La Nicita? Sempre più opinion leader, anche a sua insaputa

La Nicita? Sempre più opinion leader, anche a sua insaputa
E' dura la vita ai tempi dei social. Basta un solo post o un pezzo giornalistico, che è appena una suggestione, quasi un'ipotesi, non certamente un'indiscrezione, per scatenare le fervide "penne" di improbabili autori, pronti ad alzare barricate in favore di questo o di quello oppure a incensare o condannare il malcapitato di turno, senza il più piccolo barlume di consapevolezza. Senza il minimo pudore.
Povera Nicita, già la danno al fianco del Salvini nazionale, magari presidentessa della Camera, fiera discendente di quella nobile stirpe teutonica che ebbe inizio con la Pivetti, oppure, più sommessamente, primo sindaco leghista di Ragusa. E invece no! La Nicita non ha ancora la tessera padana, non ha cambiato residenza e continua, suo malgrado, a preferire San Giovanni ad Alberto da Giussano e 'a 'mpanata alla polenta.
Probabilmente - questo va detto - qualche simpatia per i leghisti ce l'ha pure. Chissà quanta breccia fanno nel suo animo le teorie sovraniste o le posizioni economiche della Lega o se invece a tutto ciò preferisce gli slanci più populisti e razzisti della vecchia Lega Nord.
Un fatto, invece, è certo, la Nicita è corteggiata, ma non dai leghisti, ma da liste più casarecce, impegnate esclusivamente sulle prossime amministratve. La domanda seria da farsi a questo punto è solo una: a chi si concederà? Al fianco di chi correrà?
La Nicita mese dopo mese, anno dopo anno, è cresciuta, come è cresciuto il suo peso elettorale, un peso che inizia a fare gola a tanti, anche e soprattutto alla luce di una situazione politica sempre più incerta, dove a concorrere per la poltrona di primo cittadino sono 6, forse 7 o addirittura 8 candidati. Una situazione perciò dove una manciati di voti potrà fare la differenza. Appetiti, ne siamo certi, che verrebbero immediatamente smorzati da una sua quanto prematura adesione al partito di Salvini, che ancora qualche mal di pancia desta nel sonnolento elettorato ibleo.
L'Amministrazione corre ai ripari e va a sistemare l'aiuola tra c.so Italia e Viale Europa

L'Amministrazione corre ai ripari e va a sistemare l'aiuola tra c.so Italia e Viale Europa
Il Servizio Verde pubblico del Comune di Ragusa ha appena comunicato il completamento degli "interventi - si legge nella nota ufficiale dell'Ente - urgenti di messa in sicurezza delle aree a verde pubblico in cui esistevano situazioni di pericolo causate dal forte vento che è imperversato per diverse settimane nel territorio. Questo tipo di lavoro, fa presente lo stesso ufficio, ha ritardato i programmati interventi di manutenzione ordinaria di alcuni spazi a verde come quello dell'area che delimita la parte alta di Corso Italia e Viale Europa". "Proprio in questo sito - conclude la nota - sono iniziati i lavori di ripulitura dalle erbacce, la potatura dell'alberatura esistenze e la risagomatura del disegno che riproduce lo stemma della Città di Ragusa".
Quindi: per tutelare l'incolumità dei cittadini, messa a rischio da alberi e rami cadenti, una condizione determinata dal maltempo di questi ultimi giorni, l'Amministrazione e gli uffici comunali si sono visti costretti a posticipare gli interventi di ordinaria amministrazione - in materia di verde pubblico -, per garantire la salute dei cittadini con opere di potatura straordinaria. Bene, anzi no, falso!
Da mesi, se non da anni, si rincorrono le note di gran parte dell'opposizione nelle quali si lamentava il totale stato di abbandono del verde pubblico a Ragusa. Tra tutti gli autori di questi comunicati, un posto di rilievo lo occupa la consigliera Manuela Nicita, che, tra l'altro, si è particolarmente prodigata, con le sue ormai celeberrime video-denunce, proprio sull'area che delimita la parte alta di Corso Italia e Viale Europa. Oggetto proprio ieri di alcuni nostri articoli che tanto scompiglio hanno creato.
Come può essere, perciò, che la Nicita denuncia da tempo, con i suoi video, lo stato impietoso in cui versa quell'aiuola di corso Italia e oggi, il Comune prova a giustificarsi asserendo che: i lavori, già programmati di manutenzione ordinaria, sono stati ritardati a causa delle cattive condizioni meteo degli ultimi giorni?
Delle due, l'una!
Ma la scelta non è poi così ardua. I video della Nicita li abbiamo visti tutti e sono video datati. Video-denunce che l'Amministrazione, l'assessore competente e gli uffici preposti, hanno sistematicamente ignorato. Ed allora come mai oggi questa nota ufficiale? La risposta è tutta contenuta nella bagarre scatenatasi sui social, e non solo a questo punto, a seguito di due nostri "articoletti", nati da un post concernente proprio quell'aiuola.
Due considerazioni possiamo fare.
Una, questa Amministrazione non tiene in nessun conto le lamentele dei consiglieri comunali, che sono pur sempre dei pubblici ufficiali. Peccato.
Due, il nostro articolo, anzi i nostri due articoli, non solo sono riusciti a destare chi di dovere dal suo colpevole torpore, ma, nel solo arco di 24 ore, hanno messo in moto la macchina burocratico-amministrativa e così, nei prossimi giorni, i ragusani potranno, dopo anni, riammirare quell'aiuola finalmente messa in sesto.
E' sempre un piacere quando la stampa riesce a dettare l'agenda politica e amministrativa, ad un partito, ad un movimento ad un Ente pubblico.
Queste sono le foto scatatte dalla Nicita nel 2016, che allora già denunciava.

“Le strambe farneticazioni dei 5 Stelle”, parte II

“Le strambe farneticazioni dei 5 Stelle”, parte II
In riferimento all’articolo pubblicato stamane “Le strambe farneticazioni dei 5 Stelle” e alla nota inviataci dalla sezione ragusana del Movimento, non possiamo non precisare un paio di cose.
Il profilo in questione era sin troppo esasperato per non destare più di un sospetto, ma il post di oggi è stata un’occasione sin troppo ghiotta per lasciarcela scappare e visto il clamore che ha suscitato l’articolo, non ci sbagliavamo.
Iniziamo dai commenti. Fatta eccezione per quei pochi pasdaran sempre pronti a negare l’evidenza dinnanzi a tutto e a tutti, vogliamo far notare come, invece, sono tanti i cittadini che si sono lamentati perché stanchi dello stato in cui versa la città. Parliamo di incuria? Degrado? Abbandono?
Questa è una fake news? No, questo è un fatto. Quella aiuola lì, come tantissime altre zone della città, è un’indecenza da mesi, da anni e più precisamente da quando governano i grillini.
Attenzione, questo non è un attacco gratuito al Movimento, non ci si può tacciare di apriorismo. Noi semplicemente constatiamo come questa amministrazione abbia fallito. Non solo non è stata in grado di realizzare la rivoluzione promessa, ma ha fallito pure nell’ordinaria amministrazione e a dirlo non è Reteiblea o chi scrive, ma gli stessi vertici del Movimento (nazionale e regionale) che si sono guardati bene dal candidare a Roma i membri di questa Amministrazione, di questo Consiglio.
Tornando invece all’autore del post o meglio alla psicologia dello stesso, alla sua mentalità e personalità, ci dispiace dirlo, ma non si discosta poi tanto dal modo di pensare e agire di tanti, troppi sostenitori, attivisti e non, o aspiranti tali, del Movimento. In questi 5 anni di cose simili ne abbiamo viste, sia all’interno dell’Aula consiliare, che fuori.
Un’occasione ghiotta dicevamo, perché è stata l’opportunità, e qui i pasdaran hanno abboccato magistralmente, per ricordare qualche fatto, che i sostenitori del Movimento inspiegabilmente continuano a negare. Uno, non si può entrare in un’istituzione, diventando così un pubblico ufficiale, e non avere idea di cosa significhi tutto ciò. Perciò, rinnovo la mia preghiera a Tringali e all’on. Campo: informate e formate.
Due, è imbarazzante oltreché sconcertante continuare a sentire simpatizzanti e attivisti dire che la loro è una vittoria assoluta, che l’Italia ha scelto i 5 Stelle, che inizia così la terza Repubblica e tutto ciò per un 32%. Un risultato così schiacciante, così rivoluzionario, che oggi Di Maio è costretto a elemosinare alleanze a destra e a manca, indifferente al mantra recitato sino a pochi giorni prima contro mafiosi, impresentabili e morti viventi (se non sbaglio Grillo così continua a definire i rappresentanti degli altri partiti).
Questo quanto dovuto.
Le strambe farneticazioni dei 5 Stelle

Le strambe farneticazioni dei 5 Stelle
Questa mattina, su Fb, è comparso un post che lascia senza parole. Non si può che rimanere inorriditi davanti a così tanta ignoranza.
L'utente, il cittadino, pare pure candidato al Consiglio comunale di Ragusa, scrive così:
"Ragazzi cosa ne pesante che se al posto di questa cosa insignificante, facciamo piantare le 5 stelle simbolo di Ragusa?"
A corredo di queste righe, questo aspirante consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, posta la foto dell'aiuola tra corso Italia e viale Europa. Quello spazio verde, per intenderci, dove un tempo chiunque, salendo dal corso Italia, poteva ammirare il simbolo di Ragusa (che è un'aquila e non 5 stelle) e la data del giorno. Tutto con delle sipei ossia con delle piantine quotidianamente potate e curate.
Per favore qualcun spieghi a questo individuo che il simbolo di Ragusa è un'aquila e non delle fantomatiche stelline. Sempre questo qualcuno, dovrebbe prendersi la briga di fargli capire, se riesce, che solo il 32% degli italiani ha votato 5 Stelle, come dire: meno di un terzo dell'Italia li ha preferiti agli odiatissimi partiti, che invece hanno raccolto circa il 70% delle preferenze. Un risultato importante quello del Movimento, ma non eccezionale nella storia della Repubblica italiana. In fondo, a voler esser schietti, neanche un'affermazione straordinaria, come poteva essere il raggiungimento dell'80% dei consensi, quella sì che sarebbe stata una vittoria assoluta volendo citare il non-vincitore Di Maio, avrebbe potuto legittimare un chicchessia a brandizzare l'Italia, il territorio italiano, con stelline o Rousseau vari. Una volta sola capitò qualcosa del genere, ma erano altri tempi.
Questo signore, per finire, vuole realmente candidarsi al Consiglio comunale? Se sì, rivolgo una preghiera ad Antonio Tringali, presidente del Consiglio e probabile candidato a sindaco di Ragusa, e all'onorevole Campo, di avviare immediatamente, a loro spese, dei corsi di alfabetizzazione istituzionale, un tempo si sarebbe parlato di scuola politica. Va assolutamente scongiurato il rischio di permettere l'ingresso in Consiglio a personaggi del genere, se non debitamente informati e formati. Una persona che aspira a fare il politico dovrebbe quanto conoscere due, tre cosette. Ad esempio: non può sputare sul simbolo della città che vorrebbe amministrare, perché sta sputando su tutti i ragusani e ancora, se quell'aiuola è ridotta ad un selva incolta, la colpa è solo dell'Amministrazione, che mi pare esser a trazione pentastellata. Spero che i maggiorenti del Movimento dei 5 Stelle locale prendano immediatamente le distanze dalle dichiarazioni di questo signore.
Meeting Forza Italia, molta attenzione sulle infrastrutture

Meeting Forza Italia, molta attenzione sulle infrastrutture
Animi fiduciosi al meeting di Forza Italia tenutosi lunedì e organizzato dal commissario provinciale, senatore Giovanni Mauro, dove il tema delle infrastrutture locali è stato trattato con primaria importanza.
Presenti gli assessori regionali Marco Falcone (Infrastrutture) Bernadette Grasso (Autonomie locali) e Edy Bandiera (Agricoltura), si è fatto il punto sui primi mesi del nuovo governo in Sicilia e si è sottolineata l’importanza del voto del 4 marzo: è opinione comune, infatti, che solo creando un filo diretto tra Roma e Palermo si può sperare sull’effettiva possibilità di rilanciare la Sicilia. Questo messaggio, in sintesi, è passato attraverso l’intervento di Stefania Prestigiacomo.
Come già detto, il meeting si è focalizzato sul delicato tema delle infrastrutture; nel suo intervento, l’assessore Falcone ha parlato delle due opere lungamente attese da questa parte della Sicilia: la Rosolini-Modica e il raddoppio della Ragusa-Catania.
Le dichiarazioni di Falcone: “due opere strategiche, fondamentali e non solo per il sud est sulla realizzazione della Rosolini-Modica ha pesato la situazione finanziaria delle ditte subappaltatrici, che sono fortemente indebitate e perciò a rischio di fallimento. Una situazione, come molti sanno, determinata dai crediti che non riescono a riscuotere. Per questo da mercoledì inizieremo a pagare le ditte fornitrici e subappaltatrici che rappresentano la vera economia di questo territorio. Non solo, abbiamo infatti già diffidato la ditta affidataria dell’appalto perché riprenda i lavori entro 15 giorni, pena la risoluzione del contratto. Risoluzione che implicherebbe per la stessa un risarcimento alla Regione Siciliana e al Consorzio Autostrade Siciliane che abbiamo già calcolato per un ammontare di oltre 50milioni di euro”.
“Ben altra storia - ha spiegato Falcone - riguarda il raddoppio della Ragusa-Catania, sulla quale non arretreremo di un passo. Dovete sapere che mentre a Napoli, pochi giorni fa, il ministro Delrio annunciava che da lì a breve il progetto sarebbe arrivato al Cipe, a Roma, la dr.ssa Del Verme, ragioniere generale e cognata del premier Gentiloni, rallentava, ancora una volta, l’iter procedurale dell’opera, rimandando l’itera pratica al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Per questo, il prossimo 2 marzo, noi saremo a Roma, non tollereremo ulteriori ritardi su opere così importanti. Questo significa farsi carico delle istanze del territorio. Per questo saremo a Roma e porteremo a casa il risultato”.
Che cosa è successo in piazza Carmine? Perché è arrivata la scientifica?

Che cosa è successo in piazza Carmine? Perché è arrivata la scientifica?
Lunedì mattina, in piazza Carmine a Ragusa, una copiosa fuoriuscita di acqua, da sotto un portone di una casa privata, aveva allarmato alcuni vicini, che prontamente avevano chiamato i vigili del fuoco.
Sfondato il portone d'ingresso, al campanello non rispondeva nessuno, questi sono stati investiti dal caratteristico olezzo dei corpi umani in putrefazione. La proprietaria dell'appartamento, un'anziana signora, era morta qualche giorno prima.
Durante la mattinata, in piazza Carmine, sono giunte tre pattuglie della polizia ed anche la scientifica. Perché?
L'autopsia, ci dicono, è in corso. Gli inquirenti, a quanto ci risulta, non ipotizzano nessun rato, la donna perciò sarebbe morta per cause naturali. Certo, quegli agenti con le caratteristiche tute bianche non fanno ben sperare.
Abbiamo chiesto in giro e qualcuno ci ha ripetutamente detto, che negli ultimi tempi erano frequenti i litigi in quella casa, tra l'anziana signora e un parente a lei molto vicino.
Non è nostro compito fare ipotesi, specie in un evento triste come questo, sarà l'autopsia a determinare le caude del decesso e a fare chiarezza sull'intera vicenda.
Vittoria. Torture, sevizie e minacce. La ferocia bestiale di un imprenditore agricolo

Vittoria. Torture, sevizie e minacce. La ferocia bestiale di un imprenditore agricolo
Lo scorso 12 febbraio un cittadino rumeno ha denunciato al Commissariato di polizia di Vittoria il suo datore di lavoro, Rosario Dezio, classe '77, per una storia che ha dell'incredibile, appunto bestiale.

Se in fase processuale il racconto del bracciante rumeno dovesse risultare vero, non troveremmo parole per descrivere un tale atteggiamento, che non solo non ha e non può avere asilo in un paese civile, ma risulterebbe alieno a qualunque definizione si voglia dare dell'essere umano. Tragicamente dobbiamo accettare l'idea che esistono persone che con i loro pensieri, con le loro azioni, sono capaci di cancellare secoli di progresso intellettuale e morale. Questa storia che vi stiamo raccontando ricorda certi romanzi, certe atmosfere, che credevamo morte e sepolte. Questa storia è una storia di assoluto degrado.
Ma veniamo ai fatti. Questo Dezio una notte sorprende un suo operaio - il bracciante rumeno - con una bombola di gas, "improvvidamente" sottratta dal magazino dell'imprenditore, per potersi riscaldare viste le rigide temperature di quella notte. Dezio, a questo punto, inizia a picchiarlo selvaggiamente a mani nude, poi con un bastone, poi col calcio del fucile ed infine, non contento, lo minaccia con lo stesso esplodendo alcuni colpi in aria per terrorizzarlo. In fondo aveva rubato una sua bombola del gas.
Non pago, l’indomani lo va a cercare scovandolo in un casolare abbandonato, lo sequestra per ore all’interno dell’azienda, chiudendolo in un garage. Lo lega mani e piedi e lo appende ad una trave colpendolo con un bastone ripetutamente in ogni parte del corpo.
La vittima si è salvata, riportando solo diverse fratture e lesioni guaribili in almeno 45 giorni.
Ma no, il nostro "signor" Dezio non è nuovo a questi comportamenti. Altri braccianti, colleghi di quel malcapitato, hanno raccontato alle forze dell'ordine quali e quante sevizie e torture hanno dovuto subire nel tempo da parte di questo signore e il tutto per qualche spicciolo.
Una fattoria fuori dal tempo, un luogo degli orrori, dove un uomo, fa quasi impressione definirlo tale, in fondo è più simile ad un padrone, ad uno schiavista, per un malaugurato caso della vita, si trova a ricoprire una posizione di preminenza sociale ed economica nei confronti di un gruppo persone disperate, fuggite dal loro Paese in cerca di fortuna, non sapendo che qui, nella bella e civile Italia avrebbero trovato un inferno, un mostro che si sente in diritto di picchiare, sequestrare e torturare un uomo per una bombola di gas, del valore di qualche decina di euro, rubata solo per riscaldarsi. E' difficile non esprimere giudizi o immaginare punizioni per reati tanto odiosi, per fortuna esiste una magistratura e delle leggi che si occuperanno di questo tal Dezio.
PSR 2014/2020. L'impegno dell'assessore Bandiera per la provincia di Ragusa

PSR 2014/2020. L'impegno dell'assessore Bandiera per la provincia di Ragusa
“I ritardi nell’attuazione del PSR SICILIA sono enormi ma il governo regionale farà di tutto per risolvere le criticità nei territori soprattutto in provincia di Ragusa”: è l’impegno preso dall’assessore regionale all’agricoltura Edy Bandiera intervenuto venerdì 16 febbraio presso la Sala Congressi della Fiera Emaia a Vittoria al convegno dal titolo: “Stato del PSR SICILIA 2014/2020 in Provincia di Ragusa, criticità emerse nelle misure già in itinere”. Il confronto, organizzato da pmiSicilia, Ordine degli Agronomi e Confagricoltura è stato molto partecipato a dimostrazione di come il tema sia fortemente sentito nel territorio. Nutrita la rappresentanza di imprese e professionisti ma anche quella istituzionale con i sindaci dei territori interessati e la deputazione regionale e nazionale iblea.
L’esponente del governo regionale, accompagnato dal neo dirigente dell’assessorato all’agricoltura Carmelo Frittitta, dopo avere ascoltato tutti gli interventi in scaletta si è soffermato a dare risposte alle criticità sollevate, in particolare dal presidente dell’Ordine degli Agronomi della provincia di Ragusa Francesco Celestre. Il lavoro dell’assessorato si concentrerà nel dettaglio a risolvere le problematiche della misura 6.4C sui B&B, a prolungare i tempi della cantierabilità dei progetti nella misura 4.1 e a risolvere la questione della cosiddetta zonizzazione cioè la classificazione dei territori che nel territorio ibleo ha penalizzato finora imprese e comuni.
“Siamo molto soddisfatti delle conclusioni del convegno – dichiara Celestre – perché abbiamo ricevuto impegni ben precisi dall’assessore, e quindi dal governo regionale, a risolvere problematiche importantissime che sono strettamente collegate con lo sviluppo del nostro territorio”.
“Desideriamo ringraziare particolarmente l’assessore Bandiera – aggiungono Antonino Pirrè di Confagricoltura e il presidente di pmiSicilia Roberto Biscotto - per la disponibilità manifestata, seppure i forti ritardi, a rivedere i criteri di selezione dei bandi del PSR e a rendere meno complicate le misure in fase di attuazione. Attendiamo adesso che tutto questo si traduca in atti concreti per recuperare i ritardi accumulati in questi anni e consentire alle aziende di sviluppare e portare a termine i propri progetti”.
Libera…Mente presenta “15 gennaio 2018, il Belice a mezzo secolo dal terremoto”

Libera…Mente presenta “15 gennaio 2018, il Belice a mezzo secolo dal terremoto”
Una terra squassata da terremoti e continuamente in pericolo per lo stesso motivo, la Sicilia. Fin troppo tristemente se ne ricorderanno gli abitanti della Valle del Belice, memori del sisma del 1968. In memoria di quel tragico evento, a Santa Croce verrà proiettato un documentario realizzato da de autori locali, Domenico Occhipinti e Guglielmo Distefano.
Sabato 3 febbraio, alle ore 17.30 presso la Biblioteca Comunale “Giovanni Verga” di Santa Croce Camerina l’associazione culturale Libera…Mente propone un appuntamento legato a una ricorrenza storica e tragica che ha interessato la Sicilia Occidentale. Il 50esimo anniversario del terremoto del Belice, avvenuto il 15 gennaio 1968, è stato ricordato in questi giorni proprio nelle zone colpite e nel corso dell’anno saranno diversi gli appuntamenti con la memoria che i 21 Comuni di quella valle hanno previsto.
Il 3 febbraio sarà proiettato, per la prima volta in forma integrale (30 minuti), il documentario realizzato dai due santacrocesi dal titolo “15 gennaio 2018, il Belìce a mezzo secolo dal terremoto”. Un estratto di questo lavoro che i due autori hanno realizzato in meno di due mesi, è stato inserito e proiettato durante le celebrazioni ufficiali del 14 gennaio scorso a Partanna alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il governatore Nello Musumeci e altre autorità militari e religiose. Così il giornalista Domenico Occhipinti, co-autore del documentario: “un motivo d’orgoglio per me l’aver portato quello che è il mio primo documentario, davanti agli occhi della gente del Belìce, che quella tragedia l’hanno vissuta sulla pelle e la portano ancora dentro. La presenza del Capo dello Stato ha sicuramente posto l’accento sulle celebrazioni che sono state un modo per ricordare quanto, eventi del genere, ci trovino impreparati ma anche quanta solidarietà si attivi sin dal primo minuto. Con Guglielmo Distefano che mi ha affiancato in questo lavoro, dapprima di ricerca, poi di documentazione video, abbiamo raccolto gli interventi di sopravvissuti, volontari che hanno salvato vite, giornalisti come Piero Angela o Corradino Mineo che, con ruoli diversi, hanno voluto rivivere quei giorni e poi ancora l’editore Ottavio Navarra, il giornalista Tony Zermo e lo storico dell’arte Tanino Bonifacio. Sicuramente toccanti le due storie cardine di questo documentario: quella del “Gesù bambino di Gibellina” e quella più nota e tragica di “Cudduredda”. L’abbiamo voluto titolare “15 gennaio 2018…” per rivolgere lo sguardo a ciò che è oggi il Belìce, un segnale di speranza che gli stessi intervistati si sono sentiti in dovere sentono di lanciare verso tutti noi”.
Domenico Occhipinti, nelle vesti di regista e Guglielmo Distefano, direttore della fotografia racconteranno le fasi che li hanno portati a intraprendere questo progetto e il trasporto umano e la fiducia che la gente di quei luoghi, soprattutto alcuni intervistati, ha saputo riporre in loro. Non mancherà anche un piccolo richiamo alla solidarietà che dalla nostra provincia, anche dal nostro paese, giunse fin lì anche nei giorni appena successivi alle tremende scosse che fecero circa 400 morti, migliaia di feriti e circa 100mila sfollati. Un appuntamento con la “documentazione storica” che Libera…Mente, con il patrocinio del Comune di Santa Croce Camerina, presenterà sabato pomeriggio, 3 febbraio alle ore 17.30.
Nazionali, gli amministratori del sud che chiedono ai partiti scelte di qualità

Nazionali, gli amministratori del sud che chiedono ai partiti scelte di qualità
Una lettera aperta della “Scuola Politica del Mezzogiorno”, firmata da decine di amministratori del meridione, in cui si richiede ai partiti maggior oculatezza nella scelta dei candidati che andranno nelle liste per le prossime elezioni nazionali.
Tra i firmatari del testo, tramite il quale si richiede sostanzialmente che tutti i partiti scelgano i nomi da presentare in base a competenze e valori etici e morali, risaltano anche due amministratori Iblei e, nella fattispecie, membri del Consiglio comunale di Santa Croce Camerina: Luca Agnello e Katya Gambino.
Qui di seguito, riportiamo integralmente il testo sopracitato della lettera aperta:
“I sottoscritti amministratori comunali ed esponenti della società civile, fermamente convinti che nel dibattito politico debba essere dato spazio soprattutto al contributo di idee provenienti da quanti vivono i disagi di una società che giornalmente si misura con le varie crisi sociali, economiche ed etiche, desiderano fare appello alle capacità discrezionali di quanti - nei propri partiti politici di appartenenza - sono in questi giorni impegnati nella composizione delle liste per le prossime elezioni politiche.
Inoltre, si auspica che i leader dei rispettivi partiti di riferimento possano essere guidati, nella selezione dei candidati, dagli inderogabili valori della trasparenza, del rispetto imprescindibile dei fondamentali principi dell’etica e della opportunità di proporre candidati portatori di valide qualità professionali utili per un positivo miglioramento della composizione dei rami del nostro Parlamento.
Quanti qui firmano nella propria veste di amministratori comunali e di rappresentanti di enti ed organizzazioni di varia natura, si troverebbero a disagio se i partiti politici dovessero operare scelte di candidati privi degli auspicati requisiti morali e professionali richiesti.
I sottoscritti confidano nella sensibilità dei destinatari del presente documento e si attendono scelte coerenti con le aspettative della gente comune che ormai comincia a dimostrare una crescente sfiducia verso il potere politico”.
