La sanità iblea in crisi. Appello anche al sindaco Cassì

< class="t-entry-title title-giornale-before h3">>

Da almeno 2 anni vado dicendo, per non volere esagerare, che la situazione della sanità a Ragusa e provincia è abbastanza precaria  anche se si tratta di un fenomeno nazionale del quale finalmente si stanno accorgendo nelle alte sfere dell’informazione. Ieri un servizio televisivo di un canale nazionale ha parlato dei medici che lasciano gli ospedali e fanno i gettonisti. Insomma lavorano meno, o comunque ogni ora in più viene retribuita a pie di pagina,  e guadagnano anche il 30/40% in più dei colleghi impiegati dalle Asp. E oggi si stanno anche accorgendo che questo è il risultato di una manovra ordita dalla politica che mira a dare il servizio sanitario ai privati. Non sono le solite parole di allarmismo ma è così chiaro guardando  quanto stanno crescendo le cooperative e  le offerte di assicurazioni sulla salute. Insomma, all’americana, se hai soldi campi senno cavoli tuoi. Non so se è vero, come dice la Schlein, che è colpa del governo, mi sembra però che l’operazione sia partita da tempo e con altri governi. Ma veniamo a noi! Facendo un rapido conto per quanto riguarda i medici  dei pronto soccorso in provincia ci si accorge che sono poco più di una decina, forse 14 tra Ragusa, Modica e Vittoria. In organico dovrebbero esse 51 cioè 17 per ogni nosocomio. E allora come si può pensare che in 5 o 4 ad ospedale si possa coprire un orario h24 garantendo la qualità e la professionalità. L’Asp, a quanto pare, ha bandito un concorso per medici di medicina d’urgenza ma, in partenza, il numero richiesto è al di sotto dell’organico necessario. Eppure non è questione di fondi perchè dalla Regione i soldi per i 51 medici del pronto soccorso sono già inseriti nei trasferimenti.  Inoltre bisognerebbe agire con una certa decisone anche verso altri settori. Ci dicono, ad esempio, che a Catania, alla facoltà di Medicina, non mandano più  gli specializzandi dalle nostre parti. E’ una grave mancanza di collaborazione soprattutto se si pensa che Ragusa, almeno la città capoluogo, è debitrice dell’ateneo catanese ed è, udite udite, l’unica che paga regolarmente. Dunque potrebbe essere anche il sindaco Cassì, uomo fortunato per aver ereditato una città come la nostra, a prendere il telefono e  fare qualche rimostranza. Diranno gli uomini del sindaco: ma che ci azzecca l’amministrazione comunale? E noi potremmo rispondere che è bello andare in giro a inaugurare mostre farlocche e spettacoli non meglio identificati ma la gente comune aspetta delle risposte che non arrivano mai. Intanto sollecitiamo anche il commissario dell’ASP Drago a far si che si esca da questo pantano della salute. Non c’è sanità senza medici. I soldi ci sono ma si sprecano e forse si rubano  e non possiamo accettare di  cambiare il sistema sanitario che fino a qualche anno fa era uno dei migliori del mondo!!!Ed è vero!

di Direttore02 Giu 2024 11:06
Pubblicità