Maltempo, Santa Croce letteralmente sott’acqua

Maltempo, Santa Croce letteralmente sott’acqua
Un risveglio umido per la comunità camarinense: una mattinata di intense piogge che hanno reso quasi impraticabili molte strade. Inevitabilmente si sono innalzati i canali torrentizi, che ovviamente destano preoccupazione.
Con le strade trasformate in fiumi, a risentirne è stata ovviamente la viabilità: numerose le auto ferme in vari punti del paese. La discesa dalla strada di malavita ha assunto le sembianze di un fiume in piena, rendendo la vita difficile a chi doveva andare a Ragusa. Mentre, verso l’interno, i residenti non possono fare altro che “guadare” per le vie di Santa Croce per recarsi al lavoro.
Con l’insistenza di quest’ondata di maltempo, si è ricorso alla misura cautelativa di chiudere le scuole elementari, cui potrebbero seguire anche le altre scuole. E intanto continua a cadere la pioggia.
Ludopatia, domani a Ragusa un incontro sul tema

Ludopatia, domani a Ragusa un incontro sul tema
Mai come adesso il gioco è stato un azzardo: la ludopatia continua ad essere una gravosa minaccia alla stabilità economico-sociale di numerose famiglie. Il grave fenomeno legato alla proliferazione del gioco d’azzardo, è tornato recentemente a conquistare una fetta di attualità.
Un’attenzione che si è rinnovata sul fronte politico: il Senato ha infatti recentemente pubblicato un fascicolo sull’andamento dell’iter per il cosiddetto Ddl Ludopatia (Ddl S. 931 del 2013, “Disposizioni per favorire la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo patologico”, che vede tra i cofirmatari anche la senatrice iblea Venera Padua).
Il tema, in realtà, non è mai uscito dall’orbita della lista dei “problemi da affrontare” in un Paese, l’Italia, che ha visto crescere il fenomeno della ludopatia soprattutto in concomitanza con la crisi economica globale, e con un’industria del gioco d’azzardo che non accenna a frenare la propria crescita.
Anche a Ragusa ci si interessa del tema: domani, 4 ottobre, dalle ore 19:00 presso i locali della Parrocchia Preziosissimo Sangue, si terrà un incontro nell’ambito del progetto “con l’azzardo non si gioca”: il tentativo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla preoccupante crescita del fenomeno e sulle preoccupanti ripercussioni della ludopatia a livello economico e psicologico (sia della persona che ne è affetta che dei suoi familiari).
L’evento è organizzato dalla Lega Consumatori di Ragusa, che al contempo ricorda dell’istituzione di un apposito sportello per l’ascolto e l’assistenza, aperto al pubblico ogni lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 16:00 alle 19:00, presso via Mario Rapisardi n. 69.
Un Comitato Unico per le Contrade? L’idea viene dall’associazione Pericentro

Un Comitato Unico per le Contrade? L’idea viene dall’associazione Pericentro
Spunti per un programma elettorale, quelli sorti dall’assemblea ordinaria dell’associazione Pericentro: l’ultima idea, quella di un Comitato Unico per le Contrade in grado di raccogliere segnalazioni ed istanze dei residenti.
L’idea del Comitato, che accoglierebbe membri e rappresentanti da tutte le contrade, incaricati di proporre e segnalare cosa serve e come agire di concerto con l'associazione nei singoli territori, ha riscosso grande successo tra i presenti.
Sarebbe la mossa di Pericentro per veicolare il malcontento di zone che hanno sempre lamentato disinteresse da parte di Palazzo dell’Aquila: in questo modo l’associazione cerca di diventare punto di riferimento per gli elettori delle contrade.
La riunione è servita anche a fare il punto sui primi mesi di attività: secondo le cifre riportate dal presidente dell’associazione, Giuseppe Calabrese, il numero degli iscritti è salito ormai a 400.
Un numero che lo stesso Calabrese ha così commentato: “abbiamo visto la gente uscire di casa e venire verso di noi speranzosa, soddisfatta di raccontarci patimenti giornalieri legati a bisogni primari. Ci hanno aperto le loro case, ci hanno aiutato ad organizzare le riunioni. Il ritorno tra la gente è il vero passaggio di crescita culturale per tutti noi”.
Dipendenti della ex Provincia sul tetto per protestare contro la Regione

Dipendenti della ex Provincia sul tetto per protestare contro la Regione

Una trentina di dipendenti del Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa è salita sul tetto del Palazzo di viale del Fante a Ragusa per protestare contro la decisione della Giunta regionale che nel riparto dei 21,5 milioni di euro, ha assegnato al consorzio ibleo appena un milione di euro. Somme appena necessarie per evitare il dissesto dell'Ente che comporterà il blocco degli stipendi dei dipendenti e dei servizi. Il riparto della Giunta ha privilegiato solo l'ex provincia di Siracusa per la quale sono stati stanziati 8,3 milioni di euro penalizzando soprattutto Ragusa che ha avuto appena un milione di euro, a fronte di un'esigenza di 7 milioni di euro. I dipendenti riuniti in assemblea spontanea stamani hanno deciso di consegnare i certificati elettorali al prefetto di Ragusa proprio per rimarcare l'ingiusta ripartizione decisa dal Governo regionale che penalizza 'un ente virtuoso che ha fatto spending review e che si trova in dissesto strutturale anche per il prelievo forzoso dello Stato che quest'anno è stato di 18,5 milioni di euro".
Workshop sull'olio di oliva a Chiaramonte Gulfi

Workshop sull'olio di oliva a Chiaramonte Gulfi
Nella sala Sciascia di Chiaramonte Gulfi, sede del workshop “L’olio di Oliva – oro verde del Mediterraneo”, elaborata la proposta di un claim che identifichi un olio extravergine di oliva di qualità, con chiari vantaggi sia per il consumatore, messo in condizione di scegliere più consapevolmente un prodotto di grandi proprietà nutraceutiche, sia per il produttore, fornito delle linee guida da seguire nella produzione. Il workshop ospitato dal comune montano, che ha visto ribadita l'antica vocazione per l'olivicoltura di eccellenza, rientrava nel progetto europeo Aristoil, finanziato dal Programma Med 2014/2020, che mette in rete Italia Grecia, Cipro, Spagna e Croazia. L'evento, è stato organizzato da Svi.Med. Onlus, col patrocinio dell’Università di Catania- Dipartimento di agricoltura, alimentazione e ambiente, del Comune di Chiaramonte Gulfi, del Consorzio di tutela dell’Olio Extravergine di oliva DOP Monti Iblei, del Consorzio Chiaramonte Gulfi e dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Ragusa. Mirato a fornire ai produttori un’opportunità per accrescere il valore del loro prodotto, migliorando nello stesso tempo le proprie competenze tecniche ed ampliando la domanda di un olio EVO di qualità da parte del mercato, il seminario ha offerto validi spunti di riflessione al riguardo, venuti dagli interventi di qualificati relatori su aspetti come l'analisi della situazione attuale in Sicilia, le indicazioni europee in merito, le strategie di mercato per trasmettere queste nozioni al consumatore. Di particolare rilievo il carattere cooperativo dell’intero progetto, che comporta la collaborazione dei maggiori paesi produttori di olio del Mediterraneo. Come ribadito da Giovanni Iacono, presidente Svimed “ il convegno è il frutto del lavoro di un anno per la presentazione di due progetti europei rivolti ai produttori di olio: il Progetto Ecolive, sul passaggio dalla produzione convenzionale di olio alla biologica, e il progetto Aristoil per accrescere la qualità dell’olio secondo le norme europee. Svimed ha raccordato questo progetto, molto seguito dai paesi mediterranei, interessati a promuovere un genere di attività che importa un’agricoltura sana e di qualità”. Dai risultati delle analisi su 50 campioni relativi alla molitura 2016, l'olio d'oliva ibleo fa rilevare in più del 65% dei campioni un contenuto di polifenoli superiore a 300mg/kg: pertanto va considerato un alimento nutraceutico, cioè con proprietà medicali, per la prevenzione di alcune malattie, ma anche come antinfiammatorio e per la cura di malattie neurodegenerative. “Risultati – afferma Emilia Arrabito di Svi.Med. - che evidenziano in oltre metà dei campioni una quantità di polifenoli tale da attribuire alle relative produzioni la claim. E che autorizza a sperare che la produzione dell’anno 2017 possa raggiungere anche valori più alti”. Rimane però il problema della giusta scelta tra le tante offerte disponibili sul mercato: “Nell'attesa di individuare una categoria di EVO di alta qualità – spiega Bernardo De Gennaro, Coordinatore Unità di ricerca Progetto “Competitive” dell’ Università di Bari – c'è l’idea di sfruttare l'indicazione salutistica emanata anni fa dall'UE per l’olio EVO, secondo la quale soltanto per gli oli con determinate caratteristiche in termini di contenuto di polifenoli bioattivi è consentito di scrivere sull'etichetta un'indicazione sulla capacità degli stessi di prevenire l’ossidazione della componente lipidica nel sangue. Ma si tratta di claim non facile da comunicare, per cui andranno elaborate informazioni più chiare su come identificare le produzione di Evo che hanno certi requisiti rispetto a quelle che invece non li hanno: stiamo lavorando e ci stiamo confrontando proprio su questo”. Molto interessati e soddisfatti i rappresentanti di Abigem, capofila del progetto Ecolive per la formazione dei produttori di olio di oliva biologico dei Paesi mediterranei, come Turchia, Grecia, Italia e Cipro, impegnati in un corso di formazione rivolto proprio ai formatori, quali produttori ed agricoltori, del settore olivicolo per la transizione dall’olivicoltura convenzionale a quella biologica. Da rilevare anche la presenza dei rappresentanti di alcuni frantoi siciliani, dei due consorzi partner (Consorzio di tutela dell’Olio Extravergine di oliva DOP Monti Iblei e Consorzio Chiaramonte Gulfi) e le buone pratiche dialcuni operatori del settore. Tra questi, l'oleificio Consoli, che recupera e valorizza gli scarti del frantoio attraverso un progetto di ricerca con l’Università di Catania. La sansa è utilizzata per il mangime per animali, mentre i polifenoli sono recuperati dalle acque di scarto per l'industria farmaceutica e degli integratori. Nel corso del seminario è stato anche presentato il libro “L’Olio di Oliva – oro verde del mediterraneo” di Yuko Okuma, con foto di Gianni Mania.
La buona scuola che non è buona

La buona scuola che non è buona
“A una settimana esatta dall’inizio dell’anno scolastico, non poche sono le critiche che è possibile muovere al lavoro fatto dal Governo, Renzi prima e Gentiloni ora, sulla legge 107/2015. La cosiddetta “buona scuola” renziana che di buono ha prodotto ben poco”.
E’ la posizione del commissario di Forza Italia per la provincia di Ragusa, sen. Giovanni Mauro, Segretario alla Presidenza di Palazzo Madama.
“Già lo scorso anno si sono verificate difficoltà di varia natura – spiega – soprattutto per quanto concerne assegnazioni, supplenze e trasferimenti di docenti. Il Sud è l’area che ha subito maggiormente gli effetti della per niente “buona” riforma che non ha minimamente tenuto in conto le esigenze degli studenti oltre che degli insegnanti. Sono moltissimi, anche in provincia di Ragusa, i docenti che sono stati costretti a un trasferimento forzato. Il PD ha posto i lavoratori nella condizione di sottostare a una sorta di ricatto lavorativo rispetto al quale poco hanno potuto fare se non subire. Bere o affogare”.
“Inutile sottolineare le ovvie conseguenze di una simile politica, cominciando dalle famiglie smembrate per inseguire una certezza lavorativa – continua il senatore di Forza Italia – risvolti negativi generati da un’ingannevole pubblicità sull’utilizzo delle Graduatorie ad Esaurimento che hanno indotto centinaia di docenti a presentare domanda d’assunzione. Ennesimo spot del centrosinistra per accaparrare consensi, come i famosi 80euro di mancia elettorale ideati dal segretario dem”.
“Occorre ora pensare a come far tornare a casa le tante vittime di questa ‘truffa nazionale’ - conclude Mauro – docenti trasformati in ‘personale in esilio’ nei confronti dei quali è necessario individuare un piano specifico del quale intendo discutere direttamente con il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale e che oltre ai lavoratori possa tutelare la qualità dell’insegnamento rivolto agli studenti”.
Ipercoop, scongiurata la chiusura? Sindacati vicino ad accordo

Ipercoop, scongiurata la chiusura? Sindacati vicino ad accordo
L’ipercoop potrebbe restare aperto, ma a deciderlo saranno, in breve, i lavoratori. Dopo pressappoco 48 ore di trattativa continua a Catania tra i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil potremmo essere finalmente giunti ad un accordo.
La vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso i lavoratori dell’Ipercoop potrebbe quindi finalmente essere arrivata al suo epilogo. Se positivo o meno dovranno deciderlo gli stessi lavoratori interessati dalla crisi della Coop regionale.
Già, perché per scongiurare l’ipotesi inizialmente paventata dei licenziamenti a tappeto, i sindacati hanno dovuto concordare delle nuove condizioni di lavoro, che dovranno ora essere sottoposte ai dipendenti dell’Ipercoop. Vediamole nel dettaglio.
Le nuove condizioni di lavoro all’Ipercoop secondo il recente accordo raggiunto con i sindacati
I cambiamenti riguarderebbero, per cominciare il monte ore di lavoro dei dipendenti, fissato per tutti i lavoratori della Coop Sicilia a 40 ore settimanali, con il seguente modello di flessibilità oraria: per i lavoratori full time l’orario di lavoro sarà assunto come media annuale e nelle settimane in cui saranno programmate ore in più rispetto all’orario di lavoro contrattuale, il limite massimo sarà di 44 ore settimanali per un massimo di 24 settimane mentre nelle settimane in cui saranno programmate ore in meno rispetto all’orario di lavoro contrattuale il limite minimo sarà di 32 ore settimanali.
Per quanto riguarda i part time, i lavoratori stipuleranno individualmente accordi aventi ad oggetto la variazione della collocazione temporale della prestazione lavorativa e la variazione in aumento (fino al limite di 40 ore settimanali) o in diminuzione della durata con un preavviso di due giorni.
Il commento all’accordo sui lavoratori Ipercoop nella nota congiunta di Teresa Pintacorona (segretario generale Fisascat-Cisl Siarcusa e Ragusa) e si Salvatore Scannavino (segretario territoriale di Ragusa): “era la migliore ipotesi di accordo che potessimo raggiugere per scongiurare i licenziamenti che, in una prima fase, avevano giustamente suscitato grande allarme e preoccupazione. Con le nuove previsioni è stata scongiurata la chiusura dell’Ipercoop di Ragusa oltre a prevedere una nuova armonizzazione del lavoro per rendere ancora più sostenibile l’azione dell’azienda su base locale. Riteniamo di avere stipulato il migliore accordo possibile a salvaguardia della dignità occupazionale dei lavoratori”.
Ma come già accennato, ora l’accordo dovrà essere sottoposto ai lavoratori, così come ricordato dai due rappresentanti sindacali: “naturalmente, adesso, questa ipotesi dovrà essere sottoposta al vaglio dei lavoratori, attraverso un referendum, per verificare se gli stessi accetteranno i contenuti previsti. Quello della ulteriore ridefinizione delle politiche commerciali e gestionali secondo specifici criteri di rilancio dell’attività di Coop Sicilia era l’unico modo per salvare il salvabile”.
Renzi a Ragusa il 9 settembre

Renzi a Ragusa il 9 settembre
L’ex premier ed attuale segretario nazionale del Partito Democratico, Matteo Renzi, arriva in visita a Ragusa questo fine settimana: nella cornice offerta dal Poggio del Sole Resort, a partire dalle 9:30 Renzi presenterà il suo libro “Avanti – perché l’Italia non si ferma”.
Matteo Renzi sbarcherà sull’isola il giorno prima: la sua presenza in Sicilia è infatti inevitabilmente legata alla campagna elettorale per le regionali che si svolgeranno il prossimo 5 novembre, e che vedranno il rettore Fabrizio Micari schierato come suo candidato.
Una due giorni piena di impegni: dopo gli appuntamenti di venerdì (Taormina, Catania e Siracusa), l’ex premier arriverà sabato anche a Ragusa. Esaurito l’incontro in mattinata a due passi dal capoluogo Ibleo, Renzi proseguirà il suo tour, che nella stessa giornata farà tappa a Sciacca, per poi concludersi a Marsala.
All’incontro di sabato mattina saranno presenti i vertici locali del Pd, con i deputati regionali Nello Dipasquale e Pippo Digiacomo, oltre alla presenza della senatrice Venera Padua.
Presenti ovviamente anche gli esponenti del Pd ragusano. Il segretario locale Peppe Calabrese, in merito alla visita di Renzi, ha affermato quanto segue: “si tratta di una grande occasione, di una grande opportunità per rilanciare ancora di più il partito su scala locale. La visita del segretario nazionale è motivo di notevole orgoglio per tutto il Partito Democratico di Ragusa”.
Regionali, il caos della sinistra siciliana nel post-Crocetta

Regionali, il caos della sinistra siciliana nel post-Crocetta
Prima era una concreta possibilità, ma ormai è una certezza: Rosario Crocetta, governatore a fine mandato della Regione Siciliana, ritirerà la propria candidatura dalla corsa a Palazzo d’Orleans. Molte le promesse non mantenute dal suo governo, che pesano sul giudizio degli elettori: dalle polemiche con i No Muos alla vicenda della cancellazione delle province, passando per la sostituzione di 47 assessori, il ritardo su alcune infrastrutture, e tanto ancora…
Una scelta, quella del ritiro della candidatura, su cui peseranno le valutazioni fatte negli ambienti nazionali del centro-sinistra, che non vuole arrivare troppo impreparato all’appuntamento elettorale; e se non si vorrà parlare di pressioni, si parlerà comunque di “scelte condivise”, alla luce del basso indice di gradimento dell’elettorato per la possibilità di una Crocetta-bis.
Evidentemente il vertice con Renzi (ieri al Nazareno) sarà stato decisivo: Crocetta non doveva essere né il candidato dello schieramento, né un avversario. E dai colloqui, l’ex premier sembra proprio che abbia ottenuto ciò che voleva, con l’affermazione di un nuovo candidato che al contempo incasserebbe il favore e l’appoggio dell’attuale presidente della Regione.
Chi rappresenterà la sinistra nel post-Crocetta?
Il nome che circolava liberamente fra le news già da diversi giorni è quello di Fabrizio Micari, rettore dell’Univerità di Palermo, che Crocetta stesso si è detto pronto a supportare con il suo Megafono. Un nome che metterebbe d’accordo un’area che si definirebbe più a centro che a sinistra, con l’interesse vivo (e ben presente) di altre forze, come gli Alfaniani.
Ma dal grande schieramento resterebbe fuori la parte più “rossa” della politica isolana: i bersaniani e Rifondazione si sono già espressi in favore di Claudio Fava che, nell’ottica delle grandi manovre sul campo di battaglia elettorale, giovedì sarà accompagnato a Messina da Massimo D’Alema. È l’antirenzismo che prova ad inserirsi nella partita per la Sicilia. Un match a cui il centro sinistra, nella fretta di volersi far male prima del tempo, arriverà comunque spaccato.
Vigili urbani stagionali, Morando: “dopo un mese tutto tace”

Vigili urbani stagionali, Morando: “dopo un mese tutto tace”
Un attacco diretto all’amministrazione da parte di Gianluca Morando, consigliere per il Movimento Civico Ibleo: il terreno di lotta è quello della vicenda legata all’assunzione dei vigili urbani stagionali. Come detto, la critica di Morando è diretta al sindaco Piccitto ed alla sua amministrazione, rea di non aver fornito “alcuna indicazione su come intende intervenire per sanare l’anomalia verificatasi con i dieci candidati a vigili urbani stagionali ormai sul punto di essere assunti e che, invece, sono stati rispediti al mittente per le carenze negli strumenti finanziari predisposti dalla giunta”.
La questione era stata già sollevata il mese scorso, proprio da Morando, che oggi perviene ad un ultimo assalto: “l’ente di palazzo dell’Aquila, tra l’altro continua Morando aveva illuso queste persone chiamandole allo scopo di definire le taglie per le divise. Quindi, era tutto praticamente quasi concluso dal punto di vista di chi era stato contattato. Salvo poi avere appreso che non se ne sarebbe più fatto niente. Ora, però, ci chiediamo come mai l’amministrazione comunale non abbia ritenuto opportuno proseguire oltre nell’iter e perché lo stesso, per quanto ne sappiamo e per quanto risulta agli stessi candidati, risulti ancora bloccato”.
Un iter che secondo Morando doveva andare in termine, considerando la necessità di supportare le forze dell’ordine locali negli eventi che verranno: “sarebbe opportuno che il sindaco Piccitto e l’assessore delegato riferissero al Consiglio comunale su come intendono muoversi rispetto a questa vicenda. E se, invece, decidessero di non far più niente, scelta per noi criticabile, lo chiariscano comunque per non lasciare che le dieci persone in attesa di risposta coltivino vane speranze”.
