roma: una situazione che potrebbe sbloccarsi solo in seguito alle elezioni politiche di marzo. Ad ogni modo, assicura Frasca, una prima azione dell'amministrazione c'è stata: "su indicazione della stessa Prefettura, abbiamo proceduto in tempi record alla mappatura, già ultimata, dei siti (luoghi pubblici, immobili, anche privati) dove sono presenti particolari situazioni di degrado e di disagio sociale, che versano in situazioni di abbandono o incuria ovvero siano interessati da fenomeni di reati predatori, al fine di predisporre, nel breve termine, una serie di controlli itineranti del territorio attraverso una convenzione con gli istituti di vigilanza".

La sicurezza che, ovviamente, parte da questa attività di controllo, che "sarà un deterrente al proliferare della criminalità e della delinquenza e verrà spalmata sia nelle ore diurne che in quelle notturne".

Un altra idea per implementare il controllo del territorio passa direttamente dal cittadino, con la predisposizione del nuovo servizio di "controllo del vicinato". Spiega ancora Frasca: "i cittadini, in un’ottica di sicurezza partecipata, svolgeranno un’attività di mera osservazione, segnalando, attraverso i propri coordinatori, alle forze di Polizia situazioni di interesse, attinenti la sicurezza urbana e il degrado sociale. Entrambe queste misure necessitano di un’accurata organizzazione: rammento che dal 6 dicembre è passato poco più di un mese (feste comprese) e stiamo producendo il massimo sforzo per fare bene e in fretta”.

Il miglioramento della sicurezza cittadina passa inevitabilmente per la spesa prevista in questo ambito: parlando del prossimo bilancio (da approvare entro il 28 febbraio), Frasca premette che "ci saranno 40 mila euro destinati alla sicurezza. Negli ultimi anni sono stati accantonati 30 mila euro, che non sono mai stati spesi dalla scorsa Amministrazione".

Una risposta anche sull'annoso tema della videosorveglianza: "è vero - ammette Frasca - avevo garantito che entro il 20 settembre il sistema sarebbe entrato nuovamente in funzione, ma mi sbagliavo. Tuttavia le responsabilità non vanno attribuite all’Amministrazione attuale. La ditta incaricata non è ancora riuscita a terminare i lavori, nonostante i solleciti. Un nostro tecnico specializzato sta seguendo l’iter che verrà ultimato entro questa settimana. Al momento sono attive 37 telecamere su 41. Fermo restando che a me questo impianto non pare tra i migliori, va fatto funzionare”.

Sui bivacchi invece “sono ottimista. Penso che l'inizio della rivitalizzazione del centro storico ne abbia ridotto la portata. In ogni caso, se verrà ritenuto utile, si potrà intervenire attraverso ordinanze sindacali".

Insomma, sembra che quello della sicurezza continuo ad essere un tema centrale per l'amministrazione comunale santacrocese: "se per raggiungere gli obiettivi prefissati ci vorrà qualche mese in più, non casca il mondo, visto lo zero assoluto di chi ci ha preceduto. Sporcarsi le mani e toccare i problemi da vicino è un’arte meno raffinata, ma sicuramente più produttiva rispetto a quella utilizzata per screditare a mezzo stampa o sui social. Noi faremo il nostro, ma anche la prefettura sarà chiamata in causa. Spero che il 5 marzo, il giorno dopo le elezioni Politiche, venga tirata una nuova linea di demarcazione e si proceda nella direzione del cambiamento".

 


Furti a Santa Croce. Agnello punta il dito contro l'amministrazione

Furti a Santa Croce. Agnello punta il dito contro l'amministrazione

Ieri Santa Croce si era svegliata, ed aveva scoperto di essere stata saccheggiata: un po' come Roma durante le invasioni barbariche. Evidentemente i barbari che hanno colpito il paese erano accaniti fumatori, data la loro preferenza per i tabacchini.

Se da un lato c'è chi è costretto a contare i danni, dall'altro è scoppiata la polemica sul tema sicurezza. Ad affondare l'attacco, il consigliere d'opposizione Luca Agnello (Gruppo Liberi di Scegliere), che dopo aver espresso solidarietà e vicinanza a chi è stato colpito dai furti, si è rivolto criticamente all'amministrazione santacrocese.

Nel suo attacco, Agnello ricorda come sul tema della sicurezza si fosse svolta una parte importante della campagna elettorale della scorsa primavera: "chi fino a qualche mese fa prendeva facili consensi promettendo di risolvere il problema sicurezza, ad oggi continua solo a giustificarsi con un continuo 'stiamo provvedendo' senza mai spiegare dettagliatamente 'come' stia provvedendo. Si promettevano sul palco soluzioni mai trovate prima che avrebbero garantito per sempre la sicurezza dei cittadini tra cui i famosi nuclei di vigilanza e la lotta ai bivacchi. Tante chiacchiere sia in Consiglio comunale che tra la gente, tanti consulenti, ma fatti concreti ancora zero".

E, a tornare al banco degli imputati, ancora una volta è il sistema di videosorveglianza. Su questo tema prosegue la critica del consigliere Agnello: "l' Assessore Frasca aveva detto in Consiglio Comunale che la videosorveglianza sarebbe stata attiva dal 20 settembre: la cittadinanza vuole sapere se le telecamere oggi sono funzionanti, altrimenti  forse sarebbe opportuno che l' Amministrazione cominciasse a farsi un serio esame di coscienza tra quello che promette ai cittadini e quello che poi realmente fa".


Droni ad alta tecnologia aiutano a monitorare l'erosione delle coste

Droni ad alta tecnologia aiutano a monitorare l'erosione delle coste

Droni dotati di tecnologia a telerilevamento per monitorare con sempre maggiore accuratezza l'erosione della costa, nel litorale che va da Pozzallo a Santa Maria del Focallo. L'utilizzo di tale tecnologia sarà possibile in virtù dell'accordo siglato tra la Betontest (rappresentata da Corrado Monaca) e l'ingegnere Ciro Farinelli, che coordina un gruppo di lavoro specializzato in rilevamento e robotica a uso spaziale e aerospaziale (elicotteri, UAV e droni). Si tratta della prima applicazione i Sicilia di droni dotati di tecnologia di remote sensing.

Ed è grazi al lavoro di Farinelli, già project manager presso il colosso dell'aeronautica Airbus, che sarà possibile l'utilizzo di droni specificamente dotati come quelli che si impiegheranno per il monitoraggio della costa. Con l'applicazione dei sistemi di telerilevamento a infrarossi e a raggi X, già utilizzati per lo spazio, anche ai droni per il monitoraggio terrestre, si potrà procedere a tale attività di supervisione,  con risultati più completi e tempi e costi ridotti rispetto alle altre tecnologie disponibili.

Così lo stesso Farinelli spiega l'attività dei droni: "il monitoraggio del fenomeno tramite soluzioni robotiche e UAV rappresenta il primo passo, accurato e relativamente a basso costo, per assegnare la giusta priorità alle zone su cui intervenire e monitorare gli effetti degli interventi effettuati sulle coste. Grazie a collaborazioni internazionali con istituti di ricerca, multinazionali e start-up di livello mondiale nel mondo del controllo automatizzato e dell’intelligenza artificiale, io e il mio team siamo in grado di sviluppare soluzioni robotiche, sia volanti che anfibie, che permettono il monitoraggio di larghe zone geografiche, su diverse frequenze e con sensori customizzati, mettendo a disposizione report scientifici e modelli 3D delle zone scansionate".

Corrado Monaca presagisce la possibilità di una più larga diffusione ed utilizzazione dei droni per il monitoraggio delle coste: "lo scorso giugno Betontest ha organizzato un seminario multidisciplinare 'Per la difesa del litorale ibleo' a Ragusa che ha già cominciato a dare i primi frutti per una gestione sostenibile delle zone costiere e della protezione delle spiagge dall'erosione. Nel progetto di collaborazione, che coinvolge anche il Genio Civile e la Soprintendenza di Ragusa, dovrebbero entrare a far parte anche il Libero Consorzio Comunale di Ragusa ex Provincia Regionale, interessata alla rete viaria costiera e alle strutture strategiche, che a giorni sottoscriverà la convenzione già concordata, e i Comuni interessati al fenomeno dell'erosione".

 


L'odissea al pronto soccorso. L'Asp risponde a Mario Chiavola

L'odissea al pronto soccorso. L'Asp risponde a Mario Chiavola

Dopo il nostro articolo del 21 dicembre scorso, Asp. Una triste odissea finita fortunatamente bene, Ragusa in Movimento ha deciso oggi, 4 gennaio, di ritornare sulla notiza: "Abbiamo appreso con un misto di stupore e indignazione la storia di una donna che è stata visitata al Pronto soccorso di Ragusa dopo ben 18 ore. Per fortuna la vicenda ha avuto un lieto fine, cioè non ci sono state conseguenze per la signora, ma questo caso deve farci riflettere: che fine hanno fatto le buone intenzioni del sindaco, che fino a prova contraria è la massima autorità cittadina, tese a sollecitare i vertici dell’Asp per garantire le dovute risposte, in termini di erogazione dei servizi sanitari, alla cittadinanza?”.

Effettivamente chi scrive non crede che il primo cittadino, nonosotante sia la massima autorità sanitaria locale, possa avere colpe o voce in merito in una vicenda come quella da noi raccontata, questo è un fatto (è sempre opinione di chi scrive, ndr.) che attiene alla direzione dell'ospedale e all'organizazione stessa dell'Azienda che è più di natura regionale che locale, comunque Chiavola la pensa diversamente e perciò prosegue: "La Sanità, lo sappiamo è un pianeta articolato e molto complesso. Ma proprio per questo, realtà istituzionali come il Comune dovrebbero creare le condizioni per attivare dei percorsi di verifica chiamati, periodicamente, ad accertare che tutto funzioni per il verso giusto. Non è possibile apprendere di episodi come questo che minano alla base il diritto alla salute".

Dal canto suo la direzione sanitaria non accetta che un messaggio di questo tipo possa passare e addirittura, nel comunicato inviato alla stampa quest'oggi, parla di inutile allarmismo sociale, queste notizie "hanno solo lo scopo di creare nella comunità preoccupazione e allarmismo sociale. Purtroppo allo stato attuale i Pronto Soccorso italiani sono sotto 'assedio' per il picco dell’influenza che sta colpendo cittadini di tutte le età per un totale di circa 2.168.000 di casi dall’inizio della sorveglianza". "Questo stato di cose - si giustifica la direzione - non aiuta la situazione alquanto delicata dei Pronto Soccorso dell’Asp di Ragusa, sofferenti per la carenza di personale, soprattutto medico, nonostante i numerosi avvisi di incarico banditi negli ultimi tempi, il più delle volte non si presenta nessun candidato. Sui 41 medici, previsti in pianta organica, attualmente il numero è decisamente sottostimato: al ps dell’ospedale Civile sono in servizio 10 unità, 8 al Guzzardi e 7 al Maggiore".

Infine è il dr. Giovanni Noto, direttore del PS di Ragusa, a interviene sulla vicenda affermando: "spero che la notizia non venga strumentalizzata a fini politici. Il triage consente di razionalizzare i tempi di attesa in funzione delle necessità dei pazienti e delle risorse disponibili, utilizzando quale criterio di scelta le condizioni cliniche degli stessi e non il criterio dell’ordine di arrivo. Sono i codici giallo e i codici rosso quelli prioritari in quanto individuano pazienti che hanno necessità di interventi in urgenti o in emergenza. I codici verde e bianco sono suscettibili di tempi di attesa più prolungati in quanto sono assegnati a pazienti che non presentano segni e sintomi di stressrespiratorio, instabilità emodinamica e alterazione del sensorio. Quindi è bene utilizzare i servizi del Pronto Soccorso per problemi urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia dal pediatra di libera scelta o dai medici della continuità assistenziale (guardia medica): un corretto utilizzo delle strutture sanitarie evita disservizi per le strutture stesse e per gli altri utenti. Infine, occorre rispettare i pazienti che ricorrono al Pronto Soccorso, ma nello stesso tempo non sminuire il lavoro, svolto sempre con abnegazione e senso di responsabilità, dagli operatori sanitari, medici, infermieri e ausiliari, a cui va il mio personale ringraziamento e anche di tutta la Direzione strategica aziendale".


I 5 Stelle di Ragusa e i 5 Stelle di Modica si parlano? Si conoscono?

I 5 Stelle di Ragusa e i 5 Stelle di Modica si parlano? Si conoscono?

Lo scorso 28 dicembre il Movimento 5 Stelle di Ragusa e il Movimento 5 Stelle di Modica decidono improvvidamente di organizzare in contemporanea due eventi, nelle due città. Quello di Modica sul giornalismo locale e quello di Ragusa sul voto di scambio. Bravi, peccato che si son fatti guerra da soli, limitando la riuscita dei singoli appuntamenti. Viene quasi da sorridere, se non da ridere. Incapaci di comunicare tra loro, non solo si fanno concorrenza, ma invitano pure lo stesso relatore, Paolo Borrometi, il cui nome campeggia a caratteri cubitali nei due cartelloni, poi lo stesso ha preferito l'evento ragusano a quello modicano, chissà con quali scuse.

Nulla da eccepire sull'impegno dei due gruppi e sul peso dei due appuntamenti, ma può essere che deficitano sino a questo punto di una comunicazione interna? Fanno parte sì o no dello stesso Movimento? E se per caso qualcuno fosse stato interessato a presenziare ai due eventi? E se qualcuno si fosse recato a Modica per sentire il giornalista Borrometi, come ci sarebbe rimasto? Insomma l'approssimazione sembra regnare sovrana.

Scommettiamo che qualcuno a Modica non ha ben gradito, non si sa se l'assenza di Borrometi o quella di Pierangelo Buttafuoco, anch'egli tra i relatori, ma assente. Non si spiegherebbe infatti quella sediolina rimasta vuota e lasciata lì sul palco dell'evento modicano, quasi dovesse rappresentare un monito per il futuro, una ciritica o un messaggio.


Flop dopo flop si avvia a conclusione questo Natale Baroccco

Flop dopo flop si avvia a conclusione questo Natale Baroccco

Da un paio di giorni su fb si possono leggere i post di tanti cittadini increduli, incavolati, furiosi per queste serate organizzate in piazza San Giovanni dal Comune. I fatti sono ormai noti: concerti in piazza - chi scrive, per caso, ne ha visti tre - e nessuno spettatore e quando parliamo di nessuno: vuol dire che la piazza era deserta, vuota! Nessuno interessato, mentre i locali limitrofi erano pieni di avventori.

Alcune critiche fanno riferimento alla qualità degli spettacoli proposti, altre si riferiscono alla tipologia degli eventi, altri ancora se la prendono con le temperature rigide. Vero, ad esempio non si cappisce la logica seguita dagli organizzatori e dall'Amministrazione secondo la quale si decide di organizzare il concerto della Casadei ossia liscio alle 22.30 in piazza, con una temperatura che sfiora gli zero gradi, visto il target a cui si rivolge un tale spettacolo, ma questo è un caso sin troppo particolare.
Naturalmente non tratteremo della qualità e dell'opportunità degli spettacoli proposti, non ci riguarda - ci impelagheremmo in una discussione sin troppo lunga - e non lo vogliamo nenache fare, piuttosto, invece, vogliamo rivolgere l'attenzione su un vizio di fondo, per così dire, "antico", che in qualche modo sta contraddistinguendo questi organizzatori e questa Amministrazione: Nessuno è a conoscenza del calendario degli eventi, neppure gli esercenti che lì lavorano.
Non ci sono locandine, non ci sono flyer, non c'è uno stracccio di campagna promozionale dei vari cartelloni. Sì, vari. Perché questa critica non si rivolge esclusivamente agli eventi di questo Natale, come dimenticare quei concerti organizzati, sempre dai medesimi soggetti, a cavallo tra giugno e luglio in via Mariannina Coffa (strada adiacente a piazza San Giovanni)?
Anche in quel caso nessuna pubblicità! Come sempre neanche gli stessi locali della zona ne erano a conoscenza. Addirittutra, e qui si sfiora il ridicolo, i concerti furono organizzati dinnanzi a locali chiusi. Perché? Perché quello era il loro giorno di chiusura infrasettimanale. Quando si dice organizzazione. Tanto per la cronaca, i giorni di chiusura di questi locali, sono il martedì e il giovedì. Intelligentemente i concerti furono organizzati il martedì e il giovedì, senza tra l'altro dir nulla ai commerciati, che in via del tutto eccezionale avrebbero potuto spostare il giorno di chiusura.

La domanda che ci poniamo è una: a che pro? A chi giova organizzare eventi di cui nessuno sa nulla? Perché si organizzano dei concerti all'insaputa dei commercianti che lì lavorano e dei potenziali fruitori?