Niente, non c'è nulla da fare: sono solo grillini, facciamocene una ragione!

Niente, non c'è nulla da fare: sono solo grillini, facciamocene una ragione!

Sono grillini e a questo dobbiamo arrenderci, non capiscono nulla di politica e non ne capiranno mai, se non abbandonano, una volta per tutte, la loro retorica fatta di populismo e di mondi immaginifici.

Sono passati tre anni da quando Piccitto si è insediato, ma non solo, sono tante e troppe le cantonate, e vogliamo esser gentili, che gli esponenti del Movimento hanno preso un po' in tutta Italia. Come dimenticare Parma e poi Livorno, Roma e Gela, solo per fare alcuni esempi. Ovvio i poteri forti, ovvio i complotti, ovvio i frigoriferi, ma tutto questo può spiegare il loro sistematico fallimento? Forse no, forse bisognerebbe parlare di impreparazione e inadeguatezza, ma questa è la personalissima opinione di chi scrive.
Ne è esempio lampante l'ultimo comunicato del gruppo di Ragusattiva5stelle, quelli del secondo meetup per intenderci. La differenza tra questi e i 5 Stelle che governano Ragusa? Semplice, all'indomani del suo insediamento, Piccitto e i suoi hanno subito capito che governare non è proprio come salire su un palco e raccontare il migliore dei mondi possibili, quegl'altri no, sono rimasti ancora là, sotto il palco, a ripetere gli slogan di Beppe.
Imbarazzante è la loro accusa in riferimento del reddito di cittadinanza e non per i 50 mila euro, che sono pochini, ma perché anche loro sono caduti della propaganda dell'Amministrazione. Quella cosa lì non è e non può essere il reddito di cittadinanza, che è un'altra cosa, ma forse non lo sanno, forse non lo hanno capito eppure il loro caro Di Maio, un giorno sì e l'altro pure, è in tv a spiegarlo, con scarsissimi risultati.

Grave, gravissima è la denuncia che fanno sulla gara per il servizio della raccolta dei rifiuti, visto che scrivono: "Mettono la ditta Busso nelle condizioni di vincere l’appalto per la raccolta dei rifiuti, invece di cacciarla fuori". Mettono? In che modo? Sanno dov'è la Procura a Ragusa?

Sta tutta qui la differenza tra amministrare e fare campagna elettorale. Inoltre sarebbe opportuno che questi di Ragusattiva5stelle la smettessero di imitare la consigliera Sigona, le denunce vanno provate, altrimenti è meglio non farle, si perde di credibilità.
Non contenti si lamentano pure della proposta di "affidare la gestione del Castello di Donnafugata a dei privati", giusto, cosa propongono? Hanno mai sentito parlare del blocco delle assunzioni? Di carenze d'organico? O vorrebbero che i quattro comunali di istanza al Castello lavorino sette giorni su sette, magari 20 ore al giorno?
Su una cosa hanno ragione: Piccitto finirà il suo mandato e questo è lapalissiano, bravi. L'unico modo per cacciarlo, infatti, sarebbe sfiduciarlo e questo lo possono fare solo le opposizioni, che a quanto pare non vogliono. Non voglio, come abbiamo più volte scritto, perché nessuno è in grado si affrontare una tornata elettorale, non lo fanno perché questo potrebbe ritorcersi contro le stesse opposizioni. Non è difficile immaginare cosa potrebbe dire Piccitto all'indomani della sfiducia, qualcosa del tipo: "Abbiamo lavorato bene in questi anni, poi, però, c'è stata una strana alleanza tra le opposizioni e quei due, tre consiglieri di maggioranza che da sempre ci hanno osteggiato... ". Questo avrebbe un solo risultato: lanciare la candidatura di Piccitto alle regionali, la qual cosa, diciamolo pure, non sarebbe proprio sgraditissima a Cancelleri.
Siamo consapevoli della paura di esser dimenticati, paura che si tramuta in terrore se parliamo di politici o di aspiranti tali, ma certi comunicati, anche no e lo diciamo soprattutto per il bene della città. Ci auguriamo che quelli di Ragusattiva5stelle, abbandonino le reclam del comico ed inizino a fare concretamente le pulci all'Amministrazione, perché di cose da dire ce ne sono.


La campagna elettorale a Ragusa pare essere iniziata. Nessuno, però, vuole andare alle urne

La campagna elettorale a Ragusa pare essere iniziata. Nessuno, però, vuole andare alle urne

Qualche giorno fa abbiamo dato notizia dell'inizio della campagna elettorale del Gruppo Insieme.

Fra meno di due anni, infatti, si celebreranno le elezioni amministrative a Ragusa ed è giusto che i vari soggetti in campo inizino o iniziassero a lavorare alla loro campagna elettorale sin da ora e ciò non solo perché ormai, giustamente, si parla di campagne elettorali permanenti, ma perché a esigerlo è il panorama politico cittadino, perché a chiederlo sono soprattutto i cittadini.
Al momento, il Movimento 5 Stelle non sa neanche se riproporrà Federico Piccitto come sindaco (potrebbero esserci delle deroghe alle regole del M5S per le regionali?) e l’incertezza la fa da padrona. Se si fa eccezione per Insieme nessun altro, infatti, ha dato il via ufficialmente alla propria campagna elettorale (peccato!). Ma la mossa di Insieme nasce dalla impellenza di farsi conoscere e riconoscere come il gruppo che fa capo a Giovanni Occhipinti.

Nessuno ad oggi è in grado di esprimere un candidato a sindaco (figuriamoci delle liste). Nessuno sarebbe in grado di andare domani o fra un anno alle urne.

Non lo è il Pd, che come si sa è divisissimo al suo interno, non lo è il Gruppo di Insieme, che ha appena iniziato la campagna elettorale, anche se si vocifera da tempo sulla candidatura di Maurizio Tumino, sempre più incerta, non lo è il resto del centrodestra, pensiamo a Forza Italia, che è particolarmente silente in quest'ultimo periodo.
Certo, qualcosa in Consiglio comunale è successo. Poche settimane fa, infatti, sette consiglieri d'opposizione (Sonia Migliore, Manuela Nicita, Mirella Castro, Giorgio Massari, Giovanni Iacono, Gianluca Morando e Carmelo Ialacqua) hanno siglato un "Patto di consultazione preventiva e permanente". Che cos'è questo Patto non è del tutto chiaro, di sicuro è nato come strumento contro l'Amministrazione Piccitto, se poi ciò si tramuterà in un effettivo soggetto politico che gareggerà alle prossime amministrative non lo sappiamo, ma non ci sentiamo di escluderlo a priori, anzi potremmo pure azzardare il fatto che è un'idea che i sette stanno accarezzando voluttuosamente. Possiamo dire a questo punto che anche per i sette è iniziata la campagna elettorale? Forse no, ma se queste sono le grandi manovre per un qualcosa di più consistente di sicuro non stanno sbagliando. Adesso, quale futuro avrà questa creatura non lo si può sapere, come non è chiaro quali alleanze i sette potranno cercare, se ne cercheranno e se riusciranno a mantenere vivo questo Patto sino all'appuntamento elettorale. E poi, se ciò dovesse accadere, quale sarà il loro candidato a sindaco? Come lo sceglieranno? In fondo, questo Patto consta di almeno tre, quattro anime politiche non propriamente intercambiabili tra loro. Ma vogliamo dargli credito e vogliamo perciò considerare questo come l'inizio della loro campagna elettorale. In fondo non si lavora mai contro, ma per!

A parte queste manovre, nulla è cambiato nella politica ragusana, nelle strategie, nella comunicazione di questi movimenti, partiti o patti, chiamateli come volete.

Il primo comunicato stampa del Gruppo Insieme, all'indomani dell'inizio della loro campagna elettorale, ad esempio, è stato una scarna nota su un problema occorso al cimitero di Marina di Ragusa, un fatto increscioso naturalmente, ma come inizio di campagna elettorale ci sembra un po' pochino. Nulla sulla loro idea di città, nulla su ciò che vorranno realizzare, nulla sul loro programma elettorale.
Stesso discorso va fatto per i sette confederati. L'unica cosa che è cambiata, all'indomani della nascita di questo Patto, è che in ogni comunicato ci sono le sette firme dei consiglieri e nulla più. Non esiste un sito web del movimento, una pagina Fb, non esiste un programma o una dichiarazione ufficiale di intenti. Insomma sono lì per dire no a Piccitto.
L'unica spiegazione che ci viene in mente per giustificare questa falsa partenza o questi ritardi è solo una: tutti, ma proprio tutti, non vogliono esporsi, hanno paura di prendere una posizione chiara dinnanzi alla città, non stringono alleanze, non siglano accordi, neanche li cercano. Temono forse di bruciare le tappe? O hanno paura, perché non sono pronti, di affrontare una competizione elettorale o ancora perché sperano segretamente in un logoramento totale degli avversari, 5 Stelle compresi, così da poter vincere senza muovere un dito?

Non vogliamo pensare infatti che non abbiano un'idea di città, che non abbiamo idee da presentare e raccontare ai ragusani.

Se è così, come pensiamo, i nostri cari politici ci dimostrano di non aver capito il senso, il significato e soprattutto il valore di iniziare la campagna elettorale molto tempo prima dell'appuntamento delle urne.
Pianificare per tempo la propria strategia permette al soggetto politico di raggiungere più di un obiettivo in un sol colpo. Innanzitutto battere sul tempo i propri competitor, riuscendo, da un lato, a intestarsi battaglie e temi che potrebbero far breccia nella cittadinanza e, dall'altro lato, di attrarre alleati e sostenitori, anche insospettabili. Avere più tempo per comunicare, raccontare al meglio e spiegare il proprio programma elettorale, la propria idea di città, non solo permette al soggetto politico di avere o di conquistare una precisa identità agli occhi degli elettori (è quello che sta provando a fare il gruppo Insieme) ma gli permette di rimarcare la distanza, l'alterità che lo contraddistingue, che sulla lunga distanza può risultare vincente. Insomma essere in prima fila sulla griglia di partenza ha un senso solo se si parte per primi e a nulla vale riscaldare i motori all'infinito se nessuno ha il coraggio di ingranare la marcia e spingere sul pedale a tavoletta.
Un discorso a parte va fatto per il Pd, che giustamente, adesso, non può e non deve fare nessun proclama, tutti sono in attesa dell'esito della consultazione referendaria in programma per il prossimo 4 dicembre. Infatti, qualunque sarà l'esito che uscirà dalle urne non potrà che avere delle serie ripercussioni sul panorama politico, nazionale e locale, oltreché all'interno del Pd stesso. Quindi ad oggi gli unici che possiamo salvare, ma solo perché ne capiamo le oggettive difficoltà, sono solo i componenti del Partito Democratico, per ora.
Se tutto va bene siamo rovinati, qualcuno potrebbe dire. Dopo tre anni di governo a 5 Stelle, dopo tre anni di insulti e denunce, dopo tre anni di piagnistei per l'occasione persa a causa di una legge elettorale beffarda, dobbiamo constatare che nessuno di tutti coloro che aspirano a governare la città ad oggi è pronto.
Non diciamo che non sono in grado, ma solo che manca un candidato naturale e non perché unto o investito da un chicchessia, ma perché nessuno realmente ci crede, perché nessuno in questi tre anni, e questa è la cosa grave, ha lavorato seriamente per creare un'alternativa valida al Movimento 5 Stelle. Aldilà dei tanti proclami nessuno ci crede.
Per finire, non possiamo che invitare chi ha iniziato la campagna elettorale a muoversi di conseguenza e chi fa finta di averla iniziata o chi teme di iniziarla a darsi una mossa, e questo vale pure per i 5 Stelle.


Orazio Ragusa sul Consorzio di Bonifica: “necessaria maggiore attenzione alle esigenze degli operatori del comparto”

Orazio Ragusa sul Consorzio di Bonifica: “necessaria maggiore attenzione alle esigenze degli operatori del comparto”

Continua la polemica sui forti costi dei canoni per il Consorzio di Bonifica di Ragusa, a detta di molti, quadruplicati. Su tale vicenda si è espresso l’onorevole Orazio Ragusa: “se i vertici dell’ente consortile ragusano hanno trovato come soluzione per fare quadrare i conti solo quella di quadruplicare l'importo delle bollette agli agricoltori, non si capisce a cosa servano i manager”.
Proprio sulla direzione manageriale ha da ridire l’onorevole Ragusa, che non le manda certo a dire: “dopo aver letto e riletto l’intervento del direttore generale del Consorzio di bonifica di Ragusa, Giovanni Cosentini, mi chiedo se il ruolo di un manager sia solo quello di limitarsi a prendere atto delle somme in entrata o in uscita o se, piuttosto, non debba individuare tutte le soluzioni necessarie per garantire, comunque, la competitività dell’ente consortile senza per questo incidere sulle tasche degli agricoltori già messi in ginocchio da una crisi strutturale senza precedenti”.
Ragusa entra poi maggiormente nel merito della questione: “la decisione di quadruplicare l'importo delle bollette dei canoni irrigui è stata assunta in maniera unilaterale dai vertici dell’ente consortile. Da nessuna parte, infatti, si evince che la Regione abbia indicato tale strada per sopperire al graduale disimpegno finanziario che da Palermo si sta attuando nel tentativo di riequilibrare le casse. Dunque, da Palermo si comunica che, ogni anno, gradualmente, la normale dotazione finanziaria sarà via via decurtata sino a raggiungere un punto d’equilibrio dal punto di vista delle possibilità finanziarie della Regione. Al Consorzio di bonifica di Ragusa, per recuperare le somme, non trovano altra soluzione se non quadruplicare i costi in carico agli agricoltori. Ma si stanno rendendo conto che creeranno un deserto attorno a loro e che, se continua così, non ci saranno più agricoltori a cui spedire i bollettini? Ma davvero il Consorzio di bonifica non ha l’esatta percezione di quello che sta accadendo nel mondo agricolo della nostra provincia?”.


Turisti puliscono le spiagge. Insieme: “perché non ci ha pensato il comune?”

Turisti puliscono le spiagge. Insieme: “perché non ci ha pensato il comune?”

Nuovo attacco all’amministrazione comunale di Ragusa, da parte del gruppo Insieme; il terreno di scontro questa volta è rappresentato da un episodio che si sarebbe verificato sulle spiagge di Marina di Ragusa, dove alcuni turisti sono stati osservati mentre ripulivano le spiagge. Per la consigliera comunale Elisa Marino si tratta di un vero e proprio danno d’immagine.
La vicenda è passata rapidamente sul web fino a giungere all’attenzione del gruppo politico ragusano che, affidandosi alle parole della Marino, commenta così l’accaduto: “abbiamo appreso attraverso i social come alcuni turisti che svernano al porto turistico di Marina di Ragusa, armati di sacchi di spazzatura e rastrelli, abbiano bonificato dalla spazzatura la spiaggia limitrofa all’infrastruttura. Ma l’Amministrazione comunale non si vergogna un po’ a prendere atto di questa situazione?”.
In seguito, la Marino attacca affonda più marcatamente il suo attacco: “questa vicenda, oltre a mettere in rilievo la solita inciviltà di chi sporca senza curarsi dei luoghi che li circondano, mette in rilievo l’assoluta disattenzione del Comune nei confronti di turisti e visitatori per i quali dovremmo avere il massimo rispetto anche perché scelgono la nostra realtà per svernare con tutte le ricadute positive, dal punto di vista economico, che ciò significa. Perché, allora, l’assessore all’Ambiente non si organizza e non verifica come è possibile intervenire per venire incontro alle esigenze di queste persone?”.


Muore il Corfilac e forse è un bene! O è un altro "scippo" al nostro territorio?

Muore il Corfilac e forse è un bene! O è un altro "scippo" al nostro territorio?

Come scrivevamo qualche giorno fa: il 30 dicembre di quest'anno, secondo lo Statuto, il Corfilac morirà, a patto che i soci non dimostrino, e non sembra così, una precisa volontà di allungarne la vita.

Certo ci dispiace per i dipendenti del Corfilac, che dal prossimo anno dovranno cercarsi un nuovo lavoro, come ci dispiace che Ragusa perda un centro di primissimo livello, un ente che ha dato lustro al nostro territorio, che ha rappresentato una concreta possibilità di crescita e di sviluppo per la nostra terra e per l'intero comparto zootecnico.
Il Corfilac nacque sotto i migliori auspici e, a dirla tutta, per gran parte della sua vita è riuscito a onorarli. Centro di ricerca d'eccellenza, prima struttura in Sicilia in grado di certificare i prodotti caseari, ma pure unico centro a possedere una Cacioteca Regionale e non solo, il Corfilac era - o è ancora - tanto altro. Il che non è poco, ma questa, a quanto pare, è solo storia. E se così è, ossia se il Corfilac si è tramutato nell'ennesimo carrozzone mangia soldi, se la sua fine è già stata scritta, noi, non abbiamo remore a celebrarne il funerale.
Da qualche anno a questa parte, infatti, il Corfilac sembra aver perso tutto il suo appeal. La Regione non scommette più sulla sua creatura, come, del resto, il Comune di Ragusa e l'Università di Catania. E allora ci domandiamo: perché affezionarci ad un'idea? Perché dovremmo fare di tutto per scongiurarne la fine? E soprattutto: ma quanto produce il Corfilac? O meglio, quanto costa alla collettività e quanto riesce a restituirle? Quanto serve effettivamente al territorio e alla Sicilia questo centro?
Sarà brutale, ma bisogna ragionare solo per costi e benefici.
Il timore infatti è uno. Se negli anni si è perso lo spirito originario del progetto e nessuno si prende la briga di recuperarlo o di mettere la parola fine, il rischio è sempre lo sesto: vedere quest'istituto tramutarsi nell'ennesimo ente inutile.
Questa è la situazione. A volte, però, le cose non sono come appaiono.
Diciamo, ma è una nostra ipotesi, che il Corfilac ha lavorato bene, anzi troppo bene e ciò ha dato fastidio, suscitando di conseguenza le invidie e le mire dei più che, pian piano, hanno iniziato a pensare che a Ragusa, una realtà di questo tipo, non poteva e non doveva esistere. Ecco spiegati i tanti boicottaggi.
Su tutti, i tagli regionali che sono diventati via via più consistenti e, poi, gli strani presidenti che si sono avvicendati dopo l'era Licitra. Gente di primissimo piano intendiamoci, come il dr. Colombo o il prof. Barbagallo, ma che, guarda caso, non hanno i titoli (da Statuto) per gestire la struttura suddetta, quasi fossero dei liquidatori, dei commissari nominati ad acta.
Ma la Regione in questa operazione di accerchiamento non ci sembra sola. L'Università di Catania vede nel Corfilac oramai un competitor e non un valido alleato. Con la sua attività di ricerca, con le sue numerosissime pubblicazioni scientifiche in campo internazionale, sta mettendo in cattiva luce l'operato dei "baroni" dell'Ateneo, i quali possono vantare una o due pubblicazioni scientifiche l'anno contro le 6/7 del Corfilac.
Politica, da lì tutto nasce e lì tutto finisce.
Possiamo parlare dei presidenti Lombardo e Crocetta o degli assessori regionali all'Agricoltura, Cartabellotta e Cracolici che negli anni hanno lavorato, più o meno esplicitamente, contro questo centro. Prima per chiuderlo e poi per fare in modo, è questa la nostra impressione, che venga assorbito da qualche altro ente di ricerca, magari più vicino alla politica, magari in un'altra città, magari in difficoltà economiche. Sarà un caso, ma si fa un gran parlare anche dell'Asca di Ispica (Centro per l'Analisi e Servizi per la Certificazione in Agricoltura) e dell'Esa di Palermo (Ente Sviluppo Agricolo).
Se fosse così, ma è solo speculazione lo ribadiamo, non ci sarebbe nulla di nuovo, come dire non ci stupiremmo più di tanto, in fondo è da un po' che Palermo sta lavorando ad un progressivo depotenziamento delle risorse della nostra provincia, vedi i vari e troppi commissariamenti o i numerosi tentativi - molti riusciti - di assoggettamento della nostra provincia a quelle di Siracusa o Catania.
Il grande assente in questa battaglia sembra essere proprio la nostra rappresentanza politica. In primis il Comune di Ragusa, l'Amministrazione Piccitto, che non può limitarsi a mandare qualche lettera di biasimo, più o meno allarmata, in Regione, per provare a concordare una qualche soluzione o una riscrittura dello Statuto e ovviamente la nostra deputazione regionale e nazionale. Onorevoli e senatori il cui unico interesse è rassicurare quei 40 lavoratori, ma qui in ballo c'è molto di più. Parliamo di prestigio, di economia, di reali possibilità di crescita economica, scientifica e sociale.
La reazione della politica tutta e del nostro sindaco non può lasciare spazio a tentennamenti. Le rivendicazioni di Piccitto e dei parlamentari regionali e nazionali deve essere decisa, ferma e, diremmo pure, propositiva.
Ragusa deve difendere con tutte le sue forze questo centro, che deve continuare a crescere, perché questo è un patrimonio di tutti e non è ammissibile che si addensino tali nubi su un ente di ricerca che sino a ieri era in ottima salute, ma ancora oggi potrebbe goderne.


Il datterino di Pachino ottiene l’Igp. Moscato: “occasione persa per Vittoria”

Il datterino di Pachino ottiene l’Igp. Moscato: “occasione persa per Vittoria”

La notizia è recente, ma il mal di pancia durerà a lungo per il mondo dell’agricoltura vittoriese: il pomodoro datterino, considerato da anni una prelibatezza della produzione locale ha ottenuto l’Igp. Ma non a Vittoria; si tratta infatti dell’ennesima conquista del comune di Pachino, che in questo particolare caso lascia la città Ipparina a bocca asciutta.
Ora, la denominazione pomodoro di pachino “acquista ancora più forza ed importanza sui mercati europei e mondiali”, secondo quanto dichiarato da Michela Giuffrida, membro della Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale a Bruxelles, dove si è svolto ininterrottamente il normale iter per l’ottenimento dell’importante riconoscimento.
Ma sul fronte vittoriese, dove pure è copiosa la produzione del prelibato pomodoro, le sensazioni sono ben diverse, e si evincono dalle esternazioni del sindaco, Giovanni Moscato, che parla di occasione mancata; il primo cittadino vittoriese ha dichiarato quanto segue: “si tratta dell’ennesimo passaggio che penalizza la città e la nostra agricoltura. Purtroppo negli ultimi decenni Vittoria, pur avendo una produzione qualitativamente e quantitativamente molto forte, non è riuscita a tutelare l’ortofrutta con marchi di qualità e Igp lasciando terreno fertile ad altre realtà locali a noi vicine. La miopia politica e l’incapacità di programmare per valorizzare la nostra agricoltura hanno portato Vittoria all’isolamento e alla perdita di svariate occasioni. Pur essendo la terra del Ciliegino abbiamo abdicato in favore di Pachino e adesso abbiamo perso la tutela sul Datterino. Si tratta di una perdita non nata certamente negli ultimi mesi ma figlia di un percorso che dura da anni e di cui non possiamo non rammaricarci. Anche da opposizione avevamo lanciato l’allarme sul marchio Igp Datterino e purtroppo i nostri timori si sono rivelati fondati. Adesso, però, occorre invertire nettamente la tendenza e lavorare caparbiamente per tutelare le nostre eccellenze. Non possiamo più permetterci di non credere alla qualità, all’Igp e alla tutela dei nostri prodotti. Abbiamo approvato il nuovo regolamento del Mercato Ortofrutticolo nei primi 100 giorni dopo 40 anni di attesa e siamo già al lavoro per colmare i deficit del passato e la mancanza di lungimiranza politica che ha portato Vittoria e la sua agricoltura all’isolamento totale. Il nostro impegno per il riconoscimento dell’Igp per i nostri prodotti è massimo ma il percorso è lungo. Adesso bisogna essere decisi: piangersi addosso è un esercizio inutile così come parlare dei disastri del passato. Serve programmare per il nostro futuro e occorre costruire insieme un percorso nuovo e virtuoso”.


Halloween: “dolcetto o atto vandalico?”

Halloween: “dolcetto o atto vandalico?”

La notte delle streghe è ormai passata, e almeno qualcuno a Ragusa ha dovuto registrare qualche “scherzetto” di cattivo gusto. È quello che è successo, per esempio, al salone parrocchiale della chiesa Ecce Homo, dove alcuni ragazzini hanno deciso di scagliare delle fioriere contro l’entrata; all’interno si stava svolgendo una festicciola per i più giovani.
Nessun danno grave (eccezion fatta che per uno dei vetri delle finestre), per quello che può essere tranquillamente bollato come “scherzo di cattivo gusto” da parte di alcuni ragazzetti. Anzi, secondo Mario Chiavola, presidente dell’associazione politico-culturale “Ragusa in Movimento”, ci sono gli estremi per parlare apertamente di un atto vandalico.
Le dichiarazioni di Chiavola non lasciano spazio ad interpretazioni, riguardo il malumore causato dalla vicenda di ieri: “premesso che sono da rispettare tutte le tradizioni, sebbene Halloween non ci appartenga, mi sembra che utilizzare la scelta di mascherarsi per creare fastidi e disturbi della quiete pubblica, a maggior ragione nei confronti di altri ragazzi che stavano cercando di trascorrere una serata in compagnia all’interno di una parrocchia, mi sembra un atto da condannare senza se e senza ma. Una bravata che non ha senso alcuno e che mette in rilievo come la mamma dei cretini, e purtroppo questo a Ragusa accade con sempre maggiore frequenza, sia sempre incinta”.
Aldilà della bravata perpetrata da un gruppo di ragazzini in maschera esaltati per la notte di Halloween, secondo Chiavola resta un problema di ben più ampio respiro, che riguarda la sicurezza nel centro di Ragusa: “i residenti sono stanchi di fare i conti con queste spiacevoli situazioni. I controlli sono necessari anche per evitare episodi del genere. E le telecamere della videosorveglianza avrebbero potuto essere d’aiuto”.


Aeroporto, il workshop ha dato i suoi frutti. Presentati i progetti per la riqualificazione paesaggistica

Aeroporto, il workshop ha dato i suoi frutti. Presentati i progetti per la riqualificazione paesaggistica

Il Workshop dal tema “Air Place Visioning”, promosso dalla Soaco e dall’Ordine degli Architetti di Ragusa, e svoltosi presso l’Aeroporto Pio La Torre di Comiso, è giunto al capolinea: i giovani architetti e studenti di architettura hanno partecipato alla settimana di ricchi appuntamenti e, a testimonianza dell’impegno profuso da tutte le parti in gioco, sono stati presentati alcuni progetti per la riqualificazione paesaggistica dello scalo. All’atto finale presenti anche nomi di spicco dell’architettura italiana, quali i critici Laura Thermes e Livio Sacchi.
giuseppe-cucuzzella-e-laura-thermesUn progetto di evidente utilità quello che ha visto la partecipazione di tante giovani menti suddivise in gruppi di lavoro, finalizzati al recupero ed al più efficiente utilizzo di aree che al momento non sono state ancora sfruttate a dovere all’interno della grande area dello scalo Ibleo. Gruppi che hanno dato vita a diversi progetti destinati (qualora finanziati) a rilanciare ulteriormente il valore dell’intero aeroporto.
Di questi progetti ha parlato anche il presidente dell’Ordine degli Architetti di Ragusa, Giuseppe Cucuzzella: “sono stati una vera e propria sorpresa perché hanno fornito degli spunti interessanti e, per di più, in maniera molto originale. Questo testimonia che l’architettura di qualità non è affatto defunta, come qualcuno ritiene, ma è anzi viva e vegeta e trae la migliore alimentazione proprio dalle giovani leve che si affacciano a questa professione con il giusto entusiasmo di chi vuole dare parecchio per raggiungere obiettivi di grandissima portata”.
i-tutor-i-docenti-i-partecipanti-e-i-progettiCucuzzella ha fatto il punto anche sui vari ed importanti interventi che hanno arricchito l’iniziativa volta ad ottenere una riqualificazione paesaggistica di tutto rispetto: “la presenza di professionisti di eccelsa caratura ha permesso di fare in modo che questo workshop diventasse un appuntamento unico, come testimoniato, tra l’altro, non solo dal numero dei partecipanti ma anche dal fatto che gli stessi arrivassero da ogni dove”.
Nuove e brillanti idee per tutto l’aeroporto di Comiso e le aree dismesse che facevano parte dell’ex Base Nato sono disponibili ad essere realizzate per creare un luogo definito e soprattutto un aeroporto più competitivo sia dal punto di vista economico che turistico.


Giorgio Assenza contro il Consorzio di Bonifica: “canoni quadruplicati”

Giorgio Assenza contro il Consorzio di Bonifica: “canoni quadruplicati”

Il parlamentare regionale Ibleo Giorgio Assenza ieri ha partecipato a Pedalino a un'affollata assemblea di agricoltori ragusani, “vittime dell'ennesima decisione cervellotica del governo regionale”. È da lì che ha deciso di scagliarsi contro il Consorzio di Bonifica: “non bastavano le crisi di mercato, la concorrenza sleale, le carenze strutturali, i danni causati dal maltempo. Mancava solo il Consorzio di Bonifica di Ragusa che aumenta in maniera spropositata i canoni ai consorziati fino a quadruplicarli”.
Così il deputato regionale spiega il nocciolo della questione: “tutto nasce da una norma prevista dalla Legge di stabilità regionale, che prevede l'obiettivo per i Consorzi di Bonifica di conseguire, entro il 2020, l'equilibrio finanziario. A pagare però saranno i consorziati, ovvero le realtà produttive agricole, che dovranno versare i canoni partire dall'anno 2014, dunque in maniera illegittimamente retroattiva, sostenendo il peso dei debiti fuori bilancio dell'Ente. Tutto ciò è inaccettabile ed è reso particolarmente odioso dall'inefficienza di questi enti, da sempre carrozzoni al servizio delle varie clientele politiche, gravati da situazioni economiche paradossali, come a Ragusa, dove a causa di una vertenza ci sono lavorati pagati per starsene a casa”.
Concludendo, Assenza ha dichiarato quanto segue: “l'agricoltura siciliana vive una delle peggiori crisi della sua storia. Questo aumento dei canoni è l'ennesimo scempio compiuto per risanare debiti accumulati da decenni di sprechi. È necessario intervenire con forza affinché si arrivi a una soluzione che non penalizzi gli agricoltori e riduca i canoni dell'acqua per uso irriguo, cercando altrove le risorse necessarie al raggiungimento dell'equilibrio finanziario di questi enti.  Chiediamo la mobilitazione di tutti i rappresentanti istituzionali, in primis i sindaci della provincia, per evitare, ripeto, che si compia l'ennesimo scempio contro l'agricoltura iblea e siciliana”.


Vittoria, arrestato pusher marocchino

Vittoria, arrestato pusher marocchino

Era da tempo monitorato dai Carabinieri che, da diversi giorni, lo avevano notato frequentare ragazzi e i principali luoghi di aggregazione giovanile: è finito così in manette Zaghloul Abdelkrim, 44enne marocchino (in foto), “pizzicato” dai militari dell’Aliquota Radiomobile mentre cedeva alcune dosi di hashish, per un peso complessivo di oltre 2 grammi, ad un 45enne vittoriese in via Caporale degli Zuavi.
L’attività, frutto di appositi servizi di osservazione e pedinamento per monitorarne i movimenti e le abitudini di vita e protrattisi per svariati giorni, che si inquadrano nell’ambito dell’intensificazione dei controlli nell’area urbana di Vittoria, aveva consentito di appurare le “strane” frequentazioni con diversi giovani, nonché un certo andirivieni proprio nei pressi dell’abitazione del marocchino, finché i militari hanno sorpreso il 44enne, nella mattinata di oggi, intrattenersi con un uomo al quale dava furtivamente un piccolo involucro: ne è nata una perquisizione che ha permesso di rinvenire addosso al vittoriese la droga, mentre al marocchino 10 euro in contanti, il costo delle dosi appena cedute. La perquisizione domiciliare che ne è seguita, ha permesso di trovare materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente e altri 20 euro in contanti, ritenuto provento dell’attività di spaccio: il tutto è stato posto in sequestro penale.
È scattato così l’arresto per lo straniero, che è stato condotto presso la caserma di via Garibaldi dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione. L’assuntore, invece, è stato segnalato al competente Ufficio Territoriale del Governo per detenzione per uso personale di sostanza stupefacente.
Ora, al vaglio degli investigatori, che stanno proseguendo le indagini, la posizione del marocchino, per accertare l’eventuale complicità di altri criminali, e il canale di approvvigionamento della droga: la sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili.