Il telegiornale di Teleiblea del 28 giugno 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 28 giugno 2023

Nell'indice: Inflazione ed istat. In Italia il 10% della popolazione e povero. La regione. Intervista all'on Dispaquale. La situazione sicurezza a Ragusa. La piscina che non funziona. Protesta delle mamme. Risponde l'assessore Digrandi. Il centro storico e le etnie. L'appello di Crispino per Aerolinee Siciliane. Archeologia a Comiso. Giovanni Vindigni ed il libro sul colonnello Coria.


Parliamone ma niente statua

Parliamone ma niente statua

Il sindaco prende posizione sulla questione statua di Pennavaria e lo fa dando il tradizionale colpo al cerchio e alla botte ma sembra di capire che sulla statua il comune non è d'accordo. Ecco la sua dichiarazione. “Nel 2026 cadranno i 100 anni dalla elevazione di Ragusa a capoluogo di provincia e dalla contemporanea riunificazione di Ragusa Ibla e Ragusa Superiore. Non c’è dubbio che la nostra città visse nel periodo infausto del ventennio fascista un momento di eccezionale trasformazione, mettendo le basi per la sua successiva e repentina crescita sociale ed economica. E non c’è dubbio che tutto ciò sia legato indissolubilmente alla figura di Filippo Pennavaria, che ricoprì incarichi di primo piano nel regime e che favorì l’ascesa di Ragusa.
Il 2026 sarà quindi un anno di commemorazione per la nostra città, una occasione per promuovere e organizzare convegni di approfondimento della nostra storia, compresa la figura controversa di Pennavaria.
La storia, infatti, è storia; su questo, almeno, penso si possa essere tutti d’accordo.
Ma una cosa è conoscere, approfondire e ricordare gli avvenimenti dell’epoca, un’altra è celebrare l’uomo che ne fu tra i protagonisti. Pur volendo contestualizzare la sua azione, dedicare una statua a una figura di spicco del fascismo non è a mio giudizio una cosa opportuna. Una statua, infatti, è un simbolo permanente che incarna i valori in cui tutta una comunità si riconosce e non può essere fonte di contrasti e divisioni.
La nostra Repubblica si fonda su una Costituzione che si ispira a principi opposti a quelli del regime, e su quella noi amministratori locali prestiamo giuramento. Mi piacerebbe su questo argomento ascoltare il parere dei cittadini, nella convinzione che il confronto aiuti una comunità a crescere, nella speranza che il dibattito possa mantenersi nei confini del reciproco rispetto. Il miglior modo per difendere la democrazia è praticarla”.

Comunque per aiutare a pensare sulla questione vi propongo l'intervista con il prof. Barone.


Le attività degli assessori Gurrieri e Massari.

Le attività degli assessori Gurrieri e Massari.

Sembrano più autonomi del previsto questi nuovi assessori, almeno alcuni,  che affrontano con un buona lena problemi di una certa importanza. Iniziamo da Gurrieri. C'erano state già diverse lamentele per la questione ordine pubblico al centro ed in particolare in Piazza San Giovanni. Basti pensare che quando c'è stata, in quella location, una manifestazione culturale si è dovuto intervenire con la forza pubblica per bloccare le intemperanze di giovani e meno giovani che davano fastidio. Insomma è quasi terra di nessuno ha dichiarato  il parroco un paio di giorni fa. Ora ci dice Gurrieri che l’amministrazione comunale di Ragusa, con l’avvio e l’impiego dei 6 nuovi agenti stagionali della Polizia Municipale, fin da subito ha avviato una maggiore attività di controllo al fine di garantire un efficiente presidio del territorio. Dal 19 giugno ci sono in funzione 3 pattuglie in più su tutto il territorio comunale e altre 3 pattuglie partiranno dal 3 luglio, con l’immissione degli altri 6 stagionali. Un’attività di monitoraggio che verrà svolta quotidianamente e che si pone l’obiettivo anche di un proficuo dialogo e supporto da parte dei cittadini privati per una maggiore attenzione”. Bene e questa è fatta.
Uno sguardo anche all'attività di Giorgio Massari che sta dimostrando di voler affrontare il gravoso compito di gestire lo sviluppo economico della città con determinazione. Sta effettuando un giro di consultazioni, come si vede nella foto scattata all'Ance e ha anche intenzione di organizzare subito dei momenti ufficiali per studiare le vere esigenze dell'economia iblea. Speriamo sia in grado di prendersi il suo spazio e affrontare anche in tempi molto stretti temi scottanti in evidenza in questa città a partire dall'urbanistica finalizzata al turismo e quindi allo sviluppo dell'economia e forse anche l'aeroporto che sembra quasi un tabù visto che è riservato solo a pochi.


Il telegiornale di Teleiblea del 27 giugno 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 27 giugno 2023

Nell'Indice: L'app della protezione civile per lanciare le allerte alla popolazione. L'impegno della giunta. iacono e Cassì vanno all'ASP. Massari incontra le associazioni. L'on Abbate sulla Giovane DC. La situazione del turismo. Intervista a Gaetano Intrieri di Aeroitalia. La polemica sulla statua di Pennavaria. Intervista al Prof. Uccio Barone sulla storia del personaggio. Giornata delle ProLoco e contro la droga


Ottima iniziativa della Protezione Civile

Ottima iniziativa della Protezione Civile

La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della protezione civile (DPC) con Direttiva 7 febbraio 2023 ha disciplinato l’utilizzo del Sistema di allarme pubblico denominato “IT-Alert”  per le sole attività di protezione civile.
Il DPC, al fine di avviare l’attività di test su larga scala del sistema IT-Alert con l’obiettivo di far conoscere questo nuovo sistema di allarme pubblico -che in caso di gravi emergenze e catastrofi imminenti raggiunge i telefoni cellulari dei cittadini presenti in un determinato areale, ha accolto la disponibilità delle Regioni, tra cui la nostra, a partecipare alla sperimentazione.
Tale sperimentazione avverrà il giorno 5 luglio alle ore 12:00 attraverso l’invio di “messaggi ITAlert” sui milioni di telefoni cellulari presenti in quel momento sull’isola.  In pratica mercoledì 5 luglio, alle 12, i telefoni cellulari in Sicilia saranno raggiunti da un messaggio di test "IT-alert",  appunto il nuovo sistema di allarme pubblico nazionale. Tutti i dispositivi agganciati a celle di telefonia mobile nell’Isola suoneranno contemporaneamente, emettendo un segnale distintivo diverso da quello delle notifiche a cui siamo abituati. Chi riceve il messaggio di test non ha nulla da temere e non dovrà fare nulla tranne leggere il messaggio. L’invito per tutti, che abbiano ricevuto correttamente il messaggio o meno, è quello di andare sul sito www.it-alert.it e rispondere al questionario: le risposte degli utenti, infatti, consentiranno di migliorare lo strumento. Tra fine giugno e i primi di luglio saranno effettuati, nelle cinque regioni che aderiscono alla sperimentazione (Toscana, Sardegna, Sicilia, Calabria, ed Emilia Romagna), ulteriori test per verificare le funzionalità del sistema. Superata la fase di test, "IT-alert" consentirà di informare direttamente la popolazione in caso di gravi emergenze imminenti o in corso, in particolare rispetto a sei casistiche di competenza del Servizio nazionale di protezione civile: maremoto (generato da un terremoto), collasso di una grande diga, attività vulcanica (per i vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli), incidenti nucleari o emergenze radiologiche, incidenti rilevanti in stabilimenti industriali o precipitazioni intense. È importante sottolineare che "IT-alert" non sostituirà le modalità di informazione e comunicazione già in uso a livello regionale e locale, ma andrà a integrarle.  Ogni dispositivo mobile connesso alle reti degli operatori di telefonia può ricevere un messaggio "IT-alert": non è necessario iscriversi, né scaricare nessuna applicazione, e il servizio è anonimo e gratuito per gli utenti. Attraverso la tecnologia cell-broadcast i messaggi "IT-alert" possono essere inviati a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, delimitando un'area il più possibile corrispondente a quella interessata dall'emergenza. Ci sono ovviamente dei limiti tecnologici: un messaggio indirizzato a un’area può raggiungere anche utenti che si trovano al di fuori dell’area stessa oppure in aree senza copertura può capitare che il messaggio non venga recapitato. La capacità di ricevere i messaggi dipenderà anche dal dispositivo e dalla versione del sistema operativo installata sul cellulare: i test serviranno a verificare tutte le eventuali criticità per ottimizzare il sistema.


Il telegiornale di Teleiblea del 26 giugno 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 26 giugno 2023

Nell'Indice: Il quasi golpe in Russia. La Nuova Democrazia Cristiana di Cuffaro. Intervista a Cuffaro. Il caso dello scontro tra aeroporto di Forli e Aeroitalia. Le Province ed i commissari. Dichiarazione di Ignazio Abbate. Il museo a Palazzo Chiaramonte a Enna. Interviste al sindaco e all'archeologa. La statua di Pennavaria. Interviene Gianni Battaglia. Intervista ad Appiano presidente del Ragusa calcio.


Caso Aeroitalia a Forli. Comiso non c'entra.

Caso Aeroitalia a Forli. Comiso non c'entra.

Prima di iniziare a parlare di quanto è accaduto dobbiamo riportare una nota di Aeroitalia per quanto riguarda la loro attivita di volo su Palermo. Ci dicono che la puntualità è del 100% e  il passeggeri trasportati in un mese sono già 25mila. Ma come al solito quando si parla di aeroporti regna sovrana la confusione. Da l'altro ieri è scoppiato il caso Aerotalia. La società di gestione dell'aeroporto , ha rescisso con effetto immediato il rapporto di collaborazione con la compagnia aerea Aeroitalia. La decisione è stata presa, formalmente, dopo i numerosi ritardi e cancellazioni accumulati, ripetutisi anche sabato proprio con la Sicilia, con i voli per Lampedusa, Comiso e Pantelleria.  “La decisione relativa alla risoluzione – si legge nel comunicato diramato da “Go to travel”, è maturata a seguito dei numerosi, reiterati tentativi, purtroppo non accolti dal vettore, volti a ricomporre e rinnovare un clima di proficua fiducia e collaborazione; così da ristabilire, eliminando i disagi dovuti a ritardi, cancellazioni, rimborsi e riprotezioni su altri voli, l’auspicata e regolare attività degli aeromobili impiegati nelle connessioni da e per l’aeroporto di Forlì”. Fin qui lo scalo emiliano ma  Aeroitalia risponde a tono:  “Aeroitalia informa che a seguito del comunicato stampa emesso dalla società GoTo Fly, assolutamente falso e tendenzioso ha dato mandato ai propri legali di adire presso le competenti sedi. Aeroitalia, con PEC inviata alla società medesima nella mattinata di ieri, dopo diversi tentativi di far ragionare GoTo Fly circa il network fallimentare che la stessa aveva pianificato, aveva risolto il contratto per impossibilità a continuare ad operare alcune rotte che, nella migliore delle ipotesi, avevano 15 passeggeri per tratta”.  “È falso quindi – prosegue la nota – che sia stata GoTo Fly a risolvere il contratto. Aeroitalia informa i propri passeggeri coinvolti in questa diatriba che verranno immediatamente contattati dai nostri operatori per la riprotezione da Bologna dei voli da Forlì. Aeroitalia informa inoltre che ha già diffidato GoTo Fly nel continuare a vendere sul proprio sito titoli di viaggio a codice Aeroitalia che non verranno sin da oggi riconosciuti da Aeroitalia. Chi ha ragione davvero non è dato sapere ma mi permetto di dire che i piccoli aeroporti, come ben sappiamo noi, devono aiutare in qualche modo quelle compagnie, anch'esse  piccole che cercano di fare traffico, Deve essere un interscambio alla pari. Poi può certamente capitare, ma non c'è compagnia al mondo che non ha avuto di questi problemi, che il sistema voli per un giorno va in tilt ma se si spara subito a raffica sulla compagnia non si ottiene nulla di buono. Intanto speriamo che quel poco che stanno facendo a Comiso continui perchè è davvero triste andare in quell'aeroporto, bellino davvero, e trovarlo quasi deserto. Insomma ...


Sanità al collasso. Ma nessuno fa niente.

Sanità al collasso. Ma nessuno fa niente.

Lo abbiamo detto qualche giorno fa a Ragusa ci sono situazioni molto gravi per quanto riguarda il sistema sanitario. Mancano medici e specialisti e le liste di attesa per operazioni importanti diventano lunghissime. Eppure nessuno fa niente. Lo sappiamo che non è facile ma in questo periodo è più importante cercare di accontentare quelli che vanno al mare piuttosto che  quelli che vanno in ospedale. Purtroppo tutta la sanità siciliana esce distrutta dall’ultimo rapporto sulle “Performance regionali” in ambito sanitario, presentato da Crea Sanità, il Centro per la ricerca economica applicata in sanità, che traccia appunto un’analisi annuale delle performance regionali in base a sei diversi indicatori: appropriatezza, equitá, sociale, esiti, economico-finanziaria, innovazione. Lo scenario è desolante. La Sicilia è tra le sei regioni bocciate, insieme a Puglia, Sardegna, Campania, Basilicata e Calabria. La cosa che fa impazzire è che nell'isola la spesa sanitaria pubblica pro capite standardizzata è superiore alla media nazionale, ma sempre più siciliani rinunciano alle cure a causa di problemi economici, lunghe distanze e liste d’attesa infinite.  In sostanza la valutazione divide in due l’Italia, con circa 29 milioni di cittadini nelle prime otto Regioni che possono stare relativamente tranquilli e altri 29 milioni nelle Regioni rimanenti che potrebbero avere serie difficoltà nei vari aspetti delle dimensioni considerate. I risultati del report Crea non hanno stupito affatto il capogruppo del M5S all’Ars e componente della commissione Salute dei palazzo dei Normanni, Antonio De Luca: “Nessuna sorpresa, per carità, basta guardarsi attorno per accorgersi del disastro – il commento di De Luca-. Quello che ci chiediamo, però, cosa aspetti il governo per agire, se attenda che crolli tutto prima di muovere un dito. Qui ci vorrebbe una sorta di piano Marshall per tamponare alcune delle enormi carenze, ma Schifani sembra solo intento a litigare con maggioranza ed opposizione. Ad esempio nell’ultima manovra all’Ars per la sanità non c’era un solo euro”. Per Mario Giambona, parlamentare regionale del Partito Democratico, “I dati che emergono dal ‘Rapporto sulla sanità’ descrivono la sanità italiana in grande difficoltà e quella siciliana drammatica. La Sanità siciliana è al collasso. Servono risorse fresche ed il Meccanismo europeo di Stabilità potrebbe essere un’ancora di salvataggio. E’ indispensabile investire maggiori fondi  e lavorare per la razionalizzazione della spesa, anche attraverso un efficace sistema di prevenzione”.  Fonte: Live Sicilia


Polemica Statua. Botta e risposta

Polemica Statua. Botta e risposta

“Filippo Pennavaria fu un fascista convinto, con incarichi di governo, e la sua figura non può trovare spazio nella città di Ragusa. Non dovrei dirlo io, né gli esponenti di altri partiti politici o associazioni della città, ma avrebbe dovuto dirlo il sindaco un secondo dopo la pubblicazione sugli organi di informazione locali della notizia in merito alla nascita di un comitato che intende riabilitarne l’immagine. Attendiamo una sua forte posizione sull’argomento”. Lo dichiara Peppe Calabrese, segretario cittadino e consigliere comunale del Partito Democratico di Ragusa.
“Qualsiasi tentativo di riabilitazione, di revisionismo, nei confronti di Pennavaria - aggiunge - non è altro che l’azione di qualche nostalgico che non si arrende ad accettare il giudizio nei suoi confronti consegnatoci dalla Storia. Certo, rimane il ‘problema’ della statua in bronzo, alta tre metri, raffigurante il gerarca fascista, che il Comune di Ragusa ha commissionato, pagato e mai ritirato. Dato che è impensabile che trovi spazio in città, mi permetto di lanciare provocatoriamente una proposta: che sia portata a Ragusa, fusa e trasformata in qualcos’altro di utile o simbolico… Un lampione che illumini sempre la targa apposta in piazza San Giovanni in memoria dei braccianti uccisi dalla violenza fascista, per esempio”.
Ma il comitato per la statua di Pennavaria non ci sta e invia questo comunicato. Leggendo le quattro righe scritte dal signor Calabrese  subito si evince l'ignoranza,spero soltanto storica,con cui tratta gli argomenti riguardanti Pennavaria. Innanzitutto dichiara che la figura di Pennavaria non dovrebbe trovare spazio nella città di Ragusa.Ebbene,questo dovrebbe dirlo ai cittadini ragusani che nel 1958,in piena democrazia,lo elessero al Senato con 12.000 preferenze nella sola Ragusa. Per quanto riguarda i fatti del 1921 in piazza San Giovanni, Pennavaria, nel dopoguerra, fu processato,non certo da giudici fascisti,e assolto per insufficienza di prove. Pennavaria si appellò e la Corte di Cassazione lo assolse per non aver commesso il fatto. Pennavaria ebbe incarichi di governo e li utilizzò per fare diventare provincia e città moderna il paese agricolo in cui era nato. Pennavaria si può considerare un antifascista nel governo di Mussolini. Era ricercato dai tedeschi e dai fascisti perchè non aderì alla Repubblica Sociale e si rifugiò in Vaticano da dove aiutava i partigiani,quelli veri,del Corpo di Liberazione Nazionale collaborando con il gen.Raffaele Cadorna comandante di questo Corpo. Il signor Calabrese critica il sindaco perchè non ha preso posizione in proposito, ebbene il sindaco ha fatto bene in quanto questa storia della statua, voluta a suo tempo, e tutt'ora,dai ragusani,al di sopra delle idee politiche, non è ancora conclusa. Il signor Calabrese dimostra ancora la sua ignoranza,spero ancora a livello soltanto storico,criticando la preparazione di un'opera teatrale su Pennavaria,dimenticando la libertà di espressione (lui democratico!)


Adeguamento giusto ma non in tempismo.

Adeguamento giusto ma non in tempismo.

Pur non avendo affrontato sulle nostre pagine la questione indennità del Sindaco non pubblicando alcuna nota pervenuta, ora dobbiamo per forza dare spazio al comunicato del sindaco che rispondendo alle polemiche fa i conti nella sua tasca e in quella degli altri. Ritornando agli emolumenti noi non abbiamo mai detto, neanche in tv,che i soldi erano troppi ma che ancora una volta si pecca in opportunità e tempismo. Il problema dunque non è  la cifra ma il fatto che neanche si sono seduti nella sala giunta che che sono arrivate alcune delibere che non potevano non suscitare le polemiche. Abbiamo già detto in un altro pezzo che questa è una strategia che in guerra i tedeschi hanno chiamato "Blitzkrieg" offensiva lampo  su tutti i fronti.  Insomma mentre il "nemico" , permettetemi la similitudine bellica ma solo per far capire la teoria, deve ancora organizzare le difese ecco che si scatena un'offensiva a largo raggio con delibere di vario tipo. Una volta acquisite le posizioni si può cominciare a dare le spiegazioni.   Ma è questione di comunicazione, come avrebbe detto l'amico Cesare. Io, da sindaco, avrei fatto sapere quale è la situazione confrontandomi  con altre realtà e poi, proprio per quel consenso a cui fa nuovamente appello Cassì, i suoi sostenitori  avrebbero invocato a gran voce l'aumento degli emolumenti. Inoltre  sono tempi duri per tutti e qualcosa in più in tasca non dispiace. A tal proposito il consigliere Firrincieli in una intervista, ieri a Teleiblea, ha detto: dovremmo aumentare qualcosa anche a tutti i dipendenti che di soldini ne hanno davvero pochi.  Ma questa è la storia di sempre. Al comune i dirigenti superano abbondantemente i centomila euro e gli amministratori erano all'asciutto. Ora almeno. Intanto ecco la nota del Comune

:“Sapete quanto ha ricevuto il sindaco di Ragusa nei primi 5 anni di mandato a titolo di indennità per la funzione svolta? 2.780 euro al mese, senza tredicesima. Decisamente meno di ciò che molti pensano, molto meno rispetto alle indennità dei deputati regionali o nazionali, pur in presenza di responsabilità enormi, di cui un sindaco risponde spesso in prima persona.
L'Anci, l';Associazione nazionale dei Comuni italiani, tramite il suo presidente il sindaco del PD di Bari Antonio Decaro, ha condotto negli anni scorsi una battaglia per restituire dignità ai sindaci d'Italia, ed ha ottenuto che lo Stato appostasse nel proprio bilancio annuo una somma che servisse per adeguare le indennità dei sindaci a livelli più confacenti al loro ruolo e alle loro responsabilità. La nuova regola, tuttavia, non ha riguardato la Sicilia, che sulla materia ha autonomia normativa. Per paradosso, quindi, i sindaci dei comuni d'Italia delle dimensioni simili ed anche  inferiori rispetto a Ragusa, hanno ricevuto una indennità quasi doppia rispetto alla mia, in barba a qualunque principio di equità. Solo da pochi mesi anche la Regione Sicilia ha appostato nel proprio bilancio annuo una somma utile per coprire almeno in parte l'incremento già applicato in ambito nazionale. Con atto di giunta abbiamo
quindi dato disposizione agli uffici di operare in conformità con la nuova regola: con fondi regionali, quindi, e non con risorse del bilancio comunale, si coprirà l'aumento della indennità del sindaco che arriverà a circa 4.000 euro al mese. Sempre, comunque, ampiamente meno rispetto a quanto percepito dai sindaci degli altri comuni italiani, le cui indennità sono state raddoppiate. Chi fa questo mestiere, sa bene che non sono certo i soldi lo stimolo per fare bene. Non si fa il sindaco per soldi e le cifre sono lì a dimostrarlo, benché sia consapevole che si tratti comunque di una indennità di tutto rispetto.
Ma immancabile è arrivata la polemica. Non mi stupisce che l’informazione data sia stata incompleta e strumentale: si è taciuto che l'incremento ha interessato tutti i sindaci d'talia e si è taciuto che non vengono intaccate risorse del Comune, mentre trovo surreale che a sollevare la questione sia stato un neo eletto consigliere comunale del PD (stesso partito del sindaco di Bari presidente ANCI che è stato il protagonista della rivendicazione dei sindaci), che ha beneficiato di ragguardevoli indennità regionali per un non meglio precisato incarico all’interno di una segreteria regionale di partito. Mi auguro, ma temo che i miei auspici finiranno nel vuoto viste le premesse, che il livello della dialettica politica dentro e fuori il consiglio comunale possa ispirarsi ai principi di serietà, sobrietà e coerenza, a tutela in primo luogo della qualità del confronto democratico e nell'interesse dei cittadini ragusani, che mi
pare abbiano manifestato poche settimane addietro un chiaro ed inequivocabile segnale in questa direzione”.