Ragusa, la giunta Cassì ai minimi termini.
Le dimissioni dell’Assessore Giovanni Iacono, formalizzate nella giornata di oggi, per la portata politica delle stesse meritano una prima riflessione a caldo.Non c’è dubbio che queste dimissioni rappresentino l’ennesima crepa — e forse la più profonda — nella tenuta politica della giunta guidata dal sindaco Peppe Cassì. Un addio annunciato da tempo ma giunto ora al capolinea, che segna un punto di non ritorno per un’amministrazione e una Giunta sempre più in affanno e numericamente ridotta ai minimi termini.L’uscita di scena di Iacono non è un episodio isolato, ma si inserisce in un trend di progressivo logoramento e frammentazione dell’esecutivo. Prima di lui, la squadra di governo cittadino aveva già perso pezzi da novanta ed esponenti chiave come gli assessori Giorgio Massari e Mario D’Asta.La svolta partitica e il tradimento del patto civico.C’è un dato politico fondamentale che spiega il crollo dell’esecutivo di Palazzo dell’Aquila: tutti gli assessori che si sono dimessi appartengono a movimenti civici.Queste forze civiche vivono con profondo disagio e sofferenza il netto cambio di rotta della giunta, segnato dal passaggio del sindaco Cassì e di altri assessori tra le file di Forza Italia. La progressiva trasformazione di un’amministrazione nata come civica in un governo schierato e politicizzato sotto le insegne di partito viene vista da molti come un chiaro tradimento politico del mandato e della fiducia ricevuti dai cittadini ragusani.Il continuo susseguirsi di defezioni importanti dimostra come il patto di governo originario stia crollando sotto il peso di incomprensioni interne, difficoltà gestionali e visioni politiche non più coincidenti. La perdita progressiva di figure di rilievo e di peso politico civico è la plastica dimostrazione di una giunta che sta operando male e che fatica a trovare stabilità e continuità nell’azione amministrativa.Con un organico ridotto e deleghe pesanti scoperte, la macchina amministrativa rischia di rimanere paralizzata. Ora la strada per il sindaco Cassì è segnata da una scelta obbligata: è gioco forza procedere a un rimpasto di giunta o ridisegnare, per l’ennesima volta, l’assetto delle deleghe assessoriali.Tuttavia, il continuo e ripetuto “gioco delle sedie” per redistribuire compiti e responsabilità rivela una debolezza politica di fondo:
Mancanza di visione di lungo termine: Adattare continuamente l’assetto della giunta per coprire le falle crea disorientamento negli uffici e ritarda i progetti strategici per la città.
Margini di manovra ridotti: Trovare sostituti all’altezza in una fase di palese stanchezza e spaccatura politica non sarà semplice, e rischia di trasformarsi in un puro esercizio di bilanciamento di poteri all’interno del partito del Sindaco e di quello che rimane del suo originario movimento civico.
Le dimissioni di Iacono evidenziano chiaramente b che la fase dell’autosufficienza e della narrazione della presunta efficienza civica si è scontrata con la realtà dei fatti tanto distante da quella che Cassi vuol far credere . Ragusa si trova oggi gestita da una giunta palesemente ridimensionata, costretta a rincorrere le emergenze politiche interne piuttosto che concentrarsi sulle reali priorità dei cittadini.
Rimane da capire se l’imminente rimpasto saprà restituire slancio all’azione di governo o se rappresenterà soltanto l’ennesima toppa apposta su un tessuto ormai vistosamente sfilacciato.
Sullo sfondo, poi, resta sospesa l’interrogativo che oggi tutti si pongono e a cui ovviamente nessuno sa ancora dare risposta: cosa vorrà fare Iacono alle prossime elezioni amministrative?
Ma di questo parleremo tra qualche giorno, quando anche gli altri passaggi che queste dimissioni inevitabilmente comportano saranno chiariti.

