Amministrative Ragusa. La comunicazione ai tempi del colera

Amministrative Ragusa. La comunicazione ai tempi del colera

Poveri politici in balìa dei comunicatori. E' uno "spettacolo", specie nelle campagne elettorali per le amministrative, vedere questi candidati costretti a spersonalizzarsi sino al punto di diventare una sorta di manichini di plastica nelle mani di improbabili registi, web desiner e spin doctor vari. Folgorati da una qualche lezioncina appresa chissà dove, obbligano i nostri futuri amministratori a incunearsi in quello strano tunnel, senza via d'uscita, che qualcuno si ostina ancora a chiamare comunicazione.

A volte sembra che l'obiettivo finale non sia tanto quello di accrescere l'appeal del committente o di mostrare il suo, i suoi lati migliori, ma piuttosto il perfetto contrario. Insomma è come se i pubblicitari della CocaCola decidessero, un giorno, di mostrarci quanto male faccia la mitica bevanda al nostro stomaco o quanto poco sia rispettosa la sua produzione nei confronti dei lavoratori e dei loro diritti. Certo, può essere una strategia mostrarci un candidato impacciato, esaltarne i suoi malus e costringerlo a vestire panni troppo grandi o troppo piccoli per le sue spalle, può essere. Quanto questa strategia, però, paghi a livello elettorale è tutto da dimostrare, un fatto è certo: tutto ciò ha un costo e non indifferente.

E così vediamo nascere come funghi dei siti web assolutamente inutili e non solo perché nulla dicono e nulla pubblicizzano del candidato e del suo movimento, ma anche perché nessuno si prende la briga di aggiornarli, senza parlare delle difficoltà che si ha nel trovarli, tanto sono ben nascosti tra le pieghe di internet. Un vero e proprio monumento alle cattedrali nel deserto.
Qualcuno poi un giono avrà la bontà di spiegarmi questo profluvio di aquile e ponti che foriscono in ogni lista. Sì certo, il legame col territorio, con la propria terra, con la nostra storia, con le tradizioni, ma c'erano dubbi? Caro politico sei candidato a Ragusa e se andrà bene dovrai amministrare Ragusa, mica Bagheria! Un consiglio a questo punto lo voglio dare: perché non mettere una bella provola al fianco del logo della vostra lista? Anche quella è cultura e tradizione.
Mi sfugge, inoltre, il motivo per i cui i nostri grafici hanno deciso di metter su questo spettacolo a metà tra il dadaismo e il kitsch. Perché il risultato finale di questa immane produzione grafico-politica è proprio questo. Loghi pieni di parole, colori sgargianti e immagini prese e appiccicate lì senza un senso, ma con l'unico risultato di far venire un gran mal di testa al malcapitato ossevatore. Ma questo è nulla, tutto ciò impallideisce e scompare dinnanzi alla realizzazione dei video promozionali, divenuti ormai tristemente di moda. Farà pure fico, ma per forza bisogna calcare le orme del buon Rondolino che constrinse il povero D'Alema a mettersi ai fornelli?

Quando per sfortuna ci imbattiamo in questi video promozionali non si può che solidarizzare con questi committenti, che quasi fanno tenerezza.
Costretti, come se avessero un fucile puntato, a stare lì, davanti ad un obiettivo, che li pietrifica. Lo vedi nei loro occhi, che sono tristi, spenti, privi di qualsiasi espressione, ma capaci, questo sì, di tradire il caos di emozoni che li sta investendo. Un turbinio che gela e immobilizza i loro corpi, che sembrano poggiati lì, su un tavolo o su un divanetto, quasi fossero parte del tutto. E invece no, peché in fondo ci sono quei leggerissimi movimenti del capo che ci ricordano che quella è una persona viva e vegeta. No, non sono movimenti volontari, è il corpo stesso che di sua sponte si ribella all'inesorabile maledizione del crampo del novello attore, e così prova a reagire. Sorvoliamo sui contenuti degli stessi. In fondo chi non si appassionerebbe ai ricordi melliflui di questo o quel candidato o se preferiscono la pancetta al guianciale nella carbonara o ancora se amano trascorrere le vacanze al mare o in montagna, ma i contenuti lo si sa non dipendono dai comunicatori, ma questa è un'altra storia.

L'elenco di questi strafalcioni potrebbe continuare ed esser più dettagliato, ma non è né il luogo né il momento. Di certo non consigliamo a nessuno di cambiare lavoro né di abbassare le pretese, ma solo di riuscire a contestualizzare la lezione e di adattare al committente l'insegnamento del guru della comunicazione a cui vi ispirate. Il packing va sempre pensato e realizzato non perdendo mai di vista il contenuto che andrà ad incartare. Insomma, non è detto che un abito d'alta moda, in quanto tale, possa vestire tutti i corpi, a volte è preferibile un pantalone largo e una semplice camicia, così si evita il ridicolo. Ma un consiglio lo voglio dare pure agli amici politici. Dovete essere bravi a stoppare, quando è il caso, la "fantasia" creativa dei vostri comunicatori. Più siete veri e spontanei, più risulterete credibili. Non è carnevale, parliamo solo di elezioni.


Ancora minacce per Paolo Borrometi e anche questa volta sono tantissimi gli attestati di solidarietà

Ancora minacce per Paolo Borrometi e anche questa volta sono tantissimi gli attestati di solidarietà

Ancora minacce al giornalista Paolo Borrometi. Questa volta sono i mafiosi di Pachino, legati al clan dei Cappello di Catania, che, intercettati dalle microspie della Polizia, svelano il piano raccapricciante che stavano preparando contro il collaborate dell'Agenzia Agi.

"Scendono, scendono, scendono una decina... cinque, sei catanesi, macchine rubate, una casa in campagna", a Pozzallo. "Succederà l'inferno". "Picca n'avi". "Quindici giorni, via, mattanza per tutti e se ne vanno". E ancora: "Dobbiamo colpire a quello (Borrometi, ndr.). Bum, a terra. Devi colpire a questo, bum, a terra. E qua c'è un ioufocu (un fuoco d'artificio - ndr). Come era negli anni Novanta, in cui non si poteva camminare neanche a piedi". I boss di Pachino sono dei pericolosi nostalgici. "Così, si dovrebbe fare". E ancora: "Lo sai che ti dico? Ogni tanto un murticeddu vedi che serve... per dare una calmata a tutti. Un murticeddu, c'è bisogno, così si darebbero una calmata tutti gli sbarbatelli".

Dichiarazioni agghiaccianti, che ci riportano indietro nel tempo, un tempo che speravamo di aver relegato per sempre in un lontano passato. E invece no, ancora c'è qualcuno che vorrebbe rivivere e far rivivere il periodo stragista. Qualcosa però è cambiato. Forse la mafia stessa o lo Stato o la classe politica, forse tutte e tre e così oggi, Paolo Borrometi, sottoscorta da 4 anni, come tanti colleghi in tutta Italia, possono contare sulla vicinanza delle istituzioni, del mondo politico e culturale.

Sono tanti, tantissimi gli attestati di solidarietà che da stamane hanno raggiunto il collega Borrometi. Il Comune di Pachino, naturalmente, l'on. Faraone e Lumia del Pd, l'on. Minardo di Forza Italia, ma anche il sindaco di Vittoria Moscato o Lirio Abbate, vicedirettore de L'Espresso, solo per fare degli esempi. L'elenco è lunghissimo e naturalmente non possiamo riportarlo, un elenco a cui, però, anche noi della redazione, ci iscriviamo fieramente.


Venerdì 13 aprile un convegno dedicato ai giovani: “Io resto qui. Percorsi di vita che vincono il deserto”

Venerdì 13 aprile un convegno dedicato ai giovani: “Io resto qui. Percorsi di vita che vincono il deserto”

È possibile immaginare un futuro diverso per i nostri giovani? Ci sono altre prospettive rispetto al partire da questa terra per cercare lavoro altrove?
A queste domande proverà a rispondere il convegno sul tema “Io resto qui. Percorsi di vita che vincono il deserto” che si tiene venerdì 13 aprile a Ragusa, con inizio alle 18.30, nell’auditorium dell’Itis “Majorana” di via Pietro Nenni. L’iniziativa è promossa dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali della diocesi di Ragusa e da Radio Kàris.
L’incontro, moderato da Simone Digrandi, direttore dell’ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi, presenterà esperienze di imprenditoria giovanile sorte nel territorio ibleo che, rifiutandosi di soccombere al lamento inerte e resistendo all’atavica rassegnazione a cercare sempre altrove il proprio futuro, costituiscono, qui ed ora, storie e fatti cui guardare con curiosità e speranza. Le esperienze presentate fanno parte di un lavoro di ricerca realizzato da Denise Arcieri, autrice e conduttrice di Radio Kàris, che ha incontrato tante nuove realtà imprenditoriali presenti sul territorio. Il suggerimento di metodo che queste storie possono offrire è certamente da non perdere.
Ogni anno circa 20.000 giovani lasciano, infatti, la Sicilia per studio o per lavoro. Un processo di erosione tutt’altro che lento del tessuto sociale, culturale e, perché no, morale, che priva questa terra delle risorse più fresche e capaci ancora di tensione ideale, la cui emorragia determina una desertificazione cui non si può più assistere inermi.
Si può resistere all’avanzare del deserto? È possibile scorgere dentro la realtà giovanile e lavorativa i germogli di una vita che si rinnova e che permette fondatamente di sperare nel futuro? L’alternativa che si pone non è scontata, o recriminare su ciò che dovrebbe essere oppure servire umilmente ciò che già c’è.
Alle esperienze condivise nella prima parte dell’incontro, si affiancherà il racconto del contributo che la Chiesa locale cerca di offrire a questa “vita che vince il deserto” attraverso alcune iniziative e strumenti operativi. Renato Meli, direttore dell’ufficio Problemi sociali e lavoro della Diocesi di Ragusa, avrà il compito di illustrare le esperienze di micro-credito d’impresa cui molti giovani hanno attinto per le fasi di start up delle loro imprese insieme alle recenti iniziative dello sportello Arca a Vittoria. Uno sforzo che si colloca nell’orizzonte più ampio delle recenti Settimane sociali di Cagliari della Cei, dal titolo “Il lavoro che vogliamo”.
Interverrà il vescovo di Ragusa monsignor Carmelo Cuttitta.


Arte, lo statunitense Frank Lupo per la prima volta in Sicilia con una mostra organizzata da Lo Magno Arte contemporanea

Arte, lo statunitense Frank Lupo per la prima volta in Sicilia con una mostra organizzata da Lo Magno Arte contemporanea

Grande varietà nell'opera dello statunitense di fama internazionale Frank Lupo: grattacieli, parchi urbani, navi cargo che solcano l’Oceano... ma anche angoli di giardino, paesaggi, ritratti in bianco e nero di marinai e di minatori di carbone. È l’America, raccontata nelle gouaches dell'artista di Buffalo. Le sue opere saranno esposte in esclusiva per la prima volta in Sicilia in un’intrigante mostra, organizzata da Lo Magno arte contemporanea (a cura di Giuseppe Lo Magno), negli spazi della galleria Soquadro, in via Napoleone Colajanni 9-11.

L'evento si svolgerà dal 21 aprile al 12 maggio (inaugurazione: sabato 21 aprile, ore 19); particolarmente atteso, poiché l’ultima esposizione di Lupo in Italia risale alla Biennale di Venezia del 1985: Ragusa scelta come portale per tornare nel Belpaese con le sue opere.

Frank Lupo vive e lavora a New York. Dipinge per lo più a gouache, una tecnica che rende i colori più luminosi attraverso l’aggiunta di un pigmento, e talvolta anche con colori a olio e ad acqua. Alcune sue opere fanno parte della collezione permanente del prestigioso Museum of Modern Art (MOMA) di New York. L’artista si ispira a fotografie, scattate in proprio, strappate dai giornale o semplicemente immaginate, cercando di catturare ciò che gli appare "ossessivo, commovente, provocatorio e vero". I suoi lavori, spiega lo stesso Lupo, "mirano all’ambiguità, al mistero, alla confusione di un attimo, a uno sguardo rivolto a qualcosa che si perde nel trascorrere della vita quotidiana. A volte il soggetto è astratto e immobile, a volte è fuso col suo movimento. Una fermata o un treno di passaggio, un edificio che implode, un appartamento mezzo vuoto. Qui e ora e poi via. Ogni opera è un tentativo di invenzione e la trasformazione di quel momento".

Nel testo critico intitolato “Second life” che accompagna la mostra, Andrea Guastella, storico e critico d’arte, rivela come la dedizione di Frank Lupo alla pittura risalga proprio a un soggiorno italiano. Così Guastella: "un luogo la cui bellezza invita alla sosta in cui cioè lo spazio si converte in tempo: quello spontaneo prolungamento delle persone e delle cose ottenuto da Frank ora aumentando (o rimpicciolendo) a dismisura le dimensioni del supporto, ora deformando irrealisticamente le figure, ora accendendo l’immagine di colori contrastanti".

La mostra potrà essere visitata dal martedì al sabato, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, chiuso il lunedì mattina e la domenica.


Cassì e la partita a scacchi per le amministrative di giugno

Cassì e la partita a scacchi per le amministrative di giugno

Se Giovanni Iacono dovesse sciogliere le riserve candidandosi a sindaco, diventerebbero otto i concorrenti di quella che sempre più assume le forme di una riffa, il cui “premio”, naturalmente, sarà la città di Ragusa.

Sonia Migliore, Giorgio Massari, Peppe Calabrese, Maurizio Tumino, Carmelo Ialacqua, Giovanni Iacono, Peppe Cassì e Antonio Tringali. Sicuramente, con un ventaglio così ampio ed eterogeneo di candidati, un primo risultato sarà quello di disperdere i voti con un livellamento al ribasso delle percentuali di preferenza. Sarà un male? Forse no.

Di sicuro la candidatura di Cassì è stata il classico fulmine a ciel sereno, fosse solo per la tempistica con la quale è stata ufficializzata. Sabato scorso, infatti, tutto i livelli provinciali di tutti i partiti di centrodestra si erano riuniti per provare a trovare una sintesi per le prossime amministrative. Come tutti sanno quel tavolo si chiuse con un accordo di massima sulla necessità di fare le primarie lì dove sarebbe stato necessario. Memori delle recenti esperienze elettorali, il centrodestra rimane (almeno così sembrerebbe) fedele alla formula: uniti si vince. In quel tavolo si decisero pure le tempistiche. Sul piano locale gli esponenti del centrodestra ragusano, partiti e movimenti civici, si sarebbero dovuti riunire entro questa settimana, insomma prima di Pasqua, proprio per sottoporre la proposta a tutti e verificare nuovamente se ci fossero i margini per una definitiva sintesi.

La candidatura di Cassì scompagina e scompaginerà le carte in tavola. Innanzitutto mina la fragile trama che qualcuno stava provando a tessere tra le varie anime del centrodestra, in fondo quello è l'elettorato di Cassì, ma non solo. Qualche grattacapo lo creerà pure agli altri competitors, come ad esempio a Tringali, che prima che essere dei 5 Stelle, è stato un uomo di Forza Italia, e continua ad esser vicino, anzi molto vicino, a determinati ambienti della società. Cassì, quanto meno a questo punto della campagna elettorale, sembra incarnare il classico outsider che tutti corteggerebbero per averlo in squadra, ma nessuno lo vorrebbe come avversario.

E’ temibile? Sicuramente sì. Ha chance di vincere? Questo è tutto un altro paio di maniche. Sulle sue effettive possibilità di andare al ballottaggio (questa naturalmente è l'idea di chi scrive, ndr.) nutro seri dubbi e non per le qualità del candidato, persona perbene e molto ben voluta a Ragusa, ma per la ristrettezza dei tempi e anche per la sua connotazione politica. A poco più di due mesi dalle elezioni Cassì deve iniziare una campagna elettorale, costruire un programma credibile e, soprattutto, creare delle liste forti capaci di rosicchiare terreno a soggetti politici che, nel bene o nel male, lavorano per l’appuntamento del 10 giugno da mesi, se non da anni. Tutto è possibile naturalmente. Ma questa non è l'unica difficoltà che attende l'ex cestista. Lui è un uomo di destra e pesca lì, dove cercano voti persone come Maurizio Tumino, Sonia Migliore e Antonio Tringali e forse qualche lista civica. La torta è una e non è infinita.

Un effetto insperato, o forse desiderato, che si potrebbe raggiungere con questa candidatura è quello di indebolire il centrodestra o di ridisegnarne gli equilibri. Un’ipotesi, quest’ultima, piuttosto fantasiosa; molto meno, invece, lo è quella della dispersione dei voti in favore di un’altra formazione politica. Un disegno machiavellico, certo, ideato a tavolino e gettato nell’agone politico, proprio qualche giorno prima del tanto atteso coordinamento cittadino del centrodestra. Perché? Qualcuno ha deciso di alzare la posta? E poi quale sarebbe l'oggetto del contendere?

Nel frattempo, però, per tramite dell’Unione dei Siciliani di Gaetano Armao, Sonia Migliore ha fatto sapere di essere disponibile alle primarie pur non essendo obbligata a rispondere a una proposta di livello provinciale che doveva ancora essere riportata e ragionata nel tavolo locale. A questo punto ci chiediamo: la proposta dei partiti ai movimenti è ancora valida? E Cassì sarebbe disposto a confrontarsi?


Immobili di via del Mercato su Subito.it. Un paio di chiarimenti

Immobili di via del Mercato su Subito.it. Un paio di chiarimenti

Ringraziando i funzionari del Comune per la celerità con cui hanno risposto al nostro articolo del 22 marzo, riguardante l'annuncio per la locazione degli immobili di via del Mercato a Ibla, ci permettiamo di avanzare due suggerimenti e di porre un paio di domande per sgomberare il campo da certi sospetti.

Come si evince chiaramente dal bando, i nove locali verranno aggiudicati in locazione annua tramite la miglior offerta al rialzo, partendo da una base d'asta di 40.500,00 euro (rialzo minimo di 50 euro). Se i locali sono in locazione, non sarebbe opportuno correggere l'annuncio che è stato inserito nella sezione vendite? E ancora, se la base d'asta è di 40.500 euro, come mai nell'annuncio si parla di 42.500 euro? Inezie? Imprecisioni? E' il caso di mettere mano all'annuncio?

Ma andiamo avanti. Come giustamente fa notare "Progresso e Futuro", in una nota del 28 febbraio scorso, l'intera operazione fa sorgere qualche perplessità, foss'anche di natura esclusivamente economica.
Il bando parla di 9 locali e 2 bagni, quindi in teoria di nove attività commerciali che dovrebbero pagare al mese, di solo affitto, circa 400 euro l'uno, condividendo pure i servizi. Diciamo che a queste condizioni il bando non è proprio concorrenziale, allo stesso prezzo, infatti, si possono trovare immobili, magari già ristrutturati e pure forniti di servizi igienici indipendenti.
Ma non solo.
I nove locai vanno affittati in blocco, così recita il bando. Due perciò sono le strade percorribili.
La prima. Un individuo o una persona giuridica decide di concorrere al bando, certo poi di poter affittare singolarmente i locali e quindi di poterci speculare. In questo modo, però, il singolo artigiano o il singolo imprenditore, che decidesse di trasferire lì la sua attività, dovrebbe mettere in conto che l'affitto, di questi 60 mq divisi su due livelli, non sarebbe più 400 euro. C'è qualcuno veramente disposto a fare ciò?

La seconda ipotesi. Un individuo o una persona giuridica decide di concorrere al bando, ma non per subaffittare i locali, ma per trasferire lì la propria attività. In questo modo si supererebbe il problema logistico dei servizi, ma ne sorge immediatamente un altro.
Questo fantomatico investitore, ogni anno, dovrebbe dare al Comune - di solo affitto - almeno 40.500 euro ossia quasi 3.400 euro al mese, somma alla quale vanno aggiunte ancora le spese, come tari, luce e acqua. Senza scomodare commercialisti o professionisti vari, appare evidente che se si è disposti a sostenere una cifra così importante, si è certi di poterne guadagnare almeno il doppio. E qui sorge il dubbio. Mica questo bando è stato redatto ad hoc sulle esigenze di qualcuno?

Sia ben chiaro, nessuna voglia di polemizzare con il Comune. Tutt'altro. Come abbiamo detto all'inizio di questo articolo il nostro unico intento è sgomberare il campo da facili illazioni, per questo poniamo delle domande, nella speranza di ricevere dei chiarimenti.


In mostra alle Quam Federica Gisana, Rossana Taormina e il loro ‘modello di plasticità lirica’

In mostra alle Quam Federica Gisana, Rossana Taormina e il loro ‘modello di plasticità lirica’

Una doppia mostra tutta da godere: ieri sera si è inaugurata a Scicli “By the wind”, la doppia personale di Federica Gisana e Rossana Taormina, accolta con il calore del fedele e attento pubblico delle Quam. Così il curatore Antonio Sarnari: “la mostra è una ricerca-omaggio alla ‘plasticità lirica in pittura, un modello di densità prospettica, con radici linguistiche diametralmente opposte tra le due autrici siciliane”.

Si comincia con le grandi mappe nautiche di Rossana Taormina, recuperate con cura da rigattieri e antiquari di tutta la Sicilia, poi restituite al valore culturale con l’intervento pittorico, intenso e sensibile. Un’azione con cui il distacco dalla carta, i suoi segni matematici e la sua funzione ormai esaurita, garantiscono lo spazio prospettico di relazione con l’etere, un volume che la dimensione mappa non avrebbe, generata a livello cerebrale, che ammanta la ragione di sentimento e sensazione di vuoto.

Questo nuovo ciclo, titolato “Deriva”, è una grande azione pittorico-linguistica, di relazione tra un “oggetto che ha esaurito la sua funzione” e che al contempo vuole recuperare la sua dignità sociale, tornare ad essere in qualche modo attuale ed acquisire un nuovo valore linguistico e culturale. Una ricerca, quella di Rossana Taormina, che ci aveva già stupito, ma che ogni volta rinnova, con nuove intuizioni e sfaccettature.

Si continua con una lunga galleria di pitture di Federica Gisana, in cui il mondo sospeso di paracadutisti, e i frammenti di colori in caduta libera, strutturano tele di forte impatto plastico e cromatico.

Opere che fanno emergere i soggetti, profili scomposti in penombra, da un fluido rigato di colori. Un processo equivalente alla stessa ricerca dell’autrice modicana, che ha attraversato l’ambito del disegno, per poi incidere le tele con lo stesso rigore del segno; in una sequenza di annegamento della figura umana nel fluido pittorico, oggi sempre più presente e intenso. Una ricerca che ha infine condotto a concentrarsi sullo sfondo teatrale dei soggetti precedenti, in cui protagonista è divenuto l’etere, ricco e colorato, con la sua assenza di gravità. Un ambiente che ricorda quasi una nebulosa, con la sua profondità e ricchezza cromatica, in cui è stata brillantemente tradotta la visione in caduta libera, fatta di linee e colori disciolti nell’adrenalina.

La doppia mostra rimarrà aperta fino al primo maggio, con apertura anche nel pomeriggio dei festivi. L’ingresso è gratuito e in galleria sarà possibile richiedere gratuitamente i due libretti delle mostre personali, con i testi integrali del curatore, editi Tecnica Mista.


Crisi agricola. L'on. Campo (M5S) esorta Musumeci, ma occorre altro

Crisi agricola. L'on. Campo (M5S) esorta Musumeci, ma occorre altro

Oggi il presidente Musumeci si è recato a Vittoria per incontrare una delegazione di agricoltori che da due giorni occupano il Municipio, nella speranza di sensibilizzare il mondo politico affinché intervenga per risolvere la crisi agricola. Anni di politiche sbagliate, di accordi internazionali a noi sfavorevoli, hanno progressivamente eroso la competitività dei nostri prodotti sui mercati nazionali ed esteri.

L'on. Campo (M5S), che era presenta all'incontro, ha esortato, in una nota inviata alla stampa, il presidente Musumeci a fare pressione sull'on. Miccicchè affinché "calendarizzi la mozione - del Movimento 5 Stelle - sulla deliberazione dello stato di crisi con lo stop a bollette, tributi e pignoramenti”. Un'ottima proposta o meglio un buon punto di partenza, che riuscirebbe - nell'immediato - a dare una mano ai nostri agricoltori. Di certo non può essere questa la soluzione ad un problema che ha radici profonde e che necessita di tutt'altro tipo di intervento. Non ci si limiti al già visto e al conosciuto. Non ci si limiti a qualche pannicello caldo e non si spacci ciò per una vittoria. Questa cirsi va affrontata primariamente a livello europeo, poi a livello centrale ed infine a livello regionale.
Con questo non si vuole minimamente deresponsabilizzare il presidente Musumeci, la Regione e l'Ars, che anzi hanno più di uno strumento a loro disposizione e che devono utilizzare.

“Il nostro gruppo - spiega Stefania Campo - è disponibile a fare fronte comune con il governo regionale e le altre forze politiche per mettere in atto qualsiasi azione concreta che possa dare respiro agli agricoltori e possa agire in maniera strutturale a dare regole eque al comparto", un intento ottimo nella speranza che non sia solo una dichiarazione di facciata, in quanto la crsi dell'intero comparto ha effettivamente raggiunto livelli tragici e riguarda tutti noi, senza alcuna distinzione di colore politico.

In attesa e nella speranza di poter riscrivere gli accordi internazionali, si potrebbe iniziare a lavorare ad una seria politica di defiscalizzazione del comparto agricolo e non solo. Sarebbe, inoltre, auspicabile che i nostri parlamentari regionali cominciassero a lavorare per far riconoscere il territorio ragusano come Zona Economica Speciale (ZES). Questo, qualora dovesse avvenire, dimezzerebbe i tempi per le autorizzazioni, ridurrebbe gli oneri amministrativi e perciò attirerebbe ingenti capitali anche dall'estero, rivitalizzando di conseguenza tutta la nostra economia, in primis il comparto agricolo e zootecnico.


Crisi agricola. Oggi il presidente Musumeci arriva in provincia per incontrare gli agricoltori

Crisi agricola. Oggi il presidente Musumeci arriva in provincia per incontrare gli agricoltori

Il Presidente della Regione Nello Musumeci oggi sarà a Vittoria, alle ore
10.30, a Palazzo Iacono per incontrare una delegazione del Comitato Anticrisi Agricoltura Sicilia.
Da due giorni gli imprenditori agricoli stanno occupando i Municipi di Vittoria, Pachino e Santa Croce.

Da anni il settore agricolo siciliano è stretto nella morsa della crisi e dei trattati internazionali che penalizzano fortemente la nostra produzione. Cosa possa fare nell'immediato Musumeci non è chiaro. Di certo questo è un annoso problema già sollevato drammaticamente negli anni passati dal Movimento dei Forconi, che denunciarono l'impossibilità di competere con le produzioni del nord Africa o di altri Paesi, appartenenti all'UE e non.


Il Comune di Ragusa si affida a Subito.it per vendere i suoi beni?

Il Comune di Ragusa si affida a Subito.it per vendere i suoi beni?

Navigando su internet ci siamo imbattuti in questo annuncio che è a dir poco strano. Parliamo dei 9 immobili di via del Mercato a Ragusa Ibla, messi a bando lo scorso febbraio dal Comune di Ragusa, che ha intenzione di affittarli. Un metodo decisamente poco ortodosso quello di affidarsi ad una piattaforma di compravendita privata per alienare dei beni pubblici. Non sappiamo neppure se questo sia un metodo legittimo e permesso dalla legislazione visto che esiste un bando pubblico. Sarebbe interessante avere delle delucidazioni da parte dell'Ente, non vorremmo, infatti, che qualcuno si stia facendo beffe del Comune di Ragusa, creando un account falso in nome e per conto del Municipio ibleo.